Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2175 del 27 luglio 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2175/XI Impegno a predisporre interventi normativi per incentivi a privati per la rimozione e sostituzione di materiale di ricopertura dei tetti. (Ritiro di mozione)

Mozione Preso atto che per buona parte della copertura dei tetti di case e condomini della città di Aosta, costruiti negli anni 1950/60, sono state utilizzate lastre di Eternit, in cui sono presenti fibre di amianto;

Constatato che molte di tali lastre sono ormai fatiscenti, sgretolanti e pulvirulente e che andrebbero sostituite con materiale edilizio diverso, come richiesto dalla legge 257/92, per eliminare una fonte di pericolo ambientale costituito dalla presenza di amianto notoriamente dannoso alla salute;

Tenuto conto degli alti costi necessari per la rimozione e lo smaltimento di questo materiale, che comportano l’intervento di personale specializzato e il convogliamento dei detriti delle lastre in discariche convenzionate;

Ritenuto opportuno facilitare la sostituzione di coperture in Eternit di case e condomini privati;

Il Consiglio regionale

Impegna

La Giunta regionale a predisporre un intervento normativo che preveda incentivi a privati che procedono alla rimozione delle lastre di Eternit utilizzate per la copertura di tetti della loro abitazione in modo da facilitare il risanamento ambientale.

F.to: Squarzino Secondina - Beneforti – Curtaz

PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Stiamo seguendo come gruppo - ma anche in Consiglio vi sono colleghi attivi come Lanièce - la questione dell’amianto da alcuni anni, sollecitando indagini, interventi, chiedendo dati.

Sappiamo da precedenti nostre iniziative che è stato predisposto, ed è in via di attuazione, un piano di indagine sulla presenza di amianto in edifici pubblici: scuole, caserme, e via dicendo. Non è su questi aspetti che si incentra oggi la nostra iniziativa. Finora, per quanto riguarda l’edilizia privata, è sempre stato risposto che l’ente pubblico non può fare nulla. Ora diciamo che casualmente, purtroppo, le conseguenze di un uragano che ha recentemente investito il territorio lombardo e che ha visto molte case scoperchiate, ha riproposto il problema in termini nuovi rispetto al passato, nel senso che i detriti hanno rivelato che nel materiale edile usato per costruire i tetti c’erano fibre di amianto. Quei tetti distrutti dall’uragano comunque vanno rifatti, e vanno rifatti con un altro materiale. Il materiale con fibre di amianto va smaltito come rifiuto speciale e quindi con alti costi.

Di fronte a questa situazione la Regione Lombardia si è posta il problema di come venire incontro ad alcuni costi legati non all’acquisto del materiale nuovo, ma allo smaltimento di rifiuti speciali: questa operazione richiede personale specializzato per la rimozione di materiale, convogliamento dei detriti in discariche convenzionate.

Ho ricordato questo episodio recente perché credo che non dobbiamo né augurarci, né aspettare che una tromba d’aria scoperchi i tetti, per porci il problema della situazione degli edifici privati, case o condomini, che sono stati costruiti negli anni '50 e '60, e per i quali sono state utilizzate delle lastre di Eternit, in cui c’è un composto di cemento e di fibre di amianto.

Sono passati, in alcuni casi, 40-50 anni e questi tetti cominciamo a richiedere non solo delle riparazioni, ma dei veri e propri interventi. Solo che intervenire su questa tipologia di materiale è un problema: intanto la legge non lo consente più, ovvero non consente più che si rimetta del materiale simile; non solo, ma come si agisce su questo materiale, questo si sgretola, diventa pulverulento e quindi costituisce una fonte di pericolo ambientale, oltre che un danno per la salute pubblica.

Ci si chiede che cosa fare allora? Chiaramente non rifare i tetti ai condomini privati o alle case private, assolutamente no! Ma visto che chi vuole o deve rifare questi tetti, di fronte alla necessità di intervenire su queste coperture, non può usare l’amianto, ma è obbligato ad usare materiale nuovo e soprattutto è obbligato a ricorrere a personale specializzato e a convogliare i detriti delle lastre in discariche convenzionate, con alti costi, si pone una domanda e si avanza anche una proposta alla Giunta.

Chiediamo se la Giunta non è d’accordo a studiare la possibilità di un intervento normativo, che preveda degli incentivi ai privati che procedono alla rimozione di queste lastre di Eternit, utilizzate per la copertura dei tetti, in modo da facilitare il risanamento ambientale.

Ripeto, sarebbero incentivi che sono limitati ad alcuni costi vivi che vanno sostenuti, cioè i costi per l’intervento di personale specializzato per asportare questo materiale e per il trasporto in discariche convenzionate. Credo che questo tipo di intervento possa essere anche uno stimolo per i privati per rimuovere le lastre di Eternit che coprono i tetti, e quindi per facilitare il risanamento ambientale.

Président La parole à l’Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV)Per chiedere ai promotori della mozione di ritirarla, ma non per il piacere di respingerla, solamente per dare il tempo di approfondire questa materia.

Il DPR 8 agosto 1994, all’articolo 12, dice che i censimenti hanno carattere obbligatorio per gli edifici pubblici, mentre per gli edifici privati hanno carattere facoltativo. Ma dopo di questo è entrata in vigore la legge 23 marzo 2001 n. 93, il cui articolo 20 parla di censimento dell’amianto e interventi di bonifica.

Il 18 luglio scorso si è tenuta a Roma una riunione con i rappresentanti delle regioni su convocazione del Ministero dell’ambiente, a firma del Direttore generale, per dare applicazione a questo articolo. I rappresentanti regionali hanno chiesto che lo Stato preveda delle incentivazioni economiche a favore di soggetti che effettuano lavori di bonifica, per cui la materia è tutta in evoluzione.

Allora l’invito è di ritirarla, non per eludere il problema, anzi, al contrario, per vederne l’evoluzione e capire come muoversi, se con interventi regionali o meno.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Accogliamo volentieri l’invito dell’Assessore a ritirare la mozione, perché c’è un impegno preciso, e quando l’Assessore prende un impegno preciso, e non fa una promessa generica, noi gli diamo fiducia?

(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)

? ho capito, ma è già un impegno di approfondire. Diciamo che non è la soluzione, ma lo scopo della nostra mozione era quello innanzitutto di mettere l’accento su questo problema.

Ci saranno poi dei momenti in cui chiederemo i risultati di questo approfondimento, perché credo che sia, come diceva l’Assessore, un problema che non riguarda solo i condomini della città di Aosta o delle abitazioni costruite in Valle d’Aosta, ma è un problema più generale a cui va data una risposta più generale.

Président La motion est donc retirée sur cet engagement.

Le Conseil prend acte.