Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 225 del 11 novembre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 12 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 225/XI Istituzione dell'Osservatorio permanente sulla condizione giovanile. (Reiezione di mozione)

Mozione Vista la legge regionale n. 8 del 21 marzo 1997, concernente la promozione da parte della Regione di iniziative sociali, formative e culturali a favore degli adolescenti e dei giovani;

Constatato il disagio giovanile esistente nella Regione;

Preso atto della non totale applicazione da parte della Giunta regionale dei contenuti della legge sopra richiamata;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Impegna

la Giunta regionale

1) a predisporre, entro 60 giorni, la istituzione dell'osservatorio permanente sulla condizione giovanile;

2) a riferire alla Commissione consiliare competente sui lavori svolti dall'Assemblea regionale e dalla Consulta, nonché sui progetti e programmi già approvati.

F.to: Beneforti - Squarzino Secondina

Président Je vous propose d'examiner maintenant le point n° 54 à l'ordre du jour. Excusez-moi de procéder à rebours, mais les absences que nous avons en ce moment nous empêchent de faire autrement.

La parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) L'articolo 2 della legge regionale 21 marzo 1997 n. 8, concernente la promozione di iniziative sociali, formative e culturali a favore dei giovani, prevede l'istituzione dell'Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Valle d'Aosta.

L'Osservatorio ha funzione di strumento operativo al servizio della Consulta giovanile, delle associazioni giovanili e anche degli enti locali. Ha compiti ben precisi, previsti dalla legge, infatti collabora con gli enti locali, promuove il coordinamento delle politiche giovanili, effettua innanzitutto il monitoraggio costante del fenomeno giovanile.

È uno strumento importante e determinante se vogliamo realizzare le politiche giovanili, e quindi se vogliamo dare applicazione alla legge e nello stesso tempo essere credibili nell'affrontare i problemi dei giovani.

Quando abbiamo riportato in questa sede qualche seduta fa il problema della droga, abbiamo ribadito che occorre accertare ed eliminare le cause del disagio giovanile, almeno per quanto possibile. Abbiamo riaffermato che occorre affrontare i problemi con cui i giovani devono fare i conti giorno per giorno.

In particolare, i problemi dell'emarginazione, della tossicodipendenza, della disoccupazione giovanile, e tanti altri disagi che scuotono oggi il mondo giovanile. Inoltre occorre accertare le cause del disagio privilegiando gli aspetti relativi al rapporto dei giovani con la famiglia sotto il profilo anche formativo ed educativo, del rapporto con la scuola, del rapporto con la religione, del rapporto con il lavoro, con la salute e lo sport, con gli obblighi di leva ed istituzionali, con il rapporto paritario fra la condizione maschile e femminile.

Ma per fare questi accertamenti, i compiti sono stati affidati dalla legge all'Osservatorio regionale. Noi crediamo che nessuno possa negarlo, se effettivamente ci stanno a cuore gli interessi dei nostri giovani.

Dobbiamo colmare i ritardi che si registrano, i 60 giorni di tempo indicati nella nostra mozione per l'istituzione dell'Osservatorio credo siano sufficienti; teniamo presente, Assessore, che la prevenzione e l'educazione sono l'unica risposta contro il dramma della droga. Inoltre solo se facciamo sul serio una politica per i giovani, i giovani riacquisteranno fiducia anche nelle istituzioni, nelle forze politiche e anche nelle loro associazioni, perché nemmeno le associazioni giovanili oggi sono molto frequentate, in quanto manca la fiducia da parte dei giovani verso tutti questi settori della vita civile.

Se facciamo sul serio e siamo credibili, i giovani non si sentiranno più neanche strumentalizzati, ed è importante che non si sentano strumentalizzati.

Pertanto credo che l'invito che rivolgiamo al Consiglio con questa mozione possa essere accolto. Si tratta di dare applicazione a una legge che lo stesso Consiglio ha approvato e di riferire in commissione sul lavoro svolto dall'assemblea giovanile e dalla Consulta, e sull'andamento dei progetti e dei programmi in atto, che sono stati già approvati dagli enti locali. Chiediamo di sapere come si applicano questi progetti giovanili, dato che hanno anche un costo per l'Amministrazione regionale, chiediamo di conoscere almeno una relazione in commissione e di essere informati sempre in commissione sull'andamento di questi progetti.

Credo che il Consiglio debba essere messo a conoscenza del ruolo che gli enti locali svolgono nelle loro comunità a favore dei giovani, nonché delle difficoltà che essi incontrano per realizzare gli obiettivi che il Consiglio si è dato.

Quando si demanda il confronto e la discussione alle commissioni di competenza, queste devono però anche farsene carico. Per quanto riguarda altri problemi le commissioni di competenza non sono state ancora convocate. Comprendo le difficoltà che si possono incontrare, ma se i ritardi si allungano, si può anche pensare che non c'è la volontà di farlo o che c'è mancanza di considerazione e di rispetto nei confronti del Consiglio regionale.

Concludo con l'invito pertanto ad approvare la mozione. Credo che sia un problema che tocca tutti indipendentemente dall'appartenenza politica. I giovani devono stare a cuore a tutte le forze politiche a prescindere dall'appartenenza che hanno questi giovani; si tratta di far uscire i giovani dal disagio in cui oggi si trovano e dobbiamo dargli delle prospettive.

Per fare questo, dobbiamo conoscere la situazione e la situazione si conosce nella misura in cui si crea, come previsto dalla legge, quest'Osservatorio.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Il collega Beneforti ha spiegato molto bene il senso della nostra mozione, per cui volevo solo fare una breve precisazione rispetto all'Osservatorio permanente sulla condizione giovanile e ricordarne la finalità.

L'Assessore sa molto bene che c'è stato già uno studio anni fa, che ha prodotto un tomo di dati che sono rimasti lì, non utilizzati. Abbiamo saputo recentemente che comunità montane si attivano per conto proprio per fare ricerche sul proprio territorio, rischiando in questo modo di ricercare per l'ennesima volta gli stessi dati di cui la Regione già dispone. Inoltre, facendo delle ricerche limitate territorialmente e non coordinate tra loro, si rischia di fare la stessa ricerca in luoghi diversi e di farne su aspetti non comparabili tra di loro, sperperando quindi delle risorse.

La legge regionale sui giovani aveva individuato l'osservatore come strumento importante per avere elementi al fine di individuare le tipologie di iniziative da attivare. So che l'Assessore ha attivato dei gruppi di lavoro per riflettere sugli animatori di strada, per esempio, su quest'attività preventiva, ed è molto importante; però credo che il senso della legge fosse proprio quello di individuare una struttura deputata a raccogliere, conservare e socializzare queste informazioni. Questo è l'obiettivo.

Noi abbiamo messo come termine 60 giorni. Capiamo che è una cifra che ormai sta diventando un po' mitica per l'Assessore, ricordando ad esempio i 60 giorni della legge sulla famiglia. Se l'Assessore condivide l'impostazione della mozione, possiamo anche modificare il termine: possiamo dire nel più breve tempo possibile, oppure nell'arco di sei mesi se effettivamente c'è l'intenzione di attivarsi in questo senso.

Questo è l'obiettivo della mozione, perché siamo sicuri che in commissione verrà a riferire, come è sua abitudine fare, ma è importante che l'Assessore si prenda in aula un impegno ufficiale. È anche importante la prima parte sui tempi che l'Assessore ritiene ragionevolmente indispensabili per attivare questo servizio.

Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Ringrazio i Consiglieri Beneforti e Squarzino per questa mozione, però nel contempo devo far presente che dovrò dire di no alla mozione stessa, ma non per un problema di rapporti di forza o per un problema di posizioni preconcette, anzi è il contrario, perché diciamo la stessa cosa, ma solo perché c'è un equivoco di fondo. Cioè, sia la legge regionale n. 8/97 sia la legge regionale n. 3/90 quando parlano di "osservatorio" non intendono - e questo è anche l'intendimento della Giunta regionale - istituire una struttura ad hoc esterna all'Amministrazione, perché si vogliono utilizzare le risorse interne all'Assessorato.

Nella riorganizzazione dell'Assessorato in effetti è stato incaricato un ufficio di svolgere queste funzioni ed è per questo motivo che l'Osservatorio in quanto tale non dobbiamo intenderlo una struttura che abbia una rappresentanza esterna, ma questo per motivi di ordine generale, perché è negli intendimenti di questa maggioranza regionale cercare di evitare di mettere in piedi consulte, osservatori che poi hanno le funzioni a volte che conosciamo, cioè funzioni molto, molto limitate.

Quest'ufficio esiste, anche se non posso dire in tutta sincerità che funzioni bene, perché rientrerebbe nel quadro più generale dell'Osservatorio epidemiologico dell'Assessorato, che si sta cercando di costruire e per costruire il quale affideremo a una consulenza esterna, perché il processo si svolge in un sistema informativo che si sta costruendo. Tale sistema non è ancora completato, ma è fondamentale per la raccolta dei dati.

Spero che non siano necessari quei tempi che indicava la Consigliera Squarzino per potere "sfornare" dei dati in senso informatico stretto. Posso sicuramente prendere l'impegno di distribuire tutto il materiale a disposizione, compreso quello studio, che però è di 6 anni fa. Era stato uno studio molto approfondito sulle politiche giovanili, che di fatto però è superato. Anche confrontandoci all'epoca dello studio sulla legge sulla famiglia ci era stato sconsigliato dalla prof.ssa Saraceno di distribuire dei dati non aggiornati, perché le esigenze dei giovani si modificano in tempo reale e poi è molto pericoloso. Abbiamo degli altri studi, come giustamente è stato detto, quello della Comunità montana del Grand-Paradis e quello della Comunità montana del Mont-Cervin, che hanno affidato per conto loro queste ricerche di monitoraggio, e possono farlo, anzi mi congratulo con loro che già applicano la normativa che abbiamo approvato stamani sulle competenze delle comunità montane, infatti le politiche socio-assistenziali sono di competenza delle comunità montane.

Abbiamo comunque altri interventi, faccio riferimento allo studio del Censis, a uno studio che è stato fatto all'interno degli istituti scolastici da parte della dott.ssa Cattellino in collaborazione con l'Università di Torino, per cui abbiamo elementi di valutazione su quelli che sono i bisogni espressi dai giovani. Però tutto questo deve essere filtrato dalla Consulta giovanile, la quale è stata istituita, adesso vi darò le date e le iniziative che ha già svolto, ma con la quale avrò un incontro prossimamente, che è già stato anticipato telefonicamente.

Questa consulta sta svolgendo un ruolo importante, sono giovani volenterosi, ma non hanno ancora capito qual è il loro ruolo principale. Il loro ruolo principale è di fare da cassa di risonanza dei bisogni dei loro coetanei, di esprimerli a noi adulti, di proporre a noi amministratori le soluzioni che loro ritengono utili, non solo e non tanto quello di organizzare delle iniziative o dei progetti giovani, validissimi come quelli che stanno facendo. L'Osservatorio deve essere l'ufficio che raccoglie i dati, li sviluppa, li dà alla Consulta giovanile la quale deve fare questa elaborazione culturale. È un po' questa l'impostazione che vogliamo dare.

Questi ragazzi sono bravi, tant'è che dalla data del 7 febbraio, quando è stata convocata per la prima volta su mia convocazione l'assemblea del mondo giovanile, alla data del 9 febbraio, data della delibera della Giunta regionale n. 757, con cui è stato approvato il regolamento dell'assemblea regionale del mondo giovanile, alla stessa data con delibera n. 758 è stata costituita la Consulta giovanile, dopo di che ne sono seguiti i pareri previsti dalla legge sui progetti presentati, questa Consulta ha già esaminato i progetti presentati dal Centro giovani Comune di Aosta, dal Centro informazione giovani Comune di Aosta, dal Centro giovani Comune di Hône, i progetti Giovani Comunità montana Grand-Paradis, dal Centro giovani Calambourg Comune di Pont-Saint-Martin, dal Centro giovani Gli Inusuali Comune di Nus, per un importo di 628 milioni. Dopo di che ha organizzato una manifestazione denominata Territorio Match Music, organizzata in data 26 settembre in piazza Chanoux per un impegno di spesa di 19 milioni.

Il 24 ottobre si è svolta la seconda assemblea regionale del mondo giovanile. Il 5 novembre è stato proposto alla Giunta regionale di assumere le spese per l'organizzazione di due dibattiti pubblici riguardanti, uno, le riflessioni sul problema del suicidio in Valle d'Aosta, e l'altro, la realtà e le prospettive del mondo del lavoro per i giovani valdostani alle soglie dell'anno duemila, che si svolgeranno rispettivamente il 27 novembre e il 12 dicembre.

Queste sono le iniziative svolte dalla Consulta che sono, ripeto, lodevoli, ma che ricalcano un po' l'impostazione degli enti locali, quella di preparare dei progetti, di chiedere la contribuzione all'Amministrazione regionale e poi di accertare se il rendiconto è positivo o negativo, mentre noi vogliamo dare quell'altra connotazione alla Consulta stessa.

Allora, nessun problema a sviluppare nelle sedi competenti, in V Commissione, tutte queste argomentazioni esaminando anche i dati, ma non per motivi preconcetti, ma proprio perché l'impostazione tecnica della mozione non ci permette di votarla, perché votando significherebbe mettere in piedi un ufficio che c'è già, invece dobbiamo solo dare corpo e dare funzioni più specifiche a quest'ufficio. Per questo motivo chiedo che venga ritirata la mozione. Ripeto, solo per un motivo di ordine tecnico.

Presidente La parola al Consigliere Beneforti.

Beneforti (PVA-cU) Ho capito la risposta che ha dato l'Assessore, però la consulta giovanile ha un compito, l'Osservatorio ne ha un altro! Nella legge c'è scritto che l'Osservatorio effettua il monitoraggio costante del fenomeno giovanile, gestisce e divulga i risultati delle indagini che periodicamente vengono condotte sul mondo giovanile, supporta quei progetti che gli enti locali e le associazioni giovanili intendono portare avanti, collabora con gli enti locali e le associazioni per la valutazione dei progetti finanziati dalla Giunta regionale, attiva e promuove il coordinamento delle politiche giovanile fra gli assessorati regionali. Quindi ha un compito ben specifico. E se quando è stata approvata questa legge, è stato previsto l'Osservatorio, è perché un compito specifico lo aveva. La Consulta doveva agire in base ai dati che l'Osservatorio forniva.

Io ammetto che i giovani che stanno nella Consulta possano seguire da vicino, perché sono giovani, i problemi dei loro coetanei, ma ritengo che anche un supporto alla Consulta ci debba essere, e ci debba essere per gli enti locali e per tutte quelle istituzioni che si vogliono occupare dei giovani, altrimenti era inutile averlo messo in questa legge se non lo vogliamo fare.

L'Assessore dice che c'è già un ufficio. Ma noi non chiediamo di fare strutture faraoniche o di mettere su cose che sono impossibili, teniamo conto della realtà che abbiamo in Valle d'Aosta. Ma se vogliamo fare sul serio, se non vogliamo aver fatto una legge che poi rimane sulla carta, con cui si finanziano solo alcuni progetti, dobbiamo cercare di potenziare quelle strutture che si rendono necessarie. Dobbiamo metterla in pratica la legge, Assessore! Se passa tramite il potenziamento dell'ufficio, che c'è già, questo è un passo avanti, però dobbiamo dare a questo ufficio il compito di essere un osservatorio che cura il settore del disagio giovanile. Altrimenti è inutile avere un ufficio che registra che cosa? Ma poi sugli studi che fanno le comunità montane, i comuni, gli enti locali, è giusto che ci sia qualcuno che fa una verifica e dice come si deve andare avanti…

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

… prendo atto che lei è disposto ad entrare più nel merito nelle commissioni competenti sui problemi che abbiamo richiesto, ma facciamo una grossa meditazione su questo problema dell'Osservatorio, non liquidiamolo in questi termini non solo perché è previsto dalla legge, ma perché riteniamo che sia proprio utile.

Président Si personne n'entend intervenir, je soumets au vote la motion présentée:

Conseillers présents: 29

Votants: 3

Pour: 3

Abstentions: 26 (Agnesod, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Collé, Comé, Cottino, Cuc, Ferraris, Fiou, Lanièce, Lattanzi, Louvin, Marguerettaz, Nicco, Ottoz, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Rini, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Le Conseil n'approuve pas.