Oggetto del Consiglio n. 2343 del 18 dicembre 1996 - Resoconto
SEDUTA POMERIDIANA DEL 18 DICEMBRE 1996
OGGETTO N. 2343/X Impegno per interventi a favore delle attività per combattere il fenomeno dell'alcoolismo. (Reiezione di mozione)
Mozione Premesso:
che il fenomeno dell'alcoolismo sta assumendo, nella nostra regione, livelli decisamente preoccupanti, come si evince dai dati forniti dal "Gruppo tecnico per l'alcoolismo" istituito dall'Assessorato alla Sanità;
che gli interventi da parte del SERT in materia di alcooldipendenza sono estremamente carenti, come rilevato tra l'altro dallo stesso responsabile del servizio;
che l'unico ente privato-sociale che si occupa esclusivamente di alcooldipendenza è la Cooperativa Via Antica Zecca di Aosta, alla quale è stata affidata la realizzazione e la gestione del servizio "Comunità Demos", nell'ambito di un progetto comune Stato-Regione-Cooperativa definito e approvato già diversi anni fa';
che la convenzione proposta dall'USL alla Cooperativa Via Antica Zecca, visti i costi necessari per la gestione dell'attività richiesta, non consentirebbe la funzionalità del servizio;
che le famiglie interessate dall'alcoolismo e/o problemi alcoolcorrelati non trovano attualmente alcuna risposta nella realtà valdostana, dovendo sopportare di conseguenza gravi disagi;
che il provvedimento di commissariamento della Cooperativa Antica Zecca non costituisce impedimento alla stipulazione di convenzioni con enti pubblici e/o soggetti privati e quindi non è assolutamente limitativo della propria attività;
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Impegna
la Giunta regionale ad adoperarsi fattivamente per la revisione della convenzione proposta dall'USL o a predisporre un immediato intervento economico integrativo per supplire alle carenze finanziarie e gestionali, non coperte dalla convenzione suddetta, affinché possa in ogni caso essere garantita la funzionalità del servizio della Comunità Demos a favore degli alcooldipendenti.
F.to: Tibaldi-Chiarello-Lanièce.
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (Ind) Non è la prima volta che questo argomento viene portato all'attenzione del Consiglio regionale. Ci sono state diverse iniziative nei mesi scorsi che hanno evidenziato qual è l'importanza di affrontare in maniera concreta e determinata quello che è generalmente definito il fenomeno dell'alcoolismo in Valle d'Aosta. Fenomeno che come sappiamo ha purtroppo un suo peso anche nella nostra regione, nel senso che le patologie alcool-correlate e i relativi dati di morbosità hanno dei livelli che sono tutt'altro che trascurabili.
In particolare sappiamo che è stato messo in piedi dallo stesso Assessore Vicquéry, se non sbaglio, che ha monitorato quella che è la situazione locale; dai dati desunti dall'ufficio statistico dell'ospedale di Aosta e dalla direzione sanitaria anche dell'ospedale di Ivrea, è stato possibile raccogliere questi dati relativi ai ricoveri con diagnosi di dimissione alcool-correlata.
Nel corso del '95 si sono verificati presso l'ospedale di Aosta 778 ricoveri per almeno una delle patologie alcool-correlate e questi rappresentano all'incirca il 4 percento di tutti i ricoveri nel 1995: il 24 percento di questi ricoveri sono dovuti a cirrosi ed epatite alcoolica, il 13 percento circa sono invece relativi all'abuso e alla dipendenza da alcool. I ricoveri per cirrosi sono concentrati nel reparto di gastroenterologia, dove rappresentano circa un quarto dell'attività complessiva durante l'anno in questione.
Sempre nel '95 si sono verificati 720 ricoveri presso l'ospedale di Ivrea di soggetti che sono residenti in Valle d'Aosta, e la frazione di ricoveri all'ospedale di Ivrea, che sono associabili al problema alcool, è stimabile intorno a circa il 30 percento.
Diciamo subito che, se il problema abuso di sostanze stupefacenti in Valle è un fenomeno preoccupante, lo è altrettanto se non di più il problema dell'abuso di sostanze alcooliche.
Nella mozione che oggi portiamo all'attenzione del Consiglio si vuole sensibilizzare ulteriormente, non possiamo negare che ci sia stata una parte anche attiva da parte della regione nell'affrontare il problema, la regione nel riconoscere, prima di tutto, che esiste il fenomeno dell'alcoolismo. Su questo penso che siamo tutti d'accordo, vedo che l'Assessore annuisce, il fenomeno esiste e in qualche maniera deve essere affrontato. Allora, se esiste, a questo punto sono sufficienti e adeguate le strutture pubbliche esistenti per affrontare il fenomeno?
Secondo quanto ci risulta, la struttura del SERT, gli interventi da parte del SERT, nonostante tutta la buona volontà, il servizio del SERT in materia di alcoolismo è estremamente carente, e d'altronde la cosa è stata rilevata dallo stesso responsabile del servizio; quindi non è una affermazione gratuita o pretestuosa che si vuole portare da parte nostra in quest'aula, assolutamente no. La struttura pubblica esistente non è in grado oggi di far fronte a questo fenomeno preoccupante, che ha mietuto vittime in passato, ne sta mietendo ancora e deve essere oggetto di intervento da parte delle politiche socio-assistenziali da parte della regione.
C'è poi una struttura a latere, che è sorta già qualche anno fa, ad opera della cooperativa Antica Zecca, alla quale è stata affidata la realizzazione e la gestione di un servizio, denominato comunità Demos. L'Assessore conosce decisamente meglio di me quali sono gli aspetti, la natura e l'evoluzione delle vicende che hanno riguardato questa comunità.
Il servizio della comunità Demos rientra nell'ambito di un progetto comune: Regione-Stato-Cooperativa, che è stato definito ed approvato diversi anni fa e che ha avuto tutta una serie di vicende che sono culminate prima nella cessione in comodato di una struttura immobiliare, che è Villa Brezzi, a favore della cooperativa per dieci anni, dopo di che abbiamo avuto l'11 ottobre '95 la stipulazione e l'approvazione di una convenzione fra USL e cooperativa Antica Zecca per la definizione delle tariffe da applicare a favore degli utenti dei servizi residenziali, o semi-residenziali, quindi di prevenzione e di cura, che sono erogati dalla comunità.
Si sa benissimo che le clausole di questa convenzione non permettono allo stato attuale di portare avanti in maniera compiuta il progetto comunità Demos; le tariffe, benché siano state applicate a livelli elevati o rientrino ampiamente in quella che è la media italiana, secondo anche quanto dichiarato dallo stesso Assessore in precedenti interventi, non permettono alla cooperativa di svolgere la sua attività benefica nei confronti di coloro che soffrono di queste patologie o sono soggetti a rischio di alcooldipendenza.
Quindi l'obiettivo della mozione è quello di conoscere, pur tenendo conto dei problemi e delle vicende che hanno riguardato questa cooperativa, non ultimo il provvedimento di commissariamento, se da parte della Regione c'è la volontà di adoperarsi fattivamente per superare questo momento di difficoltà amministrativa, che ha anche delle cause dovute a questa azione dilatoria e non determinata da parte degli stessi organi regionali.
Nell'impegnativa di questa mozione si chiede se la Giunta è intenzionata ad adoperarsi fattivamente per la revisione della convenzione che è stata, ripeto, stipulata nel novembre dello scorso anno, ma che è insufficiente per permettere l'attivazione completa e definita di questo servizio da parte della cooperativa, oppure a predisporre in alternativa un immediato intervento economico che possa supplire alle carenze finanziarie e gestionali che non sono in questo momento coperte dalla convenzione suddetta. Questo, ripeto, è finalizzato ad una corretta e completa funzionalità del servizio da parte della comunità Demos a favore degli alcooldipendenti.
Presidente É aperta la discussione generale. Voglio ricordare che c'è stato un incontro con i capigruppo del Consiglio, con una delegazione dell'ARCAT, purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di avere il verbale di questa riunione, ma tutti i capigruppo erano presenti ed hanno potuto sentire quanto è stato esposto in quella occasione.
Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) Come ha detto Tibaldi, abbiamo discusso più volte della comunità Demos, ma più in generale del fenomeno dell'alcooldipendenza in Valle d'Aosta. Sarebbe facile fare della demagogia, ma non mi interessa. Volevo dire che quando ho sottoscritto questa mozione, pensavo ad una spinta a questa maggioranza; cose che avevo già espresso all'assessore nelle interpellanze che avevo precedentemente presentato. Secondo me l'assessore deve fare una scelta; sono d'accordissimo che la cifra che viene riconosciuta dall'USL è una cifra buona, come mi ha risposto l'assessore più volte, è una cifra che anche le altre regioni danno, però ci ricordiamo delle altre regioni quando ci fa comodo così come di essere una piccola regione.
E la scelta che dovrebbe fare l'assessore è un po' questa. La regione dovrebbe elaborare un progetto pilota contro l'alcoolismo, comunque un progetto che possa coinvolgere una cooperativa - in questo caso era stata riconosciuta anche dallo Stato la competenza sul progetto a questa cooperativa -, impegnandosi per un paio d'anni a vedere se un progetto di quel tipo funziona e accollandosi anche le spese che superano le 45mila lire; poi alla fine del periodo di prova dovrebbe decidere, in base alla valutazione dei risultati ottenuti, se tenere in piedi il progetto oppure no. Questo volevo dall'Assessore: che per una volta in questa parte del sociale prendesse la decisione di far partecipare la Regione per la sua parte.
Sappiamo che le 45mila lire non fanno stare in piedi questa comunità perché qui non ci sono 2-300 utenti subito, dovremmo lavorare sul territorio per avere l'utenza, perché abbiamo pochi abitanti, però potremmo impegnarci in questo campo per capire quali saranno i frutti entro il periodo che stabiliamo. Sono convinto che questa sia la scelta che deve fare l'assessore, non una scelta diversa, 45-55 o altro; se la Regione vuole impegnarsi in questo campo, abbiamo i dati che ci dicono che non siamo esenti da alcoolismo neanche in Valle d'Aosta, vorrei sentire l'assessore se intende prendere un impegno in questo senso. Non ero presente alla riunione dei capigruppo, quindi non so cosa abbiano deciso, ma spero che abbiano deciso in quel senso.
Si dà atto che, dalle ore 16,47, presiede il Vicepresidente Aloisi.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi.
Parisi (RV) Brevemente per dire che noi siamo sensibili a questa problematica, perché coinvolge una serie di famiglie che si trovano in grosse difficoltà quando devono affrontare questi problemi che creano delle situazioni difficili, non solo in termini economici, ma anche in termini sociali. É un problema sociale, io non so quale sarà l'intervento dell'assessore, e forse sarebbe bene sapere quali sono le iniziative che ha assunto o gli impegni che intende assumere in quanto responsabile istituzionale di questo settore, però credo che tutti noi dobbiamo fare una riflessione sul tema generale che viene affrontato dalla mozione.
Sono ormai anni che questa situazione viene presentata di volta in volta in questo Consiglio, ma finora non abbiamo trovato una soluzione. Capisco anche che vi sono delle norme a monte che regolano queste attività e le convenzioni. Credo però che si possa anche attraverso un impegno trovare delle soluzioni.
A prescindere da quella che è la comunità Demos, per noi quello che conta è la soluzione del problema; se qui vi sono degli impedimenti legislativi che non danno la possibilità di affrontare il problema in termini di rapporti con la comunità, bisogna che ci sia un impegno da parte dell'ente pubblico che faccia fronte a questa carenza e dia una risposta al problema, che è poi quello che interessa a tutti.
Non so cosa dirà l'Assessore, forse sto anticipando alcune cose, ma l'impegno che possiamo assumere è quello di verificare quali sono le alternative, se ci sono, per dare una soluzione al problema. Solo affrontandolo in maniera seria, si possono dare delle risposte ad una serie infinita di famiglie valdostane che si trovano in grosse difficoltà.
Quindi prima di esprimere qualunque altro giudizio, aspetterei che l'assessore facesse il suo intervento.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Piccolo.
Piccolo (ADP-PRI-Ind) Non credo di differenziarmi molto dall'ultimo intervento per quanto riguarda la problematica in senso generale, mi riferisco in particolare alla tossicodipendenza e all'alcoolismo.
Direi che queste risposte dovrebbe darcele l'assessore e credo che ce le darà, anche perché ha avuto degli incontri con le cooperative. Io faccio però riferimento non tanto alla mozione per quanto riguarda il problema specifico, quanto al funzionamento delle cooperative sociali. É stato delegato un gruppo di lavoro da parte della Giunta, al quale sono state date una serie di individuazioni e di compiti, cito testualmente: "individuare strumenti atti a garantire l'equilibrio del bilancio delle società di cui trattasi, valutare le necessità di eventuali modificazioni alla legge regionale 20/93 concernente norme di attuazione alla legge 381/91, recante disciplina delle cooperative sociali, individuare forme di coordinamento fra l'albo regionale degli enti ausiliari che gestiscono senza fini di lucro strutture per la riabilitazione e l'inserimento sociale dei tossicodipendenti di cui all'articolo 116 e l'albo regionale delle cooperative".
Dall'analisi fatta dal gruppo di lavoro emergono una serie di considerazioni, alle quali credo l'assessore nella sua replica possa dare una risposta.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.
Squarzino (VA) Mi sembra che qui ci sia un triplice ordine di problemi.
C'è il problema della cooperativa Demos, ma questo caso singolo va a mio avviso collocato all'interno di due problemi più ampi che sono stati già ricordati. Uno è il problema dell'alcoolismo. Su questo argomento abbiamo più volte discusso in questo Consiglio, ne abbiamo discusso indirettamente in commissione, ne discuteremo ancora nel momento in cui affronteremo in modo più analitico il piano socio-sanitario, quando valuteremo i progetti obiettivi per dare una risposta a questo problema, che è un problema molto ampio che non può essere risolto solo con un intervento specifico su questa cooperativa. Che va comunque preso sul serio.
C'è un secondo problema più generale, all'interno del quale va collocato il problema sollevato dalla Demos, ed è quello concernente le cooperative sociali in Valle d'Aosta. Anche su questo elemento abbiamo riflettuto e discusso in questo Consiglio, mi riferisco al fatto che la dimensione piccola di questa regione non consente la nascita di strutture molto grandi, tali da diventare economicamente rentable.
Stamani abbiamo votato a grande maggioranza il piano di interventi per finanziare i comuni per quanto riguarda le spese sulle microcomunità; anche lì se facessimo una verifica delle singole micro-comunità, vedremmo che nelle più piccole un ospite costa più di 5 milioni al mese, in quelle più grandi costa un po' di meno, circa 3,5 milioni. Ma non è che noi diciamo di eliminare le piccole micro-comunità, quelle che sono sorte nei paesi per consentire agli anziani di invecchiare nel proprio territorio, perché ci costano troppo care; al massimo facciamo un discorso di razionalizzazione.
Credo che anche sul tema delle cooperative sociali vada posto in modo chiaro questo ragionamento: dobbiamo chiederci fino a che punto come Regione siamo interessati perché anche sul nostro territorio possano vivere delle iniziative di cooperative sociali, anche se non raggiungono un numero di utenti così alto da garantire una autosufficienza economica. Questo è un problema importante, e dalla risposta che diamo a questo problema dipende la risposta che possiamo dare alla Demos.
Pregherei il Presidente di non chiudere la discussione generale appena terminati i nostri interventi, perché credo che ciascuno di noi voglia reintervenire rispetto a quanto dirà l'assessore. Lo dico per evitare che poi vengano bloccate altre osservazioni.
Presidente Ricordo al Consigliere Squarzino che non chiudo mai la discussione generale, ma cerco di applicare il regolamento, e per regolamento se nessuno chiede la parola poi..... ...non so, il Consigliere Chiarello ha qualche filo sotterraneo o ha l'udito sviluppatissimo in questo periodo.... capisco che c'è l'ipotenusa che va fra...
(... intervento del Consigliere Chiarello, fuori microfono...)
... capisco che le conversazioni sulla ipotenusa spesso possono essere distorte, ma non intendevo alludere ad alcuno o ad alcunché. Noi applichiamo semplicemente il regolamento e nel momento in cui nella discussione generale non abbiamo altri colleghi iscritti, la discussione generale di fatto viene chiusa.
Non avendo altri interventi, dichiaro.... sto per chiudere la discussione generale, non ho nessun iscritto a parlare. Consigliere Squarzino, vuole intervenire per la seconda volta? Prego. Ma non per sollecitarmi in qualcosa che va contro il regolamento, questo non è possibile.
Squarzino (VA) Non è contro il regolamento, credo che anche in altre occasioni... perché dico questo? Perché se viene chiusa la discussione generale, non si può più intervenire in nessun modo. Nella discussione generale sono state poste una serie di domande all'assessore, io chiedo all'assessore se vuole intervenire e poi di darci la possibilità di intervenire ancora, ma senza chiudere la discussione generale. Presidente, è questo che le ho chiesto.
Presidente Consigliere Squarzino, la rimando al regolamento. La discussione generale è aperta, nell'ambito della discussione generale lei ha diritto a due interventi; se non ho nessun altro intervento, devo chiudere la discussione generale, lei poi potrà intervenire per dichiarazione di voto, però questo è il regolamento. Non è che il regolamento lo posso utilizzare ad uso e consumo, né tantomeno posso dare agli assessori o ad altri consiglieri una carica di "duracell" per fargli durare di più.
Allora, se non ho nessun inscritto, mi trovo obbligato a chiudere la discussione generale.
C'è qualche altro collega che intende intervenire in sede di discussione generale? Quando parlo di colleghi, intendo anche gli assessori. Se non ci sono altri interventi, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica.
Mafrica (GV-PDS-SV) Intervengo solo su un punto che è presente nella mozione, ed è il richiamo alla fase di commissariamento.
L'assessorato ha funzioni di vigilanza tecnica per verificare tre aspetti: la vita democratica delle cooperative, la regolarità delle procedure seguite nelle assemblee, nella presentazione dei bilanci e nelle attività economiche, l'andamento della situazione finanziaria delle cooperative. In questo caso l'azione amministrativa di vigilanza è stata più volte sollecitata da soci appartenenti in passato alla cooperativa, e poi esclusi o dimissionari della cooperativa stessa, e in sede di revisione delle attività della cooperativa sono state riscontrate dal punto di vista tecnico delle irregolarità, in modo particolare per ciò che riguarda l'esclusione dei soci e le procedure seguite in una particolare assemblea.
In sede di revisione è stata anche segnalata una situazione economica molto pesante con possibilità che il patrimonio netto della cooperativa, se non valutato in modo accurato, possa mascherare uno stato di difficoltà e di dissesto.
A questo punto è stato incaricato un commissario, che ha il compito di verificare la situazione dei soci, di sanare ove possibile le irregolarità procedurali che sono state evidenziate nella revisione e di accertare la possibilità che questa cooperativa abbia una situazione economica gestionale positiva, con un patrimonio netto positivo e non negativo.
La procedura di commissariamento è di tre mesi; al termine di questi tre mesi, che sono iniziati il 6 novembre, ci sarà un quadro rispetto alla situazione del libro soci, alla situazione delle irregolarità procedurali e ci sarà una fotografia della situazione economica con proposte che verranno fatte all'assemblea dei soci. L'assemblea dei soci sarà riconvocata al termine del commissariamento, per prendere le decisioni di sua competenza.
Quindi si tratta di una fase di natura tecnico-amministrativa, che è legata al discorso che facciamo per ciò che riguarda le risorse e che di per sé non è automaticamente portata ad un esito negativo, se si troveranno soluzioni. La gestione ordinaria deve essere garantita dal commissario, il quale ha altresì l'obbligo di garantire la gestione ordinaria, di accertare tutte le situazioni dal punto di vista tecnico e di terminare con un'analisi sulla situazione con proposte relative.
Il discorso degli interventi da prendere in materia di servizio per le persone che hanno problemi di alcoolismo è un discorso più complesso, in cui si inserisce ovviamente anche questa situazione; è un discorso che va esaminato e correlato, ma non è direttamente conseguenza o dipendente dal commissariamento.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Inizierei con il dire che se la risoluzione rimanesse all'oggetto, proporrei subito di votarla e probabilmente passerebbe all'unanimità, perché l'oggetto della mozione recita: Impegno per interventi in favore dell'attività per combattere il fenomeno dell'alcoolismo, e su questo posso dire che l'amministrazione regionale per la prima volta forse ha sciolto il tabù dell'alcoolismo in Valle ed ha attuato tutta una serie di interventi concreti, non ancora risolutivi, ma per la prima volta ha detto forte e chiaro, come si usa in termini militari, che il fenomeno dell'alcoolismo in Valle d'Aosta esiste, come è stato ben osservato dal Consigliere Tibaldi.
Se si fermasse la mozione qui e se la parte dell'impegno non fosse quella che è scritta, ripeto, non ci sarebbero problemi nel votarla. Così non è e spiego perché proporrò di astenerci sulla mozione.
Giustamente è stato detto che il problema va scisso, ed io lo scinderei in tre parti: comunità Demos, problema delle cooperative sociali limitatamente a quelle legate al fenomeno della tossicodipendenza in generale, ivi compreso tossicodipendenza in senso stretto ed alcoolismo, il problema dell'alcoolismo in sé.
Problema Demos. Ne abbiamo parlato già altre volte in questa sede, il collega Mafrica ha illustrato la difficile situazione in cui si trova, auspico a titolo personale e lo auspico a tutta la Giunta regionale che queste difficoltà economico-finanziarie vengano superate, perché la Demos deve riprendere il suo ruolo centrale nella politica contro l'alcoolismo in Valle d'Aosta. Lo dico non per facciata - non sono abituato a fare affermazioni di facciata, sono abituato a dire le cose come stanno - ma perché credo profondamente nella professionalità degli operatori della Demos.
Auspico che la fase commissariale si concluda con una situazione positiva e possa riprendere la convenzione attuata con l'USL.
Gli sforzi di questa Giunta in materia sono concreti, abbiamo noi come Giunta regionale, dopo averne discusso anche in questa assemblea, dato delle indicazioni precise all'USL per aumentare le tariffe, che a tutt'oggi consistono in 45mila lire al giorno per i semiresidenziali, in 30mila e 15mila a seconda dei casi per i consulti. Abbiamo pregato l'USL di anticipare le rette alla Demos, rette che sono state anticipate e che a tutt'oggi non sono state ancora rimborsate, mettendo in difficoltà anche il direttore generale dell'USL perché l'impegno sul rimborso c'era ed era un impegno contrattuale sottoscritto.
Abbiamo con una delibera di Giunta specifica contribuito con un finanziamento pari a 11.220.000 lire per la realizzazione di un progetto di sensibilizzazione e informazione finalizzato alla riduzione dell'abuso di sostanze alcooliche in Valle d'Aosta (il Demostur), ed abbiamo sostenuto questa iniziativa, come era giusto sostenerla, e da questo punto di vista continueremo seguendo questa logica.
Vi è poi il problema più generale delle cooperative sociali legate alle tossicodipendenze. Il tema è stato affrontato attentamente in Giunta regionale, la quale, come già ha affermato il Consigliere Piccolo, ha costituito un gruppo di lavoro formato da funzionari dell'Assessorato alla sanità, dell'industria e commercio, dell'agenzia del lavoro, della Fédération régionale des coopératives valdôtaines e dell'Assessorato alla sanità, settore tossicodipendenze, proprio perché cercasse di risolvere a monte alcuni dei problemi che sono stati ricordati dal Consigliere Squarzino.
I compiti erano appunto quelli di individuare strumenti atti a garantire l'equilibrio di bilancio delle società di cui trattasi, valutare la necessità di eventuali modificazioni alla legge regionale 20/93 concernente norme di attuazione della legge 381, individuare forme di coordinamento fra l'albo regionale degli enti ausiliari che gestiscono senza fini di lucro strutture per la riabilitazione e l'albo regionale delle cooperative sociali. Questo gruppo di lavoro ha consegnato l'elaborato nei giorni scorsi, elaborato che è stato esaminato dalla Giunta regionale, la quale ha dato mandato al sottoscritto di prendere contatti con le tre cooperative sociali considerate per esaminare con loro le problematiche ed evidenziarle. Le tre cooperative sono la S.Grato, la Bourgeon de vie e la Antica Zecca.
In merito alla cooperativa Antica Zecca il gruppo di lavoro nelle premesse del documento dice che la cooperativa gestisce un centro diurno per soggetti con problemi di alcooldipendenza, denominato Demos, in un complesso di proprietà regionale ceduto in comodato alla cooperativa medesima. La convenzione è stata stipulata con l'USL nel mese di ottobre '95; dal dicembre '95 al settembre '96 sono stati effettuati 23 contatti, colloqui di sensibilizzazione all'entrata nel centro diurno, 17 programmi di cui 2 hanno rifatto il programma. Si evidenzia che con deliberazione della Giunta regionale del 18 ottobre la cooperativa in questione è stata commissariata a far data dal 6 novembre '96.
Sulla problematica più in generale il gruppo di lavoro fa delle proposte molto opportune, che stiamo cercando di attuare con i tempi consentiti.
Il primo punto è la individuazione di reali fabbisogni regionali posti per ogni tipologia di servizio considerato. Tale individuazione può essere effettuata, dice il gruppo di lavoro, attraverso l'analisi dei dati relativi alle presenze medie di utenti residenti in Valle nei diversi servizi nel corso degli ultimi 2-3 anni, e attraverso il confronto con i responsabili dei servizi competenti. Ciò sulla base del fatto che c'è un eccesso di offerta di servizi rispetto alla domanda, essendo mediamente 7-8 i posti occupati rispetto ai 43 disponibili.
Secondo punto. Sulla base dei vincoli determinati dalla normativa vigente - continua il gruppo di lavoro - nonché dei dati relativi ai costi, dati ricavabili da fonti diverse: contratti collettivi nazionali di lavoro, bilanci, documenti dell'Assessorato eccetera, effettuare il calcolo dell'ammontare dei costi necessari per la copertura della totalità dei posti fabbisogno, predeterminati per ogni struttura.
Terzo punto: copertura totale dei costi indicati al punto 2, anche in assenza dell'utente (vuoto per pieno), con premessa che venga individuato il reale fabbisogno per la Valle d'Aosta. Esempio: determinazione fabbisogno struttura 10 posti, per un costo complessivo di X lire, anche in presenza di soli 8 utenti. Tale proposta è formulata sulla base della considerazione che sotto un certo numero di presenze i costi di gestione rappresentano un costo fisso invariabile al variare delle presenze.
Quarto punto: oltre il numero dei posti convenzionati e fino alla capienza globale della struttura, copertura tramite retta, secondo i parametri previsti dall'USL. La cooperativa è comunque libera di attivare convenzioni con altri soggetti per la copertura dei posti non convenzionati.
Queste sono le quattro proposte avanzate dal gruppo di lavoro. Premetto che ho già avuto un incontro con le cooperative sociali i giorni scorsi, c'è da parte loro l'accordo di massima di individuare i reali fabbisogni distinguendo per tipologia, perché è di tutta evidenza che non possiamo permetterci il lusso nel prossimo futuro (qui potremmo aprire una parentesi sul ruolo della copertura sociale nella nostra regione e sarebbe un tema molto ampio e molto interessante, ma non è il caso di farlo) di tenere aperti dei servizi che sono sovrabbondanti rispetto all'offerta oppure che non sono confacenti alla domanda. Pertanto si dovrà definire quali tipologie di servizi legati alla tossicodipendenza sono necessarie, quali per l'alcoolismo, quali per la salute mentale, quali per altri settori molto importanti in ambito socio-sanitario.
Su questa linea le cooperative sociali sono d'accordo, ci siamo lasciati dicendo che con il gruppo di lavoro avrei cercato di approfondire questa tematica perché poi la Giunta prendesse un provvedimento ad hoc dopo averne ridiscusso con loro, e questa è la situazione a tutt'oggi.
Il terzo problema riguarda il fenomeno dell'alcoolismo più in generale. Ripeto che su questo l'impegno ad intervenire è certo e sicuro; abbiamo stanziato per l'anno in corso 1 miliardo di lire all'USL per aprire un centro diurno per la cura dell'alcoolismo presso la sede di via Guido Rey, anticipando un finanziamento di Stato che è previsto da un apposito provvedimento di legge, ma che non ha alcuno sbocco a tutt'oggi. L'impegno che posso prendere a nome della Giunta è che comunque con il finanziamento del '97, con il bilancio che è stato approvato, l'USL realizzerà nel corso dell'anno questa struttura di tipo non residenziale.
Abbiamo inserito uno specifico capitolo nella bozza di piano socio-sanitario all'esame delle commissioni, è il punto 5.3.1 che parla di problematiche alcool-correlate, prevede l'istituzione nell'ambito del SERT del servizio di alcoologia delle farmacodipendenze, e a livello di modello organizzativo recita che il modello organizzativo più indicato si basa sull'apporto integrato e coordinato dell'area di base, dell'area ospedaliera e dei servizi sociali, in cooperazione con le associazioni di volontariato, che tale modello appare più idoneo a garantire la necessaria pluriprofessionalità e pluridisciplinarietà degli approcci, evitando segmentazioni e settorializzazioni specialistiche e privilegiando interventi composti e articolati. Nel triennio si pone come risultato atteso l'avvio sperimentale del progetto integrato.
É di tutta evidenza che, essendo previsto nello stesso piano socio-sanitario che là dove l'USL non può o non vuole, per motivi legati alla carenza di risorse umane, come è il caso del SERT, il quale non ha oggi le professionalità idonee per affrontare il problema non solo dell'alcoolismo ma anche quello delle tossicodipendenze, in virtù di una confusione normativa che ha fatto sì che un decreto legge venisse convertito per ben 18 volte prima di arrivare ad una definizione, decreto legge che ha bloccato per due anni le piante organiche del SERT che saranno sbloccate con la prossima finanziaria. Però solo dal primo gennaio in poi potranno essere banditi i concorsi per psicologi, educatori e assistenti sociali.
Dicevo che il piano socio-sanitario dice che là dove l'USL non riesce a gestire per conto proprio i servizi, potrà farlo utilizzando risorse esterne, o tramite gestione affidata alle cooperative sociali oppure tramite altri soggetti istituzionali.
A titolo personale intravedo questa possibilità immediata: con i locali messi a disposizione da parte dell'USL, non avendo l'USL a disposizione il personale idoneo per i motivi che ho detto, potrà essere valutata la possibilità di affidare ad una cooperativa sociale questa attività.
Entrando nel merito della mozione, dicevo che ci sono alcune inesattezze. Qualcuno di voi già lo ha detto, non è vero che l'unico ente privato è la cooperativa Demos; in Valle d'Aosta da anni operano l'associazione Alcoolisti Anonimi e l'ARCAT Valle d'Aosta, se volete ho la relazione annuale dell'attività svolta da parte dell'ARCAT, relazione che è agli atti dell'Assessorato, dove vengono elencate tutte le prestazioni fatte. Sono attività lodevoli sotto tutti i punti di vista, perché i CAT operano a Courmayeur, Morgex, Sarre, Aosta e Hône, e operano proficuamente, pur essendo evidente a tutti che ci sono ancora grossissimi passi da fare nel settore della lotto all'alcoolismo. Da questo punto di vista ha finito di preparare una sua relazione specifica un gruppo di lavoro per la lotta all'alcoolismo che era stato istituito nel '94, composto da medici di professionalità diverse e da specialisti del settore, che è stato integrato da due specialisti, il dr. Barcucci e il dr. Russo, che fanno parte ambedue di una associazione.
Esattamente il dr. Barcucci è uno psicologo, coordinatore del servizio tossicodipendenze di Chieri, psicoterapeuta, dottore in ricerca di alcoologia, esperto della regione Piemonte per quanto riguarda la ricerca e la formazione di operatori in ambito alcoologico, membro del consiglio direttivo della società italiana di alcoologia, sezione Piemonte - Valle d'Aosta; il dr. Russo è un esperto di statistica ed epidemiologia, ricercatore di statistica medica, anche lui membro del consiglio direttivo della società di alcoologia.
Il gruppo di lavoro ha preparato un documento molto articolato, che punta molto sulla prevenzione, perché quello è il punto debole di tutta la catena, e propone una serie di interventi il primo dei quali è quello della costituzione di un osservatorio alcoologico della regione Valle d'Aosta. É pronta una delibera che andrà in Giunta nelle prossime sedute, con la quale si affiderà un incarico specifico a questi due specialisti di preparare una mappa dei bisogni per poter rilevare il fenomeno dal medico di base in poi, ed evitare ciò che oggi è all'evidenza di tutti, cioè un assoluto scoordinamento fra i vari settori non solo del territorio e dell'ospedale, ma anche all'interno delle unità operative ospedaliere, perché non tutti vengono ricoverati con una diagnosi di entrata legata alla cirrosi epatica, anzi sono pochi quelli che entrano con una simile diagnosi, ma sono poi in effetti dei veri e propri alcoolizzati.
Questo sarà il primo lavoro in Italia che riguarderà tutta una regione, che riguarderà tutte le figure professionali dal medico di base ai vari medici specialisti dell'ospedale, durerà otto mesi al termine dei quali dovremmo avere una banca dati informatizzata per poter avere le informazioni e costituire l'osservatorio alcoologico, perché è da lì che potranno poi essere presi i dati necessari per poter scegliere gli interventi migliori da fare caso per caso.
Questo è quanto volevo dirvi. Per questi motivi la mozione non può essere accolta, perché non si può impegnare la Giunta regionale ad adoperarsi fattivamente per la revisione della convenzione proposta dall'USL, perché l'USL applica tariffe ministeriali e non può la Giunta impegnarsi ad adottare un atto illegittimo. Così come è ormai superato per quanto ho detto e per gli impegni che già sono stati presi, sia legati al gruppo di lavoro per l'osservatorio alcoologico, sia legati al gruppo di lavoro per le cooperative sociali. Già la Giunta si è impegnata a rivedere eventualmente la legge 20/93 con le indicazioni del gruppo di lavoro, previo precise decisioni in merito alla tipologia dei servizi secondo le varie forme di assistenza sociale che vogliamo dare.
Dobbiamo definire di quanti posti abbiamo bisogno di residenzialità per le tossicodipendenze in Valle d'Aosta, quanti centri di accoglienza, quanti servizi legati all'alcoolismo e così di seguito; fatto questo, quelli saranno i servizi necessari per la Valle d'Aosta e ne conseguirà una scelta che la Giunta regionale ha già fatto sua, cioè quella di seguire una metodologia di intervento anche contributivo ed integrativo, legato alla definizione delle necessità.
Per questo motivo, già che siamo in dichiarazione di voto, ci asterremo dal votare la mozione.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (Ind) Naturalmente parlo a nome anche degli altri sottoscrittori della mozione.
Diciamo che dal dibattito e soprattutto dagli interventi degli assessori, in particolare dell'Assessore Vicquéry, abbiamo avuto una risposta che è grosso modo scontata, ma significativa.
Scontata perché l'Assessore, pur moderando i termini rispetto alle volte scorse, non si discosta sostanzialmente da quello che aveva detto in precedenza, anzi accentua l'importanza di attivare un servizio che possa combattere il fenomeno dell'alcoolismo, ma questo servizio non è senz'altro la cooperativa Antica Zecca. Questo è quello che alla fine si deduce dall'intervento dell'assessore, e vi spiegherò il perché.
Ed è per questo che è significativo perché, anche se lui dice che non vuole fare un discorso di facciata, in realtà questo è stato un intervento squisitamente di facciata. E dietro la facciata oggi è stata decretata la condanna a morte della cooperativa Antica Zecca. Perché?
Perché l'impegno ad intervenire nei confronti del fenomeno dell'alcoolismo, dice l'Assessore, è certo e sicuro. Certo, per il '97 è stato stanziato 1 miliardo per un centro diurno presso la sede di via Guido Rey, e questo significa che la Giunta regionale o l'assessore in questo caso privilegia il servizio pubblico, riconoscendo sì da un lato l'insufficienza e l'inadeguatezza del SERT, ma d'altro lato non riponendo una certa fiducia in quella che può essere l'attività di una cooperativa che opera nel settore sociale.
Quanto sto dicendo è anche confortato dall'atteggiamento politico con cui l'assessore si presenta di fronte a questo problema. Le critiche formali alla mozione sono state sostanzialmente due: una sul dispositivo e una sul fatto che la cooperativa Antica Zecca non è l'unico ente privato sociale ad operare nel comparto della lotta contro i fenomeni di alcooldipendenza. Penso che di fronte ad una mozione che ha solo questi due punti da contestare, da rifare, ci possa essere anche da parte della Giunta o dello stesso assessore la buona volontà ad aprire un confronto, a volersi ritirare in camera di consiglio se preferisce e vedere se ci sono delle modificazioni sia a livello impegnativo, sia a livello di premessa che possono essere migliorate.
Non si vuole dire che questo pezzo di carta che tre consiglieri regionali hanno portato oggi in aula contenga tutta la verità sull'alcoolismo e sugli strumenti per affrontare il fenomeno in Valle d'Aosta; al contrario mi è parso che sia dal mio intervento, sia dagli interventi di coloro che si sono succeduti dopo di me, sia stata dimostrata la massima disponibilità nell'affrontare apertamente il problema. Disponibilità che malgrado il discorso di facciata non mi è parso che pervenisse anche dall'assessore alla sanità e penso che questo sia un fatto spiacevole.
Le domande sostanzialmente erano tre, prima domanda: si riconosce l'esistenza del problema dell'alcoolismo? Per la prima volta l'Assessore ha dato una risposta affermativa, finalmente ci togliamo la benda dagli occhi, il fenomeno dell'alcoolismo in Valle d'Aosta esiste ed è grave.
Seconda domanda: si riconosce l'insufficienza o l'inadeguatezza dell'azione profusa dal SERT? Anche questa è stata una risposta affermativa da parte dell'Assessore, che ha detto che il SERT è inadeguato e insufficiente sotto il profilo professionale per affrontare il problema.
Terza domanda, del resto l'assessore ha scisso in tre parti l'analisi, io mi sono formulato mentalmente tre domande: si riconosce l'utilità di un progetto come quello della comunità Demos? La risposta, anche se non è pervenuta ufficialmente, è stata no.
Per quanto riguarda le ragioni e i torti, qua si sa solamente che c'è una parentesi nella gestione amministrativa e tecnica della cooperativa. La situazione economica è molto pesante, però sappiamo che la situazione si appesantisce ulteriormente se la cooperativa rimane in questo stato di congelamento amministrativo e di funzionamento democratico interno. La Regione potrebbe, se volesse, farsi parte attiva - per questo lo abbiamo scritto nel dispositivo - per creare il disgelo in questi rapporti che ci possono essere fra USL e cooperativa, affinché un servizio completo, compiuto e funzionale possa essere espletato dalla medesima nei confronti di coloro che hanno bisogno di un intervento specifico e di conseguenza delle famiglie che vivono situazioni di disagio e di difficoltà, come prima diceva qualcuno, che non sono assolutamente di poco conto.
Lo stesso commissario, il cui mandato scadrà a quello che ho capito a fine gennaio, primi di febbraio, sa benissimo che l'ottimizzazione di una convenzione potrebbe risolvere i problemi, sa benissimo che il permanere di questa anomalia amministrativa non farà altro che deteriorare una situazione che è già deteriorata di per sé e che si è deteriorata nel tempo anche a causa di azioni omissive, tardive, dilatorie e chi più ne ha più ne metta da parte anche dell'ente pubblico.
Questa è una mia sensazione, l'ho detto prima; per me oggi è stato decretato formalmente quello che sarà l'epilogo della cooperativa. Mi auguro di sbagliarmi, sentirò anche altri interventi da parte di altri consiglieri oppure la replica dell'assessore, però se così fosse, come si giustificano i soldi del ministero che sono stati utilizzati dalla Regione per Villa Brezzi? Come si riesce a giustificare l'impegno profuso dai soci della cooperativa per arredare i locali e per tentare di avviare un servizio efficiente, decente?
Anche se giustamente il problema deve essere scisso nelle sue dimensioni a partire da quella più grossa, quindi dal fenomeno dell'alcoolismo, per arrivare alle cooperative sociali, per entrare nel terzo cerchio che è quello della cooperativa Antica Zecca, penso che l'analisi che è stata fatta oggi dall'Assessore sia ancora una conferma di questa dilazione nel tempo della ricerca di strumenti validi per affrontare concretamente il problema, e questa dilazione è stata confermata anche dal comportamento politico, come dicevo, che è quello della chiusura nei confronti di una proposta che si sarebbe potuta approfondire.
Non è stata elevata nessuna barriera da parte nostra nel momento in cui l'abbiamo presentata ed illustrata, anzi eravamo e siamo tuttora disponibili ad una revisione, anche in senso di legittimità, assessore, perché se il dispositivo è illegittimo non significa che esista solo questa formulazione nell'impostare un dispositivo.
Ci può essere un comportamento fattivo anche nel modificare un testo scritto. A meno che non ci sia la volontà di affrontare seriamente il problema. Se così fosse, come mi è parso di capire, avreste tutte le vostre buone ragioni per respingere la mozione o per non votarla. Cosa che assolutamente non farò io, non solo perché sono firmatario della mozione, ma perché in quel documento credo fermamente e ritengo che fermamente debba credere anche il Consiglio se una volta tanto vuole piegarsi sul problema, e non sempre delegarne a gruppi tecnici o a singoli assessori l'analisi e l'approfondimento, e anche la scelta di strumenti che possano affrontare concretamente un fenomeno importante come quello dell'alcoolismo.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) Quando lei, Presidente, si appellava al regolamento, ritenevo che avesse ragione, però c'è stato un momento di eccesso di potere da parte della Giunta perché l'Assessore poteva anche partecipare al dibattito. Quando si dice che la minoranza non fa il suo lavoro è anche perché la maggioranza certe volte si arrocca sulle sue posizioni e si attiene al regolamento quando non vuol discutere. Sono d'accordo con Tibaldi che questo era un punto di inizio, per arrivare però a qualcosa di costruttivo, assessore.
Tibaldi ha detto che oggi si è decisa la morte della cooperativa Demos; secondo me la morte di questa cooperativa era già decisa nel gennaio '95 quando si è tardato 4-5 mesi a firmare la convenzione con l'USL, mentre la cooperativa era già pronta a partire con 4-5 persone, come voleva la legge nazionale, per stipulare la convenzione.
Chiaramente la cooperativa si è indebitata. Sembra quasi di capire dalle parole dell'Assessore che si aspetti la decisione del commissario e poi si parlerà di convenzione; ma il commissario se non c'è una nuova convenzione dirà senz'altro che questa cooperativa deve chiudere. Fra le righe ho capito quello, difatti se la discussione avveniva prima magari capivo diversamente. Fra le righe ha detto l'Assessore: vedremo il commissario cosa rileverà di questa cooperativa, poi si potrà anche vedere. Ha aggiunto che probabilmente questa cooperativa non serve perché ci sono altri enti.
Sono già tre le interpellanze che ho presentato su questo problema, volevo solo dire questo. Si è scelto di prendere dei consulenti, e vorrei essere smentito e pensare che questi consulenti siano sul libro paga della Regione, tanto quelli va bene pagarli al di fuori dell'USL, mentre per una cooperativa valdostana è difficile tirare fuori dei soldi.
Fra l'altro le avevo detto, anche come progetto pilota, che almeno abbiamo saputo in questi 6-7 mesi che ha funzionato la cooperativa, che ci sono state 15-18 persone, si è potuto disporre di una statistica che prima non si aveva, insomma qualche frutto lo ha dato. Invece, dicevo, si è scelto di prendere dei consulenti, vedremo alla fine quanto verrà a costare e i frutti saranno quelli che questa cooperativa chiuderà, 5-6 persone faranno altro, però delle famiglie valdostane si troveranno in difficoltà.
Presidente Ringrazio il Consigliere Chiarello, al quale con cortesia voglio rammentare che il compito di chi presiede è di applicare il regolamento, e non di obbligare gli assessori ad intervenire.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz per dichiarazione di voto.
Marguerettaz (PpVA) Credo che il dibattito molto ampio e molto vasto abbia toccato diverse sfaccettature del problema e che sia cosa utile che questo dibattito segni l'inizio di una riflessione che mi auguro continui anche in seno al Consiglio regionale, e che porti poi un servizio migliore per quelli che sono i problemi di cui stiamo discutendo. Tuttavia in sede di dichiarazione di voto bisogna andare a vedere la parte impegnativa di questa mozione.
Votare a favore di questa mozione significa impegnare la Giunta ad adoperarsi per la revisione della convenzione, oppure a coprire economicamente le carenze finanziarie e gestionali, affinché possa in ogni caso essere garantita la funzionalità del servizio della comunità Demos. E allora su questo due considerazioni.
Pur non nutrendo una eccessiva fiducia in questa Giunta, come ben sapete, tuttavia condividiamo la necessità (così come espressa dall'assessore) di fare un ragionamento ad ampio raggio su queste tematiche. Perché se è vero che in passato l'assessore (anche se ha un po' questa mania di dire "non è mio costume", ma ogni qualvolta tende a sbandierare il suo assessorato, per carità tutto è lecito...) ha portato quasi ad esempio la regione Valle d'Aosta per quanto riguarda i servizi sociali in generale, a nostro avviso invece bisognerebbe fare una riflessione su questi servizi sociali, perché è sicuramente vero che la regione Valle d'Aosta investe risorse finanziarie più significative proporzionalmente rispetto ad altre regioni, ma dopo anni di investimenti credo sia giunto il momento di fare una valutazione di come sono andati a buon fine questi investimenti, in quanto un servizio efficiente non è dato solo dall'impegno della spesa, ma anche dai benefici che questa spesa porta.
Ripeto, d'accordo anche nel dare una nostra collaborazione al dibattito sui servizi sociali in Valle d'Aosta, su queste tematiche in particolare; non d'accordo, o perlomeno non d'accordo in questa fase, a dire tout court alla Giunta di integrare un finanziamento specifico quale è quello che viene proposto dalla mozione. Perché non d'accordo? E così ne approfitto per dichiarare l'astensione del mio gruppo. Perché abbiamo avuto, come ricordava il Presidente del Consiglio all'inizio di questo dibattito, un incontro con i rappresentanti della cooperativa e di coloro che sono in rapporto per problemi a livello di famiglia con questo servizio e abbiamo potuto sentire che il disavanzo fra l'attuale convenzione che è in vigore con l'USL e quelli che la cooperativa stima essere i costi reali, e quindi da coprire per poter offrire questo servizio è notevolissimo. Non si parla di cifre indifferenti, soprattutto se rapportate al numero degli utenti.
Qui spesso si è soliti fare della demagogia, dicendo che di fronte ad un servizio sociale non bisogna guardare ai costi economici, e su questo mi permetto di dissentire, pur essendo un forte sostenitore del cosiddetto stato sociale, ma in una ottica maggiormente oculata. Se con gli stessi sforzi finanziari possiamo dare un maggior servizio, credo che sia compito di un buon amministratore interrogarsi su questa cosa. Quindi proporre a questo Consiglio tout court di impegnare la Giunta a mettere la differenza, perché poi di questo si tratta, non ci vede contrari aprioristicamente, ma diciamo non in questa fase.
Facciamo un approfondimento, ragioniamo sul problema in generale, ragioniamo sui servizi che le cooperative offrono realmente, su come questi servizi possono integrarsi dentro un programma generale di servizi sociali, e poi una volta fatta questa valutazione possiamo anche, a ragione veduta, riconoscere la necessità che la regione integri. Ma in questa fase mi sembra quanto meno rischioso.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi.
Parisi (RV) Intervengo brevemente, perché ho l'impressione che molto spesso si perde di vista l'obiettivo che si vuole raggiungere. Dico questo perché mi sembra che anche su questo argomento ci sia un po' di strumentalizzazione.
Tutti siamo sensibili al problema dell'alcoolismo, così come ad altre situazioni, però non bisogna neanche strumentalizzare il problema, che credo valga se tutti siamo convinti che vada affrontato e risolto. Se invece ci mettiamo a fare altri discorsi che non hanno niente a che vedere sul problema che grava sulle spalle dei cittadini, allora ci prendiamo in giro.
Dico questo perché ci siamo incontrati con i vari rappresentanti l'altro giorno, li abbiamo ascoltati, ci siamo impegnati ad affrontare le problematiche sollevate, però, come diceva anche il Consigliere Marguerettaz, in una situazione un po' più generale, senza scendere nel particolare. Altrimenti se vogliamo affrontare questi problemi sempre in maniera settoriale e solo per il singolo problema, non diamo quella risposta complessiva che va data in termini sociali.
Allora io credo che l'intervento dell'Assessore sia stato chiarificatore di quelli che erano gli intendimenti e gli impegni che sono stati assunti in questi giorni passati, ed è quello che ci era stato anche preannunciato dai rappresentanti dell'ARCAT nel momento in cui ci siamo incontrati.
Ci avevano detto loro stessi che era stato fatto un comitato, che attendevano anche loro di avere degli incontri a seguito delle risultanze di questo comitato.
Mi sembra che sia stata fatta un'analisi complessiva dei problemi che riguardano questo settore, l'Assessore si è dichiarato disponibile a portare i risultati a conoscenza della commissione e poi delle forze politiche, e ad affrontare in base a quelli in maniera credibile il problema. Perché come dicevo prima non bisogna perdere di vista il problema, che è sì un problema di carattere sociale, ma noi dobbiamo cercare di far fronte alle esigenze delle famiglie valdostane che si trovano in questa grave situazione.
Con questo non voglio dire che non dobbiamo tener conto dell'attività svolta fin qui la comunità Demos e la cooperativa Antica Zecca. Anzi, vi posso garantire che negli anni '70, quando i promotori della cooperativa Antica Zecca sono arrivati al comune di Aosta, e io mi pregio di essere stato presente allora, siamo stati i fautori di quello che è stato l'impegno sociale per fare in modo che sorgessero queste cooperative.
Adesso ne è passata di acqua sotto i ponti e forse le cose sono cambiate, qualcuno che allora osteggiava il sorgere delle cooperative, oggi si dichiara disponibile e noi ne prendiamo atto, però in tempi remoti la situazione non era così.
Ripeto, siamo favorevoli a che venga risolto anche il problema della cooperativa Antica Zecca con tutte le professionalità che in essa operano, perché sappiamo che ve ne sono delle altre, così come all'interno delle altre cooperative; però non vorremmo che questa diventasse, come in altre occasioni, l'arma di ricatto per fare in modo che poi il problema non venga risolto nella sua complessità.
Mi auguro che l'Assessore ci porti tutte le risultanze che sono emerse da questo comitato, dopo di che affronteremo il problema nella sua complessità e se vi sono le premesse per dare una risposta anche in termini economici alle cooperative, saremo i primi ad essere d'accordo. Si tratta solo di andare ad affrontare il problema in termini realistici e complessivi.
Quindi accettiamo la proposta dell'Assessore, che è quella in questo momento di astenerci; se l'Assessore è d'accordo, potrebbe esserci l'impegno a portare le risultanze alla V commissione, là dove si possa avere il confronto sulla tematica che stiamo discutendo.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Piccolo.
Piccolo (ADP-PRI-Ind) Per non essere ripetitivi, anche in seguito all'ultimo intervento, credo che la pagina 15 del rapporto presentato dal gruppo di lavoro sia in pratica il decalogo di quelle che sono le considerazioni che ha ripreso l'Assessore in termini di impegno.
Perciò come gruppo ci riserviamo di risentire l'Assessore in V commissione, a questo riguardo concordo con quanto proponeva il Consigliere Parisi, al fine di verificare che gli impegni assunti dall'Assessore in questa sala vengono confermati con l'impegno della Giunta.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.
Squarzino (VA) Credo che la V commissione non si sottragga a questo invito che è stato formulato dai colleghi, ma che sia disponibile.
Sicuramente la V commissione solleciterà l'Assessore a trasmettere quanto prima questa documentazione, e dopo averla esaminata farà delle proposte, perché come dicevo nel mio primo intervento il problema cooperativa Demos va risolto all'interno dell'atteggiamento che come amministrazione vogliamo assumere nei confronti delle cooperative sociali. Questo studio che è stato ultimato dà delle indicazioni molto chiare e credo che queste indicazioni vadano applicate proprio alla cooperativa Demos.
Quando nel mio primo intervento avevo chiesto all'Assessore di rispondere all'interno del dibattito generale, era per verificare un'eventuale possibilità di tramutare questa mozione in un impegno secondo le linee che l'Assessore ha poi successivamente indicato. Visto che questo per motivi vari non è stato possibile, ci impegniamo come V commissione in tempi brevi a sollecitare e a individuare questa risposta, in modo che la cooperativa Demos possa avere un riconoscimento del lavoro effettivo che sta facendo; un riconoscimento all'interno di una linea politica scelta e decisa in pieno accordo.
Presidente Se non ci sono altri interventi, pongo in votazione la mozione in oggetto:
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 4
Astenuti: 24 (Agnesod, Aloisi, Bavastro, Bionaz, Borre, Chenuil, Dujany, Ferraris, Florio, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Marguerettaz, Parisi, Carlo Perrin, Giuseppe Cesare Perrin, Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Secondina Squarzino, Vallet, Vicquéry e Dino Viérin)
Il Consiglio non approva
