Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2278 del 14 novembre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2278/XI Situazione della società "Servizi previdenziali Valle d’Aosta S.p.A.". (Interrogazione)

Interrogazione Premesso:

- che la società "Servizi Previdenziali Valle d’Aosta S.p.A.", costituita nel 1998 e partecipata per oltre il 50% dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, ha quale oggetto sociale la promozione e la costituzione di uno o più fondi pensione a base territoriale regionale;

- che la Regione Autonoma Valle d’Aosta ha concesso contributi finanziari per circa 1 miliardo e mezzo;

- che i contributi regionali non possono superare il 70% delle entrate di bilancio della società stessa;

- che nel corrente anno la regione ha stanziato un primo contributo di Lire 200 milioni a fronte di un primo bilancio di previsione che presentava entrate per Lire 377.000.000;

- che ad ottobre è stato erogato un ulteriore contributo di Lire 90.000.000 a seguito di "un nuovo bilancio di previsione preventivo per l’anno 2001" che evidenzia ricavi e spese per Lire 509.000.000;

i sottoscritti Consiglieri regionali

interrogano

l’Assessore al bilancio, finanze e programmazione per sapere:

1) quale sia ad oggi la situazione relativamente ai fondi FOPAVA e FOPADIVA per i quali erano state avviate le sottoscrizioni;

2) quali sono le aspettative che la Giunta ripone nella "Servizi Previdenziali Valle d’Aosta S.p.A.";

3) quali sono e a quanto ammontino le nuove voci di entrata iscritte nel bilancio preventivo presentato a fine settembre dalla "Servizi Previdenziali Valle d’Aosta S.p.A.".

F.to: Frassy - Tibaldi - Lattanzi

PresidenteLa parola all’Assessore al bilancio, finanze e programmazione, Agnesod.

Agnesod (UV)Come ho avuto modo di ricordare in precedenti risposte ad iniziative ispettive consiliari riguardanti questo tema, la nostra Regione è stata ed è tuttora all’avanguardia rispetto ad altre realtà regionali sulla tempestività e concretizzazione delle iniziative riguardanti il settore della previdenza integrativa. Infatti la Regione ha dato attuazione ai dettati della legge n. 22/1997 sui fondi pensione, quindi questi progetti sono stati concretizzati e sono state offerte le opportunità al mondo del lavoro valdostano, sia a quello autonomo che a quello dipendente.

La Regione, attraverso la servizi previdenziali, ha predisposto il materiale e dato corso agli atti necessari per ottenere l’autorizzazione della commissione di vigilanza; sono stati predisposti ed approvati i relativi statuti, le schede informative, i regolamenti elettorali, preparati e concretizzati nuovi accordi istitutivi fra gli enti promotori, curati i rapporti con la CO.VI., che sarebbe la commissione di vigilanza.

E qui inizia la risposta alla prima domanda contenuta nell'interrogazione. Inizio con la situazione riguardante il FOPAVA di cui avevo già riferito in Consiglio alcuni mesi fa. Il FOPAVA ha avuto un iter che non è sfociato in una costituzione del fondo e i motivi sono noti: sono quelli della mancata attenzione da parte dei lavoratori stessi a questo tipo di iniziativa per le ragioni che andrò ad elencare in seguito. In data 26 maggio 1999 è stata ottenuta l’autorizzazione della CO.VI. per il FOPAVA, successivamente è stata approvata, sempre da parte della commissione di vigilanza, la scheda informativa e quindi è iniziata la raccolta delle adesioni.

Occorre dire che, durante i mesi di attesa delle autorizzazioni, sono state messe in atto da parte del FOPAVA, con la collaborazione dei servizi previdenziali, attività promozionali consistenti in una campagna di informazione nei confronti dei potenziali utenti.

In dettaglio e molto brevemente alcune delle iniziative contenute nel piano di comunicazione: organizzazione di due seminari; incontri con i presidenti e i direttori delle associazioni di categoria per organizzare opera di divulgazione presso i loro associati; supporto personalizzato ed interventi mirati alle associazioni che li hanno richiesti; apertura di recapiti settimanali nei mesi di marzo, aprile e maggio del 2000 nei Comuni di Pont-Saint-Martin, Verrès, Châtillon e Morgex; produzione di materiale informativo, due dépliants diversi per un totale di 28.000 copie; 24 trasmissioni televisive locali divulgative sull’argomento; spedizione di 2.500 circolari informative attraverso la Confcommercio a tutti i titolari di attività alimentare, ristorazione, eccetera.

Successivamente, dopo l’approvazione da parte della commissione delle schede informative del FOPAVA, sono state consegnate le schede stesse a tutte le organizzazioni che hanno costituito il fondo. È stata illustrata l’iniziativa con la fornitura di dépliants, schede informative, pre-adesione, a tutti i commercialisti, ragionieri e consulenti operanti nella regione; è stata organizzata una campagna informativa e di raccolta agli sportelli delle banche aderenti ad Assocredito, presso la CNA, l’Associazione maestri di sci; c'è stata la spedizione a domicilio di circa 2.400 lettere informative a tutti gli artigiani interessati già precedentemente contattati.

Questa attività è stata sviluppata in seguito alla richiesta specifica dell’Associazione di categoria dei lavoratori autonomi di essere coinvolti nel progetto di costituzione dei fondi pensione a base territoriale regionale, quindi la Regione ha promosso l’iniziativa, ha operato per quanto di sua competenza in maniera tempestiva e completa. Il FOPAVA ha, o meglio aveva, una gestione propria, con amministratori nominati dall’Associazione dei lavoratori autonomi costituenti il fondo.

I motivi della difficoltà incontrata, come dicevo prima, sono diversi. Innanzitutto il FOPAVA si è trovato di fronte ad una concorrenza pesante di banche e gruppi assicurativi, non negativa di per sé, ma una concorrenza comunque, con una presenza capillare ed incisiva sul territorio, questi istituti hanno proposto, attraverso i loro sportelli e promotori finanziari, prodotti simili a quelli del fondo.

Non esistendo ancora all’epoca un'adeguata conoscenza della previdenza complementare, molti potenziali aderenti sono stati confusi da prodotti similari: piano di accumulo di risparmio con copertura assicurativa, proposte attraverso il meccanismo del "multilevel", quindi, nonostante l’informazione mirata effettuata, c’è stata poca attenzione da parte degli operatori direttamente interessati ed inoltre la conoscenza dello strumento "fondo pensione" viene spesso confuso con polizze assicurative e strumenti simili.

Un altro motivo della difficoltà incontrata può essere la non florida situazione economico-finanziaria di molte aziende, soprattutto quelle più giovani che sarebbero le più interessate e questo può essere, oltre che un vincolo, un motivo per cui una decisione di adesione al fondo con benefici a lungo termine viene vista non in maniera così importante. Infine l'incentivo dal punto di vista fiscale è venuto a mancare rispetto a quanto era previsto nella presentazione della "riforma Dini" sulla previdenza complementare. La scarsa adesione ai fondi da parte dei lavoratori dipendenti sia a livello nazionale che a quello regionale è sicuramente da individuare nella scarsa appetibilità fiscale di questi strumenti.

Attraverso il decreto legislativo 18 febbraio 2000 e successive modifiche ed integrazioni, lo Stato è intervenuto per modificare la disciplina tributaria della previdenza complementare, ma soltanto a decorrere dal 2001, per rendere più vantaggiosa l’adesione ai fondi pensione e permettere a tali strumenti di decollare definitivamente, strumenti indispensabili per permettere in futuro ai lavoratori di integrare il proprio reddito al momento del pensionamento dato che le pensioni di base non saranno più in grado di garantire le attuali coperture.

Precedentemente i lavoratori potevano dedurre dal proprio reddito contributivo i contributi versati ai fondi pensione per un ammontare pari al 2 percento della propria retribuzione e comunque per un importo massimo di 2,5 milioni di lire a condizione che fosse destinato al fondo almeno una quota pari al trattamento di fine rapporto maturato.

Attualmente tale plafond è stato notevolmente incrementato, infatti ad ogni lavoratore è stata data la possibilità di dedurre dal proprio reddito un ammontare massimo pari al 12 percento del proprio reddito fino ad un massimo di 10 milioni di contributi da destinare al fondo pensione. In questo plafond inoltre, oltre ad essere considerati i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori destinati al fondo pensione di categoria, sono compresi anche ulteriori contributi che potranno essere versati ad altre forme di previdenza complementare, anche in favore dei propri familiari.

Il vincolo di deducibilità dei contributi, condizionato alla misura della quota del trattamento di fine rapporto destinata al fondo, permane solo in riferimento ai contributi destinati al fondo pensione di categoria e anche in questo caso è stato ampliato dato che i versamenti deducibili possono arrivare fino al doppio della quota del trattamento di fine rapporto, quindi sono state introdotte delle normative che vanno nella direzione di migliorare l’aspetto fiscale dei fondi per renderli più appetibili.

Ogni lavoratore dipendente è maggiormente incentivato ad iscriversi al fondo potendo godere dei benefici fiscali sui contributi versati, anche riguardo alle prestazioni erogate dai fondi sia sotto forma di rendita periodica che in forma di capitale una tantum, la riforma attuata attraverso il decreto legislativo n. 47/2000 ha apportato notevoli miglioramenti e ha semplificato il quadro precedente.

La riforma è basata sul principio di non duplicazione dell'imposta fra la fase di accumulo dei contributi e di maturazione dei rendimenti e la fase di erogazione delle prestazioni. Pertanto, dato che già nella fase di accumulo il lavoratore gode di vantaggi fiscali su quanto versa al fondo, al momento dell'erogazione delle rendite o del capitale la componente di prestazioni derivante dai contributi dedotti sarà sottoposta a tassazione, mentre la componente relativa ai rendimenti maturati e ai contributi non dedotti, essendo già stata sottoposta a tassazione in fase di accumulo, non sarà ulteriormente tassata. Questo è importante per capire perché ai fondi c’è stata una così scarsa adesione.

La Valle d’Aosta, come dicevo prima in premessa, è stata la prima Regione che è partita a mettere in moto queste forme di pensione integrativa. Che poi, data l’opportunità, creata l’occasione, i lavoratori interessati sia autonomi che dipendenti non aderiscano, non è sicuramente una colpa che va imputata alla Regione. Quindi anche riguardo ai rendimenti della gestione sono previsti dei trattamenti più favorevoli rispetto a quelli applicati ad altre forme di investimento e sui rendimenti è prevista infatti un'imposta sostitutiva pari all’11 percento in luogo del 12,5 percento previsto negli altri casi.

Il precedente e l’attuale Governo hanno comunque individuato fra gli obiettivi prioritari quello relativo alla definizione di ulteriori provvedimenti in grado di favorire l’avvio e lo sviluppo della previdenza complementare e credo che voi ne siate al corrente. Tra le proposte avanzate e in discussione si possono evidenziare quelle relative a: destinare ai fondi pensione complementari ulteriori quote di trattamento di fine rapporto al fine di garantire l’accumulo di significative risorse sulla posizione individuale di ogni iscritto; diminuire ulteriormente l’aliquota di tassazione sui rendimenti finanziari maturati dai fondi pensione; diminuire per i lavoratori dipendenti le aliquote contributive per la pensione di base.

A completamento sempre della prima domanda sulla situazione dei fondi, informo che attualmente il panorama è il seguente. Il fondo pensione integrativo operante o in fase di avviamento in Valle d’Aosta comprende tre soggetti: il fondo cessazione di servizio dei dipendenti regionali, fondo preesistente in via di trasformazione; il fondo integrativo in favore degli insegnanti elementari e delle scuole materne, fondo preesistente in via di trasformazione; il FOPADIVA, fondo pensione in favore dei lavoratori dipendenti, costituito nel novembre 1998 e in fase di avvio.

Infatti il FOPAVA, fondo pensione per lavoratori autonomi e libero professionisti di cui parlavo prima, è stato sciolto nel settembre 2000 a causa del ridottissimo numero di adesioni e della constatata impossibilità di raggiungere il numero minimo richiesto nonostante l’intenso programma di supporto messo in atto dai servizi previdenziali e l’elenco di quello che è stato fatto l’ho detto altre volte e ripetuto di nuovo oggi.

Fondo cessazione di servizio dei dipendenti regionali: numero iscritti circa 2.400, poi su questo produrrò la documentazione che il Consigliere richiederà. A seguito dell’emanazione delle normative nazionali in materia di previdenza complementare la Regione, per poter garantire i diritti maturati e i trattamenti relativi all'indennità di cessione dal servizio in favore dei propri dipendenti, ha proceduto a richiedere l’iscrizione di tale istituto all’albo dei fondi pensione quale forma integrativa preesistente e di conseguenza ad una sua riorganizzazione per adeguarla a quanto previsto dalle normative vigenti. Il consiglio di amministrazione provvisorio, nominato a seguito dell’abrogazione dell’articolo 3 della legge n. 56 istitutiva del fondo cessazione di servizio e della sottoscrizione in sede di ARRS di un accordo per la regolamentazione del fondo a partire dal 1° gennaio 1998, è stato incaricato di dare corso agli adempimenti a ciò necessari.

Con il supporto tecnico dei servizi previdenziali si è quindi occupato di realizzare un modello di organizzazione e gestione del fondo cessazione di servizio adeguato alle normative che ha previsto la trasformazione del fondo da fondo interno della Regione ad associazione riconosciuta del tutto autonoma dal punto di vista gestionale, tale passaggio è stato completato con: l’insediamento della nuova assemblea dei delegati e la costituzione in forma di associazione riconosciuta nell’assemblea del 29 maggio 2001; la definizione di un nuovo statuto del fondo adottato ufficialmente nel corso dell’assemblea straordinaria del 29 maggio 2001; un regolamento elettorale che ha permesso lo svolgimento dell'elezione della prima assemblea dei delegati nel febbraio 2001; l’affidamento in esterno dei servizi di gestione amministrativo-contabile delle posizioni degli iscritti e del fondo stesso finora svolti dagli uffici regionali, l’incarico è stato affidato alla Servizi previdenziali che si è inoltre occupata di ricostruire le posizioni pregresse di ogni singolo dipendente e la gestione degli esercizi 1998, 1999 e 2000; l’avvio della gestione finanziaria delle risorse del fondo che ha portato a svolgere una selezione pubblica attraverso la quale sono stati scelti due gestori fra i più qualificati a livello internazionale: il Crédit Agricole Indosuez e l’Invesco ai quali, a partire dal mese di luglio 2001, sono stati affidati i capitali disponibili, pari a circa 54,5 miliardi di lire; l’individuazione di una banca depositaria che ha portato, attraverso una selezione pubblica, a scegliere per tale ruolo la Banca nazionale del lavoro, già operativa.

Nel luglio 2000 la commissione di vigilanza, verificata la documentazione prodotta, ha proceduto ad iscrivere il fondo cessazione di servizio all’albo dei fondi pensione preesistenti, seconda sezione speciale, fondi privi di personalità giuridica. Al completamento del processo avviato il fondo cessazione di servizio ha attualmente una propria personalità giuridica ed una propria struttura del tutto autonoma da quella della Regione. Il passaggio successivo, secondo i piani originariamente previsti, dovrebbe prevedere lo scioglimento del fondo cessazione di servizio all’interno del FOPADIVA, una volta che questo sia operativo, al fine di razionalizzare il panorama dei fondi regionali ed ottimizzarne la gestione.

Fondo integrativo in favore degli insegnanti elementari di scuola materna: numero attuale di iscritti 550 pensionati, circa 1.050 in attesa di pensionamento. Come è avvenuto per il fondo cessazione di servizio, l’Assessorato regionale della pubblica istruzione ha provveduto ad avviare nei confronti della Commissione di vigilanza sui fondi pensione le pratiche previste per l'iscrizione all’albo dei fondi preesistenti del fondo istituito con la legge n. 2/1968 in favore degli insegnanti elementari di scuola materna per l’erogazione di una prestazione previdenziale legata all'indennità per l’insegnamento della lingua francese.

La Regione Valle d’Aosta, a far data dal 1° settembre 1999, ha poi proceduto a sospendere lo speciale regime contributivo garantendo comunque agli iscritti del fondo alla data del 31 agosto 1999 l’integrale fruizione dei benefici spettanti in base alla posizione contributiva da ciascuno maturata. Attualmente il fondo non è più alimentato da nuove contribuzioni e si dovrà limitare ad erogare le prestazioni finora maturate o a trasferire le posizioni presso altri fondi pensione integrativi ai quali i lavoratori avranno accesso.

Anche in questo caso il consiglio di amministrazione del fondo si deve occupare di dare corso, con il supporto tecnico della Servizi previdenziali, a tutti gli adempimenti necessari ad adeguare la struttura, l’organizzazione e la gestione a quanto previsto dalle norme in materia di fondi pensione. A partire dal 1° gennaio 2000 si è proceduto invece all'esternalizzazione dei servizi di gestione di questo fondo e di erogazione delle prestazioni in favore dei pensionati che sono stati affidati alla Servizi previdenziali. È stato inoltre affidato il mandato di banca depositaria delle risorse del fondo di custodia e gestione del patrimonio in titoli di Stato alla banca CRT.

Il FOPADIVA, fondo pensione per lavoratori dipendenti pubblici e privati della Valle d’Aosta, è stato costituito il 23 novembre 1998, come dicevo prima, ed è attualmente amministrato da un collegio di amministrazione provvisorio composto da 4 membri. A complemento dell’iter delle normative la commissione a dicembre 1999 ha autorizzato il FOPADIVA ad avviare la raccolta delle adesioni con l’obiettivo di pervenire al numero minimo di 2.000 per poter diventare operativo.

A gennaio 2000 è stata pertanto avviata, con il supporto organizzativo, tecnico e finanziario della Servizi previdenziali, una campagna di promozione informativa che ha previsto, fra l’altro, un piano promozionale sui maggiori mezzi di comunicazione valdostani, un programma di assemblee e di interventi informativi dedicati ai vari settori produttivi, attività di assistenza alle parti sociali e nelle trattative finalizzate all'elaborazione di accordi relativi alla previdenza complementare.

Il numero raccolto di adesioni è ridotto e si pensa di procedere alla richiesta di deroga al numero minimo di 2.000 originariamente fissato dalla commissione di vigilanza. La difficile situazione venutasi a creare a seguito dell'alluvione ha provocato un ostacolo all'adesione nel settore privato. La volontà già manifestata è quindi quella di far confluire il fondo cessazione di servizio all’interno del FOPADIVA, una volta che questo sia operativo, portando i suoi 2.500 iscritti e il suo patrimonio.

Il numero comunque ridotto di adesioni raccolte finora può essere dovuto a vari motivi fra i quali: il supporto non adeguato alle attività di formazione e raccolta di adesioni fornito finora dalle associazioni dei datori di lavoro e di aziende, nonché da alcune organizzazioni e categorie sindacali, tali carenze hanno riguardato in particolare i settori dell'industria, dell’edilizia, del commercio, del turismo e dell’artigianato; i problemi incontrati relativamente alle adesioni dei lavoratori appartenenti a specifici settori produttivi o aziende per la necessità di individuare soluzioni ad hoc in grado di conciliarsi con quanto previsto dai rispettivi contratti; i ritardi avvenuti a livello nazionale nella definizione delle modalità di applicazione della previdenza complementare ai dipendenti pubblici e la necessità, sulla base delle competenze attribuite attraverso la finanziaria del 2001, di definire le modalità di regolamentazione della previdenza complementare e del trattamento di fine rapporto per i lavoratori del comparto unico del pubblico impiego regionale, della scuola e della sanità.

Nel mese di giugno la commissione di vigilanza ha approvato un nuovo regolamento relativo alle procedure di autorizzazione che, pur semplificando notevolmente l’iter previsto per i fondi che saranno costituiti da ora in poi, ha di fatto congelato la situazione per quelli già in fase di raccolta, imponendo loro di completare le procedure entro il 31 dicembre 2001 a pena di revoca dell’autorizzazione.

Il FOPADIVA pertanto dovrà necessariamente raggiungere entro tale data il numero di 2.000 adesioni e completare le procedure per la richiesta di operatività, né potrà far valere la delibera che prevedeva la richiesta di abbassamento ad un numero minimo da 2.000 a 1.000. Tenuto conto dell’attuale numero di adesioni e dell’andamento delle iscrizioni che pervengono dal settore privato e da quello pubblico tale obiettivo non risulta raggiungibile, quindi il FOPADIVA dovrebbe essere sciolto. Soluzioni possibili in grado di permettere l’avvio del FOPADIVA sono che i dipendenti regionali iscritti al fondo cessazione servizio possano già in questa fase esprimere la loro volontà di adesione al FOPADIVA, all’interno del quale trasferiranno la propria posizione maturata una volta che quest’ultimo sia operativo, permettendo quindi il raggiungimento del numero di 2.000 adesioni e il completamento delle pratiche di autorizzazione e qui sono stati già concretizzati alcuni passi importanti per arrivare a raggiungere questo obiettivo.

Per quanto riguarda la seconda domanda, credo che su questo argomento?

(interruzione del Consigliere Frassy, fuori microfono)

? volevo concludere dando alcune informazioni importanti. Le aspettative che vengono riposte in questo momento nella Servizi previdenziali S.p.A. sono sempre uguali, cioè la società deve preparare e predisporre tutti gli atti e le azioni per presentare ai lavoratori valdostani l’opportunità di aderire ad un fondo pensioni integrativo.

Evidentemente questo è il compito della Servizi previdenziali, che opera per conto della Regione, e non può essere addebitata alla società e tanto meno alla Regione la scarsa o buona adesione dei lavoratori interessati a questa nuova forma di previdenza che in futuro sarà sempre più necessaria o addirittura indispensabile per correggere e riequilibrare le distorsioni attualmente presenti nella previdenza obbligatoria, quindi questi obiettivi permangono per il futuro.

Per quanto riguarda la terza domanda, in relazione alle voci inserite nel bilancio preventivo di gennaio rispetto a quello di settembre, c’è un ulteriore contributo dell’Amministrazione regionale di 90 milioni, ricavi per prestazioni, gestione amministrativa, fondo cessazione di servizio del 2000 della Regione autonoma Valle d’Aosta, 48 milioni, poi c’è una rettifica attività di supporto e assistenza ai fondi per meno 6 milioni.

Si dà atto che dalle ore 12,42 riassume la presidenza il Presidente Louvin.

PresidentePrima di dare la parola al collega Frassy, mi permetterete di segnalare alla vostra attenzione la presenza in tribuna del collega Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Luigi Fedele, che ringrazio per la sua presenza.

Vorrei ringraziarlo particolarmente, anche a nome dei colleghi, nel ricordo di quanto fece un anno fa il Consiglio regionale della Calabria, portando un contributo finanziario a sostegno dell'operazione di ricostruzione in Valle d’Aosta dopo l’alluvione dell’ottobre 2000. Nonostante fosse stata la sua stessa Regione profondamente segnata da un'analoga tragedia a Soverato, il Consiglio regionale della Calabria stanziò una somma a favore della Valle d’Aosta per la ricostruzione. D’altra parte c'è un legame particolarmente intenso con tutta la comunità calabrese che è parte eminente della nostra stessa comunità in questo momento. Vorrei quindi ringraziarlo: grazie, Presidente Fedele.

La parole au Conseiller Frassy pour la réplique.

Frassy (FI)Grazie, anche se è difficile poter esprimere delle considerazioni seppure sintetiche ad una risposta che è stata di tipo "alluvionale", Assessore, anche perché lei in parte ha reinterpretato le domande della nostra interrogazione e probabilmente questo suo eccesso di risposta è servito a giustificare l’insuccesso di questi due fondi di cui l’Amministrazione regionale è stata sponsor a prezzi significativi e ne parleremo dopo.

Ma, al di là di quello che abbiamo scritto, penso che sia oggetto di riflessione perlomeno da parte del gruppo di Forza Italia nelle prossime settimane il senso più ampio della sua risposta sul futuro del FOPAVA, che ormai è stato sciolto, e del FOPADIVA, e sulle sinergie che l’Amministrazione regionale può e deve avere con la Servizi previdenziali.

Intanto, Assessore, noi abbiamo due concetti diversi del ruolo dell’economia e del ruolo della politica e Forza Italia ha sempre cercato di tenere distinti questi due campi e semmai di coinvolgere nella politica i settori dell'economia e non viceversa.

Quando accade, come spesso succede in Valle d’Aosta, che sia la politica ad entrare nell’economia, ci troviamo a gestire situazioni che sono destinate all’insuccesso soprattutto in termini economici.

C'è del paradosso quando lei, Assessore, dice che siamo all’avanguardia, che abbiamo concretizzato dei progetti interessanti, che abbiamo offerto delle opportunità e che poi se i progetti non sono decollati e le opportunità non sono state colte, non è colpa della Regione, non è colpa della Servizi previdenziali S.p.A. che usufruisce dei contributi regionali. Ma di chi è colpa? È colpa di quei lavoratori autonomi o dipendenti che non hanno sottoscritto i fondi nelle preiscrizioni?

(interruzione dell’Assessore Agnesod, fuori microfono)

? Per fortuna! Il problema è che non era obbligatorio perché quello che lei ha detto nel prosieguo delle sue risposte ci lascia intendere che stia per scattare un meccanismo pericoloso. Ma su questo torneremo.

Nel 2000 e nel 2001 dati statistici dicono che ci sia stato il record di raccolta nel ramo vita. Allora non è vero che l’alluvione ha congelato in Valle d’Aosta le risorse, non è vero che il settore in questione sia un settore in crisi, è vero piuttosto un altro dato e cioè che i progetti e le opportunità offerte non erano spiegate bene oppure non erano convincenti per conseguire il risultato delle adesioni. Allora su questo bisogna ragionare e mi sembra di aver capito che il fondo cessazione di servizio dei dipendenti regionali dell’Amministrazione regionale della Valle d’Aosta molto probabilmente sarà destinato a dare vita e corpo al FOPADIVA e di conseguenza a creare una forma di obbligatorietà di adesione dei dipendenti pubblici al FOPADIVA.

Se questo è il senso della sua risposta, siamo preoccupati perché un progetto che è stato bocciato dal mercato verrebbe imposto ai dipendenti pubblici. Su questo, Assessore, chiederemo nelle prossime occasioni degli approfondimenti perché su questo argomento vogliamo chiarezza, anche perché, fintanto che la Regione gioca con i soldi suoi, suoi fra virgolette perché poi sono sempre soldi pubblici, mi riferisco ad esempio a Finaosta, valgono certe considerazioni, quando invece vuole giocare con i soldi dei propri dipendenti, penso che la chiarezza vada fatta fin da subito e non possa essere fatta dopo?

(interruzione dell’Assessore Agnesod, fuori microfono)

? Assessore, l’ho ascoltata per venti minuti, ho cinque minuti di replica, vorrei concludere il mio ragionamento.

Perciò, Assessore, prendiamo atto della sua risposta, siamo insoddisfatti in quanto riteniamo che la sua "excusatio non petita sia accusatio manifesta", cioè sia la dimostrazione di come il progetto FOPAVA prima e FOPADIVA poi sia fallito in quelle che erano le linee guida che l’Amministrazione si era riproposta.

Esprimiamo preoccupazione su questo tentativo di rivitalizzare il FOPADIVA, che non ha conseguito le pre-iscrizioni utili al pari del FOPAVA, fondo lavoratori autonomi, attraverso il meccanismo di far transitare nel FOPADIVA il fondo cessazione servizio dei dipendenti regionali. Esprimiamo poi grossa sorpresa sul fatto che tutta questa operazione a perdere sia costata 1.500 milioni di contributi pubblici e che alla fine per gestire il fondo cessazione servizio dei dipendenti regionali andiamo a mettere in piedi un meccanismo molto più oneroso di quanto non sia la gestione attuale del fondo stesso.

PrésidentMerci pour votre réplique.

Les travaux du Conseil sont suspendus et reprendront dans l’après-midi à 16 heures.