Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 90 del 6 ottobre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 90/IX - ILLUSTRAZIONE ALLA COMMISSIONE CONSILIARE COMPETENTE DI UN PROGRAMMA DI ULTERIORE AMPLIAMENTO DEL COMPRENSORIO SCIISTICO DELLO CHECROUIT. (Approvazione di mozione).

PRESIDENTE: Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:

MOZIONE

RICORDATO che, la Società Val Veny S.p.A. ha fatto pervenire agli Assessori regionali all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale e al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali un programma di ulteriore ampliamento del comprensorio sciistico dello Chécrouit con la realizzazione di nuovi impianti a fune e piste nella zona dell'Arp;

APPRESO che il programma di intervento prevederebbe la realizzazione di piste artificiali a sbalzo, di un tunnel di 300 metri e richiederebbe la realizzazione di molti chilometri di strade di alta quota;

RILEVATO che, il programma di interventi presentato dalla Società Val Veny interessa un comprensorio fragile dal punto di vista geologico, mette in pericolo la stabilità del suolo e l'integrità di zone boscate, e andrebbe ad aggravare una situazione già gravemente compromessa;

CONSTATATO che la Giunta regionale, con deliberazione n. 4566 del 22 maggio 1987, ha ritenuto opportuno affidare all'ing. Franco BOGETTI un incarico di verifica della fattibilità e delle modalità e tempi di esecuzione del programma di intervento;

RICORDATO che già in passato la Giunta regionale aveva dovuto intervenire rilevando il dissesto idrogeologico del comprensorio dello Chécrouit e vietando ulteriori interventi di espansione;

RILEVATO inoltre che il programma di intervento avrebbe un costo superiore ai 35 miliardi che sarebbe in gran parte a carico dell'Amministrazione regionale;

EVIDENZIATO che un impegno così gravoso ed una scelta così delicata richiede un approfondito esame non solo da parte della Giunta, ma anche da parte dei competenti Organi del Consiglio;

il Consiglio regionale

DELIBERA

di impegnare gli Assessori all'Agricoltura, Foreste ed Ambiente Naturale e al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali a:

1) illustrare dettagliatamente il programma di interventi in una apposita riunione della Commissione consiliare Assetto del Territorio e Tutela dell'Ambiente;

2) fornire ai componenti delle citate Commissioni copia dei pareri espressi dal Servizio tutela dell'ambiente naturale e delle foreste; del Servizio sistemazioni idrauliche e di difesa del suolo; della Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali; nonché copia della relazione dell'ing. F. BOGETTI;

3) non rilasciare alcuna forma di autorizzazione alla realizzazione del citato programma prima dell'acquisizione di un formale parere da parte della citata Commissione consiliare.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Questa mozione affronta un argomento importante. Si tratta di un progetto di ulteriore espansione del comprensorio sciistico, presentato all'inizio del 1987 dalla società Val Veny, che prevede la costruzione di un nuovo impianto che dal Col Chécrouit dovrebbe arrivare alla zona dell'Arp, con la realizzazione di piste di rientro costruite artificialmente, con un tunnel artificiale di circa 300 mt, con la realizzazione di chilometri di strade in alta quota in zone molto delicate dal punto di vista idrogeologico, con una spesa che è stata valutata superiore ai 35 miliardi, in cui una quota importante sarebbe a carico dell'Amministrazione regionale. Questo progetto di ampliamento del comprensorio sciistico è fonte di preoccupazione, perché tutti conosciamo quali siano già stati i danni provocati dalla società Val Veny nel comprensorio del Plan Chécrouit e Col Chécrouit e del versante della Val Veny. Gli interventi massicci realizzati con scarsa attenzione al delicato assetto ambientale, hanno determinato in vaste zone uno sconvolgimento dell'ambiente naturale e un dissesto idrogeologico molto grave, tant'è vero che il Consiglio regionale ha dovuto deliberare degli interventi di ripristino per parecchi miliardi a carico del bilancio regionale.

So che questo progetto è già stato esaminato lo scorso anno dagli uffici competenti dell'Assessorato all'Agricoltura e Foreste e dall'Assessorato al Turismo; mi risulta che i servizi addetti a questi esami abbiano espresso fin dall'inizio della primavera 1987 un giudizio molto preoccupato e negativo su questo progetto, tant'è vero che in data 22 maggio 1987 la Giunta regionale ritenne di affidare ad un tecnico (l'ing. Bogetti) un esame di questo progetto per verificarne più a fondo fattibilità, modalità di esecuzione, caratteristiche, ecc.. Qui vengono citati anche i pareri espressi dal Servizio di tutela dell'ambiente, dal Servizio sistemazioni idrauliche e di difesa del suolo, in cui si evidenziano degli aspetti molto preoccupanti su questo progetto.

Ora, mi risulta che questo argomento è all'esame del Consiglio Comunale di Courmayeur, che non ha assolutamente su questo problema una posizione univoca, tant'è vero che sono rimasto sorpreso nel sentire che la discussione su questo argomento nell'ultimo Consiglio Comunale di Courmayeur è avvenuta a porte chiuse, per una serie di divergenze che sono presenti all'interno della Giunta e del Consiglio comunale. E' un metodo un po’ strano di discutere progetti che riguardano tutta la comunità, ma che comunque indica un imbarazzo che è presente rispetto a queste scelte.

Siccome l'intervento è grosso, delicato, costoso e potrebbe rischiare di pregiudicare definitivamente un'area che è già pesantemente compromessa, chiediamo che ci sia una adeguata informazione del Consiglio tramite le Commissioni, in particolare la Commissione competente sull'assetto del territorio, su quali sono esattamente le caratteristiche di questo progetto, le sue dimensioni, le sue eventuali prosecuzioni nel futuro. Chiediamo inoltre di avere tutta la documentazione finora fornita dagli uffici, dall'ingegnere incaricato di questo studio, in modo da avere chiara tutta la situazione, gli inconvenienti che ci sarebbero in questa opera di espansione e i problemi che si pongono.

Chiediamo quindi con questa mozione che non venga rilasciata dall'Amministrazione regionale, dagli uffici regionali, dagli Assessorati competenti nessuna forma di autorizzazione, prima che ci sia un esame approfondito di questo argomento, a partire da una discussione in Commissione su tutti gli aspetti del progetto e sui rilievi che finora sono stati assunti su questo argomento.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Faval, ne ha facoltà.

FAVAL (U.V.): Si l'on croit, comme nous croyons, à l'activité économique du tourisme dans la Vallée d'Aoste, surtout en ce qui concerne le tourisme hivernal, il est indispensable que les stations de ski de la Vallée d'Aoste puissent s’équiper de façon à être concurrentes envers les stations de ski que nous avons autour de notre Vallée. Tout le monde sait très bien ce qui se passe en Suisse au point de vue de l'équipement et des investissements dans le domaine du ski; la même chose se passe en Savoie qui est à la frontière de la Vallée d'Aoste.

Donc il est nécessaire qu'à Courmayeur l'on puisse agrandir le domaine skiable, aussi pour la raison que la qualité des skieurs s'est améliorée de façon remarquable, et cela fait que les skieurs n'aiment pas répéter continuellement les mêmes pistes. Vous savez très bien qu'au Sud Tyrol une des grandes publicités c'est la possibilité de pouvoir parcourir avec le même skipass 400 remontées mécaniques. Cela dans le sens de pouvoir mettre en liaison les différentes vallées l'une après l'autre.

L'effort que l'on prévoit de faire aussi en Vallée d'Aoste, va dans cette direction.

Cela dit, nous avons nous-mêmes le souci qui a été signalé par M. Riccarand, c’est-à-dire de pourvoir d'un côté à doter les stations de ski des équipements qui sont nécessaires pour avoir la possibilité de nous présenter avec tout ce qu'il fait sur le marché international, mais en même temps nous avons la préoccupation de ne pas gâcher notre territoire qui en effet demeure notre grande richesse. C'est d'ailleurs dans ce sens qu’il a été nommé un expert, pour qu'il nous donne avec son expérience toutes les données qui sont nécessaires pour travailler correctement dans un milieu très délicat.

Justement parce que l'on a ce genre de souci, tout dernièrement dans mon bureau s'est tenue une réunion, à laquelle ont participé les responsables de l'agriculture (notamment l'Assesseur Perrin et ses fonctionnaires), l'ingénieur Bogetti, moi-même et le fonctionnaire de l'Assessorat au Tourisme. Cela pour faire le point sur la situation actuelle; à la suite de cette réunion les différents techniciens ont pris l'engagement de nous fournir un rapport définitif. Le gros problème que nous avons ici, c'est celui de construire la route pour servir aux différentes machines qui doivent monter sur le pic de l'Arp pour construire l'arrivée de la remontée mécanique.

Actuellement nous n'avons pas encore de rapport, nous devrions disposer au plus tôt des données techniques. Je peux anticiper ceci: j'ai été étonné de l'attention avec laquelle on est en train de projeter cette route, au point que l'on arrive à établir quel est le nombre presque des pierres qu’on va enlever à l'endroit X et l’on doit prévoir aussi où ces pierres doivent être reportées.

Donc nous n’avons aucun problème à accepter la première partie de la motion, dans le sens qu’aussi tôt que nous aurons les données, bien volontiers on va les discuter avec la Commission.

En ce qui concerne le 3ème point, je crois qu'entre-temps les différentes démarches aux différents niveaux (c’est-à-dire Commune, Assessorat, etc.) par rapport aux choses qu'on peut faire, on ne peut pas les nier, parce que sinon tout s'arrête.

Donc nous proposons que la troisième question posé dans la motion soit effacée pour permettre que tout au moins au niveau bureaucratique et administratif les parties que l'on peut licencier, puissent être faites. Pour le reste notre disponibilité est totale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Il problema è che la società Val Veny, nel suo modo di operare, ha sempre agito in modo subdolo. Ha sempre fatto dei progetti limitati e poi dopo sei mesi ampliava il progetto, dopo un anno presentava un nuovo progetto, e procedendo di questo passo ha massacrato un intero comprensorio.

Ricordo che non molti anni fa la Giunta regionale fece una deliberazione con cui bloccava ogni intervento di espansione della Società Val Veny, decidendo di non costruire nuovi impianti fino a quando non ci fosse un'opera di ripristino avviata. La situazione non è cambiata dal punto di vista del dissesto; si sono fatti degli interventi, ma il grosso del dissesto è rimasto tale e quale. Quindi, a mio avviso, prima di autorizzare alcune procedure di questo ulteriore progetto (di cui, ripeto, non sono ben chiare le caratteristiche e le dimensioni, però dalle notizie che emergono è un progetto enorme, costosissimo, che andrà a provocare danni notevolissimi) sarebbe bene avere in Commissione un confronto complessivo. Non mi sembra corretto che comunque si cominci ad autorizzare la parte dell'impianto di risalita, dopo si parlerà della strada, e poi del tunnel, ecc.. Il progetto è un progetto globale e sarebbe bene che in Commissione si potessero avere tutte le caratteristiche; poi ci saranno valutazioni diverse, per cui la Giunta farà le sue scelte. Però insisterei - non credo che questo comporti delle perdite di tempo eccezionali - che prima di formali provvedimenti da parte della Giunta, ci sia un esame in Commissione, in modo che almeno a livello informativo sappiamo a cosa andiamo incontro. Poi ognuno farà le sue valutazioni diverse.

Quindi insisterei perché la Giunta e l'intero Consiglio accolgano l'interezza delle tre proposte contenute nella mozione, perché sono essenziali per avere un quadro preciso di insieme della situazione e si possa intervenire, per quanto ognuno può, prima che tutto quanto sia già avviato.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore al Turismo, Urbanistica e Beni Culturali Faval, ne ha facoltà.

FAVAL (U.V.): Seulement pour ajouter ceci: dans l'hypothèse où les données techniques nous disent que nous pouvons aller de l'avant parce que nous avons sauvegardé ce qu'il fallait sauvegarder, nous allons perdre encore du temps, si une partie des démarches au niveau bureaucratique ne sont pas autorisées (je pense, par exemple, à toutes les autorisations qu'il faut avoir au niveau de bureau pour les transports et ainsi de suite).

Face à la Val Veny l'attitude de la Junte a été très sérieuse et très nette: on a imposé un technicien qui doit nous dire la façon de laquelle on peut aller de l'avant. Donc au point de vue de l'intervention sur le territoire nous avons des garanties.

C'était l'autre partie sur laquelle nous pensons qu'aussi le Conseil peut être disponible à aller de l'avant, parce que la façon de laquelle est formulé la proposition de la motion empêche toute démarche. Sur cela on ne peut pas être d'accord, pour les raisons que je viens de dire.

Cela ne signifie pas compromettre le jugement que nous pourrons donner au point de vue du territoire, après que la confrontation avec les techniciens sera faite par la Commission. C'est dans ce sens que je demande d'effacer la proposition au point 3.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Avrei piacere se il Presidente del Consiglio mi rileggesse quanto stabilito nell'ultima riunione della Commissione per il Regolamento sugli atti che obbligatoriamente devono passare all’esame delle Commissioni. Faccio mia la richiesta di votare per punti il deliberato della mozione.

PRESIDENTE: Le materie che devono passare al vaglio delle Commissioni nell'ambito amministrativo sono: piani e programmi generali e settoriali di intervento economico e finanziario nelle materie di competenza regionale; piani di sviluppo dell'assetto territoriale della Regione.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Mafrica, ne ha facoltà.

MAFRICA (P.C.I.): Voglio solo precisare all'Assessore, che non partecipava alla Commissione per il Regolamento, che è stato in quella sede stabilito quali sono gli atti che prima devono passare nella Commissione per il parere. Si parla al secondo punto di piani che riguardano lo sviluppo del territorio.

PRESIDENTE: Si passa alla votazione della mozione per punti, pongo in votazione il punto 1:

1) illustrare dettagliatamente il programma di interventi in una apposita riunione della Commissione consiliare Assetto del Territorio e Tutela dell'Ambiente;

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Pongo in votazione il punto 2:

2) fornire ai componenti delle citate Commissioni copia dei pareri espressi dal Servizio tutela dell'ambiente naturale e delle foreste; del Servizio sistemazioni idrauliche e di difesa del suolo; della Sovrintendenza ai Beni Culturali e ambientali; nonché copia della relazione dell'Ing. F. Bogetti.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Credo che ci sia un po’ di ambiguità in questa richiesta della Giunta di non votare il punto 3. Dice l'Assessore che ci sono dei tecnici incaricati di verificare come si può realizzare questa strada o come si può fare questo intervento, senza pregiudicare l'ambiente, ecc. Ma questa è una parte del problema; c'è un'altra parte del problema che è una valutazione complessiva sulla opportunità e utilità del progetto, che è di competenza anche questa della Commissione e del Consiglio. Si tratta di un progetto di notevole portata, quindi è una valutazione anche sulla opportunità del progetto, oltre che sulle modalità di realizzazione. Andare a rilasciare comunque delle autorizzazioni senza che ci sia stata da parte delle Commissioni consiliari un pronunciamento di massima favorevole al progetto, non è corretto e non è neanche coerente con la impostazione che abbiamo dato al Regolamento. Se si comincia a rilasciare le autorizzazioni rispetto al Ministero dei Trasporti, i nulla osta per realizzare l'impianto che va all'Arp, tutto questo si basa poi su un progetto che però è stato esaminato da chi? Non di sicuro dal Consiglio.

Insisterei perché la Giunta accolga anche questa richiesta, in modo che in Commissione si possa fare un esame complessivo del progetto nella sua bontà di obiettivo generale, oltre che negli aspetti tecnici che sono però una derivazione di una scelta complessiva che anzitutto va fatta.

PRESIDENTE: Pongo in votazione il punto 3:

3) non rilasciare alcuna forma di autorizzazione alla realizzazione del citato programma prima dell'acquisizione di un formale parere da parte della citata Commissione consiliare.

ESITO DELLA VOTAZIONE

Presenti: 26;

Votanti: 25;

Favorevoli: 5;

Contrari: 20;

Astenuti: 1 (Aloisi).

Il Consiglio non approva

PRESIDENTE: Termina così la disamina dell'ordine del giorno, il Consiglio esaurisce i suoi lavori e sarà convocato a domicilio.

La seduta è tolta.