Oggetto del Consiglio n. 2280 del 14 novembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2280/XI Ricorso a consulenze esterne per l’applicazione della L.R. n. 10/91. (Interrogazione)
Interrogazione Premesso che la Giunta con deliberazione n. 3894 del corrente anno ha affidato ad un professionista esterno, per una spesa di 40 milioni, "l'incarico di assistenza e consulenza tecnica di supporto al tecnico dell'Amministrazione regionale responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia ai sensi dell'art. 19 della L. 10/91";
Rilevato che tale incarico inerisce a funzioni d'istituto stabilite da una legge dello Stato emanata nel 1991;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l’Assessore del Territorio, Ambiente ed Opere Pubbliche per sapere:
1) se negli anni addietro si sia fatto ricorso ad incarichi analoghi.;
2) quali sono le cause che determinano la necessità di ricorrere a consulenze esterne, in un campo strettamente attinente alle funzioni istituzionali di routine.
F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi
PrésidentLa parole à l’Assesseur au territoire, à l’environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV)Una piccola premessa per dire che il compito che la legge attribuisce al responsabile dell’energia non è solo quello meramente istituzionale di routine, legato alla raccolta e alla trasmissione dei dati relativi al consumo da inviare al Ministero dell’Industria, Commercio e Artigianato, ma è anche quello di svolgere un'azione propositiva, in questo caso di elevata professionalità, atta ad individuare le azioni, gli interventi, le procedure e quant’altro necessario per promuovere l’uso razionale dell’energia così come sancito dall’articolo 19, comma 3, della legge n. 10/1991, al fine di poter ottenere dei risultati tangibili dal punto di vista del risparmio energetico.
È chiaro che, tenuto conto del rilevante patrimonio immobiliare della Regione, nonché di tutti i centri di consumo correlati allo svolgimento dell’attività amministrativa dei vari Assessorati, allo stato attuale non è pensabile poter svolgere diligentemente quanto sopra senza l’ausilio di un supporto esterno in considerazione del carico di lavoro che grava complessivamente sulle figure tecniche, a cui potrebbe essere affidato il compito di funzionario incaricato per la conservazione e l’uso razionale dell'energia.
Fra i vari compiti affidati con la consulenza, ma penso che il Consigliere avrà potuto leggere la delibera e il disciplinare, voglio evidenziare ad esempio la creazione del catasto energetico aggiornato dei fabbricati di proprietà regionale, la verifica e il coordinamento delle azioni che i singoli Assessorati regionali già svolgono in materia di risparmio energetico, l’acquisizione di dati energetici finalizzati alla definizione futura di parametri indicatori della qualità energetica dei differenti centri di consumo della Regione.
In questo momento il funzionario incaricato per la conservazione e l’uso razionale dell'energia non può essere attualmente impegnato in maniera esclusiva per tale compito in quanto svolge numerosi altri incarichi di responsabilità presso la Direzione opere edili e lo stesso, ribadisco, per quanto riguarda gli altri funzionari di pari livello che potrebbero essere incaricati. Di qui l’esigenza di ricorrere ad un supporto esterno.
Per quanto riguarda la prima domanda posta, già nel 1993 fu affidato un incarico analogo e già allora fu incaricato l’Ing. Saggese che è un tecnico particolarmente qualificato nella materia.
PrésidentLa parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI)La risposta dell’Assessore è stata abbastanza telegrafica, ma ciononostante lascia spazio a perplessità sulla materia, perplessità perché, come ricordiamo nell'interrogazione e come l’Assessore ha evidenziato nella risposta, stiamo trattando di norme datate dieci anni, nel senso che sono ormai dieci anni che una legge dello Stato impone una serie di attenzioni nell’ambito del risparmio energetico.
È una legge datata gennaio 1991, la quale prevede che diversi soggetti, fra questi rientrano anche le amministrazioni pubbliche, provvedano a fare due cose: la prima meramente formale, la nomina e la comunicazione al Ministero di questo soggetto responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell'energia elettrica; la seconda, che è un adempimento più sostanziale come ricordava l’Assessore: l'individuazione di azioni e di interventi per un uso razionale.
Diventa difficile, Assessore, pensare che questi problemi si siano verificati in dieci anni due volte, cioè nel 1993 e nel 2001. Perché dico che diventa difficile? Diventa difficile perché in dieci anni se, nell'ipotesi in cui non sia stati presi gli opportuni accorgimenti, facciamo il conto di quello che è stato, non il risparmio in questo caso, ma lo sperpero energetico, penso che avremmo dei dati di cui sorprenderci.
Devo dire che per certi versi non mi sorprendo neppure più di tanto e mi auguro che nel futuro prossimo si possa accedere nei tanti uffici dell’Amministrazione regionale evitando di rischiare soprattutto ad inizio inverno o primavera l’influenza, la sauna e quant’altro perché il modo in cui vengono gestiti gli impianti di riscaldamento nei palazzi, questo compreso, non sono ottimali e tutto lasciano intendere fuorché un uso razionale dell'energia, anzi lasciano ipotizzare che ci sia l’intendimento della ditta, che ha l’appalto di somministrazione, di massimizzare la somministrazione del combustibile utilizzato nei singoli stabili.
Non so se con questo incarico l’Assessore Vallet riuscirà ad ovviare a quello che è l’elemento più macroscopico ed evidente del risparmio dell'energia, però è evidente che siamo in ritardo quanto meno di dieci anni perché abbiamo appreso - perché lei ce lo ha detto - che non esiste un catasto energetico delle esigenze dei vari immobili e dei vari stabili regionali e che vanno completamente verificate le funzionalità degli impianti stessi.
Questo ci sembra di aver appreso in poche parole e questo dopo che l’Amministrazione regionale era stata sponsor di quel processo di metanizzazione della nostra Regione.
Perciò rimaniamo perplessi, Assessore, che su un argomento così importante, anzitutto per la qualità dell’ambiente, ma poi per la qualità dei luoghi di lavoro o comunque dei luoghi che devono dare ospitalità agli accessi pubblici, l’Amministrazione regionale non abbia l’organico sufficiente sia nelle competenze che nelle disponibilità per affrontare quello che non riteniamo essere un aspetto secondario, tant’è che scriviamo che questo tipo di lavoro e di controllo è un lavoro di routine perché gli impianti vengono modificati e rinnovati, gli stabili vengono modificati, nuovi stabili vengono ad essere usati, perciò sostanzialmente è un lavoro di routine al quale probabilmente è stata data poca attenzione nel passato.
E se forse venisse visto l’aspetto già soltanto economico, ai fini anche di certe esigenze di manovra sui bilanci, penso che sarebbe opportuno gestire - al di là di quella che può essere l’utilità o meno di un incarico esterno - con maggiore attenzione questi aspetti che non sono solo economici, ma che sono anche importanti dal punto di vista economico.
