Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2089 del 20 giugno 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2089/XI Impegno all’individuazione di soluzioni ottimali per la strada regionale n. 47 di Cogne. (Reiezione di mozione)

Mozione Premesso:

- che la strada regionale n. 47 di Cogne, a seguito degli eventi alluvionali dell’ottobre scorso, versa in pessime condizioni ed è a elevata pericolosità, a causa dei movimenti franosi che incombono su di essa;

- che il collegamento stradale in oggetto rappresenta l’unica via di accesso al paese di Cogne e al suo comprensorio, la cui esistenza dipende essenzialmente dal flusso turistico;

- che la comunità locale, preoccupata dell’isolamento e delle conseguenze dannose che si ripercuotono sulle attività produttive e sui servizi, invoca un celere e concreto intervento da parte degli enti pubblici (Regione e Comune) finalizzato al ripristino e alla messa in sicurezza della strada regionale n. 47;

- che il Consiglio comunale di Cogne ha approvato all’unanimità, il 26 marzo scorso, una deliberazione che, oltre a sollecitare la riduzione dei tempi per la messa in sicurezza del tracciato stradale, richiede l’effettuazione di uno studio comparato che valuti la migliore soluzione possibile relativa al collegamento stradale dello stesso comune con il fondovalle, "tenendo presente che lo stesso dovrà prendere in seria considerazione, oltre ai costi a lungo termine, anche le prospettive di sviluppo della comunità locale nei prossimi 50 anni";

- che l’Assessore regionale competente, in risposta a un’interpellanza proposta dal Gruppo consiliare di Forza Italia, ha comunicato che gli impegni finanziari assunti per la manutenzione e la protezione della strada regionale n. 47, nonché per il consolidamento dei versanti, assommano dal 1994 ad oggi a poco meno di 37 miliardi;

- che l’Assessore regionale competente, sempre in risposta alla medesima interpellanza, ha precisato inoltre che gli impegni finanziari programmati nel biennio 2002-2003 si attestano su una cifra superiore ai 40 miliardi;

- che, ferma restando l’inderogabile necessità di realizzare le opere urgenti classificate come "priorità 1" nello studio CREALP e finalizzate alla messa in sicurezza minima della strada, si ritiene opportuno, prima che avvenga lo stanziamento di ingenti risorse finanziarie, verificare attentamente quale sia la soluzione più funzionale, più idonea e più sicura per collegare Cogne e il suo comprensorio con il fondovalle, evitando sprechi di denaro o la reiterazione di interventi "tampone";

il Consiglio regionale

Impegna

la Giunta regionale a procedere in tempi rapidi all’effettuazione di uno studio comparato finalizzato a individuare la migliore soluzione possibile, sia in termini tecnici che di sicurezza, relativa al collegamento stradale del Comune di Cogne con il fondovalle.

F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy

PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.

Tibaldi (FI)Abbiamo annunciato la presentazione di questa mozione già in coda all’esame di un'interpellanza che è stata discussa nella scorsa seduta consiliare.

La mozione riguarda la strada di Cogne, oggetto di particolare attualità non solo per chi abita nel comprensorio del comune, ma anche per tutta la Regione visto che è una strada regionale di grande importanza che serve la principale località valdostana situata nel Comprensorio del Gran Paradiso; località di forte richiamo turistico che, come ben sappiamo, è particolarmente imminente, anzi addirittura diversi operatori turistici hanno dovuto rinunciare a prenotazioni di clienti in quanto i problemi che incombono sulla strada di Cogne sono particolarmente gravi.

Ma non riguarda solo questo aspetto economico, riguarda qualunque aspetto di trasferimento, di trasporto di qualunque abitante di quella zona, vuoi per motivazioni di spostamento di lavoro nel fondovalle o anche per ragioni di emergenza o di famiglia e via dicendo.

Domani, secondo le indicazioni della stampa, dovrebbe tornare alla normalità la situazione dopo una settimana in cui è stato necessario sbriciolare uno sperone di roccia di oltre 3.500 metri cubi che gravava su una porzione della strada in prossimità di Pondel e sullo stesso villaggio.

Orbene questi 3.500 metri cubi non sono l'unico pericolo; il pericolo sussiste ancora perché lungo tutto il tracciato la strada è compromessa da diverse masse potenzialmente franose e in particolare, secondo uno studio effettuato dalla CREALP, ci sono ancora oltre 11.500 metri cubi di materiale la cui pericolosità viene definita elevata.

Sempre secondo una ricerca bibliografica e storica che è stata fatta dalla CREALP, un istituto di ricerca svizzero, nel periodo intercorrente fra il 1994 e il 1999 sono state segnalati complessivamente 25 casi di caduta di blocchi a valle.

Questi sono solamente i casi ufficialmente accertati perché sappiamo che ce ne sono altri che non sono mai stati accertati o perlomeno registrati.

Il volume medio di questi blocchi che sono caduti in questi anni varia da un minimo di mezzo metro cubo ad un massimo di dieci metri cubi.

Sulla base di questi dati raccolti il fenomeno di caduta è mediamente ogni cinque anni. Sono dati che riporto sinteticamente e che l’Assessore sicuramente conosce.

Secondo le raccomandazioni federali elvetiche, la frequenza dei fenomeni è molto elevata. La normativa al riguardo infatti considera elevata la frequenza degli avvenimenti che si producono con tempi di ritorno di trent’anni, qui invece si parla di cinque anni. Cosa significa, tradotto in altri termini, questo concetto? Che la strada regionale n. 47 di Cogne è sei volte più pericolosa di una strada che è normalmente definita pericolosa.

Lo studio CREALP ha disegnato la carta del pericolo e il pericolo naturalmente non è di poco conto. È quindi naturale la preoccupazione degli abitanti della comunità ed è una preoccupazione che non è solo di questi ultimi tempi, ma che è stata rilevata già da qualche anno a questa parte.

Ovviamente è una preoccupazione che si è acuita subito dopo gli eventi alluvionali che hanno causato il blocco della strada ad ottobre. C’è da dire anche che sempre lungo questo tracciato ci sono 35 punti che rappresentano un pericolo sotto il profilo delle valanghe, quindi c’è anche un rischio valanghe che è tutt’altro che trascurabile.

Tra frane e valanghe la strada ha subìto più volte delle ostruzioni, diventando impercorribile e creando problemi di incolumità alle persone.

Volevo anche soffermarmi sulla realizzazione della carta del pericolo che ritengo importante perché è stata ottenuta valutando la pericolosità delle instabilità. Si tenga presente che ci sono oltre 600.000 metri cubi di materiale roccioso potenzialmente instabile, dei quali, come dicevo in precedenza, 11.500 a pericolosità elevata che potrebbero cioè essere prossimi a cadere. Quando si parla di pericolosità elevata, per fare un esempio mi riferisco al masso di Pondel che è stato fatto brillare ed è stato sbriciolato.

La carta del pericolo è stata ottenuta valutando la pericolosità di questa instabilità, ossia il volume di roccia che può raggiungere la strada. Le traiettorie hanno permesso poi di stabilire la velocità dei blocchi in caduta e quindi di ricavare l’intensità dei fenomeni e di qui si è giunti alla definizione del pericolo.

Va chiarito che l’intensità è considerata bassa quando è inferiore ai 30 kg/joule ed è elevata quando supera i 300 kg/joule; 30 kg/joule si riferiscono all'energia massima assorbita da barriere rigide in legno, mentre il limite di 300 kg/joule corrisponde mediamente all’energia di impatto che può essere sopportata da un muro di cemento armato. Un masso di 2 metri cubi, per avere un'idea, che scende a 16 chilometri/ora e che è lento quindi come discesa, produce un impatto di 350 kg/joule, quindi già non può essere sopportato da un muro di cemento armato.

Cosa succederà, e abbiamo visto questa mappa dell’instabilità, quando potenzialmente dalla zona n. 1 si potrebbero staccare massi del volume di 1.500 metri cubi o i due massi da 1.000 metri cubi che si trovano nella zona n. 9, perché sono le zone in cui è stato suddiviso il tracciato che va dal ponte di Chevril fino al Comune di Cogne, o addirittura il masso da 4.500 metri cubi?

Questa analisi dettagliata ha, come dicevo prima, suscitato legittime ed elevate preoccupazioni nella popolazione, preoccupazioni che ci siamo solo limitati a riprendere nella mozione, dove riportiamo anche una posizione molto esplicita espressa dal consiglio comunale il 26 marzo scorso attraverso una deliberazione, nella quale si sollecita la riduzione dei tempi per la messa in sicurezza del tracciato stradale - e da questo punto di vista possiamo dire che la Regione ancora in questa settimana, con gli strumenti e le strutture a disposizione, ha fatto ciò che si doveva fare - e si richiede l’effettuazione di uno studio comparato che valuti la migliore soluzione possibile relativa al collegamento stradale dello stesso comune con il fondovalle "? tenendo presente che lo stesso dovrà prendere in seria considerazione, oltre ai costi a lungo termine, anche le prospettive di sviluppo della comunità locale nei prossimi 50 anni".

Si parla di costi, perché con l’interpellanza che ricordavo all’inizio di intervento e che abbiamo discusso nella scorsa seduta, l’Assessore ha reso noto quali sono stati gli impegni finanziari assunti, pari a 36.700 milioni, e gli impegni finanziari programmati fra il 2002 e il 2003, che assommano a 40.110 milioni.

Allora un'analisi che ci sembra logica e condivisibile, la cui origine è maturata presso gli abitanti di Cogne, è questa: sollecitiamo la Regione, prima di fare delle spese ingenti di questa portata, ad individuare una soluzione ideale, ottimale, di collegamento con il fondovalle che garantisca la sicurezza della percorribilità da parte di chiunque: residenti e turisti.

È questo il fine della mozione: sollecitare alla Giunta regionale questa attenzione; attenzione che, ripeto, è maturata in sede comunale, che noi abbiamo valutato assolutamente condivisibile e che oggi sottoponiamo all’attenzione del Consiglio Valle.

Vorremmo evitare che venissero effettuate ingenti spese, quindi un dispendio di risorse considerevole con tutti i problemi che ne possono conseguire, e inoltre che si facessero scelte frutto di approssimazione o di improvvisazione, come peraltro, così ci è stato segnalato, si è verificato anche questa settimana. Mi riferisco ad orari di apertura che erano stati indicati su cartelli fatti a mano, non si sa bene se ci fosse un'ordinanza di chiusura, o di gestione dei passaggi delle autovetture, sappiamo che ci sono state code chilometriche perché la gente voleva rientrare e ha dovuto aspettare fino a 4 ore; insomma disagi che si sono accresciuti anche a causa della presenza di alcuni speroni di roccia che, nonostante la brillatura di quel masso di 3.500 metri cubi, sono ancora in quota, sono prossimi a cadere.

Sono state fatte operazioni tecniche che hanno lasciato qualche perplessità, come ad esempio l’utilizzo di un elicottero con la classica tanica d’acqua che si utilizza per spegnere gli incendi boschivi che è stata scaricata con violenza su uno di questi massi ancora lì abbarbicati sulla montagna, nell'intento di effettuare il disgaggio, ma ciò non è riuscito e c’è stata un po' di confusione nei lavori.

Qui la responsabilità non si riesce mai bene ad individuare se sia della Regione, del Comune o della ditta che effettua i lavori.

È un frammento di cronaca che mi permetto di inserire nell'illustrazione di questa mozione, probabilmente l’Assessore lo conosce oppure sarà in grado di tranquillizzare, oltre a chi sta esponendo tale mozione, anche coloro che attendono risposte concrete da parte della pubblica amministrazione.

Quali sono gli obiettivi di questo studio? I collegamenti con il fondovalle: è naturale che il fondovalle al quale può essere naturalmente collegato Cogne, è quello di Aymavilles, però non si esclude neanche l’ipotesi di un collegamento tramite galleria con Pila.

Qualche ipotesi un po' più ardita parla di collegamento con il fondovalle del vicino Piemonte, non si può escludere nulla, oggi la tecnologia permette tutto e ancora di più. Ecco perché chiediamo uno studio comparato.

Sosteniamo l’idea che uno studio comparato sia in questo momento doveroso prima di investire risorse, soprattutto per dare risposte concrete in termini di sicurezza e di efficienza a cittadini che giustamente la chiedono.

Concludo qui l’illustrazione e attendo le osservazioni di colleghi e dell’Assessore.

Si dà atto che, dalle ore 20,13, presiede il Vicepresidente Lattanzi.

PresidenteLa discussione generale è aperta.

La parola al Consigliere Cuc.

Cuc (UV)Ho seguito attentamente l’illustrazione della mozione da parte del Consigliere Tibaldi e sicuramente alcune affermazioni possono essere condivise soprattutto quando si parla di pericolosità di questa strada, quando si parla di un territorio comunque difficile. Sicuramente non si tratta solo della situazione della Valle di Cogne, ma probabilmente è una situazione generalizzata in tutta la Valle d’Aosta.

Farei una piccola storia di questa strada che per ovvie ragioni conosco. Direi che negli anni ’70 e ’80 uno dei problemi principali di questa strada di questa valle, era legato alla messa in protezione della strada, appunto, per il pericolo rappresentato dalle valanghe. In questi anni l’ANAS, che gestiva la strada e ne era proprietaria, era intervenuta con la costruzione di alcuni paravalanghe, quello di Beligny, Cretaz Zerva a valle di Vieyes e a monte con i paravalanghe della Lays, del Ronc, La Nouva, del Cheuseret, del Lexert. Tutte queste protezioni in questi anni sono state importanti per garantire la sicurezza per quel che riguarda la caduta di valanghe.

Sottolineo che nell’ottobre scorso queste opere sono state fondamentali per salvare un tre-quattrocento metri di strada in vari punti, soprattutto a valle di Vieyes, a Cretaz Zerva e a monte del vallone del Ronc in quanto in questo caso hanno assolto la funzione non di paravalanghe, ma di paramassi.

Dal 1994 la Regione diventa proprietaria di questa strada, quindi ne assume anche la gestione, classificandola poi in regionale n. 47. Sin da subito sono iniziati interventi importanti di manutenzione, ma soprattutto di programmazione per migliorare la sicurezza di questa strada tenendo conto anche dell’aumento del traffico dovuto a tanti fattori: sicuramente il traffico turistico, esigenze diverse da parte della popolazione, abitudini diverse in generale. Ricordo che venti anni fa, quando c’erano 30-40 centimetri di neve in inverno, non si andava a Cogne il sabato sera. Oggi con le auto quattro per quattro, i fuoristrada, con 60 centimetri i ragazzi, i giovani, salgono a Cogne e chiaramente i pericoli in questi casi aumentano.

Dicevo, quindi, programmazione e inizio di lavori, completamento di queste protezioni con la costruzione di paravalanghe in località La Pesse che partirà l’anno prossimo (queste sono opere programmate ancora prima dell’alluvione), l’allargamento della strettoia di Vieyes e poi l’allargamento al chilometro 6,7 al piano del Pondel che è stato sospeso proprio perché in direzione del famoso masso fatto brillare nei giorni scorsi.

Apro una parentesi, direi che questa operazione ha tolto un peso, un grande pericolo sia per gli utenti della strada di Cogne, ma anche per la popolazione del Pondel: sono 40-50 persone che vivevano con una tensione alta, e direi anche che è giusto segnalare come questo tipo di operazione sia stata eseguita in modo esemplare e abbia dato dei risultati ottimi, al di là dei risvolti di questa settimana, che sono legati a un disgaggio, ad una sistemazione a monte e ripulitura della carreggiata. L’intervento dell’elicottero non era per disgaggiare, ulteriormente, era solo per pulire dalla terra, e sarà poi l’Assessore che vi spiegherà meglio.

A seguito di tutti questi smottamenti e caduta di massi vari in tanti punti della strada, l’Amministrazione ha incaricato una società svizzera esperta in materia, la CREALP, che in collaborazione con i tecnici regionali ha redatto uno studio, una carta dei potenziali rischi e punti di intervento segnalando comunque priorità e modalità di intervento.

Questo programma di lavori è iniziato seguendo le indicazioni date e, a seguito degli eventi dell’ottobre scorso, questo piano è stato integrato e tutti gli interventi programmati sono stati presentati a Cogne dall’Assessore Vallet e dal Presidente Viérin, all’Amministrazione Comunale, gli abitanti di Cogne con una riunione pubblica il 28 febbraio scorso, precisando in quella sede i tempi di realizzo di ogni singolo intervento e rispondendo già in quella sede sulle responsabilità, sulle conseguenze, sulle modalità di intervenire nel più breve tempo possibile sulla regionale n. 47.

La proposta alternativa di questi ultimi tempi da parte di un gruppo di "Cogneins", che hanno manifestato, hanno proposto di costruire un tunnel stradale verso Pila, di collegamento con Pila, è giustamente da tenere in considerazione. A mio modo di vedere dobbiamo però essere realistici e soprattutto confrontare i costi, cosa importante, e gli eventuali tempi di realizzo di una galleria che ha una lunghezza di circa 7 chilometri.

Un elemento di valutazione che mi permetto di fare è questo: anche nell'ipotesi migliore che oggi noi avessimo la disponibilità finanziaria per realizzare quest’opera, che a spanne possiamo quantificare in 200-250 miliardi, che domani mattina teoricamente i progetti fossero pronti e fossimo pronti ad iniziare i lavori, potremmo comunque ipotizzare un 5-6 anni per realizzare il tutto.

La domanda che mi faccio è semplice: in questi 5 o 6 anni i "Cogneins", i turisti, noi tutti, cosa facciamo per andare a Cogne? Ci mettiamo un casco in testa e speriamo in qualche santo protettore? È quindi evidente la necessità di proseguire con gli interventi di messa in sicurezza della strada attuale che sono programmati in tempi più che ragionevoli.

Una valutazione che è sicuramente importante è la questione relativa alle prospettive di sviluppo della comunità di Cogne nei prossimi cinquant’anni, così come citato dalla mozione, riprendendo la delibera del Consiglio comunale di Cogne. Sono convinto che la soluzione per l’accesso viario a Cogne deve essere mantenuta con la situazione attuale, ovvero collegamento di fondovalle con Aymavilles, con tutti gli interventi programmati e aggiungo anche l'importante deviazione programmata per evitare la zona uno, (vedo che il collega Tibaldi ha esaminato puntualmente lo studio CREALP) con la costruzione di una galleria di circa 700 metri in località Chevril, un nuovo paramassi in località Grand Bois, completando in buona sostanza le indicazioni fornite dallo studio CREALP.

Cogne ha un'esigenza importante per la stagione invernale e mi sembra che questa mozione sia legata anche a questo aspetto. Sono alcuni anni che si parla di collegamento con la stazione di Pila; personalmente sono convinto che tenendo conto delle priorità che la Valle d’Aosta, che questa Amministrazione ha nel completamento della ricostruzione post alluvione, oggi la situazione della società di gestione degli impianti di Pila e la volontà manifestata dalle Amministrazioni comunali interessate di Cogne, di Gressan, di Charvensod, di Jovençan e di Aymavilles, che già si sono incontrate e confrontate, porteranno sicuramente a uno sviluppo di tutto il comprensorio, un ragionamento di comprensorio intero che ruota attorno a Pila.

Da una parte la stazione di Cogne può offrire alcune migliaia di posti letto, dall’altra parte per Pila è fondamentale garantirsi presenze durante i giorni settimanali in modo da giustificare nuovi investimenti in eventuali impianti di risalita.

Credo che negli ultimi anni il settore nord est della Valle d'Aosta, Monterosa Ski per esempio, ha rinnovato e potenziato il settore con importanti interventi economici; probabilmente esistevano le condizioni per poter intervenire.

Oggi sul comprensorio dei cinque Comuni che ho citato, esistono le condizioni per programmare seriamente e compatibilmente con le disponibilità finanziarie necessarie, intervenire, dando così risposte concrete anche alle aspettative della comunità di Cogne.

Tornando alla mozione, se ci sarà l’impegno da parte della Giunta di effettuare questo studio comparato, credo che sarà questo un elemento in più, una possibilità di confronto aggiuntiva, anche se personalmente ho già espresso la mia posizione al riguardo degli interventi da eseguire.

PresidenteSe nessun altro chiede la parola, dichiaro chiuso il dibattito generale.

La parola all’Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Vallet.

Vallet (UV)Il Consigliere Tibaldi ha fatto un'illustrazione molto puntuale e dettagliata della situazione nella strada regionale di Cogne; si tratta di problematiche certamente note, perlomeno al sottoscritto, evidenziate in modo molto puntuale nello studio CREALP; situazioni acuite dall’evento alluvionale del mese di ottobre 2000.

Diverse iniziative consiliari hanno avuto ad oggetto la strada regionale di Cogne e ho già avuto modo in quest’aula, a più riprese, di illustrare quanto è stato fatto, quanto abbiamo in programma di fare.

Una sintesi della programmazione delle opere l’abbiamo inviata al Comune di Cogne qualche settimana fa e copia della relazione l'avevo consegnata al Consigliere Tibaldi. Quindi, non credo sia il caso adesso di entrare nel dettaglio della questione.

La mozione chiede alla Giunta di "? procedere in tempi rapidi all’effettuazione di uno studio comparato finalizzato ad individuare la migliore soluzione possibile?".

Rispetto a questa questione, come ha ricordato opportunamente il Consigliere Cuc, il Presidente della Giunta, il sottoscritto - erano presenti anche alcuni consiglieri regionali fra cui Cuc e Lattanzi - abbiamo partecipato ad un'assemblea pubblica il 28 febbraio scorso nel Comune di Cogne.

In quella occasione abbiamo illustrato nel dettaglio il programma delle opere previste per la messa in sicurezza della strada regionale n. 47 e abbiamo preso impegno di provvedere alla realizzazione di questo studio perché riteniamo sia necessario avere a disposizione dei dati che ci consentano di orientare al meglio gli investimenti da fare.

Questo studio credo debba mettere a confronto delle soluzioni e analizzare comparativamente gli aspetti di tipo economico-gestionale, di sicurezza, valenza tecnica, sviluppo della comunità locale in tempi medio-lunghi e proporre quindi un'analisi costi/benefici con riguardo ai costi di costruzione, di gestione, di manutenzione, dei benefici economici, andando a proporre questo discorso per diverse soluzioni che sono possibili, tra cui anche la realizzazione di un tunnel in galleria naturale verso la stazione di Pila.

Quindi, rispetto a questo problema, che è poi il nocciolo della mozione, l’impegno lo abbiamo preso tre mesi fa, lo ribadiamo in questa sede e la mozione altro non fa che riproporre una questione rispetto alla quale già siamo impegnati.

C’è un aspetto - rispetto al quale ha detto qualcosa il Consigliere Cuc - che credo sia comunque importante sottolineare ed è quello della volontà della Giunta di proseguire immediatamente senza sospendere l’attuazione del programma che abbiamo predisposto perché in ogni caso, ammesso che si creino un giorno le condizioni per ipotizzare la realizzazione del tunnel stradale verso Pila, questo richiederà tempi lunghi e non è ipotizzabile che, rispetto alle questioni così puntualmente evidenziate dallo studio CREALP, noi stiamo con le mani in mano ad aspettare che i massi rotolino a valle.

Per cui, rispetto alla mozione, avendo noi preso già questo impegno, chiedo ai proponenti di ritirarla, in caso contrario ci asterremo.

Prima di concludere, voglio fare un breve accenno all'operazione che è stata compiuta la settimana scorsa perché non mi sono piaciuti alcuni termini usati dal Consigliere Tibaldi nel ricordare degli inconvenienti che ci sono stati nelle giornate di sabato e domenica. Non si è trattato di improvvisazione, si è trattato invece di un intervento programmato nel dettaglio che è riuscito sicuramente bene, ha prodotto gli effetti che ci si attendeva senza arrecare danni ulteriori, il che non è stato semplice.

Evidentemente l’operazione non si è conclusa come avevamo sperato con l’esplosione di giovedì mattina. Alcuni speroni di roccia sono rimasti in parete. Posso dire adesso al Consigliere Tibaldi che questa mattina la parete è stata completamente ripulita, quindi non ci sono più problemi in parete.

Nella giornata odierna si è provveduto alla pulizia della parete sottostante e in questi minuti la strada dovrebbe essere riaperta in modo definitivo. Questo per dire due parole di stima verso i tecnici e gli operatori che hanno portato a termine un'operazione molto difficile e complessa che ha consentito di risolvere una situazione molto difficile e per la strada e per l’abitato di Pondel.

PresidenteLa parola al Consigliere Tibaldi per dichiarazione di voto.

Tibaldi (FI)Prendo atto delle ultime affermazioni dell’Assessore con soddisfazione perché se questa mattina si è completata la rimozione degli ultimi massi, degli speroni che erano lì e incombevano su quel tratto di strada, per cui da domani potrà essere agibile, è già un risultato che, come era programmato, viene rispettato. Ciò non vuol dire però che non rimanga l’interrogativo come proteggere la strada di Cogne nel suo complesso dalle frane e dalle valanghe che gravano su di essa. Mi pare di capire che sotto un profilo di analisi sostanziale ci sia una convergenza di punti di vista e questo non può che farci piacere.

Volevo fare alcune precisazioni. La prima in merito a un'affermazione che ha fatto il collega Cuc. Non abbiamo mai detto che non ci sia l'inderogabile necessità di realizzare quelle opere che sono classificate nella cosiddetta "priorità uno", cioè quelle che sono finalizzate alla messa in sicurezza minima della strada; questo è anche contenuto in maniera esplicita in un passaggio della mozione.

Diciamo in aggiunta che è necessario fare uno studio approfondito e comparato su quella che è la soluzione ottimale. Peraltro siamo convinti che nel rapporto costi/benefici e sicurezza la soluzione ottimale sia proprio quella del collegamento fra Cogne e Aymavilles, ma questo non impedisce di fare uno studio approfondito. Si tratta di una situazione di emergenza che può essere classificata come priorità rispetto ad altre, quindi non vedo la necessità di negare uno studio richiesto e voluto da buona parte della popolazione di Cogne come peraltro è stato detto sia dal Consigliere Cuc sia dall’Assessore Vallet e approfondito nel dibattito pubblico che c’è stato a Cogne il 28 febbraio.

L’Assessore dice però una cosa che mi sento di contraddire; non sono io che lo contraddico per schieramento politico avverso, ma sono i fatti a dirlo. Se tre mesi fa voi aveste già manifestato questa intenzione, il 13 maggio dalle urne non sarebbero uscite 170 schede con la scritta "strada sicura". La protesta c’era, ed è tuttora rivolta agli amministratori pubblici per chiedere loro delle risposte più chiare. Se tre mesi fa, come dice l’Assessore, ci fosse stata un'intenzione chiara e manifesta, la protesta non ci sarebbe stata. Mi pare che non sia Tibaldi a dirlo, ma siano 170 cittadini che abbiano detto: "Cari amministratori dateci una strada sicura".

Evidentemente questo problema permane anche oggi, forse ha una minore intensità perché nella zona di Pondel ci sono metri cubi pericolanti in meno che incombono su quel tratto di sedime stradale o su quel villaggio, tuttavia il piano di intervento globale su questa strada deve essere ancora affrontato in maniera consistente.

Sull’invito a ritirare la mozione, Assessore, non può dire: "Già fatto" perché non è già stato fatto. Si può fare di più, questo riprende anche il motivo di una famosa canzone, si può fare e allora se si può fare, facciamolo perché ad oggi non esiste alcun atto amministrativo o documento che certifichi questa volontà in maniera formale.

Oggi l’Assessore e il Consigliere Cuc dicono: "Sì, si può fare". Siamo contenti che ci sia una convergenza di idee e di pensiero su questo problema, però è solo una manifestazione di intenti.

Se il problema che costituisce la mozione è una questione di primogenitura, Assessore, siamo lieti di ritirare la mozione e lasciare a voi la primogenitura a una condizione: che arriviate qui con un documento, ce lo proponiate e lo votiamo. Ma non domani, adesso, altrimenti che senso ha farlo?

Se questa mozione riprende i passaggi, e mi pare che li riprenda, in maniera obiettiva e scevra di strumentalizzazioni politiche, di quella che è la situazione esistente in Cogne, in particolare sulla strada n. 47, non capisco perché non si possa votarla o emendarla. Altrimenti proponete un documento alternativo, ne avete la facoltà, però affrontiamolo in maniera formale anche in questa sede. Da parte nostra non c'è alcun problema, visto che c’è una convergenza di intenti; viceversa sembrerebbe voler solo mortificare un'iniziativa che viene portata in quest’aula da un gruppo consiliare con estrema obiettività e senza alcuna strumentalizzazione o pretesto particolare e che voi respingete.

L’Assessore sa benissimo che il problema della strada non si risolve solo con il brillamento del masso di Pondel. La strada ha due pareti rocciose lungo tutto il tracciato, che sono fortemente instabili, dalle quali grosse quantità di roccia possono rotolare a valle da un momento all’altro.

La situazione del paese è particolarmente grave perché il paese vive nell’isolamento. Il ragionamento che ci ha fatto il Consigliere Cuc è suggestivo: che tutto quel comprensorio ruoti domani intorno al domaine skiable di Pila sarà anche una bella idea, però penso che Cogne voglia difendere una sua peculiarità non solo geografica, ma anche turistica e alpina.

Il fatto che ci sia stato un accordo di massima fra i Comuni di Aymavilles, di Gressan, di Jovençan e di Cogne stesso, non deve fare dimenticare che i "Cogneins", che il Consigliere Cuc conosce molto meglio di me, orgogliosi di una loro autonomia particolare dovuta forse alla distanza che hanno rispetto al fondovalle, vogliano continuare a conservarla in virtù di un collegamento con il fondovalle che però sia garantito e sicuro. Garanzia e sicurezza che possono solo arrivare dalla Regione, vuoi per il fatto che la strada n. 47 è regionale, vuoi per il fatto che le risorse necessarie possono pervenire solo da un ente come la Regione.

Assessore, per concludere, non ritiriamo la mozione, la manteniamo così a meno che da parte vostra non ci sia una proposta concreta e una proposta concreta significa: "Verba volant, scripta manent" e così concludo.

PresidenteLa parola al Consigliere Curtaz per dichiarazione di voto.

Curtaz (PVA-cU)Brevemente annunciamo il nostro voto favorevole alla mozione del gruppo di Forza Italia.

In occasione dello scorso Consiglio abbiamo noi stessi sollevato attraverso un’interpellanza il problema della sicurezza della strada di Cogne come l’Assessore ricorderà.

Avevamo avanzato nel corso della discussione delle proposte che definirei per certi versi analoghe a quelle che sono oggetto della mozione odierna.

Ci sembra che lo studio richiesto possa essere un contributo utile alla soluzione definitiva di un problema che è all’ordine del giorno; gli interventi che si stanno facendo dimostrano che il problema c’è, deve essere risolto.

È ovvio che gli interventi urgenti e necessari debbano essere fatti, ma lo studio che la mozione richiede a me non sembra che sia in contraddizione con gli interventi che si stanno facendo; mi sembra un di più che è tutto sommato condivisibile.

PresidentePongo in votazione la mozione in oggetto:

Consiglieri presenti: 28

Votanti e favorevoli: 5

Astenuti: 23 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lavoyer, Louvin, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Vallet, Viérin D. e Viérin M.)

Il Consiglio non approva.