Oggetto del Consiglio n. 215 del 11 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 12 NOVEMBRE 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 215/XI Riapprovazione, ai sensi dell'articolo 31, ultimo comma, dello Statuto speciale, del disegno di legge regionale: "Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta". (Disegno di legge n. 300)
Riapprovazione 1) L'articolo 18 è sostituito dal seguente:
"Articolo 18
(Organi)
1. Sono organi del Comune:
a) il Consiglio comunale;
b) la Giunta comunale;
c) il Sindaco ed il Vicesindaco."
2) Gli articoli 19, 20, 21, 22 e 23 sono soppressi.
3) Il comma 1 dell'articolo 27 è sostituito dal seguente:
"La Giunta comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, dal Vicesindaco e da un numero di assessori stabilito dallo statuto comunale".
4) L'articolo 28 è soppresso.
5) L'articolo 29 è sostituito dal seguente:
"Articolo 29
(Competenze della Giunta comunale)
1. La Giunta comunale determina i criteri e le modalità di attuazione dell'azione amministrativa per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi del Comune, nel rispetto degli indirizzi generali di governo approvati dal Consiglio comunale.
2. La competenza degli atti di cui all'articolo 26, comma 2, spetta di diritto alla Giunta comunale, qualora la competenza nell'adozione di tutti o di alcuni di tali atti non sia attribuita dallo statuto comunale al Consiglio comunale".
6) L'articolo 31 è sostituito dal seguente:
"Articolo 31
(Elezione del Sindaco e del Vicesindaco)
Il Sindaco ed il Vicesindaco sono eletti dai cittadini a suffragio universale e diretto, con le modalità stabilite dalla legge regionale, e sono membri del Consiglio comunale e della Giunta comunale".
7) I commi 3, 4 e 5 dell'articolo 32 sono sostituiti dai seguenti:
"3. Qualora non diversamente stabilito dallo statuto comunale, il Sindaco presiede il Consiglio comunale.
4. In caso di inosservanza degli obblighi di convocazione del Consiglio provvede, previa diffida, il Presidente della Giunta regionale.
5. Sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio o dalla Giunta comunali, il Sindaco nomina i rappresentanti del Comune, qualora tale competenza non sia espressamente attribuita dalla legge al Consiglio comunale".
8) Il comma 1 dell'articolo 33 è sostituito dal seguente:
"1. Il Sindaco ed il Vicesindaco, che assumono le proprie funzioni all'atto della proclamazione degli eletti, prestano giuramento, davanti al Consiglio comunale, nella seduta di insediamento, di osservare lealmente la Costituzione e lo Statuto speciale".
9) L'articolo 39 è sostituito dal seguente:
"Articolo 39
(Statuto comunale)
1. Ogni Comune adotta il proprio statuto.
2. Lo statuto è approvato con il voto favorevole dei due terzi dei componenti assegnati al Consiglio. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro sessanta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza dei componenti assegnati al Consiglio.
3. Dopo l'espletamento positivo del controllo di legittimità, lo statuto è pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione, con oneri a carico della Regione, e affisso all'albo pretorio dell'ente per trenta giorni consecutivi. Lo statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
4. Copia dello statuto è inviata alla Presidenza della Giunta regionale, presso i cui uffici è tenuta la raccolta degli statuti comunali.
5. Le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si applicano anche alle modifiche statutarie."
10) Il comma 5 dell'articolo 49 è sostituito dal seguente:
"5. Non possono in ogni caso essere attribuite ai Consigli circoscrizionali le competenze del Consiglio comunale, di cui all'articolo 26."
11) Il comma 3 dell'articolo 52 è sostituito dal seguente:
"3. Spettano ai segretari comunali e agli altri dirigenti tutti i compiti, compresa l'adozione di atti che impegnino l'amministrazione verso l'esterno, che la legge, lo statuto comunale o i regolamenti espressamente non riservino agli organi di governo dell'ente, nel rispetto del principio della separazione tra funzioni di direzione politica e funzioni di direzione amministrativa di cui agli art. 4 e 5 della l.r. 45/1995. In particolare, spettano, nei settori di propria competenza, tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dall'organo politico, secondo le modalità stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente".
12) Il comma 1 dell'articolo 54 è sostituito dal seguente:
"1. Salvo quanto previsto dalla legge regionale 19 agosto 1998, n. 46 (Norme in materia di segretari comunali della Regione autonoma Valle d'Aosta), possono essere istituite qualifiche dirigenziali, da coprirsi con le modalità di cui alla l.r. 45/1995 o con le procedure di mobilità di cui all'articolo 53, nelle Comunità montane e nei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti".
13) L'articolo 55 è sostituito dal seguente:
"Articolo 55
(Segretari comunali)
1. Ai segretari comunali, facenti parte del comparto unico del pubblico impiego di cui all'articolo 50, si applicano le norme di cui alla l.r. 46/1998".
14) Il comma 2 dell'articolo 76 è sostituito dal seguente:
"2. Restano riservati allo Stato i provvedimenti di cui al comma 1, allorché siano dovuti a motivi di ordine pubblico, con particolare riferimento a quanto previsto dalla legge 19 marzo 1990, n. 55 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre forme gravi di manifestazioni di pericolosità sociale), e successive modificazioni".
15) Il comma 1 dell'articolo 80 è sostituito dal seguente:
"1. L'appartenenza di un Comune ad una Comunità montana può essere modificata con decreto del Presidente della Giunta regionale se il Comune risulta confinante con altra Comunità montana, a seguito di deliberazioni del Consiglio del Comune interessato nonché dei Consigli delle Comunità interessate, adottate a maggioranza assoluta dei componenti assegnati".
16) Il comma 2 dell'articolo 82 è soppresso.
17) Il comma 1 dell'articolo 91 è sostituito dal seguente:
"1. Entro sei mesi dall'adozione delle deliberazioni della Giunta regionale di cui all'art. 90, il Consiglio comunale delibera l'esercizio in forma associata, attraverso le Comunità montane, delle singole funzioni comunali che non raggiungano le soglie ed i parametri minimi individuati per la gestione a livello comunale".
18) L'articolo 98 è sostituito dal seguente:
"Articolo 98
(Segretario)
1. Il segretario della Comunità montana svolge le funzioni di cui all'art. 9 della l.r. 46/1998.
2. Le disposizioni di cui all'art. 9, commi 4 e 5, della l.r. 46/1998 si applicano anche alle Comunità montane".
19) L'articolo 104 è sostituito dal seguente:
"Articolo 104
(Statuto)
1. Lo statuto, approvato dai Consigli dei comuni facenti parte dell'Associazione, disciplina in particolare le modalità di nomina del Presidente, le competenze degli organi, l'organizzazione dell'Associazione e le modalità di informazione sull'attività svolta dall'Associazione".
20) L'articolo 107 è sostituito dal seguente:
"Articolo 107
(Organi)
1. Sono organi del BIM:
a) l'Assemblea, composta da un rappresentante di ogni Comune consorziato da eleggersi dal Consiglio comunale tra i suoi componenti;
b) la Giunta;
c) il Presidente".
21) Il comma 5 dell'articolo 111 è sostituito dal seguente:
"5. Ove l'accordo comporti variazione degli strumenti urbanistici, l'adesione del Sindaco allo stesso deve essere ratificata dal Consiglio comunale entro trenta giorni a pena di decadenza".
22) Il comma 3 dell'articolo 113 è sostituito dal seguente:
"3. Eventuali modificazioni della composizione del Conseil sono approvate dal Conseil stesso, su richiesta del Consiglio del Comune interessato".
23) Il comma 5 dell'articolo 123 è soppresso.
24) L'articolo 125 è soppresso.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Au mois d'avril, dernier le Conseil régional avait approuvé le projet de loi portant "Système des autonomies locales en Vallée d'Aoste". Le Président de la Commission de Coordination de la Vallée d'Aoste a renvoyé cette loi, en formulant plusieurs remarques.
Suite également aux sollicitations formulées par les représentants des Collectivités locales, Communes et Communautés de montagne, nous soumettons à votre attention la nouvelle approbation - aux termes du dernier alinéa de l'article 31 du Statut spécial - du projet de loi portant "Système des autonomies en Vallée d'Aoste".
Il s'agit de réaffirmer, par cette nouvelle approbation notre compétence en la matière, il s'agissait d'une compétence "répartie" jusqu'à 1993; à partir de 1993 nous disposons d'une compétence "primaire" en matière de collectivités locale. Cette réapprobation nous permet également de définir ce nouveau système des autonomies locales au Val d'Aoste et en même temps de parfaire le nouveau modèle du secteur de la fonction publique au Val d'Aoste.
Le Président de la Commission de Coordination avait formulé plusieurs remarques.
La première portait sur la possibilité d'instituer une assemblée des électeurs à la place des Conseils municipaux.
Bien que du point de vue juridique il soit possible de soutenir une thèse opposée à celle qui a été présentée par le Président de la Commission de Coordination, à savoir que la prévision de cette Assemblée n'était pas conforme aux principes généraux du système juridique, qui est fondé sur une démocratie représentative et élective, et bien qu'il soit possible de soutenir la thèse selon laquelle l'institut de la démocratie directe, représenté par l'assemblée des électeurs, n'est pas en contraste avec les principes généraux de l'ordre juridique en vigueur, mais peut représenter au contraire le plus haut niveau d'explicitation de ce principe fondamental qui est visé à l'article premier de la Constitution, la souveraineté appartient au peuple, il est fort probable que le fait de proposer de nouveau cet institut conduirait à l'introduction d'un recours devant la Cour constitutionnelle contre la loi en question et empêcherait donc cette loi d'entrer en vigueur et de donner suite à ces objectifs auxquels je faisais référence: de définition de ce nouveau système des autonomies locales, mais aussi de définition du modèle du secteur unique de la fonction publique.
Question de principe mise à part, cette éventualité ne manquerait donc pas de retarder l'entrée en vigueur d'une loi que les Collectivités locales attendent vivement. C'est pour ces raisons qu'il a été jugé opportun dans cette phase d'accueillir ces observations et partant, d'éliminer toutes les parties de la loi relatives à l'assemblée des électeurs.
L'organe de contrôle a également estimé illégitime la mise en place d'une structure régionale, chargée du contrôle sur les actes des Collectivités locales, en affirmant que cette matière est régie par le premier alinéa de l'article 43 du Statut spécial, en vertu duquel la compétence législative régionale est du type concurrent. Etant donné que les dispositions en matière de contrôle sur les actes représentent des principes fondamentaux de la loi d'état n° 142/90, la Région Vallée d'Aoste d'après le Président de la Commission de Coordination se doit de respecter ces principes et ne peut donc pas adopter une réglementation qui ne soit pas conforme à la loi n° 142.
A part les considérations sur la perspective générale, à savoir l'abolition des contrôles et donc qu'il n'y aura plus la nécessité, exception faite de quelques rares actes, de contrôler les actes des Collectivités locales, cette remarque du Président de la Commission de Coordination n'est pas partageable. En effet, il ne faut pas oublier qu'en matière de contrôle sur les actes des Collectivités locales, la Cour constitutionnelle après une décision qui avait été adoptée en 1993, s'est prononcée à nouveau après l'entrée en vigueur de notre loi constitutionnelle, la loi constitutionnelle n° 2, attribuant la matière concernant l'ordre juridique des Collectivités locales à la compétence législative primaire des Régions à Statut spécial. Et c'est par l'arrêt n° 415/94 que la Cour a établi entre autres:
"Posto che i controlli sugli atti, come emerge dagli articoli 43 e 46 Statuto regionale della Sardegna, vanno considerati materia dell'ordinamento di tale ente, nel cui ambito trovano espressa collocazione e specifica disciplina, e che la stessa legge sulle autonomie locali n. 142/90 inserisce la disciplina dei controlli nell'ambito dell'ordinamento di tali autonomie, sicché la competenza a disciplinare l'ordinamento dei relativi enti comprende anche la facoltà di regolarne i controlli in quanto la prima inerisce strettamente alla seconda, la materia dei controlli sugli atti rientra a pieno titolo nell'oggetto contemplato dalla lettera b) dell'articolo 3 dello Statuto. Gli articoli 42 e 44 della legge 142, disciplinando specificamente le modalità di costituzione del comitato, pongono un principio certamente fondamentale con riguardo alla materia dei controlli, in quanto incidendo sulla formazione dell'organo si riflette sulla neutralità della stessa funzione di controllo, ma siffatto carattere di principio fondamentale della legge statale non si identifica con quello di principio generale dell'ordinamento dello Stato".
Il est donc évident que la Cour constitutionnelle a changé radicalement de route en matière de compétence législative sur le contrôle des actes des Collectivités locales des Régions à Statut spécial, suite à l'entrée en vigueur de la loi constitutionnelle n° 2/93. Etant donné que la modification qui a concerné la Région Sardaigne est exactement la même pour ce qui est de la Vallée d'Aoste, nous estimons que les dispositions de l'arrêt susmentionné peuvent être pleinement appliquées au projet de loi régional en question, en raison du fait que les dispositions statutaires de la Vallée d'Aoste et de la Sardaigne en matière d'ordre juridique des Collectivités locales et de contrôle sur les actes de ces dernières sont pratiquement identiques. C'est donc sur la base de ces considérations que nous proposons de maintenir le texte original.
Autre remarque concernait la séparation des pouvoirs entre l'organe politique et l'organe administratif. Ce principe de l'ordre juridique de l'Etat, qui prévoit la séparation des pouvoirs d'orientation politique et de gestion administrative, qui est visée à la loi de l'Etat n° 81, représente sans doute une limite à la compétence législative primaire de la Région. Cependant il n'y a pas lieu de considérer la disposition qui est contestée par le Président de la Commission de Coordination comme étant en contraste avec ce principe, qui par ailleurs revient dans plusieurs articles du projet de loi et notamment à l'article 26, 2° alinéa, lorsqu'il affirme que la disposition contestée peut être - ce sont les mots utilisés par le Président de la Commission de Coordination - interprétée d'une façon susceptible de violer le principe de la séparation des pouvoirs d'orientation politique et de gestion administrative, l'organe de contrôle ne fait en tout cas que formuler à son tour des hypothèses d'interprétation.
Mais en tout état de cause, afin que toutes possibilités de fausse interprétation soient éliminées, il convient de préciser dans l'alinéa en question que le principe de la séparation des pouvoirs d'orientation politique et de gestion administrative demeure valable, et de mentionner à cet effet explicitement les articles 4 et 5 de la loi régionale n° 45/95 déjà appliquée par les Collectivités locales aux termes de la loi n° 17/96.
La quatrième remarque formulée par le Président de la Commission de Coordination n'a plus aucune raison d'être du fait de l'entrée en vigueur de la loi régionale portant "Dispositions en matière des secrétaires communaux de la Région autonome de la Vallée d'Aoste", par conséquent il y a lieu de modifier les articles 54, 55 et 98 par la mention explicite de la loi régionale susmentionnée.
La dernière remarque concerne les raisons d'ordre public, c'est une objection qui a été accueillie et donc l'on fait une mention explicite à la loi n° 55 du 19 mars 1990, à l'article 76 en accueillant donc cette remarque qui est plutôt d'ordre technique.
Dernière considération: le fait de représenter ce projet de loi aux termes du dernier alinéa de l'article 31 du Statut spécial représente la volonté de choisir une procédure bloquée. C'est la raison pour laquelle nous avons illustré uniquement les remarques formulées par le Président de la Commission de Coordination. C'est une procédure bloquée, parce qu'elle nous permet de réaffirmer la compétence de cette Assemblée. Le Président de la Commission de Coordination ne peut que approuver la loi, ou par le biais de la Présidence du Conseil des Ministres former un recours à la Cour constitutionnelle pour des raisons de légalité.
Si dà atto che, dalle ore 10,54 alle ore 11,01, Presiede il Vicepresidente Viérin Marco.
Président Je donne la parole au Président de la Ière Commission, Conseiller Piccolo.
Piccolo (FA) Preciso che non intendo fare una nuova ed ulteriore relazione, in quanto faccio mia quella allegata al disegno di legge, relazione che è piuttosto tecnica e articolata e quindi più puntuale alle osservazioni avanzate dal Coordinamento. Fra l'altro il contenuto della stessa è stato appena sottolineato e precisato dal Presidente Viérin.
Desidero invece brevemente ragguagliare i colleghi, in particolare i nuovi eletti, sul percorso di questa legge nella precedente legislatura. La legge ha avuto un lungo iter con una serie di incontri per parecchi mesi nelle commissioni consiliari competenti, con le componenti interessate al disegno di legge, in particolare con i rappresentanti dei Comuni e delle Comunità montane, recependo pertanto le loro osservazioni, e che ha concluso il lungo iter con l'approvazione della legge da parte del Consiglio regionale in data 15 aprile 1998.
Venendo ai giorni d'oggi e per una più puntuale informazione ai colleghi, comunico che in data 20 ottobre 1998 la I Commissione consiliare permanente è stata chiamata ad esaminare il disegno di legge n. 300: "Sistema delle autonomie in Valle d'Aosta", in quanto restituito non vistato dal Presidente della Commissione di Coordinamento con una serie di osservazioni e che la stessa ha espresso parere favorevole a maggioranza nella stessa data.
Preciso che alla seduta della commissione consiliare erano presenti il Presidente della Giunta e il coordinatore del dipartimento degli enti locali, per ragguagliare i commissari sui rilievi del Presidente della Commissione di Coordinamento. Rilievi in parte condivisi, mentre altri sono stati superati da leggi regionali recentemente approvate dal Consiglio regionale, mi riferisco a quella dei segretari comunali, mentre per altri rilievi non condivisi sono state date precise motivazioni che trovate indicate nella relazione che accompagna la legge ed esplicitate dal Presidente della Giunta poc'anzi.
Preciso e ricordo inoltre che l'urgenza della riapprovazione del disegno di legge viene incontro alle sollecitazioni degli stessi rappresentanti degli Enti locali, oltre che dai rappresentanti sindacali degli operatori del settore, al fine di poter procedere per l'affidamento delle responsabilità delle competenze ai dipendenti degli enti locali, alla luce dell'avvenuta approvazione della legge sui segretari comunali, che prevede precise competenze e funzioni agli stessi, delegandone altre ai livelli inferiori dei dipendenti comunali.
In conclusione, con questo importante disegno di legge si intende innanzitutto riaffermare la potestà statutaria della nostra regione in base all'articolo 31, oltre che a ribadire la competenza primaria della Valle d'Aosta in materia di enti locali, andando così a colmare e a completare un vuoto esistente nel sistema delle autonomie, attribuendo agli enti locali una serie di competenze e funzioni per meglio operare in modo autonomo, in quanto i comuni e le comunità montane sono i legali rappresentanti e quelli più vicini ai bisogni dei cittadini valdostani.
Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Come ricordava prima il Consigliere Piccolo, questo disegno di legge ha avuto un lungo iter, durante il quale i consiglieri del gruppo a cui appartengo - allora Gruppo Verde - erano intervenuti con una serie di proposte.
È un disegno di legge che riguarda un aspetto molto importante e proprio per questi motivi avevamo già in data 5 novembre 1997 fatto una serie di rilievi, che riguardavano in primo luogo l'assemblea degli eletti al posto del Consiglio comunale, per cui esprimevamo una serie di perplessità. Queste perplessità adesso non esistono più, perché sono state accolte.
C'era anche un ruolo un po' onnipresente e onnipotente della Regione, ma questo tipo di ruolo è stato sciolto già nel testo del disegno di legge votato in quest'Assemblea.
C'era un terzo punto importante, su cui ci eravamo soffermati con maggiore attenzione, ed è il ruolo della comunità montana che a nostro avviso è nel sistema delle autonomie locali il ruolo essenziale. Qui si confrontano fra loro concezioni diverse. Non dico che l'una concezione sia migliore rispetto all'altra, ma secondo me si tratta di modi diversi di vedere, ogni modo di vedere il problema ha una sua dignità, ha una sua coerenza, ha i suoi limiti e i suoi difetti.
Avevamo chiarito in modo esplicito qual era il nostro progetto rispetto alla comunità montana, cioè noi dicevamo che occorre un momento di programmazione a livello territoriale, che integri e completi quello a livello regionale, e che non coincida solo con quello comunale che tra l'altro ha più funzione di gestione che non di programmazione. Avevamo detto anche che occorre a nostro avviso un coordinamento, una programmazione, una pianificazione delle politiche territoriali che riguardano ambiti sovracomunali. Solo in questo modo è possibile giungere a soluzioni che superano le visioni comunocentriche, e mettere le condizioni per consentire che la programmazione della Regione avvenga in dialogo e in contrattazione con altre proposte di programmazione elaborate sul territorio. Le Comunità montane, a nostro avviso, vanno considerate organi intermedi di governo e i responsabili delle politiche di tali Enti locali vanno legittimati dall'elezione da parte dei cittadini.
Questa è una concezione che non è stata condivisa dagli altri, è stata perdente, ne prendiamo atto. E noi già allora, sulla base di queste considerazioni, ci eravamo astenuti in sede di approvazione di questo disegno di legge e anche oggi ci asterremo. Ci asterremo anche votando i singoli articoli. Ma perché ci asteniamo? È vero che con il ricorso all'articolo 31 del nostro Statuto affermiamo la nostra autonomia, diceva prima il Presidente, che noi affermiamo la nostra competenza in materia di enti locali e che in questo modo possiamo anche dotarci di un nuovo sistema di autonomie. Io credo però che l'affermazione della nostra autonomia deve comunque richiedere l'approvazione delle scelte che vengono decise in base ai principi della nostra autonoma scelta.
Rispetto alle vicende degli esami di Stato ricordava ieri sempre il Presidente Viérin come, giustamente, quest'Assemblea rappresenti la volontà popolare. Credo che in quest'Assemblea siano rappresentate le sfaccettature diverse della volontà popolare e anche un gruppo che è portatore di una sfaccettatura che qui in questo momento non è vincente, che è perdente, - lo ammettiamo, i dati ce lo stanno a ricordare, - credo tuttavia che abbia il diritto di manifestare questa concezione diversa, che non è accolta dalla volontà della maggioranza di questo Consiglio.
Quindi, ripeto, ci asterremo sull'insieme del disegno di legge proprio perché esso, nella sua struttura, esprime una concezione, un modo di intendere il sistema delle autonomie locali diverso da quello che abbiamo in questi anni elaborato e che abbiamo anche presentato più volte.
Président La parole au Conseiller Comé.
Comé (Aut) Anch'io voglio sottolineare come nella adunanza consiliare del 15 aprile il gruppo degli Autonomisti per quanto riguarda l'assemblea degli elettori aveva presentato un emendamento, richiedendo di togliere questo organo con tutta una serie di motivazioni, e aveva anche sollevato che l'assemblea degli elettori avrebbe incontrato delle difficoltà per la sua approvazione. Puntualmente questo è avvenuto. Oggi verifichiamo che la Commissione di Coordinamento solleva tutta una serie di eccezioni sulla presentazione dell'assemblea degli elettori.
Voglio anche sottolineare che l'iter che ha portato alla stesura di questa legge ha richiesto tutta una serie di assemblee con i sindaci, perché mi ricordo che la prima proposta era quella di prevedere per i comuni da 1000 abitanti in su la possibilità di scegliere l'assemblea degli elettori, mentre sotto i 500 era obbligatorio.
Questo ha creato un grosso dibattito a livello dei sindaci. Si era arrivati poi a un sistema per portare avanti questa che la maggioranza aveva sostenuto come idea innovatrice - era chiamato l'organo alternativo al Consiglio comunale - e tutti questi sforzi fatti anche dai sindaci per arrivare a trovare un accordo sono svaniti con le osservazioni mosse dalla Commissione di Coordinamento.
Oggi qui siamo stati chiamati per la riapprovazione ai sensi dell'articolo 31, però vediamo che non c'è questa volontà di ripresentare il testo originario, ma che viene tolto questo che veniva definito dalla maggioranza come testo originale. Forse, sempre per ribadire una nostra competenza primaria, la maggioranza avrebbe dovuto portare avanti questa cosa, anche se riconosco che da parte degli enti locali vi è una certa urgenza nell'avere questa legge perché vi è un vuoto legislativo, però devo sottolineare che l'articolo 31 è stato utilizzato solo in parte, che non c'è stata da parte della maggioranza la volontà di portare avanti questa cosa, anche se, ripeto, come Autonomisti abbiamo visto accolte le perplessità che erano state sollevate allora nell'adunanza consiliare.
Président La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Che questa legge determini in maniera forte e chiara la potestà legislativa dell'articolo 31 del nostro Statuto, credo sia cosa buona e giusta, e su questo anche in commissione ci siamo espressi in maniera favorevole.
Cosa diversa è il giudizio interno, cioè se è vero che abbiamo da una parte la potestà di determinare il nostro futuro, ribadiamo il principio che avevamo espresso anche in commissione, cioè questo non può finire per essere un vantaggio sugli aspetti tecnici interni, sul giudizio interno a questa legge.
Abbiamo già espresso la nostra posizione di astensione in commissione. Da una parte la "Bassanini" oggi dà una traccia di indicazione amministrativa, questa legge poteva fare una fuga in avanti; invece per una serie di motivi, nonostante le abrogazioni di alcuni articoli, rimane una legge troppo, e qui non sono d'accordo con l'intervento della Consigliera Squarzino che diceva che prima la legge era molto regionecentrica, sì è vero, certi articoli effettivamente sono venuti meno, però è rimasta una legge molto giuntocentrica: lo dice l'articolo 75 che riprendendo l'articolo 8 della legge n. 45/95 rimette nelle mani non del Consiglio regionale ma addirittura della Giunta la determinazione di quei ruoli dirigenziali che sono di fatto gli organi di controllo di tutti gli atti delle comunità, l'articolo 75 che nel comma 2 determina tempi di un anno per andare a definire criteri, e l'articolo 90 che demanda a 2 anni la determinazione dei criteri per la definizione dei parametri di servizio e di gestione delle Comunità montane.
Ce ne sarebbero da dire ancora, ma ce le siamo già dette in commissione, è inutile stare a ribadirle in Consiglio.
Riteniamo che questa legge sì da una parte ribadisca un nostro diritto di autonomia, dall'altra parte però, pur non essendoci un vuoto legislativo perché non siamo d'accordo sul fatto che riempia un vuoto legislativo, in quanto c'era la "Bassanini", questa legge poteva essere una "Bassanini" regionale, quindi con tutta l'indicazione di andare a decentralizzare certe competenze, riteniamo però che alla fine la legge rimanga molto giuntocentrica e questo va contro quei principi che avevamo anticipato in sede di insediamento della legislatura, cioè la volontà di Forza Italia di demandare alle Comunità montane maggiori competenze. Il controllo fatto da questa individuata dirigenza regionale ci convince poco, anzi non ci convince per nulla.
Non possiamo dire di essere contrari nella sostanza della legge, pertanto ribadiamo il nostro voto di astensione, siamo tuttora convinti che si poteva fare meglio, non lo diciamo solo per dire che tutto è sempre migliorabile, ma proprio perché ci sono degli elementi nei controlli, nei tempi e nelle determinazioni dei criteri che vengono ancora troppo demandate al potere della Giunta.
Président La parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Bisogna ricordare ai colleghi che il gruppo degli Autonomisti, come già precisato dal collega Comé, non votò a favore di questo disegno di legge a suo tempo, perché alcuni emendamenti da noi proposti non vennero approvati, uno di quegli emendamenti riguardava anche l'assemblea degli elettori sulla quale ha già parlato il collega Comé, quindi sorvolo su questo tema per parlare di altri due temi che erano a noi cari, che si vogliono riconfermare in questa riapprovazione ai sensi dell'articolo 31.
Il primo è il Conseil de la plaine, e voglio ricordare cosa significa per noi tale Conseil. Pare che qui si voglia creare una piccola area metropolitana e non ci pare che questa sia la cosa migliore per una Valle che conta 113mila abitanti. Oltretutto questo Conseil pro tempore sarà sempre guidato dal sindaco di Aosta, andando così a sovrapporre il territorio della Comunità montana Mont-Emilius. È vero che a suo tempo il Presidente della Giunta ci elencò una serie di motivazioni delle diverse funzioni di questi due organi, però nulla poté dire sul fatto che eventuali sovrapposizioni ci potevano poi essere.
Comunque ribadiamo che probabilmente ci sono troppi organismi in Valle d'Aosta, mentre bisognerebbe essere più chiari con gli elettori per dare loro un punto di riferimento chiaro. Fare sovrapposizioni di questo tipo non va bene, non è certo il nostro concetto di decentramento e di chiarezza nei confronti degli elettori e dei cittadini valdostani.
L'altro nodo abbastanza cruciale è sull'articolo 75, che già è stato menzionato anche dal collega Lattanzi, in merito al quale ho chiesto chiarimenti verbali poc'anzi al Presidente della Giunta. L'articolo 75 al comma 2 dice una cosa che deve preoccupare, cioè dice che l'organo di controllo sugli atti degli enti locali sarà nominato con provvedimento di Giunta secondo modi e criteri che verranno fissati da una legge, che verrà proposta al Consiglio e dallo stesso approvata entro un anno dalla data odierna. Non voglio mettere le mani avanti, Presidente, però voglio essere anche qui chiaro; spero vivamente che questa legge non venga presentata come un "Diktat" da parte della Giunta - e qui mi rivolgo anche al Presidente della Commissione speciale, Nicco - che potrebbe nominare 4-5 dirigenti della struttura per fare il controllo sugli atti degli enti locali, perché a questo punto verrebbero superati certi concetti di democrazia reale in quanto avremmo la fila degli amministratori locali verso la porta della Presidenza della Giunta. Non mi sembra che questo sia un atto di democrazia e di trasparenza completa! Quindi è una preoccupazione che avanzo, perché dobbiamo stare in attesa della proposta che dovrà venire in Consiglio entro un anno di tempo.
Il Presidente parlava di riflessione di ordine generale sulla legge elettorale per i Comuni, richiamandosi alla proposta della I Commissione di togliere l'assemblea degli elettori. Presumo che queste parole siano state dette perché il Presidente ha lanciato l'idea di andare a rivedere la legge elettorale per gli Enti locali e a riesaminare in quel contesto l'inserimento dell'assemblea degli elettori. Se possiamo essere soddisfatti che questo messaggio è arrivato, perché anche sulla legge delle elezioni degli Enti locali, Comuni e Comunità montane, avevamo avuto delle perplessità che sono state poi confermate dai fatti in questo lasso di tempo in cui questa legge è rimasta in vigore, saremmo meno contenti se si volesse utilizzare un altro strumento per far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta!
Ciò detto, vogliamo però ribadire che rispetto a Forza Italia, proprio perché richiamato l'articolo 31 dello Statuto, voteremo a favore del provvedimento per ribadire la competenza statutaria della Regione. Però di questa legge non condividiamo tutti i contenuti.
Président Je déclare close la discussion générale.
La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) En reprenant la déclaration de vote annoncée par M. Marco Viérin, permettez-moi d'exprimer un regret pour un changement d'attitude politique de cette Assemblée, vu que s'il est vrai que cette Assemblée est l'expression de la volonté populaire et qu'elle reflète la diversité importante et nécessaire de cette communauté, il n'en est pas moins vrai que cette Assemblée devrait affirmer sa souveraineté.
Or, la diversité nécessaire et indispensable se manifeste lors de l'examen en première lecture des projets de loi qui sont soumis à l'attention de l'Assemblée, et en première lecture, il est vrai, chacun exprime son avis et donc la diversité peut jouer à plein titre son rôle et sa fonction.
Mais en deuxième lecture, sur la base de la procédure établie par l'article 31 de notre Statut, et de la considération que c'est un organe extérieur à cette Assemblée qui limite notre souveraineté, donc en deuxième lecture - et c'est un regret simplement - dans le passé cette Assemblée avait toujours voté à l'unanimité ces projets de loi, tout en tenant compte des jugements différents. C'est un raisonnement politique. Ce qui renforçait la volonté ou la prétention - je crois partagée par tous ceux qui siègent dans cette Assemblée - de réaffirmer la souveraineté du Conseil de la Vallée ou que sa compétence ne doit pas être limitée par un organe externe.
C'est un regret que je me permets d'exprimer à haute voix, parce qu'il serait important, pour renforcer une compétence et une autonomie, qu'en deuxième lecture, tout en gardant les diversités d'avis quant au texte qui avait été voté et discuté en première lecture, l'on prenne cette position.
Je le dis, en conclusion, en soulignant et en exprimant une appréciation quant à l'attitude d'une force politique de l'opposition qui, dans ce cas spécifique, a pris une position politique et institutionnelle d'ordre général, qui ne tient pas compte des positions différentes exprimées en première lecture.
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Per confermare l'astensione del gruppo di Forza Italia, anche alla luce delle dichiarazioni fatte testé dal Presidente della Giunta e anche dal Vicepresidente Marco Viérin.
L'articolo 31 dello Statuto speciale contiene una clausola di salvaguardia nei confronti di quelli che possono essere degli straripamenti di potere nell'esercizio del controllo da parte della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta, e questo certo è uno strumento di garanzia. Ma rimane uno strumento di garanzia a disposizione di questo Consiglio regionale, che giustamente - come ha detto anche il Presidente - è la sede politica naturale della comunità valdostana, a condizione che non vengano violate delle regole sostanziali di contenuto, o meglio di quelli che sono gli articolati delle leggi che di volta in volta vengono proposte.
Argomentando come ha fatto poc'anzi Marco Viérin, se la legge sulla maturità bilingue fosse tornata in aula, gli Autonomisti l'avrebbero approvata, perché avrebbe prevalso l'esercizio dell'articolo 31, cioè della difesa sacrosanta dell'autonomia ad ogni condizione, dimenticando che un mese prima diffondevano innanzi ai microfoni ad alta voce quelle che erano, a loro avviso, le legittime istanze degli studenti.
Dal nostro punto di vista invece questa legge, che oggi torna in aula, senz'altro ha ottenuto dei miglioramenti in sede di revisione; è stata soppressa quell'assemblea popolare di cui agli articoli 19 e seguenti, prevista nei Comuni di minore entità, che non è vero avrebbe consentito un maggior esercizio diretto della democrazia, ma l'avrebbe niente meno che annacquata, perché avrebbe azzerato, confuso i ruoli della rappresentatività con la diluizione nella comunità così piccola in rapporto a un accentramento notevole di potere nel sindaco di quella stessa piccola comunità.
Quindi, in questo senso, possiamo dire che sono stati fatti dei passi avanti e ne prendiamo atto favorevolmente, ma come d'altro canto non sono stati fatti passi avanti, anzi c'è una regressione per quanto riguarda l'articolo 75. Tale articolo, concernente il controllo sugli atti degli enti locali, evidenzia ancora una volta quel giuntocentrismo che il nostro gruppo ha denunciato ad alta voce quando, in sede di presentazione del programma di legislatura, noi ne censuravamo l'evoluzione rapida che c'è stata nei 5 anni precedenti e che tuttora permane.
Permane perché i controlli sugli atti degli enti locali, finora demandati a un organismo che è espressione della volontà di questo Consiglio, adesso verranno accentrati in una individuanda struttura dirigenziale che sarà espressione della sola Giunta regionale. Quindi l'Esecutivo regionale, che ha già una larga parte nel determinare le scelte di amministrazione attiva da parte degli Enti locali, eserciterà a maggior ragione attraverso i dirigenti di sua nomina, attraverso questa individuanda struttura, l'esercizio non solo dell'amministrazione attiva, ma anche del controllo.
Per queste ragioni riteniamo che l'autonomia non venga salvata a tutti i costi abusando dell'articolo 31 dello Statuto; anzi, riteniamo che l'autonomia venga salvata quando effettivamente principi di decentramento e di federalismo vengono importati o se vogliamo applicati all'interno dei nostri confini regionali. In questo caso non è federalismo, non è decentramento, ma è accentramento di poteri - in questo caso di poteri di controllo - nell'Esecutivo regionale. Se prima era lo stato l'avversario, adesso diventa paradossalmente la Giunta regionale che eserciterà controlli accentrati e anche dal punto di vista del Consiglio, dove risiede la rappresentatività popolare, difficilmente accessibili perché i dirigenti sappiamo dipendono dalla Giunta. Abbiamo visto l'organico come è stato modellato secondo quelle che erano le esigenze politiche della Giunta regionale.
Quindi l'articolo 31, che comunque consideriamo una clausola di salvaguardia, non può superare i limiti della ragionevolezza e della logicità dei contenuti sostanziali di una legge. Per questo ci asterremo.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Volevo aggiungere due parole a proposito dell'opinione, rispettabile ma a mio giudizio non condivisibile, manifestata dal Presidente della Giunta in ordine all'opportunità che il Consiglio in seconda votazione e applicazione dell'articolo 31, si pronunci sempre all'unanimità.
A me sembra che questa opinione, ripeto, rispettabile - non so se è sempre stata seguita in quest'aula, può darsi di no, ma può darsi anche che sia effettivamente vero - sia riferita a una concezione dell'autonomia che definirei piuttosto "difensiva", non so come qualificarla diversamente.
A mio avviso sovranità non deve voler dire a tutti i costi appiattimento su una posizione comune. Credo che l'articolazione delle opzioni politiche e delle diverse idee possa e debba manifestarsi sempre, con un'eccezione, e cioè a meno che non ci si trovi di fronte a pericoli particolari o ad attacchi all'autonomia, che ci costringano a rafforzare la nostra posizione di regione autonoma e a difendere le nostre prerogative. Allora sì che mi sembrerebbe in quel caso doverosa una votazione unanime del Consiglio! Ma così non è rispetto a questa legge e non è rispetto a molte delle leggi che vengono portate per la seconda volta all'attenzione del Consiglio.
Non credo che il rigetto in prima istanza di una legge voglia sempre dire attacco all'autonomia. Mi sembra un po' una cosa mitica questo attacco che arriva sempre da Roma e noi che ci si debba sempre difendere. Capisco che è un mito funzionale a una concezione politica, ma io ritengo, proprio perché credo che la nostra autonomia sia forte, proprio perché non ho paura di pericoli che vengono dall'esterno - ho più paura di pericoli che sono all'interno della nostra autonomia - ritengo che si possa dire con tutta tranquillità quanto credo che sia giusto votare una legge, quando penso sia giusto votare contro, quando penso sia giusto astenersi. E non per questo credo che la Regione corra dei pericoli, a meno di non voler fare delle scelte forse demagogiche, forse rispettabili, ma che secondo me non corrispondono più alla realtà storica di oggi.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) En confirmant le vote favorable quant à la représentation de la loi, permettez-moi de préciser qu'il ne s'agissait pas dans mon intention, en formulant un regret, de faire référence à des mythes. Il n'y a plus de mythe. Il y a quelqu'un qui veut créer des mythes et c'est une chose différente par rapport à l'existence d'un mythe. Il y en a qui y croient fermement et alors, eux, ils doivent également se construire, oui, un mythe pour justifier certaines prises de position. Mais, le mythe est une chose différente.
Il y par contre des limites à une autonomie et à des compétences. Et, si quelqu'un considère une tutelle extérieure comme quelque chose de positif, du point de vue de l'affirmation des principes autonomistes je la considère une position légitime, mais qui ne représente pas une sauvegarde ou une valorisation non seulement de l'autonomie mais des principes fédéralistes en général. Nous avons aujourd'hui, en ce qui concerne ces aspects spécifiques, une autonomie sous tutelle, vu que quelqu'un de l'extérieur doit nous dire si nous avons fait les choses bien ou mal; c'est un contrôle et c'est dans cette perspective que je parlais de limites.
Encore sur le problème des contrôles. Vu que l'article 75 n'a pas été modifié par rapport au texte voté en première lecture, je me demande comment l'on puisse affirmer aujourd'hui qu'il s'agit d'une situation péjorative, le texte étant exactement la même. Toujours pour ce qui est des contrôles, vu que c'est vrai qu'on peut avoir des avis différents sur les contrôleurs, il faudrait aussi souligner que s'il n'y aura plus rien à contrôler, le débat que nous faisons aujourd'hui sera un débat sans fondement.
Une loi régionale a déjà limité et, en certains cas, éliminé les contrôles. Aujourd'hui les Communes sont aussi autonomes, elles n'ont plus la nécessité de faire contrôler leurs actes. Il y a encore quelques rares actes, dont le budget et le bilan soumis au contrôle, mais les autres décisions sont des décisions qui ne sont plus soumises à aucun contrôle. Nous réaffirmons notre volonté d'éliminer les contrôles et, à cet effet, le deuxième alinéa de l'article 75 établit que nous soumettons à votre attention un projet de loi spécifique.
S'il n'y aura plus d'actes à contrôler, est-ce qu'on doit maintenir une structure, un organe tel que l'actuelle Commission de contrôle? A notre avis non, vu que les contrôles qui resteront, seront des contrôles exclusivement techniques, le budget et le bilan. C'est sur la base de ces considérations qu'un service de l'Administration régionale exercera ces contrôles d'ordre technique, vu qu'il n'y aura plus d'impositions ni d'ingérences, car les contrôles seront éliminés.
Il est important de souligner ces aspects, pour éviter une présentation fausse par rapport à la réalité. Allez vérifier quels sont aujourd'hui les actes soumis au contrôle, et vous verrez que ce ne sont pas des mots, mais des faits.
C'est donc pour toutes ces raisons, que nous confirmons notre avis favorable à ce projet de loi.
Président La parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Per confermare il nostro voto favorevole sulle premesse che ho fatto poc'anzi, ma anche per ricordare ad alcuni colleghi cosa hanno detto in questa sala a proposito di quest'argomento. Prima di fare questo passaggio, vorrei complimentarmi sul fatto che il Presidente abbia cercato di fugare i nostri dubbi come gruppo degli Autonomisti sull'articolo 75, perché se quella sarà la linea futura nel presentare quel disegno di legge entro un anno, come recita l'articolo, ci troverà d'accordo, per evitare che la Giunta regionale possa controllare o entrare nel merito di atti dei Consigli comunali e delle Comunità montane. Chiaramente dovremo verificare il tutto quando arriverà il provvedimento in commissione e in aula.
Mi pare invece strano il discorso che ha fatto Tibaldi, perché l'ho sentito altre volte quando sosteneva la Lega Nord fare dei discorsi completamente opposti, probabilmente ha cambiato idea, ed è legittimo.
Vorrei chiedere a Curtaz di andarsi a vedere qual è stata la posizione del movimento Verdi Alternativi non più di un anno fa, quando ci fu l'intervento di Florio, intervento cosiddetto "la morte", sui temi che ha elencato poc'anzi il Presidente. Il Presidente della Giunta non ha bisogno di essere difeso né dal sottoscritto né dagli Autonomisti, anzi; però su alcune cose dobbiamo essere chiari. Quindi chiederei al collega Curtaz per correttezza di andarsi a rileggere la posizione assunta dai Verdi non più di un anno fa sul tema dell'articolo 31.
Président La parole au Conseiller Martin.
Martin (FA) Penso sia inutile ribadire il nostro voto favorevole, lo ha annunciato anche il Consigliere Piccolo nel suo intervento. Volevo soltanto intervenire per chiarire la nostra posizione sulle discussioni che sono state fatte relativamente all'articolo 31.
Ritengo che in questo Consiglio sia legittimo avere delle posizioni diversificate, perché questo fa parte della pluralità della comunità valdostana, la cui espressione è appunto questo Consiglio regionale. Ma se questo è lecito, ritengo che non si possa far finta di camuffare questa diversità tirando in ballo l'articolo 31. L'articolo 31 è un articolo che salvaguarda lo strumento dell'autonomia, e per noi autonomia significa responsabilità, possibilità di autogoverno, sovranità di questo Consiglio regionale, e quindi sovranità del popolo valdostano, possibilità di darsi delle leggi, di governare questa regione. Quindi la maggioranza, qualsiasi maggioranza presente in questo Consiglio, secondo noi ha il diritto-dovere di governare e di assumersi le proprie responsabilità sui problemi che porta avanti. Ci possono quindi essere diverse interpretazioni sulle leggi che vengono presentate in questo Consiglio, ma non è assolutamente utile che ci sia una tutela esterna, quando una legge viene votata da una qualsiasi maggioranza di questo Consiglio.
Ecco perché l'articolo 31 in questo caso ha la sua valenza. Non voglio certamente difendere il gruppo degli Autonomisti, ma quel gruppo per quanto riguarda la legge sul francese ha detto chiaramente che quella legge non l'avrebbe votata per tante motivazioni. Questo non toglie nulla al fatto che oggi, come diceva il Consigliere Tibaldi, se questa legge venisse ripresentata e venisse approvata con l'articolo 31, il gruppo degli Autonomisti avrebbe votato a favore della legge. Il gruppo degli Autonomisti avrebbe votato ancora contro la legge perché così si era espresso una prima volta, ma avrebbe ammesso che era stato leso un nostro diritto e che era giusto pertanto ripresentare questa legge sotto forma dell'articolo 31.
Per queste ragioni ritengo che si debba fare differenza fra quella che è l'espressione di voto delle diverse componenti di questo Consiglio e l'espressione di voto relativamente all'articolo 31. Sono due cose completamente diverse: sull'espressione di voto di una legge ci possono essere diverse posizioni di diversi gruppi politici, ma quando poi una maggioranza, qualsiasi maggioranza si esprime su un disegno di legge, e questa viene in qualche modo cambiata in maniera illegale da parte di qualche organo esterno, noi abbiamo tutto il diritto come Consiglio regionale, e tutte le forze politiche hanno questo diritto, di ricorrere all'articolo 31.
Ci sono già troppi controlli che forse non ci dovrebbero essere, sul potere dei quali anche recentemente sono stati sollevati dei dubbi; basti pensare alla Corte dei Conti, sulla quale ultimamente c'è stata una presa di posizione, tant'è che alcune cose andranno a finire davanti alla Corte costituzionale, perché anche qui si è forse intravista la necessità di rivedere la normativa che riguarda tale organo. Non è pensabile che anche la Corte dei Conti si metta a controllare su atti che già altre commissioni hanno controllato, vedi la Commissione di Coordinamento.
Se andiamo avanti di questo passo, mi chiedo cosa mai farà ancora questo Consiglio, dove finirà la sua sovranità, dove finirà la sua autonomia! Ecco perché siamo favorevoli che si utilizzi in questo caso l'articolo 31 e speriamo che altri gruppi la pensino come noi.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Per dichiarazione di voto e per ribadire, ce ne fosse ancora la necessità, le motivazioni di un voto di astensione in riferimento non tanto e non più a quello che è il disegno di legge che viene messo in votazione, ma quanto e soprattutto alla dotta discussione che è stata fatta sull'articolo 31.
Per quanto riguarda il disegno di legge solo una precisazione, nel senso che negli interventi precedenti fatti dal nostro gruppo si faceva riferimento a una situazione peggiorativa per quanto riguardava l'articolo 75 del disegno di legge non in riferimento al disegno passato in prima lettura, ma in riferimento alla situazione esistente dei controlli. Questo semplicemente per chiarezza di quanto è stato detto, visto che qualcuno ha voluto travisare invece il concetto.
Per quanto riguarda invece l'articolo 31, e prendiamo atto della precisazione fatta dal Consigliere Martin della Fédération Autonomiste in nome e per conto anche degli Autonomisti. Probabilmente l'assonanza che avete delle sigle vi porta poi a fare l'interpretazione autentica a uno dei discorsi degli altri, ma questi sono altri ragionamenti.
L'articolo 31 è una situazione di tipo giuridico posta a tutela dell'autonomia di questo Consiglio regionale, ma attenzione, perché noi abbiamo timore quando sentiamo interventi che sono nettamente contrari a qualsiasi tipo di controllo. Una delle garanzie delle democrazie è proprio questo limite a tutti i poteri; dal potere legislativo a quello esecutivo a quello giudiziario c'è un meccanismo di controlli incrociati. Pensate alla Corte costituzionale, se non vi piace la Corte dei Conti. Ma guai pensare che ci sia un potere sovrano che non abbia limiti e controlli, perché a quel punto la democrazia degenera in quel potere assoluto che è l'esatto contrario di ogni principio di democrazia! Perciò il controllo che fa la Commissione di Coordinamento è controbilanciato dall'articolo 31, ma l'articolo 31 non deve diventare quel mito o quell'espediente per impedire che le forze politiche, che poi devono giudicare non la Commissione di Coordinamento ma il testo legislativo che andrà a incidere sulla realtà sostanziale di questa regione, si possano legittimamente riesprimere anche sulla sostanza.
Ecco perché ho voluto fare questo intervento, che non era previsto, per ribadire che l'astensione che il nostro gruppo esprime in questa votazione è un'astensione che riteniamo politicamente legittima e che non va a violare nessun principio di autonomia, nessun principio di democrazia, perché riteniamo che la democrazia debba avere pesi e contrappesi.
Président J'ai le devoir de vous rappeler que les articles qui seront votés par la suite ainsi que la réapprobation dans son ensemble devront obtenir la majorité absolue aux termes du 4ème alinéa de l'article 31 du Statut spécial.
Nous voterons successivement les différents articles modifiés ainsi que les suppressions d'articles. Nous procédons d'abord à l'examen et au vote de l'article 18 tel qu'il est remplacé par la proposition qui a été examinée par la Ière Commission:
Je soumets au vote la modification de l'article 18:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote la suppression dans un seul vote des articles 19, 20, 21, 22 et 23:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Est-ce que l'on peut procéder à la proclamation du même résultat pour les articles suivants?
Je vous prie de m'interrompre si jamais les groupes entendent s'exprimer de façon différente.
Remplacement du premier alinéa de l'article 27:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote la suppression de l'article 28:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement de l'article 29:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement de l'article 31:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 3e, 4e et 5e alinéas de l'article 32:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 1er alinéa de l'article 33:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement de l'article 39:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 5e alinéa de l'article 49:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 3e alinéa de l'article 52:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 1er alinéa de l'article 54:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement de l'article 55:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 2e alinéa de l'article 76:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 1er alinéa de l'article 80:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote la suppression du 2e alinéa de l'article 82:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 1er alinéa de l'article 91:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement de l'article 98:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement de l'article 104:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement de l'article 107:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 5e alinéa de l'article 111:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote le remplacement du 3e alinéa de l'article 113:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote la suppression du 5e alinéa de l'article 123:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Je soumets au vote la suppression de l'article 125:
Conseillers présents et votants: 33
Pour: 33
Le Conseil approuve à l'unanimité.
Il va de soi, sur la base des modifications qui ont été ainsi introduites, que le bureau procédera à la coordination formelle du texte par rapport notamment aux renvois et à la numérotation des articles.
Je soumets au vote le texte de loi dans son ensemble, rappelant la nécessité de la majorité absolue dont à l'article 31, 4e alinéa du Statut spécial:
Conseillers présents: 33
Votants: 27
Pour: 27
Abstentions: 6 (Beneforti, Curtaz, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi)
Le Conseil approuve à l'unanimité.
