Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2171 del 27 luglio 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2171/XI Disegno di legge: "Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali". (Approvazione di ordine del giorno)

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 1 (Finalità e oggetto)

1. La Regione Valle d'Aosta, in conformità agli indirizzi della programmazione nazionale e regionale e al fine di favorire e sostenere lo sviluppo dell'economia turistica e commerciale valdostana, promuove l'attuazione di iniziative volte alla riqualificazione e al potenziamento delle attività turistico-ricettive e commerciali.

2. Per le finalità di cui al comma 1, la presente legge disciplina la concessione di agevolazioni in favore dei soggetti di cui agli articoli 3, 8 e 13, con unità locali ubicate in Valle d'Aosta ed ivi operanti nei settori della ricettività turistica e del commercio.

Articolo 2 (Applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE)

1. Le agevolazioni previste dalla presente legge sono concesse nel rispetto delle disposizioni di cui al regolamento (CE) n. 70/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie L 10, del 13 gennaio 2001.

2. Nei casi in cui la presente legge preveda la concessione di agevolazioni in regime de minimis, si applica quanto disposto dal regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza minore ("de minimis"), pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie L 10, del 13 gennaio 2001.

3. La presente legge non si applica ai settori esclusi dal campo di applicazione del regolamento (CE) n. 69/2001 e del regolamento (CE) n. 70/2001.

CAPO II INTERVENTI A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ TURISTICO-RICETTIVE

Articolo 3 (Soggetti beneficiari)

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all'articolo 5 i seguenti soggetti:

a) le piccole e medie imprese, singole o associate, operanti nei settori della ricettività turistica alberghiera e della ricezione turistica all'aperto;

b) i proprietari di strutture alberghiere che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese;

c) le piccole e medie imprese, singole o associate, operanti nei settori della ricettività turistica extralberghiera, limitatamente agli esercizi di affittacamere e di case e appartamenti per vacanze.

Articolo 4 (Iniziative agevolabili)

1. Possono essere ammesse alle agevolazioni di cui all'articolo 5 le seguenti iniziative:

a) realizzazione di nuovi alberghi e complessi ricettivi turistici all'aperto;

b) ristrutturazione, ampliamento, ammodernamento e riqualificazione di strutture ricettive alberghiere e di complessi turistici ricettivi all'aperto già esistenti e classificati ai sensi della normativa regionale vigente, nonché riorganizzazione dell'attività di impresa;

c) ristrutturazione e arredamento di edifici o complessi di edifici già esistenti per ricavarne, nel rispetto della vigente normativa regionale di settore, strutture alberghiere, complessi ricettivi turistici all'aperto, strutture per l'esercizio dell'attività di affittacamere, case e appartamenti per vacanze;

d) realizzazione di strutture complementari in stretta connessione all'attività ricettiva.

2. Le spese ammissibili per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 1 riguardano:

a) lavori e opere edili, compresi gli impianti tecnici, le spese di progettazione, di direzione lavori e di collaudo;

b) acquisto, anche attraverso la cessione di quote societarie, di fabbricati o porzioni di fabbricati, finalizzati alle iniziative di cui al comma 1, limitatamente agli esercizi alberghieri e ai complessi ricettivi turistici all'aperto; per i complessi ricettivi turistici all'aperto già esistenti e classificati ai sensi della normativa regionale vigente, acquisto di terreni che rappresentino non meno di un terzo della superficie del complesso e che includano i fabbricati in cui sono allocati i servizi generali;

c) acquisto di nuovi macchinari, attrezzature, automezzi, arredi, programmi informatici e altri beni strumentali strettamente funzionali all'esercizio dell'attività;

d) costituzione di liquidità in caso di creazione di nuova azienda, limitatamente agli esercizi alberghieri;

e) investimenti, materiali e immateriali, finalizzati allo sviluppo del commercio elettronico;

f) studi e consulenze per il marketing, la pianificazione e l'organizzazione aziendale;

g) attestazioni di qualità.

3. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui all'articolo 5 le compravendite di beni immobili tra parenti e affini di primo grado e tra coniugi. Nell'ipotesi di acquisto da società in cui il richiedente l'agevolazione rivesta la qualità di socio, ovvero nell'ipotesi di acquisto da società i cui soci siano legati al richiedente l'agevolazione dai predetti vincoli di parentela, affinità o coniugio ovvero, infine, nell'ipotesi d'identità di soci tra le parti contraenti, l'importo dell'agevolazione massima concedibile è determinato in proporzione alle quote appartenenti a soci diversi da quelli sopracitati.

4. Sono in ogni caso escluse dalla concessione delle agevolazioni le iniziative relative alle strutture a carattere di multiproprietà.

Articolo 5 (Strumenti finanziari)

1. Per favorire la realizzazione delle iniziative di cui all'articolo 4, possono essere concessi, per ciascuna iniziativa, contributi in conto capitale, o, in alternativa anche parziale, mutui a tasso agevolato, della durata massima di quindici anni più due di preammortamento, a valere sui fondi di rotazione di cui all'articolo 21.

2. Le spese di cui all'articolo 4, comma 2, sono altresì finanziabili in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento in equivalente sovvenzione lordo.

3. Le agevolazioni di cui alla presente legge sono concesse limitatamente alle iniziative avviate successivamente alla presentazione della relativa domanda, fatti salvi i contributi in conto capitale, in regime de minimis, che possono essere concessi anche con riferimento alle spese sostenute nei dodici mesi antecedenti la presentazione della domanda.

4. L'apporto finanziario del soggetto beneficiario dell'intervento non può in ogni caso essere inferiore al 25 per cento dell'investimento oggetto di agevolazione.

Articolo 6 (Contributi in conto capitale)

1. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai contributi in conto capitale è di lire 10 milioni (euro 5.164,57) e quello massimo, nel corso di un triennio, per la stessa struttura, è di lire 2 miliardi (euro 1.032.913,80).

2. Per la realizzazione delle iniziative concernenti l'attività di affittacamere e l'esercizio di case e appartamenti per vacanze, le agevolazioni sono concesse esclusivamente mediante l'erogazione di contributi in conto capitale, in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile.

3. Per le spese di cui all'articolo 4, comma 2, lettere e), f) e g), le agevolazioni sono concesse esclusivamente mediante l'erogazione di contributi in conto capitale, in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile. Il limite minimo di spesa ammissibile è di lire 2 milioni (euro 1.032,91) e quello massimo è di lire 50 milioni (euro 25.822,84).

4. Gli importi di cui ai commi 1 e 3 sono considerati al netto degli oneri fiscali.

5. I contributi in conto capitale possono essere erogati anche a titolo di anticipazione, previa presentazione di apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa di importo almeno pari alla somma da erogare.

Articolo 7 (Mutui a tasso agevolato)

1. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai mutui a tasso agevolato è di lire 50 milioni (euro 25.822,84) e quello massimo, nel corso di un triennio, per la stessa struttura, è di lire 10 miliardi (euro 5.164.568,99).

2. In deroga a quanto stabilito al comma 1 e all'articolo 5, comma 1, per le spese di cui all'articolo 4, comma 2, lettera d), può essere concesso, esclusivamente in regime de minimis, in proporzione alle dimensioni dell'azienda, un mutuo a tasso agevolato nella misura massima di lire 60 milioni (euro 30.987,41) e della durata massima di quarantadue mesi, inclusi sei mesi di preammortamento, fino alla misura massima del 20 per cento in equivalente sovvenzione lordo.

3. Gli importi di cui ai commi 1 e 2 sono considerati al netto degli oneri fiscali.

CAPO III INTERVENTI A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ COMMERCIALI

Articolo 8 (Soggetti beneficiari)

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all'articolo 10 i seguenti soggetti:

a) le piccole e medie imprese, singole o associate, del commercio, dei pubblici esercizi o che esercitino altre attività economiche nel settore dei servizi, individuate con la deliberazione della Giunta regionale di cui all'articolo 20, comma 1;

b) i proprietari di strutture commerciali che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese;

c) i centri polifunzionali di servizio di cui all'articolo 12 della legge regionale 7 giugno 1999, n. 12 (Principi e direttive per l'esercizio dell'attività commerciale);

d) i centri di assistenza tecnica di cui all'articolo 14 della l.r. 12/1999.

Articolo 9 (Iniziative agevolabili)

1. I soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettere a), b) e c), possono essere ammessi ad agevolazione per le iniziative concernenti la realizzazione, la ristrutturazione, l'ampliamento, l'ammodernamento, la riqualificazione di strutture adibite o da adibire all'esercizio dell'attività, nonché la riorganizzazione dell'attività di impresa.

2. Le spese ammissibili per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 1 riguardano:

a) lavori e opere edili, compresi gli impianti tecnici, le spese di progettazione, di direzione lavori e di collaudo;

b) acquisto, anche attraverso la cessione di quote societarie, di fabbricati o porzioni di fabbricati finalizzati alle iniziative di cui al comma 1, limitatamente ai soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettere a) e c);

c) acquisto di nuovi macchinari, attrezzature, automezzi, arredi, programmi informatici e altri beni strumentali strettamente funzionali all'esercizio dell'attività;

d) costituzione di liquidità in caso di creazione di nuova azienda, limitatamente ai soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettere a) e c);

e) investimenti, materiali e immateriali, finalizzati allo sviluppo del commercio elettronico;

f) studi e consulenze per il marketing, la pianificazione e l'organizzazione aziendale;

g) attestazioni di qualità.

3. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui all'articolo 10 le compravendite di beni immobili tra parenti e affini di primo grado e tra coniugi. Nell'ipotesi di acquisto da società in cui il richiedente l'agevolazione rivesta la qualità di socio, ovvero nell'ipotesi di acquisto da società i cui soci siano legati al richiedente l'agevolazione dai predetti vincoli di parentela, affinità o coniugio ovvero, infine, nell'ipotesi d'identità di soci tra le parti contraenti, l'importo dell'agevolazione massima concedibile è determinato in proporzione alle quote appartenenti a soci diversi da quelli sopracitati.

4. I soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettera d), possono essere ammessi ad agevolazione per la costituzione e l'avvio dell'attività, nonché per eventuali successive riorganizzazioni. Le agevolazioni sono concesse esclusivamente mediante l'erogazione di contributi in conto capitale, in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile.

5. Le spese ammissibili per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 4 riguardano:

a) acquisto di nuovi macchinari, attrezzature, automezzi, arredi, programmi informatici e altri beni strumentali strettamente funzionali all'esercizio dell'attività;

b) studi e consulenze per il marketing, la pianificazione e l'organizzazione aziendale;

c) certificazioni o attestazioni di qualità.

Articolo 10 (Strumenti finanziari)

1. Per favorire la realizzazione delle iniziative di cui all'articolo 9, possono essere concessi, per ciascuna iniziativa, contributi in conto capitale, o in alternativa anche parziale, mutui a tasso agevolato, della durata massima di quindici anni per le spese di cui all'articolo 9, comma 2, lettere a) e b), e di cinque anni per le spese di cui all'articolo 9, comma 2, lettera c), a valere sui fondi di rotazione di cui all'articolo 21.

2. Le spese di cui all'articolo 9, comma 2, sono altresì finanziabili in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento in equivalente sovvenzione lordo.

3. Le agevolazioni di cui alla presente legge sono concesse limitatamente alle iniziative avviate successivamente alla presentazione della relativa domanda, fatti salvi i contributi in conto capitale, in regime de minimis, che possono essere concessi anche con riferimento alle spese sostenute nei dodici mesi antecedenti la presentazione della domanda.

4. L'apporto finanziario del soggetto beneficiario dell'intervento non può in ogni caso essere inferiore al 25 per cento dell'investimento oggetto di agevolazione.

Articolo 11 (Contributi in conto capitale)

1. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai contributi in conto capitale è di lire 10 milioni (euro 5.164,57) e quello massimo, nel corso di un triennio, per la stessa struttura, è di lire 2 miliardi (euro 1.033.913,80).

2. Per le spese di cui all'articolo 9, comma 2, lettere e), f) e g), le agevolazioni sono concesse esclusivamente mediante l'erogazione di contributi in conto capitale, in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile. Il limite minimo di spesa ammissibile è di lire 2 milioni (euro 1.032,91) e quello massimo di lire 50 milioni (euro 25.822,84).

3. Gli importi di cui ai commi 1 e 2 sono considerati al netto degli oneri fiscali.

4. I contributi in conto capitale possono essere erogati anche a titolo di anticipazione, previa presentazione di apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa di importo almeno pari alla somma da erogare.

Articolo 12 (Mutui a tasso agevolato)

1. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai mutui a tasso agevolato è di lire 50 milioni (euro 25.822,84) e quello massimo, nel corso di un triennio, per la stessa struttura, è di lire 5 miliardi (euro 2.582.284,49).

2. In deroga a quanto stabilito al comma 1 e all'articolo 10, comma 1, per le spese di cui all'articolo 9, comma 2, lettera d), può essere concesso, esclusivamente in regime de minimis, in proporzione alle dimensioni dell'azienda, un mutuo a tasso agevolato nella misura massima di lire 60 milioni (euro 30.987,41) e della durata massima di quarantadue mesi, inclusi sei mesi di preammortamento, fino alla misura massima del 20 per cento in equivalente sovvenzione lordo.

3. Gli importi di cui ai commi 1 e 2 sono considerati al netto degli oneri fiscali.

CAPO IV INTERVENTI A SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI E DEI CONSORZI DI OPERATORI TURISTICI

Articolo 13 (Soggetti beneficiari)

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all'articolo 15 le associazioni e i consorzi di operatori turistici riconosciuti ai sensi della normativa regionale vigente.

Articolo 14 (Iniziative agevolabili)

1. I soggetti di cui all'articolo 13 possono essere ammessi ad agevolazione per specifiche iniziative finalizzate ad ottimizzare la vendita dei servizi offerti dagli associati; le iniziative devono essere articolate in progetti organici nei quali sono indicati, fra l'altro:

a) gli obiettivi da perseguire;

b) i mercati di intervento ed i segmenti di domanda interessati;

c) le azioni programmate e le modalità del loro svolgimento;

d) un dettagliato preventivo delle spese, corredato dell'indicazione delle risorse finanziarie disponibili per l'attuazione del progetto, in aggiunta all'eventuale contributo regionale.

Articolo 15 (Contributi in conto capitale)

1. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai contributi in conto capitale è di lire 10 milioni (euro 5.164,57) e quello massimo è di lire 200 milioni (euro 103.291,38).

2. I contributi in conto capitale sono concessi in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile.

3. Gli importi di cui al comma 1 sono considerati al netto degli oneri fiscali.

4. I contributi in conto capitale possono essere erogati anche a titolo di anticipazione, previa presentazione di apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa di importo almeno pari alla somma da erogare.

5. I contributi in conto capitale, in regime de minimis, possono essere concessi anche con riferimento alle spese sostenute nei dodici mesi antecedenti la presentazione della domanda.

CAPO V DISCIPLINA DELLE PROCEDURE PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI

Articolo 16 (Presentazione delle domande e istruttoria)

1. Le domande per la concessione delle agevolazioni disciplinate dalla presente legge sono presentate alle strutture regionali competenti in materia di incentivazione alle attività ricettive e commerciali, di seguito denominate strutture competenti, e sono sottoposte dalle medesime strutture all'istruttoria automatica di cui all'articolo 17, qualora gli importi di spesa ammissibile non siano superiori a lire 50 milioni (euro 25.822,84) e all'istruttoria valutativa di cui all'articolo 18, qualora gli importi di spesa ammissibile siano superiori a lire 50 milioni (euro 25.822,84).

2. Per l'istruttoria delle domande concernenti le spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere e), f) e g), e 9, commi 2, lettere e), f) e g), e 5, lettere b) e c), la Regione può stipulare apposite convenzioni con soggetti che abbiano competenza in materia di assistenza tecnico-economica alle imprese.

Articolo 17 (Istruttoria automatica)

1. L'istruttoria automatica consiste nell'accertamento della completezza e della regolarità delle domande presentate e della documentazione allegata.

Articolo 18 (Istruttoria valutativa)

1. L'istruttoria valutativa consiste nell'accertamento della validità tecnica, economica e finanziaria dell'iniziativa, cui la domanda per la concessione delle agevolazioni si riferisce, anche mediante la simulazione degli effetti economici e finanziari attesi, nonché della pertinenza e della compatibilità delle spese previste in relazione all'iniziativa da finanziare.

2. Le strutture competenti, verificata la regolarità tecnica e formale delle domande pervenute, provvedono a trasmetterle alla Finanziaria regionale Valle d'Aosta – Società per azioni (Finaosta S.p.A.) che effettua un'analisi economico-finanziaria delle iniziative; a tal fine, la Regione stipula apposita convenzione con la quale sono disciplinati i rapporti derivanti dallo svolgimento dell'attività di consulenza, compresa l'entità dei compensi da corrispondere.

Articolo 19 (Concessione e revoca delle agevolazioni)

1. La concessione delle agevolazioni, il rigetto delle relative domande e l'eventuale revoca nei casi previsti dall'articolo 25 sono disposti con deliberazione della Giunta regionale, fatta salva, per quanto concerne i mutui a tasso agevolato, l'accettazione da parte di Finaosta S.p.A., sulla base delle garanzie offerte.

2. Salvo quanto disposto dagli articoli 6, comma 5, 11, comma 4, e 15, comma 4, l'erogazione delle agevolazioni è subordinata alla verifica della completezza e della regolarità della documentazione di spesa relativa alle iniziative che formano oggetto della domanda di agevolazione.

Articolo 20 (Rinvio)

1. La disciplina di ogni altro adempimento o aspetto relativo ai procedimenti di cui alla presente legge, compresa l'individuazione della documentazione di spesa e di quella da allegare alle domande, è demandata alla Giunta regionale che vi provvede con apposita deliberazione da adottarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge medesima.

2. La Giunta regionale prevede, se del caso, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, la formazione di apposite graduatorie, secondo criteri di valutazione stabiliti con propria deliberazione, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative.

3. Le deliberazioni di cui ai commi 1 e 2 sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione.

CAPO VI FONDI DI ROTAZIONE

Articolo 21 (Fondi di rotazione)

1. La Giunta regionale è autorizzata a costituire fondi di rotazione regionali per la concessione dei mutui a tasso agevolato previsti dalla presente legge, determinandone l'importo e le modalità di versamento e di prelievo.

2. Al conto consuntivo della Regione, per ciascun esercizio finanziario, sono allegati i rendiconti sulla situazione, al 31 dicembre di ogni anno, dei fondi di cui al comma 1.

Articolo 22 (Gestione dei fondi di rotazione)

1. I fondi di cui all'articolo 21 sono alimentati per gli anni 2001 e per quelli successivi dalle seguenti risorse:

a) stanziamento iniziale previsto dalla presente legge, nonché appositi stanziamenti annuali del bilancio regionale;

b) rimborso delle rate di preammortamento e di ammortamento dei mutui;

c) rimborso anticipato dei mutui;

d) interessi maturati sulle giacenze dei fondi;

e) somme versate dai mutuatari ai sensi dell'articolo 25, comma 3.

2. Nella convenzione di cui all'articolo 18, comma 2, sono disciplinate le modalità di costituzione e di gestione dei fondi di cui all'articolo 21, anche con riferimento all'entità dei compensi da corrispondere e alle modalità di rendicontazione dell'attività svolta, i cui oneri sono posti a carico dei fondi medesimi, nonché ai meccanismi di determinazione dei tassi di interesse, delle percentuali di intervento e della durata del periodo di ammortamento, nel rispetto dei limiti di intensità di aiuto previsti dalla presente legge.

CAPO VII CONTROLLI E SANZIONI

Articolo 23 (Vincoli e mutamento di destinazione, alienazione e sostituzione dei beni)

1. Le agevolazioni relative alle spese di acquisto di fabbricati o porzioni di fabbricati di cui agli articoli 4, comma 2, lettera b), e 9, comma 2, lettera b), non sono ripetibili, per il medesimo immobile, se non sono trascorsi più di dieci anni dalla stipulazione del precedente contratto di mutuo.

2. I soggetti beneficiari sono obbligati a mantenere la destinazione dichiarata e a non alienare o cedere i beni finanziati, separatamente dall'azienda, per i seguenti periodi:

a) cinque anni decorrenti dalla data di erogazione dell'agevolazione, quando si tratti delle spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere c) ed e), e 9, commi 2, lettere c) ed e), e 5, lettera a);

b) per un periodo di tempo pari a quello della durata originariamente fissata per il mutuo, fatti salvi eventuali vincoli urbanistici di durata superiore, o quindici anni decorrenti dalla data di erogazione dell'agevolazione, quando si tratti delle spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere a) e b), e 9, comma 2, lettere a) e b).

3. Il vincolo sugli immobili è reso pubblico a cura e spese del soggetto beneficiario mediante trascrizione presso l'ufficio dei registri immobiliari competente per territorio.

4. Le agevolazioni percepite non devono essere restituite qualora i beni finanziati siano sostituiti con altri della stessa natura, previa autorizzazione del dirigente della struttura competente.

Articolo 24 (Vigilanza)

1. Le strutture competenti possono disporre, in qualsiasi momento, idonei controlli, anche a campione, sui programmi e sulle iniziative oggetto di agevolazione, allo scopo di verificarne lo stato di attuazione, nonché di accertare il rispetto di ogni altro obbligo o adempimento previsto dalla presente legge e dal provvedimento di concessione, nonché la veridicità delle dichiarazioni e delle informazioni rese dai soggetti beneficiari ai fini della concessione dell'agevolazione.

2. Per lo svolgimento dei controlli di cui al comma 1, le strutture competenti possono avvalersi di Finaosta S.p.A..

Articolo 25 (Revoca delle agevolazioni)

1. Le agevolazioni sono revocate qualora il soggetto beneficiario:

a) non adempia l'obbligo di cui all'articolo 23, comma 2;

b) non ultimi le iniziative correlate alle spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettera a), e 9, comma 2, lettera a), riguardanti opere edili, entro il termine previsto dalle rispettive concessioni edilizie o effettui dette opere in difformità dalle concessioni medesime;

c) non ultimi le iniziative correlate alle spese di cui agli articoli 4, comma 2, e 9, commi 2 e 5, non riguardanti opere edili, entro un anno dalla data di concessione dell'agevolazione. Qualora le iniziative siano correlate alla realizzazione di opere edili, il predetto termine decorre dalla data di scadenza della relativa concessione edilizia;

d) non ultimi le iniziative di cui all'articolo 14, comma 1, entro un anno dalla data di concessione dell'agevolazione.

2. La revoca dell'agevolazione è altresì disposta qualora dai controlli effettuati emerga la non veridicità delle dichiarazioni e delle informazioni rese dai soggetti beneficiari ai fini della concessione dell'agevolazione medesima.

3. In caso di revoca, l'agevolazione percepita è restituita alla Regione o, nel caso di mutui a tasso agevolato, a Finaosta S.p.A. entro sessanta giorni dalla comunicazione del relativo provvedimento, con le seguenti modalità:

a) l'intero ammontare del contributo in conto capitale, maggiorato degli interessi calcolati con le modalità di cui al comma 4;

b) il capitale residuo del mutuo, maggiorato della differenza tra gli interessi calcolati con le modalità di cui al comma 4 e gli interessi corrisposti.

4. Gli interessi sono riferiti al periodo intercorrente tra l'erogazione dell'agevolazione e la data dell'avvenuta restituzione e sono calcolati sulla base della media ponderata del tasso ufficiale di riferimento, riferita al periodo in cui si è beneficiato dell'agevolazione.

5. Nel provvedimento di revoca sono fissate le eventuali condizioni di rateizzazione, in un periodo comunque non superiore a dodici mesi.

6. La revoca dell'agevolazione può essere disposta anche in misura parziale purché proporzionale all'inadempimento riscontrato.

7. La mancata restituzione dell'agevolazione entro il termine di cui al comma 3 comporta il divieto, per il soggetto inadempiente, di beneficiare di ogni altra agevolazione prevista dalla presente legge, per un periodo di cinque anni decorrente dalla data di adozione del provvedimento di revoca.

8. Per le piccole e medie imprese di cui all'articolo 3, la Giunta regionale può disporre la revoca parziale dell'agevolazione, in relazione alla mancata osservanza delle disposizioni in materia di rilevazioni statistiche delle persone alloggiate.

Articolo 26 (Sanzioni)

1. Il mancato adempimento dell'obbligo di cui all'articolo 23, comma 2, comporta, oltre alla revoca, anche parziale, dell'agevolazione, l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma di denaro da un minimo della metà ad un massimo dell'intero importo del beneficio indebitamente fruito.

2. Per l'applicazione delle sanzioni amministrative di cui al comma 1, si osservano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale), da ultimo modificata dal decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205).

CAPO VIII DISPOSIZIONI FINANZIARIE

Articolo 27 (Disposizioni finanziarie)

1. L'onere derivante dalla applicazione della presente legge è determinato complessivamente in lire 1.000.000.000 (euro 516.457) per l'anno 2001 e in annui euro 516.000 a decorrere dall'anno 2002.

2. L'onere di cui al comma 1 trova copertura nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2001 e di quello pluriennale per gli anni 2001/2003 negli obiettivi programmatici 2.1.6.01. (Consulenze e incarichi) per le finalità di cui agli articoli 16, comma 2, 18, comma 2 e 24, comma 2; 2.2.2.11. (Interventi promozionali per il commercio) per le finalità di cui all'articolo 10; 2.2.2.12. (Interventi promozionali per il turismo) per le finalità di cui all'articolo 15, 2.2.2.13. (Interventi promozionali per lo sviluppo di attività alberghiere ed extralberghiere) per le finalità di cui all'articolo 5, e si provvede mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 69020 (Fondo globale per il finanziamento di spese di investimento), dell'obiettivo programmatico 3.1. (Fondi globali) a valere sull'accantonamento previsto al punto B.2.2. (Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali) dell'allegato n. 1 ai bilanci annuale e pluriennale.

3. I proventi delle sanzioni amministrative di cui all'articolo 26 sono introitati al capitolo 7700 (Proventi pene pecuniarie per contravvenzioni) dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione.

4. Per l'applicazione della presente legge la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di bilancio e finanze, le occorrenti variazioni di bilancio, e, nell'ambito delle finalità della legge stessa, variazioni tra gli obiettivi programmatici indicati al comma 2, con esclusione dell'obiettivo programmatico 2.1.6.01.

Président Je rappelle que la IIème et la IVème Commission conjointement ont fourni à la majorité un avis favorable en élaborant un amendement au premier alinéa de l’article 20.

La parole au rapporteur, le Conseiller Piccolo.

Piccolo (SA) Leggo questa relazione anche a nome del collega Martin, rapporteur della II Commissione.

I settori turistico-ricettivi e commerciali, volani importanti e vitali dell’economia della nostra Regione, che hanno subito in questi ultimi anni una sempre più costante evoluzione e che stanno chiedendo sempre più servizi diversificati, hanno indotto la Giunta regionale ad apportare alcune importanti novità rispetto alle leggi vigenti dei due settori.

Preciso in premessa che non entrerò nel merito dei singoli articoli in quanto la relazione tecnica allegata è più che esaustiva, pertanto mi limiterò a sottolineare i punti qualificanti ed innovativi del disegno di legge indicando chi sono i beneficiari e le modalità di accesso ai finanziamenti.

Premetto inoltre che in merito al disegno di legge sono stati sentiti da parte della II e IV Commissione, riunite congiuntamente, tutti gli operatori interessati e dai quali sono state recepite alcune puntuali osservazioni, e che pertanto intendiamo proporre al Consiglio alcuni emendamenti che verranno presentati alla fine dell’intervento.

Con questo disegno di legge si intendono infatti attuare una semplificazione ed una razionalizzazione della normativa sugli incentivi regionali a favore del settore turistico-ricettivo e commerciale, utilizzando le possibilità offerte dai regolamenti comunitari n. 69/2001 e n. 70/2001 che consentono di concedere aiuti alle piccole e medie imprese ed in regime "de minimis" senza notifica alla Commissione europea.

Il disegno di legge ha come sua principale finalità la riqualificazione e il potenziamento delle strutture ricettive e commerciali, attraverso la concessione di agevolazioni sotto forma di finanziamenti a tasso agevolato e/o di contributi in conto capitale, nell’ottica di una razionalizzazione degli interventi, compatibilmente con le disposizioni in materia di aiuti da parte dello Stato stabiliti dalla Comunità europea.

Le innovazioni principali rispetto alla precedente normativa riguardano:

- l’aumento della spesa ammissibile e del periodo di ammortamento per i beni immobili;

- la concessione di contributi in conto capitale anche per spese inferiori a 50 milioni (a partire da lire 10 milioni);

- l’estensione dei benefici a categorie economiche e a nuove realtà operanti nel settore del commercio e dei servizi;

- l’estensione dei benefici a tipologie di investimenti non contemplate nella legislazione precedente.

Soggetti beneficiari. Sono interessati dagli interventi previsti dalla presente normativa le piccole e medie imprese, singole o associate, del commercio, dei pubblici esercizi o che esercitano altre attività economiche nel settore dei servizi, individuate con deliberazione della Giunta regionale, i proprietari di strutture commerciali che intendano mantenerne la destinazione, i centri polifunzionali e i centri di assistenza tecnica.

Una novità che è stata introdotta nel presente disegno di legge riguarda le piccole e medie imprese operanti nei settori della ricettività turistica-extralberghiera, limitatamente agli affittacamere ed alle case ed appartamenti per vacanze.

Iniziative agevolabili. Oltre alle nuove realizzazioni sono ammesse le ristrutturazioni, gli ampliamenti, gli ammodernamenti e le riqualificazioni di strutture adibite o da adibire all’esercizio dell’attività nonché la riorganizzazione dell’attività di impresa.

Le spese ammissibili presentano importanti innovazioni rispetto alla normativa precedente. Sono ammessi infatti:

- i lavori e le opere edili, compresi gli impianti tecnici, le spese di progettazione, di direzione lavori e di collaudo;

- l’acquisto, anche attraverso la cessione di quote societarie, di fabbricati o porzioni di fabbricati finalizzati alle iniziative agevolabili;

- gli acquisti di nuovi macchinari, attrezzature, arredi, programmi informatici e altri beni strumentali strettamente funzionali all’esercizio dell’attività;

- la costituzione di liquidità in caso di creazione di nuova azienda;

- una serie di investimenti che favoriscono un innalzamento della qualità dei servizi offerti quali gli investimenti materiali e immateriali finalizzati allo sviluppo del commercio elettronico, gli studi e le consulenze per il marketing, la pianificazione e l’organizzazione aziendale, i costi di attestazione della qualità.

Strumenti finanziari. Nel rispetto dei massimali previsti dalla normativa comunitaria possono essere concessi, oltre ai mutui a tasso agevolato, anche contributi in conto capitale.

Per i mutui a tasso agevolato è stato innalzato sia il periodo di ammortamento per i beni immobili (15 anni anziché 10) sia il limite massimo della spesa ammessa che è passato da 400.000.000 a 5 miliardi.

Per quanto riguarda i contributi in conto capitale, il cui limite massimo di spesa ammissibile è di lire 2 miliardi, è stata prevista la possibilità di essere erogati anche a titolo di anticipazione previa fideiussione bancaria o polizza assicurativa. Il disegno di legge prevede inoltre che gli investimenti siano "altresì finanziabili in regime de minimis" nella misura massima del 50 percento sotto forma di mutuo a tasso agevolato.

Istruttoria. Sono stati previsti due tipi di istruttoria: una automatica per importi di spesa ammissibile non superiori a 50 milioni e una valutativa che prevede un’analisi economico-finanziaria da parte della Finaosta nonché una valutazione tecnico-formale da parte della struttura competente che consentirà di snellire le procedure ed accelerare i tempi di istruttoria.

Vincolo di destinazione. Per quanto riguarda i vincoli a carico di beneficiari delle agevolazioni, il disegno di legge stabilisce che la destinazione d’uso dell’immobile, oggetto dell’agevolazione, dovrà essere mantenuta per un periodo di tempo pari a quello della durata originariamente fissata per il mutuo, fatti salvi eventuali vincoli urbanistici di durata superiore o per quindici anni decorrenti dalla data di erogazione dell’agevolazione.

Si sottolinea che da un’analisi comparata con le leggi di altre regioni, effettuata da un esperto qualificato quale il Prof. Carlo Baldi, risulta inequivocabilmente che la proposta della nostra Regione è in linea con tutte le altre e, anzi, ha caratteristiche di maggiore interesse, nei limiti del consentito, per le imprese del settore.

Prima di concludere preciso che, a seguito delle audizioni delle associazioni di categoria interessate, e dalle quali sono state recepite alcune osservazioni, e come inizialmente anticipato, vengono proposti alcuni emendamenti al testo licenziato dalla Giunta e che chiedo vengano votati congiuntamente alla legge, emendamenti che sono stati verificati anche con gli uffici dell’Assessorato dopo però che il disegno di legge aveva già avuto il parere delle commissioni competenti.

Nel concludere spero di essere stato il più possibile chiaro nell’esposizione per far comprendere l’importanza del disegno di legge e quindi mi auguro che possa ricevere un largo consenso da parte di questo Consiglio.

Per quanto riguarda, come dicevo in calce della relazione, gli emendamenti proposti sono il frutto del recepimento di alcune osservazioni e considerazioni fatte durante le audizioni da parte delle categorie interessate, Ascom, Confesercenti in particolare, per le quali si prevedono 9 emendamenti che sono stati consegnati alla Presidenza e che sintetizzerò leggendoli tutti in una volta, se la Presidenza è d’accordo, in modo da non ripetere ogni qualvolta c’è da discutere l’articolato e l’emendamento da proporre.

Per quanto riguarda l’emendamento n. 1, all’articolo 3, comma 1, punto b) dopo "i proprietari di strutture alberghiere" vengono aggiunte le parole "e di ricezione turistica all'aperto" per permettere ai campeggi "che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese"...

L’emendamento n. 2 prevede la modifica dell’articolo 4, comma 2, punto c): cancellare la parola "nuovi".

L’emendamento n. 3 riguarda l’articolo 8, comma 1, punto b), laddove è scritto "i proprietari di strutture commerciali" occorre aggiungere "e di pubblici esercizi" intendendo per questi "che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese;".

L’emendamento n. 4 all’articolo 9, comma 2, punto c): cancellare la parola "nuovi".

Emendamento n. 5, articolo 16, comma 1:

"1. Le domande per la concessione delle agevolazioni disciplinate dalla presente legge sono presentate alle strutture regionali competenti in materia di incentivazione alle attività ricettive e commerciali, di seguito denominate strutture competenti, e sono sottoposte dalle medesime strutture all'istruttoria automatica di cui all'articolo 17, qualora gli importi di spesa ammissibile non siano superiori?" e qui è stata tolta la cifra di 50 milioni e portata a 100 milioni "? a Lire 100 milioni (€ 51.646) e all'istruttoria valutativa di cui all'articolo 18, qualora gli importi di spesa ammissibile siano superiori a Lire 100 milioni (€ 51.646)" e anche qui sono stati elevati da 50 a 100 milioni.

L’emendamento n. 6, all’articolo 17, comma 1:

"1. L'istruttoria automatica consiste nell'accertamento della completezza e della regolarità delle domande presentate e della documentazione allegata?" qui si precisa "? relativamente alle agevolazioni erogate sotto forma di contributi in conto capitale."

Emendamento n. 7, articolo 23, comma 2, punto b): qui c’è solo una trasposizione della frase "o quindici anni decorrenti dalla data di erogazione delle agevolazioni" per permettere che questo tipo di osservazione valga per tutte e due le motivazioni previste nell’articolato.

Emendamento n. 8, articolo 23, si aggiunge un comma 5 per cui va letto integralmente:

"5. In caso di cessione di azienda i finanziamenti a tasso agevolato in capo al cedente possono essere trasferiti al cessionario che sia in possesso dei requisiti previsti dalla presente legge." Questa era una delle richieste fatte anche in modo repentino da parte delle categorie.

L’ultimo emendamento n. 9 era stato dimenticato nel testo di legge licenziato dalla Giunta: si aggiunge l’articolo 28 che è relativo alla dichiarazione d'urgenza.

Si dà atto che, dalle ore 16,05, presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

Presidente È aperta la discussione generale.

La parola al Consigliere Borre.

Borre (UV)Affrontando la discussione e l’esame di questa bozza di legge può darsi che andrò fuori tema o rischierò di esagerare nel voler porre delle riflessioni sull'intera politica turistica per la nostra Regione.

Infatti il titolo di questa proposta di legge recita: "Interventi regionali a sostegno delle attività turistico-ricettive e commerciali".

È una buona legge per due settori interessati, è una legge che, raffrontata alle leggi di altre regioni, risulta una delle più avanzate per il tipo di sostegno finanziario contenuto, una legge che integra la n. 33/73, la n. 101/82, la n. 22/98 adeguandole alle normative europee.

Io in questa occasione cercherò di esternare alcune mie riflessioni sui due momenti:

- il primo: questa proposta e la normativa europea;

- il secondo: politico, turistico, commerciale, agricolo e artigianale, quadrinomio auspicabile per l’industria turistica della Regione.

Questa proposta di legge interessa i due settori che, come riportato nella relazione introduttiva, rivestono un'importanza strategica nel panorama economico regionale, appunto il turismo e il commercio.

L’elemento è di grande rilevanza, un primo passo verso questo binomio indispensabile per l’industria del turismo, appunto si comincia a parlare di turismo e commercio.

Gli interventi vengono estesi alle attività di affittacamere, case, appartamenti per vacanze, questo nel settore turistico-ricettivo; nel settore commerciale gli interventi vengono estesi ai centri polifunzionali di servizio, ai centri di assistenza tecnica delle imprese, alle associazioni e consorzi di operatori turistici.

Due tipi di istruttoria, automatica e valutativa, dovrebbero essere gli strumenti di semplificazione e razionalizzazione delle procedure.

Il tetto massimo della spesa ammissibile passa dai 4,5 miliardi ai 10 miliardi, i mutui hanno durata di 15 anni anziché 20, nel complesso il tetto dei contributi è aumentato.

Sono questi alcuni dei contenuti che ho colto e che mi fanno dire che la legge è una buona risposta al sostegno finanziario che è necessario e urgente.

Inoltre gli emendamenti illustrati dal relatore danno un ulteriore buon contenuto e rispondono alle richieste fatte dalle categorie, anche se qui per quanto riguarda la forma, ne ha già accennato anche il relatore, in quanto Presidente della IV Commissione ritengo che non ci sia stata una correttezza perché questi potevano essere emendamenti tranquillamente ripresi dalla commissione perché le richieste erano state fatte in commissione.

Mi permetta però, Assessore, già con questa proposta di legge trovo che si poteva e doveva fare qualcosa in più. Credo che tutti noi abbiamo ben presente la realtà della località della nostra Regione; disposizioni, regole, normative per sostegni finanziari che non tengono conto delle diverse realtà non fanno giustizia e non facendo giustizia non permettono il decollo o la sopravvivenza di attività in certe località.

Mi torna in mente una precisa accusa che io, fra tanti, ero solito fare: come può lo Stato, il Governo considerare tutte le regioni allo stesso livello? La Valle d’Aosta non è la Sicilia, il Veneto non è la Campania e così via. Non possiamo considerare l’albergo o il negozio di Valsavarenche alla stregua di quello di Saint-Vincent, l’albergo o il negozio di Saint-Nicolas come quello di Cogne e così via.

Non possiamo considerare la quantità e non la qualità; non possiamo non considerare in maniera diversa chi investe nel rispetto della tradizione e della tipicità, chi offre periodi di apertura più lunghi. Perché non incentivare l’imprenditoria giovanile, i passaggi di azienda fra padre e figlio?

Perché non favorire la ripresa dei piccoli alberghi a conduzione familiare incentivando la pluriattività? Ci sono poi altri elementi che potrebbero e dovrebbero essere riconsiderati al fine di non penalizzare l’attività alberghiera e commerciale; sono però questi momenti di analisi e di intervento di competenza dei comuni, mi riferisco all’acqua, ai rifiuti, all’ICI.

Ricordiamo però che l’energia, un altro elemento di rilievo per alberghi e negozi, è oggi un problema della Regione. Questi e altri criteri ancora che a mio parere dovevano e potevano trovare forse con uno sforzo in più risposte in questo disegno di legge.

Una riflessione a parte merita la notifica per l’adeguamento alle norme europee. Nessun dubbio sulla necessità di far parte dell’Europa delle regioni, nessun problema quindi di accettare indirizzi generali che regolino l’economia; grandi perplessità e difficoltà ad accettare quando questi indirizzi generali diventano norme e non tengono in alcun conto la diversità e la specificità della Regione.

Peggio ancora quando l’interpretazione delle norme porta a dirci cosa e come fare nel deliberato o nel regolamento conseguente alla legge notificata e già approvata. Ritengo sia il momento di chiedere come Consiglio regionale una diversa e più adeguata linea di intervento alla Commissione di Bruxelles, una linea di intervento per sostegni finanziari, turistici e commerciali della montagna che consentano investimenti mirati a formare lo squilibrio esistente nella nostra Regione fra zona e zona per i due settori. Ritengo inoltre che anche da parte dei funzionari regionali venga data una lettura alle norme ponendo più attenzione alla nostra autonomia, quindi un'interpretazione non sempre e solo restrittiva.

È evidente che nel presentare le nostre richieste alla commissione dobbiamo sapere cosa vogliamo, che tipo di turismo vogliamo; il quadrinomio agricoltura, turismo, commercio, artigianato è sì o no il motore economico della nostra Regione?

Nel passato l’agricoltura, la società Cogne, la SIP, l’ENEL e in piccola parte il turismo, il commercio e l’artigianato erano sufficienti per la nostra realtà economica, una pluriattività funzionale sia per l’economia che per il territorio. Oggi abbiamo una realtà tremendamente diversa: il nostro futuro comunque dipenderà in gran parte ancora dalla ricchezza ambientale della nostra Regione e dalla capacità dei Valdostani ad utilizzarne al meglio.

L’agricoltura con il lavoro dei suoi addetti potrà continuare a valorizzare e a mantenere il territorio, con la qualità e la tipicità dei suoi prodotti fornirà quanto necessario al commercio, per primo al commercio valdostano per avere nicchie di vendita di prodotti locali, di buona immagine della nostra Regione, del nostro lavoro.

È evidente che il legame che il commercio deve avere oltre all’agricoltura deve essere con l’artigianato, un artigianato che ha saputo innovarsi e favorire produzioni altamente qualificate, un settore nel quale siamo riusciti a creare una stupenda cartolina da visita, da Saint-Ours.

Parlando di turismo e commercio, la mia opinione è che ci troviamo di fronte un quadro non dei migliori, è vero che questo vale anche per altri settori. Si assiste purtroppo alla chiusura di alberghi ed esercizi commerciali, le cause vanno chiaramente dalle difficoltà economiche ai problemi fiscali, alle norme sanitarie, agli adeguamenti, alle possibilità di occupazione senza rischi, poche responsabilità, stipendio e pensionamento garantiti, orari di lavoro accettabili.

Per contro, si apre qualche albergo nuovo, centri commerciali, negozi con servizi indirizzati alla massa senza preoccupazioni per la tipicità dei prodotti, la cultura e la storia della nostra Regione. Da piccoli imprenditori, i Valdostani passano a dipendenti. Ecco perché necessita sapere quale turismo vogliamo e cosa dobbiamo fare per averlo.

È necessario impostare un modello di collaborazione o meglio di integrazione fra i vari settori dove la promozione dei nostri prodotti, l’offerta dell'ospitalità, la diversificazione dell’offerta per il tempo libero, la qualità del nostro artigianato diventino un momento di solidarietà, ma anche un momento di orgoglio per quanto siamo capaci di fare e quindi di incentivo alla promozione e alla commercializzazione.

Tutti siamo operatori del turismo: dal semplice cittadino con il suo comportamento e la sua storia all’agricoltore, al negoziante, alla guida alpina e così via. Basta compartimenti chiusi, egoismi, individualismi fra operatori.

È necessario un organismo che abbia la capacità in questa piccola, ma viva realtà di coinvolgere, rappresentare e valorizzare tutti coloro che con professionalità e volontà vogliono operare. È un passo difficile, ma iniziando dalla Regione, dai comuni e dalle comunità montane penso ci si possa arrivare.

Abbiamo una natura e un ambiente di incomparabile bellezza, non solo montagne, ma castelli, monumenti, archeologia, villaggi stupendi. La Valle è viva in ogni luogo, la viabilità interna è buona e sicura, salvo forse qualche problema per Cogne. Non vi sono tensioni sociali, la qualità della vita è buona, i servizi: Ospedale, soccorsi, informazione, sono buoni.

C’è una buona scuola alberghiera, corsi universitari, un buon esempio di agriturismo, ottimi gli impianti di risalita, ampi spazi per il turismo naturalistico: Grand Paradis, Mont-Avic, Mont-Mars, Espace Mont-Blanc e altri ancora. Si sta intervenendo, e io dico anche bene, con il recupero del Forte di Bard. Non dobbiamo permettere che la Valle diventi terra di conquista per le masse di turisti organizzati dai tour operators.

Ci vuole il controllo della qualità. Dobbiamo evitare che gli alberghi si concentrino sui grandi poli e chiudano negli altri luoghi. Alcuni alberghi simbolo stanno chiudendo o si trasformano, altri vengono costruiti e gestiti da operatori non valdostani, altri ancora seguono la stessa fine per la gestione. Non è il mio un sentimento di razzismo o protezionismo, è semplicemente la denuncia di una realtà: tanti imprenditori non valdostani non sono attenti alla tipicità, ai prodotti locali, all’agricoltura, all’artigianato, alla nostra cultura.

Purtroppo ce ne sono anche di Valdostani che agiscono nella stessa maniera. Il periodo di alta stagione si restringe sempre di più, il fondo valle in diverse zone muore turisticamente.

È giunto il momento di affrontare una politica turistica che abbandoni i vecchi schemi, che tenga ben presente la nostra realtà, nel rispetto del nostro ambiente e della nostra gente. Ci vuole un progetto che faccia tesoro del passato per affrontare nuove soluzioni, nuove richieste dal cambiamento in atto sempre legate alla nostra volontà.

"? En tout cas notre Pays a tout le nécessaire pour devenir un carrefour de tourisme international. Il me semble cependant que le grand tourisme doit se limiter à des grands centres de tourisme à Courmayeur, à Breuil, au Col de Joux, à Pila et d’autres encore. Les grands hôtels devront être là, non pas ailleurs. Ailleurs soit dans nos pays de montagne, il devrait y avoir de la villégiature de famille pour familles?".

Ho voluto riprendere un passaggio di Emile Chanoux della relazione al Progetto di "Reconstruction administrative et économique de la Vallée d’Aoste libérée", un passaggio che metteva in guardia dal turismo di massa e dava una risposta già allora per il turismo non imposto, ma voluto.

Se vogliamo veramente che la nostra Regione possa fruire dei benefici e di tutte quelle opere costruite in questi anni dall’Amministrazione regionale, dagli enti locali, se vogliamo valorizzare il nostro patrimonio storico, culturale ed ambientale, dobbiamo costruire pensando al modello di industria del turismo legato alla nostra capacità di offerta dei quattro settori integrati. Nel passato si è affermata una monocultura turistica, diventata spesso una monocultura a servizio del villeggiante, sicuramente il turismo era ed è una risorsa importante per la montagna e quindi per noi.

È comunque un rischio molto spesso per la perdita delle caratteristiche tradizionali e originarie della cultura. È una forte spinta alla standardizzazione e all'omogeneizzazione dei modelli culturali che sono quelli metropolitani promossi dai mezzi di informazione di massa.

Questa monocultura del turismo rischia di creare scompensi piuttosto preoccupanti, dei rapporti impari fra residenti ed ospiti. Rischia spesso di snaturare quelle espressioni genuine che sono nostre, della cultura alpina, che purtroppo talvolta sono recuperate solo ad esclusivo uso turistico.

È questa un'operazione folcloristica, consumistica, priva di valori culturali consolidati e che si sostituisce alla genuinità del nostro modo di essere. Il progetto di costruzione dell'industria del turismo non può seguire questo modello, un modello imposto da fattori esterni richiamati solo dalle ricchezze ambientali della Regione.

Il nuovo modello deve puntare sul consolidamento delle culture e dei sistemi economici locali, quindi sulla loro capacità di autoregolarsi, autorganizzarsi e riprodursi grazie anche al fatto che vivono una dimensione relativamente modesta.

L’industria del turismo va intesa come complesso di attività e di organizzazione integrate, agricoltura, turismo, commercio e artigianato, non semplice collaborazione fra dipartimenti, ma vera azione di completamento.

"? Le grand tourisme est contaminé et il contamine, il faut que notre peuple reste sain, il doit rester lui-même avec son caractère, sa culture, son orgueil, il doit rester lui-même, même avec ses défauts?".

Je crois que ces derniers mots, mots d’Emile Chanoux, pourront être une bonne ligne à suivre pour bâtir notre industrie du tourisme.

Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI) Più che soffermarmi sull’articolato del disegno di legge n. 125, sul quale farò alcune riflessioni più avanti, a nome del gruppo consiliare vorrei piuttosto effettuare alcune considerazioni di ordine generale sul turismo in Valle d’Aosta, quindi prendo spunto oltre che dalla legge anche dalle iniziative normative che già esistono, che sono state avviate da questo Assessorato e da fattori che riguardano il comparto turistico commerciale nel suo insieme.

La Valle d’Aosta è terra di montagna, è collocata geograficamente e socio-economicamente in quell’ambiente che è definito alpino, di conseguenza questa orografia accidentata condiziona e limita per molti versi lo sviluppo di numerose attività: l’agricoltura, ne abbiamo parlato anche quando abbiamo affrontato l’esame del piano di sviluppo rurale, e anche il turismo, il commercio e l’industria. Siamo concordi quindi con quanto detto da più persone e a più riprese che la montagna debba essere analizzata da un punto di vista particolare. Montagna che oggi come oggi, e ci avviamo al 2002, "Anno internazionale della montagna", sotto il profilo turistico-commerciale evidenzia due aspetti particolari.

Del primo ne è stato fatto cenno poc’anzi. La coscienza della realtà di montagna non è assolutamente nota a chi rappresenta non solo la Valle d’Aosta, ma anche altre regioni alpine, o comunque europee di montagna, in quel di Bruxelles e quindi nelle istituzioni europee.

Non esistendo questa coscienza così diffusa accade che la montagna venga spesso e volentieri trattata come altre realtà geografiche o socio-economiche che sono completamente differenti da essa e si può far riferimento alla città, alla pianura, al mare. Ben sappiamo che i fattori climatici ambientali incidono differentemente e notevolmente su quelle che sono anche le aspirazioni sociali ed economiche di comunità con presupposti così differenti.

Il secondo aspetto è che la montagna sta soffrendo di una crisi strutturale ed è una crisi che si manifesta soprattutto durante il periodo estivo. Diverse indagini effettuate da enti a ciò preposti stanno evidenziando come tutto l’arco alpino italiano stia registrando risultati negativi sotto il profilo turistico con la sola eccezione che è quella dell’Alto Adige. Il "prodotto montagna" non ha più quel appeal che aveva diversi anni fa, questo è dovuto a diverse cause e forse anche all’immagine un po' stantia e vecchiotta che la montagna sta dando di sé stessa che non è più quel momento di attrazione nei confronti di certe categorie di utenti, cioè i turisti, quali possono essere ad esempio i giovani.

L’Assessore ho visto che scuoteva il capo, però forse non ricorda che un'indagine commissionata dall’Assessorato del turismo, in particolare dall’ex Assessore Agnesod, commissionata all’Università Ca’ Foscari di Venezia, approfondita anche perché è costata circa 300 milioni alla Regione e quindi ai contribuenti valdostani, ha messo in evidenza un deficit di offerta turistica da parte della montagna, in particolare in questo caso, avendo la ricerca come tema la Valle d’Aosta, deficit dell’offerta turistica valdostana.

Ricordo che venne sottolineato come la Valle d’Aosta si orientava più verso un turismo di tipo tradizionale che poteva avere richiamo nei confronti di famiglie e di anziani, ma dal quale giovani e masse non erano catalizzati. Questo avveniva nel 1998, purtroppo il trend è rimasto invariato, anzi si sta accentuando ed evidenzia che questa crisi ormai è marcata e per farvi fronte sono necessarie delle iniziative che siano innovative e soprattutto un'attenta valutazione di quelli che sono i fenomeni e come dobbiamo affrontarli, quali soluzioni dobbiamo adottare.

In Valle d’Aosta sappiamo che il comparto turistico ha una sua rilevanza che è preponderante perché più della metà del prodotto interno della Regione Valle d’Aosta è generato da attività turistiche e dall’indotto che intorno al comparto ricettivo alberghiero ruota, in particolare mi riferisco al commercio e ai servizi, d’altronde il disegno di legge n. 125 si rivolge anche alla categoria commerciale e l’impatto del turismo sul mercato del lavoro corrispondentemente è molto forte.

Allora come si potrebbe comportare la Valle d’Aosta per superare questo momento, dove c’è il fiato pesante da parte di essa e da parte di altre regioni che hanno analogie con essa? Dopo attente valutazioni abbiamo individuato diverse iniziative che possono essere messe in campo e io direi che la Valle d’Aosta ha anche gli strumenti legislativi disponibili sui quali poter fare leva, in particolare uno strumento legislativo che è stato appena individuato dalla Giunta regionale è quello della riorganizzazione del comparto turistico in Valle d’Aosta sotto il profilo pubblico, cioè quali sono le competenze e i ruoli che devono essere assegnati ai soggetti attuatori della promozione e dell’accoglienza e dell’offerta turistica. Abbiamo la legge però, a nostro avviso, ci mancano ancora le idee. La legge ha innovato sotto un profilo formale cambiando le APT e denominandole AIAT, ha accentrato nella Regione il discorso della promozione, una scelta questa condivisibile da certi punti di vista perché prima c’era una sovrapposizione di iniziative che spesso potevano essere conflittuali o addirittura concorrenziali.

Però vediamo che questa promozione soffre ancora di un altro presupposto, che è un’analisi approfondita da un punto di vista di marketing: cioè in quali direzioni vogliamo proiettare la Valle d’Aosta, quali fette di utenza vogliamo convogliare nei nostri luoghi e ambienti di montagna? Come pensiamo di affrontare la concorrenza di altre località turistiche particolarmente ambite, mi riferisco a località turistiche marine o mediterranee, che offrono a prezzi decisamente più convenienti settimane di permanenza in quei luoghi? Come pensiamo di attrezzarci e di aggiornare sempre l’offerta turistica di fronte a un cambiamento di modalità di richiesta da parte degli stessi turisti?

Se abbiamo visto che in questi anni siamo passati dalle tradizionali vacanze che duravano 15-20 giorni o addirittura un mese a tempi decisamente più ristretti, una settimana, adesso si sta sviluppando un nuovo modello che vede una vacanza estremamente corta, della mezza settimana, dei tre, quattro giorni, di una vacanza mordi e fuggi che deve essere ottimizzata vuoi per la velocità degli spostamenti delle persone, vuoi per i tempi sempre più ristretti disponibili da parte delle medesime.

Anche perché le attività o lavorative o di svago o di tempo libero si cumulano una con l'altra e di conseguenza la possibilità di concedersi una vacanza tranquilla e prolungata è sempre più un'eccezione rispetto alla regola dei tempi stretti e diluiti in più momenti dell’anno che sta prendendo in larga massima piede.

Quali risposte stiamo dando a fronte di questa nuova modalità di domanda? È pur vero che queste risposte non è che debba offrirle solo l’ente pubblico, altrimenti sarebbe drammatico, in questo caso l’ente pubblico si sostituirebbe completamente anche all’offerta privata e agli operatori del settore, però è altrettanto vero che da parte della Regione, in particolare da parte dell’Assessorato del turismo, ci deve essere una linea di indirizzo che sia più chiara e definita rispetto a quella manifestata finora.

L’Assessore ancora ieri o l’altro ieri, rispondendo a una nostra interpellanza, dispensava dei dati sulle presenze turistiche estive facendo riferimento al maggio 1999 e al maggio e giugno 2000 e maggio, giugno 2001, ci dava dei dati in suo possesso dai quali le presenze turistiche risultavano in crescita, dati che sono condizionati anche da un fattore congiunturale che ha riguardato la nostra Regione e che non possiamo trascurare e che è quello dell’alluvione e poi soprattutto quello della chiusura del Traforo del Monte Bianco. Dobbiamo anche tener presente che da questa emergenza stiamo via via uscendo. Questi dati non ci sembrano però confortati da una realtà che stiamo testando momento dopo momento con forse un'indagine che non è propriamente tale, ma che è basata sulle semplici interviste che si fa con le persone con le quali colloqui, che sono albergatori o ristoratori o gestori di esercizi pubblici, che, pressoché unanimemente, ritengono che questa supposta crescita numerica citata dall’Assessore non trovi riscontro nella realtà dei fatti e che queste presenze turistiche maggiorate risiedano solamente negli archivi dell’Assessorato o perlomeno siano solo scritte sui documenti che lui utilizza per rispondere alle nostre interpellanze.

Non è che vogliamo fare un contraddittorio fra i dati in suo possesso e i nostri riscontri, però c’è da dire che la contraddizione c’è, anche perché un dato che è stato evidenziato nell’ultima assemblea, cioè nell’assemblea che consacrava il venticinquennale dell’ADAVA, l’Associazione degli albergatori, è molto significativo. Il dato indica che il numero degli alberghi in questi anni è diminuito da 578 a 492.

È vero, sicuramente ha agito anche la selezione del mercato però, in una Regione che si pretende sia e continui ad essere a vocazione turistica, questo calo di alberghi da 578 a 492 non è un indice di salute del comparto, è un indice di difficoltà del medesimo, è quindi un sintomo che deve essere affrontato con concretezza sì da parte degli operatori privati, ma anche individuando delle linee di sviluppo chiare e definite da parte dell’Assessorato competente.

Non è facile fare l’albergatore in Valle d’Aosta perché la media dei livelli di saturazione dei posti letto è molto bassa. Abbiamo dei valori che oscillano fra il 20 e il 25 percento annuo contro il 95 percento di città d’arte come Venezia, di conseguenza capite che un investimento anche se oneroso fatto in una città come quello - forse ho preso un eccesso però rende bene la differenza - e un investimento altrettanto oneroso fatto tra le nostre montagne hanno due periodi di ammortamento e di rientro del capitale investito completamente differenti.

È quindi naturale che il rischio che deve affrontare l’imprenditore alberghiero o l’imprenditore turistico è notevolmente differente se effettuato in montagna o in una città d’arte come Venezia o in una località balneare. Ecco perché è necessario che questa coscienza della montagna prenda quanto prima diffusione fra coloro che rappresentano le istanze della montagna in quel di Bruxelles.

E perché diciamo in quel di Bruxelles più che in quel di Roma? Perché ormai è proprio Bruxelles, il livello istituzionale europeo, che condizionerà il futuro normativo anche della legislazione regionale di tutte le regioni. Lo abbiamo già visto in diversi settori, oggi tocca al comparto turistico, e il disegno di legge n. 125 ne è praticamente un esempio lampante. Gli strumenti finanziari che sono messi a disposizione degli operatori, strumenti finanziari che possono essere anche interessanti sotto certi punti di vista, hanno delle limitazioni che arrivano dall’Europa.

Sono limitazioni naturalmente che hanno suscitato delle perplessità da parte degli stessi operatori, anche da parte nostra, ma sono limitazioni delle quali siamo costretti a prendere atto amaramente e sulle quali il nostro intervento non può che essere, se costretto, entro limiti piuttosto esigui. Ecco perché secondo noi l’intervento presso le istituzioni europee non deve essere fatto nella forma invocata dal Consigliere Borre che mi pareva chiedere ulteriori sostegni finanziari.

Non abbiamo bisogno di sostegni finanziari da parte dell’Europa, abbiamo bisogno di elasticità nell’azione delle nostre scelte, altrimenti ricadiamo nella solita logica dell’assistenzialismo, della richiesta di assistenza da Bruxelles, come è sempre stato fatto d’altronde con Roma, mentre noi abbiamo bisogno di elasticità, di autonomia decisionale, cioè di poter adottare i principi che vogliamo individuare per incentivare lo sviluppo e rilanciare la Valle che sotto il profilo turistico sta soffrendo di un momento di stagnazione piuttosto evidente.

Stagnazione che è stata confermata dagli albergatori, stagnazione che è confermata anche dai commercianti e da tutti i gestori di servizi o di pubblici esercizi che fanno parte di questo ampio e variegato comparto. Non solo gli alberghi sono diminuiti in questi anni, sono stati chiusi anche numerosi esercizi commerciali, il fenomeno che ha causato questa flessione o meglio questa mortalità di esercizi commerciali è l’allargamento degli orizzonti del mercato che è sempre più ampio, sempre più globale, di conseguenza lascia sempre più spazio alla media e alla grande distribuzione penalizzando le energie di piccoli imprenditori.

D’altronde abbiamo visto che anche se la legge n. 12/1999 sul commercio prevedeva degli incentivi per sviluppare i cosiddetti "empori di montagna", l’Assessore si ricorderà, con un’interpellanza lo abbiamo sottolineato, gli empori di montagna sono rimasti al palo ancorché iniziative economiche e sociali di un certo interesse perché la legge n. 12/1999 non ha avuto applicazione nei suoi articoli, di conseguenza non sono state previste né modalità di sgravi fiscali né modalità di incentivi finanziari. Adesso si arriva con questo disegno di legge n. 125, adesso si arriva e si arriva con due anni di ritardo.

Abbiamo visto che anche sotto il profilo dell’attenzione alla promozione, alla pubblicità delle nostre ricchezze e delle nostre risorse soffriamo di handicap che una Regione come la nostra potrebbe e dovrebbe evitare. Mi riferisco alla rassegna dei parchi, quella di Milano, ma non solo, alla quale il Parco nazionale del Gran Paradiso, il Parco regionale del Monte Avic non hanno avuto neppure il buon gusto di partecipare, poi abbiamo saputo a posteriori di quella interpellanza che il Monte Avic non ha partecipato perché non sapeva come presentare un’area naturale protetta di grande valenza, ma non munita di una strada decente per accedervi?

(interruzione dell’Assessore Vallet, fuori microfono)

? "a piedi" dice l’Assessore alle opere pubbliche. Queste non sono risposte plausibili da parte di chi si occupa del governo, Assessore Vallet, perché le scolaresche, gli utenti come arrivano nell’area del Monte Avic? Abbiamo investito del denaro, vogliamo valorizzare un’area di 35 chilometri quadrati, un’area naturalistica di pregio sotto il profilo faunistico e anche vegetale, però purtroppo sappiamo che ci sono delle grosse difficoltà di accesso. Dalla stessa direzione ci sono delle lamentele sul fatto che l’infrastruttura manca.

È ovvio, la strada di 10 chilometri non può essere pagata dall’ente parco che la gestisce; l’infrastruttura è attenzione alla quale è preposto l’ente pubblico, e quindi la Regione, trattandosi per lo più di strada regionale. Ma lo stesso Gran Paradiso per il quale abbiamo visto ancora sorgere e nascere una nuova fondazione che si aggiunge ai consorzi e a tutto ciò che già esiste?, abbiamo enti che si sovrappongono uno con l’altro, ma che paradossalmente non prevedono di utilizzare la loro esistenza e le loro risorse per cercare di attirare utenza in uno dei comprensori, anzi nel più antico parco nazionale d’Italia di cui la metà del territorio giace all’interno dei confini del perimetro regionale.

È ovvio che queste sono carenze, e ne aggiungo un’altra perché è bene ricordarle, la guida dei bivacchi e dei rifugi; sarà un investimento solo di 45 milioni, ma siamo usciti con una guida zeppa di refusi e di inesattezze che non qualificano certamente l’immagine della Valle d’Aosta e, visto che il primo compito dell’Assessorato è quello di far sì che l’immagine sia di un certo livello, quando l’immagine è così distorta e zeppa di errori, penso che non solo l’Assessore non faccia bella figura, ma anche tutta la Valle d’Aosta non abbia avuto una qualificazione con quella guida tant’è che l’abbiamo dovuta rifare?

(interruzione dell’Assessore Lavoyer, fuori microfono)

? poi replicherà, Assessore. Questo è il quadretto di fronte al quale si pongono gli operatori privati. Questa è la legge che oggi esaminiamo.

Nel settore turistico-ricettivo valdostano e in quello distributivo abbiamo registrato in questi anni una flessione evidente degli investimenti non tanto perché mancavano gli strumenti legislativi aggiornati, ma perché la domanda turistica non è cresciuta come quella di altre regioni. Quante sono ad oggi le richieste di finanziamento giacenti presso la finanziaria regionale? Quanto cambieranno domani quando entrerà in vigore la legge? Cioè chi ha il coraggio di investire oggi in Valle d’Aosta in questo settore stante questi presupposti? Penso che si contino sulle dita di una mano. Probabilmente abbiamo frequentazioni molto differenti, Assessore, però non vedo tutto quell’entusiasmo che lei sta manifestando e tanto meno?

(interruzione dell’Assessore Lavoyer, fuori microfono)

? certo, gli albergatori attendono una legge, però attendono più che una legge quelle che sono le iniziative di sviluppo e di rilancio da parte di una Regione che ha risorse spendibili immediatamente, però non vedono come vengono in questo momento canalizzate per poter fare promozione e attirare clientela.

Sappiamo anche che Finaosta ha diverse sofferenze nei confronti di operatori alberghieri che hanno difficoltà a rientrare, ad ammortizzare i debiti. Chi investirà allora? Noi ci auguriamo che ci sia una ripresa degli investimenti in questo settore, non vorremmo però che gli investimenti fossero effettuati dalla stessa Finaosta che si lancia anch’essa nel settore turistico-alberghiero, come ci è parso di capire non più tardi di questa mattina in IV Commissione, quando nell’analisi del progetto di riconversione dell’area autoportuale abbiamo visto che ci sarà spazio per un albergo di 50 camere che sarà realizzato con fondi pubblici e che creerà la concorrenza ad operatori privati che già faticano a stare a galla, ad emergere in un mercato che è fortemente concorrenziale e che crea dei disagi non indifferenti.

Albergatori che faticano, e questo è l’esempio più recente, sul quale comunque la IV Commissione farà degli approfondimenti, Assessore, perché nel settembre prossimo andremo a fare un sopralluogo nell’area autoportuale per vedere quali saranno le vere e proprie destinazioni d’uso di tutti quei lotti che sono oggetti della riconversione della medesima superficie.

Per non citare poi quello che è un fenomeno fortemente sperequativo e che molti albergatori di Saint-Vincent e della zona subiscono da diversi anni e che è il contratto di vuoto per pieno che è stato fatto con il Grand Hôtel Billia come salvagente occupazionale, lo sappiamo: 175 dipendenti e che costa alla Gestione straordinaria e di conseguenza alle casse pubbliche circa 25-26 miliardi l’anno, ma che crea una concorrenza sleale nei confronti di esercizi alberghieri che in quella zona risiedono.

Vedremo poi come si effettuerà l’operazione di cui abbiamo fatto cenno ieri e che abbiamo sollevato con un'interpellanza: l’operazione di rottura dell’accerchiamento della stessa casa da gioco dove per l’acquisizione del complesso alberghiero del Grand Hôtel Billia e di altre unità immobiliari ad esso adiacenti o con esso funzionali si prevede una spesa di almeno 58 miliardi. Quindi vediamo che nel settore turistico-alberghiero la presenza della Regione è tutt’altro che minima. Noi vorremmo una Regione che più che occuparsi di interferenze di questo tipo con il mondo privato fosse più attenta a promozioni, ad individuazione di linee di sviluppo, a operazioni di marketing e di catalizzazione di attenzioni di utenza nei confronti delle nostre bellezze naturali.

Passando agli strumenti finanziari previsti dal disegno di legge n. 125, l’Europa impone il rispetto di un "de minimis" e riduce al 15 percento per le piccole imprese, che in Valle d’Aosta sono la stragrande maggioranza, l’importo del contributo in conto capitale, poi è prevista una possibilità di cumulo che in IV Commissione ci è stata dipinta come "un quid" in più rispetto ad altre realtà regionali che, prendendo per buono quanto enunciato dal Prof. Carlo Baldi, pone la Valle d’Aosta in una situazione più avanzata e non ci sentiamo di confutarlo.

Un quarto dell’investimento deve essere supportato con capitale proprio, comunque autofinanziato e questa è in linea di massima l’impalcatura di quella che è l’articolazione finanziaria di questo disegno di legge. Certo che non è più la mano del passato, le agevolazioni si sono ristrette e non di poco, ma nell’Europa ci siamo anche noi. Ecco che quindi si impongono tutta una serie di ragionamenti.

Noi non siamo contrari a questa proposta di legge perché siamo convinti che questa legge sia stata predisposta dall’Assessore nell’ambito di quella cornice che è dettata dai vincoli europei e quindi la discrezionalità politica e legislativa è fortemente limitata. Esprimiamo alcune perplessità. Le perplessità sono anzitutto di ordine generale come poc’anzi ho detto, però anche di ordine particolare.

Questa legge si riduce a una cornice perché il contenuto sostanziale dovrà poi essere riempito con un rinvio che è quello previsto dall’articolo 20, dove testualmente si dice che: "La disciplina di ogni altro adempimento o aspetto relativo di cui ai procedimenti di questa legge, compresa l'individuazione della documentazione di spesa e di quella da allegare alle domande, è demandata alla Giunta regionale che vi provvede con apposita deliberazione da adottarsi entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge medesima".

Allora è un po' la ripetizione di quello che abbiamo visto nella legge sul commercio. Qui c’è una cornice normativa, fra 120 giorni, ammesso che questo termine, che è ordinatorio, venga rispettato, ci sarà l’atto amministrativo demandato alla Giunta regionale. L’Assessore ha detto che è già pronto. Se l’atto è già pronto, ci sarebbe piaciuto averlo esaminato parallelamente alla legge per vedere qual è la dimensione della gamma delle offerte che vengono fatte agli operatori privati, purtroppo abbiamo solo la cornice normativa che, ripeto, è una cornice che si è strutturata sulla base dei rigidi limiti comunitari.

Secondo noi tuttavia, visto che il compito primario di indirizzo spetta al Consiglio regionale, sarebbe opportuno che questa facoltà, che questa competenza che potremmo definire residuale dell’Assemblea fosse ancora una volta rispettata ed è per questo che ci sentiamo di proporre come gruppo di Forza Italia un emendamento che vuole null’altro che, fermo restando il resto della legge, tenere in considerazione il ruolo del Consiglio e che lasci allo stesso Consiglio la disciplina di ogni altro adempimento o aspetto relativo ai procedimenti di questa legge.

E questo Consiglio con apposito regolamento deve approvare entro 120 giorni la disciplina di contenuto. Mi pare di capire che questa sensibilità fosse scaturita anche nel corso dell’esame effettuato in IV Commissione, è una sensibilità che abbiamo trascritto in questo emendamento che naturalmente sottoporremo alla valutazione del Consiglio.

Per il resto, Assessore, queste sono le osservazioni che ci sentiamo di allegare a questo disegno di legge, un disegno di legge che, ripeto, non è da censurare o da condannare, ma è da integrare con la partecipazione del Consiglio, ma deve essere un disegno di legge che si coniuga soprattutto con un'azione politica forte da parte della Regione che sia quella di tutelare la montagna attraverso i suoi esponenti nelle sedi competenti, di far sì che essa possa essere valorizzata con iniziative mirate che non sono un'offerta a 360 gradi, come dice lei spesso, perché, leggendo quotidiani e periodici specializzati, il turismo di montagna punta ormai sulle nicchie, quindi su un'offerta più specifica, più mirata.

Dobbiamo individuare delle iniziative forti in grado di rilanciare la nostra Regione e di rilanciare soprattutto quel comparto della nostra Regione che oggi è la spina dorsale della nostra economia.

Presidente La parola al Consigliere Cerise.

Cerise (UV) In sede di discussione su questo disegno di legge in IV e in II Commissione avevamo proposto un emendamento che avrebbe allungato l’articolo 1. L’intendimento dell’emendamento era quello di sollecitare la Regione, di consentire alla Regione o, se vogliamo, di invitare la Regione a promuovere delle iniziative presso la Comunità europea e presso il Parlamento italiano per dare una maggiore flessibilità alla manovra della Regione stessa in fatto di aiuti. È stato rilevato dal relatore della legge, dall’intervento di Borre, ma per certi versi anche da quanto è stato detto da Tibaldi, il pesante condizionamento della Comunità europea in tema di aiuti e questa sta diventando una costante, la troviamo anche nel settore dell’agricoltura, probabilmente anche nel settore dell'industria e poi in altri comparti del mondo economico.

Allora abbiamo cercato di approfondire, visto che questo emendamento pareva non collimare troppo con quello che era l’impianto generale della legge, e siamo arrivati alla determinazione con altri Consiglieri regionali del gruppo dell’Union Valdôtaine e della Stella alpina di modificare questa proposta in un ordine del giorno.

Dirò subito che questo ordine del giorno dovrebbe essere una specie di prologo ad un ordine del giorno che vorrei molto più impegnativo, preso da questo Consiglio regionale, molto più articolato e determinato nella direzione di sollecitare un’azione complessiva di supporto dei nostri Parlamentari, compreso il Parlamentare europeo, perché si arrivi finalmente a riconoscere la necessità di una politica della montagna, quanto meno di una politica economica che differenzi la realtà della montagna.

Questo ordine del giorno è più limitato, più centrato a questo tema, cioè a quello del turismo e parte da un presupposto. Il presupposto è che la montagna costituisce un elemento di forza per il turismo, ne è anche la premessa e ne è una condizione, cioè la montagna è motivo di turismo, purtroppo però ci sono alcuni condizionamenti che sono posti in essere dalla stessa realtà montana e da altri fattori contingenti che abbiamo citato: la stagionalità, l’eccessiva concentrazione dell’attività in periodi molto corti, i cambiamenti di abitudini dei turisti che stanno determinando delle limitazioni ai rendimenti degli investimenti nel settore turistico-commerciale.

D’altra parte noi abbiamo delle realtà che non sono omogenee, cioè gli investimenti turistici a Courmayeur non sono quelli che si possono fare a Champorcher; in un contesto come questo succede che può essere che magari a Courmayeur e a Cervinia o in qualche altro posto si continui ad investire nonostante i vincoli e le limitazioni che ci possono essere poste dalla Comunità europea, ma questo non avviene in altri settori dove, proprio perché non esistono gli stessi rendimenti, ci sono altre incertezze che vengono acuite da questa situazione per cui si rischia di far aumentare il divario esistente fra queste situazioni.

L’ordine del giorno andava nella direzione di impegnare la Giunta regionale e i propri rappresentanti presso il Parlamento italiano e quello europeo a promuovere e a sostenere iniziative rivolte a far sì che l’Unione europea prenda in considerazione l’esistenza di limitazioni e di fattori contrari che influenzano negativamente la redditività degli investimenti turistici e commerciali della montagna e consenta l’attuazione di interventi mirati a colmare gli squilibri esistenti nel settore turistico-commerciale presenti nel territorio regionale.

Presidente La parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Sarò molto più breve dei colleghi che mi hanno preceduto, perché giunti a questo punto è logico cercare di porre fine a questa tornata di Consiglio regionale.

Ho ascoltato anche gli interventi dei colleghi, che hanno puntualizzato alcuni problemi su cui mi trovo d’accordo.

È con molta attenzione che abbiamo seguito l’iter di questa legge; l’abbiamo fatto con lo stesso interesse con cui abbiamo seguito le leggi concernenti la riforma del commercio e come seguimmo la riforma del turismo in questa sede. In quelle occasioni portammo a conoscenza del Consiglio quelle che erano le nostre indicazioni e proposte, che oggi non sto a riprendere perché sono note. Per seguire la legge abbiamo seguito anche le audizioni delle rappresentanze sindacali che sono avvenute a livello di commissione ed abbiamo letto attentamente i documenti che le stesse associazioni hanno consegnato alla commissione.

Le finalità di questa legge, contenute nell’articolo 1, sono quelle di sostenere lo sviluppo dell’economia turistica e commerciale valdostana tramite la concessione di agevolazioni finanziarie da parte della Regione. Su questo non si può non essere d’accordo, vista l’importanza che riveste il turismo nella vita economica, sociale e anche occupazionale della nostra Regione. È una parte della nostra economia che crea ricchezza. Ma questa legge è importante perché (a parte le richieste avanzate dalle associazioni e gli emendamenti che hanno proposto) tenta di riordinare gli interventi, che nel passato erano previsti anche da altre leggi regionali a sostegno delle categorie del commercio e del turismo.

C’erano dei massimali, c’erano dei minimali, c’erano degli interventi economici che aiutavano l’attività turistica e commerciale ad andare avanti. L’iniziativa è apprezzabile anche perché può dare il via alle stesse leggi di riforma del turismo e del commercio che fino ad oggi sono rimaste sulla carta. Noi le abbiamo approvate da tempo queste leggi, ma queste non hanno avuto quella attuazione che gli stessi operatori del turismo rivendicano.

Si era detto, anche in commissione, che questa legge avrebbe dovuto ottenere il parere della Comunità europea. Le direttive europee prevedono finanziamenti diversi e trattamenti diversi rispetto alle leggi italiane e regionali. Ora apprendo dal parere espresso dal Sig. Luigi Malfa che questa legge non sarà notificata alla Commissione europea; non so se questo è vero, ma così è scritto e allora vuol dire che accelereremo i tempi di realizzazione e di attuazione. In merito vorrei dire che il fatto che le nostre leggi non siano in contrasto con la normativa europea è giusto, ma io ritengo che, se anche questa legge dovesse essere inviata alla Comunità europea, i limiti imposti dalla Comunità europea siano troppo ristretti per quanto riguarda la nostra Regione, come tutte le regioni di montagna.

Infatti il criterio seguito dalla Comunità può essere giusto, in quanto intende evitare l’insorgere di concorrenze sleali fra gli Stati che ne fanno parte, ma non è giusto né per la Comunità europea né per lo Stato italiano, per altri enti e istituzioni, che non si debba considerare gli svantaggi a cui va incontro una regione di montagna.

Non possiamo essere messi nelle stesse condizioni in cui si trovano le attività turistiche e commerciali della pianura. Per questo occorre muoversi, è indispensabile aprire un confronto per far comprendere che, se la montagna deve vivere e deve mantenere le popolazioni, occorre concedere un trattamento diverso.

Ma è altrettanto vero che, mentre la si richiede agli altri, dobbiamo a nostra volta dimostrare questa sensibilità nei confronti dell’attività di montagna che viene portata avanti nella nostra Regione. I provvedimenti che stiamo per assumere devono essere celeri e devono servire a non far spopolare la nostra montagna, ma questo vale per il turismo come vale per il commercio, come per tutti gli altri settori che risentono della localizzazione di montagna.

Però c’è da tener presente che, per quanto riguarda l’Europa, ci sono anche leggi che ci avvantaggiano oltre a quelle che ci portano degli svantaggi, per cui il confronto deve essere aperto per cercare di portare avanti con comprensione le varie situazioni e impostazioni.

Dette queste cose, colgo l’occasione per richiamare l’attenzione dell’Assessore sul fatto che, oltre agli investimenti per rilanciare il turismo, occorrono anche strutture efficienti. Per questo mi permetto di leggere all’Assessore un passaggio di un appunto che mi hanno fatto pervenire alcuni operatori turistici e delle AIAT, i quali chiedono come mai con l’approvazione delle nuove strutture AIAT, non si è provveduto a rinominare anche gli organi di gestione delle medesime aziende, organi che sono congelati fin dal 1998.

Sembra loro logico infatti che, se si insedia una nuova struttura, anche gli organi decisionali vengano rinominati, a meno che non si sancisca con l’immobilismo che in effetti non c’è stato alcun cambiamento.

E questa sembra essere la linea adottata dall’Assessore al turismo: cambiamento di facciata, via il nome APT, inserimento del nuovo AIAT, ma per il resto tutto rimane come prima, compresi presidente e consiglieri dell’AIAT e attività che questi organismi ed enti dovrebbero svolgere.

Essi chiedono pertanto come intende procedere l’Assessore, l’Amministrazione regionale nei nuovi organismi dell’AIAT e del neonato Osservatorio del turismo e del commercio, di cui sembra si sia persa già traccia. Assessore, io le ho letto un documento che mi è pervenuto e non è anonimo.

Ho voluto leggerlo in calce a questa legge perché, quando si parla di dare finanziamenti, bisogna anche che ci siano le strutture, bisogna che il turismo e le attività commerciali la sostengano e specialmente in quelle zone di montagna dov’è necessario che nascano quelle strutture e quegli strumenti affinché il turismo abbia uno sviluppo.

Presidente Non vi sono altri iscritti in discussione generale, pertanto dichiaro chiusa la discussione generale.

La parola all’Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Lavoyer.

Lavoyer (SA) Ringrazio i colleghi del Consiglio che sono intervenuti, ringrazio anche il Presidente Borre, il Presidente Cerise, rispettivamente Presidenti della IV e II Commissione consiliare competente per la collaborazione e l’approfondimento che è stato fatto nelle sedi delle Commissioni sul testo di legge oggi in esame al Consiglio regionale. A me pare che dagli interventi dei colleghi del Consiglio sia emersa prevalentemente una preoccupazione di fondo relativa a quella che può essere un'azione incisiva dell’Assessorato e del Governo regionale nei confronti della Commissione europea sulle problematiche della montagna in senso lato.

Interverrò poi dopo sulle singole osservazioni più puntuali, ma volevo sottolineare che al di là del fatto che questo provvedimento, che non sarà notificato alla Commissione europea perché rispetta i dettami e le regole imposte dal punto di vista degli aiuti, in questo caso prevalentemente legati alle piccole e medie imprese, è comunque un disegno di legge che contiene enormi novità sia dal punto di vista della qualità degli investimenti, sia dal punto di vista della quantità, novità che andranno a modernizzare il settore nel suo complesso, ma tornerò su questo argomento successivamente.

Altra cosa è un'azione politica che l’Amministrazione regionale, il Governo regionale, ma anche le altre regioni possono mettere in atto e soprattutto se parliamo di montagna deve essere un'azione coordinata su problematiche che interessano tutto l’arco alpino non solo nel settore turistico, ma nel settore industriale, per non parlare poi del settore agricolo che è maggiormente penalizzato dall’applicazione di queste normative.

Noi non è che stiamo a guardare, cito alcune iniziative importanti, che sono poi i momenti di riflessione su una presenza costante da parte dell’Assessorato, dell’Amministrazione regionale al di là della presenza istituzionale generale, ma proprio nello specifico.

Il nostro Assessorato in particolare insieme ai colleghi dell’Emilia Romagna e ai colleghi del Veneto siamo i promotori di una sensibilizzazione forte nei confronti della Commissione europea in ordine a queste problematiche, in particolare le problematiche relative al settore turistico. Sensibilizzazione che da un po' di tempo cerchiamo di portare avanti con la collaborazione dell’Europarlamentare: la presenza dell’On. Caveri a Bruxelles è di per sé una garanzia in più per la nostra Regione.

La sua presenza potrà portare giornalmente quelli che sono i problemi di una Regione come la nostra, ma noi questi problemi li abbiamo concretizzati con una serie di forum telematici, convegni in Italia, a Bologna il 20 e 21 marzo 2000, in Belgio a Bruxelles l’8 novembre 2000, dove abbiamo partecipato direttamente insieme a diversi parlamentari europei con la presenza del nostro Parlamentare, compreso il Vicepresidente della Commissione europea, funzionari CEE, operatori del settore, funzionari delle amministrazioni statali e locali, diversi Stati membri.

Memorie scritte ed altri ponderosi documenti di approfondimento sono stati redatti da studiosi sulla materia, non parliamo di quanto sta facendo a livello generale il CISET, l’Università di Bologna, per citarne alcuni. Per effetto di questa sensibilizzazione la Commissione europea pare intenzionata a verificare l’opportunità di adottare specifici orientamenti nel settore turistico, ma non solo, orientamenti relativi agli aiuti nel settore economico nelle piccole realtà di montagna.

Chiaramente abbiamo costruito un disegno di legge che, qualora con queste modificazioni degli attuali regolamenti le maglie diventassero meno strette, sarà immediatamente possibile il recepimento delle stesse.

Ma con questa brevissima introduzione volevo sottolineare che il problema, che giustamente sta a cuore a tutti i Consiglieri che sono intervenuti, è un problema che ci vede per certi versi in prima linea, però devo anche dire, per onor del vero, che nel settore turistico specifico degli aiuti specifici che prevede questo disegno di legge nel settore alberghiero, nel settore commerciale, praticamente gli ex aiuti della n. 33, della n. 21 e della n. 101, diciamo che non riteniamo che ci possano essere dei grandissimi spazi di miglioramento sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo dei finanziamenti.

Questo bisogna dirselo. Altro problema è quello ad esempio del settore degli impianti a fune, altro problema per certi settori dell’industria o per il settore dell’agricoltura, però in questo settore specifico vi posso dire che questo provvedimento di legge dà delle risposte estremamente concrete e molte delle lamentele e delle proteste sono lamentele e proteste demagogiche di chi forse non è entrato a fondo all’interno dei meccanismi degli aiuti che prevede questo disegno di legge.

Altra cosa sono le problematiche che ha sollevato il Consigliere Borre, problematiche concrete, ma non sono competenze dell’Amministrazione regionale.

Non tocca all’Amministrazione regionale decidere se Cogne deve far pagare o no la raccolta dei rifiuti alle strutture ricettive, non tocca all’Amministrazione regionale intervenire sulla "Bucalossi" se dobbiamo creare strutture esenti dal punto di vista del pagamento degli oneri di urbanizzazione legati al costo di costruzione e all’allacciamento delle strutture pubbliche.

Non penso che lì ci sia un problema del Governo regionale o di leggi regionali. Allora stiamo attenti su problematiche che dobbiamo affrontare come Amministrazione regionale. Altra cosa sono le problematiche dove la Giunta regionale, il Consiglio regionale, i consiglieri possono eventualmente fare un'azione, qualora lo ritengano opportuno, di sensibilizzazione come amministratori, come enti che possono eventualmente intervenire su determinati dispositivi di legge.

Penso ai momenti in cui l’Amministrazione regionale anche indirettamente va a definire che le strutture ricettive sono strutture di interesse generale, quindi immaginatevi già tutte le agevolazioni anche dal punto di vista urbanistico, molti piani regolatori; altra cosa poi è l’attuazione dei piani regolatori che mi pare sia una competenza strettamente legata alle competenze degli enti locali e che penso nessuno in questo Consiglio desidera porre in discussione.

Altra cosa sono le normative; alcuni comuni hanno già normato in modo estremamente moderno questo tipo di problematica. Gli equilibri funzionali non sono solo delle maglie ristrette, sono anche delle possibilità di sviluppo.

Allora se vogliamo che in un certo comune ci sia un riequilibrio fra i posti letto delle seconde case e i posti letto del settore alberghiero, dobbiamo creare gli strumenti urbanistici, gli incentivi.

Dobbiamo individuare le zone dove lasciamo costruire un tot di seconde case che possono creare i presupposti economici affinché un'operazione stia in piedi, ma una buona parte dell’investimento va destinato a strutture ricettive. Molti piani regolatori già prevedono questi strumenti; il piano regolatore di Valtournenche, il piano regolatore di Courmayeur per certi versi.

Non entriamo poi nel merito delle deroghe. Ma gli albergatori non sottolineano questi aspetti, che qualsiasi altro intervento edilizio in un rapporto superficie a disposizione e indice fabbricabile può fare 1.000 metri cubi e l’albergatore può farne 1.500-2.000, che l’albergatore non deve rispettare determinate distanze. Noi consideriamo come Amministrazione regionale gli alberghi fabbricati di interesse generale. Mi pare che un’attenzione e una sensibilità maggiore l’Amministrazione regionale e il Governo regionale non possa riservare a questo tipo di investimento perché praticamente li equipariamo alle strutture pubbliche, all’asilo, alla scuola.

Questo è il motivo per cui la struttura ricettiva teoricamente può essere costruita in una zona F, può essere costruita in una zona agricola. Questo è il motivo poi dei vincoli di destinazione, soprattutto se la costruzione viene data in deroga. A me pare che sia indubbia l’attenzione dell’Amministrazione regionale nella storia anche della politica di questa Regione nei confronti delle strutture ricettive.

Ma entrando negli aspetti finanziari questo disegno di legge contiene tante novità al di là del fatto che racchiude tutti gli aiuti in un unico disegno di legge. Anche qui chi ha voluto ha iniziato la polemica dicendo: "Ma cosa c’entra il turismo con il commercio, ma come facciamo a fare queste distinzioni?" Qua abbiamo fatto un unico strumento finanziario, ci deve essere una grossa sinergia fra il settore turistico e il settore commerciale.

Abroghiamo le leggi. Allora, Consigliere Beneforti, non è vero che noi abbiamo fatto la legge sul settore commerciale e non si è potuta attuare perché non c’erano i finanziamenti. I finanziamenti già c’erano, ma c’erano per gli alberghi sulla n. 33, per i settori commerciali la n. 101 e l’altra legge, di cui adesso non ricordo il numero, che finanzia l’attività commerciale è stata usufruita fino al 31 dicembre 2001.

Sulle domande giacenti in Assessorato, quando gli operatori economici privati hanno intravisto quelle che erano le possibilità che dava loro questo disegno di legge volutamente anche quelli che potevano optare per la n. 33 hanno scelto di aspettare l’approvazione di questo disegno di legge.

Che qualcuno mi porti un albergatore che aveva la possibilità di utilizzare la vecchia n. 33, che abbia scelto la vecchia n. 33 o abbia aspettato questo disegno di legge. Hanno scelto volutamente di aspettare questo provvedimento. Perché? Perché questo provvedimento intanto porta i finanziamenti da 4 a 10 miliardi e allora qui è sorta la polemica: "Ma 4,5 miliardi di quindici, venti o trenta anni fa e 10 miliardi di adesso, l’indicizzazione ISTAT?". Ma il ragionamento politico è un altro, il ragionamento politico che sta alla base della fissazione dei 10 miliardi come tetto massimo è tutto un altro.

Tralasciamo il fatto che prima i 4,5 avevano 80 percento fino al primo miliardo, poi c’erano tutte delle riduzioni, quindi bisognerebbe andare a calcolare qui il 75 percento per tutta la somma, ma il ragionamento è un altro. Il ragionamento va proprio in linea con quanto sosteneva l’Associazione degli albergatori, le preoccupazioni di qualche consigliere che temeva che qui venissero i grandi tour operators perché non è vero, caro Tibaldi, che diminuiscono i posti letto. I posti letto sono in aumento?

(interruzione del Consigliere Tibaldi, fuori microfono)

? comunque qualcuno ha detto che gli alberghi sono in crisi e chiudono; stanno invece aumentando nella nostra Regione i posti letto, il saldo è attivo da dieci anni, ma l’ho detto anche in sede dell’assemblea dell’ADAVA. Il problema dei 10 miliardi è una scelta politica voluta perché 10 miliardi è il costo che noi ipotizziamo di una struttura che è una struttura tipo che caratterizza la ricettività a livello regionale, sono circa 80 camere. È la struttura tipo che caratterizza la specificità dell’offerta turistica della nostra Regione.

Allora immaginate un tetto a 20 miliardi, perché qualcuno lo ha scritto, anche il Responsabile degli albergatori, a parte il fatto che sinora l’Amministrazione regionale ha finanziato tutti gli interventi del settore anche perché il fondo di rotazione per certi versi alimentava fondi a sufficienza rispetto alle richieste, ma ci possiamo anche porre il problema che ci sono dei limiti di bilancio.

Allora se noi annualmente abbiamo 50-60 che è il trend normale di finanziamento alle strutture ricettive, se noi portiamo il tetto a 20 miliardi, tre richieste da 20 miliardi portano via tutti i finanziamenti. È stata una scelta politica voluta proprio per agevolare le realtà esistenti sul nostro territorio regionale.

Ma attenzione andiamo a verificare cosa succede nelle altre regioni. Nelle altre regioni la soglia che qua viene considerata bassa, di 10 miliardi, noi siamo andati a verificare e questo convincimento che abbiamo assunto quando abbiamo fissato questa soglia massima deriva anche dal fatto che il Trentino Alto Adige, la Provincia autonoma di Trento, che viene spesso citata, hanno una spesa ammissibile di 4 milioni di Euro, quindi vuol dire non più di 8 miliardi; la Provincia autonoma di Bolzano: spesa ammissibile massima di 6 miliardi; il Friuli Venezia Giulia spesa ammissibile massima: 2,5 miliardi; Veneto: spesa ammissibile massima 2 miliardi e queste sono le Regioni che noi prendiamo ad esempio per dire che lì sì che gli aiuti sono importanti. La Liguria: spesa ammissibile massima 2,5 miliardi; il Piemonte: 15 percento di contributo in conto capitale per un massimo di 1.500 milioni e nessun’altra agevolazione.

Ma non sono solo queste le novità. Adesso non le cito tutte, ma ad esempio il fatto che ricomprendiamo anche le spese di progettazione nell’investimento? diamo la possibilità ai giovani imprenditori, che qualcuno diceva non vengono agevolati, la possibilità di finanziare anche la costituzione di capitale, finanziamo anche gli alloggi per i custodi.

Sono tutte richieste che sono state fatte dall’associazione e ne abbiamo tenuto conto. Non le sto ad elencare tutte, ricordo la possibilità di informatizzare le strutture, finanziamo anche iniziative legate al marketing, prima qualcuno parlava di marketing, mi pare il Consigliere Tibaldi.

Allora io dico su altri settori sì, ma sul settore specifico penso che difficilmente potremo allargare gli aiuti anche se un giorno ci saranno queste modifiche e un’attenzione diversa della Commissione europea per le problematiche delle regioni di montagna in senso economico lato.

Penso che ci saranno altri settori che potranno beneficiare, tipo gli impianti di risalita, ma per questo settore specifico penso che sarà difficile, anche politicamente per scelta nostra, allargare maggiormente gli aiuti.

Altra cosa è il problema della raccolta dei rifiuti, dell’ICI che non è certo una decisione del Governo regionale o del Consiglio regionale. Quindi a me pare che questo disegno di legge sia estremamente rispondente alle esigenze del settore e della realtà della nostra Regione dal punto di vista degli aspetti finanziari.

Ancora alcune brevissime considerazioni su osservazioni più di carattere generale fatte dal Consigliere Tibaldi sulla crisi del settore turistico di montagna, soprattutto per quanto attiene la stagione estiva perché possiamo dire grazie all’innevamento, grazie a tutta una serie di fattori favorevoli, che per esempio l’ultima stagione invernale è stata una stagione eccezionale.

Se andiamo a confrontare l’ultima stagione invernale con le stagioni invernali precedenti, abbiamo dei dati che da anni non avevamo più, non per merito di nessuno, anzi penso che prevalentemente sia legato alla situazione dell’innevamento, c’è stata certamente una grandissima reazione alla problematica dell’alluvione, ma io penso che cominci a premiare anche una politica che stiamo portando avanti anche con i colleghi dell’agricoltura, della pubblica istruzione, dell'industria e qui rispondo parzialmente alle osservazioni del Consigliere Borre.

Sono anni, Borre, che stiamo cercando di portare avanti una promozione turistica che valorizzi tutte le specificità e le potenzialità della nostra Regione. Certo che dobbiamo lavorare ancora molto per migliorare queste sinergie e per aumentare l'incisività di questa azione. Però lo ha detto lei, Consigliere Tibaldi, in una situazione di crisi del turismo di montagna in generale, come Regione autonoma Valle d’Aosta con il tunnel chiuso, citiamo l’alluvione, i nostri dati hanno tenuto, non parlo di crescita, ma stiamo tenendo. Mi ha citato l’Alto Adige ed è lì che ho scosso la testa. L’Alto Adige l’anno scorso nella stagione estiva ha registrato meno 30 percento, ma non lo dico io, è stato scritto sui giornali economici più importanti a livello nazionale?

Frassy (fuori microfono) ? è da verificare?

Lavoyer (SA)? ma infatti, quindi io dico non preoccupiamoci di certe lamentele anche strumentali di alcuni operatori del settore. Poi voglio dire che il turismo, con tutto il rispetto per i rappresentanti degli albergatori, è composto da albergatori, da commercianti, da campeggiatori, da maestri di sci, guide alpine, guide della natura, rifugi, case per ferie, agriturismo, bed & breakfast, seconde case, meublés, cioè qua non è che dobbiamo focalizzare la lamentela di un singolo settore a volte anche strumentale.

Come peraltro è strumentale la lamentela che è stata ripresa dal Consigliere Tibaldi circa la preoccupazione dell’albergo che andremo a costruire nell’area autoportuale di Pollein. Non risponde al vero, lì non c’è la costruzione di un nuovo albergo. Si tratta nell’area autoportuale di Pollein della riallocazione di una struttura ricettiva esistente, non si costruisce nessun nuovo albergo, quindi è una struttura esistente che viene considerata nel piano di riconversione. Poi non riesco a capire quale sia il problema se aumentiamo la ricettività in Valle d’Aosta, cioè se costruiamo un albergo in più in Valle d’Aosta, vuol dire che vanno tutti in quell’albergo e i turisti non prenotano più negli alberghi di Cogne, Courmayeur o Cervinia? Mi pare proprio un falso problema.

Tralasciando le osservazioni più di carattere specifico sui finanziamenti in quanto i finanziamenti già c’erano, non è che per fare i centri polifunzionali si aspettino i finanziamenti. Si sta sviluppando la localizzazione delle sedi e i comuni stanno definendo dove allocare queste strutture.

Sulle AIAT mi dispiace, collega Beneforti, non so chi le ha scritto quell’appunto, poi se me ne fa pervenire una copia se è anche firmata? così mi renderò conto se sono dei responsabili all’interno dell’AIAT che hanno scritto quell’appunto. Lo sanno benissimo che l’osservatorio sarà definito probabilmente nella prossima Giunta di lunedì, dove con una delibera di Giunta verranno nominati i rappresentanti dell’osservatorio, ma noi ci siamo attivati - se vorrà avere il dossier? - immediatamente a richiedere a tutte le associazioni che hanno rispettato i tempi e ci hanno designato i loro rappresentanti.

Ci sarà la delibera di Giunta lunedì, se il Governo riterrà opportuno approvarla dopodiché ci sarà il decreto del Presidente della Giunta ed entrerà in funzione l’Osservatorio regionale del turismo e del commercio nel rispetto dei termini della legge e le AIAT, nel rispetto dei termini della legge, dovranno ricostituire i loro organismi perché la legge prevede la possibilità, che sta scadendo a breve, di potersi riorganizzare in modo diverso e di fare richiesta, dove ci sono i presupposti, di costruire delle nuove AIAT.

Automaticamente andiamo a ricostituire gli organi quando si è definita la geografia della presenza delle AIAT sul territorio anche perché lei mi insegna che la rappresentanza all’interno degli organismi è una rappresentanza indiretta degli enti locali, quindi se il Comune di La Thuile non farà più parte dell’AIAT del Monte Bianco, i rappresentanti del Comune di La Thuile non saranno più in quell’AIAT, ma saranno in un’altra.

Definiti tutti i passaggi verranno ricostituiti gli organi. Quindi non possiamo essere accusati da questo punto di vista di immobilismo e chi ha scritto quello o non ha letto la legge oppure non penso che sia un rappresentante che è degno di stare all’interno di un consiglio di amministrazione di un'AIAT perché se non conosce qual è la tempistica e i meccanismi, vuol dire che bisogna dare in fretta attuazione affinché effettivamente a ricoprire queste cariche siano persone che hanno i requisiti che la legge prevede, requisiti di competenza e di esperienza nel settore turistico. A me pare che questo sia un buon testo, un testo che è frutto di un grosso lavoro di concertazione, di un grosso lavoro di affinamento e di integrazione da parte delle commissioni consiliari.

Molte delle osservazioni che sono state fatte dai consiglieri le condivido totalmente, ma sono osservazioni che non riguardano solo questo specifico settore, non riguardano solo problematiche che possono essere risolte dall’azione dell’ente pubblico, ma sono osservazioni che presuppongono una crescita culturale nel settore di tutti e centoventimila abitanti della Valle.

Presidente Prima di passare all’esame dell’articolato, viene analizzato l’ordine del giorno presentato dai Consiglieri Cerise, Borre, Rini, Cottino, Cuc, Ottoz, Charles Teresa, Praduroux, Marguerettaz, Fiou, Lanièce, Viérin Marco e Perron, di cui do lettura:

Ordine del giorno Considerato che la politica della UE in materia di aiuti è strettamente ancorata e applicata in base al rigido rispetto di generiche regole della concorrenza correlate con i territori caratterizzati dai grandi numeri;

Rilevato che ciò condiziona pesantemente le politiche regionali e che la montagna ha nel turismo un'attività economica fondamentale, ma che esistono dei fattori, come la stagionalità, l'eccessiva concentrazione dell'attività in periodi molto corti, i cambiamenti di abitudini dei turisti, le variazioni climatiche, che stanno limitando fortemente il rendimento degli investimenti per altro ingenti;

Constatato che i costi di gestione delle infrastrutture e in particolare di quelle alberghiere, penalizzano la loro capacità competitiva rispetto a quella di analoghe situate in altre zone;

Accertato che in relazione alla conformazione geomorfologica della Regione e la relativa localizzazione dei centri abitati il settore alberghiero e commerciale svolgono un servizio fondamentale per le comunità insediate nelle Valli;

Osservato come sia fondamentale per l'equilibrio del territorio e per l'economia della Regione che sia assicurata la capacità di ospitalità alberghiera e livelli minimi di attività commerciali, in tutte le zone ove esistono i presupposti e potenzialità turistiche;

Preso atto che nell'ambito delle zone turistiche della Regione questa condizione non è soddisfatta per cui è necessaria l'adozione di azioni intese a perequare l'attuale situazione;

Il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale e i propri rappresentanti presso il Parlamento italiano e quello europeo, a promuovere e a sostenere iniziative rivolte a far sì che l'UE prenda in considerazione 1'esistenza di limitazioni e di fattori contrari che influenzano negativamente la redditività degli investimenti turistici e commerciali della montagna e consenta l'attuazione di interventi mirati intesi a colmare gli squilibri esistenti nel settore turistico commerciale presenti nel territorio regionale.

F.to: Cerise - Borre - Rini - Cottino - Cuc - Ottoz - Charles Teresa - Praduroux -Marguerettaz - Fiou - Lanièce - Viérin M. - Perron

La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI) Intervengo su questo punto e quindi faccio anche una dichiarazione di voto per quello che concerne la legge nel suo complesso. Innanzitutto per fornire alcune precisazioni in ordine all’intervento dell’Assessore Lavoyer che lui ha incentrato per una buona parte sulle obiezioni che probabilmente gli ha fatto nei mesi scorsi e gli sta continuando a fare il Presidente dell’ADAVA, Roullet.

Mi pare di capire che buona parte della sua replica si sia riversata in quella direzione. Le obiezioni nostre sono in parte altre, in parte diverse da quelle effettuate dall’ADAVA delle quali abbiamo preso atto di un dato, come già anticipato in sede di intervento generale, che è quello del calo del numero delle attività alberghiere in questi anni. Questo è un sintomo di un disagio di cui sta soffrendo il comparto turistico.

È l’unico dato che abbiamo preso e che abbiamo riportato in quest’aula, non so se l’Assessore lo condivide o meno, comunque è stato diffuso nel corso della cerimonia del venticinquennale, l’Assessore sa che eravamo presenti, ne abbiamo preso buona nota e oggi questo dato lo interpretiamo come indice di un disagio, di un fenomeno che non può essere considerato positivamente.

Per quanto riguarda le altre osservazioni, se i 10 miliardi sia un tetto di finanziamento insufficiente e quindi non siano aggiornati rispetto a quelli che erano i parametri monetari della legge n. 33 o della n. 101 o della n. 21, se l’arrivo di tour operators tipo Club Med sia un momento di disagio o meno, se la situazione comparata con altre regioni veda la Valle d’Aosta in posizione più favorevole quanto a strumenti legislativi, non ci siamo nemmeno posti il problema.

Allora, che i 10 miliardi siano comunque un parametro monetario aggiornato rispetto alla n. 33 non lo discutiamo, se poi gli albergatori ne vorrebbero 16 o 17 è una richiesta che hanno fatto loro che evidentemente da parte della parte politica non è stata accolta, ma non entriamo nel merito; 10 miliardi sono una somma già cospicua mediante la quale si possono fare interventi di un certo rilievo.

Che i tour operators "stranieri" arrivino in Valle d’Aosta, anche questo fa parte del cosiddetto "fenomeno della globalizzazione" che non possiamo permetterci di vietare, quindi se il Club Med sbarca a Cervinia, se qualcuno non è stato in grado a livello locale di sviluppare un hôtel tipo il Cristallo, ben vengano i tour operators "stranieri".

Terzo: se la situazione comparata con altre regioni vede, sulla base dell’esame del Prof. Carlo Baldi, la Valle d’Aosta in posizione favorevole, ne prendiamo atto favorevolmente anche noi e lo abbiamo detto.

Quindi vorrei solo sottolineare che buona parte delle precisazioni che lei ha fatto, le ha fatte con un "convitato di pietra" che qui non c’è e cioè Piero Roullet.

Assessore, noi abbiamo detto che sul disegno di legge nel suo complesso non è che facciamo obiezioni tanto da ritenerlo contrario ai nostri principi; sappiamo che questo disegno di legge ha dei vincoli, sono vincoli che derivano da Bruxelles e questo disegno di legge prevede un rinvio di cui non condividiamo le modalità e abbiamo proposto un emendamento.

Abbiamo incentrato le nostre osservazioni su altre questioni: la crisi strutturale della montagna alla quale in Valle d’Aosta si sono aggiunte anche le congiunture sfavorevoli e del Traforo del Monte Bianco e dell’alluvione e il fatto che la Valle d’Aosta sia considerata da un punto di vista comunitario, sotto il profilo politico legislativo, alla stessa stregua di altre realtà che nulla hanno a che vedere con la montagna. Abbiamo fatto l’esempio della pianura o delle località balneari.

Dov’è il punto debole, l’handicap della Valle d’Aosta? A nostro avviso più che in questo strumento legislativo che oggi viene presentato, sta nell’azione politica che difetta di incisività e questo difetto di incisività lo rileviamo in un marketing e in una promozione che procedono ancora a tentoni, confusamente, e in azioni politiche che ci sembrano ancora deboli, poco orientate al rilancio e allo sviluppo del comparto turistico valdostano.

La ratio del disegno di legge, come lei ha tenuto a sottolineare, la sinergia fra turismo e commercio, la riteniamo anche noi doverosa, non la critichiamo perché comunque turismo e commercio sono due settori che in una Regione come la nostra si integrano strettamente.

Sui livelli di crescita, sappiamo benissimo che il grande business del futuro sarà il turismo. Non ho purtroppo i dati che sono stati pubblicati da uno speciale de "Il Sole 24Ore", ma sono numeri veramente importanti che riguarderanno indistintamente tutte le terre e in particolare quelle a maggior vocazione turistica.

Se la crescita della stagione invernale è tangibile, come dice l’Assessore, quella estiva segnala momenti di staticità e in questi anni ho imparato leggendo i dati che comunque la stagione estiva per la Valle d’Aosta è quella numericamente più importante, quando l’affluenza turistica è più sostanziosa.

Ecco perché è importante incentivare e dare incisività all’azione politica, anche per colmare questo "gap" che riguarda la Valle d’Aosta e di conseguenza tutti gli operatori che lavorano nel comparto. Poi lei dice quando facciamo cenno dell’autoporto?, ma noi non facciamo nessuna polemica strumentale; è una constatazione reale che oggi abbiamo iniziato ad approfondire in commissione e che ci siamo riservati di valutare attentamente a settembre.

Quello che si farà nell’area autoportuale, se verrà realizzato con fondi pubblici e in quale maniera ci sarà la partecipazione gestionale del pubblico, lo vedremo. L’ho messo lì come annotazione. Il compito di fare l’industria turistico-ricettiva non è dell’Amministrazione regionale, noi non dobbiamo fare gli albergatori; già facciamo tante attività, già la Regione è presente in tante attività: produce birra, fa il ristoratore, ne abbiamo da vendere, vogliamo fare anche il pane un domani?

Vogliamo sostituirci agli operatori privati in tutti i campi? Facciamo concorrenza a tanti settori economici localmente, io penso che come subiamo e non sopportiamo la concorrenza alla quale siamo costretti da quelle normative vincolanti dell’Europa oggi come oggi mal sopportano gli operatori privati la concorrenza che un ente come la Regione fa nei diversi settori, quindi se non vogliamo subire la concorrenza, nemmeno pratichiamola la concorrenza con la forza dei soldi pubblici.

Ecco quindi che è importante che l’azione politica, oltre che più incisiva, sia più mirata che, come le dicevo prima nel mio intervento, più che orientata a 360 gradi sia indirizzata a nicchie di qualità perché possiamo dissertare anche fino a domani mattina anche perché i numeri pubblicati sul giornale sono interpretati da voi in una maniera, da noi in un’altra maniera, o addirittura vengono smentiti qui in aula, ma poi non rettificati con i giornalisti che li hanno scritti. Sta di fatto che comunque l’azione politica deve essere decisamente più efficace.

E ben venga, per carità, l’ordine del giorno presentato dai Consiglieri di maggioranza che il gruppo di Forza Italia voterà; è un ordine del giorno che riassume anche le nostre posizioni pur non avendolo firmato lo votiamo ben volentieri.

L’importante è che da inchiostro scritto su carta si traduca in fatti reali, cioè in fatti che effettivamente possano contribuire al miglioramento dell’azione politica e a quelle che sono le conseguenze e gli effetti che si rifletteranno sul comparto turistico ricettivo nel suo complesso.

PresidenteLa parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Dopo la mia esposizione, sia per quanto riguarda la nostra posizione di regione di montagna, sia le nostre osservazioni sulla legge che è stata presentata, la mia dichiarazione di voto è a favore dell’ordine del giorno, mentre ci asterremo sulla legge che è stata presentata.

Presidente Pongo in votazione l’ordine del giorno:

Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: 28

Il Consiglio approva all’unanimità.

Si passa all’esame dell’articolato. Pongo in votazione l’articolo 1:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 25

Astenuti: 3 (Beneforti, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 2:

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 26

Astenuti: 5 (Beneforti, Frassy, Rini, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 3 c’è un emendamento a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento Articolo 3, comma 1, punto b)

"b) i proprietari di strutture alberghiere e di ricezione turistica all'aperto che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese;".

Pongo in votazione l’articolo 3 nel testo emendato:

Articolo 3 (Soggetti beneficiari)

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all'articolo 5 i seguenti soggetti:

a) le piccole e medie imprese, singole o associate, operanti nei settori della ricettività turistica alberghiera e della ricezione turistica all'aperto;

b) i proprietari di strutture alberghiere e di ricezione turistica all'aperto che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese;

c) le piccole e medie imprese, singole o associate, operanti nei settori della ricettività turistica extralberghiera, limitatamente agli esercizi di affittacamere e di case e appartamenti per vacanze.

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 4 c’è un emendamento a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento Articolo 4, comma 2, punto c): cancellare la parola "nuovi"

Pongo in votazione l’articolo 4 nel testo emendato:

Articolo 4 (Iniziative agevolabili)

1. Possono essere ammesse alle agevolazioni di cui all'articolo 5 le seguenti iniziative:

a) realizzazione di nuovi alberghi e complessi ricettivi turistici all'aperto;

b) ristrutturazione, ampliamento, ammodernamento e riqualificazione di strutture ricettive alberghiere e di complessi turistici ricettivi all'aperto già esistenti e classificati ai sensi della normativa regionale vigente, nonché riorganizzazione dell'attività di impresa;

c) ristrutturazione e arredamento di edifici o complessi di edifici già esistenti per ricavarne, nel rispetto della vigente normativa regionale di settore, strutture alberghiere, complessi ricettivi turistici all'aperto, strutture per l'esercizio dell'attività di affittacamere, case e appartamenti per vacanze;

d) realizzazione di strutture complementari in stretta connessione all'attività ricettiva.

2. Le spese ammissibili per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 1 riguardano:

a) lavori e opere edili, compresi gli impianti tecnici, le spese di progettazione, di direzione lavori e di collaudo;

b) acquisto, anche attraverso la cessione di quote societarie, di fabbricati o porzioni di fabbricati, finalizzati alle iniziative di cui al comma 1, limitatamente agli esercizi alberghieri e ai complessi ricettivi turistici all'aperto; per i complessi ricettivi turistici all'aperto già esistenti e classificati ai sensi della normativa regionale vigente, acquisto di terreni che rappresentino non meno di un terzo della superficie del complesso e che includano i fabbricati in cui sono allocati i servizi generali;

c) acquisto di macchinari, attrezzature, automezzi, arredi, programmi informatici e altri beni strumentali strettamente funzionali all'esercizio dell'attività;

d) costituzione di liquidità in caso di creazione di nuova azienda, limitatamente agli esercizi alberghieri;

e) investimenti, materiali e immateriali, finalizzati allo sviluppo del commercio elettronico;

f) studi e consulenze per il marketing, la pianificazione e l'organizzazione aziendale;

g) attestazioni di qualità.

3. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui all'articolo 5 le compravendite di beni immobili tra parenti e affini di primo grado e tra coniugi. Nell'ipotesi di acquisto da società in cui il richiedente l'agevolazione rivesta la qualità di socio, ovvero nell'ipotesi di acquisto da società i cui soci siano legati al richiedente l'agevolazione dai predetti vincoli di parentela, affinità o coniugio ovvero, infine, nell'ipotesi d'identità di soci tra le parti contraenti, l'importo dell'agevolazione massima concedibile è determinato in proporzione alle quote appartenenti a soci diversi da quelli sopracitati.

4. Sono in ogni caso escluse dalla concessione delle agevolazioni le iniziative relative alle strutture a carattere di multiproprietà.

Consiglieri presenti: 31

Votanti e favorevoli: 27

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 5:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 6:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 7:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 8 c’è un emendamento a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento Articolo 8, comma 1, punto b)

"b) i proprietari di strutture commerciali e di pubblici esercizi che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese;"

Pongo in votazione l’articolo 8 nel testo emendato:

Articolo 8 (Soggetti beneficiari)

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui all'articolo 10 i seguenti soggetti:

a) le piccole e medie imprese, singole o associate, del commercio, dei pubblici esercizi o che esercitino altre attività economiche nel settore dei servizi, individuate con la deliberazione della Giunta regionale di cui all'articolo 20, comma 1;

b) i proprietari di strutture commerciali e di pubblici esercizi che intendano mantenerne la destinazione d'uso, che non siano grandi imprese;

c) i centri polifunzionali di servizio di cui all'articolo 12 della legge regionale 7 giugno 1999, n. 12 (Principi e direttive per l'esercizio dell'attività commerciale);

d) i centri di assistenza tecnica di cui all'articolo 14 della l.r. 12/1999.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 9 c’è un emendamento a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento Articolo 9, comma 2, punto c), cancellare la parola "nuovi".

Pongo in votazione l’articolo 9 nel testo emendato:

Articolo 9 (Iniziative agevolabili)

1. I soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettere a), b) e c), possono essere ammessi ad agevolazione per le iniziative concernenti la realizzazione, la ristrutturazione, l'ampliamento, l'ammodernamento, la riqualificazione di strutture adibite o da adibire all'esercizio dell'attività, nonché la riorganizzazione dell'attività di impresa.

2. Le spese ammissibili per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 1 riguardano:

a) lavori e opere edili, compresi gli impianti tecnici, le spese di progettazione, di direzione lavori e di collaudo;

b) acquisto, anche attraverso la cessione di quote societarie, di fabbricati o porzioni di fabbricati finalizzati alle iniziative di cui al comma 1, limitatamente ai soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettere a) e c);

c) acquisto di macchinari, attrezzature, automezzi, arredi, programmi informatici e altri beni strumentali strettamente funzionali all'esercizio dell'attività;

d) costituzione di liquidità in caso di creazione di nuova azienda, limitatamente ai soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettere a) e c);

e) investimenti, materiali e immateriali, finalizzati allo sviluppo del commercio elettronico;

f) studi e consulenze per il marketing, la pianificazione e l'organizzazione aziendale;

g) attestazioni di qualità.

3. Non sono ammissibili alle agevolazioni di cui all'articolo 10 le compravendite di beni immobili tra parenti e affini di primo grado e tra coniugi. Nell'ipotesi di acquisto da società in cui il richiedente l'agevolazione rivesta la qualità di socio, ovvero nell'ipotesi di acquisto da società i cui soci siano legati al richiedente l'agevolazione dai predetti vincoli di parentela, affinità o coniugio ovvero, infine, nell'ipotesi d'identità di soci tra le parti contraenti, l'importo dell'agevolazione massima concedibile è determinato in proporzione alle quote appartenenti a soci diversi da quelli sopracitati.

4. I soggetti di cui all'articolo 8, comma 1, lettera d), possono essere ammessi ad agevolazione per la costituzione e l'avvio dell'attività, nonché per eventuali successive riorganizzazioni. Le agevolazioni sono concesse esclusivamente mediante l'erogazione di contributi in conto capitale, in regime de minimis, fino alla misura massima del 50 per cento della spesa ammissibile.

5. Le spese ammissibili per la realizzazione delle iniziative di cui al comma 4 riguardano:

a) acquisto di nuovi macchinari, attrezzature, automezzi, arredi, programmi informatici e altri beni strumentali strettamente funzionali all'esercizio dell'attività;

b) studi e consulenze per il marketing, la pianificazione e l'organizzazione aziendale;

c) certificazioni o attestazioni di qualità.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 10:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 11:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 12:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 13:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 14:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 15:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 16 c’è un emendamento a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento Articolo 16, comma 1

"1. Le domande per la concessione delle agevolazioni disciplinate dalla presente legge sono presentate alle strutture regionali competenti in materia di incentivazione alle attività ricettive e commerciali, di seguito denominate strutture competenti, e sono sottoposte dalle medesime strutture all'istruttoria automatica di cui all'articolo 17, qualora gli importi di spesa ammissibile non siano superiori a Lire 100 milioni (€ 51.646) e all'istruttoria valutativa di cui all'articolo 18, qualora gli importi di spesa ammissibile siano superiori a Lire 100 milioni (€ 51.646)."

Pongo in votazione l’articolo 16 nel testo emendato:

Articolo 16 (Presentazione delle domande e istruttoria)

1. Le domande per la concessione delle agevolazioni disciplinate dalla presente legge sono presentate alle strutture regionali competenti in materia di incentivazione alle attività ricettive e commerciali, di seguito denominate strutture competenti, e sono sottoposte dalle medesime strutture all'istruttoria automatica di cui all'articolo 17, qualora gli importi di spesa ammissibile non siano superiori a lire 100 milioni (euro 51.645,69) e all'istruttoria valutativa di cui all'articolo 18, qualora gli importi di spesa ammissibile siano superiori a lire 100 milioni (euro 51.645,69).

2. Per l'istruttoria delle domande concernenti le spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere e), f) e g), e 9, commi 2, lettere e), f) e g), e 5, lettere b) e c), la Regione può stipulare apposite convenzioni con soggetti che abbiano competenza in materia di assistenza tecnico-economica alle imprese.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 17 c’è un emendamento a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento Articolo 17, comma 1

"1. L'istruttoria automatica consiste nell'accertamento della completezza e della regolarità delle domande presentate e della documentazione allegata, relativamente alle agevolazioni erogate sotto forma di contributi in conto capitale."

Pongo in votazione l’articolo 17 nel testo emendato:

Articolo 17 (Istruttoria automatica)

1. L'istruttoria automatica consiste nell'accertamento della completezza e della regolarità delle domande presentate e della documentazione allegata, relativamente alle agevolazioni erogate sotto forma di contributi in conto capitale.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 18:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 19:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 20 c’è un emendamento del gruppo Forza Italia di cui do lettura:

Emendamento Il primo comma dell'articolo 20 del DDL 125 è così modificato:

"1. La disciplina di ogni altro adempimento o aspetto relativo ai procedimenti di cui alla presente legge sarà individuata con regolamento da approvarsi, entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge medesima, dal Consiglio regionale."

La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI)Una breve illustrazione, peraltro già anticipata in sede di discussione generale.

Qui riteniamo opportuno e importante che sia il Consiglio regionale a fissare i contenuti di questa cornice legislativa che è rappresentata dal disegno di legge n. 125 e non la Giunta regionale, come al solito, che con una deliberazione adottata fissa la disciplina di ogni altro adempimento o aspetto relativo ai procedimenti di cui alla presente legge.

È un compito di indirizzo che riteniamo sia doveroso continui a risiedere in capo a questa Assemblea. Per questa ragione, con questo emendamento che peraltro non comporta alcun problema ai fini del rispetto della normativa comunitaria, proponiamo l’attribuzione della competenza al Consiglio e l’impegno di redigere un regolamento entro 120 giorni dall’entrata in vigore di questa legge.

Presidente La parola all’Assessore al turismo, sport, commercio e trasporti, Lavoyer.

Lavoyer (SA) Come maggioranza ci asterremo su questo emendamento sostanzialmente per due motivi: perché l’articolo 8 non prevede nessuna normativa di indirizzo, perché la legge già al suo interno contiene in modo chiaro e specifico quali sono le strutture economiche, le tipologie economiche che possono beneficiare di questi finanziamenti.

L’articolo 20 rinvia solo ad un atto deliberativo di Giunta la predisposizione della modulistica che dovrà essere predisposta con una certa impaginazione per quanto attiene l’esame delle pratiche che avranno una corsia accelerata, mentre sarà predisposto dall’ente finanziario che normalmente valuta i finanziamenti per quanto attiene la verifica della documentazione necessaria per erogare i finanziamenti, quindi ci pare che sia non necessario riportare in Consiglio questo tipo di adempimento che è un adempimento di tipo burocratico.

Poi non possiamo che astenerci perché non potremmo riattivare, perché i regolamenti consiliari hanno la stessa procedura del disegno di legge, con questa procedura un adempimento che è strettamente tipico degli adempimenti della Giunta regionale, quindi ci asteniamo.

Presidente Pongo in votazione l’emendamento di Forza Italia:

Consiglieri presenti: 29

Votanti e favorevoli: 2

Astenuti: 27 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Borre, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, La Torre, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)

Il Consiglio non approva.

All’articolo 20 c’è un emendamento presentato dalla II e IV Commissione di cui do lettura:

Emendamento Il comma 1 dell'articolo 20 è sostituito dal seguente:

"1. La disciplina di ogni altro adempimento o aspetto relativo ai procedimenti di cui alla presente legge, compresa l'individuazione della documentazione di spesa e di quella da allegare alle domande, è demandata alla Giunta regionale che, sentite le commissioni consiliari competenti, vi provvede con apposita deliberazione da adottarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge medesima."

Pongo in votazione l’articolo 20 nel testo emendato:

Articolo 20 (Rinvio)

1. La disciplina di ogni altro adempimento o aspetto relativo ai procedimenti di cui alla presente legge, compresa l'individuazione della documentazione di spesa e di quella da allegare alle domande, è demandata alla Giunta regionale che, sentite le commissioni consiliari competenti, vi provvede con apposita deliberazione da adottarsi entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della legge medesima.

2. La Giunta regionale prevede, se del caso, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, la formazione di apposite graduatorie, secondo criteri di valutazione stabiliti con propria deliberazione, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative.

3. Le deliberazioni di cui ai commi 1 e 2 sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 21:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 22:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 23 vi sono due emendamenti a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento Articolo 23, comma 2, punto b)

"b) per un periodo di tempo pari a quello della durata originariamente fissata per il mutuo o quindici anni decorrenti dalla data di erogazione delle agevolazioni, fatti salvi eventuali vincoli urbanistici di durata superiore, quando si tratti delle spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere a) e b), e 9, comma 2, lettere a) e b)".

Emendamento Articolo 23, aggiungere comma 5

"5. In caso di cessione di azienda i finanziamenti a tasso agevolato in capo al cedente possono essere trasferiti al cessionario che sia in possesso dei requisiti previsti dalla presente legge."

Pongo in votazione l’articolo 23 nel testo emendato:

Articolo 23 (Vincoli e mutamento di destinazione, alienazione e sostituzione dei beni)

1. Le agevolazioni relative alle spese di acquisto di fabbricati o porzioni di fabbricati di cui agli articoli 4, comma 2, lettera b), e 9, comma 2, lettera b), non sono ripetibili, per il medesimo immobile, se non sono trascorsi più di dieci anni dalla stipulazione del precedente contratto di mutuo.

2. I soggetti beneficiari sono obbligati a mantenere la destinazione dichiarata e a non alienare o cedere i beni finanziati, separatamente dall'azienda, per i seguenti periodi:

a) cinque anni decorrenti dalla data di erogazione dell'agevolazione, quando si tratti delle spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere c) ed e), e 9, commi 2, lettere c) ed e), e 5, lettera a);

b) per un periodo di tempo pari a quello della durata originariamente fissata per il mutuo o quindici anni decorrenti dalla data di erogazione delle agevolazioni, fatti salvi eventuali vincoli urbanistici di durata superiore, quando si tratti delle spese di cui agli articoli 4, comma 2, lettere a) e b), e 9, comma 2, lettere a) e b).

3. Il vincolo sugli immobili è reso pubblico a cura e spese del soggetto beneficiario mediante trascrizione presso l'ufficio dei registri immobiliari competente per territorio.

4. Le agevolazioni percepite non devono essere restituite qualora i beni finanziati siano sostituiti con altri della stessa natura, previa autorizzazione del dirigente della struttura competente.

5. In caso di cessione di azienda i finanziamenti a tasso agevolato in capo al cedente possono essere trasferiti al cessionario che sia in possesso dei requisiti previsti dalla presente legge.

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 24:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 25:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 26:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

Pongo in votazione l’articolo 27:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

All’articolo 28 c’è un emendamento a firma dei Consiglieri Piccolo, Fiou, Cottino di cui do lettura:

Emendamento "Articolo 28

Dichiarazione d'urgenza

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione."

Lo pongo in votazione:

Consiglieri presenti: 32

Votanti e favorevoli: 28

Astenuti: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Il Consiglio approva.

La parola al Consigliere La Torre per dichiarazione di voto.

La Torre (SA) Nel dichiarare il nostro voto favorevole al disegno di legge sentiamo la necessità di sottolineare il buon lavoro svolto dall’Assessore e dalla Giunta, lavoro che secondo noi parte da un’intelligente presa di coscienza delle problematiche del settore e individua con chiarezza strade e interventi fortemente innovativi per il rilancio del comparto turistico valdostano.

Un disegno di legge che noi siamo convinti abbia ampie prospettive e che coglie tutte le opportunità che vengono offerte dai moderni e nuovi regolamenti comunitari europei. Una legge moderna che, con l’aumento della spesa ammissibile, l’estensione dei benefici a categorie economiche e a nuove realtà operanti nel turismo, l’estensione dei benefici e tipologie di investimenti non contemplati nella gestione precedente e la possibilità per le imprese turistico-ricettive di accedere ai contributi in conto capitale, segna un punto fermo verso il passaggio di una diversa interpretazione di sostegno al settore turistico.

Una legge che apre anche nuove prospettive e voglio sottolineare con attenzione l’apertura verso le piccole imprese, cioè quelle che hanno meno di 50 dipendenti e che hanno dei fatturati non importanti e che quindi di fatto sono le imprese che principalmente operano in Valle d’Aosta. Direi che anche questo è un elemento estremamente caratterizzante e quindi è un elemento che dà forza a questo disegno di legge e che permetterà nuovo sviluppo. C’è da fare riferimento anche al sostegno verso le nuove realizzazioni.

Sono cose importantissime perché sappiamo come sia significativo abbinare all'offerta turistica tutti quegli investimenti che pur di contorno attirano clientela: piscine, strutture complementari, parcheggi, servizi etc., etc.. Non dimentichiamo che noi, in Valle d'Aosta, abbiamo bisogno di questo tipo di strutture, dai campi di golf a tutto quello che può essere elemento caratterizzante di una Valle d’Aosta accogliente e bella e che dia prospettive di concorrenza reali rispetto ad altre regioni italiane.

Credo che questi siano elementi determinanti, che caratterizzano questa legge in modo positivo. Siamo perciò convinti che questo disegno di legge potrà rappresentare un pilastro solido su cui fondare una prospettiva turistica valida e competitiva non solo con le altre regioni italiane, ma anche con gli altri Paesi europei dell’arco alpino con cui dovremo confrontarci. Convinti di questo, il nostro voto favorevole al disegno di legge.

Si dà atto che dalle ore 18,13 riassume la presidenza il Presidente Louvin.

Président Je soumets au vote la loi dans son ensemble:

Conseillers présents: 31

Votants: 27

Pour: 27

Abstentions: 4 (Beneforti, Frassy, Squarzino Secondina, Tibaldi)

Le Conseil approuve.