Oggetto del Consiglio n. 204 del 11 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 11 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 204/XI Problemi relativi ai tempi di attesa per visite specialistiche, ricoveri ed interventi operatori nelle strutture ospedaliere regionali. (Interpellanza)
Interpellanza A conoscenza delle numerose e ripetute lamentele da parte della Comunità Valdostana a seguito dei tempi di attesa, per le visite specialistiche, per i ricoveri per le cure ed interventi operatori nelle strutture ospedaliere regionali;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
L'Assessore competente per conoscere:
1) I tempi di attesa esistenti per ottenere le visite specialistiche e i ricoveri ospedalieri in tutte le Unità ospedaliere;
2) Quali iniziative intende assumere la Giunta regionale per dare agli utenti servizi efficienti e confacenti alle esigenze esistenti;
3) Come intende risolvere il problema relativo al servizio di pediatria a seguito della situazione venutasi a creare all'Ospedale Beauregard e sul territorio dove, da tempo, non è stato sostituito uno specialista dimissionario.
F.to: Beneforti
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) Abbiamo presentato questa interpellanza per riportare in questa sede le lamentele dei cittadini per i tempi lunghi di attesa che sussistono nelle strutture ospedaliere per ottenere le visite specialistiche e i ricoveri.
Certamente non in tutti i settori i tempi di attesa sono lunghi, ma nella maggioranza dei casi da un esame fatto lo sono.
Pertanto, di fronte ai tempi lunghi di attesa, chi non può attendere e ha le possibilità economiche per farlo, o emigra fuori Valle per curarsi, oppure si rivolge agli studi privati a pagamento. Ma chi non può, purtroppo deve subire, deve attendere che sussistano le condizioni per potersi curare.
È ovvio che chi paga le conseguenze di questa situazione sono coloro che non hanno possibilità economiche, sono i più poveri, i più umili, e io credo che sia triste per tutti e in particolare per questa gente, quando hanno bisogno di una visita specialistica e si rivolgono alle nostre strutture, sentirsi rispondere che le prenotazioni sono a due o a tre mesi, mentre la visita a pagamento anche domani. Per certi interventi le attese sono lunghissime. Un assistito bisognoso di un intervento semplice ha atteso 13 mesi per essere chiamato dall'Unità di chirurgia vascolare. Chi non può andare fuori a pagarselo, aspetta anche 13 mesi. Potrei citare nomi e cognomi di decine di persone, che vengono a domandarci perché questo accade, ma soprattutto perché nessuno interviene per far cessare questa situazione, per far cessare questa mancanza di dignità da parte dei medici e dell'USL, e in parte anche nostra.
È vero che il Direttore generale ha deliberato nel mese scorso la definizione dei tempi massimi che possono intercorrere fra la richiesta di prestazioni sanitarie e l'erogazione delle stesse ai sensi del decreto legislativo n. 124/98, ma si limita a questo! Si limita a registrare i tempi di attesa segnalati dai responsabili dell'Unità di base, si limita a precisare che i tempi di attesa superiori a 60 giorni sono considerati critici e che bisogna rientrare, ma non dice come! E tutto questo in applicazione della delibera della Giunta regionale n. 2891 del 24 agosto 1998, la quale prevede che le prestazioni siano suddivise secondo la gravità delle condizioni cliniche del paziente, e quindi in prestazioni urgenti, in prestazioni urgenti differibili, in prestazioni programmabili fino a 60 giorni. Ma ci rendiamo conto di cosa vuol dire 60 giorni per un ammalato preoccupato della propria salute? E quando i 60 giorni vengono di gran lunga superati, come del resto avviene, come ci si può giustificare di fronte al malato?
Nella sostanza, con i criteri previsti dalla delibera della Giunta e ripresa dal Direttore generale, l'ammalato deve rassegnarsi a curarsi quando il Sistema sanitario lo permette, non quando vuole lui, ma quando il Sistema sanitario lo permette; altrimenti può morire, ma non viene curato se il Sistema sanitario non lo permette.
Mi si risponderà che all'interno dell'Ospedale è prevista l'attività libero-professionale, dove non c'è da attendere. Ma questa viene erogata a pagamento, e chi non ha le possibilità di pagare deve aspettare.
Credo che la situazione si possa migliorare, rivedendo i contenuti della normativa, rivedendo l'organizzazione dei servizi, rivedendo la definizione dei tempi. Così com'è, anche se involontariamente, anziché migliorare il servizio pubblico, si spinge l'ammalato all'esterno, agli studi professionali privati, e io credo che per un ente pubblico questo non sia giusto!
Mi auguro che si accolga la richiesta e che si possa continuare l'approfondimento di questo problema ad altri livelli e a livello di commissione. Siamo aperti al confronto, siamo disponibili a ricercare insieme le soluzioni migliori per cercare di venire incontro ai nostri ammalati.
Per quanto riguarda il servizio di pediatria, abbiamo seguito da vicino la vertenza tuttora aperta con i sindacati dei pediatri. Sono convinto che l'Assessore in certe situazioni sia mal consigliato dai suoi collaboratori, me lo permetta, perché certe prese di posizione che si leggono io le ritengo incomprensibili.
Nel momento in cui il problema da affrontare non tocca solo gli addetti ai lavori, cioè i medici, ma riguarda la comunità, riguarda dei bambini a cui spetta il diritto di avere un servizio di pediatria di base ed ospedaliera, non si assumono atteggiamenti quasi provocatori, ma si cerca di facilitare il confronto e il dialogo. Non si giustifica il ritardo di cui si è responsabili accusando i sindacati di essere divisi, di non essere rappresentativi, o di ricercare soluzioni sperimentali non accettabili dalla controparte. Significativa del resto è la lettera, caro Assessore e Presidente, dei pediatri valdostani agli organi d'informazione, in risposta anche alle prese di posizione dell'Assessore.
Con detta lettera dimostrano la serietà con cui esercitano anche la loro professione, fanno conoscere all'intera opinione pubblica cos'è la pediatria di base, cosa vuol dire essere specialisti in pediatria, propongono soluzioni per chiudere la vertenza che è aperta, indicano anche le iniziative per migliorare l'assistenza verso i bambini, esprimono l'impegno in sostanza con cui vogliono giungere all'intesa con lei, Assessore, stipulando un accordo che rispecchi la realtà locale, uscendo dai vincoli della convenzione nazionale.
Lei non si può riparare dietro la convenzione nazionale; cerchiamo di fare una convenzione che rispecchi la realtà locale, perché questo è quello che vogliono i sindacati dei pediatri e i pediatri stessi.
Abbiamo appreso che i contatti fra le parti sono stati ripresi. Cerchiamo, Assessore, di non interromperli nuovamente e di risolvere la vertenza giungendo a un accordo, tenendo presenti le riflessioni e la disponibilità contenute nella lettera che ho richiamato. La Valle d'Aosta è in ritardo di alcuni anni, è l'unica regione che non ha sottoscritto gli accordi regionali.
Caro Assessore, non mi venga a dire che non è vero, perché è vero! È scritto in una nota dell'ANSA che anche noi abbiamo rispettato i tempi massimi delle visite specialistiche, ma qui si passano i 60 giorni e poi si scrive che si sono rispettati i tempi. Come non si sono rispettati allora, l'accordo qui non è stato fatto.
La conseguenza di questa mancanza è una citazione che dura da mesi a suon di comunicati stampa. Una citazione che ricade sui bambini, a cui l'assistenza di base e quella ospedaliera non può essere garantita se esiste la carenza di specialisti. Oggi il 40 percento dei bambini valdostani da 0 a 6 anni non ha la disponibilità del pediatra.
Presidente Consigliere Beneforti, la prego di concludere.
Beneforti (PVA-cU) I pediatri, i genitori, i bambini chiedono a noi amministratori, oltre che a voi della Giunta, di fare la nostra parte. Noi vogliamo farla la nostra parte, mi auguro che anche l'Assessore voglia dimostrare la sua volontà di concludere questa vertenza.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Pour répondre à la première question que M. Beneforti a posée, en juin 1998 l'USL a envoyé à l'Assessorat de la santé les tableaux illustrant les délais d'attente pour les consultations des spécialistes et d'hospitalisation, et ces tableaux sont à votre disposition. Le Gouvernement régional par sa délibération n° 2891 du 24 août 1998 a fixé les critères de détermination des délais d'attente pouvant s'écouler entre les demandes de soins et les soins effectivement dispensés par l'USL. Aux termes du décret législatif n° 124/98 il y a eu lieu de souligner que la Vallée d'Aoste a été l'une des premières régions d'Italie à délibérer dans ce contexte. Sur la base de la délibération en cause l'USL a défini par acte de son Directeur général du 1er octobre 1998 les délais pouvant s'écouler entre les demandes de soins et les soins effectivement dispensés.
Etant donné que le contrôle de la délibération de l'USL susmentionnée, opérée par l'Assessorat de la santé, a relevé certaines différences par rapport aux dispositions de la délibération du Gouvernement régional, l'Assessorat a pourvu par écrit à demander à l'USL d'apporter les modifications qui s'imposent à ladite délibération n° 2026 du 1er octobre.
Quant à la carence temporaire des médecins auprès de l'Unité opérationnelle de pédiatrie, qui est autre chose des problèmes de rapports avec les médecins de base, un avis public a été lancé, qui a permis de recruter deux chargés de fonctions. Sous peu un concours externe sur titres et épreuves sera ouvert. Par ailleurs des actes administratifs sont en vue de définition, afin de réembaucher un médecin spécialiste qui avait démissionné, parce qu'il s'était transféré au Sud de l'Italie et qui veut rentrer au Nord car il n'est pas satisfait de l'assistance sanitaire du Sud.
En ce qui concerne l'aire territoriale - qui est le problème des rapports avec les organisations syndicales - le Gouvernement régional par la délibération n° 2612 du 27 juin 1998 a indiqué comme zone non desservie le District socio-sanitaire nn° 4 et 5. Vis-à-dis de ce problème j'ai déjà répondu ce matin. Sur la base des dispositions de la délibération susmentionnée, l'USL a préparé les actes en vue du recrutement de deux pédiatres. Le 29 octobre 1998 l'USL par sa délibération n° 2204 a approuvé la liste d'aptitudes des postulants à affecter aux zones non desservies dans le cadre de l'assistance pédiatrique libre.
Pour tourner à la première partie de la question, il est de toute évidence qu'il ne suffit pas un acte administratif pour résoudre les problèmes des listes d'attente. Il s'agit en effet d'une compétence qui revient à la Direction générale de l'USL qui a le devoir d'intervenir à ce propos. Comment peut-elle intervenir? Il y a une série de systèmes qu'aussi d'autres régions essaient de mettre en place.
Avant tout, il y a l'institution du système de day-hospital et de day-surgery, qui peut réduire les temps d'hospitalisation; le renforcement de l'activité du territoire pour éviter de concentrer sur l'hôpital toute une série de visites, les salles télédiagnostiques, c'est-à-dire la télémédicine qui est un des points forts du programme de cette majorité. On peut intervenir avec les projets objectifs pour intéresser davantage les médecins, je pense par exemple à la chirurgie vasculaire pour ce qui est des opérations, et à ce propos je peux vous dire que le Directeur général a mis en place un projet objectif pour réduire les listes d'attente, et les médecins opèrent en régime d'activité libre professionnelle le samedi matin. C'est une des possibilités, mais c'est une possibilité très importante pour le futur. Les projets objectifs sont payés en plus par rapport au vieux système des "incentivazioni". Mais c'est un système qui est difficile à faire démarrer.
Un autre moyen c'est de mettre en place le système du point de vue de l'organisation des départements, et rappelez-vous, M. Beneforti et les autres, car la logique des Chefs de service pour chaque unité opérationnelle va disparaître. Tout le monde parle de départements et de mettre ensemble les compétences pour réduire les différences entre les unités opérationnelles et pour avoir une meilleure organisation générale.
Il y a le système du CUP (Centro unico di prenotazione) qui permet sous demande de réserver les places d'une façon meilleure. L'USL a déjà pourvu à mettre en place le système à Aoste et dans les polyambulatoires la chose va s'augmenter. J'ai eu une rencontre avec les pharmacies pour permettre aussi aux citoyens de réserver les places pour l'hospitalisation et surtout pour les visites aussi au niveau de pharmacies communales.
Il y a la possibilité moyennant l'URP, on parle toujours de sigles: URP, CUP, et cetera; l'URP (Ufficio relazioni pubbliche) est chargé d'informer et d'éduquer les citoyens, car il y a un pourcentage de 10-15 pour cent des gens qui réservent les visites et après ils ne se présentent pas, à la face de l'urgence. Donc il faut informer et éduquer les citoyens et il faut justement responsabiliser les médecins de base, qui ont signé avec l'Assesseur Vicquéry l'accord concernant la médecine de base (un des premiers en Italie), dans lequel on dit clairement que les médecins de famille sont responsabilisés aussi pour éviter des dépenses inutiles au Système sanitaire national et régional.
Il y a aussi le système de revoir le principe qui était très cher aux syndicats, il y a quelques années, de la flexibilité du personnel. Si on veut être une agence, il faut permettre au Directeur général de se comporter comme un manager d'entreprise privée. Pour l'instant c'est presque impossible; pour transférer un infirmier professionnel d'une unité opérationnelle à l'autre il faut convoquer les syndicats, la commission mixte paritaire, et si un est contraire les choses restent là. Quand on parle de santé aux gens, permettez-moi de vous dire que la chose est bien différente par rapport à d'autres systèmes. La flexibilité du personnel est très importante. Ce sont là certaines possibilités d'intervenir.
Quand M. Beneforti disait que les gens doivent payer, il est vrai, elles doivent payer en partie, mais nous sommes la seule région en Italie où il est encore en vigueur une loi sur l'assistance indirecte, donc les gens peuvent demander l'autorisation à l'USL et se rendre dans les cliniques privées et être remboursées à 100 pour cent pour l'hospitalisation et à 80 pour cent pour ce qui concerne l'hôtellerie et cetera, sans ajouter le fait de formulaires et 110 et 112 pour l'étranger.
Je veux rappeler à M. Beneforti, qui fait partie du PPI, que son Ministre à la santé, Bindi, a dans son programme de gouvernement l'idée de renforcer l'activité libérale et l'arrêté ministériel n° 128/98 (sanitometro) dit clairement que les citoyens paieront davantage les services sanitaires.
Quelqu'un a parlé de faire payer l'hospitalisation comme en France, pour l'instant la chose est ferme, mais les gens paieront de plus pour se faire hospitaliser. Donc la logique démagogique que vous continuez à suivre dans votre intervention a été devancée par les mêmes représentants politiques du groupe que vous représentez ici.
Pour terminer, M. Beneforti, le paradoxe des paradoxes c'est de se sentir accuser de ne pas être à même de conduire les négociations avec les syndicats, car nous avons assisté pour une semaine entière à toute une série de lettres de la part des médecins des syndicats de l'hôpital et je souligne que la CGIL-Medici représente une quinzaine de médecins, la AAROI représente une dizaine de médecins, toutes les autres qui ont écrit dans le journal de "La Stampa", représentent de centaines de médecins, et tous les autres ont dit clairement qu'ils n'acceptent pas le terme de "mafiosità" que vous leur avez adressé.
Alors, évitez au moins de venir ici donner des leçons de démocratie à l'Assesseur, qui a un caractère un peu difficile, mais qui est là pour défendre les intérêts pas des médecins, pas des 12 pédiatres qui sont là à travailler en Vallée d'Aoste, mais les intérêts des centaines et des centaines de citoyens et de femmes qui prétendent justement une assistance sanitaire. Donc je vais signer un accord avec les pédiatres mais à deux conditions: qu'ils respectent mes nécessités, qui sont les nécessités du peuple valdôtain et pas les intérêts de certains pédiatres, et qu'ils respectent un système d'accords qui soit digne de la Région Vallée d'Aoste et qui du point de vue économique ne donne pas la possibilité aux médecins de famille, aux médecins de l'hôpital et à toutes les organisations syndicales, qui ont déjà signé les accords avec l'Assessorat à la santé, de reprendre à nouveau le discours et de remettre les accords déjà signés.
Il doit y être un système paritaire; je ne peux pas payer aux pédiatres 50.000 lires pour le carnet de la santé, quand la convention nationale établit 24.000 lires. Mais si vous ne connaissez pas les choses, M. Beneforti, évitez de faire de la pure démagogie dans cette Assemblée!
Président La parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU) L'unica cosa che mi ha fatto piacere è che l'Assessore abbia riconosciuto che quanto ho detto non era fuori dalla realtà; è la prima volta che glielo sento dire nei miei confronti. Io non sono mai andato fuori della realtà e mi fa anche piacere che abbia visto la delibera del Direttore generale e che abbia chiesto, in base a quella fatta dalla Giunta regionale, che quella delibera fosse rivista. Perché è per quella delibera che abbiamo presentato anche l'interpellanza.
Mi auguro che si proceda in questi termini e si riesca a ridurre i tempi di attesa per i nostri concittadini all'interno dell'ospedale. Questo è il problema di fondo. Lei parla di dipartimento, di centro unico di prenotazione, ha citato diversi aspetti che ci sono nella politica sanitaria, ma il problema di fondo resta quello di cercare di ridurre questi tempi, perché è inutile fare il centro unico di prenotazione, se poi le prenotazioni vengono fatte a 50-70 giorni. Anche quando ha parlato del Primario di medicina, io ho detto solo che il Direttore generale deve avere determinate caratteristiche e che per il Primario di medicina deve essere fatto un concorso a cui devono partecipare tutti, interni ed esterni, e che vinca il migliore, perché la gente deve avere nel primario di medicina un punto di riferimento, così come avviene per altre unità operative dell'ospedale regionale.
Per quanto riguarda la pediatria, mi fa piacere sentire che avete messo in movimento il recupero di medici per poter dare questo tipo di assistenza ai nostri bambini. Le dico questo, Assessore: faccia in modo di fare questa convenzione perché il problema si risolva, e teniamo conto della nostra realtà locale più che di quella nazionale. Noi abbiamo una realtà locale di cui dobbiamo tenere conto. Questo è quanto le chiediamo, e non venga a dirci che la Bindi vuole far pagare l'ospedalizzazione. Io conosco i programmi del mio partito e non sta scritto da nessuna parte che vogliamo far pagare l'ospedalizzazione. Sarà il Governo, saranno altre istituzioni che vogliono portare a questo, ma non venga a dire che la Bindi è responsabile. Allora Visco è responsabile delle finanze, l'altro ministro è responsabile di un'altra cosa? Assessore, non cerchiamo di strumentalizzare le cose in questa sede! Qui si parla di dare un'assistenza diversa ai nostri concittadini, non andiamo a cercare quello che viene fuori, non divaghiamo per non affrontare i problemi locali.
Affrontiamo invece i problemi locali e lei abbia la compiacenza anche con i pediatri di arrivare a un'intesa, perché l'unico modo per risolvere il problema è di non lasciare cadere il dialogo che avete ripreso. Nello stesso tempo dev'essere portata avanti un'azione con delibere, o con quello che volete, per ridurre i tempi di attesa, in modo che anche chi non ha le possibilità economiche possa curarsi all'interno del nostro ospedale e non debba emigrare per curarsi.
Président La séance est levée.
Elle reprendra demain matin à 9 heures 15.
