Oggetto del Consiglio n. 587 del 29 aprile 1999 - Resoconto
SÉANCE DU 29 AVRIL 1999 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 587/XI Disegno di legge: "Modifiche alla legge regionale 21 dicembre 1993, n. 88 (Istituzione della gestione straordinaria per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent)".
Articolo 1 (Modifiche all'articolo 1 della l.r. 88/1993)
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 21 dicembre 1993, n. 88 (Istituzione della Gestione straordinaria per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent), sono inseriti i seguenti commi:
"1bis. La Gestione straordinaria regionale può altresì svolgere ogni altra attività complementare ed accessoria alla gestione della Casa da gioco.
1ter. La liquidazione della Gestione straordinaria regionale è effettuata secondo le modalità determinate dal Consiglio regionale al momento del verificarsi della causa di scioglimento della Gestione stessa."
Articolo 2 (Sostituzione dell'articolo 3 della l.r. 88/1993)
1. L'articolo 3 della l.r. 88/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 3
(Comitato di gestione)
1. La Gestione straordinaria regionale è amministrata da un Comitato di gestione composto da tre membri.
2. Il Comitato di gestione ha il potere di compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione pertinenti all'esercizio della Casa da gioco e alle attività complementari di cui all'articolo 1, comma 1bis, nei limiti previsti dalla legge e dallo statuto, approvato con deliberazione del Consiglio regionale."
Articolo 3 (Sostituzione dell'articolo 4 della l.r. 88/1993)
1. L'articolo 4 della l.r. 88/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 4
(Nomina del Comitato di gestione)
1. I componenti del Comitato di gestione sono nominati dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale).
2. Il compenso dei componenti del Comitato di gestione è stabilito dal Consiglio regionale su proposta della Giunta. Il compenso non può essere comunque superiore all'ottanta per cento dell'indennità lorda corrisposta, ai sensi dell'articolo 5, comma 6, della legge regionale 21 agosto 1995, n. 33 (Norme sulle indennità spettanti ai membri del Consiglio e della Giunta e sulla previdenza dei consiglieri regionali), agli Assessori regionali che non fanno parte del Consiglio regionale.
3. I componenti del Comitato di gestione possono in qualsiasi momento essere revocati dal Consiglio regionale, collettivamente od individualmente, su proposta della Giunta, con provvedimento motivato.
4. Il Comitato di gestione può delegare, nel rispetto dello statuto, le proprie attribuzioni ad uno o più dei suoi componenti determinando i limiti della delega, che in ogni caso non può comprendere la redazione del bilancio annuale di esercizio."
Articolo 4 (Sostituzione dell'articolo 5 della l.r. 88/1993)
1. L'articolo 5 della l.r. 88/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 5
(Presidente)
1. Nella sua prima riunione, il Comitato di gestione nomina al suo interno il Presidente e ne definisce l'ulteriore emolumento specificamente connesso alla carica. L'emolumento complessivo corrisposto al Presidente non può in ogni caso essere superiore all'indennità lorda corrisposta, ai sensi dell'articolo 5, comma 6, della l.r. 33/1995, agli Assessori regionali che non fanno parte del Consiglio regionale.
2. Al Presidente spettano i poteri di firma e di rappresentanza, anche in giudizio, della Gestione straordinaria regionale."
Articolo 5 (Inserimento dell'articolo 5bis nella l.r. 88/1993)
1. Dopo l'articolo 5 della l.r. 88/1993 è inserito il seguente:
"Art. 5bis
(Requisiti di professionalità dei componenti del Comitato di gestione e del Presidente)
1. I componenti del Comitato di gestione sono scelti secondo criteri di professionalità e competenza fra persone che abbiano maturato una esperienza complessiva di almeno un quinquennio nell'esercizio di:
a) attività di amministratore o dirigente presso società di capitali, ovvero di dirigente presso enti pubblici o pubbliche amministrazioni con incarichi aventi attinenza con i settori economico o giuridico;
b) attività libero professionali in campo economico o giuridico;
c) attività di insegnamento universitario in materie giuridiche od economiche.
2. Le cause di esclusione o incompatibilità dei componenti del Comitato di gestione e del Presidente sono quelle individuate dagli articoli 5 e 6 della l.r. 11/1997."
Articolo 6 (Inserimento dell'articolo 5ter nella l.r. 88/1993)
1. Dopo l'articolo 5bis della l.r. 88/1993, introdotto dalla presente legge, è inserito il seguente:
"Art. 5ter
(Collegio dei revisori)
1. È istituito un Collegio dei revisori, composto di tre membri effettivi e due supplenti.
2. I componenti del Collegio dei revisori sono nominati dal Presidente del Tribunale di Aosta, scegliendoli nel registro dei revisori contabili. Nella sua prima riunione, il Collegio dei revisori nomina il proprio Presidente.
3. Le cause di esclusione o incompatibilità dei componenti del Collegio dei revisori e del Presidente sono quelle individuate dagli articoli 5 e 6 della l.r. 11/1997.
4. Il Collegio dei revisori vigila:
a) sull'osservanza della legge;
b) sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;
c) sull'adeguatezza della struttura amministrativa della Gestione straordinaria, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile, nonché sull'affidabilità di quest'ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione.
5. I membri del Collegio dei revisori assistono alle riunioni del Comitato di gestione.
6. Il Comitato di gestione riferisce almeno trimestralmente al Collegio dei revisori sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate dalla Gestione straordinaria regionale.
7. I poteri del Collegio dei revisori e dei suoi membri sono quelli stabiliti dall'articolo 151 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio 1996, n. 52).
8. Il compenso dei componenti del Collegio dei revisori è determinato dal Presidente del Tribunale di Aosta all'atto della nomina, con riferimento alla tariffa professionale vigente dei dottori commercialisti."
Articolo 7 (Inserimento dell'articolo 5quater nella l.r. 88/1993)
1. Dopo l'articolo 5ter della l.r. 88/1993, introdotto dalla presente legge, è inserito il seguente:
"Art. 5quater
(Revisione contabile)
1. La Gestione straordinaria regionale è soggetta a revisione contabile da parte di una società di revisione individuata dal Comitato di gestione tra quelle iscritte all'albo di cui all'articolo 161 del d.lgs. 58/1998.
2. La società di revisione svolge la propria attività in conformità alle previsioni degli articoli 155, 156, 159 e 160 del d.lgs. 58/1998, in quanto compatibili."
Articolo 8 (Sostituzione dell'articolo 6 della l.r. 88/1993)
1. L'articolo 6 della l.r. 88/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 6
(Modalità di gestione)
1. La Gestione straordinaria regionale assume la gestione della Casa da gioco costituita dai beni materiali e immateriali di proprietà regionale, nonché dall'arredamento e dal materiale da gioco che sono stati rilevati dalla Regione all'inizio della Gestione straordinaria stessa e che si sono aggiunti successivamente, e la esercita, anche attraverso l'utilizzo di beni propri, secondo le modalità specificate da apposito disciplinare sottoscritto dal Presidente della Gestione straordinaria regionale e dal Presidente della Giunta regionale, a ciò autorizzato dal Consiglio regionale."
Articolo 9 (Sostituzione dell'articolo 7 della l.r. 88/1993)
1. L'articolo 7 della l.r. 88/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 7
(Personale)
1. La Gestione straordinaria regionale assume il personale dipendente della Casa da gioco, garantendo il mantenimento del trattamento giuridico, economico e previdenziale in atto e comunque assicurando il rispetto dei contratti di lavoro vigenti.
2. La successiva convenzione per l'affidamento della nuova concessione della Casa da gioco deve contenere una disposizione che garantisca l'assunzione di tutto il personale dipendente da parte del nuovo concessionario."
Articolo 10 (Sostituzione dell'articolo 8 della l.r. 88/1993)
1. L'articolo 8 della l.r. 88/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 8
(Esercizio finanziario, bilancio e versamento degli introiti)
1. L'esercizio finanziario della Gestione straordinaria regionale ha durata dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
2. La Gestione straordinaria regionale versa alla tesoreria della Regione gli introiti della Casa da gioco secondo le percentuali e modalità specificate nel disciplinare di cui all'articolo 6.
3. La Gestione straordinaria regionale presenta trimestralmente alla Giunta regionale la rendicontazione economico-finanziaria, accompagnata da una relazione sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale effettuate.
4. La Gestione straordinaria regionale, entro tre mesi dalla chiusura dell'esercizio o entro trenta giorni dall'affidamento della nuova gestione, presenta all'approvazione del Consiglio regionale il bilancio annuale di esercizio, comprensivo della relazione del Collegio dei revisori e della relazione della società di revisione.
5. Il Consiglio regionale delibera sull'approvazione del bilancio entro i due mesi successivi dalla sua presentazione."
Articolo 11 (Sostituzione dell'articolo 9 della l.r. 88/1993)
1. L'articolo 9 della l.r. 88/1993 è sostituito dal seguente:
"Art. 9
(Controllo regionale)
1. L'applicazione da parte della Gestione straordinaria regionale del disciplinare di cui all'articolo 6 è sottoposta al controllo della Giunta regionale, la quale in qualsiasi momento può fare effettuare controlli amministrativi e contabili e richiedere la comunicazione di notizie e di documentazione al fine di verificare l'andamento della Gestione straordinaria regionale. La Giunta regionale può altresì assumere notizie ed informazioni dai componenti del Comitato di gestione e del Collegio dei revisori, dalle società di revisione di cui all'articolo 5quater ed eseguire ispezioni presso la sede sociale."
Articolo 12 (Abrogazione dell'articolo 10 della l.r. 88/1993)
L'articolo 10 della l.r. 88/1993 è abrogato.
Articolo 13 (Inserimento dell'articolo 11bis nella l.r. 88/1993)
1. Dopo l'articolo 11 della l.r. 88/1993 è inserito il seguente:
"Art. 11bis
(Rinvio)
1. Per quanto non espressamente previsto dalla legge regionale, la Gestione straordinaria regionale è disciplinata dalle norme dello statuto della Gestione stessa, approvato dal Consiglio regionale."
Articolo 14 (Disposizioni transitorie)
1. Nelle more della costituzione degli organi e di tutti gli adempimenti previsti dalla presente legge, fino al 30 giugno 1999 la Gestione straordinaria regionale continua ad essere amministrata alle condizioni e con le modalità di cui alla l.r. 88/1993.
2. In fase di prima applicazione della presente legge, l'esercizio finanziario della Gestione straordinaria regionale ha durata dal 1° luglio 1999 al 31 dicembre 1999.
Articolo 15 (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Presidente Ricordo che stiamo trattando il punto 26.1, il disegno di legge regionale sulle modifiche per la casa da gioco. La discussione generale si è chiusa stamani mattina e adesso procederemo sull'articolato e procederemo votando articolo per articolo affrontando di volta in volta gli emendamenti che sono stati presentati presso la Presidenza. Articolo 1. All'articolo 1 è presentato un emendamento di Forza Italia che recita:
Emendamento Art. 1
Aggiungere al termine dell'1.bis:
"Nell'ambito delle proprietà regionali esistenti"
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI) Quest'emendamento che abbiamo presentato può sembrare forse una precisazione inutile, non riteniamo invece che debba essere interpretato in questo senso, in quanto questo comma 1 bis, che viene inserito in aggiunta del comma 1 della legge regionale n. 88/93, di fatto amplia ulteriormente le attività e le competenze che la gestione straordinaria può svolgere.
Nel dibattito di questa mattina sono emerse perplessità su quello che era il significato di questa straordinarietà, perplessità che peraltro sono state riportate anche dal punto di vista delle valutazioni legali nel parere che è stato richiesto dall'Amministrazione al Prof. Dal Piaz. Riteniamo che la gestione straordinaria debba svolgersi in un contesto di gestione dell'esistente ossia che la gestione straordinaria non debba essere una gestione che, assumendo i caratteri della ordinarietà, abbia la possibilità di ampliare i limiti e gli orizzonti della propria attività gestoria. Perciò inserire a conclusione del comma 1 bis: "Nell'ambito delle proprietà regionali esistenti" vuol dire in sostanza che la gestione straordinaria non deve andare a fare acquisizioni di tipo immobiliare se non a seguito di ulteriori provvedimenti straordinari, che devono passare al vaglio di una valutazione politica nell'aula consiliare.
Senza questo tipo di specificazione e stando a quella che è la previsione contenuta negli atti che andremo a votare successivamente, mi riferisco allo statuto e al disciplinare, con un semplice consulto che avviene con il Presidente della Giunta la gestione straordinaria teoricamente può andare ad acquisire immobili a Courmayeur piuttosto che a Saint-Martin o partecipazioni nelle società più disparate.
Riteniamo che questo non debba accadere e soprattutto riteniamo che questo non abbia senso, perciò ribadisco che la precisazione fatta nel nostro emendamento va nell'ottica di quella che è la straordinarietà. Normalmente la straordinarietà vuol dire gestione corrente; se questo è l'intendimento della Giunta e della maggioranza del Consiglio, pensiamo che quest'emendamento debba e possa trovare accoglimento perché è un emendamento di completamento che va nell'indirizzo di quelle dichiarazioni che sono state fatte anche nel dibattito di questa mattina dai relatori e dal Presidente della Giunta.
Presidente La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Nous ne voterons pas cet amendement, nous nous abstiendrons. Nous estimons en effet qu'il s'agit d'une limite à l'activité de la gestion, une limite qui, par ailleurs, à notre avis est contraire à cet objectif, à cette finalité ou à la sollicitation que d'autres conseillers également ont énoncée quant à la nécessité d'assurer à la gestion extraordinaire toutes les conditions les meilleures pour son fonctionnement; malgré son caractère extraordinaire de gestion nous ne pouvons pas nous limiter à lui confier simplement comme mission celle de célébrer les chrysanthèmes.
Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato da Forza Italia:
Consiglieri presenti: 27
Votanti e favorevoli: 3
Astenuti: 24 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, La Torre, Marguerettaz, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perron, Piccolo, Praduroux, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry e Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 1:
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 25
Favorevoli: 20
Contrari: 5
Astenuti: 2 (Collé, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 2:
Consiglieri presenti: 27
Votanti: 25
Favorevoli: 20
Contrari: 5
Astenuti: 2 (Collé, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
All'articolo 3 c'è un emendamento di Forza Italia che recita:
Emendamento Art. 3
Ai commi 1-2-3 dell'art. 4 sostituito, abrogare:
"Su proposta della Giunta"
La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) L'articolo 3, che modifica l'articolo 4 della legge n. 88, regolamenta la nomina del Comitato di gestione e nei suoi diversi commi prevede un particolare ruolo per la Giunta regionale. In particolare, la Giunta regionale ai sensi del comma 1 propone i nominativi dei componenti che dovranno poi essere votati dal Consiglio regionale.
Nel comma 2 stabilisce il compenso, propone l'entità del compenso che dovrà a sua volta essere votato dal Consiglio regionale e nel comma 3 propone la revoca e dei componenti o anche di uno solo di essi, la cui proposta dovrà essere avallata con voto dal Consiglio regionale.
Già questa mattina nell'intervento generale abbiamo sottolineato come ci sia una marginalizzazione del ruolo del Consiglio nel nuovo assetto dei rapporti fra la Regione e la Gestione Straordinaria, ma a maggior ragione in quest'articolo, in particolare in questi tre commi, risulta evidente quanto affermavamo.
Se il Consiglio è l'organo sovrano che ha la titolarità di nominare i vertici aziendali di questa gestione, quindi anche di revocarli e di stabilirne il compenso, non vediamo perché questa proposta non possa promanare anche da singoli gruppi consiliari e da singoli consiglieri. È ovvio che la valenza politica della proposta, come avviene anche in altre nomine, sarà diversa da quella che promana dalla maggioranza o addirittura dalla Giunta, ma non vedo perché si debba spogliare il Consiglio, in particolare i singoli consiglieri o i singoli gruppi, di una potestà di proposta che, o politicamente o nominativamente o professionalmente, viene valutata da un Consiglio dove sono rappresentati sia la maggioranza sia l'opposizione che possono democraticamente e liberamente confrontare le loro opinioni e quindi esprimerle al termine di questo confronto il proprio voto.
Per questa ragione abbiamo proposto quest'emendamento, che è abrogativo dell'inciso "su proposta della Giunta" e nei commi 1-2-3 relativamente all'articolo della nomina del Comitato di gestione.
Presidente La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI) Quanto ha detto il collega Tibaldi penso sia estremamente chiaro e pensavamo che il Presidente della Giunta avesse dei buoni motivi per argomentare a contrario, non lo ha fatto.
Stamani intervenendo su quella che era la ragione giuridica reale rispetto a quella che è la ragione giuridica apparente di questo disegno di legge, dicevo che qui si cercava di spacciare per certi versi un prodotto con un nome che non era il nome più pertinente. Su quest'emendamento vorrei solo fare quest'ulteriore riflessione: se la Giunta ritiene di dover vincolare il Consiglio con una proposta, sarebbe molto più logico nell'economia dei lavori, ma anche nella coerenza di quello che è l'impianto legislativo, che la Giunta si assumesse in toto la responsabilità delle nomine.
Non riusciamo a capire quale sia il presupposto di tale meccanismo vincolato, sul quale peraltro abbiamo anche dei forti dubbi che da un punto di vista della legittimità stia in piedi, perché qualsiasi atto viene portato al vaglio del Consiglio regionale deve poter essere modificato dal Consiglio regionale. Non esiste l'obbligo del Consiglio di votare solo e soltanto su proposta della Giunta regionale. Perciò quest'indicazione: su proposta della Giunta regionale, se deve essere interpretata in maniera letterale, è sicuramente illegittima perché vincola e blocca il Consiglio regionale ad una volontà che non può esprimere. Allora auspicheremmo a questo punto che la Giunta, il Presidente, si assumesse le proprie responsabilità e decidesse con deliberazione di Giunta di effettuare la nomina. Ci dispiace che non abbiano avuto anche in questo caso la determinazione politica di percorrere fino in fondo la strada che traspare dall'articolato che andiamo a votare.
Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato da Forza Italia:
Consiglieri presenti: 29
Votanti: 10
Favorevoli: 9
Contrari: 1
Astenuti: 19 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, La Torre, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perron, Piccolo, Praduroux, Vallet, Vicquéry e Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
La parola al Consigliere Curtaz sull'articolo 3.
Curtaz (PVA-cU) Vorrei fare una domanda al Presidente della Giunta a proposito del Comitato di gestione che sarà composto da tre membri. Volevo sapere se è in grado di indicarci chi saranno i tre membri che verranno proposti dalla Giunta e in caso negativo quali sono i criteri che verranno scelti per l'indicazione di questi tre membri, in particolare se sono veritiere le voci che circolano e che anche stamani qualcuno ha richiamato che i tre membri verranno scelti uno dell'Union Valdôtaine, uno della Fédération e uno dei Democratici di Sinistra.
Presidente La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Je ne sais pas si l'on doit qualifier ces questions comme faisant partie de la "teoria dei bianchetti"… mais en tout cas je m'efforcerai dans la limite de mes compétences de répondre vu que la question a été posée.
Nous n'avons pas encore de propositions quant à la composition du Comité de gestion, la loi n'ayant pas encore été approuvée par cette Assemblée et donc il nous paraît impossible de formuler quelque proposition que ce soit.
Deuxième question, quels seront les critères que nous suivrons? Les critères, nous avons essayé de les indiquer à l'article 5bis. C'est donc sur la base de ces critères de compétence et de professionnalisme que nous ferons nos choix. Vous aurez la possibilité de le vérifier vu que nous avons voulu expressément, pour une raison de transparence, attribuer au Conseil la compétence de ces nominations.
Quant à la dernière question, je la laisse à l'entière fantaisie de M. Curtaz parce que nous ne pouvons pas courir derrière des racontars et laisser cette Assemblée élucubrer et sur des châteaux en Espagne, et sur des logiques que personnellement je ne partage pas. Nous assumerons toutes nos responsabilités au moment où nous proposerons les noms des membres du Comité de gestion. A cette époque l'on pourra peut-être donner suite à la fanta-politique ou de la diétrologie.
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Sempre con riferimento ai criteri di nomina del Comitato di gestione, la mia domanda è di questo tipo: è vero che questi saranno scelti in deroga alla legge n. 11/97, ma sarà possibile per una serie di persone che sono interessate o che ritengono di avere i titoli, presentare un curriculum con le proprie referenze, presentare la propria candidatura, far notare quello che uno sa, le proprie competenze sulla base dei requisiti indicati all'articolo 5bis? Se questo è possibile, possono cominciare a farlo da domani, cioè dal giorno in cui questa legge è approvata dal Consiglio?
Presidente La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Je me dois encore de répondre négativement à Mme Squarzino parce que ce n'est pas à partir de demain; ce sera éventuellement à partir du moment où la loi sera publiée au Bulletin officiel et qu'elle entrera en vigueur.
De plus nous n'avons pas encore décidé, faute de dispositions, quelles seront les procédures que nous suivrons pour désigner nos représentants. Je ne le sais pas enfin, parce que ce n'est pas à moi de décider (ce sera une décision collective) s'il est mieux de faire recours à un appel de candidatures ou de suivre d'autres procédures.
Presidente Pongo in votazione l'articolo 3:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
All'articolo 4 c'è un emendamento di Forza Italia che recita:
Emendamento Art. 4
Al comma 1 dell'articolo 5 sostituito, modificare la prima parte:
"Il Consiglio regionale nomina il Presidente del Comitato di Gestione"
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI) Quest'emendamento parte dalla nostra convinzione su questo disegno di legge; siamo convinti che sia prevalente la figura giuridica di tipo pubblicistico, di conseguenza su un mini Comitato di gestione di tre componenti non riteniamo opportuno che la Presidenza del Comitato di gestione venga individuata all'interno del Comitato stesso anche perché sappiamo che questa è l'ennesima finzione.
È l'ennesima finzione perché non so se c'è un filo comune, che poi il Presidente della Giunta vorrà indicare nella "teoria dei bianchetti", però è evidente che se la "teoria dei bianchetti" - così definita del collega Curtaz - dovesse trovare fondamento, il Presidente del Comitato di gestione non sarà il frutto dell'indicazione se non formale degli altri due componenti del Comitato stesso, nel senso che anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una simulazione.
Perciò, sempre nell'ottica di quella chiarezza che è da stamani che andiamo ad invocare, sarebbe molto più logico e coerente che l'intero Consiglio, quanto meno recitando ognuno il ruolo che gli è imposto o che ritiene di recitare, possa esprimersi in votazione sul nome del Presidente piuttosto che apprenderlo poi successivamente dalla stampa locale.
Questo è il senso dell'emendamento, però riteniamo di dover fare un'ulteriore precisazione anche perché il Presidente ci richiama per certi versi alla mente un ruolo di responsabilità ed è il ruolo di responsabilità che ricopre l'attuale Commissionario straordinario. Vorremmo capire cosa accadrà nel passare da questo tipo di gestione monocratica a quella che è la gestione del triumvirato come è stata definita questa mattina. Anche perché normalmente quando si cambia binario, prima di cambiare binario sarebbe buona norma fare un consuntivo del percorso fatto in precedenza e quanto meno dichiarare soddisfazione o insoddisfazione su quanto si va a chiudere e di conseguenza tarare gli obiettivi del nuovo corso sulla base anche di quelle che sono le esperienze trascorse.
A proposito di esperienze, un'esperienza l'abbiamo vissuta ieri pomeriggio a proposito di un'interpellanza che il nostro gruppo ha presentato sulla vicenda dell'IRRSAE. Anche lì c'era il passaggio dalla delibera dei 90 giorni alla gestione straordinaria e commissariale dell'anno e non abbiamo avuto il piacere di avere un giudizio compiuto sul percorso dei primi 90 giorni.
Allora rinnoviamo questa richiesta al Presidente della Giunta perché vorremmo capire innanzitutto il giudizio politico oltre che economico e gestionale che il Presidente ritiene di poter o di dover dare sull'esperienza della gestione commissariale monocratica e mi sembrerebbe logico che questa curiosità fosse condivisa dai colleghi consiglieri proprio perché il Casinò è gestione che dovrebbe coinvolgere se non da un punto di vista materiale, quanto meno da un punto di vista della partecipazione politica tutti e 35 i consiglieri.
Non mi sembra strumentale chiedere, in occasione di questa riflessione sulla Presidenza del Comitato di gestione, che tipo di giudizio venga dato del Commissario uscente anche perché - per sdrammatizzare voglio chiudere con una battuta - non vorremmo apprendere che, fatta la terna e scartato il Commissario, ci sia poi un'altra delibera che lo vada a collocare da altre parti come è successo per l'IRRSAE. Quanto meno per saperlo prima anziché dopo!
Presidente La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Tout d'abord l'ancien Président de l'IRRSAE n'a pas été mis ou nommé dans un poste différent, il a tout simplement été reconduit dans ses fonctions. Ce sont de petites différences, mais qui ont leur importance à nos yeux vu la manière dont ces éléments sont présentés.
Je dis également que la dissolution de l'IRRSAE est due à l'impossibilité de fonctionnement de son Comité de direction et non pas à l'activité du Président. Là encore il y a des évaluations différentes.
Pour ce qui est par contre de l'article 4, nous estimons que le fait de confier aux membres élus au sein du Comité de gestion le pouvoir d'élire le Président, est un élément qui renforce l'autonomie de cet organe. Nous ne pensons donc pas que la nomination du Président de la part du Conseil régional - si nous voulons reprendre ces éléments qui aujourd'hui ont été exposés a contrario pour démontrer la nature de la gestion extraordinaire - renforce cet élément d'autonomie ou de gestion de nature privée.
Pour ce qui est des jugements que nous avons donnés, n'étant pas la première fois que nous examinons le bilan de la gestion extraordinaire ou que nous exprimons des appréciations sur l'action et l'activité du Commissaire, il s'agit en tout cas d'une activité qui n'est pas encore conclue M. Frassy.
Nous sommes aujourd'hui le 29 avril, cette gestion extraordinaire prend fin le 30 juin.
Le Conseil sera appelé à voter le bilan de la dernière année de la gestion extraordinaire. Nous aurons donc amplement la possibilité d'exprimer encore une fois nos appréciations et nos jugements sur l'activité du Commissaire de la gestion extraordinaire.
Si, par contre, l'intention est différente, à savoir déjà l'on donne pour acquis - je reprends les affirmations de M. Frassy - des décisions qui n'ont pas encore été prises, nous n'avons pas cette capacité divinatoire et donc nous ne sommes pas à même aujourd'hui de répondre sur des faits qui doivent encore se produire.
Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato da Forza Italia:
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 9
Favorevoli: 8
Contrari: 1
Astenuti: 21 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, La Torre, Lavoyer, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Vallet, Vicquéry e Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 4:
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 27
Favorevoli: 22
Contrari: 5
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
All'articolo 5 c'è un emendamento di Forza Italia che recita:
Emendamento Art. 5
Al comma 1 del 5 bis, dopo "persone" aggiungere:
"in possesso di titolo di laurea"
La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) L'articolo 5 contempla i requisiti di professionalità dei componenti del Comitato di gestione, requisiti di professionalità che noi paragoniamo immediatamente a quelli che erano previsti nell'articolo 5 dell'abroganda legge n. 88, dove si evidenziano alcune differenze. Innanzitutto, anche per cercare di sgombrare il campo da certe voci forse alimentate anche da quella "teoria dei bianchetti" di cui è stato accusato o perseguitato il Consigliere Curtaz, in questi ultimi giorni si sono fatti i nomi più disparati di appartenenza politica, una casacca, l'altra, insomma è uscito fuori proprio un toto triumvirato; noi siamo anche curiosi, d'altronde in quanto consiglieri ci piacerebbe essere informati un po' prima e non sempre sapere come al solito tutto dopo dai giornali.
L'articolo relativo ai requisiti ha comunque una sua fondamentale importanza, perché? Perché viene meno un requisito perlomeno a livello formale che è il diploma di laurea. È vero, mi dirà il Presidente, che l'articolo 5 bis nei punti b) e c), dove prevede come componenti coloro che abbiano svolto o svolgano attività libero-professionali in campo economico-giuridico o coloro che svolgano attività di insegnamento universitario in materie giuridiche ed economiche debbano per forza possedere il titolo di laurea, perché è un po' difficile pensare che senza questo titolo accedono ad attività professionali di tale livello. Però è altrettanto vero che il punto a) lascia invece un certo margine di manovra a quella che è la designazione, che potrebbe essere di carattere anche politico, dove si prevede l'attività di amministratore o dirigente presso società di capitali ovvero di dirigente presso enti pubblici, o pubbliche amministrazioni con incarichi aventi attinenza al settore economico-giuridico.
Allora questo è un affievolimento di quel requisito fermo, chiaro, che era previsto nella legge n. 88, articolo 5, dove si disponeva esplicitamente in capo al Commissario il diploma di laurea. Ecco perché abbiamo chiesto di inserirlo con un apposito emendamento ed ecco perché chiediamo, qualora l'emendamento non avesse l'accoglimento da parte del Presidente e della maggioranza, per quale motivo.
Vi è un altro requisito, sul quale non abbiamo posto l'emendamento perché non vogliamo sembrare razzisti, però la cittadinanza italiana è sparita.
È vero che stiamo entrando in un contesto europeo e si può reperire professionalità anche in altri stati, però è altrettanto vero che paradossalmente potremmo avere un extracomunitario, nel silenzio della legge, un domani a gestire la casa da gioco... uno svizzero… - dice Cottino - uno svizzero è un extracomunitario d'oltralpe… non può interpretare così il mio pensiero, Consigliere Cottino.
Chiederei al Presidente prima di tutto di fare un po' di chiarezza su quella che è la scelta politica o logica sulla base della quale questi requisiti sono stati ridefiniti in questa maniera fermo restando che i punti b) e c) siamo consapevoli che presuppongono un titolo di laurea, però non il requisito a) e poi anche come mai il silenzio della cittadinanza italiana o perlomeno di una cittadinanza europea, ampliata ma comunque circoscritta, o per quali ragioni non è stato ridefinito anche quest'altro requisito che invece era previsto nell'articolo 5.
Presidente La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Solo per fare una battuta della stessa fonte. A volte si ha l'impressione che un tempo si facessero le leggi con i requisiti per poi scegliere i candidati; oggi abbiamo spesso l'impressione che si scelgano i candidati e poi si facciano le leggi con i relativi requisiti.
Presidente La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) L'objectif que nous nous sommes posé est celui de pouvoir présenter des candidatures ou des candidats avec des compétences et un professionnalisme qui nous donne une assurance quant à la gestion de la maison de jeu.
Je ne veux pas rediscuter les critères, vu que déjà quand nous avons voté la modification de la loi portant nomination des représentants de l'Administration au sein des différentes sociétés, nous avions dépassé le critère unique de la maîtrise ou de la licence; si vous vous rappelez, nous avons établi que les candidats doivent remplir au moins l'une des trois conditions requises. Une large majorité au sein de cette Assemblée s'était dégagée en faveur de cette proposition, en considérant que si il faut maintenir le critère de la maîtrise, il ne faut pas faire de ce critère le seul et unique critère pour un choix de compétences, vu que souvent les compétences qui sont acquises directement sur le terrain ont la même valeur et donnent la même garantie.
Nous avons donc suivi cette logique qui nous donne aussi la possibilité de pouvoir faire un choix plus ample. En tout cas ceux qui proposeront les candidats, en assumeront la responsabilité quant aux compétences et au professionnalisme. Il y aura ainsi vérification ponctuelle de l'existence ou non de ces capacités et de ces compétences.
Nous n'avons pas non plus précisé expressément la citoyenneté italienne. Cela nous semblait un peu un contresens, comme M. Tibaldi d'ailleurs également l'a évoqué. Quand on évoque l'Union européenne, ou l'intégration européenne, quand on nous a demandé expressément que dans le règlement pour les concours de l'Administration régionale l'on élimine la référence à la citoyenneté, parce que nous devons nous rapporter à un contexte plus ample, il nous paraissait contradictoire insérer de limitations. Nous pensons au contraire que cette ouverture, cette fenêtre non seulement sur l'Europe, mais sur le monde entier pourrait nous être utile.
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Per sostenere l'emendamento di Forza Italia e sostenerlo con convinzione perché posso anche condividere l'ipotesi che la laurea non sia un parametro sufficiente per valutare le competenze di una persona. Ma la laurea, insieme ad altri requisiti, contribuisce a descrivere le competenze, ed è vero che ci sono delle persone che non hanno raggiunto il diploma della scuola media superiore, ma che hanno una preparazione superiore ad alcuni giovani diplomati, ed è anche vero che chi possiede un titolo di studio non per questo ha l'etichetta di persona competente e preparata.
Tuttavia nel nostro Paese tutta l'impalcatura dell'assunzione di un lavoratore, anche nelle aziende private, regge su un minimo di competenze di base per le quali si è assunto come criterio generale di valutazione il titolo di studio, quindi questo è un dato scontato.
Se per motivi vari riconosco che non sempre il titolo di studio mi verifica effettivamente le competenze, allora contemporaneamente devo introdurre un meccanismo che mi indichi, e mi selezioni quelle competenze. Ripeto, posso essere d'accordo che la laurea non è sufficiente per indicare le competenze di una persona, però se veramente voglio una persona competente, allora indico quali sono le professionalità che questa persona deve avere e, visto che non ho lo strumento convenzionale che è il titolo di studio, utilizzo quella che può essere una selezione oppure un colloquio, cioè tutti gli strumenti che anche nelle imprese private vengono utilizzati. Ma se non c'è il titolo di laurea e non c'è neanche un momento in cui vengono valutate le competenze, viene spontaneo chiedersi chi può dire, dal momento che non esistono criteri chiari per valutare le competenze, che questa persona ha acquisito competenza sul campo.
Si tratta di una scelta certo, ma sulla base di quali elementi? Quindi questo è veramente un elemento a favore del titolo di laurea. Se non si indica la laurea, allora si devono prevedere altri criteri.
Presidente La parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (Aut) Per dichiarazione di voto. Ci asterremo dal votare quest'emendamento proposto da Forza Italia e riassumo un ragionamento che potrebbe essere complesso con una battuta. Non crediamo che questa sia una garanzia ulteriore per la scelta del "management" della casa da gioco. Quello che ci auguriamo è che, al di là del titolo di studio, il "management" della casa da gioco sia composto da persone che non pensano di andare lì a fare gli operai di una fabbrica senza nulla togliere agli operai di una fabbrica, ma nemmeno i professori di scuola superiore. Ci vogliono, ed è quello che ci auguriamo, delle persone che sappiano cos'è una gestione di Casinò.
Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) È più che mai condivisibile l'osservazione che ha fatto il collega Marguerettaz come peraltro è condivisibile anche la dissertazione della collega Squarzino, però l'articolo 5 bis introduce questi tre criteri che sono alternativi, nel senso che il Comitato di gestione deve essere composto da tre persone che abbiano maturato un'esperienza complessiva di almeno un quinquennio nell'esercizio di A o B o C, quindi sono criteri alternativi.
È vero che potremmo avere al limite o tre professori universitari o tre professionisti, ma anche tre amministratori o dirigenti presso società di capitali e che quindi esulano da quel requisito di laurea che era richiesto nel 1993. Il nostro emendamento va in quella direzione; non è che si vuole supervalutare un laureato o sottovalutare un non laureato, però non vorremmo che per soddisfare esigenze di carattere partitico o politico, la somma di tre diplomi equivalesse ad una laurea.
Presidente La parola al Consigliere Martin.
Martin (FA) Il collega Marguerettaz mi ha fatto venire in mente una battuta che veniva spesso ripetuta in quest'aula parecchi anni fa quando si parlava di Casinò; c'era un nostro brillante collega, che oggi purtroppo non è più qui con noi, che ogni volta che si parlava di Casinò ci ricordava che la casa da gioco non è un istituto di beneficenza anche se all'interno ci sono gli "orfanelli".
Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato da Forza Italia:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 6
Favorevoli: 5
Contrari: 1
Astenuti: 25 (Agnesod, Beneforti, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Collé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, La Torre, Lanièce, Lavoyer, Marguerettaz, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Vallet, Vicquéry e Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 5:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
All'articolo 6 c'è un emendamento di Forza Italia che recita:
Emendamento Art. 6
Ai commi 2 e 8 dell'articolo 5 sostituito, abrogare:
"Presidente del Tribunale di Aosta" e indicare "Consiglio regionale"
La parola al Consigliere Frassy.
Frassy (FI) L'articolo di per sé è un'innovazione apprezzabile perché rispetto alla gestione attuale istituisce la figura del Collegio dei revisori e questo lo riteniamo sicuramente un dato apprezzabile. Non condividiamo però l'impostazione che viene data alla costituzione, alla composizione, alla scelta del Collegio revisori dei conti; vediamo che qui si prevede che vengano nominati dal Presidente del Tribunale di Aosta. Noi facciamo questa riflessione: se è vero che l'impostazione di questo disegno di legge dovrebbe ripercorrere la personalità giuridica di diritto privato, non capiamo per quale motivo non si segua fino in fondo quella che è la previsione codicistica, nel senso che l'art. 2400 del Codice civile prevede che sia l'Assemblea ad eleggere triennalmente il Collegio dei revisori dei conti e l'Assemblea potrebbe essere, a seconda dei punti di vista, o il triumvirato stesso o il Consiglio regionale come noi riteniamo.
L'ulteriore considerazione che facciamo è sulla differenziazione difficilmente comprensibile fra i revisori dei conti di un bilancio da 2000 miliardi, come è quello regionale, i cui revisori dei conti non hanno necessità di aver nessun requisito particolare, perché vengono scelti in seno al Consiglio regionale stesso, mentre qui non solo vengono scelti giustamente nell'Albo dei revisori, ma vengono nominati dal Presidente del Tribunale. Ora la disparità di cifre è evidente perché oscilliamo fra i 250-300 miliardi rispetto ad un bilancio regionale di 2000 miliardi perciò auspichiamo che nella prospettiva il Collegio dei revisori dei conti che viene nominato all'interno del Consiglio regionale possa trovare in prospettiva una diversa rappresentazione e conformazione.
Quello che ci lascia comunque perplessi è la sindrome da grande elettore perché con quest'articolato abbiamo scoperto che abbiamo un altro grande elettore che è il Presidente del Tribunale di Aosta che è il grande elettore del Collegio dei revisori dei conti. Non sappiamo se è l'atmosfera della deliberazione di ieri sera o cos'altro, però siamo abbastanza perplessi su questo meccanismo più che innovativo originale.
Questo è il senso per cui proponiamo che la competenza venga demandata e rimandata al Consiglio regionale.
Presidente La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Voteremo contro quest'emendamento di Forza Italia perché la prospettazione fatta da Frassy nel suo intervento mi sembra completamente sbagliata. Direi che, atteso che il Collegio sindacale è un organo di garanzia, mi sembra del tutto logico, conseguente e anche apprezzabile che l'organo di garanzia venga nominato a sua volta da un organo terzo, da un'istituzione terza che sia il Presidente del Tribunale piuttosto che il Presidente dell'Ordine dei commercialisti o degli avvocati o che so io, mi sembra che sia questa una garanzia di terzietà che viene garantita attraverso la nomina da parte di un organismo che per sua definizione è terzo, è neutro, eccetera.
Quindi personalmente sono d'accordo con la scelta fatta dai proponenti della legge e mi sembra che invece la proposta di emendamento di Forza Italia sia tra l'altro contraddittoria con tutto quello che le opposizioni hanno detto finora perché se al Consiglio regionale, dove decide come è ovvio la maggioranza, facciamo decidere anche tutto quello che per nostra fortuna non viene deciso, mi sembra che sia al limite dell'autolesionismo questa proposta.
Presidente La parola al Consigliere Collé.
Collé (Aut) Solo per dire che il nostro gruppo si asterrà dal votare quest'emendamento in quanto le considerazioni fatte dal Consigliere Curtaz ci vedono condividere questo pensiero. Riteniamo apprezzabile questa strada scelta dal Governo regionale in quest'occasione.
Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) A supporto di quanto sostenuto dal collega Frassy poc'anzi, non trovandomi assolutamente d'accordo con quanto detto dai Consiglieri Curtaz e Collé, non abbiamo mai avuto carenza di fiducia nelle qualità e nella dignità del Consiglio regionale e quindi riteniamo che il Consiglio regionale sia, visto che più volte ci riempiamo la bocca dicendo che è sovrano, anche in grado di designare persone competenti che possano assolvere una certa funzione di controllo.
Tenga presente il Consigliere Curtaz che il Collegio dei revisori, ancorché la sua previsione sia migliorativa, comunque esautorerà in parte le funzioni di controllo svolte dal Consiglio regionale e quindi perché togliere al Consiglio regionale ed attribuire ad un organismo esterno - e dico questo con il massimo rispetto verso il massimo magistrato valdostano, il Presidente del Tribunale di Aosta - la nomina dei revisori scegliendoli in un albo, revisori che sono poi remunerati con le tariffe professionali previste dal medesimo albo? Può farlo anche il Consiglio regionale. Mi chiedo allora come mai il Consiglio regionale, a fronte di un bilancio di 2000 miliardi come è quello della Regione, provveda a nominare dei suoi revisori interni che sono addirittura consiglieri e non si ponga il medesimo problema. È comunque la gestione della cosa pubblica, è comunque denaro pubblico, anzi qui la massa di denaro pubblico è parziale, è una quota rispetto al volume di denaro pubblico dell'intera Regione.
A questo punto modifichiamo anche il sistema di revisione dei conti del bilancio della Regione, perché se non diamo fiducia a noi stessi nella capacità di designare organismi competenti a verificare il bilancio contabile del Casinò, ancor meno a maggior ragione non dobbiamo darla per quanto riguarda i conti della Regione.
Ritengo pertanto che la nostra proposta non sia assolutamente pretestuosa o strumentalizzante, ma abbia un suo senso, senza nulla togliere al ruolo del magistrato che è stato indicato per competenza a indicare a sua volta dei nomi. Noi semplicemente vogliamo riportare nell'alveo di questo Consiglio un certo ruolo, una certa dignità, una certa sovranità di cui di giorno in giorno viene invece spogliato.
Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato da Forza Italia:
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 9
Favorevoli: 3
Contrari: 6
Astenuti: 21 (Agnesod, Cerise, Charles Teresa, Collé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, La Torre, Lavoyer, Marguerettaz, Martin, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Vallet, Vicquéry e Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 6:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 25
Favorevoli: 22
Contrari: 3
Astenuti: 6 (Beneforti, Collé, Curtaz, Lanièce, Marguerettaz, Squarzino Secondina)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 7:
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 24
Favorevoli: 21
Contrari: 3
Astenuti: 6 (Beneforti, Collé, Curtaz, Lanièce, Marguerettaz, Squarzino Secondina)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 8:
Consiglieri presenti: 30
Votanti: 27
Favorevoli: 22
Contrari: 5
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
All'articolo 9 c'è un emendamento di Forza Italia che recita:
Emendamento Art. 9
Al comma 2 dell'art. 7 modificato, aggiungere in fine:
"con esclusione di quello avente funzioni e mansioni direttive o dirigenziali"
La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) L'articolo 7 contiene, come è facilmente visibile, una clausola di tutela occupazionale che peraltro condividiamo perché il Casinò non svolge solo una mera funzione economica, ma anche una funzione sociale dando lavoro ad un certo numero di occupati e quindi creando anche un indotto occupazionale e di lavoro autonomo che è di notevole rilievo non solamente per la zona, dove ha sede la casa da gioco, ma anche per tutta la Valle d'Aosta.
L'emendamento nostro va però a limitare questa tutela, questa garanzia occupazionale nei confronti di una certa tipologia di dipendenti che sono i dirigenti o coloro che hanno mansioni direzionali o svolgono funzioni direzionali nei confronti della casa da gioco. Perché questo? Non vogliamo criminalizzare o perseguitare la categoria più elevata dei dipendenti, però sappiamo, da che mondo è mondo, che il gestore oggi pubblico e domani privato deve avere il diritto, la libertà di scegliere gli organismi dirigenti secondo i suoi criteri di preferenza personale, perché nella libera imprenditorialità il gestore deve essere in grado di traguardare determinati obiettivi aziendali con determinate persone di fiducia, fiducia che non è solamente personale, ma anche professionale.
È vero che nella bozza di convenzione che era stata proposta alla società Finoper esattamente un anno fa, la società aveva accettato questa clausola, però sappiamo che è stata un'accettazione "obtorto collo", perché naturalmente si doveva garantire la salvaguardia occupazionale anche della classe dirigenziale impedendo, a nostro avviso, di dare quel minimo di spazio operativo al gestore privato affinché potesse traguardare determinati obiettivi. Che sono, è vero, obiettivi aziendali, ma comunque, se l'azienda funziona, produce e ha una certa redditività sono anche obiettivi che hanno un'efficacia di carattere collettivo, perché una congrua quota dei proventi viene riversata nelle casse della Regione.
Allora, il non prevedere una clausola di questo tipo, cioè il non approvare un emendamento così formulato, ma che può essere anche modificato, vuol dire mettere una seria ipoteca sulla privatizzazione della gestione della casa da gioco.
Le preoccupazioni o l'auspicio affermato questa mattina dal Consigliere Piccolo, cioè "andiamo verso una gestione privata" o "speriamo di andare quanto prima verso una gestione privata" qui si incrinano perché come si fa a prevedere un domani una gestione privata senza che il titolare della concessione possa scegliere i suoi uomini di fiducia nei vari settori, nei vari rami del "management" per poter conseguire determinati risultati?
Pensiamo che non si tratti di una questione di secondaria importanza; in fondo non si va ad incidere su un numero di occupati particolarmente vasto, anche perché attualmente i dirigenti sono quattro e un domani potranno essere otto, dieci o venti, non lo so, vedremo cosa succederà dopo l'esperienza del triumvirato, però è naturale che nel libero mercato e nella gestione privata l'imprenditore debba aver conservata e garantita questa possibilità.
Il fatto che la bozza di convenzione precedente fra Regione e Finoper contenesse una clausola di diverso avviso non è un precedente che deve diventare regola a tutti i costi, perché era un precedente grave che avrebbe vincolato fortemente quelle che avrebbero potuto essere le scelte strategiche aziendali. Per questa ragione e anche perché noi speriamo che effettivamente un domani ci sia un ritorno al passato come gestione privatistica perché, come abbiamo detto questo è il limbo della gestione pubblica consolidata con quest'insieme di provvedimenti che oggi stiamo esaminando, non venga negata questa straordinaria ed importante facoltà.
L'emendamento qui è stato sviluppato come inciso finale al comma 2 dell'articolo 7, può essere modificato, può essere rimodulato secondo quelle che sono diverse forme di pensiero, però qui andiamo a negare un fondamentale diritto dell'imprenditorialità. Se quest'emendamento non verrà approvato, sarà l'ulteriore prova che, ancorché manifestata, propagandata o scritta, la volontà politica non va senz'altro nella direzione di una gestione privatistica, ma va nell'unica direzione che qualcuno invece veramente auspica, cioè della gestione pubblica, collettiva, politica.
Presidente La parola al Consigliere Collé.
Collé (Aut) Per dire che non siamo d'accordo sull'emendamento proposto da Forza Italia. Intanto una considerazione deve essere fatta in questo senso.
Così come è citato sull'articolo, riguardo alle mansioni direttive e dirigenziali, non bisogna dimenticare che ci sono delle persone che hanno iniziato a lavorare nella casa da gioco facendo la gavetta e oggi si trovano in quella situazione. Sarebbe anche ingiusto, perché oggi ricoprono una certa posizione, e un domani potrebbero essere allontanate per delle ragioni che possono essere anche valide.
Credo che lo spazio operativo ci potrà comunque essere nel senso che il Comitato farà le sue valutazioni, potrà cambiare questa dirigenza senza che queste persone debbano trovarsi in situazioni spiacevoli, pertanto non voteremo a favore dell'emendamento.
Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Per dichiarare che noi invece voteremo a favore di quest'emendamento proposto da Forza Italia, perché non concordiamo sulle osservazioni del collega Collé, nel senso che se questi dirigenti sono competenti, è interesse della gestione straordinaria riconfermarli per mantenere ancora nel Casinò le professionalità che ivi sono state acquisite.
Non solo, mi sembra che si stia andando in tutti i settori verso un rapporto fiduciario fra il gestore, fra il responsabile di un'azienda e i propri dirigenti e questo legame di fiducia fra questi due attori del successo in azienda deve essere mantenuto.
Presidente La parola al Consigliere Cottino.
Cottino (UV) Chiaramente ci asterremo su quest'emendamento, ma devo dire che a livello personale se da una parte non mi ha assolutamente stupito che Forza Italia avesse fatto quest'emendamento, così come sicuramente non mi hanno stupito le motivazioni e le spiegazioni che sono state date da parte di Forza Italia, che hanno comunque dimostrato una certa coerenza, devo dire che, anche tenuto conto delle mie reminiscenze sindacali, fa molto strano che la Sinistra non sia lì per tutelare il numero di persone dipendenti indipendentemente dalla loro futura mansione. Perché, e qui concordo con quanto detto dal collega Collé, può anche darsi che ci si trovi nella necessità di dover spostare o di dover utilizzare le persone in modo diverso, questo è possibile, qui non è scritto che devono rimanere allo stesso posto con le stesse mansioni, perciò fa strano il comportamento dei verdi contro la salvaguardia delle maestranze, almeno in termini numerici, la cosa mi sembra abbastanza ridicola.
Presidente La parola al Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Penso proprio che Cottino, anche per il linguaggio, sia rimasto diversi anni indietro perché ho sentito parlare di estrema Sinistra e di linguaggi che non sentivo più da quando ero piccolino. Siamo soddisfatti per due ragioni: intanto perché con la nostra posizione siamo riusciti a stupire Cottino ed è sempre una cosa positiva e in secondo luogo perché siamo riusciti a far parlare i rappresentanti dell'Union Valdôtaine perché durante la discussione generale oggi l'Union Valdôtaine non aveva aperto bocca e grazie a questo nostro intervento abbiamo l'occasione di sentire anche l'opinione del partito di maggioranza relativa su una questione tanto rilevante.
Presidente La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Le deuxième alinéa de cet article 9 reprend exactement le texte du deuxième alinéa de l'article 7 de la loi n° 88/93. Nous gardons une continuité. C'est la raison pour laquelle cette disposition avait été insérée dans l'ébauche de convention Finoper; c'est la raison pour laquelle cette même disposition est insérée dans le cahier des charges que nous vous proposons. Et la raison est fondée sur une considération que jusqu'à aujourd'hui je pensais être partagée par cette Assemblée, vu qu'en 1993, lors de la discussion de la loi portant: "Institution de la gestion extraordinaire", nous nous étions penchés sur les vicissitudes de la maison de jeu et nous étions à l'époque tous convenu que la véritable force de la Maison de jeu de Saint-Vincent, à la lumière des vicissitudes des sociétés de gestion et du contentieux qui s'annonçait, était représentée par son personnel, par le professionnalisme de ce même personnel et par ses compétences. Et quand nous faisons référence au personnel, nous ne pouvons pas nous limiter simplement au personnel qui remplit des fonctions exécutives; nous faisons référence à tout le personnel, étant donné que si certains résultats ont été obtenus, nous pensons que c'est le résultat, le fruit du travail de tous ceux qui, au cours de ces années et aujourd'hui encore, remplissent des fonctions à l'intérieur de la Maison de jeu de Saint-Vincent et notamment ceux qui remplissent des fonctions de cadres et de dirigeants.
Il nous semble donc nécessaire de garantir aussi à ce même personnel cette clause de sauvegarde concernant le passage à une autre gestion. Nous savons très bien que les contrats concernant les dirigeants sont des contrats de nature privée et qu'ils sont soumis à des règles tout à fait différentes par rapport aux employés. Nous savons pertinemment qu'il y a la possibilité pour le gestionnaire de modifier ce même contrat et de changer ses collaborateurs. Néanmoins, si nous voulons assurer une clause de sauvegarde, nous pensons qu'il est opportun que cette clause de sauvegarde puisse s'exercer en faveur de tout le personnel.
Presidente Pongo in votazione l'emendamento presentato da Forza Italia:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 8
Favorevoli: 6
Contrari: 2
Astenuti: 23 (Agnesod, Bionaz, Cerise, Charles Teresa, Collé, Cottino, Ferraris, Fiou, La Torre, Lanièce, Lavoyer, Marguerettaz, Martin, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Vallet, Vicquéry e Viérin D.)
Il Consiglio non approva.
Pongo in votazione l'articolo 9:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 10:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 11:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 12:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 13:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 14:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
Pongo in votazione l'articolo 15:
Consiglieri presenti: 31
Votanti: 28
Favorevoli: 22
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
La parola al Consigliere Collé per mozione d'ordine.
Collé (Aut) Per capire, Presidente, se facciamo le dichiarazioni di voto adesso nel senso che nell'allegato, al punto 26.2, abbiamo ulteriori emendamenti, pertanto volevo capire se facciamo tutto alla fine o possiamo farle anche adesso.
Presidente La dichiarazione di voto è sul disegno di legge, non sugli atti. La parola al Consigliere Collé per dichiarazione di voto.
Collé (Aut) Mi sembra più logico farla in questo momento la dichiarazione di voto visto che il disegno di legge è il provvedimento principale, mentre gli altri due sono due allegati.
Stamani avevamo sollevato dei dubbi in merito a questo disegno di legge, in merito ai suoi allegati, in modo particolare ci eravamo soffermati sulla straordinarietà della gestione straordinaria, sulla personalità giuridica di diritto privato, sulla questione delle perdite e su quanto avevano asserito in commissione il Commissario Ramojno e il Direttore del personale Trentaz.
Il Presidente della Giunta, gli va dato atto, ha fatto una replica molto articolata, speriamo di avere al più presto tutti i dati che ha fornito. Di fatto ci ha portato a conoscenza di nuovi elementi, nel senso che il ragionamento che ho fatto in quest'aula l'ho fatto non perché mi sono inventato delle cose, ma l'ho fatto su dati forniti in Commissione, dati precisi che sono scritti e verbalizzati.
Mi trovo un po' spiazzato nel rispondere puntualmente alle delucidazioni fatte dal Presidente della Giunta anche perché ha fatto tutto un ragionamento economico completamente diverso da quello fatto in Commissione da parte delle persone che vi dicevo prima, quindi obiettivamente tutto quel ragionamento che partiva dal discorso delle percentuali alla diversità di impostazione sui miliardi di differenza che c'era fra l'ipotesi virtuale - come ha detto il Presidente della Giunta - Finoper e la realtà di oggi, è diverso da quello su cui abbiamo lavorato, lo dico con tutta onestà. Quindi con calma andremo ad esaminare quanto oggi il Presidente della Giunta ci ha detto su questo specifico problema, su quello delle percentuali che ci pareva e ci pare tuttora essere un elemento importante.
Andando sul discorso generale, mi sono appuntato alcuni elementi che il Presidente nella sua replica ha portato.
Il Presidente della Giunta si è dimostrato tranquillo nella sua esposizione, ha dichiarato che con i pareri che ha in mano, e di cui ha dato in parte lettura, si sente tranquillo sugli aspetti su cui avevamo espresso delle preoccupazioni.
Presidente, lei ci deve consentire, purtroppo non abbiamo tutta una serie di elementi che ci fanno dire in questo momento che lei ha ragione su tutta la linea, quindi alcuni dubbi a noi su questi aspetti rimangono, nel senso che comunque non possiamo non tener conto di osservazioni fatte dal Prof. Dal Piaz anche queste scritte e a nostra disposizione.
Il Presidente stamani ha detto che sono aumentati i difensori della gestione straordinaria. È vero il ragionamento che abbiamo fatto e che ci sentiamo di sostenere dal momento che crediamo importante essere pronti a quelli che saranno i prossimi traguardi, a quelle che saranno le situazioni con cui dovremo fare i conti, fra cui l'apertura di nuove case da gioco o comunque situazioni migliori di quelle che ci sono oggi per le altre case da gioco presenti in Italia, però mi permetto di dire una cosa per quanto riguarda il nostro gruppo.
Nel 1993 abbiamo votato per la gestione straordinaria e crediamo in questi cinque anni di non aver speculato sulla questione Casinò cercando sempre di fare ragionamenti obiettivi così come abbiamo fatto oggi, quindi non ci sentiamo particolarmente colpiti da questa redenzione sulla gestione straordinaria, ma crediamo di avere avuto su questo un comportamento lineare.
Un'altra cosa che il Presidente ha detto e che riprende il discorso fatto poc'anzi è che non si poteva fare un ragionamento sulle percentuali ipotizzate per Finoper, mai andate in porto e i motivi li conosciamo, ma sull'esperienza di questi anni e sui risultati economici di questi anni, e ci ha fornito tutta una serie di dati diversi da quelli che ci erano stati dati.
L'unica perplessità che mi rimane ancora è come mai il Commissario della gestione straordinaria e il suo Direttore sono venuti e hanno fatto un'esposizione in un certo modo andando a fare un ragionamento che portava a quello che dicevo io stamattina smontato poi dal Presidente della Giunta.
È un dubbio che ci rimane perché diventa anche difficile lavorare, nel senso che se avessimo disposto, per rinforzare un ragionamento, anche dei dati che abbiamo sentito oggi in aula probabilmente, almeno per quanto mi concerne, tutta una parte di ragionamento e di male interpretazione non si sarebbe verificata stamattina. È un dubbio che ci rimane perché non si capisce tanto bene.
Sul futuro del Casinò il Presidente ha detto, e credo che si riferisse in particolare a me, in quanto sono stato uno dei pochi a sollevare quest'argomento oltre all'aspetto specifico, di leggere la risoluzione presentata da Forza Italia perché in quell'occasione si è andati a delineare le linee principali per il futuro della casa da gioco. Ne prendo atto, andrò a fare questa lettura, quello che mi pare strano è che, parlando con i consiglieri sia di maggioranza che di minoranza, si sente da più parti che questa perplessità c'è e permane, quindi queste sicurezze sul futuro non mi sembra che ci siano, ma andrò a farmi questa lettura per vedere se non ho capito bene io e probabilmente non solo io.
Sul discorso del Comitato il Presidente ci ha detto che il numero di tre ha una risposta molto semplice: dovendo superare l'organo monocratico, due è impossibile perché possono nascere delle posizioni diverse, tre è il numero perfetto. In più ha citato la legge 11. Per carità, l'ho detto forse fra le righe stamattina, sicuramente queste sono opinioni diverse, è una visione diversa, non la possiamo contestare, abbiamo una visione diversa e lo diciamo così come voi difenderete e direte all'opinione pubblica quello che è il vostro pensiero. A noi rimane tuttavia questo punto interrogativo anche su quest'aspetto.
Ho colto in alcuni interventi, in particolare da quelli di Piccolo e Fiou, alcune perplessità che non è che ci fanno piacere, ma credo che in un dibattito importante come quello della casa da gioco è pur sempre un fatto positivo che si abbia la volontà di non dire che tutto va bene, ma di sollevare alcuni piccoli interrogativi. Il Consigliere Piccolo, parlando di perdite e di durata, cosa che peraltro aveva fatto in commissione, ci dice che la cosa in qualche modo non li convince appieno, che li lascia in parte soddisfatti e poi ha parlato di scelta obbligata.
Io dico che le scelte obbligate ci possono essere, ci devono anche essere, sappiamo o cerchiamo di capire cosa vuol dire una maggioranza e quindi a un certo punto si deve perseguire una certa strada; questo non ci scandalizza e per certi versi ci fa anche capire quale può essere un'impostazione anche se alcuni punti interrogativi ci possono essere.
Invece il collega Fiou si è augurato che la Giunta abbia fatto una proposta seria, riferendosi alle percentuali, in modo che il Consiglio non ci debba tornare sopra. A questo proposito la penso nella stessa maniera del Consigliere Fiou, mi auguro anch'io che non si torni qui fra un anno a dover parlare di stanziamenti per andare ad ripianare delle perdite, me lo auguro vivamente al di là di quelle che possono essere le posizioni diverse, però sulla base di quanto abbiamo visto finora, sulla base di quei dati che dicevo prima, un piccolo punto interrogativo rimane.
Quindi, Presidente, per quanto ci riguarda, la nostra sarà una posizione di astensione che ritengo sia motivata; non siamo qui a fare il gioco delle parti, come qualcuno ha detto, crediamo di aver motivato seriamente le perplessità che avevamo e che permangono nonostante il Presidente della Giunta le abbia ridimensionate, quindi il Gruppo degli Autonomisti si asterrà.
Presidente La parola al Consigliere Cottino.
Cottino (UV) Al di là di qualche battuta ironica, su cui non voglio neppure soffermarmi per evitare di scendere sullo stesso livello di qualcuno. Tuttavia, non ho ancora cambiato parere su determinati comportamenti che, tutto sommato, non mi stupiscono più di tanto.
Fatta questa doverosa precisazione, perché ancora in questo momento ero stato solleticato, devo dire che non avevo nessuna intenzione di intervenire poiché ritenevo, contrariamente a qualcuno, che fino a prova contraria il Presidente della Giunta facesse parte dell'Union Valdôtaine al di là del suo ruolo così come anche i relatori facessero parte dell'Union Valdôtaine. Per affermare che non si era ancora sentito la voce dell'Union Valdôtaine sull'argomento, ci vuole sicuramente una bella fantasia.
Al di là di questo sono intervenuto anche perché non volevo che certi colleghi non avessero la possibilità di dormire tranquilli a causa di un dubbio amletico enorme. Sapere cioè se i consiglieri della maggioranza si erano fidati ciecamente di quanto era stato loro detto oppure se effettivamente avevano chiara la situazione ed erano stati attenti ad un problema di questa portata e di quest'importanza.
Assicuro che, per quanto mi riguarda ma penso di poter garantire anche per i colleghi del mio gruppo, sono stato molto attento e sono stato talmente attento fino che mi sono reso conto che stamattina da parte di molti è stato detto un po' tutto e il contrario di tutto. Ho sentito confondere gli introiti con gli utili, ho sentito confondere la volontà di far vivere e potenziare il Casinò e poi definire una iattura il Casinò esistente. Ho sentito fare della confusione fra perdite reali e fittizie, ho sentito fare abbastanza confusione sul discorso delle percentuali come se queste non significassero valori economicamente reali, cioè se sono perdite e si va a ripianare vengono considerate in un modo, se invece si aumentano le percentuali, non sono più la stessa cosa. Per cui credo che delle valutazioni abbastanza strane ne ho sentite parecchie.
Noi, come gruppo, abbiamo una convinzione, e non da oggi (qualcuno mi ha già anticipato) che nasce sin dall'inizio del programma di legislatura. Abbiamo sempre detto che era necessario andare a rivedere la legge n. 88, tenendo conto anche di certe critiche abbastanza pesanti, per darle più efficienza ed efficacia, che permettesse una effettiva autonomia di intervento oltre che una maggiore chiarezza e trasparenza alla gestione straordinaria.
È dunque in questo senso che vogliamo passare da un organo monocratico qual era il Commissario straordinario ad un organo collegiale di tre persone (anche su questo argomento non voglio commentare certe affermazioni di cattivo gusto) poiché siamo convinti che un organo collegiale possa dare maggiori garanzie nella direzione a cui accennavo prima, mentre il discorso della previsione di un organismo esterno che vada a fare il controllo del bilancio è stato da tutti apprezzato perché va nella direzione di un maggior controllo, di una maggiore chiarezza, di una maggiore trasparenza.
Questi sono i motivi che ci hanno portato a voler modificare la legge n. 88 senza nessun timore, poiché contrariamente a qualcuno che può andare sull'Aventino, la maggioranza ed in modo particolare la Giunta, non ha la possibilità di farlo e deve fare delle scelte indipendentemente dal fatto che si possa eventualmente avere ancora qualche piccolo dubbio.
Per quanto riguarda la straordinarietà della gestione, e se così come è stata prevista, sia un istituto di diritto privato o meno rimando alla risposta che è stata data nella replica dal Presidente della Giunta citando non solo pareri, ma anche sentenze piuttosto illuminanti. Così come non vorrei che si dimenticasse che anche la precedente legge impugnata da Sitav non ha avuto problemi per la sua applicazione perché l'impugnativa fatta da Sitav è stata bocciata.
Un'ultima considerazione sul discorso del futuro. Mi pare strano che si venga a dire che la maggioranza non ha detto cosa voleva fare per il futuro. La maggioranza lo ha detto e anche qui, lo ha detto in modo chiaro ed esplicito già nel programma di maggioranza presentato al mese di giugno dello scorso anno.
La maggioranza ha sempre ribadito la necessità di predisporre e di dare alla gestione quegli strumenti che permettessero di contenere la concorrenza che si sta sempre più attrezzando. Così come abbiamo sempre detto che non possiamo sottostare a eventuali ricatti quando si parla di rompere l'accerchiamento. Sotto questo aspetto le scelte non sono definitive, ma vanno ancora considerate e studiate a fondo.
Non abbiamo comunque nessuna intenzione di sottostare a pressioni di chicchessia tantomeno da parte di società private che pensano di lucrare sulla Regione. Per cui sicuramente se andassimo oggi a definire quello che vogliamo fare, correremmo dei grossi rischi sulle possibilità future di contrattazione.
Infine, sul discorso delle percentuali credo che il mantenere determinate percentuali (che possono sembrare basse) potrebbe essere uno stimolo alla dirigenza, alla futura gestione della casa da gioco. Non solo, queste potranno essere la base di partenza per future contrattazioni con i privati, un eventuale sbracamento in questo momento potrebbe comprometterle.
È con questo spirito e soprattutto tenendo conto di quanto di volta in volta ci è stato riferito dai responsabili che hanno condotto la trattativa, ma anche dei colleghi delle commissioni competenti che hanno affrontato quest'argomento, studiandolo molto nel dettaglio e ponendoci parecchio del loro tempo, tenendo anche conto dei loro suggerimenti e delle loro informazioni con tranquillità e con grande serenità affermo che voteremo il disegno di legge che ci viene proposto.
Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (FI) Voteremo contro e mi pare che già le prime avvisaglie si siano percepite dall'esame dell'articolato, però è giusto anche motivare in maniera compiuta il voto contrario anche sulla base di una serie di argomentazioni che sono state sviluppate dal Presidente della Giunta in sede di replica alle nostre osservazioni questa mattina.
Voteremo contro non perché, come afferma qualcuno, ci si vuole ritirare sull'Aventino. Qualcuno ha forse più un concetto di assedio di Fort Apache quando si tratta di argomenti di un certo peso, ma perché la scelta non ci piace. E la scelta non ci piace perché c'è una palese distonia fra il detto e il fatto, fra il pronunciato e quello che abbiamo visto finora verificarsi o quello che si può facilmente presumere si verificherà d'ora in avanti con questa nuova configurazione gestionale profilata dai tre provvedimenti oggi in fase conclusiva di esame.
Mi soffermo su alcune osservazioni fatte dal Presidente perché mi sembra opportuno apportare dal nostro modesto punto di vista delle rettifiche.
Non c'è revirement secondo Viérin su quello che è l'indirizzo politico relativamente alla gestione della casa da gioco perché rimane fermo il principio della privatizzazione e perché alla privatizzazione - è stato detto in IV Commissione ed è stato ripetuto questa mattina - il percorso per arrivarci può essere di diverso tipo.
Per questa ragione anche è stata bocciata una risoluzione di Forza Italia che venne presentata qualche settimana fa che esplicitava in maniera incontrovertibile il principio della privatizzazione, ma in quella risoluzione, e questo il Presidente non lo ha detto, non si faceva cenno al percorso, si ribadiva solamente il principio e il principio era: siamo per una gestione privata. Fra l'altro quella risoluzione venne fatta parafrasando un documento di maggioranza, ma la maggioranza non ritrovò evidentemente le sue parole e di conseguenza i suoi principi in quell'occasione.
È vero che la ragione della continuità della gestione straordinaria è perché non siamo ancora arrivati a conclusione di una procedura di aggiudicazione e questo è inconfutabile. Il Presidente ha detto che non è prevedibile il "terminus ad quem" e non è prevedibile anche perché non si vuole facilitarne la previsione.
Per completezza di informazione bisogna però dire, e noi consiglieri eletti dal 1993 possiamo affermarlo perché lo abbiamo vissuto come esperienza diretta, che il Consiglio di Stato, nelle motivazioni delle sentenze che in questi anni si sono riprodotte nelle diverse fasi del contenzioso, ha accusato chiaramente l'Amministrazione regionale di aver dilatato a dismisura i tempi di questa procedura di aggiudicazione e forse Cottino non se lo ricorda perché lo avrà vissuto come esperienza indiretta, non avrà letto la motivazione della sentenza ed io lo invito ad andarsela a leggere perché in un passo preciso questo si dice chiaramente.
E non lo dice la controparte, che può essere il privato e ha degli interessi che sono squisitamente soggettivi; non lo dice una forza politica di questo Consiglio o un'altra forza politica di questo Consiglio; lo dice un magistrato, che si presume super partes e che si presume abbia potuto valutare in maniera imparziale questa vicenda e poi un magistrato che si ripete più volte sullo stesso argomento: dilatazione a dismisura dei tempi della procedura di aggiudicazione. Secondo elemento di accusa: introduzione da pare dell'Amministrazione regionale di elementi ultronei rispetto alla procedura prevista dal bando.
Se è vero che siamo ancora nelle more di questi tempi di aggiudicazione lunghi e controversi, è altrettanto vero che la Regione non è vittima, ma ha una sua pesante e precisa responsabilità, quindi non possiamo dimenticare questo passaggio. Se il Presidente stamattina ha detto una verità, bisogna sottolineare che la sua verità era solamente mezza, l'altra mezza verità è bene aggiungerla per completezza di informazione.
Quindi non dimentichiamo la grossa responsabilità politica nella dilatazione dei tempi e quindi nel ritardo che abbiamo di fronte ad un bando che magari non piace, che è stato stilato da una Giunta precedente che magari non aveva una visione chiara del problema della gestione della casa da gioco; questo possiamo anche metterlo in discussione, nessuno vuole essere tutore politico di una Giunta che abbiamo visto cosa ha fatto o meglio cosa non è riuscita a fare.
Altro punto che secondo noi merita chiarezza è la natura giuridica. Il Presidente questa mattina ci ha letto in maniera dettagliata un insieme di controdeduzioni precise, puntuali, fatte da un dirigente regionale e rivolte in maniera specifica verso un altro parere legale richiesto dalla IV Commissione, che è il parere del Prof. Dal Piaz; degli stralci che sono stati letti, in particolare una dichiarazione della Cassazione civile del 1994, emerge che il parere del Dirigente Curto è fortemente supportato da un punto di vista giuridico da sentenze ed anche sentenze qualificate tipo quelle della Cassazione civile.
Ricordo che il Presidente lesse: "La gestione di una casa da gioco, per quanto autorizzata dalla pubblica autorità, di regola presenta per sua natura gli aspetti dell'attività di impresa e richiede necessariamente un'apposita organizzazione di mezzi e di personale distinta dalla normale struttura pubblicistica dell'ente locale".
È ovvio, nessuno mette in discussione queste cose, tutti noi siamo in grado di riconoscere la valenza della portata di una sentenza della Cassazione di questo tipo, sentenza fra l'altro recente del 1994, ma ciò non significa, e il Dirigente Curto non smentisce le affermazioni fatte dal Prof. Dal Piaz, che questa configurazione possa delinearsi come ente strumentale della Regione, come ente pubblico economico, ente funzionale dell'Amministrazione regionale.
È ovvio che c'è una distinzione, l'ente locale, in questo caso la Regione, ha una sua struttura pubblicistica e l'ente gestionale ne ha un'altra e sono distinte, ma le argomentazioni che stamani ci sono state prodotte in aula dando lettura puntuale e pedissequa di questo provvedimento non cancellano i dubbi che c'erano sulla natura giuridica pubblicistica di questa gestione straordinaria anche nella nuova configurazione del triumvirato e poi gli altrettanti dubbi esposti da un legale, il Prof. Dal Piaz, al quale il Dirigente della Regione a nostro avviso non è riuscito a fornire un'immediata ed esplicita controdeduzione. Ecco perché rimangono i due dubbi fondamentali, che coniugati insieme ci fanno capire la direzione politica, non scritta nero su bianco su questi documenti, ma facilmente percepibile: la privatizzazione rimarrà una chimera.
La privatizzazione della gestione della casa da gioco, abbandonata nel 1994, non è più politicamente conveniente alla classe dirigente attuale, di conseguenza viene abbandonata, però non si ha il coraggio o meglio non si ha la volontà di darne pubblica conoscenza anche agli altri componenti del Consiglio, anche ad altre forze politiche, anche all'opinione pubblica.
Ed è di fronte a questa simulazione che non possiamo esprimerci con favore perché, come qualcuno ha detto questa mattina, si abbia piuttosto il coraggio di affrontarla di petto dicendo chiaramente che vogliamo una gestione pubblica perché il privato non può più rispondere a determinati obiettivi o politici o economici o sociali; si abbia piuttosto questa chiarezza e questa trasparenza, come invocava anche il Capogruppo dell'Union, a fare una scelta netta.
Questa scelta netta non è stata fatta e dal nostro punto di vista, di fronte a questa scelta piuttosto torbida, non possiamo che pronunciarci in maniera fermamente contraria.
Presidente La parola al Consigliere Martin.
Martin (FA) Signor Presidente non abuserò del tempo concessomi per argomentare il nostro voto favorevole perché questo è già stato fatto molto bene stamani in sede di discussione generale dal mio collega di movimento Piccolo.
Vorrei piuttosto rubarvi alcuni minuti per fare due semplici riflessioni su una questione così importante che in passato ha impegnato ed appassionato quest'aula consiliare, ed ha incuriosito molto l'opinione pubblica che molte volte si è trovata confusa nel capire esattamente cosa succedeva nella casa da gioco.
Vorrei fare due semplici riflessioni e per quanto riguarda la prima il mio pensiero, pensando a questa vicenda, non può non andare indietro nel tempo, ritornare a un pomeriggio di giugno del 1991 quando insieme ad altri sei colleghi che sono presenti anche oggi con me in questa sala, in un pomeriggio altrettanto appassionato come quello di quest'oggi, si discusse della casa da gioco. Era il 17 giugno 1991, la concessione con la Sitav stava scadendo e la Giunta di allora si preoccupava, secondo me giustamente, di intraprendere le dovute iniziative per un nuovo affidamento della casa da gioco.
La scadenza in effetti era fissata al 7 febbraio 1992 e fino ad allora l'affidamento era sempre stato dato con una trattativa privata alla Sitav. Questo avveniva fin dal 17 maggio 1946 che è la data della prima concessione data alla Sitav; quindi nel tempo si era rinnovata con trattativa privata la convenzione per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent ad una stessa società, appunto alla Sitav. Erano anni quelli, il 1991, in cui parole quali trasparenza, democrazia, affidabilità, partecipazione, erano molto in voga e facevano ragionare tutti quanti in maniera diversa dal passato.
Ci furono diverse sollecitazioni perché si procedesse in una maniera diversa; in una mozione presentata qualche tempo prima il Consigliere Riccarand aveva auspicato un nuovo metodo per l'affidamento della casa da gioco e fu così che si pensò che il metodo adottato fino ad allora, ossia la trattativa privata, seppure con una società che fino a quel momento aveva assicurato introiti ed investimenti, non fosse più praticabile.
Tant'è vero che il 7 giugno 1991 il Consiglio regionale discusse ed approvò una delibera per bandire un pubblico avviso da inserire su almeno due quotidiani a diffusione nazionale ed internazionale per invitare tutte le società che avessero interesse alla concessione per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent ad inoltrare all'Amministrazione regionale un'idonea documentazione dalla quale risultassero diversi requisiti fra cui la trasparenza dell'azionariato della concessionaria, una serie di requisiti molto specifici che andavano dall'esperienza nel settore ad una consistenza patrimoniale di un certo tipo.
Queste società dovevano naturalmente passare al vaglio di una commissione per una preventiva selezione. In una parola, si decise di cambiare metodo.
Bene; sono passati 7 anni da quando è scaduta la convenzione ossia è quasi trascorsa un'altra convenzione e siamo al punto di prima; non siamo ancora in grado di mettere la parola fine a questa vicenda nonostante che nel frattempo si siano succedute 4 Giunte regionali e, ad eccezione del Gruppo di Forza Italia, tutti gli altri gruppi presenti in questo Consiglio - anche se nel frattempo alcuni hanno cambiato denominazione - abbiano avuto modo di partecipare alle diverse Giunte che si sono succedute e abbiano quindi avuto l'opportunità di occuparsi direttamente della questione Casinò.
Questo a mio avviso significa che il problema è complesso ed è complesso perché le volontà della Regione sono continuamente messe in discussione da una legislazione complicata e da una giustizia molto lenta.
Questa vicenda, se potessimo ritornare indietro nel tempo, a quel 1991, e potessimo guardarla con gli occhi di adesso, sarebbe stata affrontata ancora in quel modo oppure non avremmo agito come nel passato? E se si fosse fatto come si era sempre fatto, oggi forse non staremmo a discutere di gestione straordinaria di un certo tipo, ma forse parleremmo finalmente di strategie, di progetti, di investimenti, di tante cose utilissime alla casa da gioco e che purtroppo per un modo o per l'altro non siamo in grado ancora di fare.
Permettetemi una seconda riflessione. Noi riteniamo che nella situazione in cui ci troviamo la scelta effettuata dalla Giunta, ossia quella della gestione straordinaria, sia l'unica percorribile in attesa della definizione dell'intera vicenda.
È una scelta quella di gestione straordinaria che, come ha detto stamani chiudendo la discussione generale il Presidente della Giunta, non pregiudica in alcun modo le eventuali trattative con Finoper o con altri soggetti ed è l'unica in questa situazione che possa garantire, come è giusto che sia, l'Amministrazione regionale. In questo senso le proposte di modificazione presentate quest'oggi a gestione straordinaria secondo noi sono quanto mai opportune per rendere più competitiva, più gestionale, più trasparente (vedi l'istituzione del Collegio dei revisori dei conti) l'attività della stessa gestione straordinaria che rimane comunque una gestione di transizione anche se diventa difficile prevederne la durata.
Il nostro interesse come forza politica non è tanto di discutere della gestione straordinaria; il nostro vero interesse - l'interesse secondo noi di questa Comunità - e quindi l'augurio che formuliamo, è quello di poter quanto prima parlare in questa sede del futuro della casa da gioco, delle sue prospettive, degli investimenti da effettuare e tutto questo con una società che sia la nostra seria controparte e che con noi intenda sviluppare la casa da gioco e l'indotto della Casa da gioco di Saint-Vincent.
In attesa che tutto ciò avvenga, siamo favorevoli a dare quest'oggi il nostro parere positivo, ai provvedimenti che ci vengono sottoposti perché riteniamo che in questa situazione gestione straordinaria sia l'unico mezzo che la Regione ha a disposizione per tutelare i propri interessi e quindi tutelare quelli della collettività valdostana.
Presidente Pongo in votazione il disegno di legge n. 22:
Consiglieri presenti: 32
Votanti: 29
Favorevoli: 23
Contrari: 6
Astenuti: 3 (Collé, Lanièce, Marguerettaz)
Il Consiglio approva.
