Oggetto del Consiglio n. 643 del 26 maggio 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 26 MAI 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 643/XI Iniziative per la creazione di una zona franca d'impresa, industriale e terziaria. (Interrogazione)
Interrogazione Premesso:
- che "la creazione di una zona franca d'impresa, industriale e terziaria" è stata individuata, nel programma di legislatura, tra gli elementi qualificanti dello sviluppo economico della Valle d'Aosta;
- che la corrente situazione di stagnazione economica rende più che mai attuale la concretizzazione di tale progetto;
tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
La Giunta regionale per conoscere quali iniziative ha adottato per conseguire l'obiettivo di cui in premessa.
F.to: Lattanzi - Frassy - Tibaldi
Président Nous reprenons les travaux du Conseil et nous rebroussons chemin pour revenir à la question, dont au point n° 5 de l'ordre du jour, qui avait été reportée à l'après-midi.
La parole à l'Assesseur à l'industrie, à l'artisanat et à l'énergie, Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) Nella premessa dell'interrogazione, a cui risponderò, si fa riferimento alla situazione di stagnazione economica e credo anche - sebbene non sia scritto - al fatto che ci troviamo di fronte ad una situazione particolare in relazione alla chiusura del tunnel del Monte Bianco.
Non entrerò nel merito di queste cose anche perché, per quanto riguarda soprattutto l'ultima questione, ne abbiamo già parlato nel passato Consiglio. Comunque, il percorso per raggiungere quanto previsto nel programma di legislatura (legato al fatto che l'autonomia economica è il presupposto fondamentale accanto all'autonomia istituzionale e finanziaria, affinché il sistema economico valdostano sia in grado di rafforzarsi nel quadro degli attuali processi di mondializzazione dei mercati e di globalizzazione delle produzioni continuando a promuovere l'occupazione e la qualità della vita nella nostra comunità), passa attraverso la definizione, in concertazione con i soggetti sociali ed economici interessati, di alcune opzioni prioritarie di lungo periodo, finalizzate a garantire la programmazione necessaria per la crescita equilibrata e durevole dell'economia valdostana.
All'interno di queste opzioni, per venire al problema posto, il programma di legislatura ha individuato, fra le altre, anche la promozione della creazione di una zona franca d'impresa industriale e terziaria. L'attuazione dell'articolo 14 dello Statuto speciale, ovvero sia l'articolo che riguarda la zona franca, è attualmente all'esame dei membri di parte regionale della Commissione paritetica, ex articolo 48 bis dello Statuto.
L'analisi in atto risulta essere particolarmente complessa, in quanto sulla materia intervengono e devono essere tenuti in debito conto diversi fattori di carattere politico, economico e legislativo.
Di seguito, evidenzio alcune fra le principali problematiche da definire. Innanzitutto, la normativa comunitaria e l'unione doganale creata fra gli Stati membri dell'Unione Europea con il Mercato unico sembrano chiaramente escludere la creazione di una zona franca di consumo. La concretizzazione dell'articolo 14 dello Statuto speciale si orienterebbe dunque verso una zona franca d'impresa, intesa come un territorio comprendente centri industriali, commerciali, bancari, assicurativi, all'interno del quale le imprese beneficiano di particolari agevolazioni economiche, fiscali e amministrative.
Una seconda questione di cui tener conto è quella della compatibilità dell'attuale embrione di zona franca di consumo, quella che attualmente è in vigore, ovvero sia un regime di esenzione fiscale limitato e provvisorio, con la zona franca d'impresa, che invece ha una caratterizzazione diversa; quindi si tratterà di mettere in relazione questi due aspetti.
Una terza questione è quella della delimitazione territoriale, legata alla zona franca d'imprese dei servizi, e della disciplina dell'autorità di gestione della zona franca stessa, cioè del soggetto delegato a gestire il tutto, e insieme a questo i criteri e le modalità per la realizzazione delle infrastrutture per la concessione di eventuali incentivi per le imprese che s'insediano.
In ultimo, occorre considerare l'ampiezza dell'intervento legislativo per l'organizzazione della zona franca d'impresa, considerata la responsabilità dello Stato per quanto attiene al rispetto di obblighi internazionali, in particolare per quelli derivanti dai trattati istitutivi dell'Unione europea.
Come ho accennato, l'argomento è complesso e vi sono diverse problematiche da definire.
Aggiungerei, in conclusione, che siamo a poco meno di un anno dall'inizio della legislatura; il programma è in fase di attuazione, è un programma quinquennale, che di conseguenza ha dei tempi di realizzazione che vanno oltre il primo anno della legislatura stessa, specie in una materia in cui gli interlocutori e i decisori non sono solo la Regione, ma sono anche lo Stato e l'Unione europea. Ci troviamo in una fase iniziale in cui affrontare questo tipo di problema, tenuto conto del fatto che esso è caratterizzato da particolari complessità.
Président La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Sono confuso, lo ammetto con serenità, perché mi aspettavo dall'Assessore una risposta meno fumosa, nel senso che la sua risposta all'interrogazione si è limitata a raccontarci le differenze fra le zone franche d'impresa e altre sacche di favore fiscale; ci ha ribadito che nel programma di legislatura c'era e c'è la volontà di portare avanti questa situazione, e sul 90 percento della sua risposta non ho potuto fare altro che prendere atto delle riflessioni che l'Assessore ha fatto.
Però l'interrogazione era un'interrogazione, quindi meritava una risposta: cosa sta facendo la vostra Giunta, in questo caso il suo Assessorato, per portare avanti quello che da tutte le parti è considerata una delle soluzioni importanti per lo sviluppo della nostra regione, quel concetto di autonomia finanziaria che passa attraverso il federalismo fiscale, che ad esempio una zona franca d'impresa potrebbe rappresentare. E su questo concetto credo che siamo assolutamente tutti d'accordo.
L'unica risposta che mi sento di aver compreso, però ammetto la mia confusione, è che il malloppo e quindi quest'opportunità e questa possibilità, sancita come dice anche lei dall'articolo 14 del nostro Statuto, è all'esame dei membri della Commissione paritetica da parte della Regione.
Le devo dire che sono oltre che confuso - adesso mi sono chiarito - anche abbastanza stupito, perché lei ha parlato di un problema come se dall'inizio di questa legislatura ci fossimo posti l'idea per la Valle d'Aosta di un futuro in zona franca o in zona franca d'impresa. Le devo ricordare che l'articolo 14 non è stato scritto un anno fa. L'articolo 14 dello Statuto è stato scritto nel 1948, quindi è dal 1948 che la Valle d'Aosta dice, o perlomeno chi ha rappresentato in termini politici la Valle d'Aosta e chi ha governato questa Regione dice di voler far diventare zona franca d'impresa. Il sospetto politico che si è insinuato in tutti i Valdostani è che la zona franca d'impresa sia quella bella chimera, che ad ogni elezione regionale piuttosto che Parlamentari si sbandiera un po' da parte di tutti per poter accalappiare qualche voto, ipotizzando un futuro fiscalmente meno oppressivo o comunque più coerente con quelli che sono i bisogni della nostra regione.
In realtà, Assessore, l'impressione che ho avuto dalla sua risposta è che il malloppo sia ancora in uno dei cassetti di qualche commissione, come lei dice, ma che la volontà politica per realizzare questo sia veramente scarsa. Lei dice che siamo all'inizio di una legislatura, io le dico che è già passato un anno da questa legislatura, e ci aspettavamo a distanza di 50 anni e un anno che questa Giunta, visto che è al suo secondo mandato, potesse darci qualcosa di più concreto in termini di attuazione. Qui non si tratta di appellarsi alla normativa comunitaria che, come tutti sappiamo, delimita la creazione di nuove zone di favore fiscale. Qui si tratta di impegnarsi in maniera concreta, non con le parole, non con il fumo, non con la propaganda elettorale come state facendo, sulla realizzazione di un articolo che già sancisce questo nostro diritto come Valdostani. Io glielo leggo questo articolo, così forse ce lo chiariamo tutti. L'articolo 14 dice: "Il territorio della Valle d'Aosta è posto fuori dalla linea doganale e costituisce zona franca".
Non è che è da istituire o da costituire, qui il verbo è al presente: è nel 1948, è zona franca. Il secondo comma dice: "Le modalità di attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione". Allora io credo che 50 anni per mettersi d'accordo su come attuare la zona franca, non costituirla…
(interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)
… non ho capito… per mettersi d'accordo in due sì, ma un diritto è già sancito, quindi l'attuazione, non la realizzazione, la costituzione, l'istituzionalità della zona franca; noi siamo già come territorio valdostano posto al di fuori della zona di linea doganale del paese e dobbiamo creare la normativa amministrativa per realizzare questo aspetto.
Credo che ai Valdostani non possiamo più raccontare che ci stiamo pensando, ci stiamo studiando, dobbiamo essere in due, perché l'altro ha già sancito che questo è; ora sta a noi cominciare a dire in maniera chiara e una volta per tutte se a questa forza politica, a questa maggioranza di Governo, interessa realmente delegare parte delle risorse fiscali e finanziarie alle imprese in Valle d'Aosta, o se il potere politico, dopo 50 anni e un anno di legislatura vostra, ancora vuole trattenere i danari nelle proprie tasche per essere lui il distributore di queste risorse, perché la partita che si sta giocando alla fine è questa.
Non stiamo a parlare di visioni del mercato, qui stiamo parlando di un popolo valdostano che ha un diritto sancito dalla Costituzione italiana, dallo Statuto della Valle d'Aosta, con una maggioranza che ancora oggi, alla sua seconda tornata elettorale, dice che ci sta pensando e ci sta lavorando.
La invito, Assessore, perché ripresenteremo quest'interrogazione fra qualche mese, a portarci al di là delle intenzioni e degli studi e delle riflessioni che lei ci ha portato in quest'aula, delle azioni concrete magari anche non andate a buon fine, dove lei possa dire a questo Consiglio e al popolo valdostano: ho fatto questo di concreto, ho aperto questi rapporti con lo Stato italiano, con la Comunità europea, ho ricevuto un no su questi presupposti. Ci dica qualcosa di concreto, non ci dica che siamo allo studio, perché allo studio è da 50 anni e un anno, è da 51 anni che ci stiamo andando!
Lei ha citato l'aspetto del tunnel; credo che abbia fatto un collegamento legato all'aspetto economico della tragedia del tunnel, noi non avevamo fatto questa riflessione, noi ci siamo semplicemente limitati a prendere il vostro programma di maggioranza, che su uno dei punti - questo - ci vedeva assolutamente d'accordo, e stiamo chiedendo conto di questa volontà politica.
Se fra qualche mese qualcosa di più concreto non sarà fatto, saremo autorizzati a dire al popolo valdostano che questa maggioranza, al di là di dire che vuole la zona franca, non ha nessuna intenzione di dare alle aziende valdostane quell'opportunità finanziaria che viene a rappresentare la zona franca d'impresa. Questo aspetto poi, in una situazione di economia non semplicemente per l'aspetto del tunnel, ma per la competitività dei mercati, credo sia determinante per le imprese valdostane.
Qualche giorno fa abbiamo tutti partecipato, lei in primis, all'incontro con l'Associazione valdostana degli industriali, abbiamo sentito tutti qual è la voce del mercato e quali sono le richieste che vengono fatte dalle amministrazioni politiche: la sburocratizzazione, la creazione di competitività per quanto riguarda le imprese; credo che le imprese valdostane, che sono già in qualche maniera limitate nel loro modo di operare a livello europeo perché è vero che siamo "carrefour", ma è anche vero che siamo al centro d'interessi che ci passano o sopra o di fianco, ma mai passano in questa Valle, credo che le imprese valdostane abbiano il diritto di poter vedere realizzato un diritto costituzionalmente concepito e approvato da tutti, anche dall'altra parte a cui lei fa riferimento, quando dice che bisogna essere in due.
Loro sono d'accordo, ce lo hanno sancito; noi lo siamo? Se lo siamo, dimostriamolo, Assessore!
