Oggetto del Consiglio n. 352 del 28 gennaio 2004 - Resoconto
OGGETTO N. 352/XII - Liquidazione degli arretrati dell'assegno vitalizio per gli ex combattenti. (Interrogazione)
Interrogazione
Vista la lettera del 30 maggio 2003 con cui il Presidente della Regione e l'Assessore alla Sanità comunicavano a numerosi esponenti del movimento partigiano che, nel mese di luglio 2003, sarebbe stato liquidato il vitalizio mensile per gli ex-combattenti previsto dalla normativa regionale con gli arretrati per il periodo dal 21 agosto 2002 al 30 giugno 2003, pari a complessivi 355,67 euro;
Rilevato che gli arretrati non sono stati liquidati e che ciò ha determinato la protesta di numerose persone nonché delle loro associazioni;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
la Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:
1. per quali motivi non sono stati liquidati gli arretrati dell'assegno vitalizio per gli ex combattenti previsti dalla normativa regionale;
2. quali iniziative sono state assunte per rimediare ad una situazione che ha creato diffuse proteste.
F.to: Riccarand
Président - La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Fosson.
Fosson (UV) - Con riferimento all'interrogazione del Consigliere Riccarand, informo che al momento attuale le maggiorazioni a favore degli ex combattenti e delle altre categorie concesse sono 1.306 e sono state autorizzate con tre distinte deliberazioni della Giunta regionale: la n. 1928 del 19 maggio 2003, per cui il primo pagamento è avvenuto il 28 maggio 2003; la seconda n. 2519 del 23 giugno 2003, il primo pagamento è avvenuto il 28 giugno 2003; la terza n. 3197 del primo trimestre 2003 e il pagamento è avvenuto il 28 settembre dello stesso anno.
In relazione ai suoi interrogativi, posso dire che tutti i beneficiari degli arretrati sono stati pagati e precisamente, per quanto riguarda i beneficiari compresi nelle prime due deliberazioni della Giunta regionale, gli arretrati sono stati liquidati con il pagamento della mensilità di luglio; per i restanti, gli arretrati sono stati liquidati contestualmente al primo pagamento avvenuto con la mensilità di settembre.
Bisogna però ricordare che - e forse il problema nasce tutto di qui -, a seguito della legge n. 336/1970, esistono due leggi regionali: la prima del 7 agosto 2002, n. 17, la cui decorrenza del beneficio parte dal 21 agosto 2002, che prevede come beneficiari esclusivamente gli ex combattenti e non altre categorie, le quali invece erano state previste dalla seconda legge regionale: la legge regionale n. 15 del 28 aprile 2003. Questa seconda legge regionale, che allarga le categorie dei beneficiari non solo più agli ex combattenti, ma anche ai partigiani, le vedove, eccetera, ha una decorrenza diversa dalla prima legge. La decorrenza infatti del beneficio per queste categorie allargate è dal 21 maggio 2003, per cui gli arretrati non sono uguali per gli ex combattenti e per le altre categorie, perché diverse sono le leggi e le decorrenze dei termini; un ammontare di euro 355 di arretrati indicato nella lettera del Presidente della Regione e dell'Assessore alla sanità, che lei cita del 30 maggio 2003, è attribuibile dunque esclusivamente agli ex combattenti e non agli esponenti del movimento partigiano cui fa riferimento lei.
Vi è stato purtroppo un errore, questo è vero: la lettera di cui lei parla è stata erroneamente inviata non solo agli ex combattenti, ma anche ai partigiani e da qui nasce in seguito a questo errore questa confusione. Tutti gli appartenenti al movimento partigiano hanno ricevuto questi arretrati, però gli arretrati decorrono dal mese di maggio 2003 e non dall'agosto 2002, per cui purtroppo gli arretrati sono solo di 12 euro per queste seconde categorie, che li hanno ricevuti già; purtroppo, erroneamente, aspettavano un altro importo, ma questo era riferito alla prima legge e non alla seconda.
Si dà atto che dalle ore 9,59 presiede il Vicepresidente Lanièce.
Presidente - La parola al Consigliere Riccarand.
Riccarand (Arc-VA) - Prendo atto delle informazioni e delle spiegazioni, però il problema permane perché si tratta di una disparità di trattamento che non ha giustificazione, cioè si tratta di un errore di formulazione della seconda legge, per cui non è stata prevista la decorrenza, come doveva essere, analoga a quella degli ex combattenti. Sul piano del principio, non è accettabile che vi siano certe categorie per cui viene riconosciuta una decorrenza di un anno prima e gli altri un anno dopo, tanto più questo non è accettabile in presenza di una comunicazione, trasmessa ufficialmente a tutti gli ex partigiani che avevano fatto domanda, in cui si diceva che avevano diritto a degli arretrati a partire dal luglio 2002.
Credo quindi che, trattandosi di importi che, sebbene modesti, hanno un significato materiale, ma anche simbolico e di principio di notevole importanza, la Giunta dovrebbe preoccuparsi di sanare questa situazione con un provvedimento "ad hoc", in modo che i partigiani vengano messi sullo stesso piano degli ex combattenti. Credo che, alla prima occasione di una manovra finanziaria, questa cosa vada fatta. Dal punto di vista dell'importo finanziario, si tratta di poca cosa ma, dal punto di vista del principio, si tratta della correzione di un errore che è stato fatto, perché l'intenzione, come dimostra la lettera (inviata a firma del Presidente e dell'Assessore), non era quella di trattare in modo diverso queste due categorie.
