Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2912 del 17 dicembre 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 17 DICEMBRE 1997

OGGETTO N. 2912/X Disegno di legge: "Modificazioni alla legge regionale 10 aprile 1985, n. 10 (Istituzione de l'Institut Valdôtain de l'Artisanat Typique), già modificata dalla legge regionale 23 febbraio 1993, n. 8. Abrogazione della legge regionale 24 giugno 1992, n. 30".

Articolo 1 (Modificazioni all'articolo 1)

1. Il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 10 aprile 1985, n. 10 (Istituzione dell'Institut valdôtain de l'artisanat typique), come modificato dall'articolo 1 della legge regionale 23 febbraio 1993, n. 8, è sostituito dal seguente:

"2. L'IVAT ha il compito di sviluppare l'artigianato valdostano di tradizione attraverso la commercializzazione, la tutela e la valorizzazione dei prodotti con attività di promozione, di formazione e di servizi."

Articolo 2 (Modificazioni all'articolo 3)

1. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 10/1985, come modificato dall'articolo 2 della legge regionale 8/1993, è sostituito dal seguente:

"2. Il consiglio di amministrazione dura in carica tre anni ed è composto da:

a) un presidente e due esperti in materia di artigianato valdostano di tradizione, designati dalla Regione con le modalità di cui alla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale);

b) due rappresentanti delle imprese artigiane del settore designati:

1) dalle imprese artigiane che partecipano alla fiera di Sant'Orso;

2) dai conferitori IVAT."

2. Il comma 2bis dell'articolo 3 della legge regionale 10/1985, come inserito dalla legge regionale 8/1993, è sostituito dal seguente:

"2bis. Le modalità per la designazione dei rappresentanti delle imprese artigiane sono stabilite dalla Giunta regionale."

3. Il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 10/1985 è sostituito dal seguente:

"3. Le funzioni di segretario del consiglio di amministrazione sono svolte dal direttore dell'IVAT. In caso di impedimento, di assenza o di vacanza, le relative funzioni sono svolte da un impiegato di livello immediatamente inferiore."

Articolo 3 (Modificazioni all'articolo 4)

1. Il comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 10/1985 è sostituito dal seguente:

"2. Il consiglio di amministrazione, nella seduta di insediamento, provvede a designare il consigliere che sostituisce, in caso di assenza o di impedimento temporaneo, il presidente con delega alla firma degli atti di competenza."

Articolo 4 (Modificazioni all'articolo 5)

1. Il comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 10/1985 è abrogato.

2. Il comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale 10/1985 è sostituito dal seguente:

"2. Le attribuzioni del presidente del consiglio di amministrazione e del direttore sono determinate nello statuto per il funzionamento e la gestione dell'IVAT, che è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore competente in materia di artigianato, sentito il consiglio di amministrazione dell'ente."

Articolo 5 (Modificazioni all'articolo 7)

1. L'articolo 7 della legge regionale 10/1985 è sostituito dal seguente:

"Articolo 7

1. L'individuazione dei prodotti di artigianato valdostano di tradizione, per i quali può essere autorizzata l'apposizione del marchio di cui all'articolo 2, è effettuata da una commissione tecnica, costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale e composta dal presidente del consiglio di amministrazione, dal direttore dell'IVAT e da tre esperti designati dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore competente in materia di artigianato.

2. La commissione tecnica di cui al comma 1 può autorizzare anche l'apposizione del marchio a prodotti di artigianato valdostano di tradizione non acquistati e non commercializzati dall'IVAT.

3. Le competenze nonché le modalità per il funzionamento della commissione tecnica sono stabilite nello statuto di cui all'articolo 5, comma 2."

Articolo 6 (Stato giuridico e trattamento economico del personale)

1. Al personale dipendente dell'IVAT si applica la legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della disciplina del personale), come modificata dalla legge regionale 12 luglio 1996, n. 17.

2. Il personale è inquadrato nei ruoli dell'IVAT, dipende direttamente dallo stesso ed è iscritto, con decorrenza dalla data di inquadramento a ruolo, all'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (INPDAP), nonché agli altri istituti di previdenza e di assistenza previsti dalla legge a favore dei dipendenti degli enti pubblici locali.

3. La dotazione organica dell'IVAT è quella prevista nell'allegato A alla presente legge.

Articolo 7 (Abrogazione)

1. La legge regionale 24 giugno 1992, n. 30 (Normativa per il personale dipendente dell'Institut valdôtain de l'artisanat typique), è abrogata.

Articolo 8 (Disposizioni transitorie)

1. Le procedure già avviate, alla data di entrata in vigore della presente legge, per il rinnovo, ai sensi della legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale), degli organi dell'IVAT, in scadenza al 31 dicembre 1997, sono annullate.

2. Gli organi in carica alla data di entrata in vigore della presente legge sono prorogati sino al loro rinnovo, secondo le norme della presente legge.

Articolo 9 (Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.

Presidente Ha chiesto la parola il relatore, Consigliere Borre.

Borre (UV) La legge che istituisce l'Institut de l'artisanat typique (IVAT) risale al 1985 e alcune modifiche alla stessa sono state apportate nel ?93 con legge regionale n. 8.

Dopo confronti con esperienze diverse, confronti interni al Consiglio di amministrazione, è emersa la necessità di fare un'analisi e una diagnosi della situazione dell'IVAT con una formulazione di proposte per migliorarne la situazione.

È stato quindi commissionato uno studio ad una Società, la CAST, dal quale emerge con chiarezza che la problematica più seria è la mancanza in seno al Consiglio di amministrazione di una visione consensuale del ruolo dell'ente.

Altri fattori di insoddisfazione e quindi di insuccesso sono: l'esposizione merceologica nei negozi che non consente di differenziare i prodotti di diversa natura: pezzi artistici, pezzi di serie eccetera; la mancanza di fonti di innovazione di prodotto, funzione un tempo in carico alla Commissione qualità; preoccupante decremento degli artigiani conferitori e susseguente riduzione della gamma dei prodotti e mancanza dei prodotti per soddisfare le domande nei periodi critici dell'anno; personale di vendita scarsamente motivato.

Per rispondere a questi problemi si portano alcune modifiche alla legge istitutiva prevedendo la modifica all'articolo 1, comma 2, della legge regionale 10 aprile 1985 sostituendo le parole "artigianato tipico valdostano" con "artigianato valdostano di tradizione". Questo perché con un elenco di lavori che possono essere definiti di tradizione, criteri peraltro già utilizzati alla Fiera di Sant'Orso, si dovrebbe uscire dal conflitto fra forme di artigianato tipico e artistico. Altra modifica è la nomina di un direttore: questa figura dovrebbe garantire una ripresa soprattutto nell'attività commerciale, ma anche nel resto della gestione. Al Direttore generale verranno conferiti ampi poteri gestionali, ciò permetterà sia di snellire i processi decisionali, sia di individuare in una sola persona il Responsabile della gestione operativa dell'Institut.

Il ruolo della Commissione qualità che oggi, a causa delle modalità operative correnti, rappresenta il lato negativo per l'allargamento del numero di artigiani, viene valorizzato. La presenza del Direttore e del Presidente dell'ente in seno alla Commissione renderà partecipe della vita dell'ente l'intera Commissione.

Lo snellimento del Consiglio di amministrazione, dovuto in parte alla riduzione dei membri da 9 a 5, e in gran parte ai compiti conferiti alla nuova figura del Direttore generale, che sarà il responsabile ultimo dei conferimenti dei prodotti e delle altre attività di sua competenza, permetterà senza dubbio un miglior funzionamento.

Un passaggio graduale alla gestione privatistica dei negozi, iniziativa già in atto, è perseguibile al momento laddove si possono aprire altri punti di promozione vendita. Con queste modifiche si tenta di dare una risposta alla situazione non rosea dell'IVAT. Sono peraltro queste modifiche suggerite dallo Studio CAST.

Si potrà obiettare che non seguono del tutto le indicazioni e forse è vero ma, come ho già detto, è una risposta che può nel breve tempo migliorare la situazione.

Non condivido in toto lo Studio CAST, non per la sua analisi precisa e puntuale, ma per il semplice fatto che traspare dallo stesso un'analisi aziendale di tipo privatistico.

Non possiamo dimenticare il grande sforzo pubblico che deve essere supportato dalla Regione per mantenere ed incrementare questo settore così importante, non solo economicamente, ma anche culturalmente. È di fondamentale importanza che la presenza dell'IVAT sia per la formazione, sia per la promozione, che per la commercializzazione sia ben viva su tutto il territorio.

Ribadisco, non voglio dire che non ci siano soluzioni migliori od impostazioni di un ente diverso; possiamo fin d'ora lavorarci sopra però, oggi è utile non lasciare le cose come stanno e queste modifiche possono servire a migliorare la situazione e forse con il tempo indicarci strade nuove.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, artigianato ed energia, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) Per presentare un emendamento che tiene conto dell'ampia discussione avvenuta in Commissione in relazione alle funzioni del Direttore. La stesura presentata finora prevede per il Direttore un ruolo con le stesse caratteristiche del dirigente di terzo livello. L'emendamento che propongo ha questa natura: si tratta di aggiungere, dopo il comma 3 dell'articolo 6, che è quello che prevede le questioni relative al personale, il seguente comma 4: "Per il conferimento dell'incarico dirigenziale di cui all'allegato A alla presente legge (Dotazione organica dell'Institut Valdôtain de l'artisanat typique) si applica l'articolo 62, comma 5, della legge regionale 45/1995. "

Il comma 5 dell'articolo 62 prevede gli incarichi per cui non si applicano per l'assunzione e per il contratto le modalità stabilite per il restante settore dirigenziale, ma prevede l'incarico fiduciario. Lo leggo: "Le disposizioni di cui agli articoli 16, 17 e 20 del Capo II del Titolo II non si applicano ai posti di capo e vicecapo gabinetto, di capo e vicecapo dell'ufficio stampa della Presidenza della Giunta, direttore dell'ufficio di collegamento e rappresentanza di Roma, di commissario regionale presso la Casa da gioco di Saint-Vincent, di capo ufficio informazione e stampa della Presidenza del Consiglio regionale e di direttore dell'agenzia regionale del lavoro, in relazione alla natura del rapporto fiduciario degli incarichi medesimi. Detti incarichi sono utili ai fini del periodo richiesto dall'articolo 16, comma 2, lettera a)".

Con quest'emendamento la figura del direttore nominato dal Consiglio di amministrazione ha carattere fiduciario, analogo a quello degli altri dirigenti con incarico, già presenti nella nostra Regione.

Presidente È aperta la discussione generale. Si sta discutendo sul nuovo testo predisposto dalla IV Commissione con l'emendamento testé annunciato dall'Assessore Mafrica. Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Qualche mese fa avemmo occasione di iniziare a discutere della situazione dell'IVAT in seguito ad un'interpellanza presentata dal sottoscritto insieme ai colleghi del Gruppo proprio successiva allo Studio della Società CAST di cui ha fatto riferimento il relatore nelle premesse.

Paragonando il contenuto di quell'interpellanza con la relazione dei colleghi Borre e Chenuil, appare evidente come le sottolineature fatte da questi ultimi siano diverse da quelle che avevo sottoposto all'attenzione dei colleghi redigendo quell'interpellanza.

I colleghi Borre e Chenuil hanno fatto riferimento ad alcuni contenuti di quello Studio e hanno sottolineato in particolare che vi erano dei fattori di insoddisfazione dovuti all'esposizione merceologica nei negozi ed hanno dettagliato questi fattori di insoddisfazione. Nella mia interpellanza sottolineavo altre analisi fatte dallo Studio CAST che concernevano l'attività commerciale che, secondo lo Studio CAST, registrava un andamento economico negativo con un disavanzo nel ?95 del meno 33 percento così come si affermava nello stesso Studio che l'attività promozionale non è pianificata; che l'attività di formazione è correntemente ferma; che esiste una mancanza di direzione strategica nella conduzione dell'Ente.

Forse è in base a queste asserzioni presenti nello Studio CAST che il collega Borre sottolineava nella sua relazione come sia necessario un grande sforzo pubblico che deve essere supportato dalla Regione per mantenere ed incrementare questo settore così importante non solo economicamente, ma anche culturalmente. È bene ricordare che questo grande sforzo pubblico da parte della Regione c'è sempre stato dal momento in cui è stato costituito l'IVAT; credo che oggi questo sforzo pubblico corrisponda ad una cifra di circa 800 milioni l'anno senza il quale l'Istituto non potrebbe stare in piedi da un punto di vista economico.

Quindi non è una novità questa, semmai quello che dovrebbe far riflettere è che, a fronte di questo sempre presente grosso sforzo pubblico, supportato dalla Regione, i risultati di IVAT siano quelli che risultano dallo Studio CAST. Evidentemente, nonostante il grande sforzo pubblico, l'artigianato tipico della nostra Regione non si incrementa né da un punto di vista commerciale, né da un punto di vista culturale e via dicendo.

Questo per la precisione dello Studio CAST, uno studio che sta quindi all'origine della decisione di questa Giunta, immagino, di andare a modificare la legge costitutiva dell'IVAT stesso.

L'Assessore Mafrica quando presentammo quell'interpellanza per sapere se condivideva le proposte avanzate dallo Studio CAST oltre che l'analisi, sebbene - come era logico attendersi - facesse delle sottolineature diverse per quanto concerne l'analisi della situazione di IVAT, diceva di accogliere le indicazioni formulate dallo Studio CAST e che queste avrebbero visto ben presto la luce.

Quindi all'origine di tutto sta questo Studio CAST che IVAT commissiona e che l'IVAT a mio avviso - faccio un piccolo inciso - piuttosto stranamente approva all'unanimità perché, come ricordavo, che il Presidente dell'IVAT approvi uno studio in cui viene detto che manca una direzione strategica nella conduzione, è un po' come se si autosfiduciasse. Comunque, tanto di cappello alla correttezza di questo Consiglio di amministrazione, in primis del Presidente di IVAT, il quale riconosce che lo Studio CAST centra l'obiettivo sia per quanto concerne l'analisi, sia per quanto concerne la proposta.

Si mettono quindi in moto le procedure, i meccanismi - la promessa fatta dall'Assessore va giustamente mantenuta - e qui bisogna capire questa macchina che si mette in moto in che modo si mette in moto e come procede. Ho da fare una grossa prima sottolineatura negativa su questo disegno di legge, sottolineatura che riguarda il metodo con cui si arriva oggi alla discussione di questo disegno di legge.

Perché ho un appunto negativo da fare in questo senso? Perché questo disegno di legge, che parte da una proposta dello Studio CAST commissionato da IVAT, in realtà viene elaborato in sedi diverse dall'IVAT, ovvero negli uffici dell'Assessorato e, se il sottoscritto non avesse chiesto, quando quest'argomento è andato alla discussione delle Commissioni II e IV congiunte, che fosse sentito il Consiglio di amministrazione dell'IVAT, questo stesso Consiglio molto probabilmente non avrebbe nemmeno visto questa legge prima che essa venisse approvata dal Consiglio regionale.

A testimonianza di questo ho avuto modo di chiedere, nel corso della riunione della Commissione, tutti i verbali in cui nel Consiglio di amministrazione di IVAT si è discusso di questa legge e ci si è confrontati con le proposte della Giunta per proporre eventualmente dei suggerimenti, delle variazioni o invece per esprimere un consenso ebbene, i verbali di questi Consigli, in cui si è tanto discusso di questo disegno di legge, sono di due riunioni. Nella prima, del 2 ottobre 1997, si dice: "Il Presidente passa infine - alla fine della riunione - ad informare il Consiglio di amministrazione in ordine alla situazione del procedimento avviato di modifica alla legge". Sembra un'informazione, ma poi nella riunione successiva vi è una precisazione sul significato che ha questa voce del verbale. Leggo direttamente quello che dice il Presidente dell'IVAT chiedendo che sia messo a verbale a correzione di quella frase che ho citato: "Il Presidente Gerbore replica che il disegno di legge in questione è stato considerato dalla Giunta regionale, ma che non se ne poteva dare copia in quanto documento ufficioso non in possesso dell'IVAT". Quindi l'informazione, data nel corso della riunione del 2 ottobre, era "il disegno di legge sta andando avanti".

Qual è il secondo verbale che certifica la discussione del Consiglio di amministrazione dell'IVAT su questo disegno di legge? È quello del 24 novembre 1997, laddove il Presidente fa presente di essere stato informato dell'intenzione dei commissari - cioè noi - di richiedere un'audizione dell'intero Consiglio di amministrazione dell'Institut e "di aver pertanto ritenuto corretto ed opportuno convocare con urgenza una seduta straordinaria del Consiglio in modo da approfondire quanto in esame". Questo sta ampiamente a dimostrare che questa legge è stata fatta senza che il Consiglio di amministrazione di IVAT ne sapesse nulla.

Credo che sia evidente come non possa non sottolineare questo fatto che ritengo gravissimo.

Sempre il verbale ufficiale di quella riunione dice che... no, leggo un'altra questione che è più chiara: "La discussione in merito al disegno di legge procede animata".

Quando il Consiglio di amministrazione dell'IVAT viene sentito dalle competenti commissioni consiliari abbiamo una grossa sorpresa perché questo Consiglio che così sovente ha avuto dei problemi a mettersi d'accordo su tante questioni inerenti alla conduzione dell'Ente stesso, a fronte di questo disegno di legge, trova stranamente una pressoché unanimità di veduta e di giudizio. Leggo alcuni appunti presi nel corso dell'audizione in modo che i commissari, che non erano presenti alla Commissione, possano rendersi conto di ciò che sto dicendo. Non dirò i nomi, faccio presente che il Consiglio di amministrazione dell'IVAT è stato votato tre anni fa da questo Consiglio regionale e che, come prevedeva la legge, è composto da tre rappresentanti della maggioranza e da un rappresentante dell'opposizione. Questo per quanto riguarda i rappresentanti di nomina del Consiglio regionale, poi ci sono quelli di nomina degli artigiani.

Allora, tutti i consiglieri presenti si sono espressi in merito a questo disegno e, ripeto, senza dire chi ha detto, dirò cosa hanno detto.

Questa legge non risponde alle nostre aspettative, ha detto un membro del Consiglio di amministrazione.

Un altro: con questo disegno di legge ci ritroviamo gli stessi problemi che speravamo di ridurre.

Un altro ancora: lo Studio CAST ha fatto delle proposte, devo riconoscere che il disegno di legge non risponde alle aspettative.

Un quarto: quest'IVAT non dà la possibilità di crescita all'artigianato.

Un quinto: nella seduta del Consiglio di amministrazione tutti i membri erano perplessi su questo decreto legge, tranne il Presidente.

Un ultimo: chiedo di sospendere l'attuale disegno di legge, rivedendolo con un maggiore coinvolgimento di IVAT e del mondo artigiano. Questo è il giudizio che il mondo artigiano dà su questo disegno di legge.

Diventa difficile, anche se ho visto che nella relazione in fondo si cerca in qualche modo di recuperare, pensare come questo disegno di legge risponda alle aspettative del mondo artigiano visto che tutti i loro rappresentanti in seno a questo Consiglio di amministrazione hanno detto che non andava bene.

Quali appunti fare invece dal punto di vista mio personale su questo disegno di legge? Uno diventa una domanda perché l'emendamento presentato questa mattina dall'Assessore non è di scarsa importanza, ha una rilevante importanza anche perché abbiamo notato che la figura del Direttore generale che si inserisce all'interno della nuova struttura IVAT è estremamente interessante ed è un problema molto importante per gli artigiani in primis. C'è stata una grossa discussione sul ruolo che doveva rivestire il Direttore generale, soprattutto la sua funzione, cioè se doveva avere un contratto di tipo privato oppure un contratto secondo i dettami della legge 45. Con l'emendamento dell'Assessore sembra che si vada nella prima direzione.

Pongo solo la domanda, così l'Assessore nella replica illustrerà meglio la posizione in cui verrà a trovarsi questo Direttore generale. Cioè mi chiedo, pur non conoscendo molto la legge 45, se comunque rientrando in questi canoni che sono stati espressi nell'emendamento dell'Assessore, questo Direttore generale dovrà essere inquadrato in un livello economico e caso mai qual è la portata di tale livello.

Come dicevo, non c'è solo la questione del Direttore generale. Innanzitutto, quello che manca ancora con questo disegno di legge è uno dei punti più importanti, almeno a seconda dello Studio CAST per far sì che IVAT si rimetta in quadro: è la definizione del ruolo che IVAT stesso deve avere.

Diceva lo Studio CAST che praticamente la causa principale della situazione corrente, che è quella che ho descritto prima e che credo abbiate tutti capito non essere certamente rosea, è la mancanza in seno al Consiglio di amministrazione di una visione consensuale del ruolo dell'Ente. Questa genera due aree di incertezza che hanno determinato questa staticità; la prima riguarda l'annoso dibattito interno su quale sia la priorità fra sviluppo e tutela dell'artigianato. Con la proposta di legge mi sembra di percepire che la prima parola che dovrebbe concepire invece il ruolo di IVAT è la parola commercializzazione, che viene anteposta rispetto alle altre: l'IVAT ha il compito di sviluppare l'artigianato valdostano di tradizione attraverso la commercializzazione. In questo senso si definisce un po' meglio il ruolo perché gli si dice che deve anzitutto commerciare, ma non risulta cosa deve commerciare ed è lì l'inghippo. È su questo che non riescono a mettersi d'accordo i membri del Consiglio di amministrazione ed è in questo che c'è necessità di un indirizzo politico chiaro che a mio avviso invece da questo disegno di legge ancora non c'è, ma visto che la prima parola che viene detta per lo sviluppo dell'artigianato valdostano è quella di commercializzarlo, bisogna fare una riflessione più ampia su come fin qui è stata impostata la commercializzazione e come lo sarà in futuro.

Innanzitutto bisogna ricordare che uno può pensare, come spesso accade, che i disavanzi del bilancio di IVAT sono riconducibili a strutture, a campagne pubblicitarie, a promozioni, a corsi di formazione, a tutto questo genere di questioni, questo invece non è quello che accade nella realtà perché andando a vedere l'analisi di CAST risulta evidente che un primo grosso buco del bilancio IVAT viene proprio dalla commercializzazione. Risulta evidente che, ad esempio, nell'esercizio ?95 c'è stato un utile sulla vendita di 144 milioni a fronte di costi di 334 milioni per un disavanzo di 190 milioni di lire.

Cosa suggerisce CAST? CAST dice in maniera molto esplicita che per andare in senso migliorativo nel campo della commercializzazione bisogna privatizzare. Il Consigliere Borre dice che si è già iniziato a privatizzare, che uno degli esercizi di IVAT è stato privatizzato. È vero, ha dimenticato il Consigliere Borre perché è stato privatizzato, lo abbiamo scoperto in Commissione: è stato privatizzato perché il personale dipendente che vendeva in questo posto vendita è semplicemente andato in pensione ed ha offerto l'opportunità di privatizzare, ma se dovessimo aspettare per privatizzare gli attuali punti vendita di IVAT che il personale vada in pensione, capite che questa non è una volontà politica, questa è una rassegnazione politica.

Borre dice che si andranno a privatizzare i nuovi punti vendita; CAST dice una cosa diversa, quando parla di privatizzare dice anche che, qualora i gestori non dovessero ritenere idoneo il personale nei punti di vendita, essi dovrebbero essere destinati ad altri incarichi all'interno dell'Amministrazione pubblica. Cioè, se questa è gente che o non è capace - dice CAST - o non ha voglia di fare il suo mestiere, visto che sono dipendenti regionali possono essere richiamati in seno all'Amministrazione regionale. Questo si può fare a partire da domani mattina, o meglio, si poteva fare a partire dall'altro ieri, non è stato fatto, evidentemente per una scelta quindi, definizione del ruolo dell'IVAT, modello di gestione perché CAST dice una cosa interessantissima. È d'accordo su quello che diceva Borre: non possiamo privatizzare completamente IVAT perché in un settore come questo - che fra l'altro versa in uno stato quale quello che abbiamo visto - bisogna graduare la cosa, ma qual è l'obiettivo a cui tendere? È quello che quest'Ente riesca ad autofinanziarsi per quanto riguarda la parte commerciale e l'intervento pubblico non deve essere sulla parte commerciale, ma ben definito e cioè deve occuparsi della formazione, della promozione e della fornitura dei servizi, ma la commercializzazione deve essere privata.

Di quest'impostazione nella legge non c'è nulla perché cosa succederà a partire dal prossimo esercizio dopo che avremo approvato, cioè dopo che voi avrete approvato questa legge? Succederà quello che è sempre successo fin qui cioè la Regione metterà in bilancio i suoi 800, poi un anno saranno 700, l'anno dopo 900, magari si arriverà al miliardo di lire a disposizione del ripiano del bilancio di IVAT senza entrare nel merito. Pensate quanto sarebbe più efficiente se la Regione dicesse di finanziare alcune spese di IVAT ben delineate. Invece finché la Regione caccia i soldi nel calderone di quest'Istituto, personalmente non vedo una grossa possibilità di ripresa per quest'Institut .

Rimane in piedi una questione che è quella della Commissione qualità. Anche questo è un passaggio molto delicato perché dice lo Studio CAST questo è il collo di bottiglia, il punto che blocca tutto e che crea il problema perché la Commissione qualità non ha mai dato dei criteri chiari in base ai quali poi sceglie i prodotti da marchiare e da commercializzare. Quindi sono gli artigiani i primi a non sapere cosa del loro prodotto sarà accolto dalla Commissione qualità e cosa no.

Qui si dice qualcosa nella legge per la verità. Innanzitutto la Commissione viene ridotta, diventa tecnica e sembra - cosa alla quale invece sono contrario - non dover entrare più nel merito della qualità del prodotto che invece rimane una funzione di fondamentale importanza: ci vuole qualcuno preparato che giudichi dal punto di vista della qualità. Lo raccontavo a chi mi ascoltava in Commissione: se voi entrate in uno dei punti vendita IVAT, la prima cosa che appare evidente anche a degli incompetenti totali come sono io in questa materia è che ci sono dei pezzi di artigianato orribili che non stimolano senz'altro l'acquirente ad andarli a comprare. Se oggi togliamo ancora un giudizio di qualità sui pezzi, chissà cosa dovremmo attenderci nell'esposizione dei negozi.

Allora, in conclusione, non si fa ciò che si doveva fare, e quanto dice Borre nella conclusione della sua relazione non mi trova assolutamente d'accordo e credo che non trovi d'accordo nemmeno lui stesso: ha dovuto metterla questa frase, anche un po' ridondante, o meglio, così formale. Allora non va tutto bene, lo dice Borre stesso alla fine, quando afferma: forse non basta quello che stiamo facendo, non posso dire che non ci siano soluzioni migliori, possiamo fin d'ora lavorarci sopra. Questo lo sappiamo benissimo, poi magari Borre nel gioco mi contraddirà, ma lo sappiamo benissimo sia lui che io anche perché abbiamo imparato al Consiglio comunale di Aosta che non c'è nulla di più definitivo del provvisorio. Abbiamo perfettamente coscienza tutti che con questa legge per tutta, non solo questa, ma io sono certo anche la prossima legislatura di IVAT non si parlerà più.

Perché non se ne parlerà più? Perché il Consiglio di amministrazione, così come va ad essere modificato - mi obietterà forse giustamente l'Assessore, ma qui rispettiamo CAST ed ha ragione -, diventa un organo chiuso fra la Giunta e il Consiglio di amministrazione stesso. E qui devo dare atto pubblicamente che il rappresentante nominato dall'opposizione ha svolto egregiamente il suo lavoro perché, a differenza di quello che succede in altre società, ci ha fatto conoscere in maniera più approfondita la situazione di quest'Institut, ma nel momento in cui sarà scelto il Presidente della Giunta e i due esperti dalla Giunta, e il Consiglio di amministrazione è composto da cinque membri, avvertiamo subito come la maggioranza di questo Consiglio di amministrazione sarà di espressione politica e non del mondo artigiano. Il mondo artigiano sarà rappresentato, ma sarà in minoranza ed essendo la maggioranza del Consiglio di amministrazione di estrazione politica, ovvero di nomina della Giunta, della maggioranza, è chiaro che ben difficilmente usciranno in futuro i problemi, le difficoltà, le magagne che invece con questo Consiglio di amministrazione abbiamo avuto modo anche noi consiglieri di conoscere.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Dujany.

Dujany (Aut) Intervento un po' ad integrazione del Consigliere Marguerettaz che ha toccato più i temi di carattere operativo e l'iter procedurale che ha costituito la premessa perché questo disegno di legge arrivasse in Consiglio.

Mi limiterò a fare solo alcune valutazioni sul piano istituzionale, e qui devo riconoscere che, come già avevo fatto al momento dell'istituzione dell'ARPA, quei timidi indirizzi di decentramento che avevo già riconosciuto allora emergere dai decreti Bassanini, purtroppo il nostro legislatore regionale è ben lontano ancora dall'esserne in qualche modo sensibilizzato. La cosa mi sembra tanto più strana perché proprio il Consigliere Borre, non in quest'aula perché non sempre quest'aula costituisce il luogo in cui si discutono queste tematiche, ma al di fuori di quest'aula, aveva riconosciuto proprio in occasione della discussione dell'istituzione dell'ARPA che alcuni rilievi che avevo fatto allora erano ritenuti da lui giusti.

Qui dobbiamo ancora una volta rilevare che gli enti strumentali della Regione continuano a dover operare sotto un rigido controllo centralistico del Governo regionale, controllo che abbiamo già addirittura - lo ha ricordato anche il Consigliere Marguerettaz - nel momento preliminare della designazione delle candidature, nel momento dell'individuazione del Presidente e dei due esperti in materia di artigianato che non provengono dalla cosiddetta società civile, ma vengono designati dal Governo regionale in modo tale da assicurare un controllo del Governo regionale su quest'Ente istituzionale tale da garantire almeno la maggioranza dei suoi membri.

Ma questo non basta. Anche per quel che riguarda la possibilità di designazione da parte delle imprese artigiane degli altri due rappresentanti, addirittura le modalità con cui tutto questo deve avvenire sono stabilite sotto l'egida esclusiva della Giunta regionale quindi, se c'è bisogno di un ulteriore controllo anche nella fase di designazione di questi due operatori della società civile, è la Giunta regionale che rigidamente si appropria di questo diritto di fissarne i criteri.

Ancora questo non basta. Nell'articolo 4 vediamo che anche lo stesso Statuto per il funzionamento dell'IVAT deve essere approvato dalla Giunta regionale. Non solo, l'iniziativa per l'approvazione dello Statuto non è neppure concessa all'Istituto stesso dell'IVAT, ma addirittura all'Assessore competente in materia di artigianato. Quindi sia nella fase di elaborazione preliminare dello Statuto, sia nella fase di approvazione, l'unico interlocutore nella fase iniziale è l'Assessore all'artigianato e poi nella fase di controllo la Giunta regionale, di cui questo Assessore fa parte. Credo che non occorrano ulteriori commenti.

Si individua ancora una volta una sfiducia del Governo regionale nei confronti della società civile, in particolare della libera imprenditoria artigiana, che va in ogni momento controllata nel suo agire, eventualmente - come ha ricordato il Consigliere Marguerettaz -oliata adeguatamente nella sua azione di tutti i giorni con danaro pubblico senza mai riconoscere dignità, autonomia e responsabilità ai soggetti.

Questo centralismo regionale, che ripropone le stesse logiche nazionali, non può da noi essere accettato per cui il voto degli Autonomisti su questo disegno di legge sarà negativo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (VA) Le lunghe sedute della Commissione ci hanno consentito di capire meglio quale sia la situazione di quest'Ente e certamente non è possibile cavarsela, come ha detto il Consigliere Borre, definendo la situazione non rosea. La cosa è ben diversa, ben più complicata, ben più grave e non solo per quello che scaturisce dalla lettura del rapporto CAST, che si può condividere oppure no, ma che comunque è, esiste. Che si condivida o no il risultato del lavoro di CAST, o che si condivida o no il presupposto, o i presupposti, da cui CAST è partito per leggere la situazione di quest'Ente, ciò non toglie che il risultato di quell'indagine suona non come un campanello di allarme, ma come una sirena di allarme. La situazione non è rosea certamente, è estremamente grave, anche perché sembra che stiano venendo meno gli obiettivi principali per cui quest'Ente era stato costituito. Obiettivi che, ricordo, al di là della commercializzazione, erano quelli della promozione e dell'allevamento di nuove potenzialità.

C'è poi anche da sottolineare il fatto che le considerazioni che sono state fatte in Commissione e che Consigliere Marguerettaz ha fatto qui oggi, non significano disconoscere il ruolo che quest'Ente ha avuto in passato; nessuno mette in discussione l'idea stessa di IVAT, la sua funzione nel passato, il fatto che abbia, per ammissione stessa del Presidente di IVAT, allevato nel suo interno personaggi poi diventati bravi e famosi da poter essere in grado di gestire autonomamente un proprio mercato delle proprie opere d'arte quindi, tutto questo non viene toccato. Il problema è cosa fare in questo momento.

Voglio usare un'espressione che avevo già usato ed è questa. Nel sostanziale rispetto, come l'Assessore ha più volte sostenuto in Commissione e anche oggi, delle indicazioni di CAST tutte comprese all'interno di questo disegno di legge, ciò che viene posto per risolvere i problemi di IVAT mi sembra che assomigli più ad un pannicello caldo che non ad una cura seria e radicale.

L'obiezione che viene fatta dall'Assessore, ed è un'obiezione alla quale non posso controbiettare nulla, è quella che dice: noi non possiamo permetterci di lasciare quest'Ente in queste condizioni, questo è il primo intervento serio e radicale sulla strada indicata da CAST che poniamo in essere, ciò non toglie che successivamente si vada a mettere mano a tutto quell'aspetto che è stato oggetto di lunga discussione in Commissione e che riguarda la commercializzazione.

La mia paura, che ho già manifestato anche in Commissione, è che una volta messo mano a questa sorta di rabberciamento della situazione, poi per alcuni anni tutto si dimentichi anche perché - e questo mi suona sgradevole - la corretta diminuzione del numero dei componenti del Consiglio di amministrazione prevista da questo disegno di legge potrebbe significare l'estromissione dal Consiglio di amministrazione di quelle "voci fuori dal coro" che sembrerebbero costituire il problema dell'IVAT. Questo non è perché non è la presenza di opinioni diverse all'interno del Consiglio di amministrazione che ha creato i problemi all'IVAT, ma sono i problemi dell'IVAT probabilmente che hanno fatto esplodere all'interno del Consiglio di amministrazione, aggravato da contraddizioni interpersonali eccetera, quel rapporto di collaborazione che si dovrebbe auspicare perché un Consiglio di amministrazione possa funzionare al meglio.

Allora, che fare? In Commissione mi sono astenuto perché volevo manifestare il disagio nei confronti di un pannicello caldo che non risolve il problema.

Voteremo il disegno di legge, Assessore però, si metta mano seriamente e radicalmente a rivedere la tipologia stessa dell'Ente, non seguendo, mi raccomando, in nulla le indicazioni per la verità sommarie date dal Consigliere Borre nella sua illustrazione.

Che questo sia un organismo importante per un settore altrettanto importante di questa Regione, è vero, che sia un settore importante per l'immagine che questa Regione fornisce all'esterno, è vero, ma che questo debba diventare un settore finanziato in continuazione dall'ente Regione, come mi è parso di capire dall'intervento del Consigliere Borre, è una cosa che non condividiamo.

Si vedano piuttosto gli obiettivi di IVAT che sono strettamente connessi con altri obiettivi, vedasi il turismo, la pubblicità, l'aggressione commerciale su altre piazze eccetera, in connessione con altri settori di questa Pubblica Amministrazione, ma smettiamo di considerare settori di questo genere come settori a perdere. Non deve necessariamente essere così anzi, bisogna operare seriamente e concretamente perché così non sia fino in fondo, utilizzando della compartecipazione con altri settori di interesse indispensabili di quest'Amministrazione.

Vorrei fare un'osservazione all'Assessore in merito all'articolo 8, comma 2, dove si dice: "Gli organi in carica alla data di entrata in vigore della presente legge sono prorogati sino al loro rinnovo," e credo che di seguito la dizione corretta dovrebbe essere: "che avverrà secondo le norme della presente legge". Altrimenti non si capisce quell'inciso a cosa si riferisca, se è vero, emendiamo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Borre.

Borre (UV) L'argomento che stiamo trattando è molto importante e non è tale da mettere da parte con un'opposizione della minoranza e un'obbligata via del sì della maggioranza. Io non voglio fare alcuna difesa della legge, ma mi sento di fare una difesa tranquilla di quello che è il problema dell'artigianato che coinvolge tutto il territorio, è uno spirito autonomo, quindi chiaramente crea all'interno di quest'Istituto delle problematiche perché nessuno vuole sentire la sua parte inferiore a quella degli altri.

Non è stato detto che il ridimensionamento del Consiglio di amministrazione è finalizzato a far cessare "le voci fuori del coro": ben lontano! Però sarebbe importante andare ad esaminare la partecipazione al Consiglio di amministrazione perché la maggioranza delle volte addirittura i bilanci vengono deliberati con cinque persone quindi, a questo bisogna fare estremamente attenzione.

Il problema CAST lo metterei da parte, se vogliamo esaminare il problema che vogliamo affrontare nei confronti dell'IVAT. Il problema CAST è stato, come purtroppo avviene sovente, un progetto affidato a gente esterna alla nostra realtà che traccia con una filosofia manageriale...

(Interruzione del Consigliere Florio, fuori microfono)

... Florio, non mi interrompere, lasciami dire la mia, poi tu dirai la tua... quindi, bisognerebbe avere la capacità di vedere quello che invece rappresenta per il tessuto valdostano l'artigianato quindi, facciamo attenzione a non voler con questo andare a mettere un insieme di prodotti che tirano sul mercato, che vanno fuori, che possono vendere, che possono permettere di avere una parte commerciale redditizia, ma che non hanno niente a che fare con il nostro artigianato. Magari fare arrivare delle belle grolle dall'India o dalla Cina, poi vi facciamo qui i nostri piccoli lavoretti, ad esempio una stella alpina, li vendiamo e ci va bene, ma non è questa la posizione che l'IVAT deve avere. Dobbiamo fare attenzione che rimanga in Valle almeno questa cultura che abbiamo nel settore dell'artigianato. Lo possiamo difendere solo se riusciamo a caratterizzarlo.

Il fatto di pagare, Florio, non è la prima volta che la Regione paga perché, quando si parlava di pagare la Cogne, eravamo tutti bravi dietro purché rimanesse aperta, tutti in fila; qui non si tratta di pagare dei miliardi, si tratta di pagare la formazione perché l'IVAT fa anche formazione. L'artigiano che oggi riesce a vendere sulla piazza, riesce a vendere al privato, nei primi tempi è passato all'IVAT che gli ha preso il suo prodotto e dopo 60 giorni glielo ha pagato permettendogli di continuare la sua piccola attività. Gli hobbisti in gran parte oggi vendono alle fiere perché si organizzano diverse fiere, ma portano anche all'IVAT per avere dei soldi a disposizione. Quindi è ben diverso da quello che si vuole far apparire dicendo che la Regione deve continuare a pagare qualcosa che invece dovrebbe stare in piedi. In piedi, sono convinto che può stare tutto un certo settore, ma la commercializzazione è un'altra cosa e faccio un esempio banale: il negozio di Piazza Chanoux non è solo la vendita che rappresenta, ma rappresenta anche l'esposizione. Se dovesse pagarlo il privato per vendere prodotti IVAT, non ci sarebbe nessun privato che va a pagare 5 milioni di affitto un negozio per vendere alcuni pezzi. Poi vediamo anche qual è la realtà: ormai ci sono fiere dappertutto in Valle d'Aosta, e per fortuna, grazie al richiamo della Fiera di Sant'Orso, quindi all'IVAT arrivano solo più che pochi pezzi. Allora bisogna riuscire a ricreare quella mentalità, ma l'Istituto serve ancora tantissimo per dare un'immagine all'esterno della Valle d'Aosta.

Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, artigianato ed energia, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) Ringrazio i consiglieri per la pacatezza e la serietà con cui hanno affrontato l'argomento e la replica sarà sintetica, ma penso che l'argomento sia stato già approfondito in Commissione.

Una prima sottolineatura riguarda l'incremento dell'artigianato tipico di tradizione della Regione. Quello di cui discutiamo oggi è uno degli strumenti, altri strumenti vengono impiegati dalla Fiera di Sant'Orso alle decine di fiere che si fanno durante tutto il corso dell'anno nella nostra Regione, appena prima abbiamo approvato tre fiere che danno il loro contributo allo sviluppo dell'artigianato di tradizione. Sono più di 30 le scuole di scultura e il successo di quest'artigianato è dimostrato dal numero crescente di visitatori e dal numero crescente di domande di espositori di artigianato tradizionale. È tutto un insieme di interventi che portano dei risultati per cui questa è l'unica Regione alpina in cui la tradizione nell'artigianato è stata mantenuta, le regioni confinanti vengono volentieri alla nostra Fiera e ci chiedono come riusciamo ad intervenire per mantenere questo tipo di artigianato.

Rispetto alle questioni che sono state poste credo di dover dire che è stato uno sforzo per rispondere alla richiesta che il Consigliere Marguerettaz aveva fatto di predisporre un disegno di legge e di seguire le indicazioni CAST. Rimaneva un problema in Commissione non compiutamente risolto, con l'emendamento proposto pensiamo che effettivamente si vada nella direzione di garantire autonomia operativa decisionale al Direttore e all'organismo che lo deve scegliere. Il riferimento alla legge 45 fissa in sostanza i livelli di stipendio di questa figura, mentre la scelta con un incarico fiduciario è sganciata dalle procedure e l'incarico fiduciario dura finché dura in carica il Consiglio di amministrazione che lo ha deliberato.

Rispetto alla questione principale che è stata posta, cioè la commercializzazione, voglio fare due osservazioni. Come è già stato detto da Borre prima, questi punti hanno due aspetti, sia quello commerciale, sia quello di punti di esposizione degli oggetti tradizionali dell'artigianato locale. Per esempio, con una legge, quella che è a favore delle cooperative tipiche, noi prevediamo di coprire le spese di esposizione permanente. In questo caso quindi nei conteggi da fare va tenuto conto di questo ruolo, il che non significa che non debba essere migliorato e portato possibilmente al pareggio o all'attivo questo ruolo di commercializzazione.

Non condivido invece l'osservazione che Marguerettaz ha fatto sulle funzioni stabilite dalla legge perché distinguo fra il fine e lo strumento quando la legge dice che l'IVAT ha il compito di sviluppare l'artigianato valdostano di tradizione individua il fine, che è lo sviluppo, poi la legge precisa l'oggetto che è l'artigianato di tradizione attraverso la commercializzazione, la tutela e la valorizzazione dei prodotti, la formazione quindi, il fine è lo sviluppo, mentre la commercializzazione, la tutela, la valorizzazione e la formazione sono gli strumenti.

C'è ancora da precisare, per ciò che riguarda la commercializzazione, un aspetto. Qui non siamo in un libero mercato per cui l'IVAT può fare i prezzi che vuole. L'IVAT in questa funzione di promozione tiene conto delle richieste dell'artigiano e carica sui prodotti acquistati solo il 25 percento, quindi c'è un prezzo che è di mercato particolare, che probabilmente va incontro alla necessità che gli artigiani operino e c'è un ricarico molto basso per non avere differenze fra i pezzi venduti direttamente dall'artigiano e quelli venduti dall'IVAT. Sono questioni particolari di cui va tenuto conto.

Va tenuto anche conto che è vero che i conferitori permanenti - guardi, Consigliere Marguerettaz, a pagina 30 della relazione - diminuiscono, ma il numero dei conferitori progressivamente aumenta; sono 11 nell'ultimo dato i conferitori permanenti, ma sono diventati 80. C'è quindi questo ruolo di collegare l'IVAT con una base più larga perché è vero quello che veniva sottolineato che per fortuna dei più bravi una volta che il loro mercato si consolida, questi non conferiscono più all'IVAT e vendono direttamente. Sottolineo solo quest'aspetto.

L'altro aspetto che voglio sottolineare è che non è una scelta strategica quella di avere dipendenti che provvedono alla vendita tant'è che su sei negozi due sono stati chiusi, quello di Valtournenche e quello di Gressoney, uno è stato affidato in forma privatistica. Abbiamo però ancora alcuni dipendenti che per la legge presente hanno lo stato giuridico del personale regionale. Il Consiglio di amministrazione del suo personale può fare la migliore utilizzazione possibile quindi, se si creano le condizioni, se si fanno le valutazioni, non è scritto nella legge che obbligatoriamente questi negozi debbano essere passivi; mi pare che le iniziative prese dal Consiglio di amministrazione di fare un convegno, di fare uno studio, di chiedere che si intervenisse con legge, vadano nella direzione di migliorare l'efficienza di quest'Ente.

Mi avvio alla conclusione. La Commissione qualità su proposta fatta in Commissione dal Presidente Piccolo ha due compiti precisi stabiliti dalla legge: primo, verificare cos'è artigianato di tradizione; secondo, apporre marchi anche ad oggetti non venduti da IVAT, ma poi venduti direttamente dall'artigiano. Si precisa che queste competenze potranno essere ulteriormente approfondite, mi pare però che già questi due tipi di competenze diano alla Commissione una funzione che si collega all'obiettivo di preservare l'artigianato di tradizione e ovviamente nei suoi livelli che sono più significativi.

Le osservazioni del Consigliere Dujany sono tutte certamente legittime, ma forse non tengono nel dovuto conto che con la legge sulle nomine abbiamo stabilito che gli enti strumentali, il cui funzionamento compete come controllo alla Giunta regionale, devono avere questo tipo di nomine quindi, è la legge sulle nomine che stabilisce come scegliere i rappresentanti perché l'ente strumentale è un ente particolare di cui si avvale e di cui ha la responsabilità il Governo regionale pertanto, non è la volontà di togliere autonomia, ma è il rispetto delle funzioni di un ente che fa una sua parte nel mercato. Il mercato, per nostra fortuna, è così forte che abbiamo oggi circa 700 artigiani tradizionali e oltre 70 che vivono come artigiani di quest'attività a tempo pieno, mentre gli altri sono o con partita IVA o hobbisti.

Rispetto alle osservazioni del Consigliere Florio, in particolare rispetto all'ultima, è implicito che il rinnovo avverrà secondo le norme della presente legge, non so se dal punto di vista tecnico si può precisare... aggiungiamo che avverrà, il senso era quello.

Concludo con questa notazione. Si è fatto quanto possibile - ed era competenza dell'Assessorato e non del consiglio di amministrazione dell'IVAT - per far corrispondere alle proposte di CAST un disegno di legge; le leggi le fa il Consiglio regionale. Per le informazioni che abbiamo noi, il Consigliere Marguerettaz è in possesso di una lettera, i rapporti interni all'Ente fra i suoi Responsabili e il Consiglio sono di competenza dei Responsabili; io non leggo ulteriori verbali o cose di questo tipo per obiettare sul grado di informazione del Consiglio, ma il Consiglio ha approvato l'analisi CAST, poi membri del Consiglio che hanno approvato quell'analisi, che propone una riduzione in Commissione, hanno proposto di allargare il numero quindi, alcuni artigiani che hanno detto di aver approvato il rapporto CAST che prevedeva di ridurre da 4 a 2 i rappresentanti degli artigiani, poi hanno proposto di mantenerne 4; a volte una certa visione delle cose dipende anche dalle informazioni o da come vengono viste le questioni.

Per quello che riguarda il ruolo dell'IVAT, questa è una legge che modifica le leggi esistenti, non è una legge che stravolge il ruolo dell'IVAT. Se invece di avere un ente strumentale collegato con l'attività regionale si vuole pensare ad altri tipi di soluzione: la fondazione, la S.p.A., faccio solo alcuni esempi, non era stato indicato ciò da CAST, è un discorso che possiamo cominciare ad approfondire fin da adesso avendo presente che la funzione di quest'Ente è quella di sviluppare l'artigianato valdostano di tradizione e di garantirne la commercializzazione nelle forme economiche più vantaggiose per gli artigiani e meno costose per l'Amministrazione regionale, possibilmente con il pareggio delle spese di commercializzazione rispetto agli introiti ottenuti.

Presidente Si passa all'esame dell'articolato nel nuovo testo predisposto dalla IV Commissione. Sull'articolo 1 ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Più brevemente di prima, ma devo dire perché non voterò questa legge.

Non voterò questa legge per quello che ha detto in particolare l'Assessore in parte della sua replica. Dice l'Assessore: le leggi le fa il Consiglio regionale, non le fa il Consiglio di amministrazione dell'IVAT, e questo è vero; ma visto che qui si va a modificare il Consiglio di amministrazione stesso, la logica avrebbe voluto che il Consiglio ne fosse stato adeguatamente informato e visto che i membri del Consiglio sono nella maggioranza stati eletti da questo Consiglio regionale, mi sembrava, se non altro dal punto di vista della forma, doveroso sentire questi membri del Consiglio di amministrazione che questo Consiglio regionale, ripeto, ha nominato tre anni or sono. Tanto più che una certa concertazione c'è stata ed è questo che mi preoccupa anche in prospettiva su quello che sarà l'IVAT perché stante un Consiglio regionale che deve legiferare, stante un Consiglio di amministrazione dell'IVAT nominato dal Consiglio regionale, questa legge è stata proposta nel rispetto dei suoi poteri da parte della Giunta, e su questo non ho nulla da dire, la quale si è mossa di concerto con un presidente del Consiglio di amministrazione il quale non ha svolto le sue funzioni. E questo Presidente del Consiglio di amministrazione è stato nominato dalla Giunta. E questo Presidente del consiglio di amministrazione manda una lettera che il Consiglio di amministrazione non conosce assolutamente, che serve all'Assessore in un primo tempo per farsi forza e dire: vedete che abbiamo discusso. E il Presidente dice "in merito alla legge per la quale si sono intrattenuti numerosi colloqui negli ultimi mesi" e propone addirittura una modifica della pianta organica senza nemmeno sentire il Consiglio di amministrazione.

Questo è un metodo che ci ha portato all'elaborazione di questa legge che non condividiamo nella maniera più assoluta e, viste le modifiche della legge, qui ha ragione il Consigliere Florio, lui forse non può o non vuole, non lo so, astenersi su questa legge, ma un passaggio che ha fatto il Consigliere Florio a noi preoccupa a tal punto da farci astenere su questa legge. Perché qual è la prospettiva? La prospettiva del futuro Consiglio di amministrazione dell'IVAT è che, stante le leggi sulle nomine, sarà un discorso ancora più fiduciario di quello che c'era in passato fra Giunta e Presidente, e questa volta questo rapporto fiduciario sarà esteso alla maggioranza del Consiglio di amministrazione. Anche prima c'era un discorso di maggioranza ed opposizione, ma si trattava di nomine consiliari. Mi dice l'Assessore: abbiamo votato (noi no) una nuova legge sulle nomine ed è vero però, questa legge dice qualcosa che va oltre la legge sulle nomine, lo ricordava il collega Dujany. Questa legge dice che lo Statuto dell'Ente viene votato dalla Giunta su proposta dell'Assessore all'artigianato in questo caso. Questa legge dice di più di quello che diceva prima perché dice che la Commissione tecnica di cui abbiamo visto l'importanza sarà di nomina della Giunta regionale.

E allora, se questo Consiglio regionale ha avuto la capacità - poi l'esito lasciamolo stare - di capire cos'è l'IVAT, cosa c'è che non va, cosa c'è che invece va, apro una piccola parentesi, tanto per non dare il fianco a qualche futura strumentalizzazione: se ce n'è uno che crede nel ruolo dell'IVAT è il sottoscritto, non sono qui a distruggere l'IVAT, anzi semmai sono qui a proporre misure che facciano diventare l'IVAT più efficace di quello che non è oggi. Dicevo, grazie all'impostazione che aveva fin qui, questo Consiglio regionale ha potuto capire cosa c'era dentro IVAT; un domani questo sarà molto, ma molto più difficile e sarà affidato alla correttezza politica ed amministrativa di chi siederà sui banchi del Governo. Questo è un dato che ci preoccupa moltissimo, associato al fatto che, come ripeto, a parte il Presidente del Consiglio di amministrazione uscente, ha trovato in disaccordo tutti gli altri soggetti interessati che si sono interpellati.

Responsabilità di governo fa sì che ci sia un confronto e che poi si tirino delle conclusioni; io credo che su questa legge il confronto che questo Consiglio, attraverso le commissioni ed oggi attraverso le cose che sono state dette, lo ha avuto con chi riceverà quelli che secondo taluni sono i benefici, secondo talaltri non lo saranno assolutamente, portati da questa legge per cui ad ognuno assumersi le proprie responsabilità.

Presidente Pongo in votazione l'articolo 1:

Presenti: 23

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 3 (Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 2:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 3:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 4:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 5:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente All'articolo 6 c'è l'emendamento dell'Assessore Mafrica, che recita:

Emendamento All'articolo 6, dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma 4:

"4. Per il conferimento dell'incarico dirigenziale di cui all'allegato A alla presente legge (Dotazione organica de l'Institut Valdôtain de l'artisanat typique) si applica l'articolo 62, comma 5, della legge regionale n. 45/1995".

Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo così emendato:

Articolo 6 (Stato giuridico e trattamento economico del personale)

1. Al personale dipendente dell'IVAT si applica la legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della disciplina del personale), come modificata dalla legge regionale 12 luglio 1996, n. 17.

2. Il personale è inquadrato nei ruoli dell'IVAT, dipende direttamente dallo stesso ed è iscritto, con decorrenza dalla data di inquadramento a ruolo, all'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche (INPDAP), nonché agli altri istituti di previdenza e di assistenza previsti dalla legge a favore dei dipendenti degli enti pubblici locali.

La dotazione organica dell'IVAT è quella prevista nell'allegato A alla presente legge.

4. Per il conferimento dell'incarico dirigenziale di cui all'allegato A alla presente legge si applica l'articolo 62, comma 5, della legge regionale n. 45/1995.

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 7:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente All'articolo 8 c'è la correzione formale dell'Assessore al comma 2, pongo in votazione il testo così corretto:

Articolo 8 (Disposizioni transitorie)

1. Le procedure già avviate, alla data di entrata in vigore della presente legge, per il rinnovo, ai sensi della legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale), degli organi dell'IVAT, in scadenza al 31 dicembre 1997, sono annullate.

2. Gli organi in carica alla data di entrata in vigore della presente legge sono prorogati sino al loro rinnovo, che avverrà secondo le norme della presente legge.

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 9:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione l'allegato A:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Presidente Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Presenti: 24

Votanti e favorevoli: 20

Astenuti: 4 (Aloisi, Dujany, Lanièce, Marguerettaz)

Il Consiglio approva

Presidente Grazie a tutti e buone feste.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 13,38.