Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2270 del 14 novembre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2270/XI Notizie relative ad eventuali accuse formulate nei confronti di un insegnante in servizio presso le scuole della Regione. (Interrogazione)

Interrogazione Avendo appreso dagli organi di informazione che la Procura di Bari ha formulato accuse di "distribuzione, divulgazione e pubblicità di materiale pedo-pornografico" ad un insegnante in servizio presso le scuole della regione;

Considerando che, se le accuse risultassero fondate, la presenza di tale docente all’interno della scuola e nelle classi, a diretto contatto con gli alunni, sarebbe da considerare per lo meno inopportuna;

la sottoscritta Consigliera regionale

Interroga

l’Assessore competente per sapere:

1) quando e come tale episodio è stato portato a conoscenza dell’Amministrazione regionale;

2) se sono state intraprese azioni disciplinari nei confronti di tale docente, e quali.

F.to: Squarzino Secondina

PrésidentJe ne donnerai pas la parole à l’Assesseur Pastoret sans avoir rappelé qu’il s’agit d’un argument qui pourrait concerner des personnes s’il est abordé d’une façon particulière, donc j’invite les intervenants à se tenir aux règles et à la plus haute attention en la matière.

La parole à l’Assesseur à l’éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV)La Consigliera Squarzino pone due domande con questa interrogazione. La prima riguarda il momento e le modalità con le quali tale episodio è stato portato a conoscenza dell’Amministrazione regionale: la "vicenda" che ci ha portato a conoscenza di tale caso molte volte è stata informale e non formale e cercherò di spiegarne i modi. Della vicenda è giunta notizia in via riservata alla Sovrintendente agli studi verso la fine dell’agosto 2001. La Sovrintendenza agli studi è stata informata dal competente dirigente scolastico dell’avvenuta perquisizione dei locali della scuola media di Gressoney, perquisizione il cui esito ha portato al sequestro di uno dei computer di proprietà dell'istituzione scolastica stessa.

I provvedimenti adottati nel corso dell'attività investigativa, disposta dalla Procura della Repubblica di Bari, venivano coperti da assoluto riserbo e, trattandosi di atti rivolti nei confronti di persona da identificare, venivano notificati alla dirigente scolastica in qualità di persona responsabile dei luoghi dell’edificio scolastico. Si aveva successivamente notizia informale di spontanee dichiarazioni che sarebbero poi state rese sia dal dirigente stesso, sia dal docente. Sulla base di queste dichiarazioni - a dire degli organi di stampa perché non avevamo notizie ufficiali e formali sotto questo punto di vista - il docente sarebbe stato coinvolto nel procedimento penale per alcuni in veste di indagato, per altri già in qualità di condannato.

È bene chiarire che per esigenze istruttorie gli uffici giudiziari non hanno mai, come dicevo prima, formalmente e in modo specifico resa nota la posizione dell’insegnante, in particolare con riguardo agli articoli del Codice penale inerenti la posizione in cui si veniva a trovare. Le pochissime informazioni a disposizione degli uffici scolastici sono pervenute soltanto a seguito di apposita istanza, che è stata tempestivamente inoltrata alla fine del mese di agosto, al fine di poter definire la posizione dell’insegnante prima dell’inizio delle lezioni. L’istanza otteneva invece riscontro solo dopo l’avvio dell’anno scolastico, segnatamente nel mese di ottobre, ma in essa la Procura della Repubblica di Bari si limitava ad indicare in modo generico che l’azione penale non era stata esercitata e non veniva fornito alcun ulteriore elemento in quanto, a detta della Procura di Bari, la fase delle indagini preliminari era ancora in corso.

Dagli atti ufficiali in possesso dell'amministrazione scolastica la situazione è ancora ad oggi questa, contrariamente a quanto è stato riportato da parte di alcuni organi di stampa in ordine a patteggiamenti, confessioni e conclusioni di procedimenti penali. Su questa questione abbiamo richiesto di avere informazioni più compiute e nulla ci è stato dato per quanto riguarda l’eventuale chiusura del procedimento relativo a patteggiamenti o quant’altro. Questo è in estrema sintesi l’insieme dei passaggi più salienti su questa vicenda che è ancora in attesa di un pronunciamento da parte dell’autorità giudiziaria competente riguardo alla posizione del docente.

Chiede la collega "se sono state intraprese azioni disciplinari nei confronti di tale docente?". L’azione disciplinare sarà certamente esercitata, essa è al vaglio della Sovrintendenza agli studi stante anche la complessità dei differenti profili che la vicenda coinvolge infatti, ai sensi del T.U. del pubblico impiego del 1957, che trova ancora oggi applicazione anche nei confronti del personale direttivo, ispettivo e docente della scuola, l’azione disciplinare non può essere iniziata o proseguita laddove penda il procedimento penale.

L’incertezza in merito all’effettivo coinvolgimento del docente nella vicenda, in mancanza degli indispensabili aggiornamenti da parte dell’autorità giudiziaria, e insieme la considerazione indiscutibile che solo dalla stessa possano essere assunte informazioni attendibili hanno imposto una cautela nella via del procedimento disciplinare.

Tuttavia, essendoci la necessità di tutelare i congiunti interessi della comunità e dell’amministrazione scolastica a fronte di un'ipotetica ripresa di servizio del docente, stante la gravità dei reati che parrebbero contestati all’insegnante stesso, e l’oggettivo conseguente turbamento anche del contesto ambientale in cui questi si sarebbe trovato ad operare, si è reso opportuno disporre l’allontanamento del docente dal servizio attraverso una misura cautelare, l’unica possibile adottabile, e solo a fronte dei predetti elementi di gravità da ultimo emersi e valutati, prima non presenti e comunque per il momento non suffragati neanche dalle notizie seppure non ufficiali che circolavano attorno alla questione.

Il provvedimento di sospensione cautelare, è stato adottato il 2 novembre scorso, ed è di competenza dell’Assessore e non del Sovrintendente agli studi. La domanda che la Consigliera Squarzino poneva riguardava le azioni disciplinari, quelle non sono state intraprese per le ragioni di tipo giuridico che ho detto prima, nel frattempo si è intervenuti con questa misura di sospensione cautelare.

PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Ringrazio l’Assessore perché questo dibattito avviene anche pubblicamente, d’altra parte pubblicamente è stato trattato sui giornali per cui sarebbe stato strano e incomprensibile un tentativo di bloccare l'informazione. Sono contenta anche che l’Assessore abbia potuto dire pubblicamente ed esplicitamente tutta la serie di ragioni e ricostruire anche l’iter temporale degli avvenimenti.

Credo che qui si sia giocato tutto abbastanza su due piani: il piano formale e il piano informale. Ora, se posso capire che sul piano formale ci siano tutte quelle difficoltà a cui l’Assessore ha accennato, cioè, finché non viene concluso un procedimento dal punto di vista penale, non si possono neanche attivare certe azioni disciplinari, è pur vero che sul piano informale molto si sarebbe potuto fare. Lo ha dimostrato il fatto che l’Assessore il 2 novembre è intervenuto, anche sulla base di informazioni per così dire informali, ed ha preso un provvedimento che condivido: mi sembra il provvedimento più logico che potesse essere adottato.

Ciò che mi lascia ancora molto perplessa, Assessore - e qui lo voglio dire, ma credo sia una domanda che anche altri si siano posti -, riguarda il fatto che questo provvedimento è stato preso il 2 novembre. Lei ha detto che, dal punto di vista informale, avevate avuto delle notizie riguardanti la perquisizione fin dalla fine di agosto e che era vostra intenzione intervenire proprio pensando agli alunni, alle classi, alle preoccupazioni che potevano avere i genitori per la presenza in classe di un docente che aveva un certo tipo di possibile condanna o di possibile imputazione di reato. Mi chiedo perché avete aspettato tanto tempo a intervenire, perché avete atteso che fossero i giornali a parlare del problema, quasi a costringere, a chiedere alle autorità regionali di prendere posizione.

Cioè mi domando perché dalla fine di agosto avete aspettato tutto settembre e tutto ottobre per procedere ad una sospensione cautelativa che era di sua competenza. Io credo che, se voi foste ricorsi a questa misura prima, fin dall’inizio della scuola, forse avreste evitato allo stesso docente tutta una serie di situazioni difficili. In questa circostanza c’erano due interessi da tutelare: l’interesse della classe, dei genitori, della scuola nel suo insieme, ma anche l’interesse della dignità di questo docente. Se è vero che il docente non può essere condannato prima della sentenza definitiva, e la finalità di questa norma è proprio per tutelare il docente, mi chiedo se anche le autorità scolastiche competenti non avessero potuto prendersi in carico anche questo aspetto e non mettere il docente nella condizione di doversi confrontare con la stampa, con le autorità scolastiche, con i genitori. Forse sarebbe stato più opportuno intervenire prima, proprio per consentire subito un avvio sereno nella scuola senza problemi e anche la tutela della dignità dell’insegnante.