Oggetto del Consiglio n. 277 del 2 dicembre 1998 - Resoconto
OGGETTO N. 277/XI Mancato ricorso alla collaborazione delle guardie venatorie volontarie nell'applicazione del programma di controllo del numero dei cinghiali. (Interpellanza)
Interpellanza Visto le delibere della Giunta regionale n. 1031 e n. 3592 dell’anno 1998 inerenti il programma di controllo della popolazione del cinghiale;
Richiamata la legge regionale n. 64/1994;
Tenuto conto che la popolazione del cinghiale presente in valle d’Aosta ha subito negli ultimi anni un consistente aumento numerico, colonizzando anche aree che non sono proprie, quali appunto terreni agrari e coltivi, anche a quote che superano i 2000 metri;
Tenuto conto che le richieste di rimborso dei danni provocati da detti animali in questi ultimi anni sono aumentate in modo costante, e che il relativo risarcimento non risolve le difficoltà incontrate dal mondo agricolo.
I sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
L’Assessore competente per sapere:
1. perché nel programma di controllo della popolazione del cinghiale non ha voluto avvalersi della collaborazione delle Guardie Venatorie volontarie come previsto dall’art. 18 "Controllo della Fauna" della legge n. 64 del 1994;
2. quanti capi sono stati abbattuti o catturati dal 01.01.98 ad oggi suddivisi per i periodi di caccia vagante, di caccia in battuta e di controllo della fauna.
F.to: Viérin M. - Lanièce
PrésidentLa parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut)L'interpellanza si può tranquillamente dare per letta perché le domande sono molto chiare. Vorrei solo fare una precisazione all'Assessore. Questa domanda è venuta spontanea soprattutto quella inerente le motivazioni che hanno indotto la Giunta a non utilizzare le guardie venatorie volontarie proprio perché è previsto dalla legge.
E comunque la Regione, come nel passato, anche in futuro si appresterà a spendere altri soldi, come abbiamo visto nel bilancio, per realizzare i corsi di guardie volontarie, quindi non si capisce come la Regione faccia uno sforzo in quella direzione e poi non utilizzi questa possibilità continuando a fare ricorso solo al Corpo forestale.
PrésidentLa parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV)Molto brevemente. In applicazione del comma 3 dell'articolo 18 della legge n. 64/94, le catture della specie cinghiale sono effettuate dagli agenti del Corpo forestale valdostano con la collaborazione dei proprietari conduttori dei fondi in possesso di porto d'armi per l'esercizio venatorio nonché dei cacciatori esperti resisi disponibili per tali operazioni. C'è la possibilità inoltre di "utilizzare" le guardie venatorie volontarie e quest'utilizzo dovrà comunque essere disciplinato da un regolamento previsto dalla stessa legge. Tale regolamento sarà predisposto nel più breve tempo possibile dall'Assessorato dell'agricoltura in collaborazione con il Comitato per la gestione venatoria ed approvato dal Consiglio regionale.
Quindi oggi non abbiamo ancora il regolamento; si fa comunque presente che al momento le guardie volontarie disponibili sono tre unità, siamo all'inizio della collaborazione dei cacciatori con le guardie forestali per questo tipo di attività, ecco perché non è stata richiesta questa collaborazione.
Per quanto riguarda il secondo punto, cioè quanti capi sono stati abbattuti o catturati dall'1° gennaio 1998 ad oggi, sono stati abbattuti - secondo il controllo fatto dal Corpo forestale, in collaborazione con i cacciatori esperti in alcuni casi - 51 capi, di cui 36 sono stati abbattuti con la caccia vagante, ovvero nel periodo dell'apertura della caccia dai singoli cacciatori, mentre - sono dati di due giorni fa - in battuta sono stati abbattuti 48 cinghiali.
Dobbiamo considerare che la campagna fatta con le battute, quindi la distribuzione delle squadre dei cacciatori sul territorio, è appena iniziata e che il numero degli animali abbattuti è già rilevante.
Si spera, ed è quanto sperano soprattutto gli agricoltori, che con la conclusione di questa campagna effettivamente si possa abbattere un numero considerevole di cinghiali che, come sappiamo, stanno creando dei grossi problemi sul territorio.
PrésidentLa parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut)Non sono del tutto soddisfatto perché l'Assessore si trincera dietro la mancanza di regolamento inerente ad una legge di ben 4 anni fa. Lo so che non è colpa sua, in quanto è neo-Assessore all'agricoltura però, rileggendo il comma 3 dell'articolo 18 della legge n. 64, qui si dice chiaramente che delle catture e degli abbattimenti di cui al comma 1 sono incaricati gli agenti del Corpo forestale con l'eventuale collaborazione delle guardie venatorie volontarie, "in primis" quindi e poi dai proprietari e dai conduttori dei fondi interessati.
Se si doveva fare un regolamento, presumo che il regolamento andasse fatto anche per questi ultimi o anche per i cacciatori esperti. Non riesco a capire perché si demanda ad un regolamento solo per quelle guardie venatorie volontarie che si sono rese disponibili a fare questo tipo di controllo della fauna selvatica insieme al Corpo forestale.
(interruzione dell'Assessore Perrin, fuori microfono)
? sì, d'accordo, ma il concetto è che altri non hanno provveduto e non hanno neanche voglia probabilmente di arrivare ad essere guardia venatoria volontaria perché comunque il loro ruolo sarebbe sempre marginale come in questo caso anche in altri casi. E quello che mi suona strano al comma 2 delle premesse della delibera della Giunta n. 10031 del 30 marzo 1998 è che si dice: "delle catture e degli abbattimenti di cui al punto 1 sono incaricati gli agenti del Corpo forestale che possono avvalersi dei proprietari e dei conduttori dei fondi", quindi si inseriscono tutte le categorie previste al comma 3 dell'articolo 18 della legge ad eccezione delle guardie volontarie.
Un po' di perplessità rimane perché si sono inseriti tutti, mentre per le guardie volontarie si dice che dobbiamo fare un regolamento, però la cosa non mi pare troppo chiara.
Sull'aspetto dei dati invece, Assessore, già nella delibera n. 10031 voi avevate preventivato almeno 90 capi di prelievo, siamo arrivati con il controllo della fauna selvatica al 55-56 percento di quello che si doveva comunque arrivare a fare e si demanda tutto al discorso del prelievo di caccia vagante o in battuta. Ad oggi siamo a circa 130 capi quando gli altri anni raggiungevamo i 270-280 capi, vado a braccio, adesso precisamente non ricordo però eravamo attorno a quell'importo; vuol dire che nell'ultimo mese che rimane dobbiamo fare dei prelievi in numero più che doppio rispetto a quelli fatti fino ad oggi.
Questo in una situazione dove anche l'Assessore nella relazione della delibera n. 10031 prende atto che questo fenomeno è in crescita ed anche durante la discussione sul bilancio l'Assessore ci ha confermato che le domande di rimborso danni sono in crescita.
Non vorrei che arrivassimo alla fine di quest'anno - che non coincide con l'anno solare perché scade il 22 gennaio, se non erro - e risultasse che in quest'anno non solare, ma di prelievo venatorio i capi prelevati sono stati inferiori rispetto agli altri anni in un momento di aumento del fenomeno.
Quindi richiederei all'Assessore di fare molta attenzione su questo; visto che erano previste disponibilità finanziarie nel bilancio 1999 per organizzare corsi per guardie volontarie venatorie, se dobbiamo fare un regolamento, facciamolo subito, altrimenti è assurdo che andiamo a formare altre guardie spendendo altri 400 milioni in bilancio e poi non utilizziamo le guardie venatorie volontarie per fare quello per cui sono state istruite.
