Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 138 del 9 novembre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 138/IX - VENDITA AL COMUNE DI AOSTA DI TERRENI DI PROPRIETA' REGIONALE, SITI IN DETTO COMUNE DA DESTINARE ALLA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI EDILIZIA PUBBLICA AGEVOLATA.- INTROITO DI SOMMA.- DELEGA ALLA GIUNTA.

PRESIDENTE:Do lettura della deliberazione in oggetto.

IL CONSIGLIO DELIBERA

1°) di approvare la vendita al Comune di Aosta per il prezzo di Lire 275.315.000 (duecentosettantacinquemilionitrecentoquin-dicimila) gli immobili siti in Aosta e censiti come segue:

F. 34 n. 213 (ex 213/a) mq. 728

n. 509 (ex 211/b) mq. 527

n. 514 (ex 12/b) mq. 1.984

TOTALE mq. 3.239

La superficie totale di mq. 3.239 è comprensiva dell'area che sarà destinata alla realizzazione di metà della futura strada e dell'intero marciapiede, il tutto come risulta meglio evidenziato con il tratteggio nella planimetria allegata.

2°) di stabilire che il trasferimento dei terreni di cui al precedente punto 1°) sia vincolato alla realizzazione di interventi di edilizia pubblica agevolata.

3°) di introitare la somma di Lire 275.315.000 (duecentosettantacinquemilionitrecentoquindicimila) al capitolo 10200 del bilancio preventivo della Regione per l'anno 1988 "Provento vendite di beni immobili".

4°) di conferire al Presidente della Giunta eventualmente, in caso di delega all'Assessore regionale che interverrà alla stipulazione dell'atto conseguente al presente provvedimento la facoltà di autorizzare l'inserzione nello stesso delle precisazioni, rettifiche ed aggiunte che il Notaio riterrà necessarie per il perfezionamento del rogito.

5°) di delegare alla Giunta regionale l'adozione di un successivo provvedimento per l'approvazione e la liquidazione della spesa relativa al pagamento dell'imposta sull'incremento di valore degli immobili.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):C'est un problème qui revient au Conseil pour le fait que toutes les délibérations qui avaient été approuvées à la dernière séance de l'assemblée précédente, comme vous savez, doivent être représentées à l'attention du Conseil en conséquence de la sentence de la Cour Constitutionnelle, à propos des procédures concernant les achats de la part de l'Administration régionale.

Ce problème avait déjà été l'objet de longues entretiens entre l'Administration régionale et l'Administration communale d'Aoste pour régler le passage d'un côté de la caserne "Mottino" et de l'autre de cette surface de 3000 mètres carrés, qui, comme on dit dans la relation, sera à louer à l'Administration communale d'Aoste selon les requêtes qui ont été présentées.

En effet "su detta area di mq. 3239, il Comune di Aosta, infatti, costituirà un diritto di superficie, ai sensi della L. 22.10.1971, n. 865, a favore di cooperative edilizie composte da appartenenti all'Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato e alle Forze Armate dell'Esercito Italiano". C'est un discours qui avait été présenté il y a à peu près un an et on l'a présenté à nouveau aujourd'hui, car, si on n’aboutit pas à régler les différents problèmes administratifs avant de la fin de l'année, il n'y aura plus la possibilité, pour ces coopératives, d'avoir le financement qui concerne la réalisation de ces bâtisses, réalisation qui, comme je répète, a été déjà discutée, soi au niveau du Conseil régional, soi au niveau du Conseil communal.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.):Chiedo un rinvio della discussione e dell'approvazione di questo provvedimento, perché lo stesso è attualmente all'esame della 1a Commissione, che ha appena cominciato ad esaminarlo, ma che, prima di esprimere un parere di merito, ha ritenuto opportuno sentire il coordinatore del nuovo piano regolatore della città di Aosta.

(...Interruzione...)

Poiché la Commissione si è espressa all'unanimità su questa proposta, credo che in tempi brevi potrà sentire il coordinatore del piano e sarà quindi in condizione di esprimere un parere, magari anche diversificato. Non ritengo opportuno discutere l'argomento in questo momento, visto che lo stesso è in corso d'esame in sede di Commissione.

PRESIDENTE:Per buona notizia devo informare il Consiglio che la Commissione non ha esaminato l'oggetto di questa deliberazione e che sono decorsi i termini per quanto di competenza.

Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):Je comprends les problèmes de M. Riccarand, mais, tout de même, j'insiste sur l'approbation de ce projet, étant donné que le Conseil l'avait déjà approuvé il y a quelques mois et, s'il n'y avait pas l'exigence de le présenter à nouveau, la chose serait déjà faite il y a des mois. Alors je crois que toutes les discussions qui devaient être faites entre les deux administrations ont déjà eu la possibilité d'avoir les éclaircissements nécessaires; d'ailleurs le coordinateur du plan d'aménagement de la ville d'Aoste connaît très bien le problème et on a déjà discuté avec la Commune sur le choix pour les trois coopératives, sur la possibilité de la réalisation même.

Donc je pense que toute discussion a déjà été faite. Je répète, c'est seulement une question de temps, autrement il serait inutile de présenter à nouveau le discours.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.):Purtroppo il Consiglio regionale accelera i suoi ritmi con il progredire della legislatura. Questi primi Consigli della legislatura, infatti, sono programmati per due giorni, ma poi riescono ad esaurire tutti gli oggetti per carenza di materiale, mentre l'ultima seduta del Consiglio regionale, se non ricordo male, aveva all'ordine del giorno un centinaio di argomenti, ma non ci è stato possibile approfondirli tutti, in sede di Commissione, come avremmo voluto.

Questo oggetto non è stato approfondito in quel momento, perché si era al termine della legislatura e bisognava approvare tutto nell'ultima seduta, perché non si doveva perdere tempo, visto che non si sapeva che cosa sarebbe successo alle elezioni. Adesso, invece, poiché la Commissione ha programmato un incontro, che però non è ancora avvenuto, ma non certo per responsabilità della Commissione, mi permetto di insistere affinché si lasci alla Commissione un'altra settimana di tempo perché la stessa possa portare a termine i propri lavori.

In caso contrario noi non voteremo questo provvedimento, perché, non avendolo potuto approfondire prima delle elezioni perché c'era fretta e non potendolo approfondire adesso perché c’è altrettanta fretta, ci troveremmo nelle condizioni di non poterlo mai approfondire.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.):Mi associo alle dichiarazioni del Consigliere Mafrica anche perché ritengo che sia da tener presente soprattutto la questione di principio concernente il significato e l'operato delle Commissioni. Il Regolamento stabilisce che le leggi o le materie di competenza delle Commissioni devono seguire l'iter stabilito; ma non è la prima volta che si scavalca il parere delle Commissioni e si presenta in aula un provvedimento che viene accompagnato dalle lamentele che sovente si ripetono in quest'aula. Bisogna quindi chiarire e definire una volta per tutte il significato e le competenze delle varie Commissioni, altrimenti io rassegno le dimissioni da membro delle Commissioni, anche perché non avrebbe alcun senso cercare di discutere argomenti che però non vengono mai portati in Commissione, perché vengono inseriti direttamente tra gli oggetti da discutere in sede di Consiglio.

Anch'io mi associo a questa forma di protesta, soprattutto per una questione di metodo: se il Regolamento prevede un certo iter, bisogna applicarlo, altrimenti l'attività del Consigliere si riduce ad una pura funzione notarile di approvazione dei vari provvedimenti.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.

STEVENIN (U.V.):La Commission avait décidé de rencontrer l'Assesseur de la Commune d'Aoste, M. Chiofalo, pour être mise au courant des décisions et de la programmation que la Commune même avait faite à l'égard de toute une série d'interventions concernant les coopératives au Val d'Aoste.

Or, tout de même, dans l'autre législature je ne faisais pas partie de la première Commission, je n'étais pas au courant de ce qu'on avait décidé, peut être je ne me rappelais même plus si on avait voté au Conseil régional, mais il s'agissait tout de même d'une décision qui avait été déjà prise. Nous sommes toujours à même de convoquer dans le futur ou dans la prochaine occasion l'Assesseur Chiofalo pour être mis au courant des décisions de la Commune d'Aoste à l'égard de la coopération; tout de même, aujourd'hui il y a un problème de temps, c'est-à-dire que si on ne prend pas une décision, on risque de renvoyer encore une fois des décisions qui ont déjà été prises depuis longtemps.

Alors aujourd’hui on pourrait voter également cette vente et, en même temps, puisqu'il s'agit d'un accord fait depuis longtemps et puisqu'on parle de ce problème depuis quelques années, avoir la possibilité d'un tour d'horizon sur la situation des coopératives dans la commune d'Aoste.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la richiesta di rinvio formulata dal Consigliere Riccarand.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 30

Votanti: 30

Favorevoli: 7

Contrari: 23

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola per dichiarazione di voto il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.):Non voglio fare una dichiarazione di voto, ma un intervento nel merito dell'oggetto.

Preciso intanto che io non ero in Consiglio nell'ultima adunanza prima delle elezioni regionali, però né il Consigliere Mafrica, né il Consigliere Stévenin ricordano se questo oggetto sia stato posto in votazione; posso anche aggiungere che ad esso è allegata una cartina che porta la data del 29 giugno 1988, accompagnata dalla firma del sindaco, per cui sicuramente questa cartina non può risalire a prima delle elezioni; questo mi sembra pacifico e sicuro. Se ne può dedurre che se è stato votato un oggetto di questo genere, non è stato votato con questa documentazione.

Inoltre, in merito al richiamo del Presidente della Giunta alla questione degli acquisti che dovrebbero essere rifatti in virtù della nuova sentenza del la Corte Costituzionale, occorre precisare che nel nostro caso non si tratta di un acquisto, ma di una cessione o di una vendita, e quindi non rientra assolutamente in quel tipo di discorso. Ciò è vero, tant'è che, facendo sempre riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale, il Presidente della Giunta ci chiarì che si sarebbero dovuti rifare gli acquisti attraverso un provvedimento di legge. Nel nostro caso però non si tratta né di una legge, né di un acquisto, per cui non vedo in che modo possa rientrare.

(...Interruzione del Presidente Rollandin...)

... Ma questa non è una legge, per cui: o ci avete spiegato male le cose un mese fa, quando avete detto che per superare la sentenza della Corte Costituzionale si sarebbe dovuto approntare uno specifico provvedimento di legge per ogni acquisto, oppure non è così...

(...Interruzione del Presidente Rollandin...)

... Ma qui non è così: ci dite che è come un acquisto, che è la stessa cosa, però non è un provvedimento di legge...

(...INTERRUZIONE...)

... Il Presidente della Giunta ha esordito dicendo che, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale, questa vendita, che sarebbe già stata votata dal Consiglio (cosa che però nessuno ricorda), sarebbe nulla, per cui bisognerebbe rifarla alla luce di quella sentenza; ci è stato anche detto che le difficoltà sarebbero state superate provvedendo non attraverso un atto amministrativo, ma attraverso un provvedimento di legge.

Nel nostro caso non si tratta di un acquisto e neppure di un atto che viene assunto con provvedimento di legge; gli allegati, tra l'altro, risalgono al periodo successivo alle elezioni, per cui io non riesco a capire dove stanno i rilievi di metodo invocati dal Presidente della Giunta per appellarsi all'urgenza del provvedimento.

Per quanto riguarda il metodo del provvedimento, noi siamo decisamente contrari; del resto se ne era ampiamente dibattuto in seno al Consiglio comunale nella primavera di quest'anno. Si tratta di uno dei tanti provvedimenti con cui si va a stravolgere l'attuale piano regolatore della città di Aosta decidendo di rendere edificabili delle zone non destinate all'edilizia abitativa: sono scelte che noi consideriamo sbagliate.

Anche se in questo Consiglio regionale e nel Consiglio comunale di Aosta ci sono delle forze politiche che hanno inserito tra i punti essenziali del loro programma elettorale ed amministrativo la difesa del terreno agricolo e la limitazione delle costruzioni, sistematicamente si occupano e si rendono edificabili tutti i pezzi di verde e le poche aree libere che ancora ci sono nella città e questo provvedimento va inquadrato in una linea urbanistica estremamente negativa, che ha prodotto dei guasti all'interno della città e che noi non condividiamo assolutamente. Ci sembra oltremodo inaccettabile che la Regione arrivi a dire: "Vendiamo quest'area al Comune, a condizione che sia realizzato un intervento di edilizia pubblica agevolata", quando la stessa area, in base al piano regolatore, era destinata ad una utilizzazione diversa.

Il nostro giudizio nel merito del provvedimento è pertanto negativo e ci dispiace che non sia stato possibile fargli seguire in Commissione tutto l’iter della discussione, come la stessa Commissione aveva programmato di fare.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà

MAFRICA (P.C.I.):Di solito ho buona memoria, ma in tutta buona fede non posso dire né se questo provvedimento è stato votato, né se non è stato votato, anche perché la sfilza era molto lunga e gli atti di rilievo in quel momento erano molti; può anche essere quindi che io non ricordi bene, ma mi riservo comunque di verificare la circostanza.

Devo dire, tuttavia, che non capisco bene l'atteggiamento del Presidente della Commissione. Capisco che posse trovarsi in difficoltà, perché dibattuto tra i suoi doveri di Presidente della Commissione e quello di appartenente alla maggioranza, ma non mi può dire, quando chiedo un'audizione per essere documentato, che l'audizione potrà aver luogo dopo che sarà presa una decisione. Poiché l'audizione mi serve per aiutarmi a scegliere ed a decidere, se la stessa avviene dopo che ho deciso, diventa assolutamente inutile.

L'intendimento molto onesto e non pregiudiziale della Commissione era quello di capire se nella revisione del piano regolatore, pur togliendo certe aree verdi, ne sarebbero rimaste altre e comunque in numero adeguato; si intendeva altresì capire se i criteri adottati per queste particolari cooperative erano inquadrati in un programma complessivo relativo anche alle future cooperative edilizie da insediare sul territorio della città di Aosta. Gli elementi conoscitivi che potevano venire dall'Assessore all'Urbanistica e dal coordinatore del piano regolatore di Aosta non erano e non sono ininfluenti rispetto al giudizio che si può dare nel merito di questa decisione.

Se, per l'urgenza proclamata dalla Giunta, si pone comunque in votazione questa deliberazione, noi, non avendo a disposizione adeguati elementi di giudizio, ci asterremo dal votarla.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):Je voudrais seulement dire aux Conseillers que, à ce propos, si le tracas des Conseillers est de savoir si, au niveau de la Commune d'Aoste, il y a la possibilité de cette prévision pour le plan d'aménagement, je crois que c'est la Commune même qui nous en a fait la requête. Donc ce n'est pas une délibération adoptée de la part du Conseil sans qu'il y ait l'accord avec la Commune: au contraire, c'est à la suite du pour parler avec la Commune qu'on a adressé une requête pour présenter cette délibération.

J'ai dit qu'il y avait une certaine urgence pour la simple raison que, si on n'adopte pas cette délibération dans le délai que je viens de dire, on risque de ne plus avoir les financements aux coopératives.

J'ai souligné le fait qu'on avait parlé de cet argument au moment où on avait porté à l'attention du Conseil le problème de la caserne "Mottino". A ce moment on avait présenté la possibilité d'avoir la "Caserma Mottino" et de récupérer l'ensemble si on avait pu prévoir cette possibilité du droit de superficie pour la Commune d'Aoste et pour les coopératives.

Je me suis, peut-être, mal expliqué quand j'ai dit qu'on avait déjà adopté cette décision; en réalité, on avait déjà parlé de cet argument au moment où on avait présenté le problème "Caserma Mottino", problème qu'il fallait adopter afin que les militaires poissent soumettre la question à l'Administration régionale en conséquence de cette délibération. Voilà tout.

Pour le reste, je crois que les problèmes peuvent être examinés aussi avec la Commune qui ne pourra que rappeler les ententes qui avaient déjà été adoptées dans le passé.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

BAJOCCO (P.C.I.):Io non so quali impegni abbia preso il Presidente della Giunta per far passare questa deliberazione anche in una situazione non in armonia con questo consesso. Non riesco proprio a capire; eppure nel 90% dei casi è stato sempre accettato un rinvio di poche ore, quando non addirittura un rinvio del provvedimento al Consiglio successivo.

Il problema è questo: la 1a Commissione ha esaminato la vicenda e doveva avere un incontro con gli amministratori del Comune di Aosta. Poiché penso che si dovrebbe avere un certo rispetto per il Comune di Aosta, mi stupisco che la Democrazia Cristiana...

(...Interruzione del Presidente Rollandin...)

... D'accordo, ma il problema è che la Commissione regionale discute questo provvedimento e chiede un incontro con il Comune. Mi dispiace che i Consiglieri della Democrazia Cristiana non dicano niente al riguardo, specie se si tiene conto che l'Assessore all'Urbanistica del Comune di Aosta è un esponente della Democrazia Cristiana, e cerchino di mandare in fumo la proposta del Consigliere Riccarand tesa a rinviare la discussione e l'adozione del provvedimento a dopo che sarà stato sentito il Comune di Aosta.

Nel giugno di quest'anno si è proceduto all'acquisto della sola "Caserma Mottino". Se il Presidente del Consiglio avrà il coraggio di confermarlo, sono convinto che ci potrà dire che, quando era Sindaco, l'Amministrazione comunale non sapeva assolutamente nulla di quell'acquisto da parte della Regione. Ho sentito in merito anche dei Consiglieri comunali, ma nessuno ne sapeva niente; mi è stato detto anzi: "Noi non abbiamo avanzato nessuna richiesta perché la Regione acquistasse la Caserma Mottino".

Il Presidente della Giunta ovviamente ci dice: "Noi abbiamo acquistato la Caserma Mottino per passarla al Comune e consentirgli di mettere in piedi certi servizi". Quel terreno, però, che una volta era destinato ad ospitare la caserma dei carabinieri, è oggi destinato all'edilizia pubblica per le forze dell’ordine. Presidente, è un'area interessante per la città di Aosta: diamo al Comune di Aosta ed all'Assessore all'Urbanistica la possibilità di fare una scelta su quell'area! Ne abbiamo così poche che, se cominciamo a costruire anche lì cooperative su cooperative, non so proprio dove manderemo i nostri giovani, gli anziani e le massaie, a respirare un po' di aria buona.

Invito quindi i Consiglieri della Democrazia Cristiana a ribellarsi su questo punto, perché non è corretto che il Consiglio faccia come ha appena suggerito il Consigliere Stévenin: "Approviamolo, poi sentiremo Chiofalo".

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Andrione; ne ha facoltà.

ANDRIONE (U.V.):Toujours en matière de mémoire, je suis étonné du débat actuel, parce qu'il y a quelque chose comme dix ans que le Général Carlo Alberto Dalla Chiesa m'avait proposé d'acheter la "Caserma Mottino". A l’époque (je crois que M. Bich et M. Mafrica s'en souviennent), on m'avait fait des pressions énormes pour l'expropriation d'un terrain à la Croix Noire, vraiment pour des coopératives; c'est à l'époque que nous avons mis à disposition un terrain régional à St. Martin de Corléans pour construire des maisons pour des coopératives. Et il n'y avait pas de Commissions, il n’y avait pas besoin de discuter le plan d’aménagement de la ville d'Aoste à ce moment là: on était pressé et tout le monde était d'accord.

Or je trouve étrange que, quelques années après, on applique deux poids et deux mesures: maintenant les coopératives ne sont plus à la mode. A l'époque on ne pouvait pas bouger une feuille (et M. Bich s'en souvient) sans qu'on mît à disposition le terrain pour les coopératives. Donc, je dis, appliquons maintenant la même loi. On peut toujours discuter du plan d'aménagement. Il y a le terrain pour les coopératives, bienvenues les coopératives.

M. Bich, à l'époque, m'avait promis que c'était la dernière fois; j'étais encore jeune, mais je n'étais pas si ingénu pour croire que celle-là fût réellement la dernière fois La preuve en est aujourd'hui. Bon, continuons sur ce même chemin.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin; ne ha facoltà.

STEVENIN (U.V.):M. Bajocco me plaisantait, probablement; je suis convaincu qu'il n'a pas bien saisi le problème parce que, évidemment, la rencontre avec M. Chiofalo était une rencontre dont l’objectif était celui de s'informer sur ce que la Commune voulait réaliser pour les coopératives en Vallée d'Aoste. Ce n'est pas que son programme dépendît de notre avis favorable pour concéder ce terrain: la vente du terrain était une simple vente de terrain et la décision concernait la Commune.

Or, nous voulions savoir qu'est-ce que la Commune allait programmer, qu'est-ce qu'elle voulait faire, quelles étaient les autres coopératives qui voulaient construire dans la Commune d'Aoste, quelle était la situation. Voilà quelle était la raison de la rencontre. La vente était une simple vente d'un terrain régional à la Commune et la Commune avait déjà décidé qu'est-ce qu'elle aurait fait dans ce domaine. Dans cette rencontre l'Assesseur nous a expliqué le programme et cela est une chose qu'on veut savoir. On veut savoir si dans le futur on a programmé la création d'autres coopératives et s'il y a l'utilisation d'autres terrains dans notre Commune.

On l'a dit dans le passé et on le dit pour le futur: on préfère réaliser des coopératives et la construction de maisons populaires en utilisant, pour ce qui est possible, tout ce qui est à l'intérieur de la Commune d'Aoste, c'est à dire les remparts, les vieilles maisons et tout ce qui existe déjà aujourd’hui, plutôt que faire des choix différents pour l'avenir.

BICH (Presidente del Consiglio):Poiché sono stato chiamato in causa nella mia funzione di ex Amministratore del Comune di Aosta per aver preso di petto questi argomenti, vorrei fare alcune precisazioni e pertanto permettetemi di uscire dalla mia attuale funzione di "speaker" e di Presidente del Consiglio, quindi al di sopra delle parti, per prendere posizione su questo argomento.

La decisione di localizzare le cooperative in via Chambéry è stata assunta in piena autonomia dall'Amministrazione comunale, la quale aveva la possibilità di scegliere tra l'occupazione in via d'urgenza dei terreni, da una parte, ai sensi dell'articolo 51 della legge n. 865, utilizzando cioè una forma coattiva per venire in possesso del diritto di proprietà sui terreni, e la via transitoria, dall'altra, consistente nel trattare con la Regione l'acquisto di questo terreno attraverso una forma di vendita, come appunto viene proposto oggi.

Passò la seconda soluzione, che, come credo ricordi anche il Consigliere Riccarand, diede origine ad una lunga discussione in seno al Consiglio comunale, con varie prese di posizione, ma alla fine del dibattito, preso atto delle situazioni che si erano venute a creare, il Consiglio comunale votò a favore dell'acquisizione delle aree.

La presa di posizione del Consiglio faceva anche seguito alla notevole pressione di diversi orientamenti politici e sociali per la localizzazione in Aosta di questa forma di edilizia residenziale pubblica e dava corso agli adempimenti programmatici che erano stati assunti, sia dal Consiglio comunale, sia dalla Giunta, per dare una risposta confacente alla domanda di edilizia residenziale pubblica. Poiché ci fu una presa di posizione anche abbastanza veemente per impedire che i fondi fossero sperequati o rinviati alla Cassa Depositi e Prestiti, politicamente si scelse di procedere e di avanzare la relativa richiesta alla Regione.

Ora, questa ottemperanza regionale è già sfasata rispetto ai tempi ed agli adempimenti del programma edilizio previsti per questo intervento, per cui siamo già molto in ritardo. L'urgenza dell'intervento, quindi, sta proprio nella possibilità di destinare l'area e di concedere al Comune la disponibilità di questi 3.239 metri quadrati, che tra l'altro sono appena sufficienti per l'insediamento.

Pregherei, pertanto, il Consiglio regionale di tener conto sia dell'autonomia espressa a suo tempo dal Consiglio comunale per l'utilizzo dei fondi della Cassa Depositi e Prestiti, sia della necessità di sbloccare sotto l'aspetto procedurale la destinazione di quell'area, nonché la sua possibile acquisizione da parte del Comune.

Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi; ne ha facoltà.

ALOISI (M.S.I.):Intervengo brevemente su due questioni, una di merito ed una di metodo.

Per quanto concerne il merito, io concordo con l'intento di tutelare l'autonomia dell'ente locale nel voler gestire i terreni come più ritiene opportuno, per cui voterò a favore di questa deliberazione.

Per quanto concerne il metodo, invece, vorrei raccomandare al Presidente del Consiglio, sempreché me lo consenta, di fare rispettare i regolamenti consiliari e le competenze delle varie Commissioni consiliari. Oggi abbiamo assistito ad un caso un po' particolare, perché questo provvedimento era già stato presentato al termine dell'altra legislatura e ce lo siamo ritrovati all'inizio della nuova legislatura, per cui siamo ora in presenza di una situazione un po' ingarbugliata.

Il Presidente del Consiglio ha detto prima di essere al di sopra delle parti e quindi dovrebbe garantire il rispetto delle procedure. Gli chiedo pertanto, proprio nella sua veste di Presidente del Consiglio, di assumere un impegno preciso affinché non si abbiano più a ripetere fatti di questo genere, nel senso che devono essere sempre tutelate le competenze delle Commissioni e, al di là delle vicende di questa specifica deliberazione, deve essere sempre garantito il rispetto delle procedure.

PRESIDENTE:Consigliere Aloisi, ma io la tranquillizzo subito: in questo caso le procedure sono perfettamente garantite perché siamo dinanzi alla decorrenza dei termini entro i quali la Commissione avrebbe dovuto esaminare il provvedimento; siamo pertanto nel pieno rispetto del Regolamento e siamo garantiti dal dettato regolamentare, quindi non ci resta che assumere una posizione. Non siamo al di fuori del Regolamento, ma siamo strettamente...

ALOISI (M.S.I.):Mi scusi signor Presidente, ma se la deliberazione non viene portata in Commissione e poi scadono i trenta giorni, il suo mancato esame non può essere imputabile alla Commissione o ai singoli Consiglieri. Deve essere chiaro che la deliberazione non è stata portata in Commissione, per cui la Commissione...

PRESIDENTE:Ma la deliberazione è stata regolarmente portata in Commissione e potrei anche ricercare la data della sua presentazione.

ALOISI (M.S.I.):Sì, però era stata anche avanzata la richiesta di un incontro...

PRESIDENTE:Ma oltre i 30 giorni scatta la decorrenza dei termini. I 30 giorni sono già una franchigia concessa alla Commissione per consentirle di discutere gli argomenti che le vengono inviati. Anzi, è proprio il rispetto scrupoloso del Regolamento a volere che le procedure scattino in questo modo.

ALOISI (M.S.I.):Comunque, al di là di questo provvedimento, siccome sono già successi anche altri casi, vorrei raccomandare che non si ripeta più un fatto analogo, nel senso che tutti gli argomenti e le deliberazioni che devono essere discussi in sede di Commissione devono passare prima in Commissione e poi in Consiglio.

PRESIDENTE:Non certo per non proseguire in questo dialogo, che però non è fruttifero, ricordo che in casi analoghi, come questa mattina, la Giunta stessa ha ritirato alcune deliberazioni che non erano suffragate dal parere della Commissione e quindi stiamo pienamente ottemperando a quanto prescritto dal Regolamento.

Ha chiesto la parola il Consigliere Gremmo; ne ha facoltà.

GREMMO (U.A.P.):Le precisazioni di altri, ben più autorevoli di me, tra cui quelle del signor Presidente, e l'intervento del Consigliere Aloisi rendono superflue alcune precisazioni che volevo fare e che trovano il mio favore su alcune cose.

Avevo avuto l'impressione che il Presidente avesse intenzione di anteporre ad un'esigenza concreta e ad un problema reale, come quello di dare le case a gente che se le vuole costruire, dei problemi di procedura. Mi avrebbe fatto specie se una forza politica come quella del Presidente del Consiglio avesse anteposto questi ultimi ad un problema che riguarda appunto le Forze Armate. Il mio intervento, quindi, è quasi superfluo in questo senso.

Non è superflua, però, un'osservazione molto pacata, ma ferma, rispetto al ragionamento che ha fatto il Consigliere Bajocco sulla preminenza del verde rispetto alla casa. Non sono molto anziano, ma nei miei 37 anni di vita posso ricordare che la casa è da considerare un bene primario per i lavoratori, specie per i lavoratori con le divise.

Ora, è vero che il verde e l'ambiente possono essere delle scorciatoie per la ricerca di consensi politici, ma è anche vero che non credo che in Valle d'Aosta il problema di questa area sia così pregnante rispetto all'esigenza di dare la possibilità, oltretutto con delle forme che mi paiono serie e durature, ai membri delle Forze Armate di avere una casa propria e di disporre di un’abitazione.

Mi sentirei, invece, di osservare a voce alta che troppo spesso assistiamo allo stravolgimento di alcuni valori sulla base delle mode. Adesso è di moda trovare comunque l'inghippo ecologico-ambientale e molte volte, con questa scusa, si paralizzano i veri bisogni della gente. Ricordo che alcune forze politiche (e mi riferisco al Partito Comunista) perdono voti volta per volta forse perché, privilegiando troppo l'ideologia rispetto ai bisogni reali della gente, si vedono voltar le spalle anche dai lavoratori, dei quali si riempiono volentieri la bocca.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola, per fatto personale, il Consigliere Bajocco; ne ha facoltà.

BAJOCCO (P.C.I.):Mi dispiace che il Consigliere che ha parlato adesso non conosca ancora il Partito Comunista Italiano o non lo conosca a sufficienza; se lo conoscesse saprebbe certamente delle numerose battaglie che il Partito Comunista sta conducendo Per risolvere il problema della case. Visto che ci sono certe leggi a livello regionale, il Consigliere che ha parlato adesso può andarsele a rileggere, così vedrà in esse l'impronta del Partito Comunista, la mano del P.C.I., perché noi sappiamo cosa vuol dire la necessità. Chi conosce il sottoscritto sa che ha condotto gran parte delle sue battaglie per risolvere il problema della case.

Noi siamo per la case, ma siamo anche per il verde. I signori dell'Union Valdôtaine ricordano molto bene che, quando era Sindaco l'ing. Bongiovanni, noi abbiamo condotto una grande battaglia in favore dell'edilizia residenziale pubblica nella zona Borgnalle, dove potevano sorgere decine di case confortevoli, dotate di tutti i servizi; tuttavia, per degli interessi elettorali, non noi, ma altri non hanno voluto procedere all'esproprio di quelle aree. Il Consigliere Gremmo, quindi, non può dire certe cose riferendosi al Partito Comunista Italiano.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):Je regrette que, encore une fois, il y ait, de la part de quelqu'un, la tentative de faire passer des choses qui ne sont pas ainsi. Je crois que la réponse à M. Bajocco a déjà été donnée et que non seulement les rapports avec la Commune d'Aoste étaient prévus, mais aussi qu'il y avait une requête de la part de la Commune même.

Mais je voudrais dire quelque chose de plus. Ici on veut faire croire que aujourd'hui on va gaspiller ce morceau de territoire et, en plus, qu'il y avait la possibilité d'utiliser dans son ensemble cette surface de 9.700 m.; au contraire, avec la délibération (qui a été adoptée le 22 décembre 1987, avec 23 voix en faveur et l’abstention de M. Sandri), on avait prévu, toujours à propos de la "Caserma Mottino", de changer la caserne avec les deux lots "A" et "C", qui sont les parties concernant la zone dont nous parlons. Mais il y a encore la zone "B" qui est l'objet de cette délibération et c'est comme si aujourd'hui on allait inventer quelque chose de nouveau. On a cédé à la Commune d'Aoste pour achever un discours qui a été fait pendant des années et maintenant on va inventer je ne sais pas quoi à nouveau.

C'est une délibération adoptée par le Conseil; alors, je ne veux pas dire que j'ai la mémoire plus longue que celle de quelqu'un autre, mais quand même celle-ci est une délibération officielle et la position de "Nuova Sinistra" a été une abstention. Alors je crois que si on veut, à tout prix, trouver des arguments contre n'importe quel problème, on peut le faire, mais sur ce sujet je crois que non. Ici on va céder à la Commune d'Aoste afin qu'elle puisse donner le droit de superficie pour ces coopératives; ça ne marche pas.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.):E' un vero peccato non avere il tempo di andare serenamente a fondo di una questione, che evidentemente non riguarda soltanto il terreno di via Chambéry...

(...Interruzione del Presidente Rollandin...)

... No, no, semmai è il Presidente della Giunta che all'inizio di questo oggetto ha fatto una serie di affermazioni, poi sistematicamente smentite: l'oggetto era già stato fatto, ma poi non era vero...

(...Interruzione del Presidente Rollandin. . . )

... Dire che se ne era parlato, è un conto; ma è falso dire che questo oggetto era stato approvato prima delle elezioni, perché non è mai stato approvato; così com'è falso dire che questa vendita rientra nella casistica prevista dalla sentenza della Corte Costituzionale, perché non c'entra assolutamente niente.

La questione di fondo è che nella città di Aosta, come in tutti i Comuni, esiste, ed è buona regola che esista, un piano regolatore in cui sono previste le zone in cui edificare, quelle in cui non edificare e quelle da destinare ai servizi. Il piano regolatore viene redatto in base a determinati criteri standard che devono essere rispettati e viene adottato ed approvato con deliberazione della Giunta regionale, che ha una funzione di supervisione. Questa è la realtà, che è bene conosciuta dall'attuale Presidente della Giunta, dai suoi predecessori e dai Sindaci, ma essi non hanno impedito in questi anni, come da qualcuno è già stato ricordato prima, che biennio dopo biennio, anche partendo da molto indietro, cioè da quando c'è il piano decennale per la casa, si andasse sistematicamente a stravolgere il piano regolatore costruendo là dove non era edificabile e dicendo tutte le volte che quello sarebbe stato l'ultimo intervento, dopo il quale si sarebbe cambiata strada e ci si sarebbe orientati verso il riuso ed il ricupero...

(...Interruzione del Presidente Rollandin. . . )

... Io ho sentito prima l'ex Presidente della Giunta, Mario Andrione, che, riferendosi ai discorsi fatti a suo tempo dal Sindaco quando si parlava dell'utilizzazione dell'area delle "Casermette", ha ricordato: "Ho avuto promessa che quello sarebbe stato l'ultimo intervento del genere". Dopodiché, però, si è continuato ad andare avanti sistematicamente per la stessa strada ed il provvedimento oggi in discussione è solo l'ultimo anello per quest'anno.

Il piano decennale della casa è ormai finito, ma c'è un nuovo finanziamento e sicuramente fra un anno saremo chiamati a ridiscutere sistematicamente di cose analoghe. Il problema quindi non è, come dice il Consigliere Gremmo, quello di anteporre il verde alla casa: il vero problema è quello di dare a tutti la possibilità di avere una casa, ma rispettando determinati criteri come appunto quella organizzazione del territorio che una comunità liberamente si è data.

Se il piano regolatore non va bene, lo si può cambiare e se ne può fare un altro, ma non si vanno a manomettere, anno dopo anno, le norme e gli standard prefissati, come finora è avvenuto. Basta guardare dall'alto la città di Aosta per vedere che cosa è successo e per constatare che l’edificazione si è espansa in modo selvaggio in tutta una serie di zone senza rispettare determinati criteri urbanistici.

Qual è il compito della Giunta regionale? Essa ha anche il compito di verificare se determinate procedure sono corrette, se sono stati rispettati determinati rapporti urbanistici. Questo, e non altro, significa la supervisione della Giunta sui piani regolatori; ma è inaccettabile che la Giunta, invece di svolgere questo compito ed invece di sollecitare i Comuni a rispettare le proprie regole ed a cambiarle correttamente quando intendono cambiarle, solleciti essa stessa la Regione a stravolgere le sue regole ed i suoi comportamenti.

Nel nostro caso, è proprio questa la circostanza che ricorre, nel senso che per fare questo intervento è stato necessario fare una variante "ad hoc" del piano regolatore, perché quella zona non era edificabile. Allo stesso modo, tutti i tre interventi conseguenti al primo sono andati al di fuori delle norme del piano regolatore in tema di altezza, distanza dagli edifici e possibilità di costruire. Questo è il problema di fondo, per cui qui ci troviamo di fronte ad una situazione che ormai non si può più cambiare perché è andata troppo avanti.

Per fare in modo che questo dibattito serva a qualcosa, io credo che dovremmo assumerci l'impegno di affrontare in modo diverso il problema della casa, dell'edificazione e del recupero di tutto quello che si può recuperare ad Aosta. La proposta di un incontro con il coordinatore del piano e con l'Assessore all'Urbanistica, avanzata all'interno della Commissione, tendeva proprio ad accertare se interventi di questo genere avranno effettivamente fine oppure se continueremo ad andare avanti per la stessa strada, anche se non ci andremo più per molto, perché ormai di aree libere nella città di Aosta non ce ne sono più. Credo Pero che, prima di arrivare alla saturazione fisica, sarebbe bene riuscire a fare delle scelte oculate.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.):Sono costretto a ribadire la nostra impostazione iniziale, che è incentrata sul mancato rispetto del ruolo delle Commissioni.

Il Presidente del Consiglio ha detto che, essendo ormai trascorsi i 30 giorni a disposizione della Commissione, il provvedimento può essere esaminato dal Consiglio. Questo è vero, però vediamo un po' come stanno in realtà le cose: la Commissione, senza aver espresso alcun giudizio di merito, aveva chiesto di organizzare un incontro con il responsabile dell'urbanistica della città di Aosta e con il responsabile del piano, per valutare in senso generale le prospettive dell'Amministrazione comunale nei confronti del problema delle cooperative edilizie e del verde nella città di Aosta; voleva quindi avere delle indicazioni di prospettiva. Non è stato possibile organizzare questi incontri entro i 30 giorni, ma la Commissione aveva comunque ribadito la loro opportunità, prima di pronunciarsi in merito alla deliberazione della Giunta.

Il Presidente della Giunta, a mio giudizio a conoscenza di questi elementi e della volontà della Commissione di documentarsi, passando sulla testa della stessa Commissione, ha voluto dimostrare che la Giunta può comunque portare le deliberazioni direttamente all'esame del Consiglio. Personalmente non ritengo che questo metodo sia né democratico, né opportuno. Questa è la mia opinione.

Pertanto noi non ci dichiariamo ne favorevoli, né contrari al merito del provvedimento, sia che riguardi le forze dell'ordine, sia che riguardi i meridionali, che il Consigliere Gremmo non vorrebbe, ma noi diciamo che, quando la Commissione vuole effettuare un'audizione

(...Interruzione del Consigliere Gremmo...)

... Va bene; prima però hai fatto degli apprezzamenti sul Partito Comunista Italiano ed io non ti ho risposto... Permetti...

GREMMO (fuori microfono):Ma non puoi cambiarmi le parole in bocca!

PRESIDENTE:Rivolgetevi alla Presidenza, così evitate...

MAFRICA (P.C.I.):Ritiro quest'ultima parte, perché non voglio innescare polemiche superflue...

GREMMO (fuori microfono): Grazie.

MAFRICA (P.C.I.):Preciso che la mia polemica non è con il Consigliere Gremmo, ma con il metodo adottato dalla Giunta di non rispettare la volontà della Commissione tesa ad approfondire un argomento per dare una risposta equilibrate e di prospettiva al tema degli insediamenti urbanistici nella città di Aosta.

Poiché non ritiene giusto pronunciarsi senza aver prima esperito tutte le indagini necessarie, il nostro Gruppo si astiene dal votare nel merito il provvedimento in esame e sottolinea che il comportamento della Giunta verso le Commissioni non è accettabile e noi lo denunceremo di volta in volta.

PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Rollandin; ne ha facoltà.

ROLLANDIN (U.V.):Je ne veux pas faire encore des polémiques sur ce sujet. Sur ce dernier point je pensais avoir souligné qu'il ne s'agit pas de dépasser la possibilité des Commissions de travailler. Je crois qu'on a donné l’opportunité d'évaluer que, sur toute une série d'autres points, là où il n'y avait pas l'urgence, nous avons accepté de renvoyer et de reprendre la question après. Je crois que si on veut utiliser l'argument pour me faire dire des choses que je n'ai jamais pensées, on peut très bien le faire.

Je veux souligner qu'il n'y a absolument pas cette attitude de la part du Gouvernement régional. Je crois qu'on a dit, d'une façon assez documentée, les raisons qui étaient à la base de ce choix d’insister pour le discuter aujourd'hui. Il n'y a rien d'autre à ajouter Je regrette qu'il n'y ait pas eu la possibilité, car je crois que s'il y avait eu l'opportunité, de la part de la Commission, d'écouter la Commune d'Aoste, toute une série de discussions auraient été inutiles.

Je veux encore signaler que l'accuse de ne pas écouter les Commissions ne coïncide pas avec l'attitude du Gouvernement régional.

PRESIDENTE:Se nessuno chiede la parola, pongo in votazione la deliberazione in oggetto.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 34

Votanti: 29

Favorevoli: 28

Contrari: 1

Astenuti: 5 (Bajocco, Chenuil, Dolchi, Mafrica e Tonino)

Il Consiglio approva