Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 657 del 27 maggio 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 27 MAI 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 657/XI Discussione dei disegni di legge relativi al rendiconto e all'assestamento di bilancio.

Président Suivant la coutume, nous procéderons à l'examen conjoint des points 23, 24 et 25 à l'ordre du jour. Je tiens à rappeler qu'au sujet de ces trois projets de loi, la IIème Commission du Conseil s'est exprimée à la majorité par un avis favorable. Nous avons également reçu et vous en avez eu copie dans la journée d'hier, le rapport des réviseurs aux comptes signé par les collègues Beneforti, Ottoz et Piccolo.

La parole au rapporteur, Conseiller Rini.

Rini (UV) I tre disegni di legge che stiamo per esaminare sono collegati, quindi la relazione terrà conto dei tre provvedimenti. Provvedimenti che consentono di assestare il bilancio di previsione in corso, sulla base delle risultanze contabili del rendiconto, consentendo altresì di apportare modifiche alle leggi di spesa.

L'avanzo di amministrazione accertato al 31 dicembre 1998 ammonta a lire 198.081.559.491, comprensivo delle economie tecniche di lire 20.334.994.384 da riscrivere sul bilancio del 1999, per cui risultano disponibili lire 177.746.565.107. In base all'accertamento di fine anno si rettificano i residui attivi e passivi iscritti preventivamente al bilancio 1999.

Visti i risultati di gestione della Gestione Straordinaria della Casa da gioco di Saint-Vincent si impegnano 38 miliardi di lire come finanziamento straordinario in conto esercizio. L'ammontare di lire 2.496 milioni viene riassegnato al settore della "finanza locale", per la concessione di finanziamenti ai comuni per la creazione di un patrimonio immobiliare, per la realizzazione del dormitorio pubblico di Aosta, per la concessione di contributi ai comuni per l'assistenza agli extracomunitari, per la concessione di contributi agli enti locali per il funzionamento di scuole materne, per la realizzazione diretta da parte degli enti locali di una procedura informatizzata unitaria per l'applicazione della contabilità prevista dal regolamento regionale n. 1/99.

Viene autorizzata la spesa di lire 1.147,305 milioni ai fini dell'utilizzo dei finanziamenti statali e comunitari assegnati nel 1997 e 1998 e reiscritti nel bilancio 1999 in quanto non utilizzabili, che serviranno per la realizzazione dei programmi operativi Interreg - Italo-Svizzera e Italo-Francese 1994/1999.

Viene prevista la spesa di lire 135 milioni per l'attuazione di progetti che consentono la spesa di 900 milioni di lire assegnatici sulla base della capacità di spesa, mediante il recupero di risorse non utilizzate da altre regioni.

Si autorizza un ulteriore stanziamento di 2 miliardi sul capitolo 37960 per far fronte agli interventi urgenti disposti in occasione della valanga di Lavancher in Comune di Morgex.

La spesa di 20 miliardi prevista per l'anno 1998 e non effettuata viene posta a carico dell'esercizio 1999 per il fondo di cessazione servizio del personale regionale.

Si autorizza per il 1999 una maggiore spesa di 130 milioni per contributi per interventi di promozione e sostegno dei fondi pensione a base territoriale regionale.

Si prevede la spesa di lire 18.294 milioni per la copertura del disavanzo dell'USL per l'esercizio 1998 e di lire 7.933 milioni di lire per il rimborso al Fondo sanitario nazionale degli oneri per mobilità sanitaria passiva degli anni 1995 e 1996.

Per la gestione delle comunità per minori e in particolare per il rinnovo della convenzione per la gestione della Comunità regionale "Maison d'accueil" di Aosta si prevede una maggiore spesa di 570 milioni.

Viene autorizzata una maggiore spesa di 1.120 milioni di lire per assicurare l'integrale corresponsione degli assegni di studio e delle spese di alloggio a favore degli studenti universitari per gli anni accademici 1997/1998 e 1998/1999.

Si prevede di erogare alla Società Autostrade Valdostane (SAV) un contributo straordinario di lire 1.765 milioni a titolo di concorso nelle maggiori spese occorse per la realizzazione del sistema tangenziale autostradale di Aosta in dipendenza della intersezione con il tracciato della cabinovia Aosta/Pila. Per servizi di autolinea si prevede di erogare alle società concessionarie un ulteriore importo di lire 1.174 milioni per contratti stipulati con la Regione ai sensi della legge regionale n. 29/1997.

È prevista un'ulteriore spesa di lire 6 miliardi per interventi in materia di agricoltura così ripartiti: 2.500 milioni per interventi su alpeggi e fabbricati rurali, 2.000 milioni per interventi nella viabilità, l'irrigazione e gli acquedotti rurali, 1.000 milioni per contributi nelle spese di conduzione e gestione e lire 500 milioni per mezzi tecnici per la produzione agricola.

Viene inoltre prevista la spesa aggiuntiva di lire 500 milioni per indennità agli allevatori per l'abbattimento di animali infetti da brucellosi, tubercolosi e mastiti.

Per avviare il rimborso dei "crediti di imposta" alle compagnie petrolifere per operazioni di vendita di carburanti in esenzione fiscale prima dell'entrata in vigore della legge regionale n. 7/1998, si prevede di impegnare la somma di lire 3.600 milioni.

Le maggiori spese autorizzate a carico del bilancio 1999 ammontano a complessive lire 104.894.305.000 con parziale utilizzo dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 1998.

Dopo questa breve, e direi noiosa elencazione di dati, che rientra nella prassi, vorrei fare ancora alcune considerazioni.

Ritengo positivo il fatto che questo provvedimento arrivi in quest'aula in anticipo rispetto agli anni precedenti e questo è importante per l'Amministrazione regionale, per la sua funzionalità e per contribuire a migliorare la capacità di spesa che, come possiamo verificare, quest'anno è aumentata.

La macchina amministrativa ha funzionato meglio ed è aumentata la capacità di utilizzazione delle risorse. Rileviamo che la percentuale delle somme impegnate rispetto alle previsioni è ulteriormente aumentata rispetto al 1997, raggiungendo il 90 percento, come pure è aumentata la percentuale dei pagamenti rispetto agli impegni raggiungendo il 70 percento.

Altro dato positivo è senz'altro il basso ricorso al credito che porterà ad un risparmio futuro per quanto riguarda le spese relative all'ammortamento dei mutui.

Per quanto riguarda le rideterminazioni e autorizzazioni di spesa previste, ritengo molto importanti alcuni provvedimenti, quali la riassegnazione di fondi nel settore della finanza locale, l'aumento della spesa per la corresponsione di assegni di studio e delle spese di alloggio a favore di studenti universitari, e in modo particolare la previsione di ulteriori stanziamenti a sostegno dell'agricoltura, per poter intervenire sugli alpeggi, i fabbricati rurali, la viabilità rurale, l'irrigazione e gli acquedotti, e ciò per cercare di agevolare l'attività agricola che è sicuramente necessaria, anche per il mantenimento sul territorio della popolazione di montagna che con la sua attività, oltre a salvaguardare l'ambiente, contribuisce a far sì che la nostra Valle sia più attraente, ordinata e apprezzata dai turisti.

Gli investimenti nel settore agricolo hanno sempre anche riflessi su altri comparti, come per esempio in quello turistico.

In questi disegni di legge possiamo evidenziare sicuramente molti aspetti positivi, ma questo non significa che non ci sia da lavorare per cercare di migliorare ancora. Alcune difficoltà sono sempre ancora presenti, esistono ancora certe difficoltà nella riscossione dei propri crediti, questo dovuto in buona parte ai meccanismi di trasferimento dei fondi statali. Seppure si è migliorata la capacità di spesa in generale, in alcuni settori dell'Amministrazione permane ancora una certa lentezza nel procedimento di spesa, dovuta a volte alla complessità eccessiva delle procedure e alla difficoltà d'interpretazione di nuove normative.

Ancora troppo alte sono le spese correnti a scapito delle spese disponibili per investimenti, troppi sono ancora i residui passivi soprattutto nel settore della formazione professionale, nei programmi d'informazione d'interesse regionale, come nel settore dell'assetto del territorio e la tutela dell'ambiente. Questi atti consentono di fare il punto della situazione economico-finanziaria e permettono di verificare concretamente cosa è successo nella gestione annuale del bilancio.

Si possono ovviamente dare delle diverse chiavi di lettura di questi atti, a seconda della posizione in cui ci si trova. Ricordo che in fase di approvazione del bilancio preventivo si è sentito più volte parlare di libro dei sogni; ebbene, cercando di essere obiettivi e seri, se confrontiamo i risultati del consuntivo con i progetti e gli obiettivi di previsione, possiamo verificare l'attendibilità dei dati previsionali e la puntuale realizzazione di quanto proposto.

Personalmente ritengo che il lavoro svolto finora sia buono ed è per questo che voterò e vi invito a votare favorevolmente questi disegni di legge, con la convinzione che, come ho già detto, dovremo lavorare ancora per superare le difficoltà che ancora permangono, chiedendo all'Assessore competente, alla Giunta e alla struttura tutta di continuare negli sforzi sulla strada intrapresa.

Président La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.

Agnesod (UV) Innanzitutto mi corre l'obbligo, e lo faccio con convinzione, di ringraziare tutti coloro che hanno collaborato all'analisi, alla verifica di questo documento contabile, iniziando dal relatore e dai tre revisori dei conti che hanno operato in questo periodo, verificando puntualmente quelle che sono state le voci e come si è sviluppato questo conto consuntivo. Ringrazio la II Commissione, tutti i componenti e il Presidente, per il lavoro svolto in commissione stessa.

Vorrei iniziare questa mia analisi riflettendo su alcuni punti significativi che emergono, elementi che si colgono in questo consuntivo, di un indirizzo che sta andando nella direzione che ci siamo dati su degli obiettivi che abbiamo posto come obiettivi da raggiungere, quello della maggiore capacità di funzionamento della struttura regionale, quindi maggiore capacità di spesa, maggiore capacità d'impegno, più disponibilità e snellezza delle strutture nei confronti dell'attività che da parte dell'Amministrazione in senso politico viene loro proposta.

La mia relazione poi sul rendiconto della Regione vuole essere un'analisi per quanto possibile accurata e attenta alle cifre che compongono e determinano questi risultati. Occorre evidenziare in modo chiaro e senza equivoci interpretativi che la gestione di competenza del 1998 si chiude con un bilancio in disavanzo pari a 196,500 miliardi, vale a dire a fronte delle entrate accertate al 31 dicembre 1998 di 2.740 miliardi, ci sono state fino a quella data spese impegnate pari a 2.936 miliardi, quindi con un disavanzo pari a 196,500 miliardi.

In sede di assestamento è stata applicata la somma di 262 miliardi, che è l'avanzo di amministrazione del 1997, consentendo con quest'operazione di ottenere un risultato di segno positivo - un utile di esercizio si definirebbe se fosse un'azienda privata - di 66 miliardi e qualcosa. Questo è l'avanzo della gestione di competenza 1998.

Il 1997 si era chiuso con un disavanzo di 39 miliardi, al quale era stato applicato l'avanzo del 1996 di 198 con una conseguente chiusura di 158. Questo cosa significa? Significa che nel 1998, come dicevo all'inizio, è aumentata la capacità di spesa; si è speso ed impegnato di più.

Sempre a questo riguardo occorre evidenziare un altro aspetto positivo, e cioè le entrate accertate, escluse le contabilità speciali, alla chiusura dell'esercizio 1998 sono pari a 92,20 percento di quelle stanziate definitivamente.

È un risultato positivo poiché sullo stesso incide, mantenendolo più basso, l'accertamento del 9 percento delle previsioni relative al ricorso al credito. Una così bassa percentuale di ricorso al credito rappresenta da una parte una buona capacità di accertamento di tutte le altre voci di entrata, e dall'altra un sicuro risparmio futuro per quanto riguarda le spese relative all'ammortamento dei mutui, quindi un minore ingessamento in futuro del bilancio regionale.

Fin qui abbiamo parlato di gestione di competenza dell'esercizio 1998, ma per completare e giungere al risultato finale occorre verificare la situazione dei residui.

Iniziando dai residui attivi, vale a dire i crediti, si può osservare che risultano minori accertamenti nella gestione degli stessi per un importo pari a 2,5 miliardi, che vanno ad aggiungersi ai 66 e ai 134,5 dei minori accertamenti dei residui passivi, formando così l'avanzo di amministrazione dell'esercizio 1998, pari a 198 miliardi, a cui vanno sottratti i 20 che sono di competenza dei fondi aventi destinazione vincolata, trasferiti dallo Stato e dalla Comunità europea e di cui si provvede alla reiscrizione nella parte spesa del bilancio, e vanno sottratte pure le economie realizzate nel settore specifico della finanza locale, ammontanti a 2,5 miliardi, che come abbiamo previsto e disposto nella nostra legge finanziaria 1999-2001, votata da questo Consiglio a dicembre scorso, devono essere riassegnate sempre nel settore della finanza locale. Quindi, tolte queste due riassegnazioni obbligatorie, si ottiene l'avanzo di amministrazione disponibile, accertato al 31 dicembre, che è di 175 miliardi.

Abbiamo verificato il quadro che consente di giungere a questo risultato dell'esercizio finanziario. Vorrei esprimere a questo punto un giudizio positivo anche per quanto attiene all'attendibilità dei dati espressi nel corso della predisposizione del bilancio di previsione; conferma quanto già espresso in tale sede, cioè che esiste una buona programmazione, una programmazione attendibile e attenta a non forzare artificiosamente i dati riguardanti le entrate. Qui ne abbiamo una prova tangibile, evidente; si può constatare in effetti che le entrate accertate al Titolo I - quello derivante dai tributi propri della Regione e del gettito dei tributi erariali, e che rappresenta il 92,32 percento delle entrate totali - sono di 1.800 miliardi, escluse le contabilità speciali, e confermano gli stanziamenti definitivamente previsti con una differenza negativa rispetto alle previsioni di solo il 2 percento.

Rispetto ai due anni precedenti si evidenzia un incremento negli accertamenti del 3,16 percento rispetto al 1997, e del 3,78 percento rispetto al 1996, e questo mi pare un elemento estremamente importante, che fa parte di quegli elementi significativi di cui parlavo all'inizio, su cui intendiamo andare perché ci pare corretto agire in questa direzione.

Sul Titolo I, per contro, la riscossione presenta una leggera flessione rispetto alle previsioni definitive; è stato riscosso infatti il 61 percento di quanto definitivamente accertato; queste difficoltà sono da attribuire in particolare alla difficoltà di acquisizione delle somme spettanti alla Regione come quote di tributi erariali e del gettito IRAP.

Per quanto riguarda il Titolo II, le entrate accertate, 53 miliardi, sono pari a circa il 93 percento degli stanziamenti previsti; si constata una riscossione del 46 percento e questo a causa di certi meccanismi di trasferimento dalle amministrazioni dello Stato delle risorse assegnate in questo caso per fondi specifici.

Sul Titolo III, entrate derivanti da rendite patrimoniali, 71 miliardi, 4 percento sul totale delle entrate accertate, le entrate stesse sono pari al 91 percento sugli stanziamenti previsti e di queste il 65 è stato riscosso. L'alta percentuale degli accertamenti è dovuta, come per l'anno scorso - un'altra nota positiva - ad un miglioramento della gestione degli immobili e delle attività della Regione.

Il Titolo IV incide in misura minima sul contesto globale delle entrate regionali; questo titolo riguarda l'alienazione di beni patrimoniali e su questo vi è stato un accertamento della somma di 4 miliardi, cioè il 36,68 percento del previsto, di cui riscosso il 71 percento.

Concludendo quest'analisi sulle entrate, ritorniamo a commentare il Titolo V, concernente i mutui della Regione e che la Regione deve attivare per poter far fronte alle proprie spese. Il risultato del Titolo V deve essere valutato positivamente, in quanto non è stato necessario ricorrere all'indebitamento, grazie ad un buon andamento delle altre voci delle entrate. Sottolineo ancora il fatto che il mancato ricorso al credito rappresenta un risparmio nei futuri bilanci.

Occorre, sempre rispetto alle entrate, confermare una tendenza da parte dello Stato ad allungare i tempi di erogazione di risorse già destinate ed accertate definitivamente e che quindi spettano a tutti gli effetti alla nostra regione. Questo fatto rientra in una politica di contenimento della spesa in generale che lo Stato si è dato, un patto di contenimento con gli enti locali che però nel nostro caso, tenuto conto delle competenze e di conseguenza degli oneri che appartengono alla Regione, non riscontra utilità per nessuno. Questo fatto è stato già segnalato e posto in evidenza nei confronti dell'Amministrazione centrale dello Stato e confidiamo in un miglioramento delle procedure nel corso d'anno e quindi un accorciamento reale dei tempi di versamento effettivo dei finanziamenti statali e comunitari, siano essi dovuti a titolo di quote di partecipazione al gettito fiscale, sia che si tratti di quote di cofinanziamento di specifici programmi e progetti.

Per quanto concerne la parte riguardante i residui, occorre dire che esiste nel complesso del procedimento della spesa una certa lentezza, anche se rispetto al 1997 il tasso di smaltimento, di pagamento di 1600 miliardi al 1° gennaio 1998 è aumentato dal 40,03 percento al 41,88. E soprattutto se letto unitamente alla percentuale 6,6 percento dei residui eliminati dal conto per perenzione amministrativa, si evidenzia una maggiore capacità di smaltimento anche dei residui passivi, e anche questo è un elemento positivo.

Questo poi, per quanto riguarda il discorso dei residui, è un discorso molto contabile perché legato con la regolamentazione della nostra legge finanziaria di contabilità, una legge che ci siamo dati come Regione; nulla vieta che noi possiamo diminuire dai 3 ai 2, 3 delle spese di investimento, 2 per le spese correnti, portarle ad altri limiti, quindi annullarle del tutto e riprenderle tutte in conto competenza. Questo è un accorgimento che è possibile fare, ma tant'è, la situazione è questa, quindi su questa ci misuriamo e su questa diamo i risultati. Pertanto rispetto al 1997 c'è stato anche in questo settore un aumento di smaltimento, dal 40,03 percento al 41,88.

Le economie sui residui sono risultate di 65 miliardi, pari al 6,1 percento, e sono il risultato di un'accurata valutazione sull'effettiva possibilità di spesa delle somme accantonate. Questo è un lavoro che è stato fatto da tutti i servizi della Regione, è un lavoro che viene fatto regolarmente quest'anno con puntualità, e che ha dato questo tipo di risultato. Tale operazione ha consentito di rendere immediatamente disponibili per gli interventi della Regione sin dall'esercizio in corso, evitando un inutile e dannoso congelamento delle risorse.

Il volume dei residui è comunque aumentato e le ragioni sono da addebitare alla complessità delle procedure di spesa, spesso condizionate da adempimenti non di competenza regionale. Altresì il permanere di difficoltà interpretative in materia di appalti, ha contribuito a rallentare le procedure di spesa.

Si tratta comunque alla fine di una questione puramente contabile, su cui il Consiglio, se lo ritiene, può intervenire. Questo aspetto è molto irrilevante, perché si tratta in molti casi di lavori che sono stati avviati ed evidentemente i lavori non tengono conto della data del 31 dicembre; questi vengono avviati quando sono completate le procedure d'istruttoria e cadono in questa fase di chiusura d'anno. Ma, come dicevo prima, è un elemento sicuramente non determinante e molto relativo dal punto di vista politico.

Il rapporto spesa corrente-investimenti è allineato con i dati espressi nel 1997. Occorre in questo rapporto tenere conto dell'importante quota assorbita dalla spesa corrente relativamente ai servizi scolastici e ai trasferimenti correnti all'USL, risultata pari rispettivamente a 156 miliardi e 288 miliardi. Dobbiamo dire che rispetto al 1996 e al 1997 queste spese sono aumentate in misura significativa; nel 1997 avevamo 151 per il Servizio sanitario nazionale e 253 per i servizi scolastici, nel 1996 158 e 209 miliardi, mentre quest'anno siamo passati a 156 e 288. Quindi malgrado ci sia stato questo aumento di spese che sono senza alcun dubbio incomprimibili e obbligatorie, abbiamo avuto una tenuta nel rapporto fra spese d'investimento e spese correnti, e questo mi pare significativo.

Concludendo quindi le nostre indicazioni sul conto consuntivo, non si può che esprimere un giudizio positivo nel complesso del documento, e questo giudizio emerge soprattutto in alcuni punti che sono poi i punti fondamentali dell'analisi di un bilancio per un ente pubblico, punti sui quali deve concentrarsi il dibattito e la discussione politica e amministrativa.

Mi riferisco in particolare all'elevata attendibilità previsionale delle entrate, che contengono una differenza di solo il 2 percento rispetto alle previsioni iniziali, che vengono elaborate quattro o cinque mesi prima dell'avvio dell'esercizio di riferimento. Un fatto questo oltremodo positivo, in quanto questo risultato incide nel ricorso al credito mantenendolo più basso.

Altro elemento positivo, che emerge dal raffronto con l'esercizio precedente, è un aumento degli impegni e una maggiore capacità di spesa della macchina regionale, dell'organizzazione amministrativa della Regione, pur se non possiamo non tener conto del rinnovo che c'è stato nel corso del 1998 del Consiglio regionale, quindi della riorganizzazione delle strutture, di tutte le strutture, anche le dirigenziali. Questo ha comportato sicuramente dei tempi con minore incisività, ma nonostante questo è emersa una maggiore capacità di spesa da parte della macchina regionale.

Positiva è l'operazione sui residui, che consente di rendere immediatamente disponibili sul bilancio 1999 quei 65 miliardi che sono il risultato di una valutazione accurata sull'effettiva possibilità di spesa delle somme accantonate.

Rispetto al 1997 si evidenzia anche sui residui passivi una maggiore capacità di smaltimento. Abbiamo avuto l'assegnazione di nuovi finanziamenti comunitari e statali, derivati dal recupero di risorse finanziarie non utilizzate da altre regioni e assegnate alla nostra regione. Questo è un altro elemento che caratterizza la buona conduzione e la buona attività della nostra macchina amministrativa regionale; 900 milioni sono oggetto di quest'assestamento, 750 milioni è l'importo della delibera sulla formazione professionale, votata da questo Consiglio nel corso della passata seduta.

Queste sono alcune considerazioni che ritenevo giusto esprimere a quest'Assemblea, che si accinge ad esaminare questo documento contabile.

Voglio illustrarvi ancora i contenuti e le motivazioni delle scelte effettuate sulla finanziaria bis e sull'assestamento.

Innanzitutto la finanziaria bis ha lo scopo di adeguare le autorizzazioni di spesa in relazione alle sopravvenute necessità d'intervento e alle maggiori disponibilità finanziarie derivanti dall'applicazione al bilancio corrente dell'avanzo di amministrazione del precedente esercizio. La finanziaria autorizza la spesa di 105 miliardi.

Per quanto riguarda gli interventi, li avete in elenco nelle tabelle; ci sono degli interventi obbligatori tipo gli oneri derivanti da sentenza giudiziaria esecutiva per la sentenza del Col du Joux nel Comune di Saint-Vincent, sono 18 miliardi; i 20 miliardi per il fondo pensione, i 18,3 miliardi per il ripiano della gestione dell'USL, i 38 miliardi della casa da gioco. Ci sono degli interventi che sono obbligatori, quindi abbiamo anche in questo caso scelto una strada di correttezza perché non siamo andati a rimpinguare dei capitoli tanto per fare, ma siamo andati a prevedere questo avanzo che ci siamo trovati nelle indicazioni, dove le spese erano comunque obbligatorie da fare.

Concludo qui la mia esposizione su questi tre disegni di legge, ringrazio nuovamente tutti coloro che con serietà e impegno vorranno portare il loro contributo all'analisi di questi documenti. Voglio solo aggiungere un elemento, che gratifica l'azione di questa regione tutta insieme, al di là degli schieramenti, e mi riferisco all'attestazione attribuitaci dalla Standard & Poor's, che ha analizzato e verificato il nostro sistema e di conseguenza il nostro bilancio.

Quest'attestazione pone la nostra regione in vetta ad una classifica di affidabilità finanziaria, che permette a noi tutti, malgrado le difficoltà gravi sopraggiunte - vedi il tunnel - e altre situazioni di congiuntura anche nel settore dell'economia che creano alcune apprensioni, di guardare con una certa fiducia al nostro futuro.

Vorrei comunicare al Consiglio la presentazione di due emendamenti: uno all'articolo 7, interventi nel settore del sociale, che aggiunge dopo il comma 1 il seguente comma 2: "Al comma 4 dell'articolo 9 della legge regionale 6 dicembre 1993, n. 83 (Disciplina del volontariato) la locuzione "in misura pari all'80 percento delle spese ritenute ammissibili" è sostituita dalla locuzione "per un importo non superiore all'80 percento delle spese ritenute ammissibili". Questo è un adeguamento che legittima questa norma, perché probabilmente la definizione attuale non era del tutto legittima. Questo emendamento è presentato dall'Assessore Vicquéry.

Ci sono poi due articoli aggiuntivi, che vengono inseriti all'articolo 14 bis e 14 ter presentati dall'Assessore Lavoyer, che si riferiscono a delle disposizioni in materia di contributi ad organismi sportivi, secondo la legge n. 3/98. Sono degli articoli che non incidono nella parte finanziaria della Regione, ma esplicitano meglio i concetti che sono già contenuti in articoli di questa legge.

Eventualmente ritorneremo successivamente su questi emendamenti, magari li facciamo distribuire, così se ci saranno richieste di chiarimenti da parte dei consiglieri, questi verranno dati successivamente.

Président Le débat est ouvert.

La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Innanzitutto per sapere come vogliamo procedere, discutiamo tutti e tre i punti insieme?

Président Nous sommes en discussion générale sur les trois points: 23, 24 et 25, que l'on discute conjointement.

La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Oggi siamo a discutere di un conto consuntivo e mi sembra che la relazione dell'Assessore abbia toccato solo l'aspetto dei numeri ed in maniera marginale, con una considerazione finale sulle statistiche, sulle quali bisognerebbe fare anche altri ragionamenti.

Oggi un conto consuntivo è sempre più importante come lettura politica del lavoro di un governo, e non come mero conto contabile, che poi gli uffici fanno in maniera molto precisa; quindi direi che il dibattito va fatto in senso prettamente politico. Facendo un esame in questo senso, bisogna altresì essere coerenti di ribadire le varie posizioni con dati alla mano e quindi con dati di lettura che il conto consuntivo ci permette di avere.

L'Assessore ha esordito con i residui; io lo seguo a ruota e a questo punto vediamo cosa significano i residui o quale incidenza hanno i residui su questo conto consuntivo.

L'Assessore onestamente all'inizio dell'analisi dei residui presenti in questo conto consuntivo ha detto che c'è una certa lentezza, che c'è una certa complessità, che si sta però smantellando pian piano l'importo dei residui. Posso concordare, anzi dovrò calcare la mano sui primi due concetti, cioè la lentezza e la complessità, ma dovrò anche smentire l'Assessore sulla terza affermazione, cioè lo snellimento dei residui passivi.

E parto proprio da questo, Assessore, per dire che non è vero che si stanno snellendo, perché se lei analizza sia i residui attivi che quelli passivi, lei può verificare che nell'ultimo triennio 1996-1997-1998 il totale dei residui attivi è nel 1996 di 997, nel 1997 di 1.077, nel 1998 di 1.289. Ma l'altro fatto ancora più grave è che se andiamo a prendere i residui provenienti da passati esercizi, vediamo che è venuta meno la capacità che dovremmo avere di smaltire almeno i residui di 3-4 anni fa, perché nel 1996 avevamo residui di competenza di passati esercizi, quindi antecedenti al 1996, pari a 230 miliardi, nel 1997 pari a 326, nel 1998 abbiamo ancora residui di competenza di passati esercizi per 498. Nell'arco di due anni abbiamo più che raddoppiato i residui che sono di competenza di passati esercizi, quindi non del 1998, e questo è un dato grave.

Stesso concetto sui residui passivi, che sono in complessivo pari al 45 percento. Nel 1996 avevamo 934 miliardi di residui passivi, nel 1997 1.060, nel 1998 1.132, quindi abbiamo avuto una crescita e non un certo snellimento. Fatto grave è che anche questi residui passivi hanno avuto lo stesso "trend" dei residui attivi, cioè non abbiamo avuto neanche qui la capacità di smaltire quei residui che erano di competenza di esercizi passati, cioè del 1997, e così via. Infatti nel 1997 sui 1.060 erano 430, oggi sono 481, quindi si è verificato un continuo ingrandimento di questo fenomeno.

Già nel passato dibattito sul consuntivo del 1997 anche il Presidente della Giunta manifestò questa preoccupazione, sottolineando la necessità di fare una grossa riflessione sui residui perché incidevano sempre più sul bilancio, e si auspicava un'inversione di tendenza, che invece ancora oggi non abbiamo avuto.

Sempre il Presidente della Giunta, un anno fa, disse che l'inversione di tendenza si poteva effettuare migliorando la capacità di spesa, ma soprattutto di pianificazione e di programmazione, e sta qui il passaggio politico! Infatti sui residui noi possiamo tranquillamente accertare, numeri alla mano, che questa inversione di tendenza non c'è stata, che quanto auspicato da questa Giunta un anno fa non è purtroppo avvenuto.

Passando agli altri aspetti che hanno carattere politico sostanziale di gestione della Regione, possiamo dire che per quanto riguarda l'avanzo di amministrazione abbiamo avuto nel 1994 80 miliardi, nel 1996 198, lo scorso anno 262, quest'anno 198, e qui per correttezza devo ammettere che c'è stato un piccolo miglioramento, perché siamo ritornati sui livelli del 1996, sui circa 200 miliardi di avanzo anziché i 262 dell'anno passato.

Mi preoccupa un altro dato, analizzando la capacità di spesa, che è stata del 70 percento rispetto alle somme disponibili, dove soprattutto i tre settori più importanti sono: l'assetto del territorio e tutela dell'ambiente che ha speso il 38 percento, la formazione professionale che tante volte qui abbiamo analizzato con vedute diverse che ha speso il 46 percento, e lo sviluppo economico, che doveva essere il fiore all'occhiello di quest'Amministrazione e quindi seguito in maniera prioritaria, che si è attestato al 63 percento. Se da una parte riteniamo che ci sia stato un miglioramento sull'avanzo di amministrazione, si è verificata una situazione che ci preoccupa alquanto per quanto riguarda, come dicevo prima, la non capacità di spesa in settori vitali per il futuro della Valle.

Altro aspetto negativo sono le spese correnti. Quando abbiamo discusso il bilancio del 1998 - quindi nell'autunno 1997 - ci è stata prospettata una percentuale delle spese correnti del 63,5 percento. Allora si disse da parte della Giunta che questo era un dato previsionale, ma che l'obiettivo era di andare a definire con il conto consuntivo sul 1998 una percentuale diversa con azioni che si sarebbero svolte nell'arco dell'anno.

Oggi queste azioni non le abbiamo viste, perché ci ritroviamo a consuntivo il dato al 63,4 percento, che è il mantenimento di quella previsione fatta nel 1997, che è inoltre peggiorativo se confrontiamo i tre consuntivi - 1996: 58 percento, 1997: 63 percento, 1998: 63,4 percento - un lievitare costante delle spese correnti. E questo è un altro aspetto negativo da un punto di vista politico-amministrativo.

Successivamente possiamo verificare alcune motivazioni che l'Assessore ci ha esplicitato sia per iscritto che verbalmente oggi. Quando dice che sui residui attivi c'è la complessità di spesa, data soprattutto dalla burocrazia e dalla procedura degli appalti, ricordo che questa maggioranza già nella passata legislatura, perché gli Assessori sono stati riconfermati quasi complessivamente, diceva che avrebbe migliorato tutto l'apparato della burocrazia con la famosa "lampada di Aladino" che si chiamava legge regionale n. 12 sui lavori pubblici.

Su questa vicenda gli Autonomisti hanno fatto più volte interpellanze e dibattiti in quest'aula, dicendo che la lampada di Aladino non c'era, e piuttosto che questa situazione si poteva trasformare in un pozzo senza fine. E pozzo senza fine si sta confermando, perché anche voi della maggioranza state confermando correttamente questa difficoltà. Quando si dice anche nella relazione che il permanere delle difficoltà interpretative di nuove norme in particolare in materia di appalti ha contribuito a rallentare la procedura di spesa, questa è un'affermazione che è completamente opposta alle varie affermazioni che questa Giunta e la passata Giunta hanno fatto più volte in quest'aula, e cioè che la legge n. 12 era rivolta alla semplificazione del quadro, era rivolta a dare snellezza e velocità all'esecuzione degli appalti. Non c'è stato niente di tutto questo!

Andiamo invece su quello che può essere l'aspetto politico e programmatico di dove andremo a destinare questo avanzo di amministrazione, più eventualmente l'assestamento dei capitoli. Qui vediamo delle cose interessanti perché strane, e anche per capire di più voglio porre subito una domanda. Ad esempio, tabella D, capitolo 20440, mettiamo in competenze 18 miliardi per oneri derivanti da sentenze giudiziarie esecutive o accordi transattivi; vorremmo sapere qualcosa di più su questi 18 miliardi. Che cause abbiamo perso, che trattazioni abbiamo fatto?

Andiamo a vedere nella finanziaria alcuni aspetti. Si dice all'articolo 6, comma 1, che si autorizza la spesa per la copertura del disavanzo dell'USL per l'esercizio 1998, previsto in 18,294 miliardi; anche su questo argomento in passato si sono dette tante cose, la minoranza, e non solo gli Autonomisti, hanno detto tante cose e oggi assistiamo al verificarsi di quelle cose, che la Giunta tenta di by-passare con un discorso di assestamento e di variazione in fase di…

(interruzione dell'Assessore Agnesod, fuori microfono)

… esatto, ma poi mi risponderà. Questa è la classica tecnica di dire: teniamo delle toppe e poi le inseriamo dove vogliamo. Lei mi risponderà nella replica e avrò tempo anch'io poi per dirle qualcosa sulla sua replica, che prevedo già quale sarà.

Poi abbiamo i 750 milioni per interventi previsti dalla legge n. 27 concernente le concessioni di finanziamenti ai comuni per la creazione di un patrimonio immobiliare.

Noi, in fase di discussione del bilancio, abbiamo chiesto di aumentare quel capitolo; ci fu detto che quel capitolo doveva andare a morire perché non si poteva più fare certi interventi di questo tipo con la legge n. 27, pertanto quel capitolo era sufficientemente finanziato. Vorrei capire che necessità sono nate: c'è qualche cugino o qualcuno che deve fare qualche intervento che non era preventivato nell'arco del 1999? Se all'atto dell'approvazione del bilancio del 1999 si doveva andare all'eliminazione di questa procedura, e oggi invece dobbiamo rimettere qualcosa, è perché probabilmente dobbiamo soddisfare qualche appetito? Lo vorrei sapere, visto che si è detto in un dibattito sul bilancio 1999 cose diverse!

Con l'articolo 9 si autorizza la maggior spesa di 1.120 milioni sul capitolo inerente la corresponsione degli assegni per lo studio e spese di alloggio previste dalla legge regionale 14 giugno 1989, n. 30, a favore degli studenti universitari per l'anno accademico 1997-1998 e 1998-1999; anche questo fu oggetto di vari dibattiti, di mozioni della minoranza, allora non furono approvate quelle mozioni; si è saputo alcuni giorni fa che la Giunta avrebbe fatto una variazione di bilancio per riuscire a far fronte anche a quegli studenti che non avevano visto accolta la loro domanda. Non è che qualche studente con il senno del poi non possa più avere diritto a questo riconoscimento, oppure vista la posizione dell'Amministrazione regionale, qualcuno che voleva fare domanda non l'ha fatta perché ha concluso che non c'erano i soldi?

Questa è una domanda da porsi, perché c'è gente che non ha fatto la domanda sapendo che non c'erano i soldi, perché è stato detto pubblicamente che l'impegno finanziario per quel tipo d'intervento era quello.

L'articolo 10 autorizza la spesa di 1.765 milioni per erogare alla SAV un contributo straordinario a titolo di concorso fino al 50 percento delle maggiori spese occorse in sede di realizzazione della tangenziale di Aosta, in dipendenza dell'inserzione con il tracciato della preesistente cabinovia Aosta-Pila.

Questa è una cosa che vogliamo capire. Ma vogliamo capire anche perché si utilizza fino al 50 percento, perché se si mette in bilancio su opere già fatte non si può dire fino al 50 percento, in quanto ci saranno già dei costi determinati, comprovati, e l'Amministrazione deve sapere cosa va a fare e come va ad intervenire. Non si può scrivere su cose già realizzate che s'interviene a titolo di concorso fino al 50 percento: chi lo decide se poi do il 10, o il 5, o il 45 o il 49? Lo si deciderà rispetto a qualche comportamento della controparte diverso rispetto a quello che magari si pretende? Sono cose che non possono essere scritte?

Proseguendo, al comma 2 dello stesso articolo si autorizza per il 1999 la spesa di 1.174 milioni per consentire l'erogazione a favore delle società concessionarie dei servizi autolinee, si tratta dei contributi in conto esercizio derivanti dai contratti di servizi stipulati con la Regione ai sensi della legge regionale n. 29/97, per l'anno 1995, quindi 4 anni fa.

Anche qui vorremmo sapere se questo finanziamento che è stato inserito sempre in questo assestamento di bilancio, e quindi non in discussione di bilancio complessivo, va a coprire in maniera complessiva il contenzioso che si era venuto a creare su questo problema, o se questo è solo una piccola parte. Vorremmo cioè capire se questi denari che vengono utilizzati per pagare delle spese dovute di competenza del 1995, servono a definire tutta la questione o meno.

All'articolo 12 si utilizza per il 1999 la spesa di 3.600 milioni per avviare il rimborso dei crediti d'imposta in merito alle esenzioni fiscali sui prodotti petroliferi, e si dice che questo è l'intervento per iniziare a definire la chiusura del vecchio sistema prima dell'avvento della famosa "Carte Vallée", perché famosa ormai è già anche fuori dai confini valdostani, ma non famosa per l'efficienza, famosa per l'inefficienza.

Questi 3,6 miliardi da pagare quale percentuale rappresentano? Se dobbiamo mettere delle cifre per il 1998, come faccio a mettere in bilancio 3,6 miliardi per iniziare a coprire una spesa che devo fare e che dovrei avere già accertato, perché siamo già a fine maggio 1999? Vorrei sapere qual è la spesa complessiva sul 1998, perché qui si parla solo di 3,6 miliardi per avviare il rimborso dei crediti d'imposta del 1998; cosa vuol dire avviare? È lo stesso discorso che si è fatto per la SAV, ma è ancora più grave; possiamo quasi dire tra virgolette che c'è un "debito fuori bilancio". Come facciamo a dire che c'è una somma che mettiamo a bilancio per sanare una parte del 1998 e senza dire niente? Nel bilancio del 2000 metteremo una somma per sanare un debito di bilancio non previsto? Perché per avviare vuol dire che non è a complessivo saldo. Quindi vorrei sapere qualcosa su questo.

Toccando invece l'aspetto dell'agricoltura, gli Autonomisti due o tre mesi fa fecero un'interpellanza sulla grave situazione finanziaria del settore, dimostrando, dati alla mano, che andando avanti in quella maniera, avremmo avuto solo il 15-20 percento di risorse finanziarie di competenza del 1999 per far fronte ai contributi che dovevamo erogare per il 1999.

In tutta onestà l'Assessore Perrin confermò questa situazione e disse che vi avrebbe fatto fronte con l'assestamento di bilancio. Ad onor del vero abbiamo trovato degli interventi abbastanza cospicui in questo assestamento di bilancio su due capitoli, il 42825 per 4,5 miliardi e il 49620 per 500 milioni.

Se però sul capitolo 42825 riteniamo che la cifra possa far fronte alle necessità, sbagliamo perché non sarà sufficiente, Assessore, e lei lo sa perfettamente, perché per il bilancio 1999 abbiamo messo 12 miliardi, ma di questi una bella fetta l'abbiamo già spesa per pagare le competenze del 1998, ancora di meno è l'altro capitolo perché per l'abbattimento degli animali per il discorso del piano sanitario avevamo messo 600 milioni, ma sappiamo che in questa campagna di bonifica sanitaria 1997-1998 e 1998-1999 il fenomeno della bonifica sanitaria è peggiorato, quindi avremo sicuramente delle richieste in più. Se comunque l'intervento c'è stato, riteniamo che non sia sufficiente, e lo verificheremo alla fine dell'anno. Ci preoccupa di più il fatto che non siano state inserite variazioni per il capitolo 42800, rassegne sul bestiame, che è già stato rosicchiato dai pagamenti di competenza di altre campagne 1997 e 1998, per cui sul 1998-1999 non c'è quasi niente.

Per quanto riguarda il discorso degli allevamenti ufficialmente indenni, l'Assessore onestamente dice (e posso dargli ragione): c'è un intervento per l'anno successivo e quindi l'intervento è sempre postdatato di un anno, e onestamente su questo non abbiamo di che dire.

Mentre abbiamo di che dire sulla legge n. 65/92, oneri e danni derivanti dalla normativa igienica e sanitaria in vigore, legge di cui abbiamo dibattuto in quest'aula in due o tre occasioni quest'anno, parlando del grave problema della bonifica sanitaria. In quelle occasioni si è detto che gli allevatori che saranno colpiti in maniera grave potranno fare affidamento su questa legge n. 65. Noi facciamo rilevare alla Giunta che su quella legge però c'era pochissima disponibilità finanziaria, ma oggi la Giunta non ci propone niente come intervento aggiuntivo, dice che quei soldi sono sufficienti. Erano già pochi allora, non capisco come facciano ad essere sufficienti oggi! Non vorrei che fra 3-4 mesi il settore agricolo possa dire: ci hanno indicato di fare domanda in base alla legge n. 65, poi per queste domande non ci sono disponibilità finanziarie.

Pertanto vorrei sapere dall'Assessore se ci sono state già domande in tal senso, quante sono in percentuale, se si prevede che con quella poca disponibilità finanziaria prevista a bilancio sul 1999 si possa far fronte comunque a questo discorso.

Rispondendo infine all'Assessore che in conclusione del suo intervento ha detto che le statistiche danno un'attendibilità finanziaria al nostro bilancio, una credibilità, eccetera, posso anche condividerle da un punto di vista finanziario, perché da alcuni anni il bilancio dal punto di vista numerico, di predisposizione, è migliorato…

(interruzione dell'Assessore Agnesod, fuori microfono)

… infatti, è qui che volevo capire, perché se lo guardiamo da un punto di vista di attendibilità economica, i dati che ho menzionato, ad esempio il fatto della non capacità di spesa sui tre fondamentali settori: l'assetto del territorio e tutela dell'ambiente, lo sviluppo economico e la formazione professionale, non può dirci, Assessore, che c'è un'attendibilità economica; se c'è una attendibilità finanziaria per cui i conti stanno in piedi, lo posso anche capire, ma non è certamente una situazione in cui abbiamo dimostrato di aver saputo utilizzare al meglio le nostre risorse finanziarie!

Président La parole au Conseiller Ottoz.

Ottoz (UV) Residui attivi, l'Assesseur a remarqué qu'ils ont augmenté de 172 milliards, ce qui fait une augmentation de 326 milliards l'année dernière à peu près, l'exercice précédent, et 98 milliards dans l'exercice dont nous allons approuver le budget.

Puisque la grande partie de ces résidus actifs est provoquée par le Titre I, soit la partie "del riparto fiscale" qui nous a été liquidée en retard, je voudrais savoir par l'Assesseur de quelle façon est-il possible d'éviter cette souffrance de liquidité, qui est provoquée par le transfert retardé de l'Etat à notre Région, dans le sens que le mécanisme de la Trésorerie unique fait si que l'Etat déplace les fonds en fonction de ses exigences et non pas des nôtres.

Il arrive que cela puisse avoir des effets sur la façon de laquelle la Région paie ses fournisseurs, paie les travaux, c'est-à-dire l'unique façon que la Région a, en maintenant en parité les autres paramètres, si les résidus actifs augmentent, est celle de retarder les paiements ou de retarder la légitimation des paiements aux fournisseurs.

Un autre élément, sur lequel j'aimerais avoir un détail, concerne la question au Titre V "Entrate derivanti da mutui, prestiti e da altre operazioni", là où la partie à encaisser est très, très, très haute. Ici nous avons encore à encaisser 93,49 pour cent, donc je demande si cela correspond à une souffrance de ceux qui ont des dettes envers la Région, ou pas.

J'aimerais savoir de toute façon quelles sont les mesures que la Région peut envisager, pour accélérer le retard des paiements que la "Ragioneria dello Stato" fait à nos égards et si cela actuellement est en train de provoquer ou pas un retard des paiements de la Région.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) L'insieme di questi tre disegni di legge costituisce la descrizione della capacità della Regione di utilizzare le risorse che ha a disposizione e, posso aggiungere, le ingenti risorse che ha a disposizione. Quindi se si analizzassero questi documenti in modo minuzioso, sarebbe come passare ai raggi X un intero anno di amministrazione, perché se ne registrano tutte quante le luci e le ombre. Non farò questo, naturalmente, mi limiterò soltanto ad alcune osservazioni, ad alcuni punti che già sono stati precedentemente ricordati, ma su cui vale la pena di attirare l'attenzione.

Innanzitutto vorrei sottolineare un fatto positivo, cioè il dato che non si sia ricorsi all'indebitamento; credo che questa sia una cosa molto importante, perché se non in modo minimo…

(interruzione dell'Assessore Agnesod, fuori microfono)

… appunto, perché un basso ricorso al credito significa, come nella relazione viene detto, una "capacità di accertare le entrate" e soprattutto "un risparmio futuro per l'ammortamento dei crediti". Quindi questo dato va sottolineato come aspetto positivo, mentre permane la difficoltà da parte della Regione di incassare le entrate.

Il dato più problematico, a mio avviso, riguarda la bassa capacità di spesa della Regione in alcuni settori, che sono stati già ricordati, che emergono con molta chiarezza dalle tabelle che sono riportate nella relazione che accompagna l'approvazione del rendiconto generale. Sono i settori dei programmi d'informatizzazione, in cui si raggiunge il 40 percento circa, sono i settori dell'assetto del territorio e tutela dell'ambiente, sono i settori relativi alla formazione professionale. È ben vero che complessivamente il dato raggiunge il 70 percento di capacità di spesa, ma rimangono comunque delle fette consistenti - il 30 percento - che mantengono i residui passivi, diminuendo la capacità di spesa complessiva.

Nella relazione sono individuati una serie di motivi per cui si verifica questo fenomeno; quello che manca - forse non qui nella relazione, ma rientra a mio avviso in un programma che la Giunta deve darsi se vuole effettivamente riuscire a risolvere alla radice i problemi che qui sono elencati - è l'individuazione di come procedere per prevenire tali inconvenienti. Non è sufficiente, infatti, individuare con chiarezza quali sono i motivi della difficoltà della Regione di smaltire i residui passivi: non è sufficiente evitare che aumentino ancora; bisogna anche pensare ad intervenire per cambiare.

Una delle cause - è detto - è la lentezza dei procedimenti di spesa; ogni volta che l'Amministrazione dimostra un'insufficiente capacità di spesa mette in luce anche un elemento negativo del proprio funzionamento. La relazione riconosce tali limiti, come derivanti dalla riorganizzazione della struttura. Mi permetto di ricordare che una delle finalità con cui si è proceduto a ristrutturare l'intero sistema amministrativo della Regione era proprio quella di migliorare il servizio. Sarebbe interessante, e lo chiedo come un impegno che dovrà essere messo in atto, verificare se ci sono difetti e limiti in questo modello organizzativo della struttura, e quali sono, se ci sono, i limiti nell'attuazione del modello e quali sono i motivi di questi limiti.

Si parla di difficoltà nei programmi d'informatizzazione d'interesse regionale, ma c'era un piano triennale 1997-1999 molto dettagliato, molto chiaro e molto preciso; che fine ha fatto? Come mai così tanti ritardi in questo settore, che fra l'altro è nevralgico proprio per snellire la burocrazia e per accelerare i processi decisionali dell'Amministrazione?

Si parla di difficoltà nel settore della formazione professionale; si è più volte parlato di questo problema in aula e aspettiamo ancora di conoscere le ragioni di tali ritardi. Era stato promesso un resoconto, un piano analitico che mettesse in luce i motivi di questi ritardi, ma per adesso abbiamo soltanto constatato che alcuni corsi programmati e approvati non si sono svolti e che ingenti finanziamenti impegnati non sono stati spesi, per cui si sono dovute riprogrammare tutte le iniziative per il prossimo anno.

Si parla di difficoltà relative all'assetto del territorio, dovute a procedure complesse. Sicuramente le procedure sono complesse, ma va detto che in alcuni casi i tempi di previsione e di attuazione dei lavori sarebbero meglio definiti se si seguissero le procedure previste in materia di programmazione dei lavori pubblici e parlo della legge regionale n. 12/96. Se si facesse un quadro ben chiaro che ci consentisse di conoscere per tempo gli orientamenti e le priorità, di conoscere per tempo nel programma regionale triennale le progettazioni definitive, si avrebbero anche gli elementi per poter poi definire, nel programma operativo annuale, i lavori e solo i lavori che possono effettivamente essere svolti in quell'anno, e quindi riuscire a concluderli entro l'anno.

Per quanto riguarda l'incremento delle spese correnti, qui credo che questo rapporto continuo fra l'incremento delle spese correnti e il decremento delle spese di investimento deve far riflettere, perché se non riusciamo in qualche modo, non dico ad invertire, ma almeno a pareggiare la quantità di spese che noi mettiamo negli investimenti rispetto alla quantità di spese correnti, non facilitiamo la ripresa economica di questa Regione.

Rispetto all'incremento delle spese correnti della scuola e della sanità, sono certa che uno dei motivi di questo aumento è legato al fatto che manca una programmazione chiara di dove si vuole arrivare e cosa si vuole fare, una programmazione che non sia legata solo al contingente ma che abbracci un periodo di più ampio respiro. Se non c'è un quadro chiaro dei progetti che si vogliono realizzare, si rischia di seguire le singole richieste che provengono dal territorio e dalla comunità. Solo a fronte di un progetto chiaro di quali sono gli obiettivi che uno vuole raggiungere, si è in grado di definire quali sono le priorità che vanno individuate e anche in quali settori le spese vanno finalizzate.

Per quanto riguarda le scelte che vengono fatte nella legge finanziaria bis, in cui vengono ridistribuiti nei diversi settori 105 miliardi, constato che, se facciamo l'elenco delle priorità, al primo posto c'è il Casinò. Diciamo che la Giunta ha il cuore che batte per il Casinò perché per questo sono stanziati ben 38 miliardi, quindi una somma importante e la più alta fra quelle che sono stanziate.

C'è poi un forte stanziamento per l'USL, che raggiunge circa 26 miliardi, di cui 18 miliardi sono finalizzati al disavanzo del 1998 e circa 8 miliardi per la mobilità passiva. Come vado ripetendo da 4-5 anni, si continua a prevedere nelle leggi finanziarie una copertura del disavanzo di gestione dell'USL, perché c'è sempre un divario fra le richieste che l'USL fa in base alle sue previsioni di spesa e quanto la Regione mette in bilancio.

Alla resa dei fatti si dimostra che l'USL fa una programmazione più precisa di quella fatta dall'Assessorato nel momento in cui viene decisa la cifra da stanziare in bilancio. Direi proprio che questo atteggiamento è negativo, non tanto perché vengono date all'USL con ritardo le somme per coprire il disavanzo, quanto perché, se non si definisce con chiarezza quali sono le risorse di cui un ente può disporre per fare la sua programmazione, non si consente di fatto all'ente di avere una propria autonomia.

Abbiamo visto in tutti questi anni come la Regione, ed in particolare l'Assessorato alla Sanità finanziasse via via un progetto piuttosto che l'altro, a seconda se questo interessava politicamente l'Assessorato oppure no. Per cui l'atteggiamento della Regione di mantenere sempre un disavanzo da coprire successivamente, si rivela essere un'ulteriore modalità di controllo della Regione nei confronti dell'USL.

Fra l'altro mi sembra che sarebbe anche venuta l'ora di cambiare la legge sulla contabilità che prevede questo controllo abbastanza stretto della Regione sull'USL. Ho visto che è stato definito il contratto fra la Regione e l'USL, staremo a vedere se queste nuove modalità rispettano nei fatti l'autonomia dell'azienda. Ho alcuni dubbi, Assessore, quindi ci rivedremo il prossimo anno, in sede di bilancio, per verificare se questa nuova procedura ha innovato sul serio e non solo a parole.

Vedo con piacere - ma di questo abbiamo già parlato con l'Assessore Pastoret - il fatto che siano stanziate delle risorse per gli studenti universitari, e non sto a ripetere le cose dette nel corso del dibattito sull'interpellanza, perché ormai sappiamo cosa pensiamo su questo problema.

Rispetto alla sanità dimenticavo di ricordare un aspetto. Ci sono 7,9 miliardi, quasi 8 miliardi, che vengono rimborsati al Fondo sanitario nazionale per oneri addebitati al Servizio sanitario regionale per la mobilità sanitaria passiva; in realtà sono molte di più le spese della mobilità sanitaria passiva. Come l'Assessore ben sa, nel 1995 abbiamo esportato pazienti per 8.700 milioni, nel 1996 abbiamo esportato pazienti per 8.875 milioni. Poi è vero che abbiamo già pagato quasi il 50 percento, però rimangono ancora complessivamente 7.900 milioni dovuti a 3.930 milioni del 1995 e a 4.005 milioni del 1996.

Questo significa che nel 1995 e nel 1996 abbiamo esportato ammalati per più di 8 miliardi, quasi 9 miliardi nel 1996. Tale cifra è ancora in aumento, e questo ci pone un problema sulla qualità della sanità in Valle d'Aosta, sui servizi che possiamo dare agli utenti di questa Regione.

C'è poi una domanda che pongo, che è già stata posta precedentemente, da altri intervenuti: non capisco che tipo di finanziamenti siano quelli previsti all'articolo 10, comma 1, cioè un contributo di lire 1.775 milioni alla SAV per certi oneri che sono stati sostenuti; sarebbe interessante sapere che tipo di opere sono state fatte, qual è l'onere che la società ha dovuto sostenere nel corso della realizzazione del sistema tangenziale autostradale di Aosta per l'interferenza con la funivia Aosta-Pila.

Aspetto nella replica una risposta a queste domande.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Il conto consuntivo che stiamo analizzando rappresenta uno strumento importante: dovrebbe rappresentare uno strumento fondamentale per la gestione dell'azienda Regione e quindi un atto che possa permettere al Governo regionale di fare il punto della situazione economica e finanziaria, verificando cosa è stato fatto e cosa è successo nella gestione annuale del bilancio.

È proprio su questo che dovrebbe incentrarsi il dibattito in Consiglio regionale, per dare orientamenti utili per l'impostazione delle gestioni future. Però anche oggi, come ogni anno, dobbiamo prendere atto che il dibattito non c'è. Purtroppo si discute molto sul bilancio di previsione, ma quando c'è da verificare il consuntivo, gli interventi sono svolti al minimo indispensabile e non c'è un grosso dibattito. Questo penso che sia un fatto da far riflettere, e ogni anno lo diciamo, anche se l'anno successivo però purtroppo si ripresenta lo stesso problema. Questo è un invito a cercare di far sì che il dibattito su questo strumento fondamentale per la gestione dell'azienda Regione venga approfondito nei prossimi anni, perché si tratta di uno strumento fondamentale per verificare cosa ha fatto l'Amministrazione regionale nell'anno di cui stiamo trattando.

Sarebbe pertanto opportuno poter confrontare quanto è stato detto al momento della presentazione del bilancio di previsione e quanto oggi valutiamo, leggendo il rendiconto generale per l'esercizio finanziario 1998.

Cosa emerge da una valutazione complessiva di questo rendiconto? Facendo riferimento alla gestione di competenza, si può notare come per quanto riguarda le entrate, a fronte di una previsione definitiva di circa 3.002 miliardi si sono avuti accertamenti finali pari a 2.740 miliardi.

Andando a vedere alcune voci, per verificare in modo puntuale l'analisi delle voci di entrata, l'Assessore, nel suo intervento, aveva detto che quest'anno c'era stato un miglioramento per quanto riguarda le entrate, nel senso che lo scostamento fra le previsioni e gli accertamenti è minimo. Lo scostamento è di circa il 10 percento come totale; però andando a verificare alcuni capitoli delle entrate, si può verificare che questo scostamento è maggiore rispetto alla media delle entrate. Infatti, se andiamo a vedere al capitolo 1210, quote fisse di ripartizione sul gettito dell'IRPEG, a fronte di una previsione finale di circa 65 miliardi senza tenere conto dei residui in questo caso, abbiamo una minore entrata sulle previsioni di 19 miliardi, che corrisponde quasi a un terzo. In questa voce siamo di fronte non ad una percentuale alta, come nelle altre voci, del 90 percento, ma ad una percentuale del 60 percento.

Chiediamo pertanto le motivazioni, tenuto conto che questa voce riguarda l'IRPEG, quindi potrebbe essere collegata al fatto che, se c'è una riduzione per quanto riguarda le entrate dovute al gettito IRPEG, vuol dire che nel 1998 c'è stata una diminuzione delle entrate per le ditte, per l'attività commerciale ed economica valdostana, e quindi automaticamente si potrebbe dedurre che il 1998 dal punto di vista dell'economia non è stato positivo, se c'è una riduzione notevole rispetto alle previsioni. L'Assessore ci spiegherà poi come interpreta questa diminuzione abbastanza consistente delle entrate in questa voce.

La stessa cosa vale anche per il capitolo successivo, il 1220, che riguarda il gettito delle ritenute da fonte; a fronte di 26 miliardi di previsioni, sempre senza residui, si ha una minore entrata di 18 miliardi, anche qui consistente. La stessa cosa vale per il capitolo riguardante il gettito dell'IVA, dove a fronte di 207 miliardi si ha una riduzione di entrate previste di 26 miliardi. Queste sono alcune valutazioni sulle quali chiederemo all'Assessore di darci delle delucidazioni.

Nel suo intervento l'Assessore ha messo poi in evidenza che in altri titoli delle entrate lo scostamento fra gli accertamenti finali e le previsioni definitive è diverso rispetto alla media complessiva; in modo particolare al capitolo riguardante le entrate derivanti da alienazione di beni patrimoniali, trasferimenti di capitali, da rimborsi di crediti, abbiamo una percentuale del 36,68 percento rispetto alla media che è del 92 percento, mentre è da sottolineare in positivo il fatto che al Titolo V si ha un accertamento finale di 10 miliardi a fronte di una previsione di 108 miliardi che riguarda interessi derivanti da mutui, ed è sicuramente un elemento positivo che non si sia fatto ricorso ai mutui.

Per quanto riguarda le spese, anche qui a fronte di una previsione definitiva delle spese pari a 3.275 miliardi si sono avuti impegni finali di spesa pari a 2.936 miliardi. Andando a verificare alcuni capitoli delle spese, vorrei far notare alcuni fatti, in modo che l'Assessore possa nella sua risposta dare delle delucidazioni in merito a queste vicende. Ad esempio, nel capitolo 33665, interventi finalizzati alla riqualificazione della città di Aosta, si hanno 23 miliardi in meno di economie; trattandosi di una riduzione abbastanza consistente come economie di spesa rispetto alle previsioni, vorrei avere delle spiegazioni.

Facendo invece una considerazione più complessiva, si può vedere che nell'ambito dell'Assessorato all'industria ci sono state delle economie di impegni sulle previsioni finali, comprensive in questo caso di residui, di circa 11,3 miliardi. Questa è una riduzione abbastanza consistente, lo scorso anno vi era una riduzione di 4,6 miliardi, quest'anno siamo passati a 11 miliardi; tenuto conto che vi è una riduzione anche sui capitoli che riguardano interventi promozionali nell'artigianato e su quelli che riguardano interventi di valutazione delle risorse energetiche, visto che questi tre capitoli rappresentano i fondi a disposizione per rivitalizzare il settore industriale valdostano, vorrei delle delucidazioni in merito a queste riduzioni rispetto alle previsioni definitive fatte nell'ambito del bilancio di previsione passato.

Vi è un'economia di spesa pari a 6,6 miliardi nell'ambito degli interventi promozionali per il turismo; questo è un settore molto importante e anche qui chiediamo delle delucidazioni.

Vi è un'altra economia di spesa, sempre facendo riferimento alle previsioni, nell'ambito del settore dei trasporti, che è pari a 5,4 miliardi.

Infine, un altro settore che ha già affrontato il collega Viérin è quello della formazione professionale; anche qui vi sono economie di impegni su previsioni finali per un totale di 8,2 miliardi. Anche questo sembra un importo esagerato, tenuto conto dell'importanza degli interventi per la formazione professionale. Sono interventi fatti ad hoc per dare ai cittadini valdostani quella formazione professionale utile e necessaria per l'attività lavorativa. Anche qui c'è una consistente differenza fra quanto previsto nel bilancio di previsione e quanto di fatto abbiamo appurato nel conto consuntivo.

Per quanto riguarda i residui, che sono già stati trattati dal collega Viérin, da una parte si deve tenere conto di quanto ha dichiarato l'Assessore sul miglioramento in parte di questa gestione, tenuto conto che comunque c'è stato un aumento dei volumi, però per quanto riguarda i residui bisogna sempre tenere presente che anche quando si fa notare che c'è stato un miglioramento, molte volte questo miglioramento avviene solo grazie ad una accurata opera di ripulitura di antichi residui che sono stati eliminati per perenzione. E infatti se si va a vedere in questo caso, c'è stata nel 1998 un'eliminazione per perenzione di 69 miliardi di residui. Pertanto, quando si parla di residui bisogna tenere conto che un miglioramento molte volte avviene solo a seguito di un'opera di ripulitura di antichi residui.

Vorrei evidenziare il peggioramento della situazione patrimoniale rispetto al 1997 di 40 miliardi, pertanto anche su questo fatto chiediamo delucidazioni all'Assessore.

Degli altri elementi da evidenziare, per non ripetere quanto ha detto il collega Viérin, riprendo solo il problema delle spese correnti e delle spese d'investimento.

Nonostante la buona volontà, nonostante le buone dichiarazioni che ogni anno ci vengono fatte in sede di bilancio di previsione sulla possibilità di migliorare la percentuale delle spese correnti rispetto alle spese d'investimento, quando si va a verificare il conto consuntivo la percentuale resta quella oppure peggiora, non migliora mai! Infatti anche quest'anno abbiamo una percentuale pari al 63 percento contro una percentuale degli investimenti pari al 37 percento.

Questo è un dato saliente e significa, in pratica, che i 2/3 del nostro bilancio vengono utilizzati per spese correnti. Il fatto che siamo in presenza di una così forte percentuale di spese correnti comporta sicuramente un fatto negativo, che va a detrimento di qualsiasi iniziativa che possa portare in futuro a un qualcosa di positivo per la nostra Regione. Si tende a portare avanti un discorso di ordinaria amministrazione, come il gruppo degli Autonomisti ha già fatto notare nella discussione del bilancio di previsione, facendo notare che nel bilancio di previsione discusso a dicembre 1998 i fondi globali - che rappresentano quei "sogni nel cassetto", quegli interventi lungimiranti che possono dare importanza all'attività governativa - erano stati ridotti pesantemente, e che addirittura rispetto al passato per la prima volta sui fondi globali vi era una maggiore presenza di spese correnti rispetto a spese d'investimenti. Infatti dei 76 miliardi il 54 percento era destinato a spese correnti, mentre il 45,5 percento a investimenti. Anche allora, in sede di discussione del bilancio di previsione, avevamo evidenziato questa forte presenza di spese correnti che oggi, in sede di discussione del conto consuntivo, dobbiamo di nuovo verificare.

Pertanto l'invito è di riuscire finalmente a far seguire alle parole i fatti, cioè riuscire in un prossimo futuro a diminuire le spese correnti, altrimenti si rischia sempre di ingessare il nostro bilancio e di svolgere un'attività di ordinaria amministrazione.

Stiamo entrando nel terzo millennio, abbiamo bisogno di puntare alla straordinaria amministrazione, dobbiamo cercare di fare dei grossi progetti per la nostra comunità, che diano un respiro forte alla nostra economia. Questa politica può essere attuata solo attraverso degli investimenti, non attraverso la gestione ordinaria, tipica delle spese correnti.

Questo è un fatto da evidenziare, quindi invitiamo la Giunta a cercare di ridurre in futuro questa forte presenza delle spese correnti che ingessano il nostro bilancio per quasi i 2/3 del suo valore.

Questo è quanto; l'invito è a fare in modo non solo che ci sia maggiore attenzione nelle spese d'investimento rispetto alle spese correnti, ma soprattutto che nei prossimi anni ci sia una maggiore attenzione a questo rendiconto, perché, come dicevo, il rendiconto è un momento molto importante in quanto permette alla Giunta di poter dimostrare il suo operato e alla minoranza di avere ulteriori delucidazioni in merito ai vari capitoli e alle varie decisioni prese dal Governo regionale. L'invito è quindi a favorire nel prossimo futuro una maggiore discussione su questo atto molto importante per la nostra regione.

Président La parole au Conseiller Piccolo.

Piccolo (FA) Permettetemi in merito al conto consuntivo, grazie all'opportunità che mi avete dato, e per la prima volta in sei anni, di essere uno dei revisori del conto e di avere avuto la possibilità di approfondire con gli uffici dell'Assessorato più da vicino il documento contabile, di poter esprimere di conseguenza alcune mie considerazioni sul documento.

È un conto consuntivo che sintetizza il lavoro svolto dal Governo e dalla maggioranza regionale, e consente di valutare se questa ha ben operato rispettando le previsioni e in questo senso penso che abbia bene operato.

Vi posso garantire che i documenti contabili regionali non sono, almeno per me, così di facile lettura, pur avendo avuto l'esperienza di circa vent'anni di amministrazione comunale. Infatti, sia il bilancio di previsione che il conto consuntivo regionale sono completamente diversi dai documenti contabili degli enti locali, in particolare anche di quelli delle società private.

Vorrei quindi e in modo sintetico, e senza avere la presunzione d'insegnare nulla a nessuno, di poter meglio chiarire ai colleghi cosa contengono e indicano le voci più rappresentative del conto, e nello stesso tempo portare il mio modesto contributo al dibattito che andremo a fare, anche dopo l'ampia relazione dell'Assessore e del collega Rini, relatore, e senza voler fare una controrelazione, evitando, al tempo stesso, di ripetere alcune loro considerazioni.

A proposito delle percentuali che andrò a leggere, frutto del lavoro dei funzionari dell'Assessorato, ho il dovere in quest'occasione di ringraziare, a titolo personale, gli uffici per l'impegno profuso in questi mesi e in particolare per la disponibilità che alcuni di loro mi hanno riservato in questi ultimi giorni, pur essendo oberato di lavoro. Vorrei a questo proposito in particolar modo ringraziare di cuore la signora Bertin e la signora Barmasse, non solo per i dati e le percentuali fornitemi, ma soprattutto per la pazienza avuta nei miei confronti per cercare di farmeli capire.

Fatte queste doverose premesse, cercherò di entrare nel merito del conto consuntivo e portare il mio modesto contributo sull'argomento.

Gestione delle competenze, distinta in entrate e in spese. Per quanto attiene le entrate rispetto alle previsioni definitive, che sono le previsioni iniziali più le variazioni in corso di esercizio, sono state accertate circa il 91 percento delle entrate spettanti alla Regione e di queste ne sono state riscosse circa il 71 percento. Le percentuali evidenziano una buona capacità della Regione di rendere certi i propri crediti, mentre registrano un rallentamento nella capacità di riscossione degli stessi introitandoli nelle proprie casse.

Il rallentamento appare più evidente nel Titolo I, che riguarda i tributi propri, il gettito di tributi erariali o quote degli stessi devolute alla Regione; questo è dovuto in particolare ai ritardi con i quali lo Stato trasferisce alle autonomie locali le risorse di loro competenza e a queste si aggiungono sia gli effetti della riforma del sistema di riscossione dei tributi, in seguito ai quali i contribuenti possono operare la compensazione fra crediti e debiti di tributi diversi, sia la rateizzazione degli importi dovuti, creando un certo rallentamento nel calcolo delle quote da trasferire.

Per contro si registra una maggiore capacità di riscossione nei Titoli II e III, che comprendono i contributi e le assegnazioni dello Stato, dovuta soprattutto ai meccanismi di trasferimento dei fondi dallo Stato e dalla Comunità europea quale cofinanziamento dei progetti specifici.

Per quanto concerne le spese rispetto alle previsioni definitive - previsioni iniziali più le variazioni in corso di esercizio - queste sono state impegnate per circa il 90 percento, di cui risulta pagato alla chiusura circa il 77,8 percento. Tali percentuali sottolineano una buona capacità della Regione ad adottare atti d'impegno, che rappresentano la sua capacità di agire attraverso l'emanazione di atti amministrativi che la obbligano verso l'esterno. Appare pure buona la capacità di pagare gli impegni assunti. Si deve tuttavia prendere atto di una certa lentezza del procedimento della spesa nei settori condizionati da difficoltà interpretative di nuove norme e da procedure sempre più complesse, in particolare in materia di appalti che allungano i tempi fra l'impegno e il pagamento.

Gestione dei residui, distinti in attivi e passivi. Residui attivi. I residui attivi rappresentano i crediti derivanti dall'esercizio 1997 e precedenti e che la Regione deve ancora riscuotere. Dalla lettura dei dati che risultano dal conto consuntivo si rileva che al 31 dicembre 1998 sono rimasti da riscuotere circa il 46 percento dei crediti in carico al 1° gennaio 1998 e di questi ultimi la Regione ha riscosso il 53,5 percento. Il volume dei residui è aumentato rispetto al passato e la causa è sempre e comunque da attribuire alla difficoltà di acquisizione delle somme spettanti alla regione quali quote di partecipazione al gettito fiscale.

Residui passivi. I residui passivi rappresentano i debiti che la regione ha contratto nell'esercizio 1997 e quelli precedenti e che deve ancora pagare. Dalla lettura dei dati si rileva che al 31 dicembre 1998 sono rimasti da pagare circa il 45,4 percento dei debiti in carico al 1° gennaio 1998, e di questi ultimi la Regione ne ha pagati 41,9 percento.

Pur registrando una buona capacità della gestione dei residui passivi, si nota una tendenza all'aumento del volume degli stessi dovuti a fattori che condizionano negativamente il procedimento della spesa, come già avevo richiamato nella gestione della competenza.

Nel concludere, il risultato di amministrazione del conto consuntivo 1998 chiude con un avanzo di amministrazione di circa 198 miliardi, dovuto da lire 1.290 miliardi di residui attivi rappresentanti in maggior parte da compartecipazione della Regione ai tributi erariali, dal fondo cassa al 31 dicembre 1998 di lire 40 miliardi, da cui devono però dedursi i residui passivi pari a circa 1.132 miliardi, che portano ad un avanzo di amministrazione di 198 miliardi.

Concludendo, non posso che esprimere un giudizio di massima positivo anche a nome del mio movimento sul conto, pur con le evidenziazioni fatte nell'intervento, nella speranza che portino ad un documento contabile più perfetto per il futuro anno.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Comincio con un'osservazione di questo genere, premettendo che il mio sarà un intervento più specifico su determinati punti dei vari disegni di legge. Ma ciò nonostante voglio fare un richiamo ad un passaggio che ho sentito nella relazione del collega Rini, quando ricordava come nel corso del dibattito del bilancio preventivo per il 1998 da più parti si era intesa la definizione su quel bilancio preventivo di "libro dei sogni".

In questo senso la memoria non mi fa difetto; in quell'occasione dissi che proprio di libro dei sogni non si trattava, anzi mi ricordo che feci proprio un'analisi di come in questa nostra regione sia ormai quasi difficile, per non dire vietato, sognare.

Fatta questa piccola premessa, voglio intervenire in particolare sul disegno di legge n. 26 per porre anzitutto alcune domande all'Assessore alla pubblica istruzione. Non mi è parso di cogliere - non l'ho seguita fino in fondo, quindi può darsi che sia io in difetto - nell'illustrazione di questo disegno di legge un punto che non può essere sottaciuto durante il dibattito, e il punto riguarda l'articolo 8 del disegno di legge n. 26, in cui si dice che a partire dal 1° settembre di quest'anno il trattamento previdenziale, quindi pensionistico, dell'indennità per il prolungamento di orario di servizio per l'insegnamento della lingua francese nella scuola materna ed elementare, previsto dalla legge n. 1/68, è sospeso. Non vorrei fare un dialogo a due con l'Assessore, visto che siamo entrambi insegnanti elementari, quindi direttamente interessati, la collega Squarzino pur essendo pensionata appartiene ad una categoria superiore che non è toccata da questi provvedimenti…

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… certo, certo. Questa decisione che questo Consiglio assumerà votando questa legge credo che necessiti di un'ampia e approfondita spiegazione, non tanto sulle motivazioni che sarebbe utile illustrare, quanto sulle prospettive che si aprono dopo questa decisione. Credo che tutti gli insegnanti elementari, che non so quanti fra l'altro siano a conoscenza di questo provvedimento, una volta che ne saranno a conoscenza lecitamente vorranno sapere che ne è della loro pensione su quella parte così importante dello stipendio degli insegnanti, che incide come sappiamo per un terzo sul loro stipendio e per la quale parte diversi insegnanti hanno avuto delle trattenute pari al 12 percento di quest'importante fascia stipendiale per diversi anni. Quindi è una domanda che pongo all'Assessore o a chi vorrà rispondermi, ma sulla quale aspetto una risposta.

Un'altra considerazione che voglio fare, sempre su un punto specifico, riguarda il finanziamento alle scuole private. Questo capitolo di spesa, ho avuto modo di vedere nel corso degli anni, è uno di quei capitoli che meno di ogni altro comporta dei residui. La previsione è sempre centrata, però regolarmente ogni anno si pone questo problema, nel senso che puntualmente, ad una certa scadenza delle rate trimestrali che la legge prevede siano versate alle scuole materne elementari private, vengono a mancare i fondi.

Questo è un problema che non si pone da quest'anno, quindi non ne faccio una colpa all'Assessore, è un'impostazione probabilmente che va rivista ma che si trascina da alcuni anni. Anche perché questo fatto comporta notevoli problemi ai gestori di queste scuole; ad esempio, mi risulta che quest'anno ci siano delle difficoltà per il pagamento delle spese di manutenzione ordinaria degli stabili, vedi riscaldamento e cose di questo genere, mentre non ci sono problemi per il pagamento del personale, che però in passato ha avuto qualche difficoltà. So che regolarmente il problema poi si risolve, ma si risolve in che modo? Con degli assestamenti di bilancio successivi.

Nel frattempo è chiaro che il personale di queste scuole va pagato, è chiaro che ci sono delle fatture con privati che vanno onorate, e questo fa sì che i gestori di queste scuole spesso siano obbligati a ricorrere a dei prestiti bancari con gli interessi che ne derivano.

Vede, Assessore, in genere ho sempre fatto un intervento sul conto consuntivo sottolineando spesso e volentieri nei vari capitoli la gravosità che hanno i residui passivi; quest'anno vorrei fare un invito: auspico che al prossimo conto consuntivo sotto questa voce vi sia anche un residuo maggiore, perché questo starebbe a significare che si è fatta una sovrastima e non una sottostima.

So bene - vorrei anticipare la risposta dell'Assessore, così spero che magari la risposta, se così voleva essere, avrà un altro taglio - che questi conteggi vengono fatti sulla stima di un bilancio preventivo che le stesse scuole presentano, ma direi ormai l'esperienza insegna che, siccome il bilancio della Regione non coincide con il bilancio della scuola, che è evidentemente a cavallo di due bilanci regionali, bisognerebbe prevedere un'assegnazione di spesa al capitolo specifico maggiore, sulla base anche dei dati passati, rispetto al bilancio che le scuole presentano. Mi aspetto una risposta anche su questo tema.

E poi mi aspetto dall'Assessore Lavoyer una spiegazione degli emendamenti che ha presentato, in particolare su questi due emendamenti pongo due domande. Per quanto riguarda l'articolo 14 ter che venga spiegato, semplicemente; per quanto riguarda il 14 bis vorrei invece che mi dicesse se si tratta di un refuso così come è scritto, o se invece c'è una motivazione che mi attendo, perché sull'articolo 14 bis l'osservazione che faccio è la seguente.

Leggendolo velocemente appare necessario questo emendamento, perché cosa dice in pratica? Siccome la legge, che riguarda i finanziamenti alle società sportive, prevede giustamente che le società aventi diritto abbiano svolto un'attività da almeno un anno, nel momento in cui due società si fondono è chiaro che la nuova società non ha svolto ancora un anno di attività, perché è nuova, e quindi giustamente deve avere diritto ad accedere nella misura in cui le società in origine hanno svolto la loro attività per almeno un anno.

Le chiedevo se si tratta di un refuso il fatto che all'interno di questo emendamento si è inserita la lettera b) dell'articolo 3, comma 1 - la lettera b) sono i finanziamenti per le attività così chiamate di alto livello, la lettera a) sono i contributi ordinari e la lettera c) quelli speciali - perché la legge per quanto concerne le lettere a) e c) prevede che le società abbiano svolto almeno un anno di attività, invece per i contributi di cui alla lettera b) al comma 4 dell'articolo 4 così recita: "Ai fini della concessione di cui all'articolo 3 comma 1 lettera b) le società o associazioni sportive beneficiarie devono aver svolto nella regione attività federale per almeno tre anni consecutivi".

Quindi chiedo se è un refuso o se invece c'è una motivazione, perché se è un refuso bisogna emendare l'emendamento.

Président La parole au Vice-président Viérin Marco pour deuxième intervention.

Viérin M. (Aut) Dicevo prima al Presidente che non si può chiudere la discussione generale in anticipo. Il concetto è che se uno della maggioranza o qualcun altro prende la parola, ci possono essere degli spunti per fare il secondo intervento. È già successo purtroppo in altre occasioni che il Presidente del Consiglio ha chiesto in anticipo chi voleva parlare, per velocizzare la chiusura della discussione generale, cosa che non è certamente corretta.

Presidente Ringrazio il Vicepresidente per questa lezione di stile nella condotta dell'Assemblea.

Qualcuno desidera intervenire in prima o in seconda battuta?

Si tel n'est pas le cas, la discussion est fermée sous réserve de préciser la modification de l'amendement présenté par l'Assesseur Lavoyer.

La parole à l'Assesseur au tourisme, aux sports, au commerce et aux transports, Lavoyer.

Lavoyer (FA) Per confermare quanto affermato dal Consigliere Marguerettaz. L'obiettivo è quello, chiaramente la lettera b) non c'entra niente, è un refuso, quindi chiederei al Presidente che l'emendamento rimanga con lo stesso testo, senza la lettera b), quindi: "Fermo restando quanto disposto dai commi 2 e 4, possono beneficiare dei contributi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera a) e c), le società sportive…", eccetera.

Président Nous avons pris bonne note de la correction formelle de l'amendement.

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.

Agnesod (UV) Il dibattito che si è avuto in aula rispetto a questo documento contabile ha evidenziato un'attenzione da parte dei consiglieri perché questa macchina regionale riesca a produrre con maggiore efficacia la propria attività.

Credo che però dovremmo anzitutto affrontare alcuni argomenti che, secondo me, meritano un approfondimento, e mi riferisco al capitolo dei residui passivi.

Innanzitutto i residui passivi derivano da impegni, quindi delibere adottate, impegni assunti attraverso delibere, che vanno poi a collocarsi in programmi. Quindi io direi che il discorso dei residui va smitizzato, va ricollocato nella giusta dimensione, perché se fosse alto il volume delle economie allora ci sarebbero, o si è speso meno sugli interventi e questo sarebbe positivo, oppure sono stati stralciati o modificati i programmi, ma sono le economie che danno un valore rispetto all'attività specifica degli interventi e dei programmi proposti.

I residui sono impegni sul programma che già ci si è dati, quindi se, come alcuni anni fa, la legge di contabilità fosse diversa da quella che abbiamo in questo momento - e sono alcuni anni che questo Consiglio ha adottato questa legge - allora per un intervento da 10 miliardi si sarebbe fatta una delibera d'impegno di 1 e si sarebbe andati ad avviare il lavoro, mentre negli anni seguenti sarebbero stati finanziati i 9 mancanti.

Adesso invece, giustamente, si deve prevedere la risorsa globale complessiva, quindi i tempi poi sono condizionati da una serie di fattori che derivano dalle pratiche burocratiche, autorizzazioni e tutto quanto, e ci sono degli interventi che vanno sempre a scavalco. Quindi sempre questa definizione, che poi alla fine può diventare di una importanza minore rispetto a quella che potrebbe venire evidenziata a prima vista, riguarda quelle cifre che sono impegnate e che si riferiscono ad interventi in fase di esecuzione. Si può ovviamente prevedere che la programmazione venga in modo sempre più attento e puntuale riferita agli interventi che si possono realizzare di anno in anno, ma una buona percentuale deriva proprio dall'attività dell'Amministrazione, dall'attività dei servizi, dall'attività dei vari comparti che sono riferiti a delle leggi di settore e quindi l'attività a scavalco è un qualcosa di cui non si può fare a meno.

Detto questo rispetto ai residui, volevo fare comunque rilevare che non è stata la mia una riflessione incauta e una dichiarazione non corrispondente alle cifre, perché in effetti rispetto al 1997 il tasso di pagamento dei residui passivi è aumentato, dal 40,03 percento si è passati al 41,88 percento.

Rapporto spese correnti con spese di investimento: anche qui voglio fare riferimento a quanto ho già espresso in sede di analisi della relazione precedente. Le spese correnti e le spese d'investimento, rispetto al bilancio previsionale di cui stiamo trattando il consuntivo, si sono allineate; c'è uno 0,2 di differenza che va a riferirsi in maniera specifica all'aumento che c'è stato nelle spese, che non sono comprimibili, riferite all'USL e nelle spese sostenute per l'istruzione pubblica. Quindi sono 258 miliardi per l'istruzione e 151 riferite all'USL.

Queste sono spese che sono aumentate dal 1996 al 1997 e soprattutto quest'anno nel 1998; evidentemente queste sono spese correnti che vanno a modificare questo rapporto in senso positivo e se si tiene conto di questo, l'aumento delle spese di investimento c'è stato.

Per quanto riguarda il discorso dei 18 miliardi, qui avevo fatto un piccolo riferimento nell'introduzione; l'importo si riferisce ad una sentenza che c'è stata il 12 ottobre 1998 in cui il Tribunale di Torino ha condannato la Regione e il Comune di Saint-Vincent a pagare in solido nei confronti della SEV S.r.l. la somma di 18 miliardi complessiva, facendo il conto degli interessi e tutto quanto.

Questo si riferisce a una pratica molto vecchia, che risale addirittura agli anni '79; quindi è una pratica che si è trascinata nel corso degli anni e adesso c'è questa sentenza che obbliga il comune e la Regione a pagare.

La sentenza è immediatamente esecutiva, ciascun debitore conseguentemente è tenuto a pagare l'intera somma, fatto salvo un eventuale accoglimento della domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza stessa, domanda che abbiamo presentato in sede di appello. Questa prima udienza, che doveva tenersi il 13 maggio, è stata rinviata; al limite ci potrà essere una sospensione temporanea, ma in questo momento ci troviamo nella obbligatorietà di prevedere la spesa relativa.

Sulla tangenziale, anche qui credo ci sia poco da dire. Ci sono degli impegni che sono stati presi dalla Giunta che ha avviato questo lavoro nel 1990-1991, impegni che siamo tenuti a rispettare; c'è una lettera di Bondaz di allora, sarà il 50 percento perché questo è l'impegno che si era presa la Regione allora.

Il fatto che siamo arrivati adesso è perché la società ce li ha chiesti adesso, pertanto stiamo concludendo in base alle richieste. Non è colpa nostra se la richiesta non è stata fatta prima. Definiremo il tutto attraverso un apposito provvedimento, che verrà approvato da questo Consiglio.

La verifica della Standard & Poor's a cui faceva riferimento Viérin è proprio sull'andamento economico del sistema e non sulla contabilità, non è che quest'analisi che abbiamo avuto da parte di questa società sia riferita ai conti che funzionano, che sono a posto; cioè, non è un revisore dei conti la Standard & Poor's, ma è stata un'analisi che è stata fornita rispetto alle indicazioni d'impegno sugli investimenti del sistema Valle d'Aosta, in cui anche il bilancio della Regione è inserito, quindi è una valutazione che va nella direzione che diceva Viérin e non sulla contabilità. Non è un elemento di contabilità che abbiamo fatto verificare a questa società esterna, ma è una verifica fatta sul contenuto degli impegni della previsione economica che abbiamo inserito nel nostro bilancio.

Sui tempi delle entrate della "690" e del 1981, questo era stato chiesto dal Consigliere Ottoz, ringrazio il Consigliere Piccolo perché nel suo intervento ha risposto a questo quesito. Questa è una difficoltà che si è avuta in questi ultimi anni per la riscossione delle nostre entrate che ci spettano per legge da parte dello Stato. Ci stiamo attivando per cercare di risolvere e di proporre delle condizioni che ci consentano di vivere meglio.

Per quanto riguarda il Titolo V delle entrate sui mutui - è la seconda domanda del Consigliere Ottoz - in effetti sono due voci, di cui una di 1 miliardo si riferisce al prestito del credito sportivo, un mutuo contratto l'anno prima a dicembre che poi è slittato all'anno successivo, quindi è rimasto questo miliardo; l'altra si riferisce ai prestiti dell'edilizia sanitaria, è un programma della sanità slittato al 1999, sono 14,957.

Per le domande poste dal Consigliere Lanièce sull'IRPEG, sulle ritenute alla fonte e l'IVA, che sono una conseguenza poi una dell'altra, evidentemente qui ci si riferisce all'utile delle imprese, cioè l'IRPEG è l'utile delle imprese, non quello che incassano, ma l'utile. Più competitività si presume che sia il motivo, perché più competitività sul mercato, quindi necessità di contenimento dei prezzi, quindi minori utili alle imprese stesse. Questa è la giustificazione, perché a fronte delle stesse quantità…

(interruzione del Consigliere Lanièce, fuori microfono)

… guadagnano di meno, in effetti è l'utile delle imprese, non il lordo che incassano ma quello che riescono ad avere come margine. Le imprese probabilmente non riescono più ad aumentare i prezzi di vendita dei prodotti che realizzano; questa è la motivazione che si può leggere da questi dati.

Per la città di Aosta non c'è nessuna riduzione; questi sono dei mutui non attivati, perché l'attivazione è una conseguenza riferita al programma che viene inserito. I programmi avviati sono finanziati tutti, ci sono anche risorse sufficienti, quindi non esiste questo problema; abbiamo evitato di attivare dei mutui inutili perché sarebbe stata una cosa inutile.

Non sono delle economie di spesa questi elenchi che aveva fatto il Consigliere Lanièce riferiti al turismo e all'industria, ma sono riaccertamenti dei residui; sono residui passivi che sono stati riaccertati attraverso l'intervento delle nostre strutture con le strutture competenti dei vari assessorati e sono stati riallineati rispetto alle necessità e alle esigenze per gli interventi. Sono interventi per i quali presumibilmente sono state impegnate delle cifre superiori agli interventi stessi come entità.

Mi pare di avere dato una risposta alle domande che mi sono state poste, lascerei adesso, per quanto riguarda le domande fatte in specifico sugli assessorati, la risposta ai miei colleghi.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Vorrei esordire, prima d'iniziare a dare le risposte, con un apprezzamento rivolto alla Consigliera Squarzino, perché a volte ci sono dei consensi che vengono dai consiglieri e incasso volentieri quello che è stato detto rispetto agli assegni per gli studenti, pur nella diversità delle valutazioni che abbiamo avuto modo di fare. Grazie, Consigliera Squarzino.

A questo proposito c'era una richiesta del Consigliere Viérin, il quale chiedeva se per una qualche ragione non ci fosse stato un danno nei confronti degli studenti, perché questi avrebbero potuto aver rinunciato a presentare la domanda.

Per quanto riguarda l'anno scolastico 1997-1998 il fatto che non vi fossero dei fondi sufficienti si è saputo e si è accertato quasi un anno dopo la presentazione delle domande, quindi per quell'anno quel problema non poteva esistere.

Per l'anno 1998-1999 proprio su sollecitazione della Consigliera Squarzino in questa stessa sala, nella seduta del Consiglio precedente alla presentazione del bilancio di previsione, avevo già anticipato rispondendo ad un'interpellanza che i fondi iscritti a bilancio per gli assegni di studi sarebbero stati maggiori rispetto all'anno precedente, e in sede di presentazione di bilancio di previsione in effetti era stata iscritta una cifra superiore.

Mai altra notizia diversa e peggiorativa è stata diffusa né a mezzo stampa né da parte dell'Assessore, e, credo, neppure da parte dei consiglieri. Mai è stato detto che i fondi per l'anno scolastico 1998-1999 non sarebbero stati sufficienti. Quindi se qualcuno, per qualche ragione, ha ritenuto opportuno non presentare la domanda, non è stato certamente né perché vi era una riduzione di fondi, né perché erano state fornite notizie in questo senso.

Per quanto riguarda le richieste che ha avanzato il Consigliere Marguerettaz, sulla prima, quella che concerne le scuole private si sono svolte in questi ultimi giorni delle riunioni per quanto riguarda i rappresentanti delle scuole private, non ultimo ho avuto un incontro martedì scorso con i rappresentanti dei genitori e questo pomeriggio, proprio per il discorso dei finanziamenti per le spese correnti, avrò un incontro con i rappresentanti delle scuole private alle 14,30, nel quale incontro annuncerò loro che liquideremo tutta la parte residua loro spettante.

Il Consigliere Marguerettaz sa, anche perché me ne ha dato atto in sede di presentazione del bilancio di previsione, che noi quest'anno abbiamo iscritto 600 milioni in più per quanto riguarda i finanziamenti delle scuole private, passando da 4 miliardi a 4,6 miliardi. Ciò non significa che i problemi che lui ha evidenziato poc'anzi siano in modo definitivo risolti. Infatti gli incontri che abbiamo fatto nel tempo, l'incontro che farò ancora oggi e altri che seguiranno nei mesi a venire, serviranno oltre che ad analizzare e a risolvere i problemi concernenti la parte finanziaria esistente, anche a definire, per il futuro, quali saranno i percorsi, nel senso che da un lato le scuole private dovranno avere una capacità di organizzarsi di modo che abbiano delle certezze di entrate, e quindi di previsione, e dall'altro l'Amministrazione potrà fare le sue previsioni in bilancio con un quadro di certezza più elevato, altrimenti ci troveremmo a dover gestire delle situazioni che creano dei problemi all'Amministrazione e alle scuole private. Quindi sotto questo punto di vista stiamo facendo delle ipotesi e l'impegno è che nel giro di quest'anno e dell'anno prossimo si riesca ad azzerare la situazione e a darsi poi delle regole, con eventuale ritocco alla convenzione, che possano definire un quadro di certezza che sia di soddisfacimento per gli uni e per gli altri.

Per quanto riguarda l'articolo 8, cercherò di essere sintetico ma di fornire anche agli altri colleghi degli elementi di conoscenza, altrimenti rischiamo di parlare io e Marguerettaz su un fatto che è abbastanza complicato. Con la legge regionale n. 1/68 veniva, come è stato ricordato, istituito un apposito fondo pensionistico a cui era iscritto d'ufficio tutto il personale beneficiario delle indennità di lingua francese, fondo che era finalizzato ad erogare all'atto della cessazione del servizio e con criteri e modalità riferiti al trattamento ordinario di quiescenza dell'epoca, che doveva fornire una pensione integrativa riferita all'ammontare dell'indennità suddetta.

Questo fondo è stato ed è ancora alimentato da appositi contributi, calcolati percentualmente sull'ammontare dell'indennità spettante a ciascun iscritto e versati in parte a carico dell'iscritto per il 12 percento e in parte a carico della Regione per il 14 percento.

La prestazione previdenziale che detto fondo eroga consiste nell'erogazione di un vitalizio e di un trattamento integrativo della pensione ordinaria, ed è determinato con una quota percentuale riferita agli anni di servizio, partendo dal minimo dei 20 anni fino al massimo dei 40 anni. Questo fondo risulta del tipo a prestazione definita con regime finanziario della ripartizione.

Questo fondo è sempre andato avanti dalla sua esistenza fino ad ora. Il problema è che attualmente il contesto normativo di riferimento del fondo si è modificato in modo radicale, in modo tale da porre in posizione di estrema criticità gran parte dell'impianto preesistente, quello che fa riferimento alla legge n. 1/68.

In primo luogo sono stati messi in discussione alcuni dei requisiti, dei cardini su cui si fondava questa legge; uno di questi cardini che è stato messo in discussione è la non pensionabilità dell'indennità di lingua francese, che era il presupposto essenziale dell'esistenza di questa legge. Difatti, per effetto delle nuove norme sul sistema contributivo e pensionistico, che prescrivono l'assoggettamento alla contribuzione ordinaria e la conseguente computabilità in pensione di tutte le componenti retributive del salario ivi comprese tutte le indennità accessorie. L'indennità di francese rientra a pieno titolo fra gli elementi retributivi sui quali è calcolato il trattamento ordinario di quiescenza. Pertanto su questa indennità devono essere effettuate le ritenute retributive a favore dell'INPDAP nella misura dell'8,75 percento a carico del dipendente e del 24,2 percento a carico dell'Amministrazione. Tutto questo comporta, oltre a tutte le altre ragioni, un effetto estremamente negativo sull'indennità percepita dagli interessati, che verrebbe a ridursi sensibilmente, e questo a causa di un prelievo contributivo pari complessivamente al 20,75 percento, il 12 precedente che continueremo a prelevare in virtù del mantenimento in essere della legge del 1968, e l'8,75 percento obbligatorio ai sensi delle vigenti disposizioni per l'assoggettamento all'INPDAP. Questo per quanto riguarda i dipendenti, senza contare l'onere che poi deriverebbe all'Amministrazione regionale.

Considerato pertanto che l'assetto organizzativo e gestionale di questo fondo non trova più copertura nelle norme preesistenti, visto le riforme in atto che hanno in particolare definito alcuni punti importanti, che sono: gli enti pubblici non possono costituire né gestire direttamente fondi di pensione relativi ai propri dipendenti; i fondi di pensione devono funzionare secondo il regime tecnico finanziario della capitalizzazione e non sono consentiti né il regime della ripartizione né il sistema della prestazione definita; la gestione finanziaria dev'essere affidata ad un investitore istituzionale espressamente abilitato; l'erogazione delle prestazioni deve essere effettuata da una impresa di assicurazione convenzionata.

Questa era la situazione. A questo punto ci si è posti il problema di cosa fare ed è quindi per queste ragioni che si è ritenuto, qui con il confronto e il conforto delle organizzazioni sindacali che già fanno parte del fondo di previdenza in parte, di organizzare un apposito incontro e da questo incontro, stante la situazione, stante il quadro normativo, stante l'impossibilità evidente per il fondo di continuare ad esistere alle attuali condizioni, si è verificato che l'unica strada passava attraverso la sospensione di ogni ulteriore iscrizione al fondo per il personale, così come è detto all'articolo 8 della legge, cioè andando ad interrompere il termine in essere fissato dalla legge 1 del 1968. Bisogna quindi passare attraverso l'assoggettamento effettivo della suddetta, in modo da evitare un doppio prelievo dell'indennità, da qui la necessità di sospendere il fondo e regolarizzarlo in qualità di fondo di pensione preesistente ad esaurimento con affidamento all'esterno delle funzioni esercitate da questo fondo. Su questa cosa c'è stato un incontro nel mese di marzo, l'ultimo definitivo con le organizzazioni sindacali, e verificata l'impossibilità di procedere ulteriormente, verificata fra l'altro tutta la situazione gravissima che si sarebbe venuta a creare non assumendo provvedimenti di questo genere, si è proceduto alla formulazione in sede di finanziaria di questo articolo, che non sto a leggere in quanto tutti i consiglieri ne hanno copia.

Questo cosa significherà? E arrivo all'ultima parte della domanda che il Consigliere Marguerettaz aveva sollevato. Tutto il personale già in quiescenza continuerà a percepire a vita l'attuale trattamento integrativo o nella misura spettante di reversibilità.

Il personale in servizio che alla data del 1° settembre 1999 ha maturato il periodo minimo di iscrizione al fondo previsto dalla legge del 1968 per acquisire il diritto integrativo alla pensione otterrà alla data di definitiva cessazione del servizio il trattamento integrativo vitalizio commisurato all'anzianità maturata e sull'indennità di francese percepita al 31 agosto 1999, che andrà ad aggiungersi ad una pensione ordinaria, liquidata dall'INPDAP, su una base comprensiva per il periodo successivo al 1° settembre 1999 dell'indennità di francese, perché a partire dal 1° settembre 1999 questa verrà assoggettata all'INPDAP.

Il personale in servizio che alla suddetta data ha maturato un'anzianità d'iscrizione inferiore al minimo prescritto dalla legge, otterrà all'atto della definitiva cessazione l'indennità una tantum prevista dalla legge regionale del 1968, determinata con le modalità di cui sopra e maggiorata dell'interesse maturato. Anche per questo personale l'INPDAP erogherà una pensione ordinaria comprensiva dell'indennità di francese percepita nei periodi successivi al 1° settembre 1999, cioè all'entrata in vigore di questa disposizione. Tutto il personale in servizio, comunque, in particolare quello che ho ricordato al punto 3, quello non avente ancora il diritto all'erogazione, potrà, se lo ritiene opportuno, richiedere ed ottenere la conversione della rendita o dell'indennità una tantum che gli spetterà, in un valore capitale da trasferire in un altro fondo pensionistico complementare.

Questo è il quadro della situazione.

Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Vista la sensibilità del Vicepresidente Viérin per il settore dell'agricoltura, mi sarei aspettato un elogio alla Giunta per aver cercato, con la finanziaria bis e con alcuni capitoli in aumento, di dare delle risposte ad alcuni problemi del settore.

Prima di tutto, siamo intervenuti sugli investimenti, per far fronte alle domande relative a fabbricati rurali, impianti d'irrigazione, sostegni alla cooperazione; in secondo luogo, per quanto riguarda la parte contributiva a sostegno del settore zootecnico si è prevista una maggiore spesa di 500 milioni per gli indennizzi all'abbattimento di animali infetti, capitolo che era già stato dichiarato insufficiente anche per l'imprevedibilità del fenomeno del risanamento, che quest'anno ci aveva costretti a rivedere i nostri conti.

Credo che l'impegno del capitolo "oneri e danni" sia già sufficiente; si sta comunque valutando l'entità delle richieste; mentre per quanto riguarda il premio per l'acquisizione e il mantenimento della qualifica di ufficialmente indenne, il provvedimento è passato da poco in Consiglio, le liquidazioni alle aziende sono testé avvenute.

Abbiamo poi rimpinguato il capitolo dei contributi per animali a fine carriera con una previsione di maggiore spesa di 4,5 miliardi, in questo caso le istruttorie si fanno generalmente ogni due mesi e quindi i pagamenti sono effettuati nel corso della gestione del bilancio annuale; non abbiamo ritenuto di andare a rimpinguare il capitolo rassegne - si tratta di un premio al miglioramento genetico - perché l'istruttoria viene fatta alla fine dell'anno, quindi a cavallo fra le due gestioni, e i pagamenti vengono eseguiti con l'esercizio finanziario successivo per quanto non fosse disponibile sull'esercizio corrente.

Credo di avere molto sinteticamente risposto alle richieste del Vicepresidente Viérin.

Président La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Vorrei fare alcune precisazioni, la prima legata al credito vantato dalle compagnie petrolifere per quanto riguarda i carburanti; la domanda qui era del Consigliere Viérin.

L'obiettivo della legge n. 27 era quello di far coincidere i quantitativi del carburante introdotto con i quantitativi di carburante erogato, per evitare che in futuro ci sia una situazione di squilibrio fra questi due quantitativi.

È possibile realizzare questo solo tramite la modifica del sistema di distribuzione dei buoni, perché i buoni cartacei venivano distribuiti sulla base di proiezioni e di previsioni fatte dal servizio beni contingentamento che non sempre coincidevano con i quantitativi erogati; di conseguenza la legge prevedeva la necessità di andare a chiudere la partita precedente all'introduzione della "Carte Vallée", andando a verificare la situazione contabile e nel caso in cui ci fossero stati dei crediti vantati dalle compagnie petrolifere, questi andavano pagati. Questo viene fatto con la legge; il tutto è regolato da una convenzione che sulla base dell'articolo 3 della legge n. 27 è stata stipulata con le compagnie petrolifere, che stabilisce anche modalità e tempi di pagamento dei crediti vantati dalle compagnie petrolifere. Quindi sulla base dei conteggi effettuati oggi, in quanto sono basati sul consuntivo dei dati del 1998, la somma da risarcire è quella indicata nella legge finanziaria per quanto riguarda il 1999. Per gli anni a venire verranno ricalcolate le quote successive.

Per quanto riguarda invece le domande poste dal Consigliere Lanièce rispetto a quanto di competenza dell'Assessorato all'industria, quanto assegnato e quanto speso, vorrei fare alcune precisazioni. Le considerazioni che faceva Lanièce (che ci troviamo di fronte a delle somme assegnate all'Assessorato che sono inferiori a quelle impegnate) sono vere per gli interventi riguardanti il risparmio energetico e la diversificazione delle fonti di energie, in cui rispetto all'assegnato sono state impegnate il 69 percento delle somme. Questo per due motivi sostanzialmente, il primo è che si è verificata nel corso del 1998 una forte riduzione, quasi il dimezzamento della media mensile di domande che venivano fatte per quanto riguarda la richiesta di allacciamento al metano, e questo dimezzamento è conseguente al fatto che il piano di metanizzazione della Valle è in fase conclusiva e quindi c'è questa prima riduzione. Il secondo è dovuto al fatto che, per quanto riguarda i contributi legati alle fonti rinnovabili di energia, in riferimento alla legge n. 62/93 e alla legge n. 43/98 che riguarda impianti fotovoltaici, collettori solari, eccetera, nel corso del 1998 non sono stati liquidati i contributi, in quanto i soggetti che avevano fatto domanda non avevano ancora proceduto alla dimostrazione della rispondenza del loro impianto alla normativa tecnica. Ciò quest'anno sarà superato, anche grazie all'attività di promozione di questo tipo di utilizzazione di fonti energetiche alternative fatta il mese scorso con una mostra sulle possibilità di utilizzazione dell'energia solare, che ha avuto un buon successo.

Per quanto riguarda gli altri settori devo dire che, ad esempio, per quanto riguarda il capitolo 121001, interventi di promozione e sviluppo dell'artigianato, rispetto alle somme assegnate di competenza, dei 3,6 miliardi sono state spese 2,997 miliardi, quindi l'82 percento delle somme assegnate è stato impegnato. Cosa analoga per quanto riguarda l'obiettivo 121002, promozione e sviluppo della qualità in campo economico, dove anche qui l'impegno è stato rispetto all'assegnato dell'84 percento.

Sempre per il settore dell'industria gli interventi di promozione e sviluppo rispetto a stanziamenti di 15 miliardi, ne sono stati impegnati 14,792, pari al 98 percento.

In questi settori, quindi, il livello di utilizzo delle assegnazioni è decisamente buono.

Per quanto riguarda il settore dell'artigianato, sono due gli obiettivi interessati: uno è l'obiettivo 121203, gestione interventi per lo sviluppo dell'artigianato, dove era stanziato 1,459 miliardo ed impegnato 1,182 miliardo, pari all'81 percento, mentre per quanto riguarda interventi promozione e sviluppo dell'artigianato, rispetto 3,656 miliardi stanziati, ne sono stati impegnati 2,997 miliardi, con l'82 percento di utilizzo. Quindi credo che siano cifre soddisfacenti.

Con questo ritengo di aver risposto alle domande postemi.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Sul tema della sanità sono stati posti fondamentalmente tre temi: quello della mobilità passiva, quello del disavanzo, quello delle spese correnti.

Sulla mobilità passiva, le cifre esatte sono per il 1995 di 3,930 miliardi, per il 1996 di 4 miliardi, e queste cifre si riferiscono a un patteggiamento avvenuto fra le regioni perché rispetto a quegli anni molte regioni non erano e non sono, alcune di queste neppure oggi, informatizzate, non c'era una contabilità precisa legata ai DRG, ai ricoveri effettivi.

Per quanto ci riguarda, abbiamo contestato la fatturazione alla Regione Valle d'Aosta di molte prestazioni di cittadini non risultanti residenti in Valle d'Aosta, e alla fine a livello tecnico, dopo numerosissime riunioni abbiamo raggiunto un accordo di massima, ma la contabilità è molto parziale. Per il 1997 ci sono dei dati più precisi e noi contabilizziamo un acconto di 8,7 miliardi circa. Per il 1998 la presunta mobilità prevista dall'USL è di 9,5 miliardi; questi sono i dati esatti. Dobbiamo però poi defalcare quanto noi incasseremo come mobilità attiva e su questo nel 1998 dovremo andare a contabilizzare tutta la parte relativa all'Elisoccorso, che prima non era fatto. Poi la Giunta ha determinato le tariffe precise e tutta la spesa riguardante l'utilizzo dell'elicottero per i cittadini non valdostani verrà contabilizzata sulle altre regioni.

La situazione è questa, ma si sta chiarendo perché è stato messo in piedi un sistema informativo che quasi tutte le regioni stanno recependo.

Per quanto riguarda il disavanzo, proprio oggi è arrivata una lettera del Presidente della Conferenza dei Presidenti, dr. Chiti, che comunica - anche se la cosa non ci riguarda direttamente - che lo Stato ha riconosciuto un disavanzo per il 1994 e precedenti pari al 50 percento delle spese richieste, e per gli anni finanziari dal 1995 al 1999 per un totale di 18.222 miliardi rispetto ai 25.000.

Cioè, si gioca su un disavanzo presunto di 30.000 miliardi, di cui a tutt'oggi riconosciuti sono 20.000, mentre il resto è in fase ancora di discussione a livello di Commissione parlamentare, e su questo si stanno mettendo in piedi molti sistemi d'ingegneria contabile pura, come quella di acquistare i patrimoni e darli in gestione all'USL, ma non è il caso di perderci su questo perché il problema non ci riguarda. Ci riguarda nel senso che abbiamo voluto come Governo regionale ripulire tutto il passato e l'impegno previsto in legge è notevole proprio per questo motivo, per far chiarezza e sperare che ci sia dal 2000 in poi quello che viene definito l'anno zero della spesa.

Ma su questo non voglio dilungarmi, lo sappiamo bene come stanno le cose; c'è un nuovo sistema di contabilità che riguarderà non più il sistema della quota capitaria, ma i livelli essenziali di assistenza e in base a tale nuovo sistema ci comporteremo di conseguenza.

Non voglio entrare nel merito di alcune affermazioni che sono state fatte; il ragionamento, non so se posso definirla la "teoria induttiva" della Consigliera Squarzino, secondo la quale il Governo regionale, apoditticamente, sottostimerebbe le spese sanitarie per poter di conseguenza fare un controllo sulla stessa, è la logica conseguenza del modo di pensare della Consigliera Squarzino, che però rifiuto totalmente perché così non è. E se fosse così, tutte le altre regioni si comporterebbero peggio di noi.

La verità è che è molto difficile a livello di previsione andare a definire la spesa corrente, perché ricordo alla Consigliera Squarzino che circa l'85 percento della spesa della sanità è considerata spesa obbligatoria, non derivante da scelte regionali o da scelte delle singole aziende USL, ma da scelte del Governo centrale. Questo è il contenuto del documento dell'Onorevole Chiti riconosciuto direttamente dai Ministeri della sanità, del tesoro e del bilancio.

Mi si spieghi come si può a livello di previsione andare a fare i conti esatti se è sufficiente una modifica del prontuario farmaceutico, per sballare di miliardi e di miliardi il tutto. Per cui rifiuto questa teoria, che non so se è giusto definirla induttiva; confermo, invece, esattamente il contrario, perché se vediamo il "trend" di spesa della sanità dal 1994 al 1999, possiamo verificare al contrario che l'impegno del Governo regionale per il finanziamento è stato notevolissimo e corposo.

Concordo con la Consigliera Squarzino che è comunque necessario ragionare in termini di programmazione; noi abbiamo due atti fondamentali, il piano sociosanitario regionale e l'accordo di programma, che sono i due atti fondamentali previsti dalla legge per la programmazione. Vanno tarati gli interventi, e su questo sono d'accordo; io sono dell'idea, e sto lavorando in questo senso, che si debba arrivare ad un vero e proprio patto sociale fra le parti che includa i medici, gli operatori, che includa ovviamente le parti sociali, i sindacati e quant'altro, ovviamente l'USL, ma altrettanto ovviamente il Consiglio regionale, perché i consiglieri regionali e il Governo regionale devono essere consci che nel momento in cui si votano ordini del giorno, mozioni o risoluzioni per l'apertura di nuovi centri, a questi devono seguire i finanziamenti specifici. Così non è stato finora, questo dobbiamo dircelo con tutta chiarezza, perché se vogliamo essere amministratori seri, come ritengo che tutti pensiamo di essere, dobbiamo d'ora in poi comportarci così, per cui stiamo lavorando per definire un patto sociale che stabilisca qual è l'offerta del servizio che la sanità può dare in questa Valle a fronte di risorse finanziarie che sono un capitolo importante, ma soprattutto a fronte di risorse umane. Non voglio parlare del problema degli anestesisti o del problema degli infermieri; è inutile che si pensi di aprire chissà quali servizi, se poi le risorse umane a disposizione non ci sono.

Questo è un ragionamento complessivo su cui torneremo, ma è importante che anche noi mettiamo un punto fermo per evitare polemiche a distanza, strumentalizzazioni e quant'altro, perché dobbiamo poter dire alla cittadinanza cosa siamo in grado di servire e di dare. Il resto ovviamente varrà sulla mobilità sanitaria; non mi scandalizzerei, anzi non mi scandalizzo se aumenta la mobilità sanitaria passiva, a me interessa che il cittadino valdostano abbia delle risposte ferme e concrete, che le si diano in Valle d'Aosta o fuori dalla Valle. È un tema interessante su cui torneremo.

Président D'autres membres du Gouvernement? Est-ce que le rapporteur souhaite intervenir? Nous procédons par conséquent à l'examen article par article du projet de loi n° 25.