Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2675 del 12 giugno 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2675/XI Costituzione di un polo creditizio locale e ridisegnazione degli assetti della BVA. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso che:

- la Giunta regionale ha espresso in più occasioni l'intendimento di ridisegnare l'assetto e il ruolo di BVA di cui è controllante tramite Finaosta S.p.A.;

- i risultati d'esercizio di BVA sono assai modesti e Banca d'Italia ha richiesto chiarimenti in merito alla gestione;

- il Presidente del BCC di Fénis - Nus - St. Marcel ha affermato che "l'assorbimento della BVA da parte delle due banche di credito cooperativo entro il 2002, massimo primi 2003, dovrebbe essere definito";

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore alle Finanze per sapere:

1) quali sono le cause del persistere dei modesti risultati d'esercizio;

2) quali siano gli intendimenti e le tempistiche in relazione alla costituzione di un polo creditizio locale;

3) se Finaosta S.p.A. ha già erogato o erogherà i finanziamenti collegati o comunque a beneficio di soci uscenti o entranti di BVA nell'ambito delle operazioni di passaggio di azionariato.

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (FI) Su questo argomento il nostro gruppo è già intervenuto a più riprese e devo dire che su un argomento di grande importanza, quanto meno finanziaria, le risposte ottenute in aula sono restate insoddisfacenti e non rappresentative degli sviluppi degli eventi. Ricordo solo che nel luglio 1999 con una nostra iniziativa si domandava se una serie di situazioni che si stavano palesando all'epoca fossero premonitrici di quello che sarebbe stato il disimpegno di Banca Lombarda. La risposta fu negativa, salvo poi un anno dopo vedere la Banca Lombarda che "faceva le valigie" uscendo dall'azionariato della BVA. Avevamo domandato se il subentro di ICREA sarebbe stato un subentro finalizzato o meno a spostare la BVA nell'orbita degli istituti di credito cooperativo e anche in quella occasione, salvo smentire successivamente, non c'era stata una manifestazione chiara di quelli che sarebbero stati gli intenti.

Con queste premesse auspichiamo che le domande poste quest'oggi siano delle domande che ci possano dare un quadro chiaro su quello che accadrà, anche perché questa maggioranza ha messo fra i suoi punti di programma, che ancora deve portare a compimento, la creazione di un polo creditizio locale e le dichiarazioni fatte in questi giorni dagli altri potenziali partner di questa ipotetica aggregazione lascerebbero intendere ad un'accelerazione che, nel giro di pochi mesi, porti alla scomparsa della BVA come soggetto autonomo. È evidente che, al di là di questo scenario che rientra nel disegno del vostro programma di legislatura, vorremmo capire effettivamente se le tempistiche, gli intendimenti che sono stati espressi a mezzo stampa siano condivisi e sostenuti dall'Amministrazione regionale che tramite Finaosta controlla al 50 percento la BVA.

C'è ovviamente una preoccupazione, Assessore, ed è la preoccupazione di trovarci a svendere un istituto di credito che dalla sua nascita non ha avuto, per un insieme di situazioni, la capacità di decollare.

Nelle aziende, e a maggior ragione nelle banche, sono gli utili quelli che alla fine certificano o meno la bontà del progetto e la bontà della gestione del progetto stesso e dobbiamo dire che su questo versante la BVA è ampiamente al di sotto di quelli che sono normalmente i margini operativi di esercizio del comparto bancario e, senza andare molto al di là di quello che è il nostro ambito locale e regionale, basta leggere quello che viene pubblicato - sono dati accessibili a tutti - sui bilanci di esercizio delle banche di credito cooperativo rispetto a quelli che sono i risultati di esercizio della BVA.

La Banca di credito cooperativo valdostana, perciò una delle due banche, chiudeva l'esercizio 2001 con 2 miliardi di utile, la BVA ha chiuso lo stesso esercizio con 250-300 milioni di utile e la cosa poi più impressionante è andare a leggere i dati su quelli che sono gli impieghi, ossia su quella che è la raccolta del risparmio, che, in base ai dati che sono stati divulgati, sembrerebbero essere omogenei ed equivalenti: si attestano fra i 350 e i 400 miliardi, cioè a parità di impieghi i risultati finali sono profondamente diversi, tant'è che non sappiamo se in virtù di questa situazione o di altre situazioni, che in questo momento ci sfuggono, la Banca d'Italia - ed era cronaca delle scorse settimane - ha attivato un'ispezione proprio all'interno della BVA. Vorremmo sapere allora se l'Assessore alle finanze, che immagino sia il controllore di questa partecipazione, abbia acquisito le cause di questi risultati di esercizio non sicuramente lusinghieri.

Vorremmo anche capire, nell'ambito degli intendimenti di questo polo creditizio, quale partita come amministrazione pubblica porteremo a casa, cioè vogliamo capire se ci apprestiamo a ripetere l'operazione della Centrale del latte con una svendita a prezzi di saldo o se invece vi sono prospettive diverse e, nell'ambito di queste prospettive, vorremmo capire una volta per tutte se, quali e cosa dicono i patti parasociali - se vi sono - fra Finaosta e gli altri partner attuali della BVA perché su questo argomento sia nel 1999 sia nel 2000 avevate dato delle risposte discordanti.

Nel 1999 avevate sostenuto che vi erano dei patti recenti tra la Banca lombarda e il CAB relativi all'ingresso della Banca lombarda nella BVA; nel settembre 2000 eravate stati più precisi dicendo che i patti parasociali fra il CAB e la Banca lombarda risalivano al 1996. Sono date lontane nel tempo e noi vorremmo capire se questi patti parasociali hanno avuto dei seguiti e nel qual caso quali siano le prospettive di questo polo creditizio.

Ultima, ma non meno importante domanda che poniamo nella nostra interpellanza è di capire quale sarà il ruolo di Finaosta, non come socio della BVA che andrà a cedere le proprie quote, ma vogliamo sapere qual è il ruolo che la Finaosta andrà a ricoprire nell'ambito di collaterali operazioni di tipo finanziario che accompagneranno la nascita del polo creditizio locale e vorremmo anche conoscere, Assessore, se nel passato la Finaosta è intervenuta in termini di supporto e di finanziamento a beneficio di soci che siano usciti o entrati dalla compagine azionaria della BVA.

Assessore, pensiamo di avere formulato e illustrato in maniera chiara e sintetica le domande, gradiremmo avere delle risposte più che di tipo alluvionale, di tipo pragmatico per capire effettivamente verso quale direzione si sta muovendo la BVA e di conseguenza il comparto del credito locale.

Presidente La parola all'Assessore al bilancio, finanze e programmazione, Agnesod.

Agnesod (UV) Rispetto alla prima domanda, occorre dire che il bilancio della BVA riferito all'esercizio chiuso il 31 dicembre 2001 è il primo successivo all'uscita della compagine societaria della Banca lombarda e piemontese S.p.A. e all'acquisizione della totalità del capitale da parte di Finaosta per il 50 percento e degli enti di credito cooperativo per il restante 50 percento, quindi la Regione non è più all'interno della banca.

Nell'ottica di potenziare il polo creditizio regionale, che è già una realtà, la nuova gestione della banca si è dedicata anzitutto alla ristrutturazione organizzativa della stessa attraverso l'inserimento di nuove risorse da impegnare particolarmente nel settore commerciale e contemporaneamente ad un contenimento dei costi.

Dal suddetto bilancio, chiusosi al 31 dicembre 2001 risulta una raccolta di 124 milioni di euro, una raccolta indiretta di 75 mezzi amministrati 200 impieghi, risultato lordo di gestione 304, utile di esercizio netto 122, con un aumento rispetto al 31 dicembre 2000 del 59 percento. Al 31 marzo 2002 il risultato lordo di gestione è pari a euro 167.000, con il consuntivo il risultato lordo di gestione più 167.000, con il medesimo periodo dello scorso anno meno 101.000.

Il budget vede un risultato lordo di gestione di più 750.000 euro al 31 dicembre 2002 con un 146,71 percento di aumento rispetto allo scorso anno. I dati quindi dimostrano che il risultato ottenuto debba considerarsi estremamente lusinghiero sia per l'ammontare dei mezzi amministrati, più 70 percento, sia per quello degli impieghi, più 30 percento, con un risultato lordo di gestione che recupera in modo molto rilevante quello negativo dell'anno precedente in cui c'erano tutti questi partner lombardi. A fronte di questi dati e di questa situazione non concordo nel definire modesti i risultati, si tratta invece di risultati oltremodo positivi e dell'avvio e del proseguimento di quel percorso che ci porta verso un soggetto sempre più solido e dinamico a cui dare piena fiducia.

Evidentemente non può esserci solo il discorso del margine operativo bancario, è chiaro, ma noi dobbiamo sempre confrontarci con la realtà locale e la realtà era questa: che la BVA aveva questi risultati ed è di fronte a questi risultati che il risultato ottenuto va confrontato…

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

… i problemi della BVA sono altra cosa, io adesso sto rispondendo all'interpellanza in base alle domande poste, poi se vogliamo affrontare il problema della BVA, lo facciamo in altro momento.

In risposta alla seconda domanda, con l'operazione conclusa il 28 dicembre 2000 è stato già raggiunto l'obiettivo della costituzione del polo creditizio locale che è già esistente e opera programmaticamente secondo i tempi previsti. La dichiarazione che riporta l'interpellante del Presidente della Banca di credito cooperativo di Fénis conferma l'ottimismo e il buon clima che stanno vivendo gli operatori coinvolti per cercare di raggiungere l'obiettivo e il programma che si erano dati. Questo polo che è in funzione, terminata la sua fase di perfezionamento, sarà uno strumento fondamentale per questa comunità per gli interessi di tutti, quindi la nostra azione continuerà nella direzione intrapresa per garantire il benessere e lo sviluppo.

L'accordo sottoscritto in data 28 dicembre dai soci Finaosta, ICREA holding, Banca di credito cooperativo valdostana, Banca di credito cooperativo di Fénis, Nus e Saint-Marcel, società cooperativa a r.l., Federazione delle banche di credito cooperativo del Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria - questi sono i partner che hanno sottoscritto l'accordo e caso mai darò una fotocopia di questa risposta - ha previsto due fasi per il raggiungimento delle finalità dell'accordo stesso.

La prima fase è la costituzione di un polo bancario cooperativo locale a partecipazione diffusa fortemente radicato sul territorio ed altamente competitivo. La prima fase si è conclusa il 31 dicembre 2000 a seguito dell'acquisizione dalla Banca lombarda della sua partecipazione del 46,324 percento nella BVA e la contestuale cessione da parte della Regione alla Finaosta della sua partecipazione del 53,676 percento, contestualmente la Finaosta ha ceduto all'ICREA holding S.p.A. una percentuale del capitale pari al 3,676 percento al fine di permettere agli enti di credito cooperativo di essere titolari complessivamente del 50 percento del capitale sociale della BVA. La seconda fase prevede un rilancio della BVA da completarsi nel termine massimo di due anni con l'impegno da parte di tutti i soci a far sì che entro la fine del 2003 le attività bancarie della BVA confluiscano nelle entità locali del credito cooperativo.

A tal fine la Finaosta ha concesso agli enti di credito cooperativo un'opzione per l'acquisto del proprio pacchetto azionario in BVA da esercitarsi entro la fine del 2003, ecco le dichiarazioni a cui faceva riferimento l'interpellante nelle premesse, nel caso di esercizio del diritto di opzione gli enti di credito cooperativo, a quel momento unici soci della BVA, delibereranno la cessione a favore delle banche di credito cooperativo coinvolte nell'iniziativa del ramo di azienda BVA, entro tre mesi quindi la BVA verrà posta in liquidazione e si completerà il percorso del polo creditizio che già in questo momento esiste.

Terza domanda: nell'ambito del suddetto accordo del 28 dicembre 2000 la Finaosta ha concesso all'ICREA holding un finanziamento di 12 miliardi destinati a favorire l'acquisto da parte della stessa di quota parte della partecipazione della Banca lombarda e piemontese nella BVA, tale finanziamento, attualmente estinto, verrà ripristinato al momento della cessione del ramo di azienda della BVA a favore delle banche di credito cooperativo valdostane, così come già previsto al punto 2.2.2 dell'accordo stesso.

Si dà atto che dalle ore 18,24 presiede il Vicepresidente Lattanzi.

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (FI) Siamo completamente insoddisfatti della sua risposta, Assessore. La risposta che lei ci ha dato la poteva dare chiunque fosse passato e avesse dato lettura degli appunti che probabilmente erano a mani sue.

Lei non è entrato nel cuore di quelli che sono i problemi che abbiamo posto con questa interpellanza ed è sorprendente che lei possa dare, da Assessore alle finanze, un giudizio positivo sulla gestione della BVA. Di più: ma come fa a dire che una banca che ha un risultato utile di esercizio di 200 milioni ha un risultato lusinghiero? Questo lei lo giustifica dicendo che è quanto avete ereditato dall'uscita del socio tecnico Banca lombarda, ma le voglio ricordare cosa avete detto della Banca lombarda: quando fra l'altro negavate che la Banca lombarda uscisse avevate lodato in aula - ed è resocontato - il ruolo che la Banca lombarda aveva all'interno della BVA, la Banca lombarda è uscita dalla BVA ed ha aperto uno sportello in questa Regione, allora il problema non è la Banca lombarda perché la BVA non è un'invenzione della Banca lombarda e non è stata scaricata dalla Banca lombarda la Regione.

Come fa lei ad ignorare tutto quello che è stato il pregresso prima ancora che entrasse la Banca lombarda? Come fa a sostenere che la Regione ne è fuori perché il 50 percento delle quote ce le ha la Finaosta? Di chi è la Finaosta? Finaosta, Assessore, è 100 percento della Regione, non mi dirà mica che lei non controlla… o, meglio, 100 percento è improprio, ci sono alcune piccole partecipazioni bancarie, ma la stragrande maggioranza del capitale della Finaosta è della Regione.

L'inizio del percorso del polo creditizio, secondo la sua tesi, si è sviluppato facendo sì che il 54 percento detenuto da Regione sia sceso al 50 percento detenuto da Finaosta; se questo è l'inizio di un percorso, siamo veramente preoccupati, ma siamo ancora più preoccupati per i meccanismi finanziari che stanno accompagnando l'avventura della BVA. ICREA - e noi avevamo dei dubbi, lo avevamo detto, che Finaosta potesse all'epoca fare quel tipo di finanziamento - ha fatto quel tipo di finanziamento e ci sembra di capire che adesso questo tipo di finanziamento verrà rieffettuato: Finaosta dismette la partecipazione nella BVA e, anziché fare come fanno tutti i soci, che vendono le quote e incassano, cede le quote e finanzia l'acquisizione delle quote che la stessa Finaosta andrà a cedere.

Noi riteniamo che questo modo di gestire le scelte di tipo finanziario non porti da nessun'altra parte e non è vero che bisogna fare i conti con la realtà locale perché proprio le banche di credito cooperativo che fanno i conti, nel senso che sanno fare i conti perché sanno fare quadrare i conti con la realtà locale, hanno dei risultati operativi di tutto apprezzamento. Questo invece non accade per la BVA e non accade perché nella BVA l'indirizzo politico pesa molto più di quanto non pesi la gestione tecnica.

La preoccupazione allora sarà di capire come verrà messa in liquidazione la BVA perché oggi lo diciamo: "Attenzione, non vi lasceremo svendere la BVA".

Se il giochino è quello di affossare ulteriormente l'immagine della BVA per dire: "Ci siamo tolti un debito", noi oggi qui lo denunciamo: siamo contrari a questa logica di tipo finanziario perché è una logica che non ci porta da nessuna parte.

Vorremmo capire perciò come e con quali tempi avverranno questi passaggi che lei ci sembra avere delineato entro il 2003, ci auguriamo di non apprenderli a cose fatte, ci auguriamo che su questa vicenda il Consiglio regionale sia coinvolto in quelli che saranno i vari passaggi; lo dicevo prima, lo ripeto adesso, non vorremmo leggere sui giornali, come è stato per la Centrale del latte, che il pacchetto era stato venduto, l'acquirente era stato trovato, quello era l'accordo chiuso, prendere o lasciare.

Per quanto riguarda la gestione della BVA, penso che il modo in cui avete gestito gli strumenti finanziari fino ad oggi non abbia dato risultati, economici quanto meno, forse politici, di conseguenza auspichiamo che, nel chiudere definitivamente l'esperienza della BVA, si possa finalmente tenere in conto quelli che sono gli elementi di tipo finanziario e si possa evitare di fare regali a chiunque esso sia.