Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2746 del 25 luglio 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2746/XI Disegno di legge: "Disposizioni per agevolare il funzionamento del Collegio femminile "Istituto San Giuseppe" di Aosta".

Articolo 1 (Finalità)

1. In considerazione dell'unicità del servizio offerto e dell'elevato standard qualitativo, nonché del radicamento storico nel tessuto socio-culturale valdostano, la Regione, nell'ambito delle azioni dirette a garantire l'assistenza scolastica e a rendere effettivo il diritto allo studio, concorre al funzionamento dell'Istituto San Giuseppe di Aosta, gestito dalla Congregazione delle suore di San Giuseppe di Aosta, rivolto ad un'utenza femminile sottoposta ad obbligo scolastico e formativo ovvero interessata al raggiungimento dei più elevati gradi di istruzione.

Articolo 2 (Strumenti finanziari)

1. Per il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, è autorizzata, nei limiti delle disponibilità di bilancio, la concessione di contributi nella misura massima del 70 per cento delle spese ammesse al finanziamento.

2. I contributi di cui al comma 1 sono concessi annualmente con deliberazione della Giunta regionale.

3. La Giunta regionale, con propria deliberazione, determina le spese ammissibili al finanziamento, nonché i criteri e le modalità di concessione ed erogazione dei contributi.

Articolo 3 (Requisiti per l'ammissione al finanziamento)

1. Al fine di beneficiare dei contributi di cui all'articolo 2, la Congregazione delle suore di San Giuseppe di Aosta deve assicurare, in particolare:

a) la disponibilità di locali, arredi ed attrezzature conformi alla normativa vigente;

b) l'impiego di personale educativo e di sostegno in possesso dei prescritti titoli di studio;

c) il possesso di un progetto educativo che contempli attività di sostegno scolastico, nonché iniziative di natura sociale e culturale volte allo sviluppo intellettuale e fisico delle giovani;

d) la destinazione di una quota di posti per le giovani residenti in Valle d'Aosta che versano in condizioni di disagio sociale, familiare o di svantaggio.

Articolo 4 (Convenzione)

1. L'assessore regionale competente in materia di istruzione e il legale rappresentante della Congregazione delle suore di San Giuseppe di Aosta provvedono, previa approvazione della Giunta regionale, alla stipula di una convenzione per la definizione, in particolare, dei seguenti aspetti:

a) la previsione di una verifica periodica circa la permanenza dei requisiti di cui all'articolo 3;

b) la determinazione della quota di retta posta a carico delle famiglie;

c) le modalità di iscrizione.

Articolo 5 (Disposizione finanziaria)

1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge è determinato in euro 60.000 per l'anno 2002 ed in annui euro 180.000 a decorrere dall'anno 2003.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nell'obiettivo programmatico 2.2.4.04 "Istruzione e cultura - Interventi a carattere scolastico" e si provvede mediante utilizzo per pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 56656 (Finanziamento dell'Università della Valle d'Aosta) dello stesso obiettivo programmatico dello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2002 e di quello pluriennale per gli anni 2002/2004.

3. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio e finanze, le occorrenti variazioni di bilancio.

PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz, per mozione d'ordine.

Curtaz (PVA-cU)Presidente, se non ricordo male, ieri durante la Conferenza dei Capigruppo si era deciso che stamani ci saremmo occupati delle due leggi elettorali, rimandando all'esito della discussione gli altri due punti all'ordine del giorno. L'intento era soprattutto quello di essere tranquilli che almeno sulle leggi elettorali si terminasse la discussione nel corso di questa mattina.

PresidenteNon ho avuto disposizioni diverse dall'Ufficio di Presidenza, quindi a me risulta che dobbiamo cominciare con questo provvedimento.

Se non ci sono espressioni diverse, continuerei in questo ordine.

Curtaz (PVA-cU)Significherà non finire in mattinata…

Presidente… proviamo ad avere un po' di fiducia nelle prime ore del Consiglio, Consigliere Curtaz.

La parola al relatore, Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (SA)Per meglio illustrare il presente disegno di legge, credo sia innanzitutto doveroso portare alla riflessione dei colleghi ciò che ha significato per la comunità valdostana la presenza delle suore di San Giuseppe nel proprio tessuto religioso e sociale, una presenza importante per la storia stessa della nostra Regione in quanto insediatasi a partire dal lontano 1831, quando le prime suore giunsero ad Aosta per richiesta del Vescovo, e che dimostrò, fin dagli inizi, una particolare vocazione per l'educazione civile e religiosa dei bambini e dei giovani.

Molti sono ancora oggi i Valdostani - ed io fra questi - che devono la loro formazione all'opera svolta dalle suore di San Giuseppe. È bene ricordare che, ancora in tempi recenti, per quanto riguarda la scuola materna, esse precedettero con l'offerta di questo servizio l'intervento dei comuni prima e della Regione poi.

L'opera delle suore di San Giuseppe non si è limitata all'ambito scolastico. Chi non ricorda il prezioso servizio offerto per anni dalle suore infermiere presso l'Ospedale o presso le famiglie? O le infaticabili opere di assistenza nei confronti dei più disagiati? O, ancora, le opportunità offerte a molti giovani di trascorrere un periodo di vacanza nelle loro colonie montane o marine? Sì, possiamo davvero dire che la presenza di questa congregazione ha fatto del bene alla nostra Valle! L'Amministrazione regionale ha già direttamente valorizzato anche la loro opera educativa quando, con la legge n. 55/1986, ha riconosciuto "la funzione sociale... del servizio di educazione scolastica svolta da scuole, istituti ed enti morali". Un servizio, quello delle suore, che vuole continuare nel tempo, nonostante che la crisi delle vocazioni riduca di molto le loro possibilità e costringa la congregazione ad assumere del personale laico, con i conseguenti pesanti oneri finanziari. Una situazione simile, aggravata dalle spese sostenute per l'adeguamento dello stabile alle norme di sicurezza, si è venuta a creare presso il collegio femminile che è oggetto del presente disegno di legge. Il collegio ha ospitato, quest'anno, 92 convittrici e 53 semiconvittori. Le suore offrono questo servizio ai giovani in età di assolvimento dell'obbligo scolastico, garantendo loro, oltre che il vitto e l'alloggio, adeguato sostegno allo studio, attività socio-ricreative, formazione individuale.

La particolarità dell'istituto è che esso rappresenta l'unica opportunità di convitto per le ragazze, infatti le altre strutture presenti in Aosta, Institut agricole e Convitto Chabod, accolgono solo studenti di sesso maschile (le stesse 17 ragazze frequentanti l'Ecole d'agriculture sono ospitate presso il Collegio San Giuseppe). Come sopra accennato, da alcuni anni la gestione del collegio è in difficoltà economiche per via delle maggiori spese sostenute per il personale, per gli adeguamenti strutturali, nonché per il rincaro generale dei prezzi. La sola possibilità di continuare la gestione consisteva in un considerevole aumento delle rette per le famiglie che si sarebbero trovate così in una situazione discriminata rispetto ai genitori di studenti di sesso maschile, i quali possono invece disporre di altre soluzioni di accoglienza a costi minori. Con il presente disegno di legge si vuole quindi porre rimedio a questa situazione, predisponendo degli strumenti finanziari che, in un'ottica di sussidiarietà orizzontale, permettano la continuazione di questo servizio nel pieno rispetto dell'autonomia gestionale ed educativa dell'Istituto San Giuseppe.

All'articolo 2 si autorizza, per il conseguimento delle finalità di cui sopra, la concessione di contributi nella misura massima del 70 percento delle spese ammissibili che saranno determinate dalla Giunta regionale.

All'articolo 3 si determinano gli obblighi per i beneficiari che consistono nella disponibilità di locali conformi alle normative vigenti, nell'impiego di personale educativo e di sostegno in possesso di titolo di studio finale di istruzione secondaria superiore, nel possesso di un progetto educativo, nella destinazione di una quota di posti per giovani in condizione di disagio sociale.

All'articolo 4 si rimanda alla stipula di una convenzione tra l'Assessore competente in materia di istruzione e la Congregazione delle suore di San Giuseppe che definisca i tempi di verifica dei requisiti, la determinazione della quota per le famiglie, le modalità di iscrizione. All'articolo 5 il disegno di legge è finanziato con 60.000 euro per l'anno 2002 ed in annui 180.000 euro a decorrere dall'anno 2003.

Nel concludere la presente relazione vorrei sottolineare l'importanza di questo provvedimento che, ne va dato atto, è stato sollecitato da tutti i gruppi consiliari. Si tratta di un riconoscimento della qualità di un'opera svolta, stabilendo un principio di concorso in finanziamento che dovrà trovare adeguate risorse finanziarie negli anni a venire in modo tale da garantire le finalità espresse nel disegno di legge.

PresidenteLa parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.

Pastoret (UV) Avant d'introduire quelques considérations, je voudrais remercier les collègues de la Vème et de la IIème Commission qui se sont occupés de ce projet de loi au cours de la dernière semaine; je voudrais aussi remercier le collègue rapporteur et saluer son initiative puisque, après neuf ans, c'est la première fois que le collègue Marguerettaz fait le rapporteur! La présentation de cet acte est l'achèvement d'un parcours qui a été tracé à partir du mois d'octobre 2001 suite aux engagements que j'avais assurés, au nom du Gouvernement, aux collègues en commission lorsqu'ils s'étaient penchés sur ce thème. A l'époque j'avais mis en relief quels étaient les problèmes à négocier pour avoir un instrument pouvant permettre de soutenir l'activité du Collège Saint-Joseph. Les collègues conseillers avaient, dans cette occasion, assuré leur accord à la définition d'une loi pouvant permettre l'octroi des subventions audit collège.

En fait, il était et il est nécessaire d'approuver une loi permettant l'octroi de subventions et cela parce que la loi régionale n° 18/1999 fixe à l'article 14 les conditions à remplir pour pouvoir procéder à l'octroi de subventions, je voudrais citer cette loi et cet article 14 qui dit au premier alinéa: "L'octroi de subventions, contributions, subsides, aides financières et avantages économiques, quelle qu'en soit la nature, à des personnes, associations, organismes publics et privés est subordonné à l'établissement et à la publication par l'administration qui accorde les bénéfices des critères et des modalités à suivre".

Le deuxième alinéa dit: "Pour ce qui est de la Région, les critères et les modalités visées au premier alinéa du présent article sont établies par loi régionale". Voilà pourquoi ce passage au Conseil pour une loi qui nous permettra par la suite de mettre sur pied une convention. La loi en question est donc l'acte préalable à la signature d'une convention entre l'Administration régionale et le Collège Saint-Joseph. Ce projet de loi anticipe quelques-uns des critères et des modalités d'octroi de la subvention, en renvoyant à une convention les éléments de détail.

Le but de cette loi est celui de soutenir le fonctionnement du Collège Saint-Joseph qui est actuellement le seul sujet qui assure l'hospitalité aux filles de la Région qui fréquentent les écoles à Aoste, tout en venant de différentes localités de la région. Cette loi permettra à l'Administration régionale d'octroyer des subventions qui s'inscrivent dans le domaine du droit à l'étude, pour lequel l'Administration chaque année investit des sommes importantes pour permettre aux jeunes Valdôtains d'être soutenus dans leur parcours scolaire à tous niveaux. Elle est présentée aujourd'hui, mais il ne faut pas croire que le problème de l'accès au collège dans la Région n'ait pas eu de réponse déjà dans le passé. A ce propos je veux rappeler que la loi régionale n° 68/1993 avait déjà prévu l'attribution de places gratuites ou semi-gratuites dans les collèges et pensionnats de la Région, tout particulièrement pour le Collège Saint-Joseph étaient environ 40 les places totales disponibles, ce qui permettait à un certain nombre de familles particulièrement démunies d'assurer aux filles un parcours scolaire selon leurs souhaits.

L'institut a vécu un progressif appauvrissement de personnel interne, car actuellement il y a eu une présence insuffisante de bonnes s?urs pour assurer le fonctionnement du collège, comme cela se vérifiait dans le temps. Ce phénomène a emporté la nécessité de recourir davantage à des collaborateurs extérieurs, dont le coût a progressivement augmenté, demandant ainsi d'augmenter le montant d'inscription au collège, ce qui aurait ultérieurement défavorisé les filles venant de foyers déjà en condition de faiblesse.

L'objectif de cette loi est celui d'assurer l'octroi d'une subvention qui permet au collège de réduire les pensions pour les élèves et donc de garantir dans le futur son fonctionnement avec les standards de qualité qui ont été assurés jusqu'à présent par le collège même. La loi est simple: elle remplit l'objectif de permettre à l'Administration de stipuler une convention avec l'institut, selon les indications qui sont issues de la commission, et souhaitée par les Responsables du collège et des parents des élèves, et aussi des communautés locales, qui nous avaient sollicités à assumer des actes en ce sens. Sur la base de ces prémisses, le Gouvernement a approuvé ce projet de loi qui est maintenant soumis à l'approbation définitive de l'Assemblée.

En conclusion, je voudrais rappeler que la loi fixe le montant des contributions en 180 mille euros à partir de 2003. Cette somme a été définie suite aux coûts supplémentaires actuels de fonctionnement du collège pour continuer à assurer les services qu'il fournissait au cours des années précédentes. Les coûts actuels sont plus élevés en raison du fait que le collège doit faire davantage recours à des personnels extérieurs, ce qui porte à une dépense majeure qui ne peut être couverte qu'avec des entrées plus importantes. Les moyens pour couvrir ce déficit ne peuvent être que l'augmentation des pensions pour les élèves ou la subvention de la part de la collectivité. Dans ce sens l'aide prévue par cette loi vise à garantir un équilibre économique qui permet au Collège Saint-Joseph de pratiquer au moins les mêmes tarifs des autres institutions régionales et de pouvoir aussi soutenir les dépenses liées au fonctionnement.

Il est de toute évidence qu'au fil du temps à des situations différentes devront correspondre des ressources différentes et pour cette phase de première application de la loi le calcul des ressources nécessaires a été fait sur les éléments connus à l'heure actuelle et pour garantir la possibilité d'adopter les mêmes tarifs de pensionnats analogues, en revenant donc sur les augmentations des frais qui avaient été demandées aux familles l'année précédente. Face à des situations qui évolueront, des montants différents pourront être fixés, d'ailleurs la loi devrait être financée chaque année par loi de budget de la part de l'Administration et donc sur la base aussi des rapports qui seront institués pour créer la convention et sur les éléments d'analyse de la convention; évidemment à des situations nouvelles devront correspondre des soutiens économiques nouveaux.

PresidenteLa discussione generale è aperta. Ricordo che questo provvedimento è stato approvato a maggioranza, con un emendamento, dalla V Commissione e all'unanimità dalla II Commissione, per compatibilità finanziaria, con l'emendamento della V. Rammento che ha il parere favorevole degli enti locali e della Consulta femminile con le osservazioni al provvedimento.

La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Oggi il Consiglio è chiamato a pronunciarsi su di un provvedimento che cerca di risolvere un problema che è stato anche sollevato con un'interpellanza dal nostro gruppo nel settembre scorso e già allora in aula l'Assessore aveva preso una serie di impegni, che poi ha riconfermato in commissione, come ha precedentemente ricordato.

Si tratta di un problema che da almeno due anni era stato presentato dalle Responsabili del "Collegio Istituto San Giuseppe" all'Assessore all'istruzione e cultura, e allo stesso Presidente della Regione, e che aspettava una risposta, come ci hanno segnalato durante l'audizione i Responsabili dell'istituto. Dopo la nostra iniziativa consiliare, dopo la richiesta di audizione dei rappresentanti dei genitori nella V Commissione consiliare, dopo cioè che il problema non è più rimasto legato solo ai colloqui tra i diretti interessati, autorità regionali e Responsabili dell'istituto, dopo che il problema è stato "socializzato" anche alle forze politiche presenti in Consiglio, si è avviato l'iter di ricerca di una soluzione che approda oggi in Consiglio.

Il problema può così essere sintetizzato: visto che le spese per la gestione del Collegio San Giuseppe sono in aumento - anche per la diminuzione della disponibilità di personale del convento - visto che questo comporta inevitabilmente un aumento delle rette, visto che il Collegio San Giuseppe è l'unica struttura convittuale presente in Valle per le studentesse, non è interesse della Regione garantire questo servizio che risponde ad esigenze delle famiglie? Questo è il problema che è stato posto, problema che possiamo anche riproporre con una domanda: come mai la Regione non interviene per eliminare una differenza tra le rette che le famiglie devono pagare a seconda se si tratta di un figlio studente convittore o di una figlia studente convittrice?

In Valle esiste un collegio maschile, il Convitto regionale, e un collegio femminile, l'Istituto San Giuseppe. Ora, mentre il primo, proprio perché è regionale, con personale regionale, può chiedere alle famiglie delle rette più contenute, l'Istituto San Giuseppe, che è privato, deve far fronte a tutte le spese solo con il lavoro gratuito delle suore e con le rette pagate dalle famiglie. È inevitabile che queste siano più alte mediamente di 100 euro mensili. Ora - lo ricordavano i rappresentanti dei genitori durante l'audizione in commissione -, questo si traduce di fatto in una discriminazione nei confronti delle figlie femmine in rapporto ai figli maschi e in un aggravio di spesa per la famiglia. Riporto quello che hanno detto i genitori in commissione: "Chiedo..." - ha detto testualmente un genitore - "... che questa Amministrazione provveda affinché le rette siano parificate a quelle del Convitto maschile e che quindi non ci sia discriminazione per le famiglie che hanno due figlie anziché due figli!".

Ricordo quanto già da me osservato in quest'aula nel settembre scorso nei confronti del servizio che questo collegio svolge nella nostra Regione, allora dissi: "Tutti sappiamo come da anni..." - riprendo, come del resto ha fatto anche l'Assessore, alcuni passi del mio intervento - "... dal 1967, l'Istituto San Giuseppe di Aosta svolga un servizio educativo sul territorio, un servizio che è rivolto particolarmente ad adolescenti e giovani che frequentano le scuole medie inferiori e superiori della città di Aosta. Questo istituto garantisce loro ospitalità oltre che supporto educativo.

Questa struttura collegiale offre un servizio a molti iscritti a classi di scuole medie inferiori o superiori, studenti che magari vivono in zone disagiate, periferiche, e che non riescono, se non con enorme difficoltà, a raggiungere ogni giorno la scuola che intendono frequentare. Come pure offre assistenza e sostegno scolastico mirato a coloro che non possono sempre usufruire del supporto familiare per continuare a casa l'impegno scolastico.

Se consideriamo attualmente qual è l'alto numero di convittrici, si aggira sul centinaio... e di semiconvittori, sono una cinquantina, ci si rende conto che questa struttura garantisce un servizio prezioso per la collettività... in quanto è l'unica struttura convittuale ad Aosta che possa ospitare delle studentesse...", servizio che continua ad esser richiesto dalle famiglie se le collegiali in questi ultimi anni sono aumentate da 75 a 93. Questo è un po' il quadro in cui si inserisce questa legge. Con questa legge si mettono - qui concordo con l'Assessore - le basi giuridiche per dare una risposta alle richieste che sono state formulate dal Collegio San Giuseppe, Responsabili e famiglie, per giungere alla convenzione con cui Regione e collegio concordano le condizioni per migliorare il servizio del convitto femminile.

Nella legge si indicano i principi che costituiscono il quadro che giustifica la concessione di contributi. Con questa legge si riconosce che il servizio di accoglienza, ospitalità e supporto educativo offerti dall'Istituto San Giuseppe è un servizio pubblico, risponde cioè a bisogni della collettività, bisogni che l'ente pubblico considera importanti perché vanno nell'ottica della formazione delle giovani, soprattutto di quelle che si trovano in luoghi più disagiati e più lontani dalle sedi scolastiche; che l'ente pubblico riconosce l'importanza di mantenere sul territorio questo servizio e a tal fine mette delle risorse pubbliche perché questo servizio non abbia a cessare.

Nel momento in cui l'ente pubblico, la Regione, impegna proprie risorse per concorrere a mantenere un servizio gestito dal privato, chiede alcune garanzie sulla qualità del servizio, come ad esempio le norme sulla sicurezza dei locali, la professionalità degli educatori assunti e sulla non discriminazione degli utenti: modalità di iscrizione, criteri con cui selezionare le domande. Noi condividiamo questa impostazione che sa coniugare il rispetto dell'autonomia delle scuole/collegio, rette dal privato che rende un servizio pubblico, con la necessità di chiedere al privato che accede a fondi pubblici di rispettare le condizioni, le regole, che caratterizzano l'ente pubblico: l'accettazione di tutti gli utenti secondo criteri di uguaglianza e di non discriminazione; il rispetto delle norme che regolano ogni attività convittuale.

C'è un aspetto della legge che non condividiamo, cioè la scarsità dei contributi e la loro aleatorietà. L'obiettivo della legge era quello di uguagliare le rette del collegio maschile e femminile, ma tale obiettivo a quanto ne sappiamo non è stato raggiunto: le rette del collegio non diminuiscono rispetto allo scorso anno perché il contributo previsto copre solo il quarantacinque per cento del disavanzo segnalato dal Collegio San Giuseppe. I soldi dati sono troppo pochi, tali da non consentire un abbattimento del costo delle rette e la loro entità è legata di anno in anno a decisioni della Giunta. Certo è meglio di niente.

La legge si configura pertanto, a nostro avviso, più come sussidio alle suore che non come un contributo per risolvere i problemi posti. Il collegio può infatti abbattere parte del disavanzo, ma le famiglie delle convittrici dovranno continuare a pagare la retta, come gli anni precedenti. Ci spiace che, a fronte di un bisogno reale e accertato, che risponde a bisogni di formazione della comunità, questa Giunta e questa maggioranza rispondano in modo inadeguato.

Avremmo voluto affrontare direttamente con l'Assessore questa questione finanziaria in commissione, purtroppo non è stato possibile avere la sua presenza in commissione. Abbiamo oggi sentito alcune parole che ci confortano un po' di più, nel senso che abbiamo sentito da parte dell'Assessore l'impegno a ritoccare l'entità dei contributi in modo da consentire un effettivo abbassamento delle rette; noi prendiamo atto di questa sua affermazione e speriamo che ciò avvenga. Non possiamo comunque, nonostante questo, non votare a favore di un provvedimento che abbiamo sollecitato e che ci sta a cuore.

Si dà atto che dalle ore 9,54 presiede il Presidente Louvin.

Président La parole au Conseiller Frassy.

Frassy (FI)Questa è sicuramente una legge che è stata auspicata, e per certi versi sollecitata ed attesa, perché si pensava che questo tipo di intervento da parte dell'Amministrazione regionale potesse farci superare quella strana situazione di discriminazione fra studenti e studentesse che, in maniera anacronistica, rimane - forse unico caso in Valle d'Aosta - presente nell'ambito delle strutture che ospitano studenti. Il Convitto Federico Chabod, che è divenuto regionale ormai da parecchio tempo, nel suo regolamento ammette solo i convittori maschi. Non riusciamo a capire quale sia la logica di questa vecchia norma, che peraltro è stata mantenuta dall'Amministrazione regionale nel momento in cui è diventata proprietaria della struttura stessa, e, non essendoci altre strutture analoghe che si occupino, dal punto di vista della proprietà pubblica, delle studentesse, è evidente che l'Istituto San Giuseppe, oltre a svolgere un servizio pubblico, supplisce anche a quella che è una carenza, una dimenticanza, una distrazione, un'omissione - diciamo - dell'Amministrazione regionale rispetto alle strutture che gestisce.

È evidente la disparità di trattamento economico per l'accesso alle due strutture: la retta per i convittori al convitto Federico Chabod è di 4,6 milioni all'anno, mentre la retta per l'Istituto San Giuseppe è di 6,3 milioni all'anno. Sono differenze significative che imponevano che l'Amministrazione regionale contribuisse a perequare, a far sì che le studentesse non patissero questo maggior costo per poter frequentare gli istituti di Aosta in virtù del loro sesso.

Dobbiamo anche dire che l'Amministrazione regionale contribuisce in maniera significativa ad istituzioni private inerenti il mondo della scuola: il Liceo linguistico di Courmayeur, l'Istituto musicale, che è una fondazione, la Fondazione turistica di Châtillon, la Fondazione dell'istituto agricolo, alcune scuole elementari private fra cui quella di San Giuseppe, di Sant'Orso e di Don Bosco. Totale dimenticanza, o totale insensibilità, invece vi era nei confronti del problema dei convittori.

Noi però non riusciamo a non dire, Assessore, che siamo insoddisfatti di questa legge perché questa legge tanto attesa - fra l'altro anticipata da un lungo momento di dibattito, approfondimento e confronto iniziato nell'ottobre scorso - è stata portata velocemente all'aula prima della pausa estiva con un testo molto stringato che non dice tanto, se non nella conclusione, ossia nei 180 mila euro che a decorrere dal 2003, e 60 mila nel 2002, saranno concessi all'Istituto San Giuseppe. Perché dico "saranno concessi"?

Perché è evidente che il meccanismo delle spese ammesse è finalizzato ad esaurire queste disponibilità che sono contenute nell'articolo 5 delle disposizioni finanziarie e servono a dare "vestito" più nobile, così forse pensava la Giunta, a questo stanziamento, anche perché tutta la parte delle spese ammesse dovrà essere oggetto di una convenzione e ancora in commissione, la settimana scorsa, la controparte - perché la convenzione viene fatta almeno fra due soggetti: uno è l'Amministrazione regionale, l'altro l'Istituto San Giuseppe - non aveva assolutamente cognizione di che tipo di convenzione potesse essere stipulata con l'Amministrazione regionale. È ovvio che la Direzione del San Giuseppe aveva la certezza, la fiducia e la convinzione che questa convenzione potesse consentire il trasferimento delle intere risorse qui indicate. Va però detto che, a fronte di queste risorse, seppure importanti rispetto ad altre spese, ma molto poco significative rispetto ad altre, per voce stessa della Direzione del San Giuseppe, si soddisfa - volendo usare una percentuale peraltro riportata dalla stessa Direttrice - il 45 percento di quello che sarebbe il fabbisogno per una gestione ottimale.

L'aspetto più negativo di questa impostazione legislativa è quello di constatare che, nonostante questo tipo di finanziamento pubblico, sostanzialmente per i fruitori finali, cioè per le studentesse, cambia nulla relativamente a quelli che sono i costi di accesso a questa struttura. Questo tipo di finanziamento, infatti, non farà diminuire le rette dell'Istituto San Giuseppe fino ad arrivare alle rette dell'Istituto Federico Chabod, ma consentirà di non aumentarle per un certo periodo di tempo e si dice anche che consentirà all'Istituto San Giuseppe, non aumentando le rette, di poter continuare fra parecchie difficoltà la gestione di questo servizio che da parecchi decenni viene svolto a vantaggio della comunità scolastica femminile valdostana.

Ci soffermiamo allora su quella che forse l'Assessore definirà una suggestione, ma che è una suggestione che in altre regioni ha trovato concreta attuazione: il meccanismo del buono scuola che, nell'ambito della sua sperimentazione, avrebbe forse potuto trovare, in questo contesto particolare, una sua particolare regolamentazione, ossia mettere in condizione gli studenti e le studentesse di usufruire di un contributo che fosse finalizzato a pagare o almeno a contribuire alla retta di cui le famiglie si devono far carico. Mi dirà l'Assessore che comunque vi sono dei contributi indiretti che, in presenza di requisiti predeterminati soprattutto di tipo reddituale o di particolari situazioni familiari, vengono percepiti dai convittori. Noi replichiamo a questa affermazione, che sicuramente l'Assessore avrebbe fatto in quanto l'ha già esposta in commissione, che questi contributi indiretti sono dei contributi che vengono percepiti da una minima parte dei fruitori di questa struttura.

Riteniamo di conseguenza che questa legge, per quanto riguarda il diritto alla scuola, diritto che in una Regione dall'orografia come la nostra per essere garantito deve essere aiutato dal punto di vista economico, non abbia centrato l'obiettivo principale, cioè quello di riportare un'equità nell'accesso allo studio, considerando che le famiglie che mandano i propri figli in queste strutture convittuali sono famiglie che, non abitando ad Aosta, hanno difficoltà per motivi di lavoro, per quelle che sono le distanze, a fare la spola fra i loro comuni di residenza e le strutture scolastiche. La legge da questo punto di vista perciò ha fallito l'aspettativa, ma che non era un'aspettativa solo delle studentesse in questo caso, ma che era per certi versi anche l'aspettativa dello stesso istituto. È ovvio che, in mancanza di niente, Assessore, è meglio poco ed è meglio poco e subito, se è vero che questo stanziamento avrà efficacia fin dal prossimo anno scolastico, ed è per questo che abbiamo accettato, pur nell'indeterminatezza di quella che era la definizione di aspetti di convenzione e degli altri passaggi demandati ad atti successivi, di rinunciare a quell'approfondimento che avremmo voluto poter fare in commissione, su convincimento che comunque - così era l'impegno del Presidente della V Commissione - le questioni rimaste irrisolte in commissione sarebbero state oggetto di sua illustrazione e approfondimento in aula.

Riteniamo che il provvedimento sia comunque insoddisfacente rispetto alla concretezza del problema, di conseguenza confermiamo, come già espresso in commissione, un voto di astensione perché ci saremmo aspettati qualcosa di più dal punto di vista finanziario e ci saremmo soprattutto aspettati qualcosa di più dal punto di vista del sostegno diretto alle famiglie. Paradossalmente con questa legge andiamo probabilmente a creare i presupposti per la continuità del servizio che l'Istituto San Giuseppe sta effettuando da trent'anni, ma non andiamo a sgravare di questi maggiori oneri le famiglie delle studentesse che sono obbligate per motivi di studio ad un collegio e rimane irrisolta la domanda per la quale il Convitto Chabod continui a rimanere precluso al sesso femminile. Penso che su queste questioni alcune risposte o comunque alcune riflessioni si impongano ed è per queste considerazioni che confermiamo la nostra astensione su questo provvedimento.

Président La parole au Conseiller Ottoz.

Ottoz (UV) Non starò a ripetere analisi approfondite, già effettuate peraltro dai colleghi, né a fare il difensore di ufficio dell'Istituto San Giuseppe, che, per i meriti che ha acquisito in quasi due secoli, non ne ha bisogno. Mi limiterò ad una breve considerazione. Oltre ad eliminare una discriminazione nei confronti delle studentesse provenienti dai comuni lontani dal capoluogo - perché, come ha ricordato il relatore, le strutture pubbliche ospitano oggi solo studenti di sesso maschile -, è interessante sottolineare come il costo pro capite per la Regione risulti notevolmente inferiore, con la legge che andiamo ad approvare, rispetto ai costi sostenuti dalla Regione stessa nelle strutture pubbliche per gli studenti. Ciò avviene non solo, quindi, nell'ottica di una corretta applicazione di un federalismo interno della Regione del principio di sussidiarietà orizzontale, ma ciò dimostra che essa, applicata senza pregiudiziali ideologiche, permette sia il rispetto della libertà delle scelte dei cittadini e delle famiglie per l'educazione dei figli, sia un'ottimizzazione - eufemismo che sta per risparmio, ovviamente - dei costi sociali che in ultima analisi ricadono sulla comunità valdostana.

L'augurio, esprimendo favore per questa legge, è che questo sia solo l'inizio e che si possa in futuro fare di più con futuri provvedimenti, quando le risorse saranno disponibili, parificando o tendendo a parificare il costo di accesso per le studentesse dell'Istituto San Giuseppe o di altri istituti che fornissero lo stesso servizio a quello previsto nelle strutture pubbliche oggi per gli studenti, rimuovendo ogni differenza di costo per le famiglie legate al sesso dei figli.

Président La discussion générale est close.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Pour quelques précisions. Il est vrai, la politique est "l'article du possible" et alors tout est possible: d'entendre des choses et puis d'entendre le contraire de ces choses. Moi je dois m'excuser avec la Vème Commission, ce n'est pas que je n'aie pas voulu participer vendredi passé à la séance de la commission, mais j'étais à Trento; toutefois il me semblait que toute une série d'éléments étaient contenus dans les recommandations que la commission avait faites au cours de la réunion du 25 octobre 2001, mais surtout il me semblait que le problème avait été saisi.

Le problème qui a porté à notre attention la problématique du Collège Saint-Joseph, a été le suivant. L'année passée, comme M. Frassy l'a rappelé, les quotas d'inscription au pensionnat ont été différenciés entre le Collège Chabod et le Collège Saint-Joseph, donc une différence de dépense de la part des familles pour permettre à leurs fils et à leurs filles d'être inscrits ou inscrites aux collèges de la Région.

Le problème qui se posait était celui de faire en sorte que cette différence soit éliminée pour les raisons que tous les collègues ont exprimées ici: de justice, d'opportunité, et cetera, et c'est de là qu'on est partis pour faire cette loi qui nous permet ensuite de faire une convention et de rétablir les conditions économiques pour les filles qui fréquentent l'Institut Saint-Joseph ou les garçons qui fréquentent le Collège Chabod et cela a été clair, au moins à mon esprit, et je crois aussi à l'esprit d'une grande partie des collègues de cette Assemblée et aussi à l'esprit des bonnes s?urs. Moi j'ai entendu aujourd'hui ici faire des affirmations et je me demande si j'ai rencontré des personnes différentes par rapport aux Responsables du collège parce que, une fois préparée cette loi, avant qu'elle soit soumise à l'approbation du Gouvernement, j'ai rencontré les Responsables de l'Institut Saint-Joseph - le 28 mai - et on a abordé ce problème, on a présenté les contenus économiques et les contenus de la loi.

C'est à l'esprit de tout le monde que l'article 4, où on parle de la convention, fixe au point b) che oggetto della convenzione è: "la determinazione della quota di retta posta a carico delle famiglie" et donc ce n'est pas quelque chose qui est déjà résolu, mais c'est quelque chose qui sera discuté en phase de rédaction de la convention, mais c'est un élément surtout qui est clair pour les bonnes s?urs responsables de l'institut. On me dit qu'en commission quelque chose de différent aurait été dit, voilà pourquoi j'explique ma considération sur la politique qui est "l'article du possible": parce que moi j'ai quelques difficultés à croire que les bonnes s?urs fournissent des versions d'un type à l'Assesseur et d'un autre type à la commission, je serais plutôt porté à croire que ce sont les hommes politiques qui changent de version d'une fois à l'autre, cela pas seulement parce que cela rentre dans la tradition habituelle de la considération qui est réservée aux hommes politiques, mais parce que dans mon esprit les bonnes s?urs jouissent encore d'une certaine confiance.

Cela dit, le problème avait été celui de ne plus faire en sorte que le pensionnat soit augmenté et soit différencié par rapport aux autres pensionnats de la Région, mais des calculs ont été faits aussi avec les bonnes s?urs, des éléments ont été éclaircis: la loi ne pouvait pas prévoir une subvention supérieure au maximum de 70 pour cent, à l'intérieur de ce pourcentage on aurait eu la possibilité d'avoir un montant couvrant les dépenses. Cette somme ne couvre pas seulement la différence de pensionnat pour les filles, parce que si on dit que la somme doit servir au fonctionnement général du collège, alors nous ne devions pas faire cette loi, c'était une autre chose qu'on aurait dû faire.

La loi a été nécessaire pour faire une convention permettant de soutenir les dépenses majeures qui devraient être soutenues des familles et, sur la base des calculs qu'on a faits avec les bonnes s?urs, il y a aussi de plus - parce que M. Frassy les comptes les a faits -, les différences nous porteraient à 150 millions de lires chaque année, tandis qu'ici nous avons 180 mille euros, soit 350 millions de lires, encore plus que la prévision faite en Vème Commission par M. Curtaz qui disait: "Ça pourrait être une dépense entre 200 et 300 millions de lires", mais pourquoi? Parce qu'on s'était penchés sur la résolution d'un problème lié aux dépenses générales des familles. Moi je l'ai dit tout à l'heure: je n'exclue pas que cette loi, au point de vue financier, pourra être modifiée par la suite, d'ailleurs toutes les lois en échéance de budget ont des variations.

La convention nous permettra de mieux faire le point de la situation et de mieux connaître ces calculs que nous avons faits en gros avec les bonnes s?urs. Pour le moment la proposition qui leur a été faite s'est basée sur les données qui nous ont été fournies et cette proposition a été retenue équitable, bien sûr elle n'est pas exhaustive dans le total pour celles qui seront les perspectives de l'institut, mais cela - je le répète - c'est un élément qu'on devra voir pour le futur.

Président Nous procédons à l'examen, article par article.

La parole au Conseiller Frassy sur l'article 1er.

Frassy (FI)Il nostro gruppo, nel ribadire il voto di astensione, tiene anche a precisare meglio, alla luce soprattutto della replica dell'Assessore, alcune questioni sostanziali.

Dobbiamo dire, Assessore, che mai come in questo caso la fretta e la distrazione sono cattive consigliere e portatrici di risoluzioni pasticciate. Questo problema è stato portato all'attenzione di questo Consiglio nell'ottobre scorso con una serie di riunioni della V Commissione. L'Assessore si è preso tutto il tempo necessario - e forse anche un po' di più di quello che era necessario - e probabilmente si è ricordato in "zona Cesarini" che se si voleva rendere operativa questa disposizione fin dal prossimo anno scolastico, bisognava portare in aula un disegno di legge prima della sospensione estiva dei lavori, però da quella che è stata l'ultima audizione fatta dalla V Commissione con la Direzione dell'Istituto San Giuseppe, in assenza dell'Assessore, assenza che non può essere sicuramente imputata alla V Commissione perché le tempistiche di assegnazione alla V Commissione è vero che le detta il Presidente del Consiglio, ma su impulso della Giunta, perciò quanto meno sarebbe opportuno che questo tipo di calendarizzazione venisse concordata con l'Assessore di riferimento…

(interruzione della Consigliera Charles Teresa, fuori microfono)

… sì, ma se la data è stata cambiata, non è stata sicuramente cambiata per volontà delle commissioni, è stata cambiata perché c'erano dei problemi in Giunta, ma poi la collega Charles potrà fare tutte le precisazioni che vuole. Qualsiasi motivazione stia alla base del cambiamento di data non giustifica comunque il fatto che la commissione non abbia potuto fare certi approfondimenti!

La cosa grave, Assessore, è che i dati che abbiamo potuto audire in commissione non coincidono assolutamente con la sua riflessione finale perché se lei ha il convincimento che questa legge dia di più di quelle che potevano essere determinate esigenze... la percentuale del 45 percento non l'ho citata io in commissione o in aula, non l'ha citata la collega Squarzino, ma, in seguito ad una precisa domanda, la Direttrice dell'istituto, che è rimasta delusa dal modesto ausilio finanziario, concludendo però, come dicevo prima, che, piuttosto del niente, è meglio il poco.

C'è un altro aspetto importante nato dalla discussione di ottobre che lei ha brevemente ricordato: l'Amministrazione regionale in questo contesto doveva operare su due fronti perché, se è vero che l'istituto nella sua funzione di convitto femminile svolge un servizio pubblico, era opportuno che l'Amministrazione regionale considerasse per quel tipo di servizio pubblico un determinato intervento contributivo e di sostegno ovviamente di natura finanziaria al pari di quanto fa in situazioni analoghe. Assessore, non per voler fare della facile demagogia, ma pensiamo quanto ci costano 15 giorni di Juventus in Valle d'Aosta, pensiamo cosa ci costano i ritiri delle squadre di serie A e di serie B in Valle d'Aosta per 15 giorni! Ritengo che non diano né quel grandissimo ritorno di immagine, né quel grandissimo servizio pubblico, né soprattutto vadano ad incidere su quello che è un diritto, come lo è quello alla scuola!

Perciò se c'è un servizio pubblico, e se c'è un servizio pubblico soprattutto svolto da un'istituzione che non ha scopo di lucro e da un'istituzione che comunque supplisce a una carenza, a cui l'Assessore non ha ancora risposto - e ci auguriamo che poi risponda alla domanda volta a sapere il motivo per il quale il Convitto Federico Chabod e l'Institut agricole non ospitano sezioni femminili, non sono convitti misti; non sappiamo se è una pregiudiziale della sua forza politica o se ci sono delle motivazioni tecniche -, ci piacerebbe che su questo aspetto venisse fornita una risposta che supplisca ad un'omissione dell'amministrazione pubblica nell'ambito dell'offerta che sta a margine del comparto scolastico; se c'è un servizio pubblico che viene coperto è proprio questo ed è un fronte sul quale l'Amministrazione doveva già intervenire da tempo!

Sull'altro aspetto, quello dell'equità nei confronti dei due sessi, argomento che viene sfiorato fra l'altro in maniera risibile in un provvedimento di legge che sarà oggetto di esame successivo, la legge di riforma del sistema elettorale del Consiglio regionale, l'Amministrazione non ha fatto nulla perché se è vero che questo intervento di tipo finanziario serve a non aumentare le rette, è altrettanto vero che le studentesse in Valle d'Aosta che si appoggiano ad un istituto convittuale privato hanno un costo quasi doppio rispetto al costo che sostengono gli studenti maschi che fruiscono delle strutture regionali e allora ecco che il secondo intervento doveva essere distinto e mirato direttamente alle famiglie. Noi riteniamo insoddisfacente "cullarci" nell'affermazione secondo la quale con questo intervento abbiamo evitato ulteriori aumenti di quelle rette.

Gli obiettivi dell'Amministrazione regionale dovevano essere due e mi ripeto brevemente. Come già avevo accennato nella discussione generale, poteva essere l'occasione per portare all'attenzione dell'aula una versione "alla valdostana" in senso positivo del concetto praticato del buono scuola. Noi prendiamo atto che l'Assessore forse non ha capito quelli che erano i problemi perché dalla replica che ha fatto ci sembra di capire che gli siano sfuggiti - forse per il tempo intercorso fra quella riflessione di ottobre e questo provvedimento che in fretta e furia è stato "chiuso" e portato in aula - quelli che erano effettivamente i veri problemi sui quali bisognava incidere.

Il nostro voto di astensione perciò, sia ben chiaro, non è un voto contrario a questo tipo di intervento, ma è un voto che dà un giudizio politico insufficiente a questo tipo di intervento, insufficiente per l'entità degli stanziamenti, insufficiente per la tempistica con cui si è arrivati a concretizzare questo intervento, insufficiente perché non tiene assolutamente in considerazione gli aspetti economici delle famiglie. È con queste ulteriori considerazioni che confermiamo il nostro voto di astensione.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (SA)Vorrei dire che a dieci mesi dalle elezioni regionali è facile per gruppi politici e/o singoli consiglieri di maggioranza o di opposizione effettuare un gioco di carte, che penso molti di voi conoscano, che si chiama poker.

Nel poker c'è un sistema di gioco che prevede il rilancio, per quelli che di voi non conoscono questo gioco spenderò trenta secondi per spiegare di cosa si tratta: di fronte ad un avversario che mette sul banco la posta, un altro giocatore rilancia, vale a dire mette la posta messa dall'avversario, più un'altra cifra. A sua volta il primo giocatore, per andare a vedere le carte di colui che ha rilanciato, deve mettere sul piatto la differenza…

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

… vedo che il Presidente è espertissimo e quindi sa anche che spesso chi rilancia bluffa; ho avuto un po' questa sensazione nell'ascoltare alcuni interventi che si sono susseguiti nel corso del dibattito. Fatta questa premessa, vorrei - usando sempre una frase cara al Presidente Viérin - un po' "remettre la pendule à l'heure". Perché dico questo? Perché quasi tutti i Consiglieri che hanno avanzato delle - anche giuste, ma poi tornerò su questo punto - critiche a questo provvedimento, si sono dimenticati di un aspetto molto importante: di come e quando è sorto il problema che oggi andiamo a cercare di risolvere con questo provvedimento.

La collega Squarzino dice che il problema è stato sollevato dal loro gruppo consiliare; è vero, perché l'interpellanza presentata da "Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo", che precede di un giorno la lettera con cui l'istituto fa presente i suoi problemi, solleva questa problematica, ma nell'interpellanza presentata da "Per la Valle d'Aosta-con l'Ulivo" non si fa il minimo riferimento alle argomentazioni portate da loro oggi in aula, non si fa cioè il minimo accenno alla questione della discriminazione fra le rette fra strutture pubbliche e private, fra maschi e femmine. No, in quella interpellanza si chiede di mettere in piedi una convenzione con il San Giuseppe perché questo possa continuare la sua attività…

(interruzione del Consigliere Curtaz, fuori microfono)

… ho l'interpellanza qui, vuoi che la legga, la leggo tutta? Se l'interpellanza è così, poi mi spieghi perché. Cosa chiede l'Istituto San Giuseppe, facendo presente tutte le sue difficoltà, nella lettera inviata il giorno seguente al Presidente del Consiglio, al Presidente della Regione, all'Assessore e a tutti i consiglieri? Domanda un intervento economico che ne sostenga la continuità, non chiede un intervento economico che parifichi le rette pubbliche alle rette private.

Prima del 6 settembre 2001 le rette erano comunque diverse rispetto al convitto e in quest'aula... e neanche i diretti interessati hanno mai sollevato questo problema. Il problema quando nasce? Il problema nasce nel momento in cui questo istituto rischia di chiudere, se non aumenta smisuratamente le rette; questo è il problema e da questo punto di vista il provvedimento dà risposta a questa necessità. Cammin facendo, nel corso della discussione e dei confronti che ci sono stati, sorge un problema che - ci tengo a sottolineare - è giusto anche dal mio punto di vista, ma che è il secondo gradino della questione, il primo era quello che ho ricordato fin qui. Adesso si vuole dire: "Sì, è vero che forse abbiamo salvato questo collegio, ma il problema non è qui", però questo intanto lo portiamo a casa... allora, vogliamo porre sul tappeto un'altra questione che è quella di equiparare le rette delle famiglie che mandano i loro figli in un servizio pubblico, qual è il convitto, o privato, quale l'Istituto San Giuseppe? È un ottimo argomento di discussione, mi impegnerò - per quanto ne sarò capace - a discutere e a vedere insieme agli Assessori e alla Giunta le modalità per arrivare alla sua risoluzione, ma non facciamo confusione, questo è un secondo problema, importante, che andrà affrontato, ma che non può oscurare ciò che questo provvedimento significa, che dà risposta ad un problema così come era stato sollevato in origine.

Vi ringrazio per il dibattito che c'è stato in merito a questo provvedimento e annuncio il voto favorevole del gruppo della "Stella Alpina".

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)La quale vota a favore, nonostante l'intervento del collega Marguerettaz, perché, Signor collega Marguerettaz, lei avrà letto il testo dell'interpellanza, ma o non è stato attento durante l'incontro con i rappresentanti dell'istituto oppure non ha letto il resoconto del 19 settembre.

In tale data la sottoscritta è stata molto chiara perché ha detto: "Le rammento, Assessore, che esiste oggettivamente un problema e il problema è di questo tipo: oggi come oggi, alcune strutture convittuali regionali, come il Convitto regionale, possono proporre delle rette che sono molto inferiori alle rette proposte da questo istituto, si aggirano sulle 200.000 lire mensili in meno per i convittori e le convittrici e sulle 100.000 lire mensili in meno per i semiconvittori... Ci si chiede perché una famiglia anche non bisognosa, diciamo una famiglia normale, con un figlio convittore al Convitto regionale e una figlia convittrice all'Istituto San Giuseppe, entrambi studenti di scuola media superiore, al convitto debba pagare di meno per il figlio maschio e al San Giuseppe debba pagare di più per la figlia femmina. Sicuramente non dobbiamo porla solo su questo piano, ma concretamente assistiamo anche ad una discriminazione di sesso: se una famiglia ha delle figlie da mandare al collegio, sa che dovrà pagare di più di quanto dovrebbe pagare se avesse un figlio maschio".

Vorrei dire che questo problema chiaramente era presente quando è stato…

Marguerettaz (fuori microfono) … nel testo dell'interpellanza, quindi evidentemente…

Curtaz (fuori microfono) … ti sei dimenticato quando facevi opposizione perché il testo dell'interpellanza…

Squarzino (PVA-cU)… io prima non ho interrotto il collega Marguerettaz. Chiedo al collega Marguerettaz che, quando fa delle affermazioni, si documenti. Voglio ribadire che questo tema da noi è stato affrontato in quest'aula.

Seconda cosa, Signor Marguerettaz: il tema delle rette è un tema importantissimo che i genitori, come lei ha sentito in commissione, hanno sottolineato con forza. Ora non si può bluffare! Io credo all'Assessore che ha detto: "Noi siamo intenzionati a rivedere di volta in volta anche la quota sulla base delle esigenze", prendo per vera questa affermazione e seguirò la questione... se effettivamente questo non avverrà, interverremo sperando che i dati che ci porterà siano veritieri. Grazie, Assessore.

Président La parole au Conseiller Ottoz.

Ottoz (UV)Preannunciando il mio voto favorevole, vorrei fare una considerazione su questo meraviglioso dibattito sulla primogenitura di chi ha scoperto l'Istituto San Giuseppe, nel senso che pare che la primogenitura dell'evidenziazione di un problema nasca necessariamente da chi per primo ha presentato un'interpellanza o un'interrogazione in proposito. Questo sicuramente è vero dal punto di vista formale e quindi la situazione è corretta, però questo confronto mi annoia perché è sempre stato così in questo Consiglio. Dal momento che le interpellanze e le interrogazioni, essendo invalsa la consuetudine, non so da quando, per la quale per i consiglieri di maggioranza non è vissuto come "politically correct" presentare interpellanze e interrogazioni, è fatale che i problemi sollevati con interpellanze e interrogazioni siano sempre sollevati dalla minoranza e quindi non capisco tanto questo simpatico confronto.

È vero, di conseguenza, che la primogenitura formale con presentazione di un atto formale, è da attribuirsi con pieno merito ai Consiglieri "dell'Ulivo", nella fattispecie alla Signora Dina Squarzino, però altri, i Consiglieri della maggioranza - senza volersi dare primogeniture sull'aver scoperto l'esistenza di problemi - normalmente fanno altre azioni: sollecitano interventi e sollevano problemi, svolgendo la loro attività politica anche sul territorio e quindi non sempre necessariamente presentandoli in aula.

Président Je soumets au vote l'article 1er:

Conseillers présents: 33

Votants: 31

Pour: 31

Abstentions: 2 (Frassy, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 2:

Conseillers présents: 33

Votants: 31

Pour: 31

Abstentions: 2 (Frassy, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

A l'article 3 il y a un amendement élaboré par la Vème Commission du Conseil, dont je donne la lecture:

Emendamento La lettera b) del comma 1 dell'articolo 3 è sostituita dalla seguente:

"b) l'impiego di personale educativo e di sostegno in possesso di titolo di studio finale di istruzione secondaria di secondo grado;".

Je soumets au vote l'article 3 dans le texte ainsi amendé:

Articolo 3 (Requisiti per l'ammissione al finanziamento)

1. Al fine di beneficiare dei contributi di cui all'articolo 2, la Congregazione delle suore di San Giuseppe di Aosta deve assicurare, in particolare:

a) la disponibilità di locali, arredi ed attrezzature conformi alla normativa vigente;

b) l'impiego di personale educativo e di sostegno in possesso di titolo di studio finale di istruzione secondaria di secondo grado;

c) il possesso di un progetto educativo che contempli attività di sostegno scolastico, nonché iniziative di natura sociale e culturale volte allo sviluppo intellettuale e fisico delle giovani;

d) la destinazione di una quota di posti per le giovani residenti in Valle d'Aosta che versano in condizioni di disagio sociale, familiare o di svantaggio.

Conseillers présents: 33

Votants: 31

Pour: 31

Abstentions: 2 (Frassy, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 4:

Conseillers présents: 33

Votants: 31

Pour: 31

Abstentions: 2 (Frassy, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote l'article 5:

Conseillers présents: 33

Votants: 31

Pour: 31

Abstentions: 2 (Frassy, Tibaldi)

Le Conseil approuve.

Je soumets au vote la loi dans son ensemble:

Conseillers présents: 33

Votants: 31

Pour: 31

Abstentions: 2 (Frassy, Tibaldi)

Le Conseil approuve.