Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2339 del 18 dicembre 1996 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 18 DICEMBRE 1996

OGGETTO N. 2339/X Disegno di legge: "Istituzione dell'Accademia Europea degli Studi Superiori della Regione Autonoma Valle d'Aosta".

Titolo I Istituzione

Articolo 1 (Denominazione)

1. É istituita l'Accademia europea degli studi superiori della Regione autonoma Valle d'Aosta, ente pubblico, di seguito denominata Accademia.

Articolo 2 (Oggetto e finalità)

1. L'Accademia favorisce la diffusione della cultura sia umanistica che scientifica e si pone come crocevia di diverse realtà e momento di incontro di ricercatori e studiosi.

2. L'Accademia promuove:

a) attività di studio, di ricerca e di gestione di corsi di studio universitari e l'organizzazione di interscambi scientifici, anche in relazione alle esigenze connesse al plurilinguismo della Regione, alle problematiche dell'ambiente alpino e delle autonomie regionali;

b) il perseguimento di obiettivi programmatici coerenti con le dinamiche del mercato del lavoro, le esigenze dello sviluppo territoriale ed gli indirizzi dell'Unione europea;

c) l'attivazione, sulla base delle convenzioni stipulate dalla Regione ai sensi dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1996, n. 471 (Regolamento concernente l'ordinamento didattico del corso di laurea in scienze della formazione primaria), del corso di laurea in Scienze della formazione, in accordo con le università italiane e con quelle dell'area linguistica francofona, in attuazione dell'articolo 3, comma 4, della legge 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici universitari), al fine di garantire le professionalità necessarie all'insegnamento sia in lingua italiana che in lingua francese, tenuto conto della complessità del patrimonio linguistico valdostano e in applicazione degli articolo 39, 40 e 40bis della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta);

d) corsi di alta formazione, post-universitari e di specializzazione in accordo con gli enti pubblici o privati, con le Regioni e gli enti locali interessati, anche secondo modalità utili per l'aggiornamento in servizio o per l'accesso all'impiego;

e) la cooperazione con gli enti che operano in campo scientifico e culturale, assicurando, ove richiesta, consulenza scientifica alle pubbliche amministrazioni e ai soggetti privati;

f) l'elaborazione e la partecipazione all'attuazione di progetti didattici regionali, nazionali ed europei;

g) l'organizzazione di convegni ed azioni informative finalizzati alla divulgazione della propria attività.

Articolo 3 (Patrimonio)

1. Il patrimonio dell'Accademia è costituito da finanziamenti ordinari, beni immobili e mobili conferiti dalla Regione o da altri enti pubblici e privati, per la sede e lo svolgimento delle attività istituzionali dell'Accademia, con relative pertinenze ed arredi, nonché da ogni contributo, liberalità o finanziamento pubblico o privato.

Titolo II Organi

Capo I Organi di amministrazione

Articolo 4 (Consiglio di amministrazione)

1. Il consiglio di amministrazione provvede a:

a) definire e deliberare il regolamento di amministrazione dell'Accademia in conformità alla presente legge ed in ragione delle convenzioni stipulate con enti pubblici o privati ed a sottoporlo alla Giunta regionale per l'approvazione;

b) nominare il direttore amministrativo;

c) approvare i bilanci e i consuntivi, tenuto conto della relazione annuale sull'attività scientifico-didattica dell'Accademia;

d) approvare l'istituzione o la soppressione di sedi operative;

e) nominare il comitato tecnico-scientifico;

f) nominare il direttore scientifico-didattico, su proposta del comitato tecnico-scientifico;

g) svolgere ogni altra attività di ordinaria e straordinaria amministrazione.

2. Il consiglio di amministrazione è composto dal presidente e da quattro consiglieri, nominati dalla Giunta regionale per la durata di cinque anni e scelti fra coloro che sono in possesso di diploma di laurea ed esperienza almeno triennale di insegnamento e di ricerca a livello universitario o equivalente, ovvero in possesso di diploma di specializzazione o del titolo di dottore di ricerca.

3. Possono essere chiamati a far parte del consiglio di amministrazione rappresentanti di enti pubblici e privati che versano annualmente un contributo, determinato dalla Giunta regionale per il funzionamento dell'Accademia.

4. Il presidente del consiglio di amministrazione convoca e presiede il consiglio di amministrazione ed esercita i compiti e le attribuzioni stabiliti dal regolamento di amministrazione.

5. Le cause di decadenza dalla carica e le modalità di determinazione dei compensi e dei rimborsi al presidente ed ai consiglieri sono stabiliti nel regolamento di amministrazione, avuto riguardo ai parametri individuati per gli enti pubblici dipendenti dalla Regione.

6. Il consiglio di amministrazione è validamente costituito con la presenza di almeno quattro membri e delibera a maggioranza dei componenti, salvo maggioranze più elevate prescritte dal regolamento di amministrazione.

Articolo 5 (Direttore amministrativo)

1. Il direttore amministrativo dell'Accademia è nominato dal consiglio di amministrazione a maggioranza assoluta dei suoi componenti, secondo le procedure ed i criteri stabiliti nel regolamento di amministrazione.

2. Il direttore amministrativo è responsabile della gestione dell'ente. A tal fine:

a) svolge le funzioni di segretario del consiglio di amministrazione;

b) compie tutti gli atti necessari ad attuare le deliberazioni del consiglio di amministrazione;

c) predispone i bilanci e i consuntivi, previa acquisizione della relazione sull'attività scientifico-didattica dell'Accademia.

Articolo 6 (Collegio dei revisori)

1. La Giunta regionale nomina per cinque anni tre revisori effettivi e due supplenti, che compongono il collegio dei revisori dei conti, secondo le procedure ed i criteri stabiliti nel regolamento di amministrazione. La qualità di revisore è incompatibile con ogni altro incarico d'Accademia.

2. Il presidente è nominato dal collegio al suo interno, a maggioranza dei componenti.

3. I revisori partecipano, senza diritto di voto, alle sedute del consiglio di amministrazione, esercitano il controllo sull'osservanza delle leggi e dei regolamenti da parte degli organi dell'Accademia e accertano la regolare tenuta delle scritture contabili.

4. Il collegio dei revisori delibera la relazione annuale da allegare a bilanci e consuntivi e riferisce prontamente su ogni altro riscontro al consiglio di amministrazione dell'Accademia e all'Assessore alla pubblica istruzione.

Capo II Organi scientifico-didattici

Articolo 7 (Direttore scientifico-didattico)

1. Il direttore scientifico-didattico ha la rappresentanza scientifica della struttura e provvede a:

a) dare attuazione ai programmi scientifici deliberati dal comitato tecnico-scientifico dell'Accademia;

b) predisporre la relazione annuale sull'attività scientifico-didattica dell'Accademia.

2. Partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del consiglio di amministrazione e del comitato tecnico-scientifico.

Articolo 8 (Comitato tecnico-scientifico)

1. Il comitato tecnico-scientifico, nel quale tutte le aree scientifico-culturali sono rappresentate, di regola, in uguale misura, è nominato dal consiglio di amministrazione per la durata di tre anni.

2. Possono essere chiamate a far parte del comitato tecnico-scientifico esclusivamente persone di elevato prestigio scientifico e professionale, che rispondono per le loro caratteristiche specifiche agli scopi ed alle esigenze dell'Accademia.

3. I componenti del comitato tecnico-scientifico possono essere riconfermati una sola volta. Allo scadere del triennio il comitato è rinnovato nella misura minima di un terzo dei suoi componenti.

4. Il comitato tecnico-scientifico elegge al suo interno un presidente, a maggioranza dei componenti.

5. Il comitato tecnico-scientifico svolge le seguenti funzioni:

a) elabora le linee programmatiche e strategiche dell'attività scientifica dell'Accademia;

b) presenta proposte al consiglio di amministrazione ed esamina programmi e progetti scientifici;

c) svolge attività di consulenza per il consiglio di amministrazione, per il suo presidente e per il direttore scientifico-didattico in merito a tutte le questioni di carattere tecnico-scientifico;

d) esprime pareri sui programmi, sui progetti di ricerca e sui risultati degli stessi.

6. Il comitato tecnico-scientifico adotta un proprio regolamento interno.

7. I membri del comitato tecnico-scientifico hanno diritto ad un'indennità per lo svolgimento delle loro funzioni, nella misura stabilita dal consiglio di amministrazione.

8. Il presidente del consiglio di amministrazione partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del comitato tecnico-scientifico.

Articolo 9 (Direttore di scuola o di corso di studi)

1. Il direttore di scuola o di corso di studi convoca e presiede il relativo consiglio, ne attua le deliberazioni ed esercita la vigilanza sull'attività della scuola o corso di studi, e le altre competenze attribuite dal regolamento didattico di cui all'articolo 11.

Articolo 10 (Consiglio di scuola o di corso di studi)

1. Ai consigli di scuola o di corso di studi spettano le competenze attribuite dal regolamento didattico, per ciascuna scuola o corso di studi.

2. Il consiglio di scuola o di corso di studi è composto, salvo diversa disposizione per convenzione con le università e gli enti interessati, dai docenti cui è attribuito un insegnamento presso la struttura didattica e da due rappresentanti degli studenti.

Articolo 11 (Regolamento didattico)

1. Il regolamento didattico, deliberato a maggioranza assoluta dei componenti del comitato tecnico-scientifico, disciplina ogni questione relativa all'attivazione dei corsi e all'attività scientifica dell'Accademia in conformità ai principi stabiliti dalle norme comunitarie o nazionali.

Titolo III Norme finali

Articolo 12 (Norme applicabili all'Accademia)

1. Il consiglio di amministrazione ed il suo presidente promuovono le iniziative necessarie ad ottenere il riconoscimento dell'Accademia con le modalità e per gli effetti di cui all'articolo 6 della legge 7 agosto 1990, n. 245 (Norme sul piano triennale di sviluppo dell'università e per l'attuazione del piano quadriennale 1986-1990).

2. Ai fini della nomina dei membri del consiglio di amministrazione non si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 27 marzo 1991, n. 12 (Criteri per le nomine e le designazioni di competenza regionale).

Articolo 13 (Norma transitoria)

1. Per un periodo non superiore a due anni dall'entrata in vigore della presente legge, il direttore amministrativo e le altre figure professionali necessarie al funzionamento dell'Accademia possono essere nominate fra personale comandato dall'Amministrazione regionale.

Articolo 14 (Scioglimento dell'Accademia)

1. Le convenzioni con le università disciplinano, in caso di scioglimento dell'Accademia, la destinazione dei finanziamenti regionali a copertura di stipendi ed accessori dovuti a professori universitari e ricercatori, nonché la devoluzione alla Regione del patrimonio residuo.

Articolo 15 (Disposizioni finanziarie)

1. La spesa derivante dall'applicazione della presente legge, valutata in lire 500.000.000 per l'anno 1997 e in lire 1.000.000.000 a decorrere dall'anno 1998, graverà sull'istituendo cap. 57510 "Contributo annuo all'Accademia europea degli studi superiori della Regione autonoma Valle d'Aosta" del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1997 e sui corrispondenti capitoli dei futuri bilanci regionali.

2. Alla copertura degli oneri previsti al comma 1 si provvede:

a) quanto a lire 500.000.000 per l'anno 1997 e lire 1.000.000.000 per l'anno 1998 mediante utilizzo degli stanziamenti iscritti al cap. 69000 del bilancio della Regione per l'anno 1997 e pluriennale 1997/1999 a valere sugli appositi accantonamenti previsti al punto D.2.2. (Istituzione dell'Accademia europea degli studi superiori della Regione autonoma Valle d'Aosta) dell'allegato n. 1 ai bilanci medesimi;

b) quanto a lire 1.000.000.000 per l'anno 1999 mediante utilizzo dello stanziamento iscritto al cap. 69400 del bilancio pluriennale della Regione per gli anni 1997/1999.

3. A decorrere dal 2000, gli oneri saranno determinati con legge finanziaria ai sensi dell'articolo 19 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta).

Articolo 16 (Variazioni di bilancio)

1. Alla parte spesa del bilancio di previsione della Regione per gli anni 1997/1999 sono apportate le seguenti variazioni in termini di competenza:

a) in diminuzione:

cap. 69000 "Fondo globale per il finanziamento di spese correnti"

anno 1997 lire 500.000.000

anno 1998 lire 1.000.000.000

cap. 69400 "Fondo di riserva per la riassegnazione in bilancio di residui perenti agli effetti amministrativi (spese di investimento)"

anno 1999 lire 1.000.000.000;

b) in aumento:

programma regionale: 2.2.4.0.6.

Codificazione: 1.1.1.6.2.2.6.

Cap. 57510 (di nuova istituzione)

"Contributo annuo all'Accademia europea degli studi superiori della Regione autonoma Valle d'Aosta"

anno 1997 lire 500.000.000

anno 1998 lire 1.000.000.000

anno 1999 lire 1.000.000.000.

Président Il va être distribué l'avis de la V commission avec un nouveau texte du projet de loi.

La parole au rapporteur, Conseiller Perron.

Perron (UV) J'espère d'être à même de faire la relation aussi au nom du collègue Borre, car j'estime que le projet de loi que nous allons discuter représente sans doute un des actes le plus marquant de cette législature, un des actes le plus important en thème de politique culturelle que notre région et les forces politiques doivent discuter en ce moment.

Avant de relater sur le projet de loi, je veux faire quelques considérations de caractère générale, pour témoigner aussi les efforts que notre région a fait dans le passé à l'égard de l'instruction supérieure universitaire.

L'université italienne traverse sans doute une période de réformes et de changements, notamment pour ce qui est de son autonomie en matière d'organisation et de gestion. C'est un processus important de révision de l'ensemble de la législation scolaire qui est en cours, fondé sur des critères de flexibilité, de recomposition du savoir, de valorisation de l'autonomie de chaque structure scolaire.

Chacun de nous sait que la Vallée d'Aoste ne compte pas de structures universitaires, si ce n'est des cours décentralisés organisés par des universités, dont le siège est situé ailleurs.

Les étudiants valdôtains estiment parfois que cette absence les pénalisent, bien que la proximité des centres universitaires de l'Italie du nord et des régions transfrontalières françaises réduisent en partie les inconvénients. Les statistiques nous montrent que le nombre des jeunes valdôtains qui entreprennent les études universitaires nécessite d'augmenter; là c'est un grand élément positif pour notre région. Par ailleurs l'absence d'une université valdôtaine n'a pas empêché la réalisation d'activités diverses de type universitaire, visant à améliorer et à accroître les potentialités culturelles de la Vallée d'Aoste, ainsi qu'à enrichir la préparation des nos étudiants universitaires.

Bien que n'ayant pas sa propre université en Vallée d'Aoste, notre région a toujours été concernée par la nécessité de fournir un enseignement supérieur à sa population; à ce sujet il faut rappeler l'important rôle que dans le passé a joué le collège Saint-Benin. La chaire de droit régional, un acte du Conseil régional du 6 octobre 1958 encourageait la création d'une chaire de droit régional auprès de la faculté de droit de l'université des études de Turin, et la convention y afférente par laquelle la région Vallée d'Aoste se chargeait de la dépense relative au poste de professeur titulaire de ladite chaire, témoignent encore une fois de l'attention que l'Administration régionale a à l'égard de l'enseignement universitaire.

Il me semble important rappeler l'expérience du collège universitaire d'études fédéralistes; la région Vallée d'Aoste voulait déjà alors, en 1970, créer un centre destiné à l'étude et à l'enseignement du fédéralisme et du régionalisme, deux sujets auxquels nul intérêt n'était alors accordé, mais dont la divulgation s'avérait fondamentale pour notre région. En effet, l'existence même de celui-ci en tant que centre administratif pouvait dépendre d'une conception de l'état, dans lequel les principes de la décentralisation et du respect des minorités revêtaient une importance fondamentale.

La collaboration entre la région autonome Vallée d'Aoste et le CIFE (Centre International d'Etudes Fédéralistes) a porté récemment à la loi régionale n° 36 du 28 juillet 1994, qui a crée la fondation Institut d'Etudes Fédéralistes et régionalistes, qui a pour but de promouvoir en Vallée d'Aoste l'étude et l'enseignement du fédéralisme et du régionalisme européen et mondial, avec une attention particulière aux problèmes des minorités linguistiques et aux conditions socio-économiques des peuples minoritaires, ainsi que d'approfondir et de diffuser les connaissances dans ce domaine et de confronter les expériences y relatives.

Parmi les initiatives les plus récentes nous pouvons rappeler, en collaboration avec le Polytechnique de Turin, qu'il est désormais possible de suivre en Vallée d'Aoste des cours préparant aux diplômes d'ingénieur de télécommunications, des cours de spécialisation en histoire, analyse et évaluation des biens architectoniques et environnementaux, c'est-à-dire dans la faculté d'architecture. Nous pouvons rappeler les diplômes universitaires d'administration d'entreprise, et il me semble particulièrement intéressant de souligner les aides régionales en matière de droit aux études. L'Administration régionale accorde des aides aux étudiants valdôtains depuis les années '50, pourvu qu'ils réunissent deux conditions au moins: le revenu du foyer d'appartenance moyen ou bas et le mérite.

La loi n° 30 du 14 juin 1989, portant mesures de la région pour faciliter l'accès aux études universitaires, prévoit entre autres: des aides spéciales en faveur de personnes appartenant aux catégories protégées aux sens de la loi, qui peuvent obtenir des appareils et d'équipements susceptibles à les aider à surmonter leur handicap; des prêts d'honneur à des taux avantageux, qui ne sont pas à proposer tout simplement comme une aide financière mais plutôt comme une incitation profonde à responsabiliser les étudiants eux-mêmes; des aides pour les frais de logement, en attendant que des conventions spécialisées soient passées pour l'hébergement dans des structures adéquates; des tarifs spéciaux pour le transport en commun du lieu de résidence à l'université.

La loi n° 30/89 a été modifiée et complétée en 1994 et certaines interventions ont été ajoutées: des bourses d'études tenant compte des mérites scolaires intitulées à la mémoire de personnalités valdôtaines, des subventions en vue de l'élaboration de thèses de diplôme, de licence, de spécialisation ou de doctorat comportant la nécessité de séjourner à l'étranger, des subventions à titre de prime pour l'élaboration de thèses, de diplômes, de licences, de spécialisations ou de doctorats revêtant un intérêt régional, des aides pour des cours d'été de perfectionnement linguistique à l'étranger, des aides pour l'organisation à Aoste de cours, séminaires, conférences à l'intention des étudiants universitaires qui travaillent.

Une importante loi approuvée par le parlement a apporté de profonds changements dans les politiques de l'enseignement dans notre état, c'est la loi n° 341/90, portant réforme de la législation universitaire; elle prévoit entre autres la création d'un cycle d'études spécifiques visant la formation culturelle et professionnelle des enseignants des écoles élémentaires et maternelles. Par ailleurs le 4ème alinéa de l'article 3 de cette loi fixe expressément des dispositions particulières concernant les minorités reconnues et notamment la Vallée d'Aoste. Cet article autorise la région à passer des conventions aussi bien avec les universités italiennes qu'avec des universités des pays francophones, de concert avec le ministère de l'université et de la recherche scientifique et technologique et le ministère de l'instruction publique.

Au cours de ces dernières années les mouvements migratoires ont plus que compensé la diminution de la population autochtone; le nombre d'étudiants - gros élément de satisfaction - inscrits à l'université augmente d'une manière constante, une estimation approximative nous permet de remarquer que les taux annuels de croissance du nombre d'étudiants universitaires valdôtains suivent de près les taux correspondants relatifs à la situation sur l'ensemble du territoire italien. La tendance donc à suivre des études universitaires semble être développée chez les jeunes en général, mais surtout chez les filles.

Si je peux faire quelques remarques et quelques considérations sur le système universitaire italien, certains aspects d'un nouveau système prennent peu à peu une physionomie plus nette, une chose sans doute est sûre, et c'est que la nouvelle autonomie scolaire, la première véritable depuis 1993, pousse les universités vers la diversification et la spécialisation. Il est peut-être prématurée de parler d'une réelle concurrence entre les universités selon la logique du modèle américaine, mais l'autonomie scolaire et l'autonomie financière ont amené un grand nombre d'établissements petits et moyens à miser surtout sur la qualité des services et de la pédagogie, apanage jusqu'à aujourd'hui des grands polytechniques ou de quelques universités semi-privées.

La reforme de la législation scolaire et de la décentralisation organisationnelle provoquent une grande ouverture en matière d'échanges d'opportunités et de services entre les régions et les universités, entre autres nous assistons actuellement à une évolution très fluide de la distribution et de la différenciation des universités, un processus au résultat final incertain, mais qui devra pousser les régions et notamment celles qui ne sont dotées d'aucune université à s'organiser conjointement à leurs politiques en matière d'enseignement supérieur et à les coordonner. Cela représente aujourd'hui plus que jamais la condition "sine qua non" de tout développement social et culturel harmonieux et équilibré.

Le débat sur l'institution d'une structure de type universitaire n'est pas nouveau tant pour l'Administration régionale que pour l'ensemble des forces politiques que pour l'intelligentsia valdôtaine. Tout le monde j'estime qu'il est d'accord sur le fait que le développement global et harmonieux de la région doit nécessairement reposer sur des bases solides, voire sur la croissance globale du niveau culture. Nous pouvons à ce sujet rappeler déjà Emile Chanoux, qui entrevoyait l'importance de l'éducation et de la culture pour l'évolution du peuple valdôtain et soulignait la nécessité de former des enseignants, des techniciens, des professionnels locaux, en vue de forger la classe dirigeante valdôtaine.

Jusqu'ici nous nous sommes toujours demandé si une université en Vallée d'Aoste était une bonne idée, alors qu'aujourd'hui la question est peut-être quelle université pour la Vallée d'Aoste. Il faut envisager des solutions en matière d'organisation, tout en tenant compte de l'évolution rapide de ce secteur. Ainsi que je l'ai affirmé plus haut, l'analyse de la loi n° 341 nous montre que des formes d'enseignement supérieur dans lequel la région peut intervenir à court terme, peuvent être reparties selon les trois groupes suivants: la formation des enseignants de l'école élémentaire valdôtaine, aux sens du 4ème alinéa de l'article 3 de la loi n° 341; la loi 341 ouvre la voie à des multiples interventions régionales qui nécessitent de structures, d'une organisation, et, compte tenu de l'absence d'établissements d'enseignement supérieur dans la région, d'une coordination conjointe qui permet à la région elle-même de prendre ce qu'il y a et qu'il y aura de mieux sur le marché de l'enseignement supérieur, mis en place par la dernière réforme, dans le but de répondre aux exigences socio-économiques régionales.

Pour terminer, il ne faut pas sous-estimer toutes les initiatives de l'enseignement supérieur, qui ont déjà été mises en place en Vallée d'Aoste, et dont nous avons largement parlé au début de ce rapport. Certaines de ces activités méritent sans doute d'être coordonnées, développées, gérées conjointement, étant donné les efforts importants qu'elles peuvent avoir sur la croissance culturelle de la région.

A la lumière de ces considérations il est presque spontané de prendre les distances de toutes interventions chirurgicales, visant à transplanter des structures universitaires en Vallée d'Aoste, réduites à des simples clones de cours proposés par le siège principal.

Les dangers de ces choix sont multiples et facilement prévisibles. Par ailleurs, l'idée de créer une structure universitaire par filiation et gemmation d'une université existante, ayant été abandonné l'hétérogénéité des ouvertures que la loi n° 341 envisage à l'égard des interventions régionales en matière d'enseignement supérieur, nous amène à écarter l'option classique entre la fondation privée et l'établissement de droit public, et à choisir ce dernier. Un organisme régional, opérationnel est créé par cette loi.

Un organisme régional et opérationnel sert tout d'abord à coordonner et à gérer conjointement toute une série d'initiatives qui par leur nature, lorsque les partenaires sont des sujets différents, risquent de faire monter les coûts et notamment les frais de gestion et les dépenses relatives aux structures et aux services, aux locaux et aux bureaux. Entre autres cet organisme opérationnel peut faire partie de consortiums ou d'autres associations publiques et privées avec différents partenaires. Mais il est évident qu'une structure unique de type universitaire, ouverte aux collaborations les plus variées, garantit l'optimisation des coûts et une gestion économique et plus rationnelle des services de soutien.

La création positive de cet organisme régional opérationnel est également la meilleure réponse possible aux nécessités d'encourager la concrétisation de la politique régionale en matière d'universités, envisagée par la loi n° 341 et par les autres lois qui ont bouleversé ces dernières années le système universitaire italien. Ce qui ne veut pas dire que cette politique ait été absente jusqu'ici; la preuve en est qu'il y a de nombreuses initiatives en cours et d'autres qui vont être mises en place bientôt. Mais il est certain que la présence de la région devra être à l'avenir de plus en plus importante et compétente, dans le but de consolider et de stabiliser définitivement le rapport entre le territoire de la région et le système universitaire européen, une présence que la création de cet organisme peut encourager et qualifier davantage.

Il faut préciser qu'une loi ne suffit pas évidemment à créer un établissement d'enseignement supérieur sérieux. Une institution universitaire stable et permanente fortement enracinée dans le territoire valdôtain ne peut qu'être le résultat d'un long parcours de croissance, un parcours que la région entend favoriser par cette initiative et dont elle veut devenir le protagoniste.

Voilà pourquoi nous avons décidé de consacrer des ressources et de s'y engager directement dans le respect de la liberté et de l'autonomie de l'enseignement et de la recherche, garantis par la constitution.

La situation actuelle exige une implication majeure des instances régionales dans la réalisation des initiatives qui s'avéreront nécessaires au cours des prochaines années, en particulier la création d'une structure servant de point de repère me semble désormais indispensable en Vallée d'Aoste, aussi bien pour l'institution de cours de nature universitaire que pour la gestion des activités déjà présentes.

Cette politique peut se concrétiser dans la création d'une institution spéciale que nous pouvons appeler académie, structure que certainement n'est pas inconnue dans le secteur des études supérieures et de la recherche scientifique.

L'académie en question, devenant un organisme opérationnel de la région, devra s'occuper de tout ce que nous avons indiqué dans la présentation comme le système universitaire valdôtain. L'académie exercera donc son activité principalement dans des domaines qui répondent le mieux aux exigences locales, supra-régionales et internationales, à savoir l'académie encouragera l'organisation de cours d'enseignement supérieur aux sens de la loi n° 341 et réalisera les initiatives du ressort de la région aux termes de ladite loi. Elle encouragera toutes activités de recherche et assurera la gestion des initiatives de caractère universitaire déjà présentes en Vallée d'Aoste, à l'exception des initiatives mises en place par des établissements ou des organismes prévus à cet effet. Elle encouragera toutes actions dans le cadre du droit aux études universitaires et assurera la gestion des services afférents à l'enseignement supérieur. Elle encouragera toutes activités de soutien aux organismes ouvrant dans le secteur scientifique et culturel et de coopération avec ces derniers.

L'académie sera le conseiller scientifique des administrations publiques et des particuliers; l'académie encouragera l'élaboration des projets pédagogiques à l'échelon italien et européen et la participation à ces projets.

L'institution de cette structure, tournée à mon avis vers l'Europe, découle de la volonté de la part de la région d'offrir de nouvelles possibilité d'évolution de la Vallée d'Aoste, et de nouvelles perspectives culturelles de croissance aux jeunes en particulier. Déjà dans la phase de sa conception il sera nécessaire de mettre sur pied tout un réseau de contacts internationaux avec des instituts de recherche et de perfectionnement, visant d'une part à connaître les institutions analogues à l'académie valdôtaine et d'autre part à utiliser le savoir-faire des partenaires en vue de toute et éventuelle collaboration à venir.

En ligne de principe l'académie est une institution de recherche ouverte: sans préjudice de ses objectifs statutaires elle peut s'étendre dans toutes les directions dans le respect du pluralisme et de la libre concurrence, ainsi que dans des secteurs déjà occupés par d'autres institutions régionales, avec lesquelles toute collaboration sera utile et devra être envisagée.

L'académie devra être un point de repère universitaire, n'entrer pas en conflit avec les activités des sujets susmentionnés, mais elle peut devenir un interlocuteur précieux, surtout en vue d'assurer la continuité de tout projet de recherche de grande envergure.

Les activités de l'académie devront obéir à certains principes:

- le principe de l'autonomie: sa structure devra lui permettre d'agir en pleine liberté à l'abri de toutes interférences venant de l'extérieur, ce qui est indispensable pour que les choix opérationnels soient définis correctement;

- le principe de la transparence: la plus grande transparence des activités exercées et des résultats obtenus doit être assurée;

- le principe de la flexibilité: les sciences modernes sont en perpétuel et très rapide devenir, il sera donc nécessaire de vérifier constamment la direction suivie et de corriger éventuellement l'orientation des activités et de les adapter aux exigences contingentes.

Je veux remercier l'Assesseur Louvin pour le grand effort qu'il a fait pour mettre en pied cette idée, je veux aussi le remercier pour le travail qu'il a accompli dans ces dernières semaines. Le texte de loi que nous sommes en train de discuter a eu de profonds changements par rapport au texte que le Gouvernement à son temps a approuvé. Il s'agit d'un nouveau texte qui tient compte des requêtes, des observations, des suggestions que les membres de la V commission ont suggéré à l'Assesseur. Le texte nouveau a fait sienne la requête d'avoir un organisme de haut niveau avec une plus forte connotation technique et scientifique.

Pour conclure, je veux encore une fois souligner la profonde importance de ce projet de loi, du grand pari que cela peut représenter pour le futur de notre région pour une plus forte croissance culturelle de nos jeunes, pour avoir une génération de valdôtains qui soit sensible et proche à la réalité valdôtaine, pour faire un pas de l'avant qui nous permette de dire que la nôtre est une région dans laquelle nous sommes vraiment maîtres chez nous.

Si dà atto che, dalle ore 11,28, presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla pubblica istruzione, Louvin.

Louvin (UV) Le rapport que nous venons d'entendre fait état de la grande attention avec laquelle les deux commissions du Conseil se sont penchées sur cet argument, qui n'a pas souvent été abordé dans cette salle, mais qui n'est pas pour autant moins important.

Je veux d'abord exprimer la gratitude au Conseiller Perron en tant que rapporteur des commissions et à tous les membres de ces organismes qui ont collaboré à l'évolution de ce projet de loi, de même que lui exprimer mon appréciation pour la qualité, la clarté et l'extension de son rapport.

Notre pays, la Vallée d'Aoste, a besoin d'avoir une classe dirigeante bien formée, nous en sommes tous conscients, nous l'avons souvent répété, et il s'agit en ce moment de commencer à nous donner les moyens pour que cette tâche soit accomplie.

Il a été très opportunément rappelé que ce n'est pas une question d'aujourd'hui pour la Vallée d'Aoste que d'affronter la question de l'enseignement supérieur. En rappelant l'expérience lointaine dans le temps, mais de quelque façon actuelle du collège Saint-Bénin, il a été opportunément souligné comme cela se situait comme un choix capital dans l'évolution de notre pays. Au moment de la contre-réforme, où il s'agissait d'enraciner à ce moment-là le fondement de l'adhésion du pays d'Aoste à la religion catholique, il avait été compris qu'il fallait bien former le clergé valdôtain et par là l'ensemble de la classe dirigeante valdôtaine de l'époque par les chaires qui avaient été instituées au sein du collège Saint-Bénin.

Mais il était à ce moment-là un enjeu capital pour tous les états de Savoie, nous nous souvenons bien des luttes pour établir une université à Genève pour les états de Savoie, qui n'a été réalisée que longtemps plus tard, à Turin.

Mais nous nous rappelons également, puisque l'histoire nous oriente vers un certain parcours, que la proche Savoie a accompli dans des temps plus récents un parcours semblable en allant constituer sa propre université, et le brillant rapport qui avait tenu il y a trois ans le professeur Jean Burgos, président de cette université, dans la salle des manifestations du Conseil régional l'avait bien rappelé.

Il a été également question de ce même choix dans d'autres régions pareilles à la nôtre dans l'arc alpin: le Trentin d'abord, le Haut Adige plus tard, par des choix différents parfois dans la forme, mais qui répondent toujours aux mêmes besoins: donner des institutions solides qui puissent pourvoir (ou concourir) à l'accomplissement de ces tâches de haute formation.

Chez nous cette réflexion a été entamée à partir des années '70 d'une façon assez prudente, mais qui a jalonné un peu l'évolution de cette idée dans le pays d'Aoste, au sein de l'académie de Saint-Anselme d'abord, puis dans les milieux politiques, mais de toute évidence les conditions n'étaient pas encore mûres.

Les années '80 ont marqué les premiers pas de ce parcours: l'institution de quelques cours délocalisés au niveau universitaire, l'école "a fini speciali" pour les télécommunications, et d'autres initiatives ont foisonné avec une attention de la part du Conseil et du Gouvernement valdôtain vers leur essor.

Ce n'est qu'au début des années '90 que la révolution copernicienne a été opérée dans ce secteur au niveau de l'université en Italie, par l'établissement de ce principe d'autonomie des institutions universitaires et par une stratégie politique qui va dans la direction d'une délocalisation universitaire sur un modèle que certains pays proches, notamment la France et l'Espagne ont suivi déjà depuis longtemps.

Ce n'est pas la quantité, ce ne sont pas les grandes dimensions qui font nécessairement la qualité de l'enseignement qui est dispensé. Il y a aujourd'hui de plus en plus l'attention vers des problèmes spécifiques, vers des formations plus pointues, vers aussi des cours universitaires qui soient plus sensibles et responsables envers les étudiants, de façon à ne pas les abandonner au milieu des cours dispensés à des centaines d'étudiants, mais à l'intérieur d'une dynamique d'enseignement beaucoup plus restreinte et par là plus performante.

Le moment était donc venu pour nous aussi de nous pencher sur cet argument, de reprendre un peu l'initiative. Cette initiative a été longtemps réfléchie, elle est partie en quelque sorte déjà d'une activité d'étude qui a été entamée à la fin de la législature précédente par un groupe de travail qui s'était penché à ce moment-là essentiellement autour de l'argument du cours de formation des maîtres.

Un groupe de travail qui en trois ans a accompli un travail de réflexion remarquable pour commencer à donner application à cette loi 341/90, qui a prévu pour la première fois une compétence spécifique de notre région dans cette matière.

Ce Conseil veut aujourd'hui élargir ces horizons essentiellement dans la direction de coordonner l'ensemble des initiatives existantes, en leur donnant une extension supplémentaire et d'autre part en allant valoriser les initiatives de recherche, qui sont bien sûr déjà existantes dans le territoire, mais qui nécessitent aujourd'hui d'un pôle d'attraction fort et d'un pôle de coordination plus musclé.

L'interaction devra se jouer avec l'ensemble de ces partenaires, quelques-uns desquels sont issus de la volonté régionale: je pense à l'IRSSAE, je pense à l'Institut Agricole régional, à la Fondation Sapegno, à la Fondation Chanoux, à l'Institut de la Résistance, à la Fondation de biotechnologie, à la Fondation Courmayeur, de nombreuses institutions auxquelles nous prêtons déjà actuellement notre concours et qui trouveront aujourd'hui un interlocuteur sérieux et qualifié pour mener à bien l'ensemble de leurs initiatives.

C'est donc, comme il a été justement souligné, d'une structure de support que nous avions besoin, d'une référence naturelle, mais aussi d'un moteur pour l'évolution universitaire régionale.

Nous aurons donc également un conseiller spécial, un organisme de consultation permanente de ce Conseil et du Gouvernement valdôtain, pour ce qui concerne la planification des activités à venir, pour ce qui concerne aussi les choix des multiples initiatives qui nous ont aujourd'hui proposées et qu'il s'agira de bien évaluer avant de leur donner cours.

C'est pour cela que le travail effectué au sein des commissions, les très longues réflexions qui ont menées à leur intérieur, y compris des visites d'études qui ont été réalisées, en particulier à l'académie de Bolzano, la consultation d'experts qui a été faite par la V commission, l'audition de nombreux sujets intéressés, y compris les organisations syndicales, tout cela a permis une maturation de vues de cette assemblée autour d'un problème sur lequel nous n'avions pas souvent eu l'occasion de nous pencher.

La contribution qui nous est venue des commissions me paraît extrêmement appréciable. Elle a permis donc l'élargissement de ces buts, elle a permis aussi d'imaginer une ouverture du futur conseil d'administration à des apports venant de l'extérieur, pour mieux permettre l'enracinement dans notre réalité par le biais d'une participation active, qui sera évidemment une participation financière, mais qui sera surtout une participation d'idées, une participation d'indications qui doivent ressortir des institutions publiques et privées locales, qui ne sont pas étrangères à la dynamique à laquelle nous sommes en train de donner une amorce.

En même temps la commission a voulu élever le profil du comité technique et scientifique chargé d'être l'antenne la plus sensible de cette institution, et les indications qui nous sont venues à ce propos vont dans la bonne direction. Il appartiendra à l'académie de trouver des personnalités de prestige international, si possible, pour fournir un apport considérable d'idées dans l'évolution de cette stratégie.

Il me paraît également important de souligner que du texte, tel qu'il a été remis ce matin, peut être décélée une logique de réseau que nous voulons établir, réseau à l'intérieur de la région bien entendu, mais réseau aussi à l'extérieur de cette région par la recherche constante d'apports qualifiés venant de l'extérieur, mais toujours interprètes par la logique qui nous est propre.

Enfin une attention spécifique a été indiquée pour ce qui concerne la spécialisation post-universitaire, qui à côté de la haute formation pourra être aussi un atout important pour notre région.

Cet acte représente l'un des actes les plus marquants de cette législature, c'est un acte d'importance capitale qui marque une forte volonté du Conseil régional dans cette direction. Il s'agit d'un pas important, mais non pas d'un pas définitif, il s'agit plutôt d'un premier pas que nous faisons dans cette direction, puisque de nombreuses conditions devront encore être remplies.

La première est celle de la continuité de l'effort que ce Conseil devra déployer pour soutenir même financièrement cette institution naissante, pour lui donner les moyens d'être à la hauteur de la tâche importante que nous lui confions.

Il y aura également la nécessité de rechercher activement l'implication des sujets institutionnels et de tous les milieux de la culture et du monde du travail de la région, qui devront se servir activement de cette nouvelle institution. Une adhésion intellectuelle, une adhésion des chercheurs, une adhésion d'enseignants puisque la diaspora des intellectuels, la diaspora des chercheurs et des enseignants valdôtains, doit trouver aujourd'hui par le biais de cette initiative un point de retour, pour qu'ils trouvent ici chez nous la possibilité de déployer leurs activités au plus haut niveau et dans des conditions intéressantes.

Nous avons la conviction de faire par cela de la Vallée d'Aoste un pays à haute valeur culturelle ajoutée. La tentative ambitieuse est celle de transformer progressivement cette région, dont les atouts dans de nombreux domaines économiques et culturels sont bien connus, dans une région qui peut se servir aussi du levier universitaire comme d'un levier de croissance et d'évolution de l'ensemble de notre région.

C'est donc un choix de qualité qui me paraît faire honneur à cette assemblée, et qui sera porteur d'avenir à la condition que l'on demeure à la hauteur des buts que nous nous sommes donnés.

Si dà atto che, dalle ore 12,03, presiede il Presidente Stévenin.

Président La parole au Conseiller Piccolo.

Piccolo (ADP-PRI-Ind) Desidero innanzitutto esprimere a nome del gruppo che rappresento soddisfazione per la disponibilità dell'Assessore competente a prendere nella dovuta considerazione le osservazioni che sono state poste dal sottoscritto, con alcuni emendamenti, in V commissione, riguardanti in particolare il ruolo del comitato tecnico scientifico e quello del consiglio di amministrazioni, nonché le osservazioni presentante dalle organizzazioni sindacali.

Rispetto al precedente testo presentato in V commissione, chi ha avuto la possibilità come me, in quanto componente della V commissione, di verificare l'esperienza fatta in 4 anni dall'accademia degli studi superiori di Bolzano, dove la V commissione è andata per fare una visita, è stato riconosciuto all'accademia un alto profilo scientifico che ha come suo scopo principale quello della ricerca scientifica pura ed applicata, la formazione, l'aggiornamento e il perfezionamento professionale, in particolare la promozione della formazione professionale. Importante dovrà essere quindi il compito dell'accademia per rispondere adeguatamente alle esigenze dell'istruzione, adeguandola al mercato del lavoro.

L'obiettivo è quindi quello di promuovere lo sviluppo di insediamenti universitari, finalizzati anche alla qualificazione della formazione professionale superiore attraverso le varie attività didattiche universitarie e l'attività di specifici corsi di laurea, che si differenzino anche dalle offerte di altre università a noi vicine.

Non possiamo quindi che esprimere tutto il nostro consenso a questo disegno di legge, che va nella direzione di dare delle risposte adeguate alle esigenze dell'istruzione, tenendo ben presenti gli aspetti in particolare del mercato del lavoro in Valle d'Aosta in una fase storica in continua e repentina trasformazione.

Président La parole à Mme Squarzino Secondina.

Squarzino (VA) Nel dibattito culturale di questi anni a più riprese si è affrontato il problema della presenza in Valle di una università. In genere in questi dibattiti si sono confrontate fra loro due posizioni abbastanza antitetiche. La prima posizione era sostenuta da chi era preoccupato che la Valle d'Aosta rimanesse fuori da un circuito scientifico ad alto livello nazionale ed internazionale, quindi non avesse la possibilità di dare un proprio apporto e di ricevere un apporto da questa rete più ampia di relazioni culturali. L'altra posizione era invece sostenuta da chi era preoccupato di veder nascere in Valle d'Aosta una mini-università, Perron prima ricordava una università gemmata da qualche università più grande a noi vicina, soluzione che ci avrebbe visti dipendere da qualcuno, o che avrebbe quanto meno chiuso all'interno di una mentalità localistica lo sviluppo di questa struttura universitaria.

É comunque questo il dilemma che va affrontato, nel momento in cui ci si pone di fronte ad una proposta culturale di questo tipo; dobbiamo cioè chiederci quale tipo di struttura universitaria vogliamo avere in Valle, solo successivamente possiamo dire se la vogliamo avere oppure no.

Riprendo le esigenze che sono alla base di questo confronto che è avvenuto negli anni scorsi. Esiste effettivamente l'esigenza che siano formati in Valle dei quadri qualificati per il mercato di lavoro locale. Ed abbiamo visto che qualcosa è stato fatto in questo senso, una serie di corsi di diploma.

Esiste la necessità di avere delle persone qualificate ad un livello superiore rispetto alla laurea, quindi corsi post-universitari, e all'interno di questa esigenza di avere quadri qualificati per il mercato del lavoro locale è emersa attualmente la necessità di provvedere ad una adeguata formazione del corpo docente di scuola materna e elementare.

I futuri docenti dovranno, in base alle leggi recenti frequentare un corso di studi universitari per acquisire le competenze necessarie per lavorare in modo adeguato nella scuola ed in particolare nella struttura scolastica della nostra regione, dove si realizza questo esperimento abbastanza originale di bilinguismo.

Parlavo prima di esigenze, da una parte l'esigenza di formare quadri qualificati per il mercato del lavoro locale, dall'altra quella di introdurre anche nella nostra regione competenze qualificate, in grado di fornire un supporto alla elaborazione culturale e professionale che avviene nella nostra regione.

Questa esigenza cerca di tradurre quella che è una vocazione della nostra regione, ovvero essere un punto di incontro fra le diverse culture. É una realtà che può essere veramente sviluppata, se effettivamente si individua qui la possibilità per culture che appartengono a tradizioni diverse: quella italiana, quella francofona, quella germanofona, di incontrarsi e di apportare ciascuna le proprie esperienze.

La scommessa è quindi quella di far sì che queste esigenze si incontrino, senza cadere nei pericoli cui accennavo precedentemente. Credo che questa legge riesca a comporre in un equilibrio queste diverse esigenze e queste necessità, e lo fa - grazie allo sforzo di elaborazione che è avvenuto su questo disegno di legge - partendo dall'esigenza a più alto livello. Quindi la scommessa è di prendere sul serio la preoccupazione di avere in Valle delle presenze qualificate che provengono da università e dalla comunità internazionale. la legge lo fa partendo da un livello più alto e lo esplicita in modo chiaro nelle finalità dell'accademia, là dove la legge stabilisce che l'accademia favorisce la diffusione della cultura, sia umanistica che scientifica, si pone come crocevia di diverse realtà e momento di incontro di ricercatori e di studiosi. All'interno di questa affermazione colloca poi tutte le altre attività.

É da sottolineare l'importanza che viene data alla ricerca, teniamo conto che senza una vera ricerca non esiste la possibilità di un approfondimento e di una elaborazione conoscitiva; lo fa prevedendo la collaborazione con altre istituzioni a livello nazionale e europeo, lo fa prevedendo una serie di corsi di formazione post-universitari di specializzazione ad alto livello.

Si tratta non solo di affermazioni di volontà, ma c'è almeno uno strumento che dovrebbe garantire questo alto livello di qualificazione, costituito da un comitato tecnico scientifico al quale viene affidata la funzione di essere un supporto per chi opera all'interno dell'accademia, soprattutto un supporto a livello di elaborazione di linee programmatiche e strategiche, un supporto per quanto riguarda la proposta di programmi e di progetti scientifici, un supporto anche per quanto riguarda la valutazione dei programmi e dei progetti di ricerca che si sono attuati.

La scommessa è che si riesca a realizzare quanto è stato previsto. Direi che questo alto profilo scientifico che viene dato all'accademia è la miglior garanzia che anche i singoli corsi, che poi vengono sviluppati all'interno dell'accademia e che sono più rivolti al mercato locale, siano pensati con occhi aperti ad esigenze culturali più ampie e possano diventare a loro volta un elemento di attrazione. Penso in particolare al corso di laurea per i docenti. Se in questa accademia si attivasse un momento di ricerca dedicato in modo privilegiato al plurilinguismo, a quello che significa per il ragazzo confrontarsi con codici linguistici diversi, a quello che significa costruire la scuola che sarà un domani quella europea in cui tutti saranno chiamati ad apprendere più lingue, credo che questo tipo di supporto scientifico potrebbe essere la migliore garanzia e il migliore sostegno culturale ad un corso di formazione dei docenti.

É chiaro che il corso di formazione dei docenti non può essere pensato in funzione localistica; se l'accademia ha fatto la scelta che costruire cultura in Valle significa aprirsi agli apporti culturali di altre realtà, vuol dire che anche per quanto riguarda la formazione dei docenti occorrerà tener molto presente questo elemento. Credo che si potranno tradurre in apertura culturale per tutti una serie di iniziative che prevedano la partecipazione dei nostri futuri docenti a corsi universitari che non si tengono solo nella nostra Valle. É importante garantire la possibilità di confrontarsi con altri studenti, non solo con quelli che eventualmente potranno arrivare in Valle, ma con quelli che frequentano altri tipi di università.

Dicevo prima che è una grossa scommessa innanzitutto perché è una novità; l'accademia potrebbe anche essere solo una scatola vuota, questo è il rischio che possiamo correre, e potrebbe essere anche solo finalizzata a realizzare uno o due corsi, ma in questo modo non risponderebbe alla vocazione per cui è stata voluta.

Ci sono alcuni elementi della legge su cui non siamo totalmente consenzienti. Avremmo preferito ad esempio una maggiore trasparenza per quanto riguarda la nomina del consiglio di amministrazione, cioè avremmo preferito che anche per queste nomine si seguissero le norme previste per tutte le altre nomine. Ci rendiamo conto che ci siamo trovati di fronte ad una volontà politica diversa, che non siamo riusciti a modificare. Però non può essere questo un elemento sufficiente per inficiare il progetto culturale che questa accademia intende attivare nella nostra regione.

Si dà atto che, dalle ore 12,19, presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ferraris.

Ferraris (GV-PDS-SV) Mi inserisco anch'io in questo dibattito, che forse ha un po' il limite di rappresentare solo le voci della maggioranza, al momento.

In ogni caso credo, come diceva chi mi ha preceduto, che questa legge possa essere una legge importante, possa aprire sicuramente degli scenari interessanti, dipende da come sarà gestita, così come potrebbe al limite delineare degli scenari di profilo molto mediocre.

La nostra regione si trova di fronte a tre sfide sostanzialmente. La prima è quella di una globalizzazione dell'economia, di cui abbiamo visto anche alcune ricadute sulla regione; la seconda è quella di un'Europa che sembra andare con passi decisi verso una propria unificazione al momento della moneta, forse con maggiori difficoltà sul piano della unificazione politica, però sta andando comunque verso una forte integrazione economica; la terza è quella di un riassetto federale dello Stato.

Questo lo dico perché di fronte a queste sfide non è che voglio parlare d'altro, ma credo che in questi tre campi il livello di istruzione diventi un forte fattore di competitività e di sviluppo.

Viviamo in una regione in cui è arcinoto che il numero dei laureati rispetto alla popolazione è più basso rispetto alla media nazionale; ma direi che questo è un dato che non caratterizza solo la Valle d'Aosta, ma anche altre regioni o province autonome simili alla nostra, là dove non ci sono iniziative nel campo universitario.

Indubbiamente la costituzione dell'accademia non è la creazione dell'università in Valle d'Aosta, però può rappresentare una iniziativa importante per andare in questa direzione e soprattutto per un elevamento dell'istruzione complessiva della regione.

La legge 341 ha rappresentato - come ricordava prima l'Assessore - un capovolgimento copernicano rispetto alla situazione precedente: si è modificato l'ordinamento didattico delle università., si sono istituiti i diplomi universitari, per cui ci troviamo in una situazione in cui un domani, ma un domani molto prossimo, (si pensi alla questione degli insegnanti, ma anche ad altre professioni) a cui oggi si accede con il semplice diploma, sarà necessario avere il diploma universitario.

Quindi una presenza della nostra regione in questo terreno è importante. Questo varrà per gli operatori sanitari, varrà per i ragionieri, ma si potrebbe continuare per altre professioni.

Da questo punto di vista questa è una iniziativa che non solo dà una risposta in termini culturali generali, ma deve dare una risposta anche al mercato del lavoro locale, lo ricordavano altri, non ci voglio ritornare, ma credo che questo sia un elemento importante.

Così come è importante la questione che riguarda gli insegnanti della scuola primaria, ma credo anche che l'impostazione della legge così come è venuta nel dibattito della commissione sia stata migliorata dal punto di vista qualitativo, nel senso che viene dato maggiore peso alla possibilità di incontro fra culture scientifiche diverse (ed è questo il ruolo che deve avere una regione come la nostra inserita all'interno dell'Europa), e alla valorizzazione del bilinguismo, come qualcuno ricordava prima di me, che è meglio ricordare in questa dimensione, un bilinguismo come risorsa che ci porti in Europa, e non solo come uno strumento che qualche volta viene inserito fra gli elementi di ulteriore appesantimento per l'accesso ai posti di lavoro. Quindi il bilinguismo deve essere visto come risorsa e da questo punto di vista l'accademia può giocare un ruolo positivo. In sostanza, un luogo in cui questa regione diventa un elemento di comunicazione e di scambio, in cui ha qualcosa da dare agli altri ma ha anche da ricevere. Queste sono le potenzialità che ha questo tipo di legge.

Le modificazioni che sono avvenute in commissione hanno reso più autonoma la struttura, perché indubbiamente una struttura di questo genere ha vita se ha una capacità di azione autonoma, e questo vale sia rispetto alla istituzione del comitato tecnico scientifico, sia rispetto alla composizione del consiglio di amministrazione, e i curricula che i membri del consiglio avranno saranno indubbiamente una dimostrazione della direzione nella quale vogliamo andare.

Lo stesso dicasi per la possibilità che la legge consente di coinvolgere altri soggetti e non solo la pubblica amministrazione; credo che non sarà un discorso facile, ma è un discorso da fare quello di coinvolgere i soggetti economici, che grande parte hanno rispetto allo sviluppo economico di questa regione.

É un'istituzione che nasce con la volontà di essere un ponte verso altre realtà e verso le stesse strutture universitarie, direi quindi una iniziativa che può nella visione positiva cercare di collegare in modo virtuoso quello che attualmente avviene a livello mondiale, ovvero il collegamento fra le risorse locali e i momenti di globalizzazione.

Se questa accademia avrà la capacità di avere una propria autonomia, potrà essere di aiuto anche al dibattito politico locale, non tanto perché fornirà soluzioni sul piano politico ma perché sarà in grado di portare idee, proposte, possibilità di confronto rispetto a quelli che sono gli scenari con cui ci troviamo a fare i conti, rispetto a quelle che sono le sfide con cui dovremo fare i conti come Valle d'Aosta e come comunità piccola messa all'interno delle Alpi, ma comunque una comunità che ha delle potenzialità.

Con questo spirito, quindi, considerando le potenzialità che ci sono, come pure i rischi che qualcuno prima prospettava, nel senso che potremmo fare un "corsificio" per insegnanti di scuola primaria e indubbiamente sarebbe altra cosa, è previsto all'interno del disegno di legge ma significherebbe sicuramente svilire una iniziativa che ha delle grosse potenzialità, con questo spirito, dicevo, dichiaro di voto favorevole per quanto riguarda il gruppo che rappresento.

Presidente Se nessun altro chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale.

Passiamo all'esame dell'articolato nel testo predisposto dalla V commissione.

Pongo in votazione l'articolo 1:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 2:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 3:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 4:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 5:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 6:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 7:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 8:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 9:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 10:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 11:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 12:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 13:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 14:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 15:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione l'articolo 16:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Presidente Pongo in votazione la legge nel suo complesso:

Presenti: 28

Votanti e favorevoli: 24

Astenuti: 4 (Collé, Lanièce, Marguerettaz e Tibaldi)

Il Consiglio approva