Oggetto del Consiglio n. 2891 del 10 dicembre 1997 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 10 DICEMBRE 1997
OGGETTO N. 2891/X Estensione per i residenti in Valle delle tariffe giornaliere ridotte nei giorni festivi. (Reiezione di mozione)
Mozione Visto il quadro complessivo delle tariffe previste dalle società di impianti a fune per la prossima stagione invernale 1997/98;
Viste le agevolazioni previste, in tale ambito, per i soggetti residenti, che prevedono sconti sulle tariffe giornaliere che escludono i festivi ed il periodo delle vacanze natalizie;
Considerato che la gran parte dei residenti, per ovvie ragioni connesse allo svolgimento dell'attività lavorativa e scolastica, hanno la possibilità di praticare lo sci prevalentemente nelle giornate festive;
Considerato altresì che sovente, in virtù degli sconti praticati dalle singole società ad enti e sci club non valdostani, nelle giornate festive, i residenti in Valle si trovano nella paradossale situazione di pagare molto di più di altri soggetti praticanti lo sci nei "domaines skiables" della Valle;
Tenuto conto dell'importante impegno profuso dalla Regione a sostegno delle attività di investimento e gestione delle società esercenti gli impianti a fune nonché della presenza rilevante della Regione e/o degli enti locali come azionista nella quasi totalità delle società stesse;
Considerato infine che la società SISKI, che ha fra l'altro il compito di coordinare ed armonizzare le politiche tariffarie delle diverse società di impianti a fune operanti in Valle, é controllata indirettamente dalla Regione;
tutto ciò premesso
il Consiglio regionale
Impegna
la Giunta regionale ad intervenire presso la SISKI e presso l'Associazione regionale delle imprese esercenti impianti a fune, per il ruolo istituzionale che le compete ed in qualità di importante azionista, affinché per la stagione invernale 1997-98, la riduzione per i residenti in Valle sulle tariffe giornaliere venga estesa alle giornate festive ed al periodo delle vacanze natalizie.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Abbiamo presentato questa mozione visto il quadro complessivo delle tariffe previste dalle società di impianti a fune, soprattutto viste le agevolazioni previste in tale ambito per i soggetti residenti che prendono sconti nelle tariffe giornaliere, che escludono i festivi e il periodo delle vacanze estive. Va tenuto conto che la gran parte dei residenti, per ovvie ragioni connesse allo svolgimento dell'attività lavorativa e scolastica, hanno la possibilità di praticare lo sci prevalentemente nelle giornate festive, quindi gran parte dei Valdostani non possono usufruire neanche di una lira di sconto perché dovrebbero far marinare la scuola ai propri figli oppure loro stessi, per accompagnarli, "marinare" il proprio lavoro o prendere giornate di ferie.
La cosa più pazzesca è che sovente, in virtù degli sconti praticati dalle singole società ad enti e sci club non valdostani, cioè a sciatori che arrivano in Valle in gruppi organizzati, questi sciatori nelle giornate festive si trovano in Valle nella paradossale situazione di pagare meno degli altri soggetti che praticano lo sci che sono residenti, quindi abbiamo anacronisticamente una situazione di questo tipo: gente che viene a sciare portata in Valle d'Aosta con autobus o altri mezzi di trasporto che alla fine paga meno del Valdostano che va con la sua famiglia a sciare in qualsiasi località la domenica durante i periodi di Natale e di Pasqua. Inoltre a questa gente viene messo in conto nel prezzo anche il trasporto per cui chi arriva da Milano paga meno di chi parte da Aosta e questo è vergognoso.
Per tutte queste ragioni, dal momento che la Regione è presente in tante società come azionista ed è presente anche nella Siski al 49 percento, si chiede alla Giunta regionale di intervenire presso l'Associazione regionale delle imprese esercenti impianti a fune per il ruolo istituzionale che le compete in qualità di importante azionista affinché per la stagione invernale 1997-1998, la riduzione per i residenti in Valle sulle tariffe giornaliere venga estesa alle giornate festive ed al periodo delle vacanze natalizie.
Spero che quest'argomento venga affrontato dai colleghi in maniera un po' più seria, vedo che ci sono molte persone che stanno a vociferare, probabilmente a loro non interessa più di tanto in quest'aula sentire che i Valdostani pagano di più di altri sciatori che vengono da Milano o da Roma o da Torino e aspetto una risposta della Giunta.
Ricordando alla Giunta la legge che ha istituito la concessione di contributi per la manutenzione e la gestione di piste dello sci di discesa, approvata nell'84, riprendo alcuni passaggi dal dibattito che si è svolto in quell'occasione e parto dalla relazione di accompagnamento alla legge. Leggendo questa relazione si scopre che la copertura della spesa che la Regione concede alle società di impianti a fune va dal 40 al 60 percento dei costi effettivi della battitura delle piste, compreso il personale, l'ammortamento e la manutenzione dei mezzi, il consumo di carburante e le spese generali, eccetera quindi, con questi contributi l'ente pubblico copre oltre il 50 percento delle spese gestionali che le società di impianti a fune hanno.
Nell'84 la spesa è stata definita in 3 miliardi, mentre oggi si superano i 6 miliardi perché tale importo è stato modificato nell'87 quando il valore è passato da 90 a 150mila quindi, oggi l'ente pubblico Regione spende per l'aiuto alle società di impianti a fune sulle spese di gestione circa 6 miliardi e noi non siamo contrari a quest'aiuto, ma questo è un dato preciso per capire un altro passaggio che i consiglieri che erano presenti in quest'aula nell'84 hanno utilizzato per porre alcune condizioni alla copertura delle spese di gestione.
Si legge nella relazione di accompagnamento alla legge che "il proposto contributo gestionale per la manutenzione e battitura delle piste dovrà essere informato ai seguenti principi (...) lett. d) essere connesso a una politica di tariffe competitive e di sconti ai residenti della Valle".
Tale principio è esplicitato anche nella legge, all'articolo1, Finalità, dove al comma 3 si legge: "In relazione all'intervento finanziario disciplinato dalla presente legge le aziende e gli enti beneficiari dovranno attuare in accordo con la Regione una politica di prezzi concorrenziali, prevedendo altresì agevolazioni generali per i residenti in Valle d'Aosta" quindi, questo è un compito che la legge dell'84 assegnava agli amministratori di questa Regione.
Oggi i dati di fatto quali sono? Sono che i Valdostani nel periodo natalizio, quando hanno i figli a casa, quando sono in ferie e nei giorni festivi, devono pagare il prezzo pieno e devono pagare di più di quelli che vengono da Milano o da altre città del nord Italia. Alle quali città vengono proposti dalle società di impianti a fune dei pacchetti dove le società pagano addirittura il trasporto. In questa maniera il costo giornaliero per sciare è più basso rispetto al costo della tariffa giornaliera che il Valdostano paga nelle varie stazioni sciistiche.
Chiedo vivamente che questa mozione venga approvata anche perché è compito di quest'Amministrazione e del Consiglio regionale far sì che venga data completa attuazione alla legge approvata dai nostri colleghi nell'84, poi modificata nell'87.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) Non ho sottoscritto la mozione per motivi tecnici, non ci siamo trovati nel momento in cui è stata presentata.
Non ho problemi a dire che la voterò senz'altro proprio perché la discussione è nata lo scorso Consiglio su suggerimento dei Valdostani che subiscono queste ingiustizie. Quando Valdostani di due comuni attigui si trovano alla stessa funivia, uno paga il 50 percento, l'altro paga il prezzo intero, cominciano a guardarsi in faccia e a chiedere che almeno tutti i Valdostani abbiano uguale trattamento in impianti ai quali la Regione ha contribuito e contribuisce per la loro funzionalità quindi, sottoscrivo in pieno la mozione e la voterò.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore al turismo, commercio e sport, Agnesod.
Agnesod (UV) In premessa vorrei chiarire che esiste la volontà politica da parte della Regione, di questa Giunta, di giungere ad una tariffazione equa ed omogenea dei biglietti per gli impianti di risalita per i residenti in Valle e questo non da oggi. La legge dell'84 a cui faceva riferimento Viérin è stata rispettata fino al ?94 con degli accordi specifici fatti dalla Regione con le varie società che erano sul territorio, quindi con accordi locali; dal ?94 in poi, con l'entrata della Siski che ha messo in atto il tariffario collegato con gli stagionali, è stato previsto per tutti i residenti il 30 percento di sconto tariffario sullo stagionale per la giornata e la mezza giornata. Per i giovani di meno di 18 anni questo sconto è stato fatto del 50 percento.
Esiste il problema della domenica, dei festivi e dei giorni di festa nazionale, il 23 dicembre e il 6 gennaio. C'è la volontà da parte della Giunta di giungere ad una definizione di quest'argomento, volontà che è contenuta ed è evidente nella legge regionale 29/97, dove è stata inserita all'articolo 47, comma 1, la norma che recita: "La Giunta regionale, sentita l'Associazione valdostana impianti a fune e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, stabilisce i criteri generali di determinazione delle tariffe e disciplina le agevolazioni tariffarie per i residenti in Valle d'Aosta". Questa è la legge regionale: "Norme in materia di servizi di trasporto pubblico di linea" quindi, rispetto a questa normativa, opereremo, in questa fase abbiamo provveduto già a contattare l'Associazione valdostana impianti a fune e la Siski per avviare una trattativa sull'argomento.
C'è da sottolineare che la Siski non può essere oggetto di un impegno sulle tariffe giornaliere da parte della Giunta in quanto alla Siski non compete la vendita dei giornalieri, ma solo degli stagionali sui quali peraltro viene già praticato per i residenti lo sconto del 30 percento sulle tariffe normali.
Non bisogna dimenticare che lo scorso anno è stata avviata una politica di agevolazione tariffaria importante valida anche nei giorni festivi per gli agonisti e per i giovani residenti; infatti gli atleti nazionali di sci, componenti squadre nazionali ASIVA, pagano uno stagionale di 115mila lire, pari al 10 percento della tariffa dello skipass dello stagionale completo e i giovani nati dopo il 1° gennaio ?78, appartenenti agli sci club valdostani, pagano uno stagionale di 235mila lire, pari al 20 percento della tariffa completa. Inoltre, per i residenti con età maggiore di 65 anni e per tutti i giovani di età inferiore ai 18 anni anche non appartenenti agli sci club esiste uno sconto del 50 percento sullo stagionale.
È opportuno evidenziare che i Valdostani, che hanno già acquistato degli stagionali per la stagione in corso, lo hanno fatto anche sulla base di regole precise che contemplavano la non riduzione sui giornalieri...
(interruzione del Consigliere Viérin Marco, fuori microfono)
... quindi loro avendo lo stagionale... cosa c'entra il capannone, non ho capito il collegamento...
Presidente ... per favore, Assessore, continui, non ci faccia caso.
Agnesod (UV) I residenti che quest'anno hanno acquistato lo stagionale lo hanno acquistato anche sapendo che quest'anno il giornaliero non valeva la riduzione per la domenica e i giorni delle festività natalizie quindi, queste persone verrebbero penalizzate dal cambiamento delle regole stesse a stagione avviata e sono un certo numero. Lo scorso anno abbiamo venduto 946 stagionali globalmente in Valle d'Aosta: 801 per coloro di età compresa fra i 18 e i 65 anni, che è la fascia maggiore, 145 per i minori di 18 anni e per i residenti con età maggiore di 65 anni. Su un totale di 4713 stagionali venduti il 20 percento è la cifra che ha inciso per i residenti, l'incasso è di 697 milioni per i residenti su un totale di 4,576 miliardi, cioè il 15 percento degli incassi globali. Da lì si vede che c'è questa riduzione notevole per i residenti rispetto ai costi pagati da chi acquista lo stagionale.
Nella discussione con l'Associazione valdostana società impianti a fune sono emerse diverse problematiche legate ai carichi di utenza locale nelle giornate di utilizzo di punta degli impianti e, problema non secondario, alle ripercussioni serie sulle piccole e medie stazioni che hanno prevalentemente un'utenza valdostana. Questo è quanto emerge dagli incontri con l'Associazione impianti a fune. Non è che facciamo nostre questo tipo di considerazioni, però sono problematiche che sono sul tappeto, che vanno affrontate, discusse e risolte, altrimenti rischiamo veramente di creare sì un certo tipo di interesse rispetto a chi va a sciare, ma penalizziamo in maniera troppo marcata le piccole società di impianti a fune che vivono e sopravvivono nelle nostre località.
Quindi dobbiamo affrontare il problema però, stiamo discutendo con l'Associazione impianti a fune per giungere a conclusione, per trovare l'equilibrio e quindi compensare questa riduzione con qualcos'altro perché in definitiva non si può andare a penalizzare soprattutto le piccole società perché le grandi società non hanno il carico di utenza locale così determinante come ce l'hanno le piccole.
Alla luce di tutto questo chiedo che la mozione venga ritirata perché attualmente non la ritengo accoglibile in questi termini in quanto la problematica è in fase di studio, ma non da adesso, è stata già affrontata e gli accordi con l'Associazione valdostana impianti a fune sono in fase di definizione, di trattazione, tenuto conto però di un fatto importante. Ed è la volontà politica di affrontare l'argomento secondo quanto previsto dalle normative vigenti e da poco tempo approvate anche da questo Consiglio perché la problematica è molto vasta. Riprendo il discorso di Chiarello in merito alla situazione delle convenzioni fra comunità montane, enti locali e impianti a fune; c'è una disparità di trattamento rispetto ai cittadini a cui va data una risposta. I cittadini valdostani che si trovano in un comune vicino ad un altro che fa parte di un'altra comunità hanno dei prezzi differenziati per l'accesso agli impianti e quest'aspetto è molto più complicato ancora perché coinvolge un discorso che è quello della scelta autonoma da parte degli enti locali su certe iniziative.
Quindi è una problematica su cui stiamo lavorando non da adesso, come dicevo prima, e ritengo che questa mozione non possa aggiungere niente di più di quanto già in questo momento stiamo facendo.
Concludo dicendo che, se non viene ritirato, propongo l'astensione sul testo. Non siamo contrari a quanto chiede la mozione, lo stiamo facendo, però la mozione non aggiunge niente di più.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Viérin Marco.
Viérin M. (Aut) Inizio il mio secondo intervento dicendo: caro Assessore la nostra proposta aggiunge qualcosa di più. L'Assessore mi dice che la volontà della Giunta è quella di giungere ad una tariffazione equa per i Valdostani. Mi sono andato a risentire l'intervento nella passata seduta di Consiglio quando l'Assessore ha risposto a Chiarello. Oggi mi dice che c'è la legge 29 con l'articolo 47. Sono a conoscenza, Assessore, di quest'articolo, probabilmente Lei si confonde con il discorso, che è un po' diverso, delle funzioni di servizio pubblico oppure con quello di cui discutiamo oggi che riguarda gli impianti di risalita a fune per attività sciistica.
Prendo l'articolo 47 e leggo il comma 1, quello che ha letto l'Assessore: "La Giunta regionale, sentita l'Associazione valdostana impianti a fune (...) stabilisce i criteri generali di determinazione delle tariffe e disciplina le agevolazioni tariffarie per i residenti in Valle d'Aosta". Quest'articolo 47 - e qualsiasi giurista può confermare quanto le sto dicendo - fa parte del capo III, il quale fissa l'ambito di applicazione degli impianti a fune, quindi l'articolo 47 può essere applicato solo in questi casi, previsti all'articolo 37.
Prendo l'articolo 37 che dice: "Gli impianti funiviari e funicolari aerei e terrestri che svolgono funzioni di pubblico servizio sono disciplinati dalla presente legge" quindi, la funzione di pubblico servizio può riguardare il discorso degli impianti di arroccamento, di altri impianti tipo quello che porta dall'area Cogne verso Pila eccetera, ma voglio vedere se un impianto di pubblico servizio può essere inteso lo ski lift con il piattello che porta su gli sciatori a Pila. Non penso che questo possa essere ritenuto un impianto di pubblico servizio...
(interruzione dell'Assessore Agnesod, fuori microfono)
... la legge non dice questo perché l'articolo 47 è rivolto al capo III, dove leggo "Impianti a fune - ambito di applicazione" per cui l'articolo 47 può essere inserito nell'ambito di applicazione dell'articolo 37 quindi, non è la stessa cosa.
Riprendo due passaggi dell'intervento che l'Assessore ha fatto lo scorso Consiglio rispondendo al Consigliere Chiarello.
Nel primo l'Assessore ha detto: "Concordo nelle dichiarazioni di fondo: è necessario che ci siano i trattamenti uguali. Potrebbe esserci la necessità di armonizzare il tutto, ma dovrebbe essere fatto dai comuni fra di loro e gli stessi dovrebbero dirimere tali situazioni; noi non possiamo fare niente o ben poco".
A questo proposito le dico che la legge dell'84 all'articolo 1, comma 3, è molto chiara e, se uno non la capisce, può andare a leggersi la relazione di accompagnamento dove si dice in maniera precisa che questa competenza l'Assessore e la Giunta ce l'hanno già.
Rileggo l'articolo 1, Finalità, comma 3: "In relazione all'intervento finanziario disciplinato dalla presente legge...", cioè la legge con cui diamo 6 miliardi alle società di impianti a fune per la gestione, non parlo di finanziamenti per investimenti, ma tutti gli anni diamo 6 miliardi suddivisi fra le varie società per coprire il 50-60 percento delle spese di gestione, "...le aziende e gli enti beneficiari dovranno attuare in accordo con la Regione una politica di prezzi concorrenziali, prevedendo altresì agevolazioni generali per i residenti in Valle d'Aosta" , ma la cosa più grave è che oggi queste agevolazioni vengono date ai non residenti in Valle d'Aosta.
Ho un amico che viene da Milano e che paga il biglietto per andare a sciare a Pila o in altro luogo meno di quanto lo paga un amico che ho ad Aosta che va a sciare a Pila, compresa la tratta da Milano a Pila o da Milano ad Aosta, presso la partenza della funivia.
Posso condividere che le piccole stazioni hanno un grosso afflusso di sciatori regionali e che potrebbero avere dei problemi per far quadrare il bilancio però, l'Assessore, visto che ne ha la facoltà perché la legge glielo consente ormai da 12 anni, deve fare un discorso con non solo la Siski, e qui controbatto quanto ha affermato poc'anzi l'Assessore: non abbiamo chiesto che la Siski venga chiamata, abbiamo chiesto alla Giunta di intervenire presso la Siski e presso le associazioni regionali di esercenti impianti a fune per il ruolo istituzionale che compete alla Regione, ruolo conferitole dalla normativa in essere, che è legge, e dalle partecipazioni della Regione in quelle società.
Per cui la Regione ha due motivi per intervenire: uno che è quello datole dalla legge, l'altro che le viene dato dall'essere compartecipe al capitale azionario di queste società quindi, questa è una mancanza dell'Amministrazione nell'applicazione di normative in essere.
La richiesta dell'Assessore di ritirare la mozione in quanto c'è la volontà politica da parte della Giunta, mi sconcerta perché, se c'è la volontà politica, anche se questa proposta è stata presentata da tre consiglieri del Gruppo Autonomisti, da un gruppo di minoranza, ed è stata sollevata dal Consigliere Chiarello correttamente nel passato Consiglio, l'Assessore dovrebbe dire: noi abbiamo la volontà politica di portare avanti il discorso e siamo favorevoli a quest'impegno che tutto il Consiglio ci dà.
Perché se alla fine leggiamo quello che abbiamo scritto come impegno, è lo stesso che Lei, Assessore, ha detto a parole, e se va a riascoltare il suo intervento di poc'anzi e confronta l'impegno che la mozione chiede alla Giunta, verificherà che è la stessa cosa. Solo che l'impegno resta qualcosa di scritto, altrimenti continueremo a correrci dietro.
Possiamo anche modificare qualcosa dell'impegno, ma chiedo all'Assessore che almeno si metta un punto fermo da quando si inizia a fare le cose in maniera corretta.
Sono anche disposto a modificare il testo, ma non sono disposto a ritirarlo altrimenti continuiamo a parlarci addosso e i problemi rimangono sul tappeto.
Presidente Poiché la mozione non è stata ritirata, la pongo in votazione:
Presenti: 31
Votanti e favorevoli: 10
Astenuti: 21 (Agnesod, Bavastro, Bionaz, Borre, Ferraris, Florio, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Mostacchi, Perrin C., Perrin G.C., Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Squarzino S., Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)
Il Consiglio non approva
