Oggetto del Consiglio n. 2712 del 10 luglio 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2712/XI Lavori di ristrutturazione dell'ex Cinema Italia. (Interrogazione)
Interrogazione Appreso dagli organi di informazione che nei giorni scorsi i lavori di ristrutturazione dell'ex-Cinema Italia sarebbero stati sospesi da un'ordinanza del sindaco di Aosta;
Preso atto che tale sospensione sarebbe avvenuta dopo che tecnici dell'Ufficio Urbanistica, che avevano proceduto a compiere dei sopralluoghi in seguito alla segnalazione apparsa su organi di informazione, avevano constatato che le ruspe avevano abbattuta l'intera facciata di tale edificio, considerata "storica" dalla Sovraintendenza ai beni culturali, in quanto opera del famoso architetto Ettore Sottass;
Ritenendo importante tutelare e valorizzare il patrimonio storico-architettonico, testimone della storia della città di Aosta;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per sapere:
1) quali sono i motivi della sospensione dei lavori;
2) per quali motivi gli uffici preposti alla vigilanza sono intervenuti solo in seguito a segnalazioni degli organi di informazione;
3) se sarà richiesto alla ditta esecutrice dei lavori di ricostruire la facciata così come era prima dell'inizio dei lavori stessi.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti
Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.
Pastoret (UV) L'ex Cinema Italia si trova in zona omogenea "A" del Piano regolatore generale comunale, cioè il centro storico, ed è classificato come edificio di tipo "C", sul quale sono consentiti interventi di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione. In data 26 aprile 2002 il comune ha rilasciato la concessione edilizia n. 226, che prevedeva la ristrutturazione dell'immobile con un cambio di destinazione da cinema ad alloggi, e le conseguenti nuove aperture sui fronti est ed ovest, ad eccezione del piano terreno su via Conseil des Commis, al fine di ricordare la funzione originaria dell'edificio.
Ciò premesso, in risposta alla prima domanda posta, a seguito di un sopralluogo dei tecnici comunali si sono riscontrate delle difformità rispetto al progetto licenziato e, più precisamente, la demolizione completa della copertura, dei solai, delle scale interne, dei muri perimetrali sud, nord e ovest, e la demolizione quasi completa del fronte est, con il solo mantenimento di un tratto dell'altezza di circa 3 metri. Queste demolizioni non erano evidenziate in progetto. Per quanto riguarda la seconda domanda, posto che gli uffici preposti a vigilanza sono quelli del comune, abbiamo assunto informazioni da loro e ci è stato comunicato che il sopralluogo è avvenuto in data 11 giugno 2002, quindi verosimilmente prima delle segnalazioni degli organi di stampa. Gli uffici tecnici del comune hanno ritenuto che le operazioni sopraccitate, che ho appena descritto, fossero riferibili all'articolo 78 della legge regionale n. 11/1998, che definisce quali tipi di trasformazioni in difformità o con variazioni essenziali sono previste, e questo è il caso della lettera g), punto 2, dell'articolo 78 della legge che ho citato.
Il punto g) definisce come trasformazione "il mutamento del tipo di intervento edilizio rispetto a quello assentito, in relazione alla classificazione dei tipi di intervento sull'edificazione esistente, contenuta nel piano regolatore o, in difetto, nelle norme regionali e statali". Cosa rimane ora da fare? Intanto la Sovrintendenza è stata informata dell'abuso con lettera del comune in data 19 giugno 2002. C'è quindi stato un sopralluogo del comune, dopo di che lo stesso ha formalizzato i suoi atti dando comunicazione alla Sovrintendenza. La Sovrintendenza si dovrà esprimere, prima della fine della sospensione, fissata in 45 giorni, in merito alle valutazioni e alle sanzioni da applicare, ai sensi della legge n. 11, comma 4 dell'articolo 79.
Per il momento non siamo al corrente se è stata depositata una richiesta di concessione in sanatoria, per cui la Sovrintendenza si esprimerà nel merito di quanto è stato rilevato dall'Ufficio tecnico comunale. In questo momento è in corso la valutazione dell'abuso e quanto prima verranno formalizzate le iniziative previste dall'articolo 79 della legge n. 11, che prevede la rimessa in pristino e l'irrogazione di una sanzione.
Si dà atto che dalle ore 9,33 presiede il Vicepresidente Lattanzi.
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Ringrazio l'Assessore per le informazioni. È chiaro che l'Assessore riferisce quello che altri gli hanno riferito, giustamente, e io lo ringrazio di aver portato qui i dati.
Avrei desiderato anche dall'Assessore una valutazione politica della questione, nel senso che mi sembra abbastanza grave quello che è successo. Come lei diceva, c'è stata un'autorizzazione rilasciata dagli uffici competenti ad intervenire su un edificio, cambiandone la destinazione, ma con il vincolo di rispettare alcune norme di tutela di una parte dell'edificio che la Sovrintendenza considera un bene architettonico di questa comunità, un bene quindi che va tutelato e, se si vuole intervenire, occorre farlo nel rispetto del bene da tutelare. Mi stupisce che gli uffici tecnici comunali siano intervenuti prima dell'apparizione dell'articolo sul giornale: sul giornale le notizie sono apparse il 19 giugno e - a quanto lei mi dice - i controlli risalgono all'11 giugno, controlli che hanno verificato che il disastro era già avvenuto e che quelle parti importanti dell'edificio erano state distrutte.
Come mai si è aspettato dall'11 giugno al 19 giugno, per far pervenire alla Sovrintendenza l'informazione? Sono passati otto giorni dal momento in cui ci si accorge dell'accaduto al momento in cui si invia la lettera alla Sovrintendenza! E ancora: quando è avvenuta l'ordinanza di sospensione?
Di certo né l'11 né il 12 giugno! Anche qui, può darsi che sia vera la data dell'11 giugno come giorno dell'ispezione, ma le azioni e le scelte successive vanno in un'altra direzione e segnano un'altra logica! Questo ci pone un grosso problema ed è il problema dei controlli. A questo riguardo c'è un piano lavori, non c'è qualcuno che deve essere responsabile dei lavori? Non c'è un ufficio che deve verificare se quel piano lavori rispetta un bene pubblico e se viene eseguito oppure no?
Credo che se ci fosse stata da parte dell'Amministrazione la consapevolezza dell'importanza di quel bene e della sua fragilità, le persone responsabili sarebbero state presenti a verificare…
(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
… dico proprio che ci devono essere dei responsabili, i direttori dei lavori sono responsabili. Inoltre sembra strano che i controlli - se è vero che sono avvenuti tutti quegli abbattimenti a cui lei ha accennato - siano arrivati solo alla fine di questi abbattimenti! Non è che questi abbattimenti avvengono in dieci minuti, e durante tutto il tempo in cui le ruspe hanno lavorato, i responsabili comunali cosa hanno fatto? Sono stati latitanti: hanno aspettato che tutto fosse abbattuto, per andare a constatare che tutto era abbattuto. È stato così? Allora questo è altrettanto grave…
(nuova interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)
… ho precisato prima, Assessore, che lei ha riferito, che avrei desiderato una valutazione politica, perché i dati politici sono questi, e volevo verificare se anche lei condivideva la mia analisi! Dall'assenso che vedevo mentre parlavo, probabilmente anche lei condivide queste nostre preoccupazioni e queste nostre analisi.
Ricordo che non si dovevano prendere mezzi particolari per andare a controllare da piazza Chanoux a via Conseil des Commis, per percorrere i cento metri di distanza che separano l'organo di controllo dal cantiere! Viene quindi il dubbio - questo me lo permetta, Assessore, anche se non la riguarda direttamente - viene il dubbio che ci fosse un accordo tacito tra uffici tecnici e ditta costruttiva. Vedremo come sarà risolta la questione dell'abbattimento della facciata, perché se la facciata non sarà ricostruita tale e quale, allora questo dubbio diventa certezza!
