Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2538 del 7 maggio 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 7 MAGGIO 1997

OGGETTO N. 2538/X Possibili conseguenze della riorganizzazione del Servizio medico territoriale d'urgenza. (Interrogazione)

Interrogazione Vista la deliberazione nr. 558 del 24 febbraio 1997 con la quale viene approvata la riorganizzazione del servizio medico territoriale d'urgenza contestualmente al servizio di continuità assistenziale;

Considerato che la riorganizzazione di cui sopra, in luogo di potenziare il servizio di primo soccorso urgente, mira a ridurre le sedi di guardia medica, aumentando per contro la distanza tra il cittadino e il servizio di base;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

l'Assessore alla Sanità per conoscere:

1) se non ritiene che tale prevista graduale riduzione delle sedi di guardia medica non comporti un ritardo nell'espletamento del servizio, arrecando così un danno non indifferente ai cittadini;

2) perché non si è voluto mantenere l'attuale distribuzione delle sedi, disponendo un eventuale collegamento delle stesse con una centrale operativa.

F.to: Lanièce

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Vicquéry.

Vicquéry (UV) La riduzione delle attuali sedi di guardia medica non comporterà ritardi nell'espletamento del servizio e non arrecherà danno ai cittadini, in quanto la complessiva riorganizzazione del Servizio medico territoriale d'urgenza contestualmente al Servizio di continuità assistenziale ha proprio l'obiettivo di migliorare la rapidità e l'efficacia dell'attività di soccorso ai cittadini e non certo quello di peggiorare la situazione esistente.

Inoltre, la riorganizzazione del servizio dovrà avvenire in modo razionale e graduale e sarà abbastanza diluita nel tempo (15 mesi per giungere ad una situazione ottimale a regime), proprio per evitare il rischio di incorrere in situazioni impreviste.

È quindi abbastanza ovvio che la trasformazione del servizio avverrà per gradi, che non si procederà alla fase successiva o alla soppressione di sedi di guardia medica senza prima avere la certezza di poter assicurare un servizio che inizialmente dovrà essere almeno pari a quello attuale, e che dovrà comunque avere notevoli margini di miglioramento proprio per meglio andare incontro alle esigenze dei cittadini.

Il convogliamento di tutte le chiamate di guardia medica al numero unico 118 e il coordinamento anche dell'attività di continuità assistenziale affidato alla Unità operativa soccorso sanitario 118 dell'USL si prefiggono lo scopo di assicurare la medicalizzazione del territorio 24 ore al giorno; ciò comporterà il fatto che il medico dovrà essere presente su tutte le ambulanze per poter arrivare sul posto di soccorso, garantendo una rapidità di intervento che non poteva certo essere realizzata con l'attuale sistema di guardia medica. Infatti, attualmente, se il medico di guardia medica è chiamato per una visita domiciliare fuori sede, attiva una segreteria telefonica in cui vengono registrate le chiamate successive, senza però poter garantire l'immediatezza del suo intervento, che potrebbe quindi essere anche tardivo.

Attraverso il coordinamento della centrale operativa del 118 che, oltre al numero unico per le chiamate di soccorso, utilizzerà anche un'apposita rete radio, potrà invece essere garantito l'intervento più adeguato secondo il caso: solo il medico, l'automedica attrezzata o l'autoambulanza, e con la rapidità che sarà effettivamente imposta dalla situazione contingente, dal momento che lo stato di impiego dei vari medici sarà costantemente tenuto sotto controllo e, nel caso in cui il medico operante nella zona interessata sia già impegnato in un altro intervento, gli addetti alla centrale operativa potranno attivare altri medici ad intervenire.

Per il momento è prevista solo la soppressione di 4 sedi: Saint-Pierre, Gignod, Nus e Verrès, che si trovano dislocate o nell'asse centrale della Regione o nelle vicinanze di Aosta, in posizioni tali che gli interventi potranno essere assicurati con la necessaria tempestività dal personale operante presso le sedi del 118. Verranno pertanto mantenute le sedi di guardia medica situate nelle vallate laterali, o in località meno facilmente o rapidamente accessibili.

Attualmente abbiamo 12 sedi di guardia medica con 54 medici, di cui 36 titolari. Come ho già detto, le chiamate arrivano direttamente al medico di guardia medica, se il medico è assente risponde la segreteria telefonica, a cui il medico stesso ha accesso solo nel momento in cui rientra dalla visita, perché dobbiamo ricordare che il medico di guardia medica ha esclusivamente la funzione di visite domiciliari e non ambulatoriali. Il cittadino già adesso, quando ritiene che la situazione sia grave, chiama direttamente il 118.

In questa prima fase di riorganizzazione si andrà a potenziare la centrale operativa di Aosta, del macrodistretto n. 2, che attualmente sta effettuando una medicalizzazione del soccorso ancora parziale, perché se succedono interventi urgenti durante la notte, non c'è il medico presente per carenza di medici; per cui in questa prima fase potenzieremo questo servizio con la medicalizzazione su 24 ore per il macrodistretto 2 passando da 71.328 a 75.280 ore, con conseguente maggiorazione di 3.952 ore.

Le fasi successive prevedono, come dicevo, la medicalizzazione anche dei macrodistretti di Morgex, Châtillon e Donnas, dove verranno inseriti medici di emergenza territoriale, che avranno la stessa funzione. A regime ci sarà effettivamente una riduzione delle ore, proprio perché il territorio sarà maggiormente coperto da questi medici dell'emergenza territoriale.

Voglio concludere dicendo che questi provvedimenti sono la logica conseguenza della legge regionale 70 del 1993 e di una serie di osservazioni che sono state fatte in merito all'attività delle guardie mediche, attività che da più parti è stata riconosciuta carente rispetto all'effettivo bisogno, proprio perché rispetto ai 36 titolari e alle 54 sedi abbiamo medici che effettuano quest'attività i quali non conoscono il territorio regionale, non essendo collegati al 118 non sono reperibili immediatamente, hanno grosse carenze dal punto di vista delle conoscenze in materia di Pronto soccorso e di emergenza. Vogliamo superare questa situazione di difficoltà, tant'è che sta partendo un corso per la formazione di medici valdostani per l'emergenza territoriale, corso che potrà permettere di superare gradualmente la configurazione della guardia medica che, come sapete, si basa su una graduatoria di medici provenienti da tutta Italia senza possibilità di pre-selezione, con problemi grossi a livello operativo.

C'è da aggiungere che il servizio di guardia medica in senso stretto è già stato superato con l'ultimo accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale, perché verranno inseriti medici di continuità assistenziale, che saranno dei medici che potranno svolgere quest'attività, ma potranno anche svolgere contemporaneamente l'attività di medico di medicina generale con un massimo di 500 scelte. Noi vogliamo invece potenziare l'attività dei medici di emergenza territoriale, che sono medici totalmente dedicati all'emergenza, con un interscambio nell'attività sia sulle ambulanze sia per quelli che riterranno di poterlo fare - previo apposito corso - anche sull'elicottero. Il 118, l'emergenza in sé deve diventare un tutt'uno e già in questi primi mesi di applicazione ci sono state delle situazioni di assoluta efficienza con il coordinamento del 118 centrale, che decide di volta in volta qual è la situazione migliore.

Per la bassa Valle e l'alta Valle, cioè le situazioni più distanti, in genere si adotta il sistema per le chiamate rosse dell'elicottero oppure dell'ambulanza congiunta con la guardia medica, che effettuano i rendez-vous lungo l'asse centrale della Valle.

Quindi la situazione è già buona, va migliorata perché la medicalizzazione del soccorso, cioè portare il medico sul punto di necessità, che sia domiciliare, che sia sulla strada o che sia in altri luoghi, è l'obiettivo finale ma è un obiettivo che non si può raggiungere, se non c'è una totale riorganizzazione con impegni finanziari anche notevoli da parte dell'Amministrazione regionale.

Si dà atto che, dalle ore 10,20, presiede il Vicepresidente Marco Viérin.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) Prendo atto della risposta dell'Assessore. In effetti quest'interrogazione è stata presentata su sollecitazione di un problema evidente, cioè del fatto che con questa delibera che prevede una graduale riduzione delle sedi di guardia medica, aumentava la distanza fra utente e operatore medico. Quindi ci si è chiesto da parte degli utenti se questo non portava ad un ritardo nell'espletamento del servizio così importante di assistenza sanitaria, anche perché giustamente l'Assessore diceva che questo è un primo passo verso una riorganizzazione, è il primo passo di un percorso che porterà ad una situazione di regime fra un anno circa. Però bisogna tener conto che su questo problema l'Associazione dei sindaci ha espresso, a quanto mi risulta, un parere negativo e questo è già un dato di fatto.

Quando l'Assessore parlava di osservazioni fatte in merito a questa delibera, io sottolineo che l'Associazione dei sindaci a quanto mi risulta ha espresso parere negativo a questa delibera, e ciò significa che sul territorio c'è una scelta che va in direzione diversa da quella imposta a livello centrale. Questa è una decisione che deve far riflettere l'Assessore e anche l'USL.

Inoltre vorrei aggiungere che lo stesso dr. Ferrero, responsabile del 118, ha detto che a partire da luglio ci sarà il convogliamento delle chiamate della guardia medica presso il 118; allora mi corre l'obbligo di chiedere perché non aspettare fino a luglio, perché non aspettare fino a quando ci sarà questo convogliamento delle chiamate presso il 118 per cominciare ad attuare questa situazione. Questa penso che sia un'indicazione giusta, che possa essere accolta da parte dell'Assessorato.

Ribadisco che bisognerà prestare molta attenzione a questo problema proprio perché è un problema importante, come tutti i problemi che attengono alla sanità, e quindi bisogna cercare di venire incontro alle necessità dell'utenza, tenuto conto che ad esempio abolendo la guardia medica di Nus, nel comprensorio di Nus c'è anche Saint-Barthélemy, quindi la distanza è notevole.

Invito l'Assessore a verificare, anche alla luce del parere negativo dato dall'Associazione dei sindaci, questo provvedimento per vedere se si può venire incontro alle richieste dell'utenza valdostana in merito alla assistenza sanitaria.