Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 68 del 5 ottobre 1988 - Resoconto

OGGETTO N. 68/IX - ADATTAMENTO DEI NUOVI PROGRAMMI DELLA SCUOLA ELEMENTARE ALLE ESIGENZE SOCIOCULTURALI E LINGUISTICHE DELLA VALLE D'AOSTA. (Interpellanza).

PRESIDENTE: Do lettura dell'interpellanza presentata dal Consigliere Riccard:

INTERPELLANZA

PREMESSO che l'apertura del nuovo anno scolastico presenta, nella scuola elementare, la grossa novità dell'introduzione (sia pure in via sperimentale ed in numero limitato di classi) dei nuovi programmi e dei loro "Adattamenti alle esigenze socioculturali e linguistiche della Valle d'Aosta";

RICORDATO che tali "adattamenti" si basano sul principio (estremamente discusso e discutibile nella sua validità didattica) della suddivisione delle attività scolastiche, nella rigida produzione del 50% in lingua italiana e del 50% in lingua francese;

RICORDATO altresì, che tali "Adattamenti" sono stati concordati fra la Giunta regionale ed il Ministero della Pubblica Istruzione senza alcun coinvolgimento del Consiglio regionale che pure avrebbe dovuto esprimersi sui contenuti e gli indirizzi di fondo di una riforma così importante.

EVIDENZIATO che l'introduzione di nuovi programmi ed il loro adattamento alla realtà valdostana deve avere come fine una scuola primaria più qualificata, in grado di offrire un migliore servizio e capace di ridurre ulteriormente i fenomeni di selezione;

AL FINE di conoscere i provvedimenti che sono stati assunti per avviare l'attuale fase sperimentale e di verificare le intenzioni della Giunta regionale;

il sottoscritto Consigliere regionale

INTERPELLANO

L'assessore regionale alla Pubblica istruzione per conoscere:

1) quali provvedimenti sono stati assunti per avviare l'applicazione dei nuovi programmi, e relativi adattamenti, nella scuola elementare della Valle d'Aosta;

2) quali strumenti di supporto tecnico scientifico al lavoro degli insegnanti sono stati predisposti e quali ulteriori strumenti si intendono individuare;

3) se non ritiene opportuno illustrare in una apposita riunione della competente Commissione consiliare, allargata ai Capigruppo, tutta la complessa materia riguardante i nuovi programmi ed i delicati risvolti di carattere didattico e sindacale.

PRESIDENTE: Ha chiesto di illustrare l'interpellanza il Consigliere Riccarand ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Lo scopo principale di questa interpellanza è quello di portare all'interno del Consiglio l'informazione e il dibattito sugli importanti cambiamenti che stanno verificandosi nella scuola elementare con l'entrata in vigore, che avviene quest'anno, dei nuovi programmi per la scuola elementare in generale e con gli adattamenti dei programmi (che soprattutto incidono da noi) alle esigenze socioculturali e linguistiche della Valle d'Aosta.

Si tratta di cambiamenti grossi e importanti, su cui finora né il Consiglio regionale né le Commissioni consiliari, né in questa né nella precedente legislatura, hanno mai potuto discutere seriamente. Infatti, voglio ricordarlo per l'ennesima volta perché secondo me non è stata una cosa positiva, tutta la vicenda degli adattamenti ai programmi è stata gestita fuori dal Consiglio. La proposta è stata presentata al Ministero della Pubblica Istruzione dalla Giunta regionale, senza che fosse mai discussa nel merito dagli organi competenti del Consiglio. Gli adattamenti sono stati poi approvati e resi esecutivi con una semplice deliberazione di Giunta regionale in data 12 febbraio 1988.

Tutto questo, pur sapendo che sullo argomento c'erano diversità di vedute, c'erano preoccupazioni da parte degli insegnanti della scuola elementare, preoccupazioni che si erano anche tradotte in una petizione di 425 insegnanti della scuola elementare che riguardava soprattutto il contenuto di questi adattamenti e le loro modalità di applicazione.

Non vorremmo che il Consiglio, dopo essere stato esautorato dalla discussione (di grossa rilevanza) sugli adattamenti ai programmi, venisse esautorato anche dalla gestione, che parte quest'anno, dei nuovi programmi e dei loro adattamenti.

Quest'anno, a quello che mi risulta, ma sarà l'Assessore a spiegare meglio le cose, è partita quella che viene definita una sperimentazione, cioè gli adattamenti ai programmi partono dalla prima classe e riguardano tutte le prime classi della scuola elementare. Ebbene, chiediamo che sui contenuti obiettivi sull'impostazione di questa sperimentazione, che è una sperimentazione grossa e di notevole portata, ci sia un'adeguata informazione al Consiglio e ci sia poi un momento di verifica sui risultati raggiunti alla fine di questo anno scolastico.

Voglio sottolineare che ci troviamo di fronte, se veramente si vuole applicare quello che è contenuto negli adattamenti (e credo che l'intenzione sia questa), a qualcosa di totalmente nuovo, che presenta delle incognite e dei rischi. Non so esattamente come stanno le cose in giro per il mondo però sicuramente la nostra è un'esperienza che non ha facili punti di riferimento e di paragone a livello mondiale. Gli adattamenti prevedono in sostanza che tutta l'attività scolastica venga suddivisa rigidamente in un 50% da svolgere in lingua francese e un 50% da svolgersi in lingua italiana, attraverso un bilinguismo completo, sincrono, che - ripeto - difficilmente è riscontrabile in esperienze anche di educazione bilingue a livello mondiale. Non so dire a priori se questo sistema sarà positivo o creerà ancora più gravi difficoltà di apprendimento nei bambini di 6 - 7 anni; è una cosa che dobbiamo verificare. Però voglio sottolineare con questo la rilevanza dell'argomento.

Ho anche chiesto delle informazioni a dei centri specializzati, in particolare al Lochne, un centro di Parigi specializzato nel rinnovamento dell'educazione, e l'Amministratore, Norberto Bottani, mi ha segnalato alcune esperienze sull'argomento che sono quelle della Slovenia, del Canada e della Catalogna. Mi ha anche fornito una documentazione in materia, dicendo però che ogni caso ha una sua specificità, per cui, ad esempio nel caso della Slovenia, ci troviamo di fronte a situazioni in cui sono presenti due minoranze etniche; ai confini fra la Slovenia e l'Ungheria, minoranza ungherese e maggioranza slovena, e ai confini con l'Italia nelle zone dell'Istria, minoranza italiana e maggioranza slovena. In queste realtà c'è un discorso di bilinguismo simile, anche se non uguale, a quello che vogliamo avviare noi, ma in una situazione diversa.

L'Amministratore del Lochne sottolineava nella documentazione che mi ha inviato, che è fondamentale per queste esperienze avere due requisiti; intanto avere estrema chiarezza su quello che si vuole ottenere e poi avere i mezzi necessari, in particolare avere degli insegnanti che siano realmente bilingui, altrimenti l'esperienza di educazione bilingue può facilmente fallire, come è fallita - così mi dice - nelle esperienze fatte negli Stati Uniti.

Ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo, di importante, che è all'attenzione di molti genitori, e che avrà ripercussioni rispetto alle future generazioni, per cui chiediamo nell'interpellanza che di questo argomento si discuta approfonditamente. Quindi chiederemmo da parte dell'Assessore una illustrazione di come è stata impostata quest'anno l'esperienza, con quali insegnanti aggiunti, con quale tipo di supporti scientifici, in modo da avere degli elementi necessari e poi seguire via via questa sperimentazione nel corso dell'anno.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Pubblica Istruzione Vierin, ne ha facoltà.

VIERIN (U.V.): Avant de répondre aux questions posées par M. Riccarand, concernant "quali provvedimenti sono stati assunti per avviare l'applicazione dei nuovi programmi, e relativi adattamenti, nella scuola elementare della Valle d'Aosta; quali strumenti di supporto tecnico-scientifico al lavoro degli insegnanti sono stati predisposti e quali ulteriori strumenti si intendono individuare; " et enfin "se non ritiene opportuno illustrare in una apposita riunione della competente Commissione consiliare, allargata ai Capigruppo, tutta la complessa materia riguardante i nuovi programmi ed i delicati risvolti di carattere didattico e sindacale", Je voudrais moi aussi faire au moins des précisions sur la présentation qui a été faite par M. Riccarand et qui est aussi reportée dans l’interpellation.

Les précisions concernent avant tout la distinction qu'on doit faire entre l'introduction des nouveaux programmes de l'école primaire et l'introduction des adaptations de ces derniers.

Les nouveaux programmes d'enseignement de l'école primaire, approuvés en date de 12 février 1985 par le D.P.R. n° 104, sont entrés en vigueur dans les classes de première pendant l'année scolaire 86-87; cette année sont également appliquées dans les classes de deuxième et troisième. Par contre, les adaptations des programmes aux exigences du Val d'Aoste ont été approuvées et rendues exécutives par la délibération du Gouvernent régional n.1295 du 12.2.1988.

Elles entrent en vigueur cette année à partir de la classe de première, mais là, ni le programme de l'Etat ni les adaptations n'ont un caractère expérimental; il y a caractère expérimental seulement pour ce qui concerne le nouveau module d'organisation didactique, comprenant toutes les classes de première et de deuxième.

En ce qui concerne, en plus, le nombre qui, à l'avis de M. Riccarand, est très limité de classes concernées, je dois quand même préciser que toutes les classes de première et de deuxième sont concernées; c'est-à-dire il y a 165 classes pour un total de 1750 élèves en classes de première et 843 élèves en classes de deuxième.

Pour ce qui est, par contre, et là M. Riccarand en fait état, du principe de la répartition des activités éducatives à raison de 50% en italien et de 50% en français, nous n'avons aucun doute sur sa validité, tant sur le plan didactique que sous le profil de la formation.

Les expériences réalisées dans ce sens dans plusieurs pays du monde sont là pour en témoigner, comme toutes les études les plus avancées et actuelles en matière de didactique des langues dans les situations de formation bilingue. Et ce sur la base de deux principes: l'un d'ordre général et l'autre relatif à la défense effective des minorités ethniques et linguistiques.

Selon ce principe d'ordre général seul l'usage pratique dans des situations de communication réelle mène à une information bilingue effective; il est certain que l’introduction de l'apprentissage d'une langue étrangère prévu mais non mis en application par le programme de l'Etat pour l'école primaire, ne répond pas à ces conditions.

Pour ce qui est de l'autre principe, de la défense effective d'une minorité ethnique et linguistique, là il faut partir quand même d'une constatation, c'est-à-dire, au Val d'Aoste le français n'est pas une langue étrangère ni une deuxième langue; le français a au Val d'Aoste un statut juridique et institutionnel à l'égal de l'italien et au Val d'Aoste l'objectif fondamental de tout le monde, au moins en paroles, est de redonner au français un statut social et culturel qui soit aussi à égalité à celui de la langue italienne. Donc pour ce qui est de la défense effective de la formation linguistique et culturelle de la minorité, un enseignement de la langue minoritaire à côté de la langue dominante, même si celle-ci est intégrée par l'étude de la réalité locale, histoire et géographie de la Région, ne garantit pas un bilinguisme effectif ni l'égalité culturelle.

Voilà le type de défense du droit éducatif des minorités, reconnu tant bien que mal par tous les états après la 2ème Guerre Mondiale. Dans les faits, si on n'accepte ce principe, il ne découle une fois de plus la suprématie d'une langue et d'une culture sur l'autre.

Nous pensons par contre qu'une éducation bilingue réelle veut en revanche dire une parité de programmes et d'horaires d'enseignement des deux langues; l'égal emploi des deux langues dans le développement de toutes les matières d'enseignement et pour chaque activité scolaire, l'adaptation des buts et des contenus des programmes de l'état - pour ce qui est des matières d'enseignement - à la réalité sociale, culturelle et linguistique de la minorité. Telle a été et est le modèle d'éducation bilingue effective qui a été mis en oeuvre à partir de cette année dans l'école primaire du Val d'Aoste, mais qui se réalise déjà depuis l'année scolaire 1983-84 à l'école maternelle, et on a à ce moment concrétisé ce principe de la continuité.

Après ces précisions, en répondant à la première requête, pour ce qui est des nouveaux programmes pour l'école primaire, à partir de 1985 l'IRSSAE a prédisposé un plan pluriannuel de recyclage des enseignants de l'école maternelle. Ce plan vise toutes les aires disciplinaires de l'enseignement primaire et a été précédé tout au long de 1985 par une activité à l'intérieur des différentes circonscriptions scolaires des groupes de lecture sur les textes des nouveaux programmes. En 1986 c'est l'aire linguistique qui a été touchée, il y a eu des cours de recyclage au mois de septembre, 4 journées pour tous les enseignants; l'année dernière c'est l'aire logique mathématique qui a été concernée avec les même modalités; en 1988 l'aire scientifique. Ce plan pluriannuel devra s'achever en 1990 avec la prévision pour l'année prochaine de l'aire "espressivo motorio", en 1990 de l'aire qui discipline des domaines historiques, sociaux et géographiques.

Pour ce qui concerne la réalisation de ces cours, qui ont été des cours bilingues, on a au préalable pourvu à la formation des enseignants avec fonction de mener ces stages. Pour ce qui concerne les stages, ceux qui ont été les maîtres formateurs, ont été et des professeurs universitaires et des professeurs d'autre degrés scolaires et des directeurs et inspecteurs scolaires.

On a pourvu à distribuer aux enseignants un document d'introduction des nouveaux programmes, le texte des nouveaux programmes, un dossier qui a été utilisé tout au cours de ces stages de recyclage, qui se sont conclus avec des questionnaires de vérification sur le travail accompli. En outre, l'IRSSAE a assuré un soutien technique et scientifique aux différentes directions didactiques pour ce qui concerne les activités de recyclage autonomes de ces circonscriptions.

Les enseignants qui ont été engagés dans ces activités, ont été au nombre de 543 et les journées de formation de ces enseignants en total 7602. L'IRSSAE du Val d'Aoste a anticipé d'une année, par rapport aux autres Régions italienne, la mise au point et l'activation de ce plan pluriannuel de recyclage pour l'application des nouveaux programmes de l'école primaire.

Pour ce qui est par contre de l'application des adaptations des programmes de l'état, l'Assessorat de l'Instruction Publique a assuré ces initiatives: au mois de mars de cette année on a pourvu à la nomination d'un comité technique et scientifique, présidé par l'Assesseur à l'Instruction Publique et composé par le Surintendant des écoles, l'Inspecteur technique de l'école élémentaire, quatre représentants des Organisations Syndicales, des représentants des directeurs didactiques, des experts nommés et désigné par l'IRSSAE, un expert pour ce qui concerne le problème de l'éducation bilingue. Ce comité scientifique et technique a eu comme tâche principale celle de cerner et déterminer les interventions les plus opportunes pour le recyclage des enseignants en vue de la mise en application de ces adaptations.

Ce comité dans la période mars-mai 1988 a tenu sept réunions, réparties même en réunions de sous-commissions, et a formulé à l’Administration des propositions qui ont été acceptées, pour ce qui concerne les critères concernant le recyclage et l'information des enseignants, l'organisation et le soutien pour ces adaptations et des propositions pour le matériel didactique qui devra être mis à la disposition des différents enseignants.

En conséquence les initiatives prises ou qui seront prises par l'Assesseur à l'Instruction Publique sont les suivantes: la mise en application ou la constitution des modules d'organisation didactique comprenant tous les élèves des classes de première et de deuxième, avec adjonction d'un troisième enseignant chaque deux classes ou un chaque trois classes, dans le module restant, pour un total de 78 enseignants supplémentaires.

Il n'y a pas réduction de l'horaire des élèves, il y a eu par contre réduction de l'horaire des enseignants, qui est passé à 25 heures par semaine, avec disponibilité de 2 heures et demie, qui restent à compléter l'horaire de service de ces mêmes enseignants pour la planification et le recyclage de ces même enseignants.

Cours de recyclage: on a chargé l'IRSSAE de prédisposer un premier plan de recyclage pour les enseignants concernés, qui à partir de cette année devront appliquer le nouveau programme, et on a organisé deux cours pour un nombre de 270 enseignants. Les premier cours s'est déjà tenu à Villeneuve, dans la période 8-16 septembre, auquel ont pris part 130 enseignants; le deuxième cours se tiendra les jours prochains à partir de vendredi et concernera 140 enseignants.

L'information: dans la période mai-juin 1988 sur demande explicite des directeurs didactiques un expert des problèmes de l'éducation bilingue a présenté ces adaptations à tous les enseignants des circonscriptions scolaires de la Région, et cela dans des réunions qui en moyenne ont eu une durée de trois heures. Cette présentation a été en plus intégrée dans plusieurs circonscriptions scolaires par des précisions fournies directement par le directeur didactique.

Pour ce qui est du matériel didactique de soutien, on est en train de prédisposer le plan de financement pour l'exercice financier 1989. A' l'intérieur de ce plan l'on prévoit un financement spécifique, qui devra être alloué à chaque circonscription scolaire, pour l'achat du matériel didactique qui devra être employé pour l'application de ces adaptations.

On a l'intention de reconstituer un comité technique scientifique pour suivre l'évolution de ces adaptations. Ce comité aura aussi en tant que fonction celle de définir dans les détails un projet de soutien à ces innovations pour ce qui concerne l'application des nouveaux programmes. Ce comité sera composé d'une série d'experts dans ce processus de novation de caractère organisatif et dans le domaine pédagogique et didactique.

On a aussi lancé maintenant un appel de candidature pour arriver à l'affectation à chaque circonscription, par voie de détachement, d'un enseignant chargé de fonction de collaboration dans les activités de programmation et de recyclage, ainsi que de rassemblement, agencement, élaboration et diffusion des matériels didactiques.

L'on prévoit - il y a une proposition présentée par les directeurs didactiques dans ce sens - des initiatives spécifiques de recyclage pour ces mêmes directeurs didactiques. Au mois de septembre a été publié le premier numéro de la revue pédagogique didactique "L'école valdôtaine"; je crois un exemplaire a été distribué a tous les Conseillers. C'est une publication spécifique destinée à l'école élémentaire; elle a comme but principal celui de soutenir l'enseignement de la langue française et en langue française. Une revue qui paraîtra tous les deux mois et qui dans son comité a toute une série des personnes et est ouverte en tout cas à la collaboration de tous les enseignants de l'école primaire de la Région.

Pour terminer, pour ce qui est encore de l'information, nous pensons nécessaire donner aussi une information de ces adaptations et des nouveautés qui en découlent à tous les parents des élèves; dans une première phase cela a déjà été fait directement par le directeur didactique; nous sommes en train en tant qu'Assessorat de prédisposer une brochure pour que tous les parents puissent avoir les informations nécessaires.

Sur le troisième point, je pense qu'il n'y a aucun problème pour prévoir une réunion de la Commission compétente avec la présence des Chef de Groupe, pour présenter toute cette matière, tout en tenant compte des compétences respectives et tout en donnant aussi information que ces même dossiers sont à la disposition de tous les Conseillers à l'IRSSAE, qui peut vous donner les renseignements que vous pensez nécessaire.

PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

RICCARAND (N.S.): Una breve replica perché poi, come ha preannunciato l'Assessore, avremo occasione di affrontare più dettagliatamente l'argomento in sede di Commissione, poiché vi sono aspetti tecnici su cui bisogna soffermarsi.

Quello che vorrei sottolineare - e che mi pare sia emerso dallo stesso intervento dell'Assessore - è la rilevanza di questo argomento, la sua rilevanza politica. L’Assessore difende evidentemente una scelta (ed ha anche portato elementi a giustificazione di ciò), che però - ripeto - non è mai stata discussa da questo Consiglio. L’argomento ha altresì rilevanza didattica, tecnica, scientifica, perché ci sono tanti problemi che pone questo tipo di nuovo ordinamento che viene ad avere la scuola in Valle d'Aosta.

Ci sono problemi, esigenze, preoccupazioni che vengono espresse dagli insegnanti della scuola e dai genitori che hanno figli che vanno nella classe prima e che si trovano di fronte ad una impostazione che sicuramente è diversa dal passato.

Non vogliamo tornare ad una discussione sul contenuto degli adattamenti, perché ormai quelli sono stati decisi, però ci permettiamo di non avere la certezza, che ha espresso l'Assessore, rispetto ad un certo tipo di impostazione dell'attività didattica. I dubbi non li abbiamo solo noi, ma li hanno le persone che più hanno studiato questi problemi a livello didattico, a livello linguistico, a livello psicologico. Ci sono su questo terreno le posizioni diverse, quindi noi anche su questo livello più scientifico, più da esperti, vorremmo capire chi sono realmente coloro che si dicono sicuri di questa impostazione. Vorremmo sapere esattamente quali sono quelle esperienze già realizzate da qualche parte nel mondo di questo tenore e che hanno prodotto risultati positivi. Però vorremmo poter andare su dei casi concreti con dei nomi precisi, in modo da poter verificare tutte queste cose. Comunque questo è un argomento che, visto che la proposta di una discussione in Commissione è stata accolta, riprenderemo in tale sede.