Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 95 del 19 ottobre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 95/IX - PROPOSTA DI FUSIONE PER INCORPORAZIONE DELLA SOCIETÀ SIB DI POLLEIN NELLA SOCIETÀ BIRRA DREHER S.p.A. - (Interrogazione).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interrogazione in oggetto, presentata dai Consiglieri Mafrica e Bajocco ed iscritta al punto 5 dell'ordine del giorno.

INTERROGAZIONE

Dal Bollettino Ufficiale delle S.p.A. e S.r.l. della Regione (n. 362 del 10 settembre 1988) si apprende che la Società S.I.B. di Pollein ha deliberato, nell'Assemblea straordinaria dei soci tenutasi il 15 giugno 1988, di accogliere la proposta di fusione per incorporazione nella Società Birra Dreher S.p.A., con sede in Popoli (PE).

Poiché dal verbale dell'Assemblea non risulta alcun cenno all'eventuale trasferimento della Sede legale della Birra Dreher S.p.A. in Valle d'Aosta, i sottoscritti Consiglieri regionali del gruppo comunista

INTERROGANO

l'Assessore all'Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti per sapere:

1) se la Giunta regionale ha dato il suo assenso, attraverso la FINAOSTA, all’operazione predetta;

2) quali valutazioni vengono date sui possibili effetti della fusione sul piano produttivo, commerciale ed occupazionale;

3) se la carenza del requisito relativo alla sede legale in Valle d'Aosta, finora ascrivibile alla Società incorporante, crea qualche problema nel subentro della stessa ai rapporti finanziari in precedenza esistenti tra Regione e S.I.B.;

4) quali effetti si avrebbero sulle entrate della Regione (ottenute dal riparto fiscale) qualora la Dreher non intendesse trasferire la sede legale in Valle d'Aosta.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore alle Finanze, Voyat; ne ha facoltà.

VOYAT (U.V.): Prima di procedere alla fusione con la DREHER, la S.I.B. non ha chiesto alcuna autorizzazione, né alla FINAOSTA, né all'Amministrazione regionale, anche perché queste ultime non avrebbero avuto la benché minima possibilità di approvare o di impedire la fusione, in quanto la Regione, tramite la FINAOSTA, non detiene alcuna partecipazione azionaria nella proprietà della S.I.B..

A fusione avvenuta, la FINAOSTA ha immediatamente chiesto alla S.I.B. di restituire, secondo quanto prescritto dalle leggi regionali, i prestiti ottenuti dall'Amministrazione regionale. La S.I.B. ha subito offerto una garanzia fideiussoria per confermare la restituzione del prestito. Spiegherò in seguito che cosa proporremo in merito al Consiglio regionale.

Per quanto concerne il secondo punto dell'interrogazione ("quali valutazioni vengono date sui possibili effetti della fusione sul piano produttivo, commerciale ed occupazionale") la DREHER ci ha chiesto di poter produrre 1.000.000 di ettolitri di birra entro il 1992/93, elevabili addirittura a 1.400.000 se riuscirà ad ampliare la zona di produzione, cosa che consentirebbe all'Amministrazione regionale di introitare intorno ai 43 miliardi, cioè più del doppio quindi dei 18 miliardi circa previsti per il 1988.

Nel merito del terzo punto dell'interrogazione, la carenza della sede fiscale in Valle d'Aosta comporta ovviamente una diminuzione di introiti per l'Amministrazione regionale, perché l'I.V.A., l'I.R.P.E.G. e l'I.R.P.E.F. devono essere pagate dove è situata la sede sociale. Nel 1987 la Regione ha incassato circa 900 milioni tra I.R.P.E.G. e I.R.P.E.F., mentre la S.I.B. ha ottenuto un rimborso di I.V.A. per circa 360 milioni; sulla base dei conteggi relativi al 1987, con il cambio di sede sociale la Regione avrebbe un introito di 590 milioni in meno.

Questa situazione sarebbe valida sino all'applicazione dell'art. 6 della legge n. 690, nel quale si prevede che l'I.V.A., l'I.R.P.E.G. e l'I.R.P.E.F. attualmente pagate dalla S.I.B. o dalla DREHER fuori Valle siano nuovamente incamerate dall'Amministrazione regionale. La Giunta ha già approvato in proposito un disegno di legge che, vista la tendenza delle medie e grandi industrie che operano in Valle d'Aosta ed in alta Italia a formare grandi cooperative di distribuzione e di produzione, offre alle ditte con più di 50 dipendenti ed in particolari situazioni di cooperazione, tanto a livello nazionale che internazionale, la possibilità di derogare al condizionamento della sede fiscale in Valle d'Aosta. Si tratta di una proposta che verrà comunque discussa in Consiglio regionale.

Nel 1987 l'imposta di fabbricazione della S.I.B. è ammontata a 10 miliardi e, sulla base delle previsioni della stessa azienda, che però ci saranno sottoposte in seguito dalla DREHER, nel 1988 essa dovrebbe ammontare a 18 miliardi, nel 1989 a 20, nel 1990 a 22, nel 1991 resterebbe ferma a 22 miliardi e nel 1992 salirebbe a 23 miliardi.

Ovviamente l'aumento della produzione comporterebbe anche un conseguente aumento della mano d'opera occupata, che però al momento non saprei quantificare, ma che sicuramente sarà oggetto di un successivo approfondimento qualora si rendesse necessario procedere alla stipula di una nuova convenzione.

PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Mafrica; ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Sono rimasto solo parzialmente soddisfatto da quanto è stato detto dall'Assessore alle Finanze, perché, stando almeno a quello che è stato riferito alla Regione, i programmi prevederebbero una certa espansione della produzione e quindi del numero degli occupati. Questo aspetto è da valutare positivamente, sempreché ovviamente i fatti terranno fede agli impegni che sono stati assunti.

Non capisco invece l'affermazione che la Regione non poteva dire la sua, visto che all'assemblea che ha deciso la fusione per incorporazione della S.I.B. nella DREHER era presente anche il rappresentante degli obbligazionisti della Regione. Ora, siccome la Regione ha sottoscritto obbligazioni per almeno 5 miliardi e siccome ho con me delle delibere, che non so se siano state successivamente modificate, nelle quali è prevista la presenza della Regione nel Consiglio di amministrazione, io credo che comunque, anche se in un secondo tempo l'operazione della partecipazione azionaria è stata messa da parte su richiesta della S.I.B., con questo tipo di rapporti la Regione avrebbe potuto far conoscere le sue intenzioni attraverso i propri rappresentanti.

Mi pare che sia da valutare attentamente anche un altro elemento relativo alle entrate fiscali. E' vero che con una certa procedura, che ancora non si è riusciti a perfezionare, potremmo rientrare in possesso delle imposte versate fuori dalla Valle d'Aosta, credo però che dovrebbe essere fatto un ulteriore sforzo di convincimento nei confronti della DREHER, perché questo semplificherebbe il tutto. Il fatto che la sede legale della società sia fuori dalla Valle o che si debba presentare un progetto di legge per regolarizzare queste cose sono sicuramente procedure più complesse rispetto al semplice trasferimento della sede legale in Valle d'Aosta..

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

... e allora questo diventa un problema di una certa importanza, perché riusciamo...

(...INTERRUZIONE del Presidente ROLLANDIN...)

... Sì, sì, capisco che siano società multinazionali, però noi abbiamo il dovere, finché è possibile, di tutelare l'occupazione e gli introiti della nostra Regione.