Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 98 del 19 ottobre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 98/IX - PROGETTO DI INSEDIAMENTO DI UNA NUOVA ATTIVITÀ INDUSTRIALE NELL'AREA DELL'EX MORGEX-CARBO. - (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco ed iscritta al punto 8 dell'ordine del giorno.

INTERPELLANZA

In risposta ad una precedente iniziativa del gruppo comunista, relativa all'insediamento nell'area ex-Morgex Carbo di uno stabilimento per la produzione di acqua minerale, l'Assessore competente aveva confermato la presenza della PARMALAT S.p.A. tra gli azionisti della Società interessata alla utilizzazione delle sorgenti del Monte Bianco.

Poiché in questi ultimi tempi si sono avute notizie clamorose sui debiti della PARMALAT S.p.A. e su eventuali fallimenti del gruppo industriale Tanzi, i sottoscritti Consiglieri del Gruppo comunista

INTERPELLANO

l'Assessore competente per sapere:

1) a che punto si trova la realizzazione del progetto d’insediamento di una nuova attività industriale nell'area ex-Morgex Carbo;

2) quali effetti potrebbero derivare al progetto in questione dalle evidenti difficoltà di un suo importante azionista;

3) per quali motivi la Giunta regionale non ha ancora interessato le commissioni competenti ad un esame della situazione visto che l'investimento regionale per il nuovo stabilimento di Morgex potrebbe ammontare a circa 40 miliardi.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): E' passato ormai quasi un anno da quando la Regione ha acquistato per 2.200.000.000 l'area dell’ex stabilimento MORGEX CARBO, sulla quale dovrebbe sorgere uno stabilimento per la produzione di acqua minerale ed altri insediamenti produttivi che riescano ad occupare tutto il personale messo in cassa integrazione da parte dell'ex MORGEX CARBO.

Prima della chiusura della passata legislatura, abbiamo appreso che tra gli azionisti della società interessata alla nuova iniziativa c'è la PARMALAT, che nel progetto relativo allo sfruttamento delle acque minerali avrebbe dovuto garantire la parte pubblicitaria e commerciale dell'intera operazione. Si tratta di una parte di un certo rilievo, perché, se risultano giuste alcune notizie delle quali noi siamo in possesso, l'investimento pubblicitario per le acque minerali sarebbe di 30 miliardi, 9 dei quali dovrebbero essere dati dalla Regione a fondo perduto, mentre altri nove dovrebbero essere dati sotto forma di intervento finanziario da recuperare.

A questo punto però abbiamo delle preoccupazioni, a causa delle notizie che sono circolate diffusamente su tutti i giornali sul conto della PARMALAT: dapprima si sono avute notizie di trattative per una possibile vendita della PARMALAT alla KRAFT, che però poi è sfumata, ma non ne sappiamo le ragioni; si è poi avuta notizia di un tentativo di salvataggio della PARMALAT da parte della FEDERCONSORZI, ma la cosa dovrebbe essere ancora in discussione, perché pare che sia molto rilevante (500 o 600 miliardi) il monte debiti della PARMALAT.

Tra l'altro c’è da osservare che una delle parti meno riuscite dell'attività della PARMALAT sembra essere stata proprio quella pubblicitaria. La ditta infatti, appena entrata nel campo dei succhi di frutta, aveva lanciato l'operazione "prendi 3, paghi 2", che però pare abbia contribuito a portare liquidità all'azienda, ma anche ad incrementare il livello delle sue passività.

Siccome l’ex MORGEX CARBO era sostanzialmente l'unica industria della Valdigne e poiché a nostro giudizio è di notevole rilevanza per la collettività valdostana la presenza di una industria in quella zona, ci pare che debba essere esaminata con molta attenzione questa situazione e che tutte le decisioni da prendere abbiano un accurato vaglio preventivo.

E' in questo senso perciò che vogliamo sapere se la Giunta regionale intende portare all'esame delle Commissioni competenti il progetto e le decisioni conseguenti e vogliamo conoscere il suo giudizio sulla vicenda della PARMALAT e sulla presenza di codesta ditta in seno alla società SORGENTI MONTE BIANCO con le funzioni che prima ho ricordato.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti, Lanivi; ne ha facoltà.

LANIVI (A.D.P.): Posso rispondere alla prima domanda dell'interpellanza dicendo che si sta procedendo all'attuazione dell'insediamento produttivo nell'area dell'ex MORGEX CARBO e penso che tra poco saremo in grado di conoscere il progetto del nuovo insediamento industriale.

Al secondo interrogativo dell'interpellanza risponderò ripetendo quanto ho già avuto modo di dire in Consiglio, cioè che gli azionisti della Società SORGENTI MONTE BIANCO sono cinque: PARMALAT (24%), ELETTROCARBONIUM (24%), SOCIETÀ AUTOPORTO DI POLLEIN (24%), due imprese di Torino (24%) e la FINAOSTA (4%). Con il coinvolgimento in maniera così importante nella Società SORGENTI MONTE BIANCO del Gruppo cui apparteneva l'ex MORGEX CARBO si è raggiunto un risultato positivo, auspicato anche dal Consiglio regionale. Quanto ho detto vale ad indicare la composizione societaria e la forza degli azionisti.

Poiché solo poco fa si è parlato dell'operazione DREHER-S.I.B., ribadisco che in questo momento è indubbio che nel settore industriale, sempre in linea con una politica finanziaria ed industriale non più circoscritta ai confini nazionali, si stiano perseguendo forme di collaborazione nazionale ed internazionale (joint-venture) che richiedono anche una modifica del nostro atteggiamento.

In questo contesto, l'esposizione debitoria della PARMALAT è quella tipica di un grande gruppo ed il fatto stesso che altri grandi gruppi abbiano interesse a collaborare con essa o ad acquisirla sta a dimostrare che ci troviamo di fronte ad un complesso molto grande. Su questo sfondo si muovono, a volte anche a scopo puramente tattico, le notizie che noi recepiamo, ma che non sappiamo fino a che punto corrispondano al vero, nel senso che la concorrenza è abbastanza agguerrita e non ha alcuna difficoltà a pubblicizzare notizie anche a scopo puramente allarmistico. Che la PARMALAT non sia in una situazione fallimentare e che le notizie apparse anche sulla stampa siano state in qualche maniera enfatizzate su toni allarmistici è dimostrato dal fatto che la stessa società ha sporto querela contro i responsabili della loro diffusione. La PARMALAT quindi non è una società sull'orlo del collasso od in procinto di chiudere, ma è un gruppo che, anche in vista di un nuovo assetto internazionale, cerca nuove forme di collaborazione che, allo stato attuale, non costituiscono alcun pericolo per la nostra società.

Se si vuole affrontare questo argomento in sede di Commissione, offro fin d'ora, come del resto ho sempre fatto, la mia piena disponibilità, specie se i Consiglieri intendono approfondire argomenti che magari sono stati affrontati in maniera troppo sintetica o succinta in Consiglio regionale, e sono disponibile, sempre se avvisato per tempo, a rispondere od a garantire qualificate presenze.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Noi siamo d'accordo sul fatto che questo progetto venga esaminato dalla Commissione competente. Ci rendiamo conto che la presenza dei grandi gruppi pone problemi di informazione e contro-informazione che si ripercuotono anche su di noi e sulla nostra Regione e non intendiamo schierarci in modo pregiudiziale a favore dell'una o dell'altra tesi. Crediamo, in vero, che questa Regione e le Commissioni competenti siano in grado di avvalersi di contributi tecnico-scientifici affidabili per valutare la reale situazione finanziaria e l'affidabilità di qualunque impresa ad un certo punto della sua storia.