Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 605 del 12 maggio 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 12 MAI 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 605/XI Iniziative a supporto dei familiari delle vittime della sciagura del Traforo del Monte Bianco. (Interpellanza e interrogazione)

Interpellanza A seguito della gravissima sciagura verificatasi all'interno del traforo del Monte Bianco il 24 marzo 1999;

Richiamata la risoluzione approvata all'unanimità del Consiglio regionale in data 7 aprile 1999;

Preso atto che la Francia ha attivato una Commissione di indagine nazionale e che il primo rapporto tecnico del governo transalpino sulle cause del disastro ha ipotizzato la quasi totalità delle responsabilità all'Italia accusata anche di ritardi nei soccorsi;

Preso atto della dichiarazione del Presidente del Consiglio riportate dall'Agenzia ANSA in data 14 aprile 1999;

Preso atto delle iniziative parlamentari dell'On. Luciano Caveri;

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta per conoscere:

1. Quali iniziative sono state effettuate per chiedere alle autorità francesi di sveltire il rientro delle vittime;

2. Quali saranno le iniziative regionali di informazione e supporto ai famigliari delle vittime affinché possano avere un preciso punto di riferimento;

3. Se è vero che solo la Commissione francese ha avuto modo di accedere al Tunnel da entrambi gli imbocchi e di effettuare tutti i rilievi opportuni mentre nessun tecnico italiano è stato autorizzato ad accedere nel tunnel nemmeno nel tratto italiano;

4. Se si è prodigata affinché le scelte immediate e future avvengano in un clima di concertazione e collaborazione fra i due Governi nazionali con la nomina di una Commissione mista Italo-Francese alla quale siano chiamati a partecipare anche rappresentanti delle due Regioni interessate.

F.to: Viérin M. - Comé

Interrogazione A conoscenza dell'isolamento in cui sono venuti a trovarsi i familiari delle vittime della sciagura del Traforo del Monte Bianco;

Constatato il disinteresse delle autorità francesi verso quelle italiane;

Vista l'impossibilità dei tecnici e degli esperti italiani di accedere al tunnel;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

Il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

1) se corrisponde al vero che nessuno risponde alle richieste dei familiari delle vittime della sciagura del traforo del Monte Bianco;

2) quali iniziative ha preso la Regione per venire incontro ai familiari delle vittime.

F.to: Beneforti - Curtaz

Président La parole au Président du Gouvernement régional, Viérin Dino, pour la réponse sur la question.

Viérin D. (UV) Sans doute le problème des familles des victimes, des familles qui ont été touchées par cette horrible tragédie qui a frappé la communauté valdôtaine le 24 mars, est un drame dans le drame qui s'est créé. Ces familles ont été confrontées pendant plus d'un mois à la dure épreuve de ne rien savoir sur le sort des dépouilles.

A l'état actuel les investigations menées par la police scientifique ont permis d'identifier avec certitude 33 victimes; vendredi 7 et samedi 8 derniers les dépouilles de la famille Bovard et de M. Walter Pascal ont pu finalement avoir sépulture; les autres morts, et notamment il y a encore un Valdôtain, Stefano Manno, devraient être identifiés dans les prochains jours.

Pour ce qui est par contre des questions qui ont été posées, à savoir quelles sont les initiatives que nous avons entreprises afin d'essayer de soulager un peu la douleur des familles et surtout de leur venir en aide, il y a lieu de préciser que le caractère particulier de ce drame et les conséquences de l'incendie qui a ravagé le tunnel, ont rendu très difficile le travail des autorités chargées de récupérer et d'identifier les dépouilles des victimes.

Durant cette phase le Gouvernement a consacré son attention aux victimes de cette tragédie. Dès le 25 mars nous avons organisé dans les bureaux de la société du tunnel à Courmayeur un premier centre d'accueil avec la collaboration des opérateurs de la Protection civile régionale, de la Croix Rouge et de psychologues, pour assister ceux qui étaient là et qui venaient aux nouvelles.

Du côté français la Préfecture de Haute Savoie, où étaient acheminées toutes les informations quant à l'accident du tunnel, a également créé un service spécial pour venir en aide aux familles des victimes du point de vue tant psychologique que matériel. Un magistrat de l'INAEM (l'Institut national français d'assistance aux victimes et de médiation) s'est rendu à Courmayeur pour y rencontrer les proches des disparus et leur apporter tout le soutien psychologique, légal et économique possible.

Dans la mesure de ses compétences, la Présidence du Gouvernement pour sa part s'est mobilisée pour obtenir le plus rapidement possible tous les renseignements relatifs à ces événements et surtout relatifs aux procédés et aux procédures qui étaient en cours pour identifier les victimes. Pour ce faire, nous avons eu recours aux liaisons mises en place avec la Préfecture d'Annecy, dès qu'il a été évident que cet accident avait une ampleur hors du commun.

Le Cabinet de la Présidence a toujours été et est encore à la disposition des proches des victimes pour toutes nécessités, et les contacts quotidiens avec les représentants des familles gravement touchées par cette tragédie en témoignent bien.

Pour ce qui est des initiatives à l'extérieur, après avoir constaté la difficulté ou mieux, l'impossibilité d'obtenir des renseignements, de concert avec la société du tunnel du Mont-Blanc, nous nous sommes faits les interprètes de la douleur des familles de tous les disparus et nous avons entrepris plusieurs démarches.

Tout d'abord, nous avons adressé un courrier au Préfet de la Haute-Savoie le 30 mars, ainsi formulé: "Aussi est-ce dans le but d'apporter le juste soutien à ces familles, en les tenant au courant du temps qui s'avérera nécessaire pour que les victimes aient droit à une sépulture, que je m'adresse à vous, M. le Préfet, afin que vous puissiez faire entendre aux organes compétents la nécessité de donner d'informations et certitudes au plus tôt".

Toujours en date du 31 mars nous avons également adressé un courrier au Président du Conseil des ministres, M. D'Alema: "È quindi al fine di poter offrire il giusto conforto a queste famiglie in termini di notizie e di certezze sui tempi che occorreranno, perché possa essere data sepoltura alle vittime, che mi rivolgo a lei, Onorevole Presidente, affinché possa farsi interprete presso le autorità francesi della necessità che dette informazioni siano fornite al più presto".

Le Président D'Alema nous a répondu et dans cette lettre il nous donne ces renseignements: "Dal nostro Ministero degli esteri, che segue costantemente l'evolversi della situazione, sono stato informato che secondo le più recenti informazioni acquisite presso il magistrato inquirente il lavoro d'identificazione dei resti umani recuperati nel tunnel, affidato all'istituto di medicina legale di Grenoble, iniziato lunedì 19 aprile, darà i primi risultati non prima di una settimana e potrebbe concludersi nel giro di due ulteriori settimane. È quindi da presumere che le spoglie delle vittime potranno essere rese ai familiari a partire dalla prima decade di maggio. Lo stesso magistrato ha indirizzato a ciascuno dei familiari una lettera con la quale ha dato le informazioni preliminari sull'avvio della inchiesta, ed ha preannunciato che essi saranno contattati individualmente dall'associazione di aiuto alle vittime, incaricata di assicurare loro l'assistenza materiale e morale necessaria. Lo stesso procuratore si è infine impegnato, nel rispetto del segreto istruttorio ma in spirito di trasparenza, a tenerli periodicamente informati sugli sviluppi dell'indagine.

Mi auguro che i familiari possano al più presto avere almeno il conforto di una degna sepoltura per i loro cari, ma qualora si dovessero riscontrare ingiustificati ritardi da parte delle autorità francesi, non mancherò d'intervenire".

Un courrier a également été adressé al Ministero degli affari esteri, Gabinetto del ministro, piazzale della Farnesina, dans lequel la société du tunnel informait le ministre que: "Con lettera di cui si allega copia in data odierna (8 aprile) - abbiamo sollecitato il Tribunale di Bonneville, perché si proceda in una rapida restituzione alle rispettive famiglie dei resti delle vittime del grave incidente verificatosi nel traforo del Monte Bianco. La scrivente società ha altresì richiesto di poter almeno disporre d'informazioni da poter dare ai familiari italiani, circa i tempi occorrenti per la definitiva conclusione delle procedure delle autorità francesi. A questo fine si sollecita cortesemente un autorevole intervento da parte del nostro Ministero degli esteri, anche attraverso la nostra ambasciata a Parigi, affinché sia possibile dare rapidamente degna sepoltura alle vittime del tunnel".

En annexe, il y a la lettre qui a été adressée au Procureur de Bonneville.

Il est enfin à préciser que les deux sociétés ont mis un fonds à la disposition des familles des victimes, pour intervenir et pour essayer d'alléger leurs peines et leur douleur.

Président La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Sulla tragedia del traforo del Monte Bianco in un precedente Consiglio regionale all'unanimità abbiamo approvato una risoluzione che credo sia stata di un certo rilievo e che conteneva le iniziative più urgenti che c'era da avviare, da individuare. Con la risoluzione si impegnava la Giunta a riportare l'argomento in Consiglio su quanto era stato fatto, alla luce del mandato che aveva ricevuto dal Consiglio stesso.

Siamo ancora in attesa che la Giunta rispetti questo impegno, ma sono convinto che lo farà in tempo utile, nel momento in cui avrà di fronte il quadro generale e completo, alla luce anche delle indagini che da più parti sono state previste, non ultima quella del Ministero dei lavori pubblici - a cui ci siamo rivolti anche noi - che dovrebbe terminare entro il mese corrente.

Riteniamo che la Valle d'Aosta, in particolare questo Consiglio, debba essere messo a conoscenza di ogni decisione d'intervento. Affermo questo perché nel passato e anche nel presente dagli organi d'informazione sono state riportare dichiarazioni di ogni genere, senza che il Consiglio regionale sia stato informato su tutto ciò che è avvenuto e che sta avvenendo.

Non possiamo accettare che eventuali decisioni che riguardano il nostro futuro siano prese fuori Valle, addirittura dai Francesi…

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

… ci arrivo, Presidente. Non ho detto che non ha risposto, Presidente; ho fatto una premessa dicendo che in precedenza il Consiglio aveva preparato un documento, che dava mandato alla Giunta di riferire in Consiglio, e sono certo che la Giunta lo farà, ci sono indagini in corso e non appena saranno finite le indagini, riferirà al Consiglio. Ho detto questo, non ho detto che lei non mi ha risposto, Presidente! Ritengo che il Consiglio, essendo il massimo organo istituzionale della Regione, debba essere informato e debba essere colui che decide sul futuro che deve essere affrontato. Non ci deve essere chi decide sulla nostra testa, siano essi Francesi o Italiani. E ci arrivo, ma questo non rientrava nei motivi dell'interrogazione.

L'interrogazione aveva lo scopo, siccome è stata presentata già da tempo e si discute oggi, di mettere in evidenza lo stato di solitudine in cui si sono venute a trovare le famiglie delle vittime che sono state colpite da questa tragedia. Le famiglie si stavano lamentando per il silenzio che si era creato intorno a loro, per la mancanza di notizie nei confronti dei loro cari morti nella tragedia, e anche perché ritenevano che non fosse stato compreso il loro dolore. Infatti non sapevano nemmeno quando potevano dare una sepoltura ai loro cari, tant'è vero che sono stati fatti tutti gli interventi, affinché questa fase fosse accelerata.

I familiari si rendevano conto in quel momento che c'era più interesse e considerazione verso il danno economico, sociale, occupazionale che la tragedia aveva creato nelle attività produttive e turistiche, che non verso le famiglie stesse. Cosa rimaneva da fare alle famiglie? Visto che c'era anche lo scarica barile fra Italia e Francia, visto il silenzio e la solitudine che le circondava, sono state costrette a formarsi in associazione e a costituirsi parte civile. Credo che di fronte a una tragedia di questo genere, costringere le famiglie a costituirsi parte civile e a riunirsi in associazione per tutelare i propri interessi, non sia stato giustificato.

Ringrazio il Presidente per la risposta analitica che mi ha dato, ma gli devo fare rilevare una cosa. In questa regione, Presidente, mi permetta di dirglielo, non esiste per le famiglie un referente; non sanno a chi rivolgersi direttamente. Questa è una realtà; nella regione manca un referente a cui le famiglie possano rivolgersi.

Chiedo che si identifichi chi è il referente…

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

… Presidente, permetta… allora lo si dica, signori miei, chi è il referente perché le famiglie non lo sanno e sono state costrette a mettersi in associazione e a costituirsi parte civile e a difendersi per conto loro!

Président La parole au Vice-président Viérin Marco.

Viérin M. (Aut) Per capire perché non abbiamo avuto risposta al punto 3 e 4 della nostra interpellanza.

Président Les points ont été annoncés, on a attendu plusieurs secondes, personne n'était présent dans la salle…

Viérin M. (Aut) … non è vero, c'era il Consigliere Comé, non c'era nessun problema…

Président ... Il est dans le droit du Président du Gouvernement de ne pas répondre, puisque l'interpellation est considérée retirée aux termes de l'article 100, 5ème alinéa du Règlement.

Viérin M. (Aut) … cosa vuol dire: non è stata illustrata? Il sottoscritto può anche di un'interpellanza evitare l'illustrazione, caro Presidente; si legga il Regolamento!

Presidente … non è questo il problema…

Viérin M. (Aut) … il Presidente della Giunta mi ha detto: perché non è stata illustrata. Il sottoscritto può rifiutarsi d'illustrare; ha posto delle domande su un'interpellanza che è già stata presentata lo scorso Consiglio e oggi non ha avuto risposta di nuovo.

Président Collègue Vice-président, je vous invite à relire l'article 100, 5ème alinéa du Règlement qui dit "Si, au moment où l'interpellation est annoncée, l'auteur ou les auteurs ne sont pas présents dans la salle, l'interpellation est considérée comme retirée". Cette Présidence n'a rien annoncé à ce sujet mais je pense que très correctement le Président a estimé de ne pas devoir répondre à l'interpellation. L'interpellation est considérée retirée.

Viérin M. (Aut) All'inizio di questa cosa era presente il Consigliere Comé e successivamente quando lui è uscito sono entrato io. Lei verifichi oppure stia più attento!

Presidente Il Consigliere Comé è uscito nel momento in cui si annunciava l'interpellanza.

Viérin M. (Aut) E allora era presente! Lei mi dice che quando si annuncia l'interpellanza, uno dev'essere presente; lei ha annunciato il dibattito dell'ordine del giorno n. 17 e il Consigliere Comé era qui, lo ha detto adesso, e infatti il Consigliere Comé si è messo sulla porta e ha chiamato il sottoscritto.

Presidente Il Consigliere Comé credo avrebbe potuto chiedere un attimo di pazienza.

Viérin M. (Aut) Proprio per rispettare il Regolamento, Presidente. Se a voi fa comodo gestire il Regolamento come meglio credete, è un altro discorso, come altri casi già hanno dimostrato.

Vorrà dire che andremo avanti in una certa maniera…

Président Je vous ai déjà donné les explications nécessaires.