Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2373 del 22 gennaio 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 22 GENNAIO 1997

OGGETTO N. 2373/X Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.

Oggetto n. 5720 in data 13 dicembre 1996: Approvazione del 2° progetto biennale 1994/95, di edilizia residenziale pubblica ed individuazione dei soggetti attuatori dello stesso, in relazione al programma quadriennale 1992/95, in applicazione delle leggi 17 febbraio 1992, n. 179 e 4 dicembre 1993, n. 493.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Lavoyer.

Lavoyer (ADP-PRI-Ind) Mi limiterò ad una brevissima illustrazione più di carattere generale, rinviando gli approfondimenti al dibattito che si svilupperà in Consiglio.

Sul finanziamento dello Stato di 17 miliardi circa, da destinare al recupero e alla nuova costruzione di abitazioni economiche popolari, è necessario precisare che detti fondi non devono essere destinati prioritariamente e unicamente alle suddette finalità. Infatti la delibera CIPE, che determinava l'entità del finanziamento, stabiliva anche delle percentuali inderogabili per diversi settori a cui destinare parte delle risorse finanziarie: una quota non inferiore al 15 percento per il recupero urbano, una quota non superiore al 15 percento per soluzioni di problemi abitativi di particolari categorie sociali, una quota non inferiore al 30 percento per il recupero del patrimonio esistente.

Considerato che il Comune di Aosta sta procedendo, secondo un proprio programma, all'attuazione di rilevanti interventi di recupero del patrimonio edilizio nel quartiere Cogne, sono stati individuati quali beneficiari della percentuale di risorse pari a lire 5 miliardi destinati al recupero i seguenti Comuni: Gignod, Aymavilles, Jovençan e Champorcher. Viceversa al Comune di Aosta sono state destinate risorse per il recupero urbano di via Capitano Chamonin 2,5 miliardi, per acquisizione e urbanizzazione di aree 6 miliardi, per la soluzione di problemi abitativi di particolari categorie sociali 2,5 miliardi, per le nuove costruzioni a cura dell'IACP circa 500 milioni. Si può dedurre, quindi, che il Comune di Aosta è stato destinatario di cospicue quote di finanziamento statale.

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione degli interventi, si precisa che la legge 4 dicembre '93, n. 493, sancisce che l'avvio degli interventi debba aver luogo entro 10 mesi dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale regionale della delibera dei soggetti attuatori. Per quanto riguarda il primo biennio '92-'93 i 10 mesi sono scaduti e tutti gli interventi sono stati avviati e procedono senza rilevanti intoppi.

Per quanto riguarda la destinazione di una rilevante quota di finanziamento all'acquisizione e urbanizzazione di aree, bisogna tener presente l'assoluta necessità di pianificare il reperimento di aree, al fine di consentire la programmazione degli interventi costruttivi. In tal senso appare innovativa e apprezzabile la scelta del Comune di Aosta di dotarsi di piani di zona, all'interno dei quali localizzare gli interventi di nuova costruzione tanto di edilizia agevolata che sovvenzionata.

In questa fase della programmazione urbanistica è da ritenere ragionevole la prioritaria localizzazione all'interno dei piani di zona degli interventi di edilizia agevolata ad iniziativa delle cooperative già beneficiarie di un finanziamento per la costruzione di 90 alloggi risalenti al 1988. Le aree da destinare all'edilizia sovvenzionata saranno prossimamente individuate dal Comune di Aosta con proprio provvedimento deliberativo.

Esistono comunque, da un lato, un impegno scritto da parte dell'amministrazione comunale per soddisfare la richiesta di nuove costruzioni a cura dell'IACP, dall'altro un vincolo regionale, definito sulla delibera, per il trasferimento dei fondi subordinato ai predetti adempimenti. I tempi degli interventi non sono indefiniti, aleatori, come qualcuno ha voluto esplicitare, infatti nel programma di rinvestimento conseguente alla vendita degli alloggi di ERP, recentemente approvato dalla Giunta regionale, è previsto uno stanziamento di lire 13 miliardi per nuove costruzioni nel Comune di Aosta nelle zone F8 e quartiere Dora.

Presidente E' aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (VA) Per capire ciò che intendiamo nel giudizio negativo che diamo di questa deliberazione, è necessario rifarsi per sommi capi e con ordine alla storia delle risorse assegnate con delibera CIPE del 16 marzo 1994 alla Regione, per un importo superiore ai 17 miliardi.

Il riferimento è costituito dalla delibera con la quale è stato approvato il programma pluriennale '92-'95, che è costituito a sua volta da due progetti: '92-'93 e '94-'95. Ciò che ha detto l'Assessore poc'anzi illustra l'obbligatorietà della ripartizione, il 30 percento di quei 17 miliardi dovevano essere destinati per interventi di recupero del patrimonio pubblico, che è stato individuato in vari comuni, Aosta esclusa: 2,5 miliardi - il 15 percento - sono stati individuati per un piano di recupero urbano in Comune di Aosta, 2 miliardi - il 12 percento - per interventi destinati a soluzioni di problemi abitativi di particolari categorie sociali, e 6 miliardi per l'acquisizione e la realizzazione di urbanizzazioni primarie e secondarie in varie aree destinate a realizzazioni di ERP nel Comune di Aosta, infine 1 miliardo circa per la realizzazione di nuove costruzioni, finalizzate all'incremento del patrimonio abitativo.

Questo in sostanza era ciò che si diceva nella deliberazione 7619 del 24 settembre 1994, concernente l'approvazione del programma pluriennale '92-'95.

Nella stessa deliberazione risultava allegata una scheda chiara, esaustiva della situazione al momento, nella quale veniva ricordato un fatto importante relativamente allo stato di attuazione dei programmi precedenti che erano due: quelli relativi al biennio '88-'89 e quelli relativi al biennio '90-'91. Per questi due bienni erano previsti per l'edilizia sovvenzionata un intervento a Valtournenche per 1,7 miliardi, un intervento ad Aosta per 6,5 miliardi.

Alla data del 24 settembre 1994 tali programmi - così è scritto nella deliberazione - non sono pervenuti all'inizio dei lavori entro il 19 gennaio 1994, data di entrata in vigore della legge n. 493. Le cause che hanno impedito l'apertura dei cantieri sono riconducibili per il Comune di Valtournenche a problemi di natura geomorfologica, vale a dire l'impossibilità della cantierabilità, mentre per il Comune di Aosta a contenziosi tecnico-urbanistici connessi con la predisposizione dei piani per l'edilizia economica e popolare, elemento questo che ha ovviamente impedito l'immediata cantierabilità.

Per quanto riguarda l'edilizia agevolata la situazione non era migliore: il programma '88-'89 per la realizzazione di 90 alloggi in Aosta non è stato avviato per lo stesso motivo di cui sopra, cioè contenziosi tecnico-urbanistici connessi con la predisposizione del PEEP. Quindi, oltre ai 17 miliardi, alla data del 24 settembre 1994 c'erano 1,7 miliardi non speso a Valtournenche, 6,5 miliardi non spesi ad Aosta, 460 milioni di edilizia agevolata non spesi ancora una volta ad Aosta.

Il testo di questo allegato alla delibera di cui vi sto riferendo prevedeva poi date precise per definire quali dovessero essere gli interventi da finanziare, considerata la ratio generale della norma, che prevede la finanziabilità degli interventi immediatamente cantierabili.

Successivamente a questa deliberazione è stato approvato il primo progetto biennale, quello relativo agli anni '92-'93, con delibera 9607 del 25 novembre 1994. In questa deliberazione, a seguito di una nota dell'Assessorato con la quale si invitavano gli enti pubblici e lo IACP a presentare delle proposte, si decideva quello che di seguito velocemente tratteggio. Si decideva di finanziare un intervento in Comune di Aymavilles per 2,5 miliardi per recuperare 11 alloggi, un centro sociale e 26 autorimesse; un intervento in Comune di Gignod per un importo di 1 miliardo per l'acquisto di immobili e la progettazione, rinviando al progetto biennale successivo '94-'95 il finanziamento vero e proprio dell'intervento di recupero; infine, si finanziava in Comune di Aosta un importo di lire 3.458.400.000 per l'acquisto di aree e l'urbanizzazione delle stesse situate nella zona F8 e al quartiere Dora. Questo era il primo progetto biennale. Successivamente vennero individuati i soggetti attuatori nei Comuni di Aosta, Gignod e Aymavilles.

Infine arriviamo all'approvazione del secondo progetto biennale, che si aggancia alla prima delibera di cui ho parlato, e qui questa deliberazione diventa una sorta di riga dopo la quale è consentito tirare delle somme, tirare già una serie di considerazioni finali. Ci sono subito, anche nella premessa della deliberazione, una serie di riflessioni da fare, che presuppongono anche delle domande.

Veniamo a sapere che il Comune di Gignod non è riuscito ad acquistare uno dei due edifici di cui al primo progetto biennale, con una conseguente riduzione del finanziamento originale che diventa di 650 milioni. Considerato poi che la delibera CIPE, di cui anche l'Assessore ha parlato, prevede un vincolo alla destinazione delle risorse da programmare da destinarsi al recupero pari almeno al 30 percento, si è deciso di promuovere interventi di recupero non solo in Comune di Aosta, ma anche in altri centri minori.

E' citata poi nella premessa la presenza di successive richieste dei comuni proponenti interventi di edilizia residenziale pubblica. Quali? Quante richieste sono state fatte? Da quali comuni e per realizzare che cosa? Nella delibera non è detto. Si cita soltanto - "fra le quali" è detto - quella presentata dal Comune di Jovençan tendente a ristrutturare un fabbricato per realizzarvi due alloggi con un finanziamento di 500 milioni, senza definire superfici, tipologia, senza nulla sapere. Viene citata un'altra richiesta, presentata dal Comune di Champorcher, che concerne un intervento di recupero di un edificio, nel quale si potrebbero ricavare 5 alloggi per un finanziamento di 1,5 miliardi.

Segue un'elencazione dei finanziamenti da localizzare nel secondo progetto biennale: 650 milioni per finanziare Gignod, 1,5 miliardi per interventi di recupero sul patrimonio pubblico in diversi comuni, 2,5 miliardi per il recupero urbano in Comune di Aosta per interventi di riqualificazione economica, 2 miliardi per interventi destinati alla soluzione di problemi abitativi di particolari categorie sociali, e a questo proposito dove, come distribuiti, per quali particolari tipi di categorie sociali, non è dato sapere; lire 2.541.600.000 per acquisire e urbanizzare con urbanizzazioni primarie e secondarie aree destinate all'ERP, da chi sia stato deciso questo importo non è dato sapere, dove verranno localizzati questi finanziamenti, perché, e per realizzare concretamente che cosa, non è dato sapere; infine, lire 1.042.700.000 per incrementare il patrimonio abitativo attraverso nuove costruzioni.

La commissione per l'ERP ha più volte, anche nelle riunioni del luglio '96, stabilito che l'individuazione dei soggetti attuatori... anzi, scusate, prima la localizzazione dei fondi e l'individuazione dei soggetti deve essere effettuata - è detto - sulla base del requisito di immediata cantierabilità, tenendo conto della necessità di completare le opere avviate nel precedente progetto biennale.

Tutto questo detto, la proposta della commissione era stata la seguente (proposta che poi diventa in sostanza l'elemento centrale del deliberato della delibera di cui stiamo discutendo): 500 milioni vengono stanziati per ristrutturare il fabbricato di Jovençan, per recuperarvi due unità abitative da destinare a EPR, da attuarsi a cura del comune.

La prima domanda che mi viene da fare è che nel verbale della commissione per l'ERP, verbale n. 3 del 12 luglio 1996, si parla di 450 milioni - e non di 500 - da riconoscere al Comune di Jovençan, chiedo come mai questa differenza. E ancora: 800 milioni a favore del Comune di Gignod per completare il finanziamento di cui al primo biennio. In totale allora a Gignod cosa viene riconosciuto: 800 milioni con questa deliberazione e 450 soltanto con quella precedente per un totale di 1,25 miliardi? Anche questo non è dato sapere.

Ma soprattutto per ricavarvi quanti alloggi, che tipo di alloggi, per quanti metri quadrati, se consideriamo che la delibera di Giunta n. 933/95 stabilisce in lire 2.030.000 al metro quadrato la somma da spendere per acquistare, intervenire e recuperare dal punto di vista igienico-sanitario e tecnologico immobili da destinare a EPR? Infine, prevede 850 milioni per il Comune di Champorcher per ricavarvi 5 alloggi, come soggetto attuatore individuato mi sembra di capire è lo IACP; 2,5 miliardi al Comune di Aosta per l'intervento di cui anche l'Assessore ha parlato di recupero urbano in via Capitano Chamonin; 2,5 miliardi di cui 500 milioni stornati dall'importo destinato alla nuova costruzione per recuperare o per costruire nuovi edifici da parte dell'IACP, non sappiamo dove, non sappiamo di quali edifici si tratti, in quali realtà e in quali comuni, è detto ancora una volta soltanto da destinare alla soluzione di problemi abitativi di particolari categorie sociali; lire 2.541.600.000 per acquisire e urbanizzare aree in zona F8 e del quartiere Dora in Comune di Aosta; lire 542.700.000 per nuove costruzioni a cura dell'IACP in Comune di Aosta. Questa è la parte centrale, importante della deliberazione.

Ma ci sono ancora alcune domande che voglio fare, dopo di che tirerò alcune conclusioni. All'IACP sono riconosciuti 2,5 miliardi, di cui 500 milioni stornati dalla nuova costruzione per il recupero o la nuova costruzione di fabbricati da parte dell'IACP; anche questi devono essere, come tutti gli altri, immediatamente cantierabili, ma dove sono localizzati non è detto da nessuna parte.

Tenete presente che la delibera di Giunta n. 7619 stabiliva già un finanziamento di 1,042 miliardi - come ho detto prima - per nuove costruzioni, delle quali è assolutamente ignota l'effettiva, concreta e immediata cantierabilità. Infine, di lire 2.541.600.000 per l'acquisizione e l'urbanizzazione di aree in zona F8 e quartiere Dora non si capisce a che punti si trovi la procedura stessa, non si capisce se ci sia la possibilità della immediata cantierabilità anche di questi lavori.

Cosa deriva da questa lettura arida di importi, complicata anche da capire e da seguire? Deriva una constatazione. All'inizio ci siamo trovati ad avere 17 miliardi, oltre agli 8,2 non spesi del biennio '88-'89 e del biennio '90-'91; cosa realizziamo con 17 miliardi? Realizziamo 11 alloggi ad Aymavilles, 3 a Gignod, 2 a Jovençan, 5 a Champorcher, ad Aosta sembra nulla, per un totale quindi definibile.

Con 17 miliardi, ai prezzi fissati dai criteri in vigore, sarebbe stato possibile ricavare 100 alloggi di ERP. Ci sembra che il problema della casa affrontato in questo modo non possa trovare alcuna soluzione; ci sembra che si continui con interventi tampone che via via raggiungono l'unico obiettivo di non perdere dei finanziamenti, che poi in un modo sicuramente forzato vengono indirizzati verso la realizzazione di opere che costituiscono una forzatura all'interno anche dei criteri fissati dal Comitato per l'edilizia residenziale, senza per questo riuscire ad avviare a soluzione un problema grave.

Sottolineo che nelle diverse delibere che ho citato è più volte riportata l'affermazione secondo cui sia ormai impossibile continuare a procedere alla realizzazione di interventi di nuova costruzione, considerata la limitatezza del territorio a disposizione soprattutto per la città di Aosta. E chi arriva qui dal Comune di Aosta sa quanto quest'affermazione sia veritiera.

Nonostante questo, tirando le somme, ci si rende conto che questo secondo progetto biennale '94-'95 destina la maggior parte delle risorse verso l'individuazione di aree di nuova costruzione.

Questo tipo di soluzione non ci vede favorevoli, l'Assessore Riccarand ha già votato contro in Giunta, anche in quest'aula voteremo contro.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Borre.

Borre (UV) Mi chiedo, e vorrei che fosse risposto anche ai consiglieri, come mai l'Assessore Riccarand ha votato la delibera del primo biennio, poiché questa delibera è solo la conseguenza della prima. Rifiuto l'impostazione che ha dato Florio dicendo che nulla di nuovo è stato intrapreso nella via di una nuova impostazione dell'edilizia in Valle d'Aosta, e non è accettabile il fatto di dire che con 17 miliardi costruiamo solo 11 o 12 alloggi. Mi spiego.

La prima delibera è frutto di un'impostazione delle forze politiche e sindacali che si trovavano all'interno di quella commissione, impostazione che poi è stata recepita dalla Giunta, di finire con la vecchia impostazione della corsa all'urgenza, all'espropriazione per poter dare risposta ai finanziamenti, quindi non perderli, con quelle che sono le conseguenze che tutti conosciamo nel Comune di Aosta e forse anche in altri comuni. Tutti i consiglieri che sono stati nel Consiglio di amministrazione del Comune di Aosta hanno sempre continuato a dire che quella era l'ultima volta che votavano un intervento del genere, però poi si è sempre corsi per pressioni o chissà quali altri vicende a dire di sì, con le conseguenze che adesso notiamo sia nelle cooperative che in altre zone dove si è costruito senza nessun criterio urbanistico.

Quindi si è scelta la via di reperire le aree, il Comune di Aosta ha dato una risposta presentando un piano di zona, all'interno del quale è intenzione dare risposta a quella che è l'esigenza abitativa.

Per fare questo evidentemente ci vogliono i terreni, quindi ecco l'impostazione che è stata data per acquistare questi terreni, sapendo che con la legge regionale n. 40 - legge nazionale n. 560 - ci sarebbero stati dei soldi che dovevano essere spesi per il recupero e una risposta all'ERP. Quindi, un'ipotesi di 60 miliardi e oltre, che dovranno essere collocati ed è stato intelligente aver prima individuato la zona su cui collocarli.

Il secondo momento è quello su cui si è sempre insistito, cioè il recupero, ed è evidente che recuperare delle case vecchie ha dei costi superiori a fare delle costruzioni nuove. Estremamente importante è stata la risposta che hanno dati i comuni intorno al Comune di Aosta, cosa che non succedeva nel passato; oggi i comuni hanno recepito la necessità di rispondere all'esigenza casa nel recuperare le abitazioni.

Quindi, se scegliamo questa via, siamo già coscienti che si dovrà spendere di più perché una casa di 70-80 alloggi chiaramente costerà al metro quadrato meno di una casa di 2-3 alloggi; ma la nostra realtà è quella: non è pensabile andare a fare a Jovençan una casa di 15 alloggi o a Champorcher una di 20 alloggi perché gli alloggi costino meno; poi portiamo i cittadini ad abitare su? Si deve dare invece la risposta alla gente del posto, per cui l'impostazione che è stata data ed è stata recepita dalla Giunta è estremamente corretta, va verso una nuova politica della casa che forse non è stata ancora affrontata in maniera completa, e a questo proposito posso capire le discussioni che sono avvenute all'interno della commissione, perché non si può continuare a parlare di ERP solo per i casi sociali, ma si deve parlare di un'edilizia residenziale per tutti gli abitanti della città, quindi per le varie fasce, perché i problemi più grossi oggi emergono per quelli che sono poco al di sopra dei 50 milioni e non hanno possibilità di entrare all'interno dell'edilizia residenziale, non hanno la possibilità di acquistare la casa perché sono fuori dalla graduatoria, ma comunque hanno bisogno di un alloggio.

E allora una politica che veda - e c'è una bozza di legge di politica di edilizia integrata - la partecipazione dei privati, dell'ente pubblico e quindi anche delle cooperative in un intervento sia economico che urbanistico. Penso sia giunta l'ora di terminare con le costruzioni a cubo dove vanno solo gli IACP e con quelle un po' più belle dove vanno solo le cooperative e in altre zone le ville o i palazzi per chi ha la possibilità.

Dobbiamo riuscire con delle leggi - e ci sono oggi gli accordi di programma e appunto l'edilizia integrata - a mettere in piedi dei quartieri che siano vivibili per tutte le categorie e risparmiare anche superfici, perché potremmo andare a recuperare delle zone che sono non piacevoli per la città di Aosta, penso all'ex Foro Boario, alla zona Voison. Quindi se nel passato abbiamo risposto all'emergenza e in altri posti non abbiamo risposto per niente perché forse non era conveniente per gli operatori privati, oggi diventa importante e urgente rispondere con strumenti nuovi, che sono la legge per l'edilizia integrata e gli accordi di programma.

Non entro nelle cifre e nelle varie delibere; voglio solo dire a Florio che alcune cifre sono state aggiustate perché ci si è trovati di fronte a delle indicazioni dei comuni su dei progetti per quanto riguarda le ristrutturazioni: prima avevano dato un'indicazione di massima sui 450 milioni, poi a seguito di un esame più attento hanno ritenuto che le spese non erano sufficienti.

Per quanto riguarda la rinuncia del Comune di Gignod, questa non deriva dall'incapacità di programmazione di quel comune, ma dalla rinuncia di una parte perché chi aveva offerto la casa al comune all'ultimo momento, forse perché ha trovato un acquirente che pagava di più, ha preferito vendere al privato. Pertanto il comune si è trovato con una parte in meno.

Per Aosta il discorso dei 2,5 miliardi di recupero urbanistico è stato indicato nella sistemazione e riorganizzazione di tutta via Capitano Chamonin, che è una parte integrante del quartiere Cogne e che fa da corollario al recupero dell'intero quartiere. Per il discorso dei 2 miliardi nel sociale, che è previsto dalla quota, si era dato allora mandato al Comune di Aosta di dare indicazioni su una struttura già esistente, oppure su una struttura che fosse un prefabbricato, in maniera che si potesse rispondere con urgenza agli sfratti e ai casi sociali emergenti nel Comune di Aosta.

Il comune aveva indicato già allora come possibile risposta a questo fenomeno Casa Gagliardi o un'altra struttura - il cui nome adesso non ricordo - in quel di Sarre da far però gestire all'IACP, perché il problema degli sfrattati e del sociale non è solo del Comune di Aosta, ma di tutti i comuni della Valle, quindi poteva essere una risposta ai casi emergenti che devono pian piano diventare sempre più casi straordinari. Se guardiamo all'interno del tessuto abitativo della Valle d'Aosta, abbiamo una quantità di alloggi sfitti, quindi dovremo riuscire a mettere in piedi una politica di reimmissione sul mercato di alloggi sfitti - e il Comune di Aosta mi sembra che insieme ad altri comuni stia avviando questa politica - predisponendo da una parte gli strumenti che permettano agli sfrattati di trovare alloggio, dall'altra, a chi è padrone degli alloggi, di avere un utile e di essere padrone dei suoi alloggi.

Si dà atto che, dalle ore 11,42, presiede il Presidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi.

Parisi (RV) Ho ascoltato volentieri gli interventi di Florio e di Borre. Da quello che è stato da loro detto appare in maniera evidente che il problema di cui stiamo parlando oggi, quello della casa, viene affrontato molto spesso in maniera molto parziale.

Pertanto vorrei prendere spunto da questo atto amministrativo, e spero di non urtare la suscettibilità di nessuno, per fare un discorso più generale. Sono cose che ho già detto e ripetuto nell'arco di questi quattro anni, però colgo l'occasione per farlo ancora oggi, anche perché dai dati che ha elencato il Consigliere Florio emerge in maniera chiara che su questo problema vengono molto spesso scritti libri bianchi, se ne parla tantissimo, però come risultati concreti non se ne sono avuti fino adesso.

Dico questo perché se questo problema non verrà finalmente affrontato in maniera globale, non sarà mai risolto. Parliamo di case sociali, di emergenza abitativa, però l'emergenza abitativa è sempre sotto gli occhi di tutti.

Abbiamo molto spesso sollecitato degli interventi generali, facendo anche delle proposte operative, però come dicevo ancora non sono venuti i risultati, né alle parole sono seguiti i fatti, per cui ci troviamo ancora oggi a cercare di tamponare le falle che via via si sono create. Sarebbe opportuno smetterla di scrivere libri bianchi, di fare conferenze, annunciando grandi programmi, quando si sa che sono enormi polveroni. Quando sento parlare di interventi nel campo dell'ERP, e penso alle numerose richieste effettuate dal nostro gruppo in questo Consiglio, accompagnate anche da proposte concrete, senza che le stesse abbiano avuto risposta, mi sento accapponare la pelle! Allora domando all'Assessore con quali soldi pensa di costruire insieme all'IACP i 500 alloggi entro il 2000: forse con i 90 miliardi che dovrebbero venire dalla vendita degli alloggi?

Ma si rende conto l'Assessore che ci sono voluti due anni solo per varare un piano di vendita, ovvero partendo dal '94 siamo già al '97?

Riteniamo poi che questo piano di vendita rimarrà sulla carta, in quanto così come è stato approvato non verrà mai realizzato, e aggiungo io con buona pace di coloro che erano contro la dismissione. E qui sicuramente i risultati saranno quelli che abbiamo ottenuto con la vendita degli alloggi di proprietà regionale, mi riferisco a quello che è successo in via Chavanne e in via Lys, dove su un grosso numero di alloggi la percentuale di vendita si è aggirata attorno al 20 percento.

Ma quali sono stati e quali sono gli utenti interpellati per sapere se sono intenzionati all'acquisto di questi alloggi? Lo sa l'Assessore che la messa in vendita è stata fatta solo con un calcolo di ordine aritmetico, cioè 500 alloggi cedibili, 50-60 percento, X alloggi, senza sapere se coloro che sono all'interno di quegli alloggi sono o meno intenzionati a comperare? Pertanto, quando verrà avviato questo processo, si dovrà rifare tutto per domandare ancora una volta se quegli inquilini sono intenzionati o meno, con il risultato che potrebbe essere zero, perché magari quelli che sono stati inseriti nel piano vendita non sono intenzionati a comperare.

Volevo chiedere ancora con quali strumenti si pensa di incentivare l'acquisto in contanti, perché per poter realizzare e per poter reinvestire i fondi, bisogna che quei soldi entrino nelle casse degli enti pubblici. Mentre per come è stato impostato il piano, questi soldi non entreranno mai; resteranno scritti sulla carta e non avremo la possibilità di disporne per reinvestirli. E' questo quello che avverrà sicuramente nel prossimo futuro.

Abbiamo approvato la modifica alla legge sugli accessi e sui canoni, senza magari andare a guardare cosa avrebbe comportato, perché qui siamo arrivati a canoni abnormi che sicuramente non sono neanche quelli che si trovano a libero mercato, però niente di straordinario; si è voluto seguire quella strada, giusta o sbagliata, è stata approvata e va bene. Però lo IACP, visto che impiega 13 mesi per stabilire i canoni, non può pretendere di avere gli arretrati in due mesi; fra l'altro il Presidente dell'istituto in III Commissione, presente l'Assessore e il Vicesindaco della città di Aosta, si era impegnato formalmente a diluire gli arretrati, e a non inviare a tutti gli inquilini tre bollettini chiedendo gli arretrati, che in alcuni casi sono di svariati milioni. Insomma, qui siamo arrivati a delle cose inconcepibili! I cittadini possono anche sopportare tutto, ma di fronte a questi atteggiamenti è giusto che poi si lamentino e che facciano le manifestazioni. Ma dobbiamo intervenire noi, se vogliamo modificare anche dei meccanismi perversi, perché non credo che i cittadini non vogliano pagare, ma vogliano in qualche modo essere all'attenzione di noi amministratori almeno.

Mi auguro che questo atteggiamento non sia solo il solito atteggiamento del principe che aspetta che il suddito arrivi lì con il cappello in mano, come si faceva una volta, per chiedere umilmente un atto di benevolenza. Lo scopo della riunione era proprio per evitare questo, mi auguro che non sia questo, ma credo che l'Assessore debba intervenire per quanto riguarda questo aspetto.

Termino, non voglio fare polemica, sono sempre disponibile a dare il mio contributo per fare in modo che questi problemi vengano affrontati, ma vengano affrontati in maniera realistica, altrimenti diventano solo degli strumenti vessatori verso i cittadini nel momento in cui li affrontiamo così come li abbiamo affrontati.

Abbiamo fatto delle proposte operative: riforma dell'IACP, non se ne parla più; riforma della legge n. 76/92, che ha azionato il meccanismo perverso che ha drogato il mercato, perché non è possibile oggi con questo strumento dare risposta a tutte quelle categorie che sono al di fuori dei redditi stabiliti per l'ERP. Se non si fa questo, non andremo mai da nessuna parte. Basta guardare qual è la risposta che viene data per la prima casa attraverso questa legge: c'è una grossa percentuale che anche con quel finanziamento, seppure cospicuo, non ha risposta, per cui vi è una categoria di cittadini che si trova completamente tagliata fuori sia dall'accesso ai mutui per la prima casa, sia dall'ERP.

In conclusione, concordo con alcune critiche che ha fatto il Consigliere Florio per quanto riguarda la destinazione di quei fondi, anche se quello può essere giustificato dalla delibera che abbiamo approvato a monte.

Una cosa vorrei dire; parliamo di EPR ma non prestando costantemente lo sguardo all'edilizia agevolata, qui dobbiamo stare attenti a quel settore, che è amplissimo, che è quello dell'edilizia sovvenzionata, la quale viene tagliata costantemente fuori.

Mi auguro che l'Assessore di fronte a queste mie argomentazioni metta in atto almeno quegli strumenti per verificare se è possibile dare alcune risposte in tempi relativamente brevi. Forse così potremo dare una risposta ai nostri concittadini in maniera credibile e senza creare quei polveroni che dicevo prima.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'ambiente, territorio e trasporti, Riccarand.

Riccarand (VA) Il Consigliere Borre ha fatto una precisa domanda, a cui ritengo necessario dare una precisa risposta, nel senso che la valutazione positiva data sulla deliberazione programmatica è derivata dal fatto che non c'era da parte mia, e da parte del gruppo Verde, una contrarietà ad usare una quota del finanziamento assegnato dal CIPE per acquisire e urbanizzare delle aree, su cui poi realizzare degli interventi di edilizia sovvenzionata. Quello che non va bene è che totalmente o nella grande quantità i fondi destinati ad Aosta vengono con questa seconda delibera destinati a questo, mentre non abbiamo oggi nessuna garanzia sul fatto che venga realizzata comunque una quota di alloggi di ERP, di edilizia sovvenzionata.

Pertanto ci troviamo in una situazione completamente anomala, per cui di 17 miliardi attribuiti alla Regione abbiamo una quota di recupero minima che viene realizzata fuori Aosta, fra l'altro con dei tempi abbastanza lunghi e dai risultati un po' incerti, ma per quanto riguarda la situazione di Aosta, dove il problema abitativo è più acuto, ci troviamo in una situazione di totale incertezza con questa seconda deliberazione perché ad oggi, 22 gennaio 1997, non sappiamo se ad Aosta verranno realizzati alloggi di edilizia sovvenzionata con questi fondi, non sappiamo quanti ne verranno realizzati né dove, non sappiamo nulla. Questa è la realtà.

Abbiamo anche chiesto al Comune di Aosta, siccome questo provvedimento è stato a lungo all'esame della Giunta con successive riunioni del comitato di ERP, di darci delle garanzie perché tutto quello che è ancora disponibile nei piani di zona, quartiere Dora, F8, venga destinato all'edilizia sovvenzionata; queste garanzie non sono state date. Oggi destiniamo al Comune di Aosta 8 miliardi, e non sappiamo di questi 8 miliardi quanti alloggi si ricaveranno. Eppure questi dovrebbero essere dei fondi immediatamente cantierabili, che dovrebbero produrre nell'arco di un anno e mezzo alloggi che la gente può abitare.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) Vorrei esordire dicendo che al Governo si parla di maggioranze variabili, qui e in commissione la maggioranza è diventata variabile perché questa delibera è passata con il mio voto e con l'astensione di due membri della maggioranza.

E' passata con il mio voto proprio perché ritengo importante che si riesca a costruire le case, non perché non sia d'accordo con Florio e con l'analisi che ha fatto, abbiamo mancato molte volte le promesse che abbiamo fatto ai cittadini sulla casa.

Il Consigliere Borre ha elencato cose che noi diciamo da sempre; ha parlato ad esempio degli alloggi sfitti nella città di Aosta, ha detto che manca un piano sull'abitazione, su cosa si vuole fare in questa regione, se vogliamo continuare a costruire, se vogliamo veramente recuperare oppure recuperare anche alloggi sfitti.

E allora si va avanti così, si va avanti con le diverse delibere, i Comuni non riescono a comprare le case che avevano previsto di comprare, si utilizzano dei soldi e questo mi fa un po' ricredere sul voto che ho dato alla delibera, perché l'Assessore in commissione ci ha garantito che i soldi destinati al Comune di Aosta erano stati dati con un'assicurazione da parte del Comune di Aosta per la costruzione di un certo numero di alloggi; invece adesso l'altro Assessore ci dice che questo non è vero. Allora l'Assessore Lavoyer ci ha detto il falso su questo punto in commissione.

Siccome la delibera è stata discussa in maggioranza e a noi, come ha detto Florio, arrivano queste delibere dove non c'è scritto quasi niente, siamo molto limitati nel decidere. Ho ritenuto di votare a favore perché ancora una volta sulla casa ritengo che dobbiamo veramente giocare tutto quello che abbiamo, ma dobbiamo per la prima volta costruire un qualcosa che ai cittadini serva.

Quando ho letto sul giornale che nel duemila saranno risolti i problemi della casa, ho tirato un respiro di sollievo. Non ci credo, nel duemila spero di esserci ancora, magari non qui dentro, ma fuori, per chiedere all'Assessore se intendeva alla fine del duemila. Questo mio voto, che ribadisco qui, è una sfida all'Assessore per vedere se almeno questa volta questa delibera va nel senso di utilizzare veramente i soldi e di costruire quegli alloggi che servono ai cittadini valdostani.

Volevo ricordare a coloro che si sono svegliati il 7 gennaio con l'aumento degli affitti, che il sottoscritto aveva presentato una mozione a questo Consiglio dove aveva previsto che tanta gente si sarebbe trovata in difficoltà per causa dell'IACP, che ha impiegato 13 mesi per stabilire la quota che dovevano pagare certi affittuari in base alla nuova legge.

In quella mozione avevo chiesto di fare in modo che i Valdostani non si svegliassero con questo colpo al cuore e al portafoglio, dato che lo Stato italiano aveva detto di rimandare al 1° gennaio '97 l'aumento degli alloggi dell'ERP; mi sembrava di aver chiesto una cosa che in questa regione non voglio dire ricca ma benestante si poteva fare senza andare ad inficiare nessuna delle cose degli IACP.

Perché fra l'altro questi IACP sono fra quegli istituti che non hanno debiti, o che perlomeno non presentavano debiti, e lo stato diceva che per coprire i debiti degli IACP si doveva provvedere agli aumenti.

A quella mozione la maggioranza ha votato contro, però adesso qualcuno comincia a lamentarsi che ci sono gli aumenti. E' stata fatta una legge che condivido, si parla del 5 percento massimo per le fasce a basso reddito, cosa che in altre regioni d'Italia non si arriva ancora a fare, ma è stata lasciata - non facendo un regolamento successivo - mano libera al Presidente degli IACP, il quale nella lettera precisa che chi vuol dilazionare un po' di più il pagamento deve rivolgersi al Presidente degli IACP.

Penso che non sia una buona norma che dei politici, degli amministratori come noi lascino quella parte di legge che serve di più al cittadino in mano ad una persona che sembra quasi che a chi le va più a genio possa dare delle agevolazioni e a chi non le piace non gliele dia. Non è scritto da nessuna parte in quanti mesi si può dilazionare, mentre bastava poco, bastava scrivere che per chi supera certe cifre si dilazionava in due o tre rate, senza dover chiedere la benevolenza di nessun padreterno.

Continuo a dire che questa delibera è biennale, vedremo prima di giugno del '98 cosa sarà fatto di questo problema; non si potrà dire che poi qualcuno ha messo i bastoni fra le ruote: forse qualcuno della maggioranza ha messo i bastoni fra le ruote in questo caso.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ferraris.

Ferraris (GV-PDS-SV) Credo che questa riunione si stia svolgendo in un clima un po' kafkiano. Abbiamo alcuni membri della maggioranza che stamani hanno dato lezioni di opposizione; abbiamo una delibera votata all'unanimità da questo Consiglio nel '94, che è stata sottoposta a feroci critiche; abbiamo chi ha sostenuto la necessità di vendere - fra questi c'ero anche io - il patrimonio degli alloggi pubblici, e oggi viene a dire che è assolutamente impossibile vendere questo patrimonio; abbiamo un Assessore che dice di non sapere nulla - forse basterebbe chiedere ai Comuni, qualche spiegazione ce l'avrebbero da dare - e infine abbiamo una delibera che passa in commissione grazie a Rifondazione, che notoriamente vota sempre contro. Direi che il clima è abbastanza kafkiano da questo punto di vista... mi riferisco a Rifondazione nazionale...

(interruzione del Consigliere Chiarello, fuori microfono)

... consenti un po' di ironia... apprezzo il voto e consentimi l'ironia per una volta!

Credo che il problema della casa, se lo riduciamo a questa delibera, si riduce ad un aspetto molto particolare. Penso che vadano fatte alcune considerazioni. La prima, su questa questione ci sono diversi provvedimenti; una è la delibera che tutti conosciamo che riguarda la vendita degli alloggi, la citava anche prima Parisi, e il possibile reinvestimento, da questa quindi deriva la possibilità di costruire alcune case; c'è la delibera in oggetto questa mattina e poi ci sono degli interventi specifici che riguardano anche la casa, che sono finanziati con "Aosta capitale" e portano ad un investimento per quanto riguarda la città di Aosta di circa 46 miliardi.

Secondo me questo discorso va affrontato partendo dal presupposto che non è un discorso semplice, da liquidare con poche battute. Nel '94 e successivamente se non altro è intervenuta una novità nel metodo con cui i Comuni della Valle - mi riferisco in particolare al Comune di Aosta, ma anche ad altri Comuni esterni ad Aosta - cercano di affrontare questa questione, cercando di programmare la loro iniziativa, e non vedo negativo il fatto che il problema della casa, come molte volte succede nelle nostre discussioni, si chiuda sempre sulla città di Aosta. La città di Aosta ha dei problemi di congestione abitativa anche perché l'edilizia popolare non si costruisce all'esterno della città. Direi che all'interno di questa delibera ci sono timidi tentativi, ma ci sono, in questa direzione.

Quindi ci troviamo in una situazione in cui c'è un inizio di programmazione da parte dei Comuni, se andiamo a vedere i numeri, i piani di edilizia economica e popolare della città di Aosta prevedono interventi sugli alloggi nelle zone Dora e F8 di circa 300 nuovi alloggi.

Per quanto riguarda il reinvestimento si parla di altri 170 alloggi e anche qui c'è da dire una cosa. Qualcuno chiede in merito ai finanziamenti: per quanto riguarda la delibera specifica legata al piano regionale di vendita e ai programmi di reinvestimento questa stabilisce anche delle cifre specifiche, in particolare per quanto riguarda la programmazione fatta dal Comune di Aosta, anche lì si ritorna ad utilizzare fondi di Aosta capitale.

Detto questo, penso che indubbiamente il problema della casa non venga risolto da questi tipi di interventi, altri sollecitavano alcune cose, altri ancora muovevano alcune critiche, anche giuste secondo me, quando si dice che l'intervento dello IACP soprattutto per quanto riguarda i piani di vendita poteva essere fatto meglio. Cioè, se ci sono case in cui tutti gli inquilini vogliono comprare, non si capisce perché si va a vendere quella dove magari non vuol comprare nessuno. Questa credo sia indubbiamente una cosa che va corretta.

Ma al di là di fermarci alla constatazione, credo che abbiamo anche l'obbligo di indicare alcuni strumenti. Scopro l'acqua calda, ma qui mettere le mani sull'IACP, fare una riforma dell'IACP che preveda che questo ente diventi l'unico ente che gestisce il patrimonio pubblico della Regione, è questione che in qualche cassetto di qualche commissione c'è, forse val la pena di tirarla fuori e avviare il discorso.

Non voglio soffermarmi su altre questioni che sono state sollevate per quanto riguarda ad esempio l'edilizia integrata e altre cose ancora.

Chiudo dicendo che preferisco una delibera che prevede un numero limitato di alloggi, si parla di 19-20 alloggi con degli interventi che però consentono la costruzione di nuovi alloggi, rispetto ad un voto negativo che non capisco quanti alloggi in più porti. Mi limito al primo danno: darò un voto positivo a questa delibera sapendo che questa può consentire, non da sola, ma insieme ad altre iniziative, di dare una risposta al problema della casa. Se poi saremo immortali, come ci ha augurato prima Chiarello, nel terzo millennio vedremo come andrà a finire!

Presidente Se nessun altro chiede la parola, chiudo la discussione... Ha chiesto la parola il Consigliere Florio, per mozione d'ordine.

Florio (VA) Certamente, signor Presidente della Giunta, non è obbligatorio, ma io chiedo per chiarezza di comprensione del problema che l'Assessore risponda sui punti e relativamente agli interventi che ci sono stati, spiegando gli atti amministrativi che porta in ratifica, come è giusto e doveroso che faccia, che ci sia una minima possibilità di riflessione su ciò che l'Assessore dice, dopo di che si passi al voto.

Se viene chiusa in questo momento la discussione generale non è più possibile per i consiglieri intervenire, se non per dichiarazione di voto, stringendo secondo me inutilmente la discussione.

Presidente Consigliere Florio, c'è stata un'illustrazione; però se c'è questa disponibilità dell'Assessore, gli do la parola.

Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Lavoyer.

Lavoyer (ADP-PRI-Ind) Non c'è nessun problema a rispondere alle domande e alle osservazioni fatte da Florio, anche perché a me pare che soprattutto il suo intervento sia stato un intervento piuttosto reticente, un intervento che ha cercato più che altro di aumentare la confusione su un tema che di per sé è già abbastanza complesso. Punto per punto cercherò di evidenziare quali sono le affermazioni che il Consigliere Florio dà per acquisite e che invece così non sono.

Ma prima di entrare nel merito del deliberato, volevo dare delle risposte brevi sulle osservazioni fatte dai Consiglieri Parisi e Chiarello.

Mi pare che il Consigliere Parisi, se peraltro ha toccato dei temi importanti, sia andato fuori tema rispetto all'oggetto in discussione oggi e al deliberato all'attenzione del Consiglio. Comunque sui 90 miliardi ha già risposto il Consigliere Ferraris, cioè 40 miliardi sono previsti dal piano di vendite dell'IACP, che ha previsto un programma di piano vendite superiore, di circa 50 miliardi, ipotizzando che non tutti gli alloggi messi in vendita verranno acquisiti dagli inquilini; 10 miliardi sono il piano vendite del Comune di Aosta e altri 35 miliardi il Comune di Aosta li mette con fondi propri, fra l'altro utilizzando anche i fondi di Aosta capitale.

Non posso condividere le osservazioni fatte dal Consigliere Parisi sul fatto che non vengono rateizzati gli arretrati che richiedono gli IACP; infatti il Presidente dell'IACP ha mandato una lettera dove prevede una serie di rateizzazioni, manifestando al tempo stesso la sua disponibilità ad affrontare ogni singolo problema per eventuali rateizzazioni ulteriori, in linea con l'impegno preso all'interno della commissione consiliare.

Per quanto attiene invece il problema sollevato dal Consigliere Parisi sull'esigenza di avere il più possibile il pagamento in contanti dell'alloggio da parte di coloro che intendono acquistare il patrimonio messo in vendita, l'Assessorato insieme all'IACP e al Comune di Aosta ha già predisposto una serie di incontri con gli istituti di credito, in attuazione a quelli che sono i provvedimenti di legge, per vedere la possibilità di fare dei finanziamenti a tasso agevolato, che vadano ad integrare le somme necessarie per l'acquisizione in contanti degli alloggi stessi. Quindi a me pare che le osservazioni di Parisi, oltre ad essere fuori tema, sono delle osservazioni che non tengono conto di quanto sinora è già stato fatto.

Per quanto attiene invece Chiarello, che sottolineava il fatto che l'Assessore in commissione aveva garantito che nel deliberato ci sarebbe stato l'impegno da parte del Comune di Aosta di utilizzare correttamente i fondi, e adesso faceva riferimento all'affermazione dell'Assessore Riccarand, che diceva il contrario, lo pregherei di andare a pagina 4 del deliberato - anche se questo non è così completo, come ha cercato di sottolineare il Consigliere Florio - dove è scritto: "Stabilendo che l'effettivo trasferimento del predetto finanziamento abbia corso solo in seguito all'avvenuta individuazione da parte del Comune di aree ricomprese nelle suddette zone, da destinarsi ad interventi di edilizia sovvenzionata ad opera dell'IACP".

Questo impegno è stato inserito nel deliberato proprio a seguito di un incontro che l'Assessore ai lavori pubblici insieme all'Assessore all'ambiente ha avuto con il Comune di Aosta, infatti a seguito della richiesta di modificazione del deliberato che veniva avanzata dal collega Riccarand, abbiamo fatto questo incontro e abbiamo inserito tutta una serie di modificazioni nel deliberato. Quindi mi stupisce che dopo che si sono fatte queste cose, che erano state richieste con la motivazione di non approvare questo deliberato, ci sia poi ancora un voto contrario!

Ma per venire alle osservazioni fatte da Florio, che come al solito è un abile anche in questo caso disinformatore, io dico che alcune cose si possono dire fuori dal Consiglio e non all'interno del Consiglio regionale. Parto dalla delibera n. 7619. Cosa ha capito il Consiglio regionale? Il Consigliere Florio ha detto che nella delibera si parla di edilizia sovvenzionata, finanziamenti localizzati con i programmi precedenti, di cui ai bienni '88-'89 e '90-'91 risultano Valtournenche 1,7 miliardi, Aosta 6,5 miliardi, non utilizzati. Il Consiglio ha capito questo, penso. Edilizia agevolata, altro capitolo, anche qui non utilizzati. Non è vero, Consigliere Florio: se lei è informato, sa benissimo che il miliardo e sette del Comune di Valtournenche è stato ricollocato nel Comune di Aymavilles; sa benissimo che...

(vivace protesta da parte del Consigliere Florio, fuori microfono)

... ma sa benissimo che i 6,5 miliardi sono stati utilizzati per gli interventi previsti in fase di costruzione dell'IACP in via Sinaia, quindi non è vero assolutamente che oltre ai 17 miliardi non localizzati ci sono i circa 8,5 miliardi del biennio '88-'89 e '90-'91. Questi sono fondi tutti rilocalizzati, come pure sono stati rilocalizzati i fondi dell'edilizia agevolata, che dovranno essere utilizzati nella costruzione delle cooperative in via Voison. Cose già note al Consigliere Florio.

Per quanto attiene la suddivisione dei finanziamenti prevista in questa delibera, che a suo tempo tutti quanti votarono all'unanimità in Giunta e mi pare sia stata votata anche dalle forze politiche in Consiglio regionale in sede di ratifica, non è stato un "agrément" da parte di alcune forze politiche la possibilità di destinare una parte dei fondi ad opere di urbanizzazione, ma è un vincolo della delibera dell'IACP. La delibera dell'IACP ha un vincolo che dice: "una quota non inferiore al 30 percento per il patrimonio esistente, una quota non inferiore al 15 percento per il recupero urbano", dice una quota non inferiore al 30 e al 15 per cento, non dice che non può essere superiore a queste percentuali, ed ancora "una quota non superiore al 15 percento per casi sociali". A me pare che quanto è stato approvato a suo tempo non era stato un atto di fiducia in attesa di programmi più definiti.

La delibera che oggi andiamo ad approvare non fa altro che ricalcare la delibera n. 7619 del 24 settembre 1994, votata all'unanimità dalla Giunta e approvata dal Consiglio. Noi, con la delibera di oggi, non facciamo altro che andare a rideterminare il programma del quadriennio, sottolineando che il programma del biennio approvato con la delibera n. 1612 è stato completamente attuato.

Rimangono da ridestinare i 650 milioni del miliardo previsto per il Comune di Gignod, avendo speso soltanto 350 milioni per l'acquisto. Ma non può sempre nel suo stile di disinformazione il Consigliere Florio dire: ma questi 800 milioni del secondo biennio cosa sono? Gli 800 milioni servono per il recupero del fabbricato che abbiamo acquistato a 350 milioni, ma nella delibera è specificato. E poi sottolinea ancora che i costi non possono superare, eccetera; ma sa benissimo, e nella delibera c'è scritto, che abbiamo derogato per gli interventi di ristrutturazione a quelli che sono i parametri, deroga che è legittima ed è possibile, tenuto conto che se andiamo nella direzione di incentivare nel limite del possibile, considerando anche una realtà della Valle d'Aosta che non è solo quella di Aosta ma dei Comuni limitrofi, di incentivare - dicevo - il recupero dei fabbricati esistenti, sappiamo anche che i costi per l'acquisto del fabbricato, che normalmente ha anche un valore e un pregio nel centro storico, e per l'intervento per renderlo abitabile sono notevolmente superiori rispetto ai parametri normalmente utilizzati per la costruzione di edilizia ex novo.

Quindi a me pare che tutta una serie di osservazioni siano delle osservazioni pretestuose, che tendono a sostenere delle tesi che non condividiamo politicamente. Tutto sommato sono contento che la forza rappresentata dai Verdi non voti questa delibera, perché non condividiamo la politica della casa che vuole portare avanti la forza dei Verdi. Questo per quanto mi riguarda.

Volevo sottolineare anche in merito al comunicato che ha fatto seguito all'approvazione da parte della Giunta regionale di questo provvedimento che quel comunicato è pieno di affermazioni fasulle.

Ricordo che la delibera del CIPE è del 16 maggio 1994, quindi già la partenza del comunicato di per sé tende a disorientare l'opinione pubblica e a far risaltare dei ritardi che non ci sono stati. Poi quando si dice che l'Assessore Riccarand, dopo aver chiesto più volte una correzione dell'attuale impostazione, eccetera, ribadisco che la correzione dell'attuale impostazione è stata fatta a seguito di una riunione con gli enti interessati, IACP e Comune di Aosta, concordata con l'Assessore Riccarand.

Si dice ancora che il Movimento Verde Alternativo ritiene di denunciare politicamente l'assenza di una politica; a questo proposito l'Assessore Riccarand ma anche il gruppo dei Verdi Alternativi sa benissimo che la Giunta regionale ha costituito un gruppo di lavoro che sta lavorando per la riforma dell'IACP. Quindi anche queste sono accuse completamente pretestuose.

Ritengo che la Giunta abbia operato correttamente, anche se in un clima di grande difficoltà su un tema delicato; l'unica alternativa al non approvare questa delibera era perdere 15 miliardi di fondi assegnati dallo Stato e non è assolutamente vero che la parte importante di questi fondi che viene destinata alle opere di urbanizzazione non è utilizzata per la costruzione di edilizia sovvenzionata, anche perché vi è l'impegno sottoscritto in delibera che andiamo ad urbanizzare delle aree, che permettono la realizzazione di questi interventi, interventi dell'IACP e interventi delle cooperative, e con l'introito degli oneri di urbanizzazione c'è il vincolo di destinazione per la costruzione di edilizia sovvenzionata.

Quindi a me pare che si sia operato correttamente, mentre proposte concrete, reali, alternative per un migliore utilizzo di questi fondi dal dibattito, non ne ho sentite!

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (VA) Può darsi che non sia giusto affrontare questo problema nel modo con cui lo affronto io, credo che il modo con cui è stato affrontato da Ferraris, che è quello della "camomilla", non corrisponda ugualmente al giusto. Sembra di sentirsi cioè dire che la lettura che diamo di questa delibera è una lettura strumentale.

Allora il problema in discussione non è questa delibera in sé, non è il contenuto stringato e ridotto di questa deliberazione, ma è ciò che sta dietro. In sostanza cosa diciamo? Diciamo che sono anni che in presenza di cospicui finanziamenti questi può darsi che non vengano persi, ma vengano in continuazione rilocalizzati una volta dietro l'altra, in località anche diverse o all'interno dello stesso Comune, perché non se ne viene a capo con la localizzazione, quando invece la finanziabilità dei programmi è strettamente connessa con la localizzazione e con l'immediata cantierabilità.

Questo noi diciamo, e diciamo che da anni in questa città non si realizzano più alloggi di ERP sovvenzionata. Gli ultimi che si stanno realizzando sono quelli in via Chambéry per 45 alloggi, che sono legati ad un finanziamento di non ricordo più neanche quale biennio, e non abbiamo nessuna garanzia, perché è vero che l'Assessore ha fatto porre correttamente quel vincolo di cui ha letto poco fa il testo nei confronti del comune di Aosta, ma non abbiamo nessuna garanzia che si realizzeranno nuovi interventi di edilizia sovvenzionata in via Voison o al quartiere Dora.

Dove stanno le individuazioni di edilizia sovvenzionata da parte del Comune di Aosta in quelle due zone? E' questa mancanza di chiarezza che non sta in piedi e che fa sì che non faccia stare in piedi questa deliberazione. Così come si è richiamato il piano di vendita e di reinvestimento: ma lo avete visto di cosa è composto il piano di reinvestimento nella delibera n. 5717? Nella tabella alla fine c'è scritto: "10,665 miliardi in quartiere Cogne, 51,1 miliardi per nuove costruzioni e recuperi in Aosta e altri Comuni"; questo è il piano di reinvestimento? Ma la legge diceva una cosa ben diversa all'articolo 2, e cioè: "il piano di reinvestimento deve contenere il numero degli alloggi che si intendono recuperare, ristrutturare o costruire e le loro caratteristiche, la localizzazione degli interventi e la disponibilità dei fabbricati per il recupero e la ristrutturazione e delle aree per la nuova costruzione, lo stato della progettazione degli interventi, le risorse finanziarie necessarie per gli interventi, le risorse finanziarie disponibili per interventi di edilizia residenziale pubblica, le risorse finanziarie che si intendono reperire con la vendita, i tempi di realizzazione degli interventi...". La legge diceva tutto questo.

E questo sarebbe un piano di reinvestimento? Non lo è e il titolo della delibera, visto che l'Assessore sostiene che racconto solo bubbole, recita: "Approvazione del piano regionale di vendita e dei programmi di reinvestimento", quindi se conosco l'italiano questo doveva essere il programma di reinvestimento. Ma non lo è in effetti, è mantenuto in una nebulosità totale, in modo da consentire che in presenza di una qualche difficoltà da parte di uno qualsiasi dei soggetti attuatori sia possibile spostare le pedine, e questa non è politica della casa, questa è un'altra cosa: questo è cercare di spendere i soldi e di non perderli, ma non è politica della casa.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi.

Parisi (RV) Brevissimamente, non per far polemica con l'Assessore, ma per dirgli di elencarci, quando lo riterrà più opportuno o in III Commissione o in Consiglio, quelle che sono state le iniziative che sono state portate avanti in maniera globale sul problema della casa.

Non parlo di interventi tampone, parlo di politica della casa, e quindi di dare delle risposte una volta per tutte definitive, altrimenti l'Assessore non può prendersela se qualcuno in Consiglio si alza e pone delle domande. Questo succede perché purtroppo non vengono le risposte.

La situazione reale è quella che ho cercato di descrivere; può anche darsi che sia andato fuori tema, probabilmente dovevo entrare nel contenuto di questa delibera, non l'ho fatto e chiedo scusa perché molto spesso vado fuori tema; però il problema reale è quello della politica della casa, che non viene affrontato nella maniera così come dovrebbe essere affrontato, basta andare a fare una piccola indagine conoscitiva non solo in Aosta, ma sul territorio regionale per vedere qual è la situazione reale. Fintanto che noi non avremo un osservatorio che vada a verificare qual è la reale esigenza e fintanto che noi non ci mettiamo in testa di modificare alcuni strumenti, non daremo mai quella risposta che dovremo dare!

Assessore, non è una polemica che voglio fare con lei, vorrei solo che una volta per tutte questo problema venisse affrontato in maniera globale.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) Una risposta a Ferraris mi si permetta di darla, perché non so dove votiamo contro sempre, loro senz'altro non sanno a cosa votare contro perché per qualsiasi cosa alzano la mano, altrimenti chiedono come devono votare, ma non mi sembrava che servisse una polemica di questo tipo!

Anch'io ho avuto l'impressione, Assessore, che questi 2,5 miliardi siano sì su delle promesse, ma su delle promesse del Comune; va bene che la prossima delibera andremo a rilocalizzarli questi due miliardi... no, va bene, d'accordo.

Poi volevo chiudere con gli affitti degli alloggi. Assessore, a me come amministratore spiace che qui ci sia scritto: "eventuali ulteriori dilazioni di pagamento potranno essere concordate con questa Presidenza su richiesta specifica"; un'amministrazione seria faceva un regolamento dove stabiliva la possibilità per chi non era in grado, di pagare in due rate successive, ma non lasciava alla Presidenza degli IACP di gestire in proprio sulle spalle degli utenti.

Presidente Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore ai lavori pubblici, Lavoyer.

Lavoyer (ADP-PRI-Ind) L'Assessore Lavoyer accoglie l'invito del Consigliere Parisi ad illustrare gli interventi portati avanti anche in modo complessivo da parte della Giunta regionale e dell'Assessorato. Volevo anche cogliere l'occasione per sottolineare qual è il ruolo dell'ente Regione nell'approvazione di questi programmi. L'ente Regione con questa delibera ha soltanto il ruolo di approvare dei programmi proposti dagli enti attuatori. E poiché qualcuno prima affrontava questo aspetto, noi abbiamo certamente chiesto agli enti locali di sottoporre all'Amministrazione regionale quali erano i programmi possibili da finanziare. Il ruolo è questo, così come bisogna distinguere il ruolo della Giunta regionale da quello dell'IACP che è un ente autonomo.

Non per fare polemica, ma devo per forza rispondere all'ultima osservazione del Consigliere Florio, perché visto che non c'era più possibilità di disinformazione sulla prima delibera, è passato ad un'altra delibera che non è oggetto di discussione oggi in Consiglio.

Allora, non è vero che la delibera non contiene gli elementi previsti dalla legge, ma contiene: il nome del Comune dove viene previsto il programma di reinvestimento; l'ubicazione e la descrizione dell'area e della zona specifica, quindi se è il Comune di Aymavilles dice: frazione Ferrière, recupero alloggi, se è il Comune di Aosta, dice zona F8, quartiere Dora; il numero degli alloggi, ad esempio Aosta, zona F8, quartiere Dora, 80 alloggi; gli importi e i tempi presunti di attivazione. Non contiene, se vogliamo andare nel dettaglio, le caratteristiche dell'alloggio definite, perché quelle le possiamo dare di fronte ad un progetto definito che in questo momento non abbiamo, ma a me pare che questi programmi di reinvestimenti siano sufficientemente dettagliati e rispondenti a quelle che erano le prescrizioni di legge. Questo nella delibera che ho io, non so se Florio ha un'altra delibera.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz, per dichiarazione di voto.

Marguerettaz (PpVA) Nel dichiarare l'astensione del nostro gruppo, alcune considerazioni credo vadano fatte.

Indubbiamente questa è una delibera tardiva non tanto nei tempi tecnici di presentazione al Consiglio, quanto nella scelta dei tempi, ovvero questi tempi in cui si è presentata questa delibera alla valutazione di questo Consiglio sono quanto meno inopportuni.

Dico questo perché oggi abbiamo visto una bandiera a scacchi abbassarsi, è partito il gran premio delle elezioni, per cui abbiamo visto su un tema specifico come la casa i soliti corridori che sono in pole position cominciare a sgomitare per raggiungere in fondo al rettilineo la corda della curva, come suol dirsi. E così chiaramente un assessore, che su un argomento come questo guadagna i primi titoli dei giornali; così una forza politica come quella dei Verdi, che su un argomento come questo non perde l'occasione per cercare di rifarsi forse una verginità un po' perduta in questi tre anni e mezzo; così il Consigliere Borre che era un po' che non parlava di casa, al quale si offre questa platea, e il Consigliere Parisi che non tanto per la nuova edilizia residenziale ma per quelli che già vivono negli alloggi non ha mancato di fare un accenno ai problemi a cui vanno incontro questi affittuari...

(interruzione del Consigliere Parisi, fuori microfono)

... come noterai, non entro nell'argomento specifico perché ammetto tutti i miei limiti in materia, sono fermo ai box, esatto, però vedo che qualcuno è partito alla grande, di questo dobbiamo renderci conto.

Allora permettetemi di dire che la cosa che dispiace maggiormente è che la bandiera a scacchi si sia abbassata su un argomento come questo, che già in passato, in quella tanto vituperata Prima Repubblica, era spesso occasione per l'abbassarsi della stessa medesima bandiera a scacchi.

Permettetemi una battuta conclusiva, a sostegno anche della mia astensione: su un problema come questo, per quanto riguarda la politica della casa, è facile dire che la cosa più utile che può fare questa maggioranza è proprio quella di "andare a casa".

Presidente Pongo in votazione la ratifica della delibera in oggetto:

Presenti: 31

Votanti: 26

Favorevoli: 23

Contrari: 3

Astenuti: 5 (Collé, Lanièce, Linty, Marguerettaz e Tibaldi)

Il Consiglio approva

Oggetto n. 5909 in data 20 dicembre 1996: Approvazione del progetto e dell'appalto mediante licitazione privata, dei lavori di rinforzo delle fondazioni degli archi del ponte in pietra sulla Dora Baltea tra Hône e Bard - Approvazione ed impegno di spesa con variazione del bilancio di gestione approvato con deliberazione di Giunta n. 342 del 26 gennaio 1996.

Presidente Qualcuno chiede la parola?

Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5915 in data 20 dicembre 1996: Approvazione del progetto e dell'appalto mediante licitazione privata, dei lavori di sistemazione di un reliquato stradale in loc. Rechentez in Comune di Perloz - Approvazione ed impegno di spesa con variazione del bilancio di gestione approvato con deliberazione di Giunta n. 342 del 26 gennaio 1996.

Presidente Qualcuno chiede la parola?

Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5916 in data 20 dicembre 1996: Approvazione del progetto e dell'appalto mediante licitazione privata, dei lavori di rettifica della S.R. n. 44 della Valle del Lys in corrispondenza dell'abitato di Theyn in Comune di Lillianes - Approvazione ed impegno di spesa con variazione del bilancio di gestione approvato con deliberazione di Giunta n. 342 del 26 gennaio 1996.

Presidente Qualcuno chiede la parola?

Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

Presenti, votanti e favorevoli: 31

Il Consiglio approva all'unanimità

Oggetto n. 5926 in data 20 dicembre 1996: Approvazione del progetto e dell'appalto mediante procedura aperta, ai sensi dell'articolo 24 legge regionale 12/96, dei primi lavori urgenti di consolidamento della parete rocciosa sovrastante il borgo di Donnas in Comune di Donnas - Approvazione ed impegno di spesa.

Presidente Qualcuno chiede la parola?

Pongo in votazione la ratifica della deliberazione in oggetto:

Presenti, votanti e favorevoli: 30

Il Consiglio approva all'unanimità