Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 638 del 26 maggio 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 26 MAI 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 638/XI Valutazioni sull'operatività del "Certidop Valle d'Aosta". (Interpellanza)

Interpellanza Appreso dei contrasti sorti all'interno del consiglio direttivo dell'Istituto per la certificazione dei prodotti a denominazione di origine protetta della Valle d'Aosta (in sigla CERTIDOP);

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 2259 del 29.06.1998 con cui si è approvata l'adesione della Regione all'Organismo denominato "CERTIDOP Valle d'Aosta";

Rilevata l'inadeguatezza di tale struttura, che non garantisce quella terzietà e quel prestigio che un organismo di certificazione deve assicurare;

Ritenuto che ciò influisca negativamente sull'immagine e sulle conseguenti potenzialità commerciali dei migliori prodotti valdostani;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

l'Assessore regionale competente per sapere:

1) in base a quali valutazioni di tipo politico-economico si decise di aderire al "CERTIDOP Valle d'Aosta" e con quali criteri furono scelti i componenti dell'organismo;

2) qual è il giudizio sull'adeguatezza e sulla operatività di tale istituto;

3) se non si ritenga opportuna una scelta diversa che demandi ad organismi non legati alla realtà di produzione e di consumo della Valle d'Aosta, la certificazione delle D.O.P.

F.to: Curtaz

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Lo scopo di questa interpellanza è quello di portare un po' di dibattito su un capitolo diverso della vicenda "fontina".

Forse occorrerà chiarire, anche per me che non sono un esperto in materia, cos'è il Certidop. È un istituto di certificazione dei prodotti di origine protetta della Valle d'Aosta, perché la Valle d'Aosta ha alcuni prodotti tipici che sono garantiti da una normativa europea, per poter conservare queste caratteristiche c'è la necessità che questi prodotti siano sottoposti ad un vaglio di garanzia da parte di un istituto riconosciuto, che deve avere certe caratteristiche. Questo in sintesi il succo della vicenda.

Questo istituto è venuto agli onori della cronaca non tanto per la sua operatività, si potrebbe quasi dire per la sua non operatività - ma questo perché siamo solo agli inizi della vicenda di questo istituto, anche se poi l'Amministrazione ha aderito a questo istituto fin dal giugno scorso, quindi da quasi un anno -, ma per il fatto che - riportano le cronache - ci sarebbero stati dei contrasti all'interno dei membri di questo istituto rispetto alla presidenza e rispetto ad altre cose che non fanno parte dell'interpellanza.

Lo scopo dell'interpellanza non è tanto quello di entrare in queste beghe, perché non è un aspetto che m'interessi troppo; però ho dovuto rilevare un fatto importante. A mio giudizio questi organismi di certificazione hanno credibilità, hanno importanza, hanno tanta più credibilità quanto più sono terzi, sono estranei a chi viene controllato. Bisogna in altre parole cercare di evitare che il controllato e il controllore siano la stessa persona, lo stesso ente, altrimenti questa credibilità viene meno.

E allora il mio timore, studiando un po' la materia, è stato quello di verificare come è nato questo istituto in Valle d'Aosta, proprio su iniziativa dei responsabili del consorzio produttori di fontina, e per le persone, per carità degne, su cui non ho niente da dire prese una per una, che sono all'interno di quest'organismo, si ha l'impressione non dal punto di vista formale, ma dal punto di vista sostanziale, che controllore e controllato non dico che siano la stessa cosa, ma si assomiglino molto, perché troviamo all'interno di quest'organismo dei produttori di fontina e dei rivenditori di fontina, senza quindi che questo organismo acquisisca quella terzietà che gli darebbe autorevolezza e che sarebbe una cosa ancora più importante dopo le vicende che il prodotto fontina ha subito negli ultimi mesi.

È per questo che chiediamo all'Assessore competente in base a quali valutazioni di tipo politico economico si decise di aderire alla Certidop Valle d'Aosta, cioè ad un organo locale e non ad un organo nazionale o al limite internazionale, perché credo che la normativa europea lo consentirebbe, e con quali criteri furono scelti i componenti dell'organismo, tra l'altro - sarebbe anche interessante se l'Assessore lo potesse indicare - in rappresentanza di quali organismi, di quali enti, di quali associazioni, e poi qual è il giudizio sull'adeguatezza e sulla operatività di tale istituto. Ripeto, si potrebbe dire sulla non operatività in un certo senso, perché non risulta che, dalle mie poche informazioni, questo istituto abbia già proceduto a svolgere concretamente e pienamente il suo lavoro. Chiediamo poi se non si ritenga opportuna, ed è questo dal mio punto di vista il passo più interessante dell'interpellanza, una scelta diversa che demandi ad organismi non legati alle nostre realtà di produzione e di consumo la certificazione delle denominazioni di origine protetta.

Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.

Perrin (UV) Je crois qu'il faut avant tout affirmer que Certidop est un organisme privé, qui a été constitué par le Consortium des producteurs de fontine et la Coopagrival, en tant qu'organe représentant les producteurs. Il a été institué pour donner application à l'article 10 du règlement n° 2081/92, qui prévoit le contrôle et la certification des produits Dop et IGP. La Région successivement, par délibération du Gouvernement du juin 1998, qui a été rappelée, adhère à l'organisme Certidop seulement en substitution des autres producteurs Dop, qui n'ont pas une organisation en ce moment. Donc elle se fait le porte-parole des autres Dop, elle n'adhère pas en tant que région autonome.

L'organisme est composé par des membres représentant les producteurs et des membres qui représentent les consommateurs, et la composition et la représentativité sont prévues par les statuts de l'institut et la relative demande est évaluée par le conseil d'administration.

Je peux répondre que les membres actuels sont les représentants du Coopagrival, les représentants de l'Ascom-Confcommercio, un représentant des Coopératives Espace (ce sont les producteurs des fromageries), un représentant de l'Administration régionale, un représentant des affineurs (stagionatori), un représentant du Consortium des producteurs de fontine, un représentant de Confesercenti et un représentant plus générique des consommateurs. Donc il y a les deux catégories: les producteurs avec toute la filière des producteurs, et les consommateurs et ceux qui s'occupent aussi de la commercialisation.

Les membres désignés par l'Administration régionale, ainsi que les représentants des consommateurs, n'ayant pas la Vallée d'Aoste en ce moment une représentativité précise des consommateurs, ont été nommés par le Gouvernement régional, aux termes de la loi régionale portant dispositions pour les nominations et les désignations du ressort de la Région.

Par arrêté du Président du Gouvernement du 4 décembre 1998 a été reconnue la personnalité morale de droit privé de l'association. L'institut a ensuite envoyé au Ministère des politiques agricoles une demande pour sa reconnaissance définitive. Prochainement aura lieu à Rome l'audition pour vérifier la validité de l'organisation, quant aux comités de certification de la fontine.

Quant à nous, nous avons sollicité Certidop à nous indiquer son organisation pour la mise en marche des comités de certification et nous en avons demandé aussi les prévisions de dépense.

Face à l'incertitude de l'organisation et aussi aux coûts indiqués, nous avons suggéré à Certidop de se conventionner avec un organisme externe, qui puisse quand même garantir surtout fiabilité et expérience, et dont les coûts pourraient être inférieurs à ceux prévus.

Par conséquent la réponse à la troisième question est que nous partageons en ce moment que Certidop s'appuie sur un organisme de certification extérieur pour la fontine et les autres produits, cet organisme extérieur devra quand même être supporté par d'expériences techniques et professionnelles de notre région, parce qu'il doit avoir quand même un lien.

Président La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Ringrazio l'Assessore, tra l'altro perché ha aggiunto alla mia presentazione degli elementi che avevo sottaciuto, che avevo trascurato e che mi sono sembrati di una qualche importanza.

Dalla risposta dell'Assessore si evidenzia però che quella che era un'impressione, una prima valutazione nella mia esposizione, questa prima valutazione viene confermata, viene confermata cioè questa pericolosa commistione fra controllato e controllore. L'organismo nasce, come ha ricordato l'Assessore, su un accordo fra il Consorzio produttori fontine e la Coopagrival, e quindi enti che sono indubbiamente interessati economicamente al prodotto fontina.

Lo stesso modo in cui sono stati individuati e scelti i rappresentanti dell'organismo confermano quest'idea, perché si tratta di persone che hanno interessi economici del tutto legittimi all'interno o del ciclo di produzione della fontina o della commercializzazione della fontina, in senso ampio.

Sui consumatori avrei qualche perplessità, non voglio entrare nel merito delle scelte perché sarebbe antipatico e poi ripeto che voglio portare tutto il mio rispetto alle persone che sono state scelte, però anche all'interno delle scelte dei consumatori sono stati individuati effettivamente più dei commercianti che dei consumatori, cioè più degli acquirenti in grosse partite di fontina che poi rivendono al consumo, perché mi sembra - senza entrare nel dettaglio perché non sarebbe opportuno - che le scelte che sono state fatte non evidenzino particolari consumatori nell'elenco che ci è stato fornito.

Apprezzo con riserva quest'idea che l'Assessore mi ha manifestato di suggerire al Certidop di rivolgersi all'esterno per i problemi relativi alla certificazione; certo si tratta di un suggerimento di cui non abbiamo ancora certezza che verrà adottato, fra l'altro proprio la natura giuridica di questo istituto che ha ricordato nella sua introduzione l'Assessore, cioè come un istituto di diritto privato, mal si concilia con i suggerimenti che l'Amministrazione vuole dare, perché a quest'organismo diventa difficile dare dei suggerimenti quando gli è riconosciuta una sua autonomia funzionale e decisionale. Nello stesso tempo a me sembra che questa scelta sia ancora provvisoria e non sia una scelta definitiva, almeno così mi è parso di capire, perché mi è sembrato di sentire un "per ora" da parte dell'Assessore, cioè in attesa che ci siano le persone competenti a fare questa cosa. Ritengo che certo questa può essere una scelta provvisoria per tamponare una situazione, ma personalmente non credo che sia questa la scelta giusta.

Credo che se la Valle d'Aosta vuole assurgere anche in questo ambito ad un ruolo più ampio, non debba sempre chiudersi in queste quattro valli a cercare qua competenze che a volte ci sono, a volte non ci sono, ma debba cercare soprattutto quella autorevolezza che ha solo un organismo di dimensione internazionale, in modo che sia un biglietto da visita da presentare al consumatore: comprate questo prodotto perché certificato da questo ente autorevole, ente che certifica già prodotti tipici molto importanti.

Questo sarebbe un bel biglietto da visita, non la certificazione che ci facciamo noi quattro in casa e che poi, nell'ambito di un'utenza che sarà sempre più attenta e qualificata su questi punti, rischia di essere un biglietto da visita non propriamente significativo.