Oggetto del Consiglio n. 2431 del 6 febbraio 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2431/XI Riqualificazione ambientale della zona del Colle del Nivolet in Comune di Valsavarenche. (Interpellanza)
Interpellanza Osservato che, giacciono in Comune di Valsavarenche un consistente reliquato stradale e il relativo cantiere per la costruzione della strada carrozzabile che avrebbe dovuto condurre al Colle del Nivolet, entrambi in totale abbandono da qualche decennio;
Ritenuto che lo stato del reliquato e del cantiere (unitamente al "Superphoenix") sia tale da deturpare il paesaggio del vallone, arrecando danno all'ambiente e all'immagine turistica della località;
Creduto opportuno avere ulteriori informazioni al riguardo e conoscere gli intendimenti dell'amministrazione;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore competente per sapere:
1) chi sono i proprietari del reliquato stradale del "Nivolet" e del relativo cantiere; da quanto tempo versano in stato di completo abbandono;
2) se condivide la necessità di una riqualificazione ambientale del sito, anche attraverso opportune rimessioni in ripristino dei luoghi;
3) quali iniziative intende eventualmente assumere per affrontare e risolvere i problemi posti dalla fatiscenza dei manufatti in esame.
F.to: Curtaz
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)La presentazione di questa mia interpellanza sarà molto breve, perché credo che dal tenore della stessa si evinca quali sono le questioni che pongo all’Assessore.
Come forse l’Assessore sa, sono un appassionato escursionista e mi capita almeno una volta o due all’anno in estate di recarmi in Valsavarenche, valle fra le più interessanti, che si presta a fare delle belle camminate. A mia memoria - ho già un po' di anni - ho sempre visto - perché in Valle d’Aosta non abbiamo solo delle belle montagne, ogni tanto abbiamo anche qualche discreta bruttura, non per colpa della natura, ma per colpa dell’uomo che l’ha insediata - ho sempre visto lungo la strada che va al Colle del Nivolet, su questo altipiano che se non sbaglio è lungo circa 7 km, il reliquato della strada carrozzabile, che avrebbe dovuto raggiungere quel colle e che "per fortuna" non lo ha mai raggiunto, e poi più a valle il cantiere di quell'opera.
Questi manufatti sono nella Valsavarenche da un bel po' di anni, forse l’Assessore saprà essere più preciso, e io credo che insieme al "Superphoenix" arrechino un danno all'immagine turistica e ambientale della località. Mi sono chiesto varie volte come mai questi manufatti fatiscenti non venivano rimossi e non venivano presi dei provvedimenti; finalmente ho presentato questa interpellanza, per saperne qualcosa di più al riguardo.
PrésidentLa parole à l’Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV)Stavo rimettendo in ordine gli appunti e sono stato preso in contropiede perché abbiamo anticipato la discussione di questa interpellanza.
Per quanto riguarda la prima questione posta, la strada del Nivolet faceva parte di un progetto che era finalizzato al collegamento Valle d’Aosta-Piemonte, sorto come estensione di un progetto dell’allora A & M di Torino e finalizzato alla realizzazione di una strada a servizio dei bacini artificiali del lago Serrù et del lago Agnel, con proseguimento fino al Colle del Nivolet, in funzione dell’allora progettato ulteriore e grande bacino artificiale da realizzare nella piana del Nivolet. Nel 1959 fu inaugurata la strada sul versante piemontese fino al rifugio Savoia; successivamente, fu realizzato un primo tronco di circa un km a scendere oltre il rifugio Savoia e un successivo secondo tronco di circa 900 metri da Pont a salire, con lavori che terminarono nel 1965. Successivamente, un ulteriore tronco per una lunghezza totale di 3,6 km fu realizzato dal 1967 in avanti con lavori che terminarono nel 1973.
Dare oggi delle valutazioni o delle ragioni per le quali i lavori si interruppero è non agevole; possiamo mettere insieme una serie di concause: intanto un'accresciuta sensibilità rispetto ai temi ambientali, un calo di interesse da parte delle Amministrazioni locali stesse, qualche problematica in relazione alla disponibilità di finanziamenti; fatto sta che il progetto è stato abbandonato e che attualmente mancano, per completare l’opera, tre chilometri di strada.
Per quanto riguarda la proprietà, non sono riuscito, in questa settimana di tempo che abbiamo avuto a disposizione, a recuperare elementi che permettessero di dire che ci sono state delle acquisizioni o bonarie o di esproprio. A noi risulterebbe che il tracciato della strada si sviluppi su fondi di consorterie di privati. Attualmente nessun soggetto, né pubblico né privato, provvede alla manutenzione della strada: solo negli ultimi anni alcuni privati, gestori di alpeggio e di attività zootecnica, hanno provveduto ad una superficialissima pulizia per rendere transitabile la sede viabile.
Per quanto riguarda la seconda questione, se condivido la necessità di una riqualificazione ambientale, la risposta è affermativa: condivido appieno la necessità di riqualificare il sito. E dirò quali sono state le iniziative che dal 1999 ad oggi ho messo in opera, per giungere ad almeno un parziale recupero ambientale del sito in questione. L’Amministrazione aveva commissionato nel 1993 un progetto preliminare di interventi di bonifica nell’area immediatamente a valle della strada del Nivolet, in funzione della messa in sicurezza di un tratto di strada regionale in arrivo verso la frazione Pont, per proteggerla da fenomeni gravitativi e da valanghe che sono frequenti in quel tratto.
Era stato predisposto un progetto di dimensioni considerevoli, rispetto al quale ho ritenuto necessaria una rivalutazione e in termini qualitativi e in termini quantitativi. Abbiamo fatto insieme ai responsabili del Parco nazionale del Gran Paradiso, all'Amministrazione comunale e ai tecnici progettisti un sopralluogo nell’estate del 1999, a cui hanno partecipato anche il Servizio tutela del paesaggio e il Corpo forestale valdostano, in quanto Servizi che saranno poi chiamati ad esprimersi in relazione al progetto.
Nel frattempo, su un tratto di questa strada è transitato il cantiere, finalizzato alla realizzazione dell’acquedotto intercomunale Valsavarenche/Introd/Villeneuve/Saint-Pierre e anche il passaggio di questo cantiere ha creato ulteriori problemi di dissesto al sedime stradale.
La conclusione di quel sopralluogo è stata che il progetto originariamente concepito avrebbe dovuto essere rivisto in funzione della riqualificazione ambientale del sedime stradale, restringendo il sedime stradale ad una larghezza transitabile per non più di 3 metri - questo in funzione della necessità di poter transitare con mezzi per fare occasionalmente le manutenzioni necessarie alle vasche dell’acquedotto posto nella località Meyen e comunque anche in funzione di una gestione agricola degli alpeggi che nella località ci sono - e utilizzando il restante sedime stradale per la realizzazione di un vallo, opportunamente rinverdito, sistemato e quant’altro, in funzione protettiva, in funzione cioè di vallo paramassi per la sottostante strada regionale.
Questo progetto, che è in fase di revisione, è stato necessariamente accantonato rispetto ad altre priorità che si sono poste in conseguenza dell’alluvione. Quest’anno sarà possibile attivare un primo intervento di sistemazione e di riqualificazione, sempre coerentemente con le linee che il progetto in riesame darà, in relazione alla chiusura del cantiere dell’acquedotto intercomunale.
Sulla ridefinizione del progetto i responsabili tecnici del Parco nazionale del Gran Paradiso, che abbiamo sentito ultimamente per completare il quadro delle notizie per poter rispondere, hanno confermato la validità di questi interventi e ci hanno anche detto di aver affidato un incarico ad un professionista, per la definizione di un programma per lo sviluppo protezionistico naturalistico nella zona del Nivolet.
Un piano che comporterebbe degli interventi che l’Ente parco intenderebbe farsi finanziare con Fondi comunitari, in un secondo momento. Diciamo quindi che c’è attenzione da parte delle Amministrazioni in relazione a questo problema.
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Prendo atto della risposta dell’Assessore che mi è sembrata, per quanto possibile, dettagliata e onesta. Se non ho capito male, la proposta di questo progetto è - sintetizzando - quella di conservare la strada per quanto riguarda gli accessi alle vasche dell’acquedotto?
(interruzione dell’Assessore Vallet, fuori microfono)
? sì, quindi di utilizzare questa strada adeguatamente ridotta, e invece di eliminare quei tronchi verso il Nivolet, per trasformarli in avvallamenti inerbiti? non è così? Chiedo scusa, non ho capito la sua risposta. Presidente, possiamo interloquire? Potrebbe l’Assessore ripetere il punto?
PrésidentLa parole à l’Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet, pour intégrer sa réponse.
Vallet (UV)Mi scuso per non essere stato chiaro. L’intero tronco stradale dovrebbe essere ridefinito, mantenendo una fascia di 3 metri comunque transitabile alla necessità e utilizzando il restante sedime su tutto il tratto per la realizzazione di un vallo che, opportunamente rinverdito e sistemato, avrebbe la funzione - utilizzando di fatto la strada - di vallo paramassi a protezione della strada regionale sottostante.
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Ringrazio l’Assessore, che ha chiarito meglio una cosa che non avevo inteso bene. Prendo atto della proposta, ovviamente ho bisogno di riflettere su quanto la proposta sia praticabile. Il fatto che si occupi di questo progetto anche il parco, mi sembra una garanzia di serietà dell'iniziativa. Se però devo dire la mia idea del tutto personale, a livello di cuore più che di ragionamento, è quella di un mantenimento ridotto della strada là dove è strettamente necessario, cioè necessario all’ente locale per fare manutenzione alle vasche dell’acquedotto, eccetera.
A mio giudizio sarebbe quindi una cosa buona, oltre che rivoluzionaria ed esemplare, che il resto della strada venisse eliminato - quella è già una strada fatiscente, si parla di strada, ma andando sui luoghi viene difficile capire che è una strada - e che quel vallone venisse inerbito, con la previsione delle misure della sicurezza per le strade a valle che si rendessero necessarie. A me sembra che una scelta di questo tipo sarebbe sicuramente premiante sotto il profilo ambientale e turistico della località.
