Oggetto del Consiglio n. 169 del 30 novembre 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 169/IX - DISEGNO DI LEGGE: "MODIFICAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 28 GIUGNO 1982, N. 16, RECANTE LA COSTITUZIONE DELLA SOCIETÀ' FINANZIARIA REGIONALE PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELLA REGIONE VALLE D'AOSTA".
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare l'Assessore alle Finanze Voyat, ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.):La legge n. 16 del 28 giugno 1982 all'art. 2 prevede che la FINAOSTA può finanziare società che abbiano sede legale e prevalente attività nel territorio regionale della Valle d'Aosta. Questo articolo aveva già creato dei problemi in passato, in quanto società che avevano la sede legale non in Valle d'Aosta avevano rinunciato a creare degli stabilimenti in Valle d'Aosta. Comunque ora c'è una tendenza da parte delle piccole e medie industrie a consorziarsi con altre imprese più grandi in previsione dell’applicazione dell'atto unico per la libera circolazione delle merci in Europa, che dovrebbe entrare in funzione al 11 gennaio ?93.
La prima società che si trova in questa situazione, avendo già fatto una fusione con la Dreher il 15 giugno di quest'anno, è la società SIB di Pollein. Questa società aveva già avuto degli interventi tramite la FINAOSTA. Un primo intervento nell'83 di circa 5 miliardi, un secondo intervento nell'85 per 700 milioni, un terzo intervento che prevedeva dei finanziamenti nell'87 per 1.500 milioni che sono già stati erogati, un secondo intervento di 3 miliardi per 1’88, un terzo intervento di un miliardo e mezzo nell'89. Come dicevo, al momento l'unico contributo erogato è quello del 1987 per un miliardo e mezzo, ma evidentemente per effetto della legge n. 16 art. 2 la FINAOSTA ha chiesto il rientro di questa parte già erogata e la sospensione dell’applicazione degli altri mutui.
E' per questo che abbiamo presentato questo emendamento che dovrebbe soprattutto tenere in considerazione, almeno per il momento, la situazione della SIB, la quale, pur applicando questa nuova legge che stiamo presentando in Consiglio regionale, darebbe sempre dei vantaggi all'Amministrazione regionale, in quanto l'imposta di fabbricazione, anche avendo un domani la società la sede legale fuori dalla Valle d'Aosta, sarebbe sempre versata nel posto di produzione, quindi in Valle d'Aosta. E con questo, per effetto della legge 690, l'Amministrazione regionale avrebbe un introito dal 1988 di circa 20 miliardi.
Inoltre, se prendiamo i dati dell’87, la SIB ha versato come IRPEF 900 milioni circa e circa 50 milioni di IRPEG. Per effetto dell'applicazione di questa legge che andiamo a proporre, questi introiti l'amministrazione regionale non li avrebbe più, e quindi questi 950 milioni tra IRPEF e IRPEG non sarebbero introitati dall’Amministrazione regionale. Dobbiamo comunque tenere in considerazione che la SIB ha avuto nel 1987 un rimborso di IVA di 350 milioni, quindi per effetto della nuova legge il mancato introito dell'Amministrazione regionale sarebbe di circa 600 milioni. Dicevo "sarebbe" in quanto la legge 690 prevede comunque all'art. 6 la possibilità per l'amministrazione regionale di introitare tutte quelle imposte versate dalle società che operano in Valle d'Aosta e versano i loro tributi al di fuori del territorio valdostano.
A questo proposito devo anche dire che ultimamente abbiamo avuto un incontro con i responsabili della Commissione per l'applicazione dell'art. 6 e precisamente col dottor De Leo e il dottor Chimenti del Ministero del Tesoro, i quali ci hanno garantito che a inizio gennaio la Commissione si sposterebbe in Valle d'Aosta per alcuni giorni per trattare l'applicazione dell'art. 6 e dell'art. 8 della 690.
Come dicevo, la Giunta ha accettato di presentare questa legge e non una legge precisa che riguardi solo la SIB, ma tutte le società che si trovassero nella stessa situazione della SIB che abbiano più di 50 dipendenti, in quanto ci sarebbe sempre interesse per l'Amministrazione regionale. Dobbiamo ricordare che la SIB in particolare, in quanto la legge dovrebbe interessare immediatamente questa azienda, secondo il suo programma, investirebbe circa 22 miliardi e darebbe all'Amministrazione regionale un introito sull'imposta di fabbricazione della birra nel 1989 di oltre 20 miliardi, nel '90 di 22 miliardi e 200 milioni, nel ?91 di 22 miliardi e 800 milioni, nel ?92 di 23 miliardi e 600 milioni.
Bisogna anche dire che la SIB sta acquistando altri terreni, a detta del responsabile della Dreher di Milano, perché vogliono ampliare ancora lo stabilimento e evidentemente sono disposti a presentare poi dei programmi per arrivare alla produzione di 900.000 ettolitri/anno, il che porterebbe l'imposta di fabbricazione a oltre 40 miliardi all’anno. Oltre questo, evidentemente, l’interesse dell'Amministrazione regionale sarebbe quello di poter mantenere lo stabilimento in Valle d'Aosta anche per il fatto dell'occupazione, perché se andiamo a vedere nel 1983 la SIB aveva 160 dipendenti fissi e 42 stagionali per un totale di 202 dipendenti; nel 1988, per effetto anche dei finanziamenti erogati dalla FINAOSTA, i dipendenti fissi sono stati 172 e 65 stagionali per un totale di 237 dipendenti.
Preciso che la Commissione ha proposto un emendamento accettato dalla Giunta, dove si dice che dopo "breve autorizzazione della Giunta regionale" siano aggiunte le seguenti parole: "sentito il parere della Commissione consiliare competente".
PRESIDENTE:E' aperta la discussione generale. Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND (N.S.):Il nostro giudizio su questo disegno di legge è di forte perplessità, nel senso che ci sembra andare completamente contro corrente rispetto all'impostazione che in tutti questi anni è stata data al problema della sede legale. Per anni c'è stata una insistenza notevole da parte dell'Amministrazione regionale, con anche una serie di provvedimenti normativi, per fare in modo che ci fosse il trasferimento della sede legale di società che avevano sede fuori Valle d'Aosta in Valle d'Aosta, sia per i risvolti che questo poteva avere a livello di riparto fiscale di introiti della Regione, sia evidentemente per una maggiore possibilità di controllo sugli investimenti e una maggiore facilità nelle relazioni industriali.
In questo senso io ricordo che la battaglia principale è stata quella di trasferire la sede della Deltacogne in Valle d'Aosta, battaglia che si è conclusa poi lo scorso anno e che praticamente avrà la sua realizzazione nel 1988 e che darà i suoi frutti sul piano finanziario, io penso, già negli introiti del 1989.
Questo disegno di legge va a contraddire e a rovesciare tutta questa impostazione, che è un'impostazione di fondo. Partendo dal caso specifico della SIB, che è un caso evidentemente delicato, importante, noi andiamo a rovesciare tutta una impostazione per cui anche gli stabilimenti della Olivetti che sono venuti in Valle d'Aosta hanno dovuto prendere sede legale in Valle d'Aosta, collegarsi a una società affiancata all'Olivetti, cioè assumere tutta una serie di accorgimenti giuridici perché comunque ci fosse sede legale in Valle d'Aosta. Io non riesco a capire perché anche in questo caso nei confronti del Gruppo Dreher non si vada a ricercare una soluzione di questo genere, cioè la realizzazione in Valle d'Aosta di una consociata, di una società collegata Dreher-Valle d'Aosta, chiamiamola come vogliamo, che evidentemente ha sede legale in Valle d'Aosta e che quindi ha tutte quelle caratteristiche che sono previste dall'attuale legislazione.
E' evidente che ci sono dei risvolti molto pericolosi in questo disegno di legge: lo ha già detto l'Assessore alle Finanze, nell'immediato perdiamo l'imposta sui redditi perché non viene versata dalle società che non hanno sede legale in Valle d'Aosta. Questo è un dato di fatto: i 9/10 non verrebbero incassati dalla Regione. E' possibile un recupero, però questo è del tutto teorico, nel senso che questa possibilità di recupero esiste dal 1981, ma finora non è mai stata attuata. Del resto questa possibilità di recupero legata all'art. 6 è poi compensata anche dall'applicazione dell'art. 8 che quindi ci farà perdere altri introiti. Si tratta perciò di un meccanismo complesso, non in funzione attualmente e piuttosto delicato rispetto ai nostri risvolti finanziari. Quindi sicuramente sotto quell'aspetto c'è una perdita che nel caso di questa azienda può evidentemente avere un carattere ancora limitato, ma che se poi si estende a macchia d'olio e riguarda altre aziende ancora più grosse evidentemente comporterà un danno finanziario notevole.
D'altra parte c'è anche un discorso di controllo sugli investimenti, per cui la sede legale in Valle d'Aosta ha un significato anche perché permette un maggiore controllo sull'utilizzazione di determinati investimenti, determinati impegni finanziari che vengono erogati dall'Amministrazione regionale. Evidentemente è molto più facile controllare, avere rapporti con una società che ha sede legale in Valle d'Aosta rispetto a una multinazionale che evidentemente ha sede, come nel caso della Dreher, a Popoli in Abruzzo, oppure da altre parti. Quindi sotto questo aspetto ci pare negativo.
Siccome abbiamo la possibilità di erogare ingenti finanziamenti e di contrattarne con le aziende l'erogazione, credo che questa clausola, che era stata posta in passato della sede legale in Valle d'Aosta, debba a mio avviso essere mantenuta. Credo ad esempio che nel caso della Dreher la sua perplessità nel trasferire la sede legale in Valle d'Aosta derivi dal fatto che la sua sede legale attualmente in Abruzzo gli consenta di accedere ai finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno; quindi mi sembra che ci sia anche un meccanismo piuttosto strano per cui la stessa azienda da una parte vuole utilizzare i fondi della Cassa del Mezzogiorno, o comunque dei finanziamenti che ci sono per lo sviluppo del sud, e nello stesso tempo vuole poi utilizzare i fondi della Regione Autonoma Valle d'Aosta, magari con lo stesso numero di dipendenti.
Mi sembra che siano artifici a cui noi non possiamo prestarci. L'emendamento che è stato presentato a mio avviso non risolve nulla, nel senso che il fatto che venga sentito il parere della Commissione va anche bene, però non modifica il senso della legge che contraddice tutta l'impostazione che abbiamo dato finora; anzi, era stato proprio un elemento caratterizzante nella sua battaglia politica fatta per anni che adesso viene con troppa superficialità liquidata.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.):In effetti l’Assessore ha insistito sulle caratteristi che finanziarie, produttive, occupazionali della Dreher, come se oggi dovessimo affrontare soltanto quel problema. E' vero che lo spunto per questa variazione della legge nasce dal caso Dreher-SIB, però la norma ha un carattere di deroga che viene esteso teoricamente a tutte le altre possibili iniziative. In effetti, per anni in questo Consiglio si è sostenuto che era impossibile per esempio intervenire a favore della Deltacogne, perché era molto difficile controllare i bilanci e verificare dove effettivamente andavano a finire i finanziamenti regionali di un'azienda che aveva il cervello fuori dalla Valle d'Aosta. Qui, ad anni di distanza, giungiamo alla conclusione che è possibile in sostanza finanziare qualunque azienda dovunque abbia la sede legale, purché in Italia, anche quando si tratti di multinazionali che hanno una sede in Italia, ma hanno il cervello addirittura in Europa o negli Stati Uniti.
Io voglio soltanto dire questo per sottolineare l'importanza del provvedimento che non è limitato ad un unico caso, ma individua una politica diversa rispetto al passato. In questo senso vorrei sapere dall'Assessore come viene attualmente interpretato l'ultimo comma dell’art. 2 della legge 16 che parla di parametri di piccole e medie imprese. Se la General Electric chiede di assorbire una piccola fabbrica di componenti elettronici presente in Valle d'Aosta e chiede questi finanziamenti, consideriamo per la dimensione dell'impresa quella della consociata valdostana o quella complessiva dell'azienda? Qual è il limite oggi esistente per definire queste imprese di cui si parla all'art. 2 della legge? Possiamo dare finanziamenti a qualunque impresa, qualunque sia il suo numero di addetti? Nel numero di addetti consideriamo soltanto quelli in Valle d'Aosta, o quello complessivo? Io pongo queste domande.
Che garanzie abbiamo di poter verificare che i finanziamento erogati per l'attività produttiva insediata in Valle d'Aosta effettivamente poi finiscano in queste attività e non vadano invece dispersi in un calderone generale? Abbiamo anche la preoccupazione che in effetti l'IRPEF sui dipendenti sia di difficile acquisizione quando la sede legale della società fosse fuori della Valle d'Aosta, tant’è che sino ad oggi mi pare che non siamo riusciti ad acquisire questa IRPEF per nessuna azienda, comprese le aziende dello Stato operanti in Valle d'Aosta, che fanno un versamento complessivo per tutti i loro dipendenti e non suddiviso zona per zona.
Noi approveremo l'emendamento per portare in Commissione l'esame di queste pratiche, perché ci sembra che per lo meno quell'esame possa essere utile, però questo disegno di legge ha un carattere innovativo, la cui consistenza e i cui effetti sono difficili da valutare e potrebbero essere non tutti positivi. Servono oggi per risolvere un problema, ma potrebbero in futuro aprirne di nuovi e più complessi.
PRESIDENTE:Ci sono altri interventi. Dichiaro chiusa la discussione generale e do la parola all'Assessore alle Finanze Voyat, ne ha facoltà.
VOYAT (U.V.):Riccarand parla di contro corrente. E' vero che effettivamente a partire da questo 1988 abbiamo dovuto prendere in considerazione un fatto nuovo, cioè la previsione dell’applicazione dell'atto unico per la libera circolazione delle merci al 1° gennaio 1993. Quindi questo è senz'altro uno dei fattori nuovi che dobbiamo tenere in considerazione e che ha spinto, e purtroppo spingerà altre aziende, a chiedere fusioni con altre aziende più grandi per avere la possibilità di sfruttamento di mercati più ampi di quelli che non possono avere piccole aziende della Valle d'Aosta.
Altre soluzioni le abbiamo chieste anche noi. Ci sono stati incontri tra Assessorato alle Finanze e responsabili della società Dreher, insieme ai nostri consulenti commerciali, per vedere che possibilità ci potevano essere. Ma evidentemente, cosi come ci è stato spiegato, all'interno di una fusione non c'è altra soluzione che quella di una unica sede legale: non si possono avere due sedi legali diverse facendo la fusione. Evidentemente ci sarebbero altre possibilità, ma noi non avevamo la facoltà, a quel momento, cosi come non l'avremmo nemmeno ora, di dire alla società ex SIB di Pollein: "Non fate la fusione con la Dreher". Se loro vogliono fare la fusione evidentemente non c'è la possibilità di spostare o di mantenere la sede legale di questa azienda in Valle d'Aosta. Il rischio che abbiamo calcolato era anche, se non si manteneva questo finanziamento già proposto e in parte finanziato dalla FINAOSTA, di veder diminuire l'attività della ex SIB, attuale Dreher, a Pollein, e quindi avere oltre che i non benefici di quello che può essere il gettito IRPEF e IRPEG, di avere anche una diminuzione sull'imposta di fabbricazione.
E' pertanto per questo, giustamente come faceva rilevare il Consigliere Mafrica, che io ho parlato soprattutto della Dreher, proprio perché questo è il primo caso ed è quello che ci ha fatto muovere. Se si fosse trattato di una azienda che non aveva questa alta imposta di fabbricazione versata in Valle d'Aosta, forse la Giunta non avrebbe preso in considerazione il fatto di presentare questa legge. Cosi come anche in passato, giustamente come diceva Riccarand, noi abbiamo sempre chiesto la sede legale in Valle d'Aosta e altre aziende hanno rinunciato a costruire stabilimenti in Valle d'Aosta proprio per il fatto della sede legale. Quindi è stato valutato anche l'interesse finanziario da parte dell'Amministrazione regionale di presentare, e un domani di accettare, la deroga per la Dreher.
Devo anche dire che la sede legale, cosi come prevede la legge in discussione, deve essere in Italia, perché ci possono essere gli effetti dell'art. 6. Giustamente mi si dice che da sette anni non è stato applicato l'art. 6, ma - qui mi può confortare anche Martin - il promotore e colui che faceva lavorare questa Commissione, il dottor De Leo, era stato trasferito dal Ministero del Tesoro al Ministero della Funzione pubblica, però attualmente è ritornato ed è lui uno fra i primi che ci ha detto che era sua intenzione applicare l'art. 6 e anche l'art. 8 entro l'anno 1989.
Il limite degli occupati: noi abbiamo previsto questa legge per le aziende che hanno più di 50 dipendenti, ma evidentemente più di 50 dipendenti in Valle d'Aosta. Non sta a noi giudicare quanti dipendenti abbiano o se è giusto o meno che abbiano quei dipendenti. Per noi quando parliamo di più di 50 occupati questo si riferisce agli occupati in Valle d'Aosta. Come dicevo, può anche darsi che altre società ci chiederanno l'applicazione della legge, ed è per questo che non può essere aperta a tutti: prima di applicarla ci vuole evidentemente una autorizzazione della Giunta regionale, sentita la Commissione.
Sul fatto delle piccole e medie aziende, cioè quanti dipendenti devono avere per essere considerate piccole, o per essere considerate medie, la questione è in discussione e io non so dire quale sia il limite e spero altri me lo sappiano precisare. Tuttavia, per non ricadere in continue discussioni, abbiamo preferito indicare nella legge il numero minimo di dipendenti che deve essere di 50. Comunque la prima azienda che dovrà essere presa in considerazione dalla Giunta regionale e dalla Commissione è la Dreher, e senz'altro i vantaggi finanziari per l'amministrazione regionale ci sono ancora, in quanto questa operazione va ad aumentare la produzione della birra e pertanto anche l'imposta di fabbricazione.
PRESIDENTE:Ci sono dichiarazioni di voto? Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.
MAFRICA (P.C.I.):Il nostro Gruppo voterà a favore dell'emendamento ma si asterrà sul disegno di legge per il fatto che ci pare presentato in modo estemporaneo, senza un approfondimento sufficiente delle conseguenze dello stesso.
Il problema di cosa avverrà nei processi di formazione, trasferimento e concorrenza delle società a partire dal 1993, è un problema molto importante e va studiato con dati tecnici e una conoscenza approfondita anche dei meccanismi economici di queste società. Noi con questo provvedimento invece siamo partiti da un caso singolo, ammettiamo la possibilità di deroga con una formulazione che è un po' equivoca, perché non si capisce neanche se i 50 dipendenti siano tutti in Valle d'Aosta o siano 50 dipendenti complessivamente della società. Si parla di aziende di medie e grandi dimensioni, comunque con un numero di dipendenti non inferiore a 5O, ma non è chiaro se in Valle d'Aosta. Quindi noi ci asteniamo su questo provvedimento perché non abbiamo avuto elementi sufficienti per valutare le implicazioni sui bilanci, sugli spostamenti finanziari, sull'occupazione.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
RICCARAND (N.S.): Io confermo le perplessità che avevo esposto all'inizio. Non mi sembra che il discorso del mercato unico europeo debba essere un motivo per dire va bene, allora finanziamo anche le società con sede legale fuori Valle, purché in Italia. Fra l'altro mi sembra contraddittorio rispetto a un discorso di unificazione europea; semmai è vero il contrario. Il discorso dell'unificazione del mercato europeo dovrebbe essere un motivo in più per indurci a spingere di più nella direzione di avere sedi legali in Valle d'Aosta, perché chiaramente i rischi di una frantumazione ci sono. I motivi che c'erano in passato diventano ancora più validi oggi in questo senso. Quindi anche sotto questo aspetto non condivido questo provvedimento, ribadisco le critiche già espresse all'inizio e confermo il voto negativo sul provvedimento di legge.
PRESIDENTE:Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.
GREMMO (U.A.P.):Per dichiararmi favorevole a tutto quello che ha detto l'Assessore il quale ha dato una risposta esauriente.
Per la verità mi pare che la preoccupazione linguistica sulla questione dei 50 dipendenti possa essere chiarita agevolmente precisando che si intende in Valle d'Aosta. E' vero che qui non è molto chiaro, basta precisarlo; credo non sia un grosso problema.
Volevo però fare un'osservazione al collega Riccarand, pacatamente. A me sembra che questa voglia di avere sedi legali in Valle d'Aosta è un grosso rischio che si finisce per correre, perché con la ricerca di paradisi fiscali a poco prezzo non vorrei che corressimo poi il rischio opposto, cioè quello di avere delle aziende che vengono a caccia di sedi legali per avere da noi dei contributi, e poi magari vanno a espletare attività da altre parti, proprio in quel Mezzogiorno che ricordava qualcuno prima. Non vorrei cioè che diventassimo un terreno di caccia per qualcuno, quindi sarei cauto a muovermi in quella direzione. Mi sembra invece pertinente muoverci nella direzione di andare a incentivare, ma in modo intelligente, come mi sembra che il disegno di legge faccia.
PRESIDENTE:Passiamo alla votazione dell'articolato della legge.
Do lettura dell'art. l:
Art. 1
1. In deroga a quanto previsto dal secondo comma dell'articolo 2 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16, la Società potrà intervenire, previa autorizzazione della Giunta regionale, anche a favore di imprese di grandi e medie dimensioni e comunque con un numero di dipendenti non Inferiore a cinquanta, aventi attività produttiva nel territorio della Valle d'Aosta, facenti parte di gruppi di aziende organizzate a livello nazionale o internazionale, purché la sede legale della società controllata sia situata in Italia.
PRESIDENTE:Do lettura dell'emendamento proposto dalla Commissione e fatto proprio dall'Assessore e dalla Giunta:
All'art. 1 dopo le parole: "previa autorizzazione della Giunta regionale", sono aggiunte le seguenti parole: "sentito il parere della Commissione consiliare competente".
Pongo in votazione l’emendamento suddetto:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti, votanti e favorevoli: 28
Il Consiglio approva all'unanimità
PRESIDENTE:Do lettura dell'art. 1 della legge cosi emendato, e lo pongo in votazione:
Art. 1
1. In deroga a quanto previsto dal secondo comma dell’articolo 2 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16, la Società potrà intervenire previa autorizzazione della Giunta regionale, sentito il parere della Commissione consiliare competente, anche a favore di imprese di grandi e medie dimensioni e comunque con un numero di dipendenti non inferiore a cinquanta, aventi attività produttiva nel territorio della Valle d'Aosta, facenti parte di gruppi di aziende organizzate a livello nazionale o internazionale, purché la sede legale della società controllata sia situata in Italia.
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 25
Favorevoli: 24
Contrari: 1
Astenuti: 4 (Chenuil, Dolchi, Mafrica, Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE: Do lettura dell'art. 2:
Art. 2
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi del terzo comma dell’articolo 31 dello Statuto Speciale ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
PRESIDENTE:Pongo in votazione l'art.2:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 25
Favorevoli: 24
Contrari: 1
Astenuti: 4 (Chenuil, Dolchi, Mafrica. Tonino)
Il Consiglio approva
PRESIDENTE:Pongo in votazione la legge nel suo complesso:
ESITO DELLA VOTAZIONE
Presenti: 29
Votanti: 25
Favorevoli: 24
Contrari: 1
Astenuti: 4 (Chenuil, Dolchi, Mafrica, Tonino)
Il Consiglio approva
