Oggetto del Consiglio n. 96 del 23 settembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 23 SEPTEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 96/XI Nomina dei componenti di parte regionale in seno alla Commissione paritetica di cui all'articolo 48 bis dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta, introdotto dall'articolo 3 della legge costituzionale 2/93.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) En vertu de l'article 48/bis de notre Statut, délégation est donnée au Gouvernement pour émettre un ou plusieurs décrets portant dispositions d'application du Statut spécial de la Vallée d'Aoste ainsi que dispositions visant à harmoniser la législation de l'Etat avec l'organisation juridique de la Région Vallée d'Aoste compte tenu des conditions particulières d'autonomie qui sont attribuées à la Région.
Les schémas des décrets sont élaborés par une commission paritaire composée de 6 membres dont 3 nommés par le Gouvernement de la République italienne et 3 par le Conseil régional de la Vallée d'Aoste. Les schémas des décrets sont soumis à l'avis du Conseil régional avant leur approbation par le Conseil des ministres.
Avec le renouvellement de cette Assemblée il est opportun de renouveler les représentants de cette Assemblée au sein de la Commission paritaire afin que celle-ci puisse reprendre ses travaux et achever cette tâche importante tant d'application du Statut, que d'harmonisation de la législation de l'Etat.
Pour ce faire, nous proposons en tant que représentants de cette Assemblée M. Alberto Predieri, professeur titulaire de droit public à l'Université La Sapienza de Rome, qui fait partie dès le début de cette Commission paritaire dont, il en était du reste, le Président. Il a été nommé Président de la Commission paritaire tout en étant représentant de la Région.
Nous proposons également de confirmer M. Adolfo Angeletti, Professeur titulaire de droit administratif à l'Université de Turin qui fait partie aussi de cette Commission paritaire depuis son institution, à savoir à partir de 1994.
En tant que dernier représentant de cette Assemblée nous proposons M. Marco Bavastro, avocat, qui a rempli les fonctions de Conseiller régional lors de la législature précédente.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Penso che vada fatta una breve riflessione, ma che sia doveroso farla. E sia doveroso farla perché questa è una rinnovazione di una Commissione che non deve essere vista semplicemente come la classica nomina di routine che viene fatta ad inizio di ogni legislatura anche perché mi sembrava di aver letto nelle intenzioni e nei programmi di questa maggioranza come l'aspetto delle riforme istituzionali e per certi versi l'attuazione delle particolarità previste dal nostro Statuto fossero oggetto di una particolare e maggiore attenzione del programma di maggioranza e la maggior attenzione della maggioranza è partita zoppa con la Commissione nota come "Commissione Nicco".
Ci sono state una serie di valutazioni, di incontri, di pourparlers successivi per vedere quali spazi ci potessero essere per coinvolgere anche le forze di minoranza e di opposizione che avevano contestato - e non sto a riassumere quello che avevamo già detto in quest'aula che è a verbale e che tutti noi ben conosciamo - su quel tipo di commissione per i modi, per i tempi e per le forme in cui questa Commissione era stata per certi versi improvvisata.
Sarebbe stato bello che in questa sede, trovandoci ad affrontare un argomento - come è quello di questa Commissione - la cui valenza politico-istituzionale è innegabile, quanto meno - ma così non mi sembra che sia stato - l'Ufficio di presidenza o i capigruppo potessero avere l'occasione di aprire un confronto su quelle che erano le forme poi magari si poteva anche arrivare a delle conclusioni concordate.
Ma apprendere sempre in Consiglio regionale all'ultimo minuto che questa è la decisione che la Giunta ha preso, per carità, la Giunta e la maggioranza sono maggioranza, nessuno mette in discussione il diritto della maggioranza di essere maggioranza però, riteniamo che il senso del dibattito politico sia importante se è anche confronto politico.
Se ci troviamo ogni volta su argomenti più o meno importanti - e riteniamo questo un argomento importante - a svolgere mera opera di ratifica, abbiamo dei dubbi forse non sulla buona fede del Consigliere Nicco, ma sulla buona fede dei consiglieri del Consigliere Nicco in riferimento a quello che ancora nelle ultime settimane è stato detto a proposito della sensibilità di questa maggioranza su un tema delicato ed importante come è quello delle riforme istituzionali.
Concludo quest'intervento improvvisato - perché pensavamo che su quest'argomento ci fosse una richiesta di sospensione della maggioranza quanto meno per comunicare certe conclusioni - dicendo che sarebbe opportuno che prima di arrivare alla votazione, che in parte è una riconferma, si potesse avere una relazione sul bilancio di questa Commissione perché mi sembra di poter dire, senza tema di smentita, che questa Commissione sia sempre stata corpo separato rispetto all'istituzione regionale che nei fatti dovrebbe rappresentare.
Perciò chiedo una sospensione dei lavori del Consiglio per consentire alle forze di opposizione di fare delle riflessioni in merito prima di tornare in aula e di esprimere una posizione più compiuta da parte nostra, ma anche eventualmente delle forze di minoranza.
Président Je fais appel à votre sens de responsabilité pour que la suspension soit aussi courte que possible.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,50 alle ore 18,14.
Président La parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Onestamente questa maggioranza non finisce di stupirci e poi ci chiama tutte le volte ad essere disponibili per le riforme istituzionali, ad essere un Consiglio unito e così via. Oggi ci propone di nuovo tre rappresentanti, per carità, proposti dal Governo della Valle d'Aosta, che noi potremmo anche votare per un discorso di rappresentanza istituzionale per quello che questa Commissione deve fare però, di nuovo ci vediamo di fronte ad un cambio di rotta rispetto a circa un anno fa. Cioè, un anno fa il Presidente della Giunta disse che si modificava la Commissione perché era necessario avere nella Commissione, in quei tre membri, un rappresentante che fosse seduto in questo Consiglio perché questo era indispensabile per vari aspetti. Tutto il suo discorso di richiesta al Consiglio di sostituire quel membro fu fatto su quella base. Oggi dopo un anno e mezzo ci troviamo ad una posizione completamente opposta.
Non pretendiamo di dire no a questo, no a quello; vorremmo solo sapere se la maggioranza è disponibile a continuare con quest'idea perché le forze di minoranza concordano con quell'idea di allora. E già allora le forze di minoranza votarono quella Commissione proprio perché c'era un rappresentante del Consiglio che poteva tenere informati sia il Consiglio sia il Governo in maniera diretta. Non andiamo a scegliere fra i tre chi sostituire, questo è un problema della maggioranza quindi, non vogliamo entrare nel merito degli uomini.
Poi vorrei leggere lo stralcio della resocontazione. Dice il Presidente Viérin: "Nous avons donc, de concert avec les forces politiques qui soutiennent le Gouvernement actuel, pris la décision de proposer au Conseil de nommer un représentant politique au sein de cette Commission. Pour définir ce représentant, nous pouvons nous trouver face là également à deux possibilités: nommer soit un représentant du Gouvernement, soit un représentant du Conseil. Là encore des raisons d'opportunité nous font pencher vers la proposition d'un représentant de l'Assemblée afin de permettre au Gouvernement de pouvoir, le cas échéant, après les décisions de la Commission paritaire, garder toute possibilité de décision et de confrontation avec le Gouvernement; une présence directe du Gouvernement au sein de la Commission paritaire empêcherait cette possibilité. C'est donc sur la base de cette considération que nous proposons un représentant de l'Assemblée au sein de cette Commission de façon à renforcer par sa présence la liaison non seulement Gouvernement - Commission paritaire, mais également Conseil - Commission paritaire vu que l'organe qui ensuite approuve le décret d'application du Statut est l'Assemblée sur proposition du Gouvernement".
Mi sembra che sia molto chiaro, oggi ci sembra che le posizioni dette allora siano completamente diverse quindi, richiediamo alla maggioranza e "in primis" al suo Presidente se è possibile avere un confronto e già da subito diciamo che la maggioranza scelga pure eventualmente una persona di sua fiducia in questo Consiglio e noi voteremo chiaramente le tre persone senza nessun problema però, ci stiamo se esiste una continuità del concetto espresso due anni or sono.
Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Je veux réaffirmer toute l'attention que non seulement cette Assemblée, mais notamment la majorité et le Gouvernement prêtent aux problèmes institutionnels et aux rapports Etat - Région. Aujourd'hui nous examinons un thème qui a trait à ce deuxième aspect: les rapports entre l'Etat et la Région.
Ce n'est pas vrai que cette Commission paritaire représente un corps séparé par rapport à l'Administration régionale vu que les dispositions statutaires et d'application de cet article 48/bis prévoient que ce soit le Gouvernement qui présente une proposition à l'Assemblée, compte tenu du fait que la responsabilité de ces rapports entre Etat et Région revient en premier lieu au Gouvernement qui assume toutes les responsabilités quant aux dispositions qui sont présentées après le vote de l'Assemblée.
Il est vrai, qu'il y a eu des modifications en 1996, modifications dues à la démission qui avait été présentée par M. Onida, l'un des trois membres votés en 1993: Predieri, Angeletti, Onida. Démission qui découlait de son élection en tant que membre de la Cour constitutionnelle.
Je voudrais rappeler que déjà en 1996 le choix effectué par cette Assemblée a été un choix de majorité; c'est la majorité qui a fait ce choix en proposant le Conseiller Lanivi qui faisait partie intégrante, à l'époque, de la majorité. Le fait que ce soit un choix de majorité aujourd'hui démontre qu'il y a une continuité par rapport aux modalités de présentation de cette proposition. La majorité, en 1996, avait trouvé un accord pour présenter comme candidat un conseiller et donc, à cet égard, découlaient également les autres considérations qui nous amenaient à prévoir une liaison plus forte entre le Gouvernement, la Commission paritaire et l'Assemblée.
Aujourd'hui nous avons présenté une proposition qui est également le choix d'une majorité. S'agissant de raisons politiques, d'opportunité, il est évident que ces raisons peuvent changer et sont influencées par la période de leur formulation. Ce qui était, en 1996, jugé opportun, peut être aujourd'hui jugé d'une façon différente.
C'est donc sur la base de ces considérations que nous estimons opportun de présenter la candidature de M. Bavastro en tant que représentant de ce Conseil à l'intérieur de la Commission paritaire. Je veux par ailleurs souligner encore une fois que nous ne pouvons accepter la logique de l'opposition - sur la base de considérations tout à fait légitimes, mais qui sont politiques - qui réclame que les choix de la majorité visant à décider ce qui est opportun sur le plan politique sont de son ressort. Il s'agit d'une logique qui nous rappelle une période que beaucoup de nous ont condamnée, car il s'agissait d'une logique "da consociativismo". C'est une possibilité. Nous estimons que ce n'est pas la méthode, aujourd'hui, la plus opportune à suivre, nous en assumons évidemment la responsabilité et nous confirmons cette proposition.
Autre question: le jugement que nous donnons aux travaux de cette Commission paritaire. Au cours de la législature précédente nous avons maintes fois souligné que nous ne partageons pas certaines procédures suivies par les représentants de l'Etat. Nous avons réclamé que dès qu'un avis avait été exprimé par la Commission paritaire, cet avis devait être transmis au Conseil régional pour que celui-ci s'exprime et au Conseil des ministres pour son approbation et qu'il n'y ait plus d'intervention dans ce processus de la part des responsables des différents ministères. Dans le cas contraire ce serait une procédure sans fin, on continuerait toujours à se consulter et à négocier.
Nous avons par ailleurs sollicité que la Commission paritaire s'exprime sur une série de propositions et non sur une proposition à la fois; les temps, au cas contraire, se prolongeraient également à l'infini. Nous avons à ce sujet à nouveau demandé que les deux décrets, déjà approuvés par la Commission paritaire concernant les quotas laitiers et le domaine régional en matière d'eaux, soient approuvés par le Conseil des ministres. Sur ce thème nous avons demandé une rencontre au Président du Conseil et c'est l'un des sujets que nous soumettrons à nouveau à son attention.
Donc, pour ce qui est du fonctionnement de cette Commission paritaire nous pouvons exprimer un jugement globalement positif quant à son institution et à sa mission. Mission consistant, non seulement à donner application au Statut, mais aussi - fonction qui n'est pas partagée par les représentants du Gouvernement - à harmoniser la législation de l'Etat aux nécessités spécifiques du Val d'Aoste. Le jugement est donc positif quant à l'instrument, il est plus nuancé quant aux résultats que nous avons obtenus jusqu'à présent. C'est la raison pour laquelle nous demandons de mieux définir ces différentes procédures.
Pour ce qui est par contre des choix de cette majorité, la responsabilité revenant entièrement au Gouvernement quant aux résultats de l'activité de cette Commission, nous pensons que c'est également au Gouvernement et à la majorité qui l'exprime de formuler des propositions et de faire des choix. Cette Assemblée devra examiner et approuver les décrets et aura la possibilité a cet instant même au sein des commissions d'approfondir les résultats des travaux de cette Commission.
Toute autre procédure est envisageable, mais définit un modèle de rapports entre majorité et opposition qui rappelle d'autres temps, un modèle qui n'est pas de confrontation mais de "consociativismo", que nous ne partageons pas.
Président Pour la deuxième intervention la parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Ritengo, come penso che abbiamo potuto verificare anche i colleghi, che il Presidente abbia fatto un grande giro di boa, ma che alla fine l'unico piccolo traguardo tagliato è stato quello di dire: noi non siamo per un consociativismo, le responsabilità sono tutte della maggioranza quindi, qui bisogna definire il ruolo dell'opposizione e il ruolo della maggioranza. Mi sembra che non siano le parole che in questi ultimi venti giorni hanno detto le forze di maggioranza per cercare di mandare avanti una commissione per lo Statuto speciale, la cosiddetta "Commissione Nicco".
Qui dobbiamo capirci: o si prende una strada o si prende l'altra strada, ma non si possono prendere due strade contemporaneamente. Questo appare chiaro a tutti i presenti e appare ancora più chiaro proprio perché si è cambiato completamente atteggiamento rispetto ad un anno e mezzo fa e leggevo nel mio precedente intervento il passaggio che ricordo nuovamente: da parte del Presidente si dice che questa maggioranza non ha interesse che la Commissione paritetica tenga un collegamento con il Consiglio.
È detto in maniera molto chiara e prendiamo atto purtroppo di questo. Ricordo al Presidente che abbiamo detto nelle premesse che i nomi li facesse pure la maggioranza, li avremmo votati; chiedevamo solo che fosse rispettato il principio, lanciato proprio dallo stesso Presidente un anno e mezzo fa, di avere uno fra i tre componenti che potevano essere anche due politici: uno esterno, uno interno e un tecnico. Ci interessa di avere un nome di riferimento presente in Consiglio affinché si possano sapere meglio le cose.
Il Presidente si difende dicendo: vedrete poi voi consiglieri quando arriveranno i decreti da ritenere idonei qui in Consiglio. Ricordo al Presidente le parole che pronunciò allora perché sono veramente sconcertanti: "C'est donc sur la base de cette considération que nous proposons un représentant de l'Assemblée au sein de cette Commission de façon à renforcer par sa présence la liaison non seulement Gouvernement - Commission paritaire, mais également Conseil - Commission paritaire."
Non si può dire oggi, dopo aver detto queste parole, che si è scelta una via diversa e poi venire qui a chiedere di far parte di una Commissione per le riforme dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, è inammissibile questo discorso, Presidente.
Quindi noi ribadiamo la richiesta che si faccia non uno sforzo, ma una piccola riflessione da parte delle forze di maggioranza su questo tema; siamo disposti a votare, lo ribadisco, tre persone proposte dalla maggioranza, riteniamo solo che questo Consiglio debba avere un punto di riferimento in questa Commissione, altrimenti ci rifiuteremo di votare.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Sono veramente - non so neanche usare le parole - esterrefatto, ma esterrefatto non è la parola giusta, sono dispiaciuto - ecco la parola giusta è dispiaciuto - perché lei, Presidente, che è una persona intelligente e su questo non ho nulla da dire, volutamente continua su questi temi a confondere in aula quelli che sono gli aspetti istituzionali da quelli che sono gli aspetti politico-amministrativi.
Intendiamoci, è un riferimento di democrazia occidentale probabilmente di origine anglosassone quello di cercare di distinguere, in un Parlamento, in un'Assemblea regionale, in un'Assemblea legislativa, quelli che sono i problemi di carattere istituzionale che riguardano tutti da quelli che sono i rapporti di carattere politico-amministrativo che riguardano la giusta dialettica maggioranza - opposizione.
Io, personalmente, quando la maggioranza fa la maggioranza sulle questioni politico-amministrative non ho niente da dire; mi posso dispiacere sul merito, posso dire la mia, posso intervenire, ma sono le regole della democrazia: siamo all'opposizione perché abbiamo preso meno voti della maggioranza ed è giusto che la maggioranza abbia la responsabilità di governare.
Ma questa è una questione etica: o questa maggioranza ritiene di seguire questo schema astratto dicendo che sulle questioni istituzionali è coinvolta l'opposizione, ed è uno schema astratto, è un'etica politica, è una scelta di fondo, di valori, e allora ce lo dica. Ma se, al di là dell'affermazione di principio che leggiamo sui programmi, che leggiamo sui giornali, in qualche dichiarazione rilasciata dai membri di maggioranza, tutte le volte che ci scontriamo con un problema di tipo istituzionale la logica è sempre quella del rapporto di forza, dello scontro, questo è un punto che va chiarito fino in fondo. Perché se da parte della maggioranza o di una parte di essa c'è questa volontà dello scontro a tutti i costi, dobbiamo dircelo anche per chiarezza di rapporti perché non è piacevole fare la parte dell'asino a cui viene dato un giorno il bastone e il giorno dopo la carota. Noi non vogliamo né il bastone né la carota, vogliamo una pari dignità per quanto riguarda le scelte di carattere istituzionale.
Devo anche dire che uno sforzo come opposizione cerchiamo di farlo ogni volta su questi temi, nel senso di non fare soltanto una critica a questo metodo, ma di proporre alternativamente una soluzione in forma collaborativa. Lo abbiamo fatto per quanto riguardava la Commissione Nicco con rigetto totale delle nostre proposte, abbiamo fatto anche questa volta una proposta che mi sembra il minimo che ci si possa chiedere.
Due anni fa circa il Presidente aveva illustrato quali erano le ragioni per cui era importante coinvolgere l'Assemblea; noi le abbiamo rilette quelle ragioni e le condividiamo pienamente. Oggi ci si dice che le ragioni sono cambiate, che sono differenti, ma quali sono queste ragioni? Perché quello che andava bene due anni fa, oggi non va più bene? Questo non lo sappiamo ancora. E se è questo il clima, se è questo l'arroccamento della maggioranza su una proposta che può essere discussa, possiamo anche rinviare questo punto dell'ordine del giorno, possiamo parlarne in Conferenza dei capigruppo, possiamo fare quello che vogliamo, se però l'atteggiamento - seppure legittimo - della maggioranza è quello di rivendicare in quanto maggioranza la responsabilità di decidere tutto sulle questioni istituzionali, senza che l'opposizione possa contare qualcosa, va bene, ne prendiamo atto. Abbiamo una Commissione per le riforme istituzionali della maggioranza, avremo una Commissione paritetica della maggioranza.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Sicuramente il ragionamento che ha fatto il Presidente è stato un ragionamento; sostenere che sia un ragionamento che ci abbia convinto o meglio che sia convincente penso che sia tutt'altra cosa.
Il Consigliere Marco Viérin ha letto uno stralcio di una lunga riflessione, che era stata fatta quando fu votato un rappresentante di questo Consiglio, per giustificare quel tipo di indicazione.
Penso che il tono del confronto vada spostato. Come abbiamo riconosciuto fin dall'inizio, la maggioranza ha tutti i diritti di essere e di sentirsi in maggioranza, però, in democrazia la maggioranza è tale nel momento in cui si confronta con una minoranza.
Se su argomenti che in tutte le democrazie vedono il coinvolgimento di tutte le forze politiche, che partecipano a quello che è il confronto sulle grandi scelte, viene negata in questo Consiglio la valenza che dappertutto viene riconosciuta alle forze di minoranza, noi inizieremo a pensare e a ripensare quello che dovrà essere il nostro ruolo all'interno di questo Consiglio. Se questo è l'atteggiamento che l'Esecutivo - io direi - ha - perché poi il Consiglio fa proprie le proposte dell'Esecutivo - in questo modo spinge le forze di opposizione a diventare forze di opposizione soltanto in chiave ostruzionistica.
Non era l'intendimento che avevamo ad inizio legislatura nell'affrontare il dialogo politico, però, prendiamo atto che non rimangono molti altri spazi perché su temi di questa portata il coinvolgimento delle intelligenze che ci sono anche nei settori dell'opposizione viene sistematicamente ignorato.
Parleremo nei prossimi Consigli della riforma della maturità ed è un altro cattivo esempio di come viene gestita o meglio non viene gestita la comunicazione politica fra le varie componenti di questo Consiglio regionale.
Non so se chiedere a questo punto la seduta segreta in base all'interpretazione che il Presidente del Consiglio aveva dato questa mattina. Non ha molto senso che le forze di opposizione facciano una richiesta di questo genere, però, se l'interpretazione di questa mattina vale per questo pomeriggio, penso di poter chiedere la seduta segreta perché vorrei fare delle valutazioni sui curricula.
Mi fermo, aspetto che il Presidente del Consiglio mi confermi se vale l'interpretazione di questa mattina o se posso andare avanti.
Président Si je peux vous interrompre, M. Frassy, l'alinéa 4 de l'article 45 précise que lorsqu'il s'agit de nominations à des fonctions ou à des missions, elles sont effectuées en séance publique donc, il n'est pas prévu de séance secrète pour le cas de nominations, comme dans le cas présent la nomination d'un représentant d'une commission. La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) L'ho letto l'articolo 45 ed era quello al quale mi riferivo. Ho letto però anche il comma 3 sul quale mi sono forse soffermato, in quanto dice il comma 3 allorquando si tratta di questioni concernenti persone. I curricula concernono persone, ma non ho io l'imbarazzo di andare avanti; era semplicemente per capire se la variazione temporale comportava una variazione su quella che era l'interpretazione, perché abbiamo visto che a distanza di qualche anno è cambiata una certa interpretazione. Ho la sensazione che i mutamenti siano sempre più repentini.
Detto questo, non vorrei offendere la sensibilità politica e personale di nessuna componente presente in questo Consiglio, perciò farò un ragionamento pacato sapendo peraltro di camminare su un campo minato.
La precedente designazione trovava l'unanimità dei consiglieri sul presupposto che c'era una nomina di collegamento e si diceva che la Commissione paritetica doveva garantire da un lato il collegamento con lo Stato, dall'altra parte con la Giunta e si specificava in particolar modo con il Consiglio regionale.
Sappiamo, e ne abbiamo anche esperienza e per questo inizio di legislatura e per le precedenti legislature, che le nomine possono essere fatte sulle valutazioni le più disparate. L'indicazione di quella nomina che nasceva fra uno dei trentacinque consiglieri aveva una sua logica che poteva essere condivisibile o meno, ma nei fatti era stata condivisa perché aveva raccolto il consenso pressoché unanime del Consiglio ed aveva una sua logica di essere momento di collegamento perciò, era una nomina politica di collegamento. Le due nomine di docenti universitari erano nomine tecniche.
Ora tutti siamo consapevoli che anche chi non fa politica ha una sua appartenenza politica, però riconosciamo anche noi dall'opposizione che in certe situazioni certe nomine si svestono di quella che è la sensibilità politica individuale in quanto prevale il messaggio tecnico: la scelta del professore di diritto amministrativo, la scelta del docente di diritto pubblico poi, che sia di un'area piuttosto che di un'altra, questo diventa relativo perché quello che prevaleva in quel momento erano le specifiche tecniche.
Allora oggi mi domando: sulla terza nomina siamo in grado quanto meno di capire? Io non ci sono arrivato, perciò chiedo al Presidente della Giunta se ci può specificare qual è il criterio che ha portato a questa designazione che senza tema di smentita possiamo dire che non è di collegamento con il Consiglio regionale in quanto il nominato non è più nei banchi del Consiglio regionale. Mi sembra di poter dire in maniera altrettanto evidente che questa nomina non risponde nemmeno a quelli che sono i requisiti di una particolarità di tipo tecnico, perché la professione svolta è tale e vasta che non consente di dire automaticamente che chi svolge la professione di avvocato debba essere onnisciente su certe materie, soprattutto se poi magari ha dato un taglio verso altri settori della professione.
Qual è il criterio allora? Non vorremmo che il Presidente della Giunta si fosse trovato prigioniero di quel codice per certi versi tribale che appartiene ad una certa politica della lottizzazione per cui la nomina di questa terza persona all'interno della Commissione paritetica risponde semplicemente e solamente all'esigenza di collegare ancora più saldamente la Commissione non più al Consiglio regionale, ma all'Union Valdôtaine solamente o ad una componente dell'Union Valdôtaine. Se così è, Presidente Viérin, non può venire qui e pretendere di convincerci con il ragionamento che ha fatto prima.
Lei ha fatto un ragionamento, io ne ho fatto un altro; il mio ragionamento non è completo per un semplice motivo: ho cercato di interpretare una motivazione che non ha dato; dire che quella nomina nasce dalla responsabilità che lei si assume con la sua maggioranza e con il suo Esecutivo mi sembra essere una spiegazione puerile, che sicuramente non fa nemmeno giustizia e onore di quella che è la sua abilità politica. In questo caso mi consenta ha un po' sottovalutato quella che è la capacità intuitiva anche dei Consiglieri di opposizione.
Chiudo, rinnovando l'invito che è pervenuto anche dagli altri settori delle forze di opposizione, ma soprattutto, nel caso non volesse accogliere quell'invito, quanto meno che abbia la bontà di spiegarci quale criterio è stato alla base di questa nomina.
Président Si personne ne s'inscrive à parler, je déclare close la discussion générale. La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) Pour une courte considération d'ordre politique parce qu'il me semble qu'il est nécessaire de temps à autre également de faire quelques réflexions de cet ordre.
Nous savons tous très bien que la politique est l'art du possible, c'est une définition classique de la politique. Sur ce plan le grief qui nous est formulé ne concerne pas la présentation des candidatures. Au contraire, on nous dit: "Nous sommes disponibles à voter n'importe qui, expression de la majorité, mais nous contestons la méthode, le choix qui a amené la majorité à faire cette proposition, parce que le choix fait en 1996 pour des raisons d'opportunité - comme M. Viérin Marco a bien souligné - est un choix qui doit demeurer immuable, il ne faut pas changer de politique, il ne faut pas considérer les raisons d'opportunité".
Je me permets de souligner quelques contradictions quant à la réflexion parce que si cela était vrai en politique, Marco Viérin aujourd'hui ne ferait pas partie du Groupe des Autonomistes et Dario Frassy ne ferait pas partie du Groupe de Forza Italia...
(proteste dai banchi dell'opposizione)
… si vous permettez, je fais simplement une réflexion, vu que le grief le plus important concerne le fait que nous exprimons aujourd'hui un jugement différent quant aux raisons d'opportunité. En 1996 vous vous êtes conduits d'une certaine façon, aujourd'hui vous modifiez ce comportement. C'est vrai, mais je considère que la politique est l'art du possible et que les changements d'avis politique, et vous êtes l'expression la plus évidente de ce droit que nous ne contestons pas, fait partie de l'activité politique et vous l'avez démontré.
J'ai parlé de raisons d'opportunité. Je n'ai aucun problème à motiver ce choix, qui est basé - contrairement à ce que j'ai entendu - sur une compétence que nous reconnaissons au candidat que nous avons proposé, sur son activité, sur son expérience. M. Frassy ne faisait pas partie de la législature précédente. Il n'a pas la possibilité de s'exprimer à cet égard. Je peux le faire, - comme également d'autres - peuvent exprimer à ce sujet un jugement et donc peuvent donner une raison à ce choix quant aux compétences et quant à la personne.
L'autre raison réside dans une réflexion et dans une raison d'opportunité qui nous amène à proposer cette candidature et donc nous maintenons ces propositions et ces candidatures.
Président La parole au Conseiller Frassy pour fait personnel.
Frassy (FI) Per essere breve dovrei partire dal 1989, ma mi rendo conto che l'ora è tarda anche perché sono vicende che sono state oggetto della cronaca politica che si legge sui giornali e perciò penso che ci siano state motivazioni lette e conosciute.
Quello che però mi stupisce è che il Presidente della Giunta, anziché dare le motivazioni di un comportamento politico, vada a naufragare sugli scogli delle esperienze politiche dei componenti dell'opposizione perciò, se le vite politiche di Marco Viérin e di Dario Frassy sono per certi versi le giustificazioni della nomina di Marco Bavastro, caro Presidente, penso che lei abbia delegittimato la nomina che aveva fatto.
Président La parole au Vice-président Marco Viérin pour déclaration d'intention.
Viérin M. (Aut) Condivido quello che ha detto il Consigliere Frassy, non voglio entrare in polemica con il Presidente che ha toccato aspetti non in tema perché probabilmente non sapeva più cosa dire o non poteva parlare di altre cose.
Vorrei solo ricordare al Presidente e ai colleghi che il sottoscritto quando ha fatto questa scelta politica ha lasciato una sedia, tanti altri invece hanno fatto la scelta per prenderla e questi altri sono nel Gruppo dell'Union Valdôtaine e questi sono fatti e non parole…
Marguerettaz (fuori microfono) … e chi l'ha persa sta per riprenderla!
Viérin M. (Aut) ... e chi l'ha persa sta per riprenderla… Il Presidente poi ha basato tutta la sua riflessione sul discorso: perché non si può cambiare dopo due anni un pensiero politico?
Presidente, non abbiamo mica detto questo. Forse bisogna parlare anche patois oltre che francese, non so!
Noi abbiamo detto: questa maggioranza, che per due mesi ha attaccato la minoranza di non voler partecipare ai discorsi istituzionali, non ha fatto niente e sta facendo tutto il contrario affinché ciò possa avvenire. Tutto il contrario perché poteva essere l'inizio di una strada, se le dichiarazioni del Presidente fossero state quelle di due anni fa.
Oggi la Maggioranza ha cambiato linea e noi ne prendiamo atto; prendiamo atto che non le interessa un reale confronto istituzionale fra tutte le forze presenti in Consiglio. Oltretutto, nel caso specifico, noi come Autonomisti non siamo neanche entrati nel merito delle persone proprio per fare vedere che intendiamo accettare l'idea che i tre componenti devono essere proposti dalla maggioranza. Avevamo solo chiesto che ci fosse un "trait d'union" con il Consiglio regionale; non siamo entrati nel discorso delle scelte proprio per tenere una porta aperta; ci è stato detto di no anche su questo quindi, è stata chiusa anche questa porta, ce ne dispiace.
Noi come Gruppo degli Autonomisti e presumo anche gli altri gruppi di opposizione non parteciperemo alla votazione perché questa posizione arroccata della Maggioranza ha un doppio significato, la non vera volontà di creare un rapporto istituzionale e di voler schematicamente impossessarsi di tutto a qualsiasi costo!
Président On procède à la votation:
Conseillers présents: 35
Votants: 24
Suffrages exprimés: 24
Abstentions: 11 (Beneforti, Collé, Comé, Curtaz, Frassy, Lanièce, Lattanzi, Marguerettaz, Squarzino Secondina, Tibaldi, Viérin M.)
Voix obtenues:
Bavastro Marco: 24
Angeletti Adolfo: 23
Predieri Alberto: 23
Je proclame par conséquent élus en tant que représentants de la Région au sein de la Commission paritaire MM. Predieri, Angeletti et Bavastro.
Deliberazione Il Consiglio
Richiamate le proprie deliberazioni n. 224/X, in data 27 ottobre 1993, e n. 2127/X, in data 26 settembre 1996, con le quali sono stati nominati quali rappresentanti della Regione in seno alla Commissione Paritetica i Signori:
- Prof. Adolfo Angeletti, nato a Torino il 30/09/1937, residente a Torino, in via Bono 19, Docente Ordinario di Diritto Amministrativo presso l'Università di Torino;
- Prof. Alberto Predieri, nato a Torino il 07/03/1921, residente a Firenze, in via dei Servi 49, Docente Ordinario di Diritto Pubblico presso l'Università La Sapienza di Roma;
- sig. Ilario Lanivi, nato a Aosta il 16/04/1939, residente a Aosta, in via Innocenzo V Papa 18;
Richiamati il D.P.C.M. 20 dicembre 1993 e il D.P.C.M. 17 ottobre 1996 con i quali è stata costituita e successivamente rinnovata la Commissione Paritetica ex articolo 48 bis Statuto Speciale;
Atteso che il Consiglio Valle e la Giunta regionale sono stati rinnovati a seguito della consultazione elettorale del 31 maggio 1998;
Ravvisata pertanto l'opportunità di procedere al rinnovo dei rappresentanti della Regione in seno alla Commissione Paritetica;
Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 4853/97, in data 30 dicembre 1997 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per l'anno 1998 e per il triennio 1998/2000, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative, nonché la circolare n. 2 in data 15 gennaio 1998 (prot. n. 861/5FIN);
Richiamati i Decreti legislativi n. 320/1994 e n. 44/1998;
Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Capo di Gabinetto della Presidenza della Giunta, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13 - comma 1 - lett.e) e 59 - comma 2 - della L.R. n. 45/1995, sulla presente deliberazione
Delibera
di nominare, quali rappresentanti della Regione in seno alla Commissione Paritetica di cui all'articolo 48 bis dello Statuto speciale, i Signori Angeletti Adolfo, residente in Torino, via Bono, n. 19, Bavastro Marco, residente in Sarre, loc. Rovine, n. 39 e Predieri Alberto, residente in Firenze, via dei Servi, n. 49.
