Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2244 del 17 ottobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2244/XI Valorizzazione del materiale artistico donato alla Regione da uno scultore valdostano. (Interpellanza)

Interpellanza Saputo che molti anni or sono il noto scultore François Cerise, ha donato alla nostra Regione circa 5.000 "pezzi" di antiquariato, relativi al mondo rurale valdostano;

Appreso che tale materiale giacerebbe da anni nel chiuso del castello di Sarriod de la Tour, a Saint-Pierre;

Creduto opportuno valorizzare tale patrimonio della nostra "memoria contadina";

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Presidente della Regione o l’Assessore competente per sapere:

1) perché a tutt'oggi non è stata trovata adeguata sistemazione al materiale donato alla Regione dallo scultore François Cerise;

2) se si intende valorizzare tale patrimonio culturale del nostro mondo contadino e, in caso affermativo, con quali tempi ed iniziative.

F.to: Curtaz

PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (PVA-cU)Questa è una questione forse di modesta rilevanza, a noi ogni tanto piace anche trovare qualche piccolo esempio di cosa si potrebbe fare meglio e di cosa non si fa, soprattutto nel settore dei beni culturali, del patrimonio artistico della nostra Regione.

Ho saputo da un articolo di giornale, perché non conoscevo questa vicenda, di una donazione fatta da François Cerise, che credo sia uno degli artisti più noti nel panorama artigianale valdostano, anche per certi versi più caratteristici, uno scultore di una certa età che continua con passione a svolgere la sua attività e a raccogliere anche un materiale del mondo contadino, dell’arte artigianale contadina, che diversi anni fa, ha donato alla Regione circa cinquemila pezzi, e non sono un numero insignificante, di beni di antiquariato relativi al mondo rurale valdostano.

Risulterebbe che questi beni siano al chiuso del castello Sarriod de la Tour a Saint-Pierre e che vari tentativi di esporre e di valorizzare questo patrimonio non abbiano finora portato a nessuna realizzazione concreta, quindi lo scopo della mia interpellanza è chiedere all’Assessore perché ad oggi non è stata trovata adeguata sistemazione a questo materiale donato dallo scultore e come si intenda valorizzare tale patrimonio culturale del nostro mondo contadino, con quali iniziative e con quali tempi.

PresidenteLa parola all’Assessore all’istruzione e cultura, Pastoret.

Pastoret (UV)Tout d’abord je dois dire qu’il faudrait parfois se méfier des synthèses des journaux et du sensationnalisme dont quelques journalistes sont parfois les auteurs, mais j’essayerai de fournir à M. Curtaz des données plus précises par rapport à ce qui avait été résumé et que je n’ai pas eu l’occasion de lire.

L’histoire de la collection Cerise s’échelonne sur une période assez longue et à l’heure actuelle toutes les prémisses pour arriver à une conclusion de cette histoire sont présentes, mais en effet, M. Curtaz, il faut préciser que M. Cerise n’a pas encore formalisé son don d’objets ethnographiques à la Région ou à la Commune de Gignod.

Il est vrai qu’il a cependant toujours manifesté sa volonté à ladite Commune de céder sa collection afin qu’elle soit exposée à Gignod ou/et dans la Communauté du Grand Combin à la condition qu’il existe une structure étant à même d’accueillir ce patrimoine.

La collection se compose de 4.549 objets, elle se trouve maintenant dans les locaux du château Sarriod de la Tour à Saint-Pierre comme il a été décidé par délibération du Gouvernement valdôtain de 4 septembre 1994, acte par lequel la Région a pris en charge la collection à la demande de la Commune de Gignod afin de pouvoir inventorier et estimer les objets de ladite collection.

Pour donner suite aux requêtes de M. Cerise, par délibération du Gouvernement valdôtain du mars 1998 et par la suite par délibération de ce même Conseil régional au mois d’avril 1998, le 15 mai 1998 entre la Région et la Commune de Gignod s’est passé un accord pour la réalisation d’un musée ethnographique auprès de la Maison Caravelle à Gignod.

Les travaux d’adéquation et de rénovation ont déjà été adjugés et commenceront le plus tôt possible, cela en accord avec les temps de la part de la Commune d’acquisition des terrains nécessaires pour l’agrandissement de cette maison.

L’accord de programme prévoit que les travaux afférents seront réalisés par l’Administration régionale n’étant pas dans les possibilités de la Commune une telle intervention. Ce musée, de propriété de la Commune, accueillera donc la collection Cerise et la Commune même gérera le musée et tout ce qui concerne la collection Cerise ainsi que le patrimoine ethnographique qui pourra compléter les nombreux objets de ladite collection.

Je précise enfin qu’il y a eu plusieurs rencontres au cours de ces dernières années avec M. Cerise, la dernière de celles-ci remonte à il y a quelques semaines, et cela afin de définir les passages de la collection soit pour ce qui est des souhaits du propriétaire, soit aussi pour ce qui est des exigences de l’Administration régionale qui demandera de pouvoir, le cas échéant, d’utiliser aussi la collection pour l’organisation d’éventuelles autres expositions dans ces structures.

Evidemment le sujet aussi qui va concourir à la définition de cet accord avec M. Cerise sera la Commune de Gignod puisqu’elle est l’élément moteur de toute la question qui a été mise en marche pour cette donation.

PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz.

Curtaz (PVA-cU)Sono abbastanza soddisfatto delle risposte che mi ha dato l’Assessore, peraltro, mi consenta, ha esordito con una battuta rispetto all’articolista, ma i dati?

(interruzione dell’Assessore Pastoret, fuori microfono)

? ho capito che non era rivolto a me, ci mancherebbe, ma poi i dati che sono emersi dalla sua replica sono esattamente gli stessi che avevo colto in quell'articolo, certo non quello della proprietà, anche se poi è un dato per un verso irrilevante se il Cerise proseguirà il suo intento. Peraltro sarebbe drammaticamente negativo se cambiasse idea perché vorrebbe dire che ha cambiato idea a causa delle lentezze delle pubbliche amministrazioni che non accolgono una donazione di 4.500 pezzi di un certo valore, quanto meno storico-culturale. Prendo atto di queste risposte, mi sembra di capire che ci vorranno ancora tempi lunghi, speriamo che questo iter si concluda favorevolmente.

Chiudo con una breve osservazione che non vuole essere necessariamente polemica. Mi sembra sempre che su queste cose, che potrebbero sembrare piccole o di importanza secondaria, sia nell’Amministrazione regionale che nelle amministrazioni locali ci sia una costante lentezza, un qualche disinteresse. Non si mette in giusto valore questo tipo di iniziative che invece potrebbero costituire come in questo caso un'importante esposizione anche di carattere turistico. Penso che in Valle d’Aosta un museo permanente, una qualche iniziativa che conservi gli oggetti della nostra cultura contadina in maniera così ampia e organica non ci sia e credo che sarebbe interessante che ci fosse.