Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 3013 del 11 marzo 1998 - Resoconto

SEDUTA POMERIDIANA DELL'11 MARZO 1998

OGGETTO N. 3013/X Approvazione dello schema di accordo di programma tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta ed il Comune di Aosta per la realizzazione di opere di ampliamento e ristrutturazione del Presidio ospedaliero di Viale Ginevra, nonché di riorganizzazione urbanistica dell'area circostante tale Presidio.

Deliberazione Il Consiglio

Vista la legge regionale 28 aprile 1997, n. 13 concernente l'approvazione del piano socio sanitario per il triennio 1997-1999;

Preso atto che nel piano socio-sanitario suindicato è prevista la realizzazione di un servizio di radioterapia e quindi l'avvio dei lavori edilizi necessari ad ospitare la struttura e le attrezzature radioterapiche;

Richiamata la precedente deliberazione della Giunta regionale n. 1651 in data 12 maggio 1997 concernente l'approvazione di un progetto riguardante la realizzazione del servizio di radioterapia, l'ampliamento del Pronto Soccorso e la ricollocazione delle Unità Operative Farmacia e Oncologia Medica nel Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra - Aosta;

Evidenziato che il progetto suindicato ha ottenuto i pareri favorevoli del Comando dei Vigili del Fuoco della Valle d'Aosta (nota n. 2247/97 in data 2 agosto 1997), dell'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta (nota n. 1267 in data 12 novembre 1997), nonché il parere preliminare del Comitato Scientifico per l'Ambiente (nota n. 107-97 in data 30 ottobre 1997);

Richiamata la precedente deliberazione della Giunta regionale n. 3320 in data 22 settembre 1997 concernente l'approvazione di un programma generale in materia di edilizia sanitaria ai fini dell'avvio della seconda fase del programma straordinario di investimenti ex art. 20 legge 67/1988 e successive modificazioni e dell'attribuzione della quota assegnata alla Regione dalla deliberazione del C.I.P.E. 124/97;

Evidenziato che il progetto approvato con deliberazione n. 1651/1997 sarà finanziato con i fondi dell'ex art. 20 - seconda fase in quanto lo stesso rientra nel programma generale in materia di edilizia sanitaria sopracitato;

Preso atto che il Comune di Aosta ha evidenziato che la realizzazione delle opere sopracitate si inserisce in un contesto urbanistico particolarmente delicato per quanto riguarda i problemi di mobilità e sosta;

Evidenziato che occorre procedere alla realizzazione di interventi di riqualificazione che affrontino il tema del traffico e della sosta, in coerenza con gli obiettivi generali individuati dal Consiglio comunale;

Preso atto che è quindi opportuno addivenire alla stipula di un accordo di programma per la realizzazione di opere di ampliamento e ristrutturazione del Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra, nonché di riorganizzazione urbanistica dell'area circostante tale presidio, tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta ed il Comune di Aosta;

Visto l'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali);

Evidenziata la necessità di avviare il procedimento per l'approvazione dell'accordo di programma;

Esaminato il testo dell'accordo di programma approvato, come da verbali in data 31 ottobre 1997 e 14 novembre 1997, nell'apposita conferenza ex articolo 27 della legge 142/90, dal rappresentante del Comune di Aosta, dell'U.S.L. della Valle d'Aosta, dal dirigente della Direzione della Tutela del patrimonio culturale e dal Dott. Federico Montesanti, Coordinatore dell'Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali, a ciò delegato con nota del Presidente della Giunta, Dino Viérin in data 27 ottobre 1997, prot. n. 29256/5;

Evidenziato che l'accordo di programma in questione non comporta variazione né al Piano Regolatore Generale Comunale vigente né a quello adottato e, quindi, non risulta necessario alcun esame da parte dell'Ufficio Urbanistica regionale e del Comitato regionale di programmazione territoriale;

Richiamate le precedenti deliberazioni della Giunta regionale n. 6162 in data 30 dicembre 1996 e n. 317 in data 3 febbraio 1997 concernenti il bilancio di gestione della Regione per l'anno 1997 e per il triennio 1997/1999 nonché la circolare della Presidenza della Giunta n. 7 del 6 febbraio 1997 (prot. n. 320/SGT);

Richiamata la deliberazione della Giunta n. 2436 del 7 luglio 1997 (Assegnazione alle strutture dirigenziali individuate con le deliberazioni di Giunta n. 2248/1997 e n. 2369/1997 delle risorse finanziarie connesse alle funzioni attribuite con le deliberazioni medesime con modificazioni della deliberazione di Giunta n. 6162/1996 e successive modificazioni ed integrazioni);

Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Capo Servizio dei Servizi Generali dell'Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali ai sensi dell'art. 72 della legge regionale n. 3/1956 e successive modificazioni, e del combinato disposto degli articoli 13 - comma 1 - lett. e) e 59 - comma 2 - della legge regionale n. 45/1995, sulla presente deliberazione;

Delibera

1) di approvare il testo dell'allegato accordo di programma, che fa parte integrante della presente deliberazione, per la realizzazione di opere di ampliamento e di ristrutturazione del Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra, nonché di riorganizzazione urbanistica dell'area circostante tale presidio, tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta ed il Comune di Aosta, approvato in data 14 novembre 1997, nella apposita conferenza dei servizi dei rappresentanti degli enti predetti;

2) di dare atto che la realizzazione del progetto riguardante la realizzazione del servizio di radioterapia, l'ampliamento del pronto soccorso e la ricollocazione delle unità operative Farmacia e Oncologia Medica nel Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra - Aosta sarà finanziato con i fondi dell'ex art. 20 della legge 67/1988 - seconda fase;

3) di stabilire che per il finanziamento delle opere incluse nell'accordo di programma a carico della Regione [art. 2 - punti b) - c) e d)] si procederà attraverso modificazioni e/o integrazioni al bilancio pluriennale della Regione 1998/2000 da assumersi successivamente alla determinazione delle spese necessarie alla realizzazione degli interventi;

4) di dare atto che la presente deliberazione non è soggetta al controllo della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta in quanto non compresa nelle categorie indicate nell'art. 8 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320 e di darne esecuzione.

Accordo di programma

(omissis)

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Brevemente vorrei illustrare questo provvedimento che i colleghi Consiglieri hanno già avuto modo di esaminare con attenzione nelle sedi consiliari competenti per sottolineare che l'accordo di programma che stiamo per approvare con il Comune di Aosta rappresenta un grosso passo avanti nella politica sanitaria della Valle d'Aosta e si colloca in un contesto di collaborazione con il Comune di Aosta che, dopo l'accordo di programma per la struttura ambulatoriale di Via Brocherel, sta dando degli ottimi frutti. L'intervento è molto qualificante perché nell'accordo di programma vengono contemperate le esigenze del Presidio ospedaliero con quelle della città di Aosta che vedrà realizzati nell'arco dei prossimi 3-4 anni, a seconda delle scadenze dell'accordo stesso, alcuni importantissimi servizi sanitari e, parallelamente, un parcheggio pluripiano il cui iter procedurale è già stato iniziato dal Comune di Aosta.

Gli interventi riguardano soprattutto il servizio di radioterapia, l'ampliamento del Pronto soccorso, i locali della Farmacia e i locali dell'Oncologia. Mi pare del tutto superfluo sottolineare in questo momento la grande importanza che riveste il tema collegato alla terapia oncologica, evidentemente quest'accordo di programma vedrà i suoi frutti fra qualche anno, però è un segnale molto importante per i circa 500 nuovi casi di tumore in Valle d'Aosta, per i circa 350 defunti in Valle d'Aosta in questa patologia.

Non mi dilungo oltre perché i contenuti dell'accordo di programma sono molto chiari, voglio però illustrarvi un emendamento che presento al Consiglio e che è legato al fatto che il Comitato scientifico per l'ambiente ha approvato l'accordo di programma e pertanto modifichiamo in questo senso la delibera del Consiglio, citando nelle premesse l'approvazione da parte del Comitato e la successiva approvazione da parte della Giunta regionale che ha adottato questa delibera in data odierna. E così viene meno l'emendamento che avevo presentato in Commissione consiliare, di cui chiederò poi di non tenere conto in fase di approvazione del deliberato, emendamento che, in assenza dell'approvazione del Comitato scientifico per l'ambiente, dava mandato alla Giunta regionale di adeguare il presente accordo alle prescrizioni del Comitato scientifico, il quale ha approvato con due raccomandazioni il programma stesso.

Presidente È aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) Con quest'atto dovremmo andare a dare corpo a quella delibera di Giunta del 12 maggio 1997 con la quale si approvava il progetto per realizzare tutta quella serie di servizi che l'Assessore stesso ricordava, servizi sulla cui necessità non abbiamo nulla da eccepire, servizi sulla cui progettualità - che abbiamo avuto modo di vedere nel corso dei lavori della Commissione - non abbiamo nulla da eccepire anzi, credo che stante la situazione così com'è, gli elaborati progettuali che ci sono stati presentati siano senz'altro positivi.

Fatte queste premesse, occorre fare tutta una serie di altre considerazioni che hanno un taglio decisamente diverso da queste premesse.

La prima: se è vero che c'era questa delibera di Giunta alle spalle, se è vero quindi che c'era questa volontà politica di andare nella direzione della realizzazione di tutti questi servizi, è altrettanto vero che questa realizzazione subisce con quest'atto una fortissima accelerazione. Questo significa che con l'assunzione di quest'accordo di programma per la Regione si sveltiscono di molto i tempi, ad esempio sotto il profilo della concessione edilizia necessaria per realizzare questi lavori. Quest'accelerazione a noi desta più di un sospetto perché è indubbio che l'intervento è di notevolissimo rilievo anche sotto il profilo economico per le risorse finanziarie che richiede, anche se coperte in gran parte dallo Stato, e desta - dicevo - più di un sospetto perché viene a cadere nel momento in cui siamo tutti in forte attesa di poter vedere quelli che sono i risultati dello studio del dott. Limacher, il quale come tutti i colleghi ricorderanno, è stato incaricato nel luglio scorso per svolgere una consulenza assieme a un gruppo tecnico di lavoro per l'avvio del processo di fattibilità per la realizzazione di un nuovo ospedale in Valle d'Aosta.

Siamo tutti in attesa dei risultati di questo studio, ma credo che solo coloro che fra di noi saranno presenti dopo le elezioni avranno la fortuna di vedere. Perché questo? Perché io nella mia ingenuità, che è pari se non superiore a quella degli amici Verdi...

(commenti vari in Assemblea)

... ah, scusa, è vero, amici Ulivisti, come si dice? Uliviani?

Ma dicevo, io nella mia ingenuità ero convinto che un dibattito sereno, tranquillo, pacato, alla luce di quelle che erano le risultanze di questa consulenza sull'opportunità o meno, sulla possibilità o meno di andare verso l'edificazione di un nuovo ospedale, si sarebbe potuto fare prima della fine di questa legislatura. Spero ancora di essermi sbagliato e aspetto in questo senso un accenno nella replica dell'Assessore, ma temo fortemente che questo non accadrà perché, a fronte di un deliberato del Consiglio regionale, un ordine del giorno, una risoluzione in questo senso, che mi sembra risalga all'aprile del ?97 o giù di là, quest'incarico venne affidato a fine luglio - quindi tre mesi e passa dopo quest'indirizzo del Consiglio regionale -, guarda caso il contratto con il dott. Limacher fu firmato a fine settembre e così dando al dott. Limacher i sei mesi di tempo per pronunciarsi su questo, da fine settembre andremo magari a vedere che il dott. Limacher consegnerà il suo lavoro dopo l'ultima seduta del Consiglio regionale, magari anche il giorno dopo, non lo so. Spero di no!

A fronte di quest'attesa, che spero ancora di poter vedere nel corso di questa legislatura, ci troviamo davanti a quest'accordo di programma che dà una fortissima accelerazione alla realizzazione di tutte queste opere perché, come più volte ci siamo detti, ogni 100 lire che investiamo sulla vecchia struttura di Viale Ginevra significano una possibilità in meno di andare a realizzare in tempi vicini, con la consapevolezza di cosa significa parlare di tempi vicini per la realizzazione di un nuovo ospedale. E appunto 100 lire investite sul vecchio significano un minor investimento sul nuovo ospedale.

Ma fatta questa premessa, che è la parte più politica e sulla quale davvero attendo l'intervento degli amici Verdi, ma non per spirito di provocazione, ma perché su un tema come questo ci siamo invece più volte trovati in sintonia... forse anche il PDS si era aggregato poi dopo, mi ricordo che i Verdi ne hanno fatto una bandiera di questo... fatta questa premessa politica, ci troviamo di fronte ad un accordo di programma ed entriamo allora nel merito di questa delibera.

La prima osservazione che voglio fare, alla quale mi aspetto una risposta, è che quest'accordo di programma non è un accordo di programma. A mio avviso scrivere nell'intestazione di questa delibera del Consiglio che si tratta di accordo di programma è un falso, nel senso che non mi sembra un accordo di programma e vado a spiegare perché.

Un accordo di programma credo che preveda, così mi sembra contenuto nella legge n. 142, un impegno di due enti, in questo caso Comune e Regione, a svolgere l'uno con le proprie competenze, l'altro con altre competenze, un'unica opera.

Qui in realtà l'accordo di programma per quanto concerne la Regione consiste, e poi sfido chiunque a dire il contrario, visto che spero almeno di saper leggere la delibera, nel finanziare la realizzazione di 4500 metri quadri destinati a parcheggio e ad altre cose che vedremo successivamente.

Perché non è un accordo di programma? Perché la Regione ha già finanziato questo parcheggio e questa cosa c'è scritta nella stessa delibera che voi avete letto. Al punto i) delle premesse è scritto che tale necessità, quella di realizzare il parcheggio, è già stata evidenziata nel piano decennale di intervento per la riqualificazione di Aosta, approvato dal Consiglio comunale di Aosta con deliberazione n. 168 in data 30 luglio 1996, e dal Consiglio regionale con deliberazione n. 260 del 24 ottobre 1996.

Questo vuol dire che il Consiglio regionale, quando ha approvato il piano decennale di intervento per la riqualificazione di Aosta, ha implicitamente finanziato quest'opera. Allora mi chiedo a cosa serve ridire oggi, tra l'altro con altri tipi di finanziamenti perché quelli previsti all'epoca erano i finanziamenti legati al piano decennale di intervento, che la Regione rifinanzia la stessa opera disponendo di fondi diversi. Questo credo sia ciò che rende evidente come di quest'accordo di programma non vi fosse nessuna necessità.

Ma c'è di più e andiamo a leggere il punto n) delle premesse. Abbiamo detto prima: premesso che l'opera era già stata finanziata, la Regione si impegna a finanziare; adesso diciamo: premesso che il Comune, in forza dell'accordo di programma stipulato in data 8 settembre 1995 fra Regione, Comune e CONI, detiene la disponibilità dell'area, ma il Comune di Aosta non è proprietario di quell'area. Noi oggi andiamo ad autorizzare, non solo, ma ad impegnarci a finanziare un'opera realizzata dal Comune di Aosta su un'area che non è di sua proprietà. Come facciamo come Consiglio regionale a tollerare una cosa del genere perché non esiste un atto che certifichi che su quell'area oggi, quando noi assumiamo quest'atto, il Comune di Aosta può effettuare nessun tipo di lavoro.

Che cosa c'è? C'è una disponibilità da parte del CONI a cedere la proprietà dell'area al Comune di Aosta quando sarà realizzata la famosa struttura sportiva in Regione Tzambarlet, rispetto alla quale abbiamo sentito parlare di diritti e rovesci della medaglia, ma pochi in quest'aula sanno a che punto siamo con quella struttura.

Quindi è impensabile che il Consiglio regionale dica ufficialmente di dare dei soldi..., ma pensiamo fosse un privato cittadino: è come se un privato cittadino facesse una domanda di mutuo alla Regione per chiedere un mutuo per edificare una casa su una sua non proprietà, la domanda non sarebbe nemmeno presa in considerazione. L'ultimo funzionario della Regione che vedesse una domanda del genere, si farebbe una risata e la butterebbe... o magari scriverebbe gentilmente le motivazioni che lo inducono a rifiutare questa domanda. Noi oggi invece, se ci fosse anziché il Comune quel privato cittadino, gli prometteremmo il finanziamento.

Vi sono altre due questioni meno importanti alle quali però mi piacerebbe sentire una risposta.

Dicevo che noi non andiamo solo a realizzare un parcheggio perché gli impegni del Comune prevedono non solo la realizzazione di questo parcheggio, ma anche la realizzazione di un fabbricato ospitante oltre al parcheggio strutture di servizio e/o di interesse pubblico. Spero che l'Assessore nella sua replica mi dica cosa sono perché in Commissione abbiamo visto la parte progettuale che concerne la Regione, cioè il discorso che faceva l'Assessore di tutti quei servizi dell'Ospedale, ma nulla abbiamo visto della parte progettuale del Comune anche perché - dicevo prima - difficilmente avremmo potuto vederla visto che il Comune non è neanche proprietario dell'area. Ma evidentemente il Comune ha dei progetti su quest'area, e dire strutture di servizio e/o di interesse pubblico, chiunque di voi mi darà atto che si tratta di una dizione estremamente vaga che dovrebbe essere minimamente riempita di un qualche contenuto.

L'ultima osservazione, dopodiché sono ben felice di sentire le repliche di chi vorrà replicare e i contributi di chi vorrà intervenire, è a livello di curiosità. Dalle premesse dell'Assessore ho capito che l'assunzione della delibera che dà il parere positivo per quanto concerne la valutazione dell'impatto ambientale porta la data odierna. A livello di curiosità mi piacerebbe sapere quanto è durata la riunione della Giunta che ha portato a questa deliberazione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (PVA-cU) La vicenda che ci troviamo a discutere oggi e il cui atto conclusivo verrà votato è una vicenda che è a dir poco pasticciata, superficiale e condotta con un costume che talora emerge nel comportamento di soprattutto un assessore di questa Giunta.

È una vicenda che si è voluta portare avanti, nonostante tutto, in un modo la cui conclusione finale non è una conclusione, come in parte il Consigliere Marguerettaz ha detto e come cercherò di spiegare con calma.

Una seconda considerazione generale che faccio è che questo, che vedo oggi qui svolgersi, è un copione che per mia disgrazia ho già avuto modo di vedere troppe volte sedendo nell'altro palazzo che ha sede in questa città, vero, Consigliere Borre? Vero, Consigliere Parisi? Vero, Consigliere Aloisi? Mi rivolgo a tutti i Consiglieri regionali oggi che fecero parte nel passato della maggioranza comunale, addirittura con responsabilità di governo. È un copione che già troppe volte abbiamo avuto modo di vedere, nei confronti del quale, nonostante venissero portate obiezioni, ragionamenti i più pacati, i più fondati possibile, c'era qualcuno - vero, Consigliere Borre? - che, salito su di un treno lanciato a folle velocità arrivava e doveva comunque arrivare alla meta, salvo poi oggi con beffa sentirmi dire qui dentro, quando si parla dei tempi andati: "Ah, avevi veramente ragione. Uh, quanto avevi ragione!". Cercherò di spiegare perché, anche perché sarebbe stato opportuno, politicamente corretto anche, che prima di affrontare quest'argomento si fosse preso in considerazione il risultato di quell'incarico a cui il Consigliere Marguerettaz ha fatto cenno poco fa. Questo era fondamentale, Assessore Vicquéry, per poter dare a tutti... lo sappiamo che l'Assessore Vicquéry ha considerato da sempre, e non siamo mai stati ingenui, Marguerettaz, lo sapevamo benissimo che questo argomento, quell'incarico, lo sforzo fatto allora perché si studiasse con calma e ponderatezza sulla questione, veniva considerato dall'Assessore Vicquéry con una scrollata di spalle, con una sbuffata, con la solita definizione del rallentamento provocato da parte di qualcuno nei confronti dell'impellente necessità di procedere comunque verso la realizzazione del nuovo ospedale nell'area di Viale Ginevra, spogliando nel concreto delle scelte che mano a mano si sono andate facendo in questi anni l'ipotesi di realizzare un nuovo ospedale, in sede nuova, diversa, esterna alla città.

Questo è il nocciolo del problema, considerato che l'investimento generale che andremo a decidere di effettuare sull'area di Viale Ginevra sarà tale per cui ogni altra scelta futura non potrà che da esso provenire e continuare su questa strada. E questo dando al Consiglio intero l'impressione che invece dell'argomento si sia dibattuto e discusso in termini tecnici, economici, finanziari e politici in modo approfondito. Non è vero. Questa è una questione sulla quale una forza politica all'interno di quest'aula ha deciso di andare verso un certo obiettivo e su quest'obiettivo ha marciato nonostante richiami, riflessioni, e anche inciampi talora gli altri abbiano cercato di frapporre.

Perché si tratta di un copione già visto? Prima di tutto perché - ripeto anch'io quello che ha già detto Marguerettaz - questo non è un accordo di programma, lo è dal punto di vista dei termini, lo è dal punto di vista del modo con cui si è venuto costituendo, lo è dal punto di vista della forma, ma dal punto di vista della sostanza non è un accordo di programma. Dal punto di vista della sostanza è un impegno assunto da parte del Comune a realizzare certe opere perché, per quanto riguarda la Regione, per come lo leggo io e cercherò di spiegare perché, non c'è assunzione di impegno alcuno. La Regione si impegna a fare che cosa...

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

... non vi è impegno alcuno da parte della Regione e spiegherò il perché. Sono due letture diverse, Assessore Vicquéry, non sarà mica scandaloso! Anche perché la verità si costruisce con tante letture.

Non vi è impegno alcuno perché? Certo, vi è l'impegno di realizzare le opere di Radioterapia, Pronto soccorso, Farmacia ed Oncologia, ci mancherebbe! Questo è del resto l'obiettivo per cui si è mosso tutto questo lavoro, quindi quest'impegno c'è. Quando parlo di impegno da parte della Regione mi riferisco all'impegno nei confronti del Comune di Aosta. E poi c'è l'impegno di realizzare a sue spese 4500 metri quadri di quella famosa struttura a parcheggio pluripiano, di cui si dice all'articolo 3 fra gli impegni del Comune. Ora, 4500 metri quadri corrispondono a 150 posti auto circa, su un totale di 1000, ma questo non è un impegno e non condivido neanche la lettura data da Marguerettaz in questo senso, cioè che la Regione si impegna a realizzare opere già finanziate con altra legge. Questo è vero, ma si impegna con i suoi soldi a realizzarne solo 150 di posti auto, mentre gli altri sono totalmente a carico del Comune e sono finanziati con la legge di Aosta capitale.

Ricordo - vero, Consigliere Borre? - che in un passato non molto lontano questa Regione non ha adempiuto ad un impegno che si era assunta nei confronti del Comune di Aosta. Quando si costruì la piastra...

(interruzione dell'Assessore Vicquéry, fuori microfono)

... darà fastidio, Assessore Vicquéry, ma è così e non erano impegni assunti da quest'Amministrazione a voce o a telefono, erano impegni riportati in deliberazioni e in atti amministrativi il cui mantenimento ha comportato per questa città, in particolare per quella zona di questa città, il macello e il bailamme relativamente alla circolazione che tutti noi conosciamo e del quale noi tutti, promossi ad un'aula più importante, ridiamo con sufficienza. E questo non mi sta bene.

Ricordo che quando si costruì la piastra, alle dure proteste del Consiglio comunale di Aosta nei confronti di un intervento che costituiva la realizzazione di una serie di ambulatori aperti all'esterno e che quindi provocava la formazione di flussi di traffico notevolissimo da tutta la Regione nei confronti di quel punto geografico della città già intasato, ci fu una sollevazione del Consiglio comunale a seguito della quale questa Regione si impegnò a realizzare un parcheggio pluripiano in struttura fissa di 650 posti auto. Li avete visti voi questi 650 posti auto? Io non li ho mai visti. Prego? Non sono stati fatti.

E allora in quest'accordo di programma dove sono finiti quei 650 posti auto, per la cui realizzazione quest'Amministrazione già si era impegnata or sono più di 10 anni, anzi 15? Quando verranno realizzati quei 650 posti auto? E siccome l'Amministrazione, la politica, soprattutto la gestione urbanistica di una città e di un territorio è fatta anche di memoria storica, credo che sia opportuno sottolineare questo fatto rispetto al quale qualcuno dovrà dare spiegazioni.

In sostanza ecco perché dico che la Regione non assume impegni nei confronti della città perché neppure oggi con una moltiplicazione quantitativamente enorme sia in termini di metri cubi che di metri quadri che di servizi che verranno localizzati nell'area di Viale Ginevra, non si tiene neppure oggi fede ad un impegno assunto or sono 15 anni fa.

Ecco perché la Regione non fa nulla nei confronti dell'Amministrazione comunale della città di Aosta. Anche perché portare a giustificazione il fatto costituito dall'impegno di spesa, di cui alle delibere citate dal Consigliere Marguerettaz relativamente alla legge per Aosta Capitale, è l'adempimento di impegni e la risposta a bisogni che fanno parte di quel ragionamento. Infatti, non è che ogni volta che qui si localizza in Aosta una struttura pubblica di interesse sovracomunale se non addirittura regionale, si deve fare necessariamente e sempre riferimento alla legge per Aosta capitale, altrimenti vorrei capire che tipo di programmazione lo stesso Comune di Aosta può aver fatto, cercando di utilizzare il più correttamente possibile quei soldi stanziati per esso da quest'Amministrazione.

Ma c'è un altro problema che qui sorge palpabilissimo e che trasforma quest'imposizione in una beffa e riguarda i tempi di realizzazione. Tutti sappiamo che per poter costruire un qualche edificio su un'area libera è necessario che le opere di urbanizzazione ci siano, che il privato si impegni a realizzarle in contemporanea all'esecuzione dell'opera dell'edificio che vuole realizzare o che ci sia l'impegno effettuato da parte dell'Amministrazione pubblica di realizzarle al suo posto. E qui cosa si dice in sostanza? Si dice che le opere di ampliamento delle attività sanitarie e ospedaliere saranno completate entro il 31 dicembre 2000 e si dice che la redazione dello studio di fattibilità del parcheggio sarà realizzata entro il 30 giugno 1998 e che i lavori di realizzazione del parcheggio stesso saranno realizzati ma come e quando, e qui proprio siamo alla burla: saranno eseguiti secondo i tempi e le modalità economico-finanziarie individuate dallo studio di cui al punto precedente. Cosa vuol dire? Dov'è la contemporaneità per affrontare i gravi problemi che questa struttura scaricherà ulteriormente su quella zona della città? E considerato poi qual è lo stato della capacità progettuale ad ampia scala del Comune di Aosta, chi lo conosce quel Comune sa se sarà possibile il rispetto di questi tempi in rapporto alla data del 31 dicembre 2000, e dirò di più, anche considerando la possibilità che la data del 31 dicembre 2000 per la Radioterapia, il Pronto soccorso, la Farmacia e l'Oncologia non possa essere rispettata e che si slitti di un anno, perché sono convinto, lo dico qui oggi, felice se sarò smentito, che il parcheggio pluripiano non potrà essere pronto. Anche perché, guarda caso, c'è un'altra affermazione fasulla all'interno di questo testo che è quella - sollevata di nuovo da Marguerettaz - della titolarità non dell'area, di metà di quell'area. Questo problema facciamo finta che non esista, Assessore Vicquéry? Non è un problema contingente, oggettivo, concreto, considerato che qui più volte tutto il testo si riferisce ad una struttura pluripiano che interessi entrambe le aree, che quindi sia organicamente eseguita insieme e non separatamente accostando due edifici?

E allora, come pensa l'Assessore Vicquéry di risolvere questo problema, considerato che la chiave per la soluzione dello stesso è costituita dal Palazzetto dello sport, del quale per la verità non so nulla, se non quanto riesco a leggere nelle pagine dei giornali pubblicati ad Aosta?

Ma c'è un altro discorso ancora. Vi sembra possibile che, per approvare un accordo di questo tipo, ci si riferisca ad una porzione di città come quella riportata in questa planimetria? Ma vi sembra possibile che per ampliare di tali dimensioni un edificio ospedaliero con queste destinazioni, si debba prendere in considerazione ai fini della sottoscrizione di un accordo di programma tutta l'area attualmente dell'Ospedale e le uniche due aree libere ancora esistenti al di fuori di quel perimetro? Ma vi sembra possibile? Ma vi sembra che questo sia fare urbanistica? Qui dentro siedono diversi ex sindaci, io chiedo loro se questo è fare urbanistica in una città come quella di Aosta, nella quale il traffico, la sosta, il rapporto fra le persone e i veicoli e quant'altro basti, è a livelli ormai insopportabili, detto da tutti noi e da molti di noi ridendo dell'incapacità del Comune di Aosta di riuscire a gestire in prima persona questi fatti.

Ricordo, quando si discuteva negli anni passati dei possibili ampliamenti di quest'edificio ospedaliero, della realizzazione dell'A.T. su Via Saint-Martin, dell'altra ala parallela, del reparto di Psichiatria dietro - perché, se si facesse la mappa dei tentativi di ampliamento di quest'Ospedale ci sarebbe da impazzire, io ne ricordo almeno una decina dei dieci anni che sono seduto in Consiglio comunale -, ricordo che allora quel Comune così incapace ad amministrare aveva obbligato la Regione a prendere in considerazione, ai fini della valutazione dell'impatto del traffico sulla viabilità, tutta l'area che andava da Corso Padre Lorenzo fino a Via Saint-Martin e oltre ancora, e da Via XXVI Febbraio e da Via Saint-Martin de Corléans fino a Via Parigi e a Via Roma. Tutto questo è sparito adesso. Ma voi credete che sia possibile congruamente affrontare i problemi del traffico prendendo in considerazione solo l'area sulla quale verrà realizzato l'ampliamento e quella sulla quale verrà realizzato il parcheggio? Ma forse non sappiamo ancora che un parcheggio costituisce nei confronti del traffico quello che una spugna costituisce nei confronti dell'acqua? Ogni volta che si crea un'occasione di sosta vengono richiamati su quell'occasione di sosta flussi di traffico altissimi, sempre più vorticosi, se consideriamo poi che non c'è altro parcheggio in tutta la zona nord della città e che questa sarà quella - così dice la variante generale al PRG di questa città - la porta nord della città. E come mettiamo insieme tutte queste cose, Assessore Vicquéry, visto che sembrano tutti dettagli trascurabili, facilmente superabili eccetera?

Ma c'è ancora un altro discorso che mi preme sottolineare e che fa sorgere fra tutte le cose che ho detto le preoccupazioni maggiori.

Ricordo che quando si discuteva negli anni passati dei possibili ampliamenti dell'edificio ospedaliero, una delle possibili soluzioni che era stata presa in considerazione era quella di realizzare una torre sull'unica area libera ancora esistente all'esterno dell'attuale perimetro ospedaliero che è la sede dell'ex Cimitero di Saint-Etienne. Quest'ipotesi è stata scartata negli anni e adesso siamo ad esaminare le soluzioni che esaminiamo oggi. Ma c'è un piccolo inciso in uno degli articoli, articolo 3, lett. b): "il Comune si impegna a realizzare un fabbricato ospitante un parcheggio pluripiano di circa 1000 posti auto e strutture di servizio e/o di interesse pubblico". In Commissione ho chiesto al Dirigente che venne a illustrare l'intervento di cosa si trattava e cioè cosa si intende per strutture di servizio e/o di interesse pubblico. Lo chiesi furbescamente già sapendo che c'era da una certa parte la risposta. Lui mi rispose: "Nulla di particolare", e a mie ripetute domande rispose: "Non si tratta di nessuna struttura a servizio del Presidio ospedaliero". E allora io tirai fuori una copia di una delibera della Giunta comunale di Aosta nella quale si dà risposta ad una proposta di realizzazione del parcheggio da parte di imprenditori valdostani - possibile soluzione da dare anche per affrontare in termini più veloci la necessità di realizzare questa struttura, comunque non è questo che ci interessa in questo momento -, delibera nella quale compariva l'elenco seppure sommario delle destinazioni che vi si dovrebbero insediare e, guarda caso, sono destinazioni a servizio della struttura ospedaliera, del Presidio ospedaliero. Una soprattutto è chiaramente definita ed è la mensa dell'Ospedale. Ma qui c'è scritto che si tratta dello spostamento della mensa, dissi al funzionario dirigente, il quale mi rispose: "Ah, sì, è vero, e ci potremmo anche mettere ad esempio il centro unico prenotazioni, più magazzini, più altro ancora". Allora, non è per caso che con questo giretto, senza dirlo direttamente, considerata la limitatezza dell'area di Viale Ginevra a disposizione, considerata la concentrazione di destinazioni sanitarie lì presenti, non si ravvisi la necessità di far entrare dalla finestra ciò che si cercò di buttare fuori dalla porta, vale a dire di localizzare sull'area dell'ex Cimitero parte delle strutture ospedaliere necessarie, indispensabili al funzionamento della struttura, e che là non ci possono più stare? Lo si dica con chiarezza, per favore, perché questo è quello che si capisce dalla lettura di questa bozza di deliberazione.

Mi fermo qui, riprenderò il discorso più in là. Quello che mi preme sottolineare come primo dato di partenza della discussione su quest'argomento è che qui si vuole pervicacemente perseguire un obiettivo, la cui realizzazione in quella zona, oltre a non rispondere pienamente alle esigenze di servizi sanitari di questa Regione, sacrificherà ancora una volta e non sappiamo neppure quanto la vivibilità della città stessa.

Si dà atto che dalle ore 17,29 presiede il Vicepresidente Chenuil.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Prima che fosse chiusa la discussione generale, mi sembrava opportuno intervenire ancora per sottolineare come parlare di lavori di ampliamento e di strutturazione nella sede di Viale Ginevra vuol dire porre il problema dell'ospedale nuovo o di interventi sull'attuale struttura e sulla ristrutturazione.

Su questa scelta noi abbiamo sempre espresso una posizione molto chiara, abbiamo sempre detto che siamo per un nuovo ospedale e le motivazioni sono note. Come abbiamo ripetuto più volte, non solo per il fatto che attualmente le strutture ospedaliere sono su sedi diverse, non solo per il fatto che un'unica struttura consentirebbe un risparmio di risorse, ma soprattutto per il fatto che l'attuale struttura di Viale Ginevra è inadeguata per le nuove domande poste dal servizio sanitario perché sono strutture rigide, obsolete: c'è poco spazio, non è possibile rispondere alle esigenze continue dell'evoluzione tecnologica.

Siamo sempre stati per intervenire nell'attuale struttura solo per lo stretto necessario, per dare un minimo di comfort a utenti e operatori, ma non per fare nell'attuale struttura di Viale Ginevra degli interventi pesanti, fatti col fine di trasformarla nella struttura per acuti.

Lo stesso Consiglio si è più volte espresso in questo senso e non ha mai detto un no chiaro all'ipotesi del nuovo ospedale, anzi ha espresso due pronunciamenti che vanno nella direzione opposta: la prima volta, già nel novembre ?95, proprio in seguito alla petizione di 8000 cittadini, questo Consiglio ha dato il via ad uno studio dei rapporti costi-benefici sulle ipotesi di ristrutturazione o di nuova costruzione, il cosiddetto Studio Guzzanti. Studio Guzzanti che di fatto si è incentrato solo sulla ristrutturazione, e fra l'altro può essere significativo, tenendo conto dei costi attuali dell'intervento che quest'accordo di programma va ad individuare, vedere i costi che nel settembre ?96 tale Studio aveva indicato per effettuare tutti gli interventi nelle attuali strutture; li elenco: interventi al Beauregard, interventi nell'ex Maternità, interventi in Viale Ginevra per costruire quell'ala nuova necessaria per garantire almeno un'ottantina di posti letto in più in questa struttura, in modo da unificare in un'unica sede ospedaliera le cure per acuti.

Dopo l'elenco delle opere fatte, lo Studio Guzzanti conclude: "In conclusione, gli interventi da sostenere sulle strutture esistenti di Viale Ginevra, Beauregard, ex Maternità comporterà il costo di 56 miliardi". È vero che dal ?96 ci sarà qualche lievitazione di costo, però 56 miliardi è il costo previsto per ampliare l'attuale sede di Viale Ginevra, per ristrutturare il Beauregard e l'ex Maternità. Ben al di sotto delle previsioni che qui vengono fatte.

Dicevo però che, non avendo questo Studio risposto alle esigenze di questo Consiglio, nel momento in cui questo Consiglio ha approvato il piano socio-sanitario, e cioè il 6 marzo 1997, lo stesso ha di nuovo, con un ordine del giorno, richiesto che fosse avviato concretamente il processo di fattibilità per un nuovo ospedale. È stata individuata una commissione, come ricordava prima Marguerettaz, sono stati fissati i termini entro febbraio del ?98.

Ricordo ancora che a luglio ?97, quando si è ridefinito il programma conclusivo di questa legislatura, la maggioranza rispetto all'Ospedale regionale è stata molto chiara. Ha detto che, avendo bisogno di approfondire le problematiche riguardanti questo settore, è necessario effettuare una scelta di enorme rilevanza sulla base di dati ed informazioni, quindi l'impegno è di rispettare gli obiettivi e le scadenze prefissati in modo da giungere ad una scelta meditata e supportata da analisi approfondite.

Allora, gli obiettivi che ci si era fissati erano gli obiettivi del gruppo di lavoro, cioè un obiettivo ben chiaro, da raggiungere entro il febbraio '98. Noi chiediamo pertanto che vengano portate in questo Consiglio, in questa legislatura, le conclusioni di questo gruppo di lavoro e che non vengano assunte, prima che vengano esaminate queste conclusioni e prima che venga definita una scelta, decisioni che intervengono in modo massiccio sull'attuale struttura. Pertanto non possiamo approvare un accordo di programma che prevede l'investimento di miliardi per opere che non aumentano l'offerta di posti letto, che non danno la possibilità di offrire più posti letto in questa struttura. Questo tipo di intervento è il passo preliminare per realizzare il suo progetto; lo sappiamo benissimo, Assessore, che è il suo progetto, che è stato anche individuato in modo molto chiaro, che è quello di realizzare un piano di organizzazione dei servizi ospedalieri che tende ad unificare in una unica sede tutte le patologie acute fatta eccezione di quelle psichiatriche. Fra l'altro, questo è stato il motivo per cui non abbiamo votato il piano socio-sanitario proprio perché questo è già intessuto su questa scelta.

Se poi analizziamo il piano degli investimenti che sono stati già fatti o quelli già previsti, tenendo conto sia dei progetti ex articolo 20 della prima e seconda fase, sia degli interventi collaterali che la Regione ha già assunto, raggiungiamo un totale di 129,8 miliardi, quindi quasi 130 miliardi, di cui 101 sono per l'attuale struttura ospedaliera di Viale Ginevra, e questo solo per coprire una parte del progetto di ristrutturazione della struttura di Viale Ginevra, senza garantire quei posti in più di cui la nostra Regione ha bisogno.

Sui costi poi dell'intervento, il dato che ho portato è già di per sé significativo, ma ne voglio aggiungere un altro. La V Commissione ha avuto l'opportunità di visitare recentemente un Ospedale alle porte di Milano, la Clinica Humanitas, una clinica in cui ci sono 400 posti letto; il costo di quest'operazione, acquisto dell'area, costruzione della struttura, acquisto di tutte le attrezzature, necessari per 24 sale operatorie, e per 95 ambulatori, e via dicendo, è stato di 202 miliardi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.

Dujany (Aut) Richiamo già l'intervento molto approfondito del Consigliere Marguerettaz e vorrei limitarmi ad alcune integrazioni.

Non c'è dubbio che questa delibera impedisce di assumere decisioni definitive alla luce di quello studio conferito al dott. Limacher che avrebbe dovuto stabilire la fattibilità di un nuovo ospedale o meno in Valle d'Aosta; questa decisione va a predeterminare nel futuro una ristrutturazione dell'attuale ospedale, per cui diventerà del tutto inutile e diventa una spesa inutile il conferimento affidato a questo esperto da questo Consiglio. Una mancanza totale di rispetto di quest'Assemblea credo che sia alla luce di tutti; come già ricordava Marguerettaz, i ritardi di qualche mese in modo tale di sforare con la fine della legislatura, accompagnati poi con questo provvedimento, mettono molto bene in evidenza la mancanza di centralità di questo Consiglio che lamento molto spesso, non ultimo questa mattina.

Detto questo, assisto alla conversione del PDS, all'ipotesi di convergenza del PDS alla ristrutturazione del vecchio ospedale, senza che nulla si dica in merito ad una opportunità di valutazione della questione all'esito dello studio del dott. Limacher. Ricordo le polemiche e le risposte che c'erano state a suo tempo da parte del segretario del PDS sull'argomento, ricordo una presa di posizione con la quale il PDS, al di là della mancanza e del sostegno su di una precisa mozione presentata dagli Autonomisti in merito al nuovo ospedale, aveva comunque detto di ritenere opportuno approfondire l'argomento. Prendiamo invece atto che con questa totale assenza di valutazione ha modificato il proprio atteggiamento. D'altra parte già quella mancata approvazione di mozione a suo tempo ha creato i presupposti per cui oggi si andasse invece in questa direzione.

Ma oltre alla gravità delle cose già dette da chi mi ha preceduto, si vorrebbe andare ad approvare una delibera, senza che si acquisisca e si porti all'attenzione del Consiglio una delibera fatta nella mattinata dalla Giunta regionale in merito alle prescrizioni conseguenti al parere del comitato scientifico per l'ambiente. Chiederei perlomeno che a questo povero Consiglio, che conta così poco, si distribuisse questa delibera che mi pare importante nell'iter di approvazione. Qui però vorrei chiedere anche all'Assessore all'ambiente, questo comitato scientifico per l'ambiente effettivamente svolge un ruolo utile o non serve a nulla? Perché se le preoccupazioni indicate prima dal collega Florio hanno una qualche rilevanza (e a mio parere ce l'hanno), mi chiedo cosa ci stia a fare il Comitato scientifico?

Allora, prima di tutto vorrei acquisire il parere del Comitato scientifico, acquisire la delibera della Giunta, e chiedo soprattutto all'Assessore all'ambiente che, nella legge urbanistica ha creato la centralità della burocrazia rispetto agli organi elettivi, se ha un ruolo da giocare questo Comitato scientifico nell'interesse e nella tutela dell'ambiente, poiché le valutazioni fatte dal Consigliere Florio erano ben circostanziate e piuttosto precise. Però mi pare che queste valutazioni contrastino totalmente con quanto avrebbe riferito il Comitato scientifico.

Chiederei perlomeno di mettere a fuoco questi ulteriori argomenti e di poter disporre di questa ulteriore documentazione prima di esprimere un voto.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ferraris.

Ferraris (GV-PDS-SV) Fatalmente questa discussione sull'accordo di programma fra Regione e Comune di Aosta è andata sulla questione nuovo ospedale o ristrutturazione del vecchio ospedale.

Al Consigliere Dujany, che ci ha chiamato in causa poco fa, richiamando il PDS-GV a una coerenza rispetto alla costruzione di un nuovo ospedale, vorrei ricordare che in un passato Consiglio in cui si era deciso il piano sanitario era successo un fatto singolare, in quanto che il gruppo a cui lui allora apparteneva aveva votato in favore del piano sanitario e contemporaneamente aveva votato due mozioni una di maggioranza e una di minoranza, fatto in se del tutto inusuale. Nel piano sanitario era prevista la costruzione della radioterapia, quindi da questo punto di vista non so chi sia caduto in contraddizione oggi: se chi passando all'opposizione è caduto nell'oblio, oppure il PDS che adesso spiegherà la sua posizione. Intanto i commenti vanno fatti dopo e non prima l'espressione di una posizione politica.

Condivido con quanti mi hanno preceduto che sarebbe meglio in questa situazione, e anch'io sollecito in tal senso l'Assessore alla sanità, fare in modo che lo studio di fattibilità del nuovo ospedale così come era stato deliberato dal Consiglio venga alla luce al più presto. Credo realisticamente che nell'attuale situazione politica la questione verrà demandata alla prossima legislatura che sarà chiamata a decidere definitivamente sulla materia.

Quello che dobbiamo capire oggi è se, votando questo accordo di programma, si precostituisca o meno una scelta che riguarda la costruzione di un nuovo ospedale; questa è la questione da discutere. Non condivido il catastrofismo di chi crede che votando l'accordo di programma in discussione si metta una pietra tombale sulla possibilità di costruire un nuovo ospedale. Il PDS-GV non solo in questa legislatura era ed è a favore di un servizio di radioterapia così come siamo ed eravamo favorevoli alla costruzione di un nuovo ospedale. Le due questioni non si escludono vicendevolmente sono semplicemente cose diverse che non vanno confuse.

Ho sentito anche una esegesi molto particolareggiata dell'accordo di programma, sottoscritto da Regione e Comune di Aosta in cui rilevo alcune imprecisioni, e su questo tornerò dopo. Qualcuno ha detto che questa è una vicenda pasticciata per certi versi, forse per certi versi ci sono anche delle volontà di fare alcune forzature, ma c'è una caratteristica che segna questa vicenda: ovvero sulle decisioni più rilevanti all'interno di tutto l'iter riguardante la radioterapia, che è un iter che parte prima del piano sanitario, accompagna il piano sanitario e arriva ad oggi, c'è stato un orientamento collegiale della Giunta, per cui a me un po' sorprende l'animosità dei colleghi Verdi rispetto alla materia, perché vedo qualche contraddizione fra l'atteggiamento del gruppo e l'atteggiamento che è stato ottenuto in Giunta dall'Assessore. Ma questo non mi riguarda, queste sono questioni che riguardano non il mio gruppo, ma un altro gruppo.

Il problema di fondo è questo: si precostituisce oppure no una soluzione, che non porti alla costruzione di un ospedale? Si precostituirebbe una soluzione che non porta alla nuova costruzione di un ospedale se all'interno dell'accordo di programma presentato dall'Assessore ci fosse la costruzione di 80 nuovi posti letto, che trasformino la sede di Viale Ginevra in un unico ospedale regionale per acuti. Questo significa eliminare le Unità Operative per acuti al Beauregard, trasferire tali strutture per acuti del Beauregard in Viale Ginevra, trasformare il Beauregard in una sede per lungodegenti, aumentare di almeno 80 posti letto la dotazione di Viale Ginevra.

Ma anche il più attento e il più critico lettore di questo accordo di programma in tutte le virgole e in tutte le righe non ha assolutamente rilevato questo, per il semplice fatto che non c'è. Allora, valutiamo le cose per quelle che sono. Questo è un intervento conseguente a un piano sanitario che parte di chi è oggi all'opposizione ha votato ed è bene che non se lo dimentichi, ma credo anche che non vadano fatte delle forzature e dette delle cose inesatte rispetto all'accordo di programma in discussione. L'accordo di programma fa riferimento al piano di Aosta Capitale, il quale - e vorrei che lo si andasse a rivedere - finanziava solo studi di fattibilità per quanto riguarda i parcheggi, non finanziava i parcheggi in quanto tali, c'era solo un finanziamento parziale per il parcheggio di Via della Consolata, anche qui ristabiliamo dati certi e oggettivi rispetto a questo argomento.

Vorrei ricordare un'altra cosa. Si è sempre detto qui come ci debbano essere ruoli diversi fra Consiglio regionale e enti locali; nel momento in cui il Comune di Aosta vota un accordo di programma, credo che questo Consiglio regionale quanto meno debba avere un doveroso rispetto nei confronti di una decisione assunta autonomamente dal Comune, anche perché sono convinto che la vivibilità di questa città migliora se si fa un nuovo ospedale - non abbiamo cambiato opinione in materia eravamo e siamo per la costruzione di un nuovo ospedale - ma la vivibilità migliora anche se c'è la radioterapia con tutti i disagi che possono essere alleviati ai malati. D'altronde i dati che forniva l'Assessore sull'incremento delle patologie tumorali sono preoccupanti. Inoltre, se si costruisce qualche parcheggio in più nella città di Aosta, anche questo migliora la vivibilità. Da questo punto di vista, riservandomi eventualmente di intervenire successivamente, esprimo un parere positivo rispetto a questo provvedimento.

Si dà atto che dalle ore 18,01 riassume la Presidenza il Presidente Stévenin.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) A me non interessa attaccare né i Verdi, né il PDS, né altri partiti. Mi interessa ricordare, sentita la discussione e dopo un'altra discussione fatta in commissione, che non abbiamo tare perché non abbiamo mai votato per il nuovo ospedale, avendo sempre detto che ci volevano dei dati più significativi con le nuove terapie per i nuovi bisogni di questa regione prima di partire con un ospedale nuovo, quindi non abbiamo da difendere il nuovo ospedale o delle situazioni che erano state portate avanti da altri. Però sentendo queste discussioni, mi sembra che - riprendo una battuta che ha detto Florio - se non ci sono i pantaloni lunghi bastino anche i pantaloni corti, cioè ci accontentiamo di quello che c'è in questo momento.

Già in commissione avevamo detto laddove si dice che tutte le opere di ristrutturazione - quelle che sono state previste, anche i posti letto in più che sono stati presentati - verranno realizzate entro il 31 dicembre 2000, e poi invece il parcheggio, il famoso parcheggio di programma che non è stato costruito, come dice Florio, 15 anni fa - io non ho avuto il difetto o il pregio di essere in quel consesso comunale - dovrebbe essere costruito negli stessi tempi, perché se aumentano le necessità, buon senso vorrebbe che questo parcheggio dovesse essere costruito. Invece siamo qui, a quello che è scritto qui, ancora a dire: speriamo che ce la mandino buona, cioè che il Palazzetto dello sport ci crei le condizioni perché venga costruito là, con tutti i progetti, con i soldi perché c'è anche il CONI che sta facendo una sottoscrizione in Valle d'Aosta per costruire un qualcosa perché sembra che non riesca a trovare i soldi.

Mentre ci sono delle realtà come date per la costruzione di quello che compete alla Regione, l'accordo di programma per il Comune dice: se le aree saranno messe a disposizione, perché non sono ancora del Comune; poi cosa succederà? Come ha detto Florio, c'è scritto progettazione e realizzazione dell'area indicata di posti auto e poi di servizi di interesse pubblico, e questo ha originato la domanda che abbiamo posto ai funzionari. Non mi si venga a dire, come succede diverse volte, che i funzionari non sanno bene quello che dicono, perché è successo anche con altri funzionari in un'altra commissione. Si è parlato, come si diceva prima, di uffici prenotazioni, addirittura qualcuno ha accennato ad una farmacia per l'Ospedale, e anche ad altre cose. Vorrei capire dall'Assessore cosa c'è sotto queste parole, articoli 35, 36, 37, cioè dalla Regione è stato presentato un progetto che può essere discutibile: chi lo vuole lì, chi dice che questo va ad inficiare il progetto per il nuovo ospedale; invece per quanto riguarda il Comune intanto devo dire che ancora una volta con i soldi di Aosta Capitale si impone quasi al Comune di investirli lì, era già successo per Via Paravera e succede anche qui! Vorrei capire chi garantisce questi tempi e con quale cognizione è stato fatto questo accordo di programma.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'ambiente, urbanistica e trasporti, Riccarand.

Riccarand (PVA-cU) Per dare due risposte che erano state richieste dal Consigliere Dujany.

Per quanto riguarda il ruolo del Comitato scientifico dell'ambiente, intanto va fatta una precisazione. Il Comitato scientifico per l'ambiente non si è pronunciato relativamente all'accordo di programma, ma relativamente a uno dei progetti che riguarda l'accordo di programma. Cioè è stato sottoposto al C.S.A., perché così prevede la legge, il progetto di ampliamento e di ristrutturazione della sede ospedaliera, e non l'insieme dell'accordo di programma, quindi quello specifico progetto.

Su quello specifico progetto il Comitato scientifico dell'ambiente ha espresso a maggioranza un parere positivo e la Giunta con il dissenso dell'Assessore all'ambiente si è espressa in modo analogo.

Tengo a precisare che il Comitato scientifico per l'ambiente è un comitato tecnico-consultivo, di cui non fa parte l'Assessore all'ambiente, e rappresenta un parere autorevole a cui la Giunta si attiene nel 90 percento dei casi, ma da cui la Giunta - se ci sono le motivazioni e lo ritiene opportuno - si può discostare. Quindi è un autorevole parere tecnico, ma è bene tenere distinta quella che è la competenza tecnica della valutazione da quella che è la sfera della decisione politica.

Per quanto riguarda il mio ruolo, ho espresso il mio dissenso nel merito e nel metodo rispetto all'accordo di programma, e quindi mi sono anche astenuto rispetto a questa deliberazione sulla compatibilità ambientale.

Presidente Se nessun altro chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Mi limiterò in questa prima risposta a dare delle risposte tecniche, riservandomi di fare valutazioni politiche nella fase di dichiarazione di voto, perché di politico c'è molto, e alcuni di questi argomenti sono molto interessanti.

Dal punto di vista tecnico vorrei dare atto al Consigliere Marguerettaz di essere intervenuto, come suo solito, con appropriatezza, facendo delle domande giuste, a cui tenterò di dare delle risposte adeguate. Anche se mi pare che non si debba mettere sullo stesso piano questo accordo di programma con il problema dello studio Limacher, perché questo è nato - come è stato riferito - da una risoluzione del Consiglio regionale votata contestualmente al piano socio-sanitario, il quale, come già è stato detto dal Consigliere Ferraris, di fatto approvava già questo tipo di interventi. Non solo li approvava, ma ribadiva un concetto espresso in una legge che questo Consiglio regionale, Consigliere Dujany, ha votato nel mese di giugno del 1993 con l'astensione già allora del gruppo Verde, che si è distinto in questa legislatura per votare contro o astenendosi a tutti i provvedimenti del "settore sanità", per cui sta seguendo una propria linea. Mi stupirei, anzi mi preoccuperei del contrario; nel momento in cui vedessi il gruppo Verde votare a favore, sicuramente sarei molto preoccupato delle conseguenze.

Però il Consigliere Dujany lo ha votato, perché la legge regionale n. 70, cosiddetta "legge del 118", prevedeva l'ampliamento del Pronto soccorso e la realizzazione di servizi a completamento di quanto, che è questo. E non è stato l'Assessore Vicquéry che si è inventato questo problema, perché se ne parlava dai tempi della Giunta Bondaz, se n'è parlato più volte nei tempi della Giunta Lanivi, che ha, tramite l'Assessore Cout, seguito esattamente la linea che questo famigerato Assessore Vicquéry sta seguendo, per cui lascio giudicare a voi circa il rispetto della centralità del Consiglio e sulla coerenza all'interno di quest'Assemblea.

Il Consigliere Marguerettaz dice che non è un accordo di programma, perché in genere gli accordi di programma si riferiscono a una sola opera; non è assolutamente vero. La legge n. 142 dà ampia facoltà agli enti locali di definire gli accordi di programma che si sostanziano poi in un "do ut des", io do una cosa, tu me ne dai un'altra, non necessariamente le cose coincidono, anzi in genere non coincidono, non è detto che uno debba finanziare una parte e l'altro debba finanziare l'altra. Abbiamo fatto un accordo di programma interregionale con il visto del Ministero dell'ambiente per quanto riguarda il depuratore della Bassa Valle, ci sono degli impegni reciproci. Così come sono stati votati da questo Consiglio regionale accordi di programma, Consigliere Florio, sui quali sì vorrei andare a vedere la coerenza e gli impegni reciproci, vorrei proprio andarli a vedere. Mi riferisco all'accordo di programma per le Ferrovie, che tutto il Consiglio conosce: andiamo a vedere quali sono gli impegni reciproci di quell'accordo di programma, andiamo a vedere quali sono i tempi di rispetto di quell'accordo di programma. Ma non è questo il tema; visto che si vuole puntualizzare solo alcune cose, vorrei essere da quella parte del tavolo per chiedere con un'interpellanza all'Assessore competente se sono stati rispettati questi tempi e qual è l'impegno finanziario della Regione Valle d'Aosta a fronte dell'impegno finanziario delle Ferrovie dello Stato.

Visto che si viene a parlare di accordi di programma anomali, mi sia permesso di dire che questo Consiglio regionale ne ha votato uno su cui il sottoscritto aveva dei forti dubbi, ma che essendo stati rilevati nella sede competente, cioè in Giunta regionale, ed essendo state date delle risposte nel senso che il sottoscritto si aspettava, evidentemente il sottoscritto e il gruppo di cui faccio parte hanno votato. Altro discorso è poi vedere i tempi di realizzazione e il rispetto degli stessi accordi di programma. Qui facciamo il processo alle intenzioni per il piacere di farlo, ma mi sia almeno consentito di dire che anche qui ci vuole un minimo di coerenza e un minimo di buon gusto.

Per cui, Consigliere Marguerettaz, l'accordo di programma si riferisce anche ad opere non univoche. Dice il Consigliere che già è stato finanziato dal piano decennale di intervento, ed ha già risposto Ferraris su questo punto perché in effetti quel piano decennale finanziava lo studio della realizzazione dei progetti. Non voglio assolutamente in questa sede dare risposte in nome e per conto del Comune di Aosta, anche perché non ne sarei in grado. Non mi risulta, e mi riferisco ai tempi dei supposti impegni al momento della costruzione della piastra, che il Comune di Aosta nelle sue vicissitudini - che non sono esaltanti perché non ha mai dato prova in questi ultimi anni, tranne l'ultima amministrazione, di efficienza amministrativa -, pur essendo presenti autorevoli esponenti come il Consigliere Florio in quell'Assemblea, avesse poi scelto strade diverse quali quella di investire su Via Buthier tramite la legge Tognoli. Ha presentato un progetto allo Stato per il finanziamento con la legge Tognoli di grossi parcheggi sul Buthier, che attualmente ha di nuovo disdetto perché ha cambiato idea. Ma non voglio qui in questa sede scambiare il Consiglio regionale con il Consiglio comunale di Aosta perché sarebbe assolutamente deleterio, se ci riferiamo a quell'epoca.

Dice il Consigliere Marguerettaz che c'è un altro accordo di programma che riguarda la costruzione del Palazzetto dello sport: si riferisce all'accordo citato nelle premesse dove si fa riferimento alla possibilità di spostare l'area CONI. È vero che in questa fase il Comune non ha la proprietà dell'area, e lo si dice chiaramente, là dove è scritto che il Comune detiene la disponibilità dell'area individuata in attesa del trasferimento di proprietà regolata dall'accordo stesso. Essendo l'accordo ben precedente a quello che stiamo discutendo oggi, non vi è ombra di dubbio che nel momento in cui tutti gli aspetti amministrativi saranno regolarizzati, anche l'aspetto amministrativo della proprietà dell'area CONI sarà regolarizzato. Ma se la mettiamo in questi termini, già la demolizione stessa del parcheggio dell'area CONI, cioè del Palazzetto del CONI in teoria non avrebbe dovuto essere fatto perché avrebbe dovuto essere contestuale all'accordo di programma.

Comunque, sono aspetti che sono stati attentamente visti dagli uffici legali e dagli organi amministrativi, i quali non hanno rilevato nessun motivo di illegittimità, per cui invito il Consiglio regionale a svolgere il proprio ruolo. Ognuno di noi ha delle competenze più o meno valide, c'è chi sa più di urbanistica perché ha un diploma di geometra, chi sa più di diritto amministrativo perché ha un altro titolo di studio, ma vi prego di non scambiare il Consiglio regionale con una summa di esperti perché faremmo una magra figura di fronte alla pubblica opinione, in quanto in questa sede sono state dette delle inesattezze grosse...

Florio (fuori microfono) ... quali?

Vicquéry (UV) Gliele dirò, Consigliere Florio.

Chiede in terzo luogo il Consigliere Marguerettaz dove sono i progetti del Comune. I progetti del Comune non ci sono, il progetto inteso come progettazione edilizia in questa fase non può esserci, perché è demandato a uno studio di fattibilità. Per quanto ne sono a conoscenza, il Comune ha già avviato una pratica per l'affidamento tramite projet financing di quest'opera, si stanno aspettando le proposte del soggetto promotore, e nel momento in cui le proposte dei soggetti promotori verranno presentate il Comune di Aosta sceglierà il soggetto con cui fare quanto previsto dalla legge regionale n. 12. È evidente che il soggetto che ha avviato il tutto è l'Amministrazione regionale, che ha presentato un progetto per la realizzazione della Radioterapia e l'ampliamento del Pronto soccorso e il Comune aveva due possibilità. Nel primo caso avrebbe potuto dire: "È un aspetto puramente edilizio-urbanistico, guardiamo il PRG, questo è perfettamente in linea con il PRG del Comune di Aosta", piano regolatore che qualcuno di voi ha votato, Consigliere Florio, io l'ho visto e l'ho anche seguito passo passo nel momento della votazione e posso dire che è perfettamente in linea con il PRG, per cui questa è una grossa anomalia che il Consigliere Florio ha già citato in questa sede. Quindi avrebbe potuto dire: "È in linea per cui vada in commissione edilizia e faccia il suo percorso". Non è stata scelta questa strada, invece abbiamo contrattato con la Giunta comunale un'ipotesi di accordo di programma, perché la Giunta comunale aveva in parte le stesse preoccupazioni riguardo alla viabilità e ad altri problemi che il Consigliere Florio ha posto.

Sul VIA ha già risposto il collega Riccarand, mi pare che si possa prendere atto che il Comitato scientifico per l'ambiente si è espresso in senso favorevole e la Giunta regionale ha deliberato di conseguenza.

Vengo all'intervento del Consigliere Florio. Mi limito a notare la delicatezza del tono del Consigliere, che taccia il sottoscritto di aver portato avanti una vicenda pasticciata, di essere un assessore superficiale e di aver tenuto un comportamento disdicevole. Lascio a lui questo tipo di approccio al problema, io non ho mai fatto problemi di tipo personale, prendo atto di questo, me ne rammarico ma non mi metto sicuramente sullo stesso piano del Consigliere Florio, perché ritengo di avere una dirittura morale ben più elevata di quanto possa avere il Consigliere Florio. Evidentemente è la "haine" che esce, in patois la radze. Quando abbiamo celebrato qualche giorno fa il Cinquantesimo Anniversario dell'Autonomia, sentivo i commenti sottovoce del Consigliere Florio. È quanto di più antivaldostano possa essere detto da un Consigliere regionale, per cui è nella sua logica. Mi stupirei del contrario se una volta in Consiglio regionale si esprimesse a favore dei Valdostani. Ha sempre e comunque lavorato contro, e non dico altro.

Non voglio fare il docente, ma se fossi un professore potrei dire che l'intervento del Consigliere Florio è totalmente fuori tema, perché non stiamo parlando di realizzazione dell'ospedale nuovo, non stiamo contrapponendo l'ampliamento della Radioterapia con la problematica dell'ospedale nuovo. Evidentemente è la vostra posizione questa ed è una posizione contraddittoria, come è già stato detto, perché questo intervento è stato votato con delibera di Giunta regionale del 30 dicembre 1996 nella quale si chiedevano finanziamenti allo stato per 61 miliardi, all'interno dei quali c'è anche questo tipo di intervento. Fra l'altro, questi finanziamenti stanno per essere concessi in questi giorni, per cui vorrei proprio vedere se qualcuno si permettesse di perdere finanziamenti per 61 miliardi. È una responsabilità politica che ognuno di noi si assume.

Dice il Consigliere che non vi è un impegno della Regione nei confronti del Comune; mi pare di aver già chiarito questo punto nel momento in cui ho risposto al Consigliere Marguerettaz, perché i termini dell'articolo 2 e dell'articolo 3 sono chiarissimi, per cui non c'è bisogno di aggiungere altri argomenti.

Non mi dilungo sui problemi di urbanizzazione, perché anche qui si sta vendendo del fumo. Stiamo ampliando dei servizi, il Pronto soccorso c'è già e ha dei grossi problemi di funzionalità legati agli spazi, perché in questi ultimi tempi il Pronto soccorso ha assunto delle dimensioni e dei flussi assolutamente ingestibili: superiamo le 25-30 mila presenze annue e questo è un ragionamento di più larghe vedute che dovremo analizzare in altra sede. Provate a passare una notte in Pronto soccorso e vedrete in quali situazioni lavorano, ma non c'è nessun ampliamento della struttura in sé, perché si vanno ad istituire dei servizi e non dei posti letto, per cui non si presume un aumento di flussi di pazienti nell'area ospedaliera. Infatti già oggi in parte i pazienti che fanno la radioterapia hanno comunque un'attività ambulatoriale in Oncologia, per cui già oggi vanno in Oncologia; già alcuni di questi partono alle 6 di mattina con il pulmino per andare a Ivrea, e vorrei invitarvi a salire un giorno su questo pulmino anziché fare dei bla-bla-bla, vorrei proprio invitarvi a salire per mostrarvi qual è lo stato d'animo di questi soggetti.

Ma è totalmente fuori tema, dicevo, perché qui si deve parlare di radioterapia e la domanda che pongo a tutti è una sola: la volete o non la volete la radioterapia? Perché è scientificamente, tecnicamente provato che tutte le strutture ad altissima specializzazione, come può essere una rianimazione, o una terapia intensiva cardiologica, o una terapia intensiva neurologica, o una neurochirurgia, hanno un ammortamento massimo di dieci anni. In questi giorni stanno ultimando i lavori della Rianimazione, che è stata rifatta quasi completamente non più di dieci anni fa. Pertanto, anche se si decidesse di costruire l'ospedale nuovo, essendo i tempi di realizzazione dell'ospedale nuovo di 7-8-10 anni come minimo, la Radioterapia che stiamo andando a realizzare fra dieci anni sarà già obsoleta, la tecnologia è talmente avanzata che ogni anno ci sono dei progressi e la struttura deve essere modificata. Quindi vi chiedo: volete che per ancora dieci anni i nostri parenti, i nostri amici continuino ad andare a Ivrea? Volete che per altri dieci anni non si sia in grado di dare una risposta? Ditemelo, questo è l'unico problema; tutto il resto è demagogia!

Qui mi piacerebbe aprire un revival storico; mi ricordo quando si andava a scuola e c'erano i compagni "alla Florio" che con il pugno chiuso cantavano "El pueblo, unido, jamas sera vencido!", noi dall'altra parte, gli Autonomisti e i Regionalisti, cantavamo "Montagnes valdôtaines"; questi difendevano a modo loro i diritti civili dicendo che dovevano seguire le esigenze del popolo, dicendo di essere per coloro che rappresentano le fasce deboli. Questi rappresentano le fasce deboli, questi soggetti si permettono di dare delle lezioni a noi! E se voi ritenete che la difesa delle fasce deboli sia quella di strumentalizzare tutti gli argomenti come avete fatto in questo periodo, ognuno se ne assumerà le proprie responsabilità: "El pueblo unido", che non si chiamano più extraparlamentari, perché all'epoca erano extraparlamentari, poi sono rientrati nel sistema. Per quanto mi riguarda si sono chiamati fino a stamani Verdi Alternativi, il che significa - almeno l'ho sempre intesa così - "Verdi Alternativi al sistema". Sono entrati nel sistema, ma ne usciranno per quanto mi riguarda in tempi molto stretti. Prendiamo atto che ritengono in questo modo di difendere i diritti civili, bene, difendiamo i diritti civili. Noi difendiamo i Valdostani, rendendoci conto che questo intervento a livello gestionale costerà; non c'è ombra di dubbio che la Radioterapia costerà per i cittadini valdostani, ma come ho già detto altre volte mettiamo sullo stesso piatto l'accordo per le Ferrovie e l'accordo per la Radioterapia, poi decidiamo se è preferibile che i treni arrivino con un quarto d'ora di anticipo rispetto alla situazione precedente, o se 500 pazienti all'anno devono continuare a partire alle 6 del mattino sul pullman della morte.

Ha posto anche un altro problema, che è l'articolo 3, punto b), cosa si intende per servizi di interesse pubblico. Rispondo per quanto di competenza e non per le lettere scritte dal Comune di Aosta, Consigliere Florio, perché delle lettere del Comune di Aosta risponde il Sindaco di Aosta o l'Assessore comunale competente. Io intendo per servizi di interesse pubblico quei servizi che il Comune di Aosta intenderà offrire ai cittadini. Se poi in una lettera si parla di mensa o di quant'altro, sono servizi di cui non abbiamo mai discusso a livello di incontri con il Comune di Aosta. I miei dirigenti rispondono per quanto riguarda le loro competenze, ma non possono rispondere per una lettera firmata dal Comune di Aosta...

Florio (fuori microfono) ... una delibera...

Vicquéry (UV) ... una delibera del Comune di Aosta a cui è seguita una lettera, non è una delibera della Regione e della Giunta regionale della Valle d'Aosta, per cui non confondiamo i temi!

Comunque sia, non vedrei nulla di scandaloso se in quei locali di Via Chaligne si decidesse di aprire una farmacia, che vi ricordo è una farmacia comunale, non una farmacia ospedaliera... pardon, era una farmacia aperta al pubblico alla stessa stregua delle farmacie comunali.

Alla signora Squarzino non rispondo, perché tutto ciò che dice è manipolazione della verità in senso totale, non ha detto una cosa che sia giusta. Ha preso lo Studio Guzzanti, la cui conclusione è quella che non s'ha da fare l'ospedale nuovo, l'ha ribaltata ed ha estrapolato due righe dicendo delle cose che sono, ripeto, la manipolazione della verità. Ha addirittura detto che con questi miliardi non si aumentano le offerte di servizi.

(interruzione del Consigliere Squarzino, fuori microfono)

... la registrazione di questa seduta consiliare servirà molto a chiarire le idee agli elettori, per cui non rispondo perché è totalmente inutile.

Il Consigliere Dujany non faccia l'oppositore, voglio tranquillizzarlo, perché non ha proprio "le physique du rôle". Vuol fare l'oppositore quando giustamente è troppo semplice dargli delle risposte sul passato. Gli dico semplicemente che questa decisione non predeterminerà nessuna scelta rispetto all'ospedale nuovo o ristrutturazione del vecchio, perché sarà il Consiglio regionale che deciderà. Quindi non predetermina nulla per quanto mi riguarda, pur essendo io convinto di una scelta, ma è il Consiglio regionale nella sua sovranità che dovrà dare delle risposte.

Gli ricordo anche che quella risoluzione che era stata votata contestualmente al piano socio-sanitario diceva altre cose oltre a quella che il Consigliere ha citato; invitava la Giunta regionale ad accelerare la tempistica, Consigliere Marguerettaz, per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 20. Allora, ci prendiamo in giro? Adesso mi venite ad accusare che ho accelerato troppo? Prendo atto e mi assumo tutte le responsabilità per essermi dato da fare troppo, ma era il mandato del Consiglio regionale che invitava la Giunta a fare in fretta per non perdere i finanziamenti dello Stato. E all'interno di questi 61 miliardi c'era anche la Radioterapia. Abbiamo trovato una soluzione tecnica che, checché ne dica il geometra Florio, è perfettamente legittima, di questo mi pare che nessuno possa darne demerito alla Giunta regionale.

In ultima battuta al Consigliere Chiarello, che chiedeva in riferimento alla data di costruzione del parcheggio comunale, questo aspetto è legato alla tempistica della presentazione dello studio da parte del Consiglio comunale, pertanto non si poteva inserire oggi nell'accordo di programma.

Concludo chiedendovi una cosa sola: volete o non volete la Radioterapia?

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Aloisi per dichiarazione di voto.

Aloisi (Aut) La mia non sarà una dichiarazione di voto, perché è demandata al Consigliere Marguerettaz. Devo dire oggi, con sorpresa, che dopo aver conosciuto un assessore competente, capace, profondo conoscitore della materia, ho avuto il piacere di scoprire un Assessore non solo decisionista, ma addirittura tritatutto!

Nel suo intervento, l'Assessore Vicquéry, ha affermato che per tutto il quinquennio - leggasi legislatura - non ha mai avuto l'ausilio, l'apporto e il sostegno alle sue iniziative da una componente autorevole della maggioranza quali sono i Verdi Alternativi.

Ma suvvia, Assessore, si è accorto di ciò a due mesi dalla fine della legislatura e per sbottare così com'è sbottato; ne ha dovuti ingoiare di rospi!

Eppure alcune conclusioni di natura politica poteva trarle prima o avrebbe dovuto operare in modo tale di farle trarre (le opportune conclusioni) a questa componente così autorevole di questa maggioranza!

La seconda considerazione è sulle asserzioni che lei ha fatto sul Comune di Aosta e sui suoi amministratori.

Il Comune di Aosta, caro Assessore, non ha avuto persone incapaci, né politicamente né amministrativamente.

Al contrario vi sono state delle persone che si sono trovate ad operare in momenti difficili e delicati della vita politica ed amministrativa della città di Aosta, trovandosi ad affrontare quotidianamente le più diverse e disparate emergenze a differenza della facilità operativa in cui si trovavano gli altri comuni a livello regionale.

Mi auguro che alla fine della sua carriera in Consiglio regionale, carriera che suppongo sarà lunga, voglia maturare l'esperienza di amministratore al Comune di Aosta.

Si renderà allora conto che non ci vuole solo capacità, che non ci vuole solo pazienza, che non ci vuole solo professionalità, ma che ci vuole, oltre ad intuito politico ed amministrativo, anche capacità e serenità decisionale, soprattutto quando si tratta di avere a che fare con il "Palazzo" che a 500 metri di distanza dal Comune di Aosta vuole oggi, come voleva ieri, determinare scelte ed indirizzi da far digerire all'Amministrazione comunale prendendo decisioni molto più pesanti di quelle che sono oggi contenute in questo atto amministrativo e che a volte non erano né chiare né lungimiranti.

Io, caro Assessore, rivendico il senso e la dignità di aver appartenuto alla tribù del Comune di Aosta, che non è una tribù di incapaci, di visionari, di sanguinari o di pazzi.

È una tribù che ha dovuto, per certi aspetti, scendere sempre in prima linea con archi e frecce spesso puntate contro certe arroganze.

Allora, Assessore Vicquéry, si renderà conto che appartenere a quella tribù non è una cosa dispregiativa, anzi, è il motivo di orgoglio per avere avuto il coraggio, in determinate occasioni, di tenere alta la testa non perdendo né la dignità politica né quella umana.

Maturi prima questa esperienza e poi se sarà il caso parleremo del Comune di Aosta!

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Borre.

Borre (UV) Non voglio confondere il problema dell'ospedale nuovo con questa delibera, quindi niente ho da dire su questa delibera, ho sempre ritenuto che questi lavori erano da farsi.

Per quello che ha chiesto Florio sull'urbanizzazione di quella zona e quindi la costruzione dei garages, veramente pregherei questa Giunta di fare più attenzione e di stare più vicina all'Amministrazione comunale, perché quei lavori siano eseguiti.

Poi, siccome ho fatto parte per dieci anni, Assessore Vicquéry, di una giunta comunale come Assessore ai lavori pubblici e Vicesindaco, sono uno di quegli incapaci del Comune di Aosta che ha creato del caos.

Vorrei dirti, Vicquéry, che forse non ci parliamo abbastanza quando facciamo la riunione dei gruppi, perché non ti ho raccontato tutte le vicissitudini che ho dovuto passare in quanto Assessore ai lavori pubblici e Presidente della Commissione edilizia quando dovevamo approvare dei progetti su una struttura che non era neanche di proprietà della Regione, e come Comune di Aosta siamo sempre riusciti a farla passare, siamo sempre riusciti a dare risposte alle esigenze dei cittadini.

Per quanto riguarda quel pacco di parcheggi che dovevano essere fatti in contemporanea con la piastra, non sono stati fatti e poi il Comune di Aosta ha dirottato l'indirizzo su altre zone perché lì si era di nuovo paventata la possibilità di fare un'altra ala dell'ospedale. E quel posizionamento di garages e dell'area verde è caduto per competenze mancate - si informi l'Assessore Vicquéry - dei funzionari dell'Assessorato al turismo di allora, che non hanno dato risposta nei tempi dovuti.

Quindi ti pregherei a volte di essere leggermente più cauto nelle tue asserzioni; anche se eri preso dalla veemenza devi essere leggermente rispettoso della dignità degli altri.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (PVA-cU) Oltre alla serie di affermazioni e di definizioni date dall'Assessore, mi sarebbe piaciuto sentire quei famosi argomenti tecnici ai quali si è riferito all'inizio del suo intervento, argomenti e risposte tecniche che non ho avuto la capacità intellettuale forse, Assessore, di comprendere. Può anche darsi che non riesca a comprenderle perché sono un geometra, certamente un avvocato che fa l'Assessore alla sanità fa sorgere alcuni dubbi, certamente non in possesso di un titolo di studio connesso strettamente con quello della carica alla quale risponde stando seduto su quello scranno. Questo per rispondere con gentilezza a gentilezza e con fair- play a fair- play, considerato che il mio intervento precedente non voleva assolutamente riferirsi alla persona di Vicquéry, ma all'Assessore alla sanità.

Ma torniamo alle cose serie. Ripeto che l'Assessore non ha dato delle risposte tecniche e ha dirottato, come suo solito, la discussione nell'individuazione di quanti all'interno di quest'aula sono a favore della radioterapia e di quanti sono contrari alla radioterapia. Certamente noi non siamo contrari e credo che qui dentro non ci sia nessuno contrario alla radioterapia, nessuno contrario a che i servizi sanitari di questa regione possano essere al top, nessuno contrario a reperire i finanziamenti più diversi, sia nazionali che internazionali, necessari per affrontare compiutamente i problemi della sanità in Valle d'Aosta. Il continuare a tirar fuori un falso scopo o un falso problema serve soltanto a tentare di far dirottare l'attenzione, Assessore, ma non ci caschiamo.

Prima questione. Si è dimenticato di riferire un particolare l'Assessore, ed è che all'accordo di programma l'Assessore non c'è mica arrivato sponte, non è mica stato un agrément; c'è arrivato tirato per il naso da quello scalcinato comune che al primo progetto di ampliamento dell'ospedale conseguente alla delibera n. 1651 ha risposto negativamente. E allora, per ovviare al problema e considerato che l'accordo di programma consente di superare l'ostacolo della concessione, si è passati all'accordo di programma. Questo non ce lo ha detto l'Assessore, e non ci ha neppure detto quali sono i motivi per cui il Comune di Aosta respinse quella domanda di concessione, che sono esattamente - con altre parole detti, certamente - quelli che ho elencato io: le ricadute sul traffico, i problemi della realizzazione del parcheggio pluripiano, quanto ne consegue su quella porzione di città, sugli edifici vicini, con i problemi delle confrontanze rispetto agli edifici di Via Guédoz, eccetera.

Poi ha detto un'altra bugia sul problema del projet financing. Non è vero che il Comune ha affidato incarico di sorta, non è vero, Assessore. Il Comune ha solo deliberato con una delibera di Giunta favorevolmente in linea di massima ad una proposta di projet financing... ah ecco... una cosa molto diversa da quella che l'Assessore ha detto. E la cosa è molto diversa perché fra questa deliberazione e l'avvio di un'operazione complessa di quel tipo, che credo sarebbe la prima in Valle, ne passa di tempo e ci sono di mezzo tali e tanti problemi da far pensare, lo ribadisco e l'Assessore non lo ha smentito, che il parcheggio pluripiano non potrà essere ultimato, non dico entro il 31 dicembre 2000, ma entro la data di completamento delle opere di ampliamento della sede ospedaliera. Non potrà essere pronto perché il Consigliere Ferraris ha detto che il piano per Aosta Capitale non finanzia il parcheggio. E allora quali sono i quattrini che il Comune di Aosta potrà impiegare per realizzare quel parcheggio, considerato che il programma per Aosta Capitale ha finanziato solo i piani di fattibilità? Considerato che la Regione di quei parcheggi ne realizza solo 150 per 4500 metro quadrato, gli altri posti macchina con quali soldi potranno essere realizzati dal Comune?

Il fatto poi che l'Assessore sostenga che le cose che ho detto sono completamente fuori tema non corrisponde al vero, perché non si può guardare con un'alzata di spalle al fatto che quest'Amministrazione non abbia rispettato un impegno, che atteneva alla realizzazione di una struttura a servizio della sanità in Valle d'Aosta, e che oggi pervicacemente proceda in quella linea. Il fatto che l'Amministrazione comunale, attraverso un accordo di programma per superare ostacoli presenti all'interno del Comune, abbia accettato un accordo di questo tipo, che accordo non è, non mi interessa; io qui svolgo una funzione che è quella dell'eletto e do un giudizio di tipo politico-amministrativo e se posso anche tecnico su quello che mi viene proposto.

Non è poi vero che non demmo un giudizio negativo di quella delibera di Giunta, che ricordo era composta di tre punti, di tre livelli di intervento, forse di tre fasi; noi ci battemmo perché non fosse presente la terza fase in quella deliberazione, tant'è che in quella deliberazione non era presente la terza fase. Questo intervento - se ricordo bene - era presente all'interno della seconda fase, che noi per forza accettammo attraverso l'Assessore Riccarand, ma non potevamo evidentemente in quella sede, dopo aver fatto sì che non fosse presente la terza fase, passare a limare la seconda fase. Questa è la presentazione di ciò che accadde, Assessore, non utilizzando strumentalmente il voto favorevole dell'Assessore in quella sede per dire che abbiamo accettato allora l'esecuzione di quest'opera, perché noi il piano sanitario non lo abbiamo votato, fra gli altri motivi anche perché al suo interno era presente la realizzazione in quella località, in quella zona, con un ampliamento dell'attuale sede ospedaliera della Radioterapia.

E non è vero che per realizzare un nuovo ospedale siano necessari 8-10 anni; la realizzazione della struttura ospedaliera di nuova costruzione, che la V Commissione in parte è andata a vedere nelle vicinanze di Milano, ha comportato un periodo di 5 anni. Lo possiamo fare anche noi perché anche per noi vale il projet financing.

Allora, ripeto velocemente il giudizio che ho dato prima. Questa, Assessore, è una vicenda pasticciata nei confronti della quale lei si è avviato con decisione, nascondendo o non mettendo in evidenza atteggiamenti e decisioni, in modo tale che non fosse possibile per questo treno uscire dai binari. Questa è una decisione necessariamente finalizzata a risolvere il problema del nuovo ospedale, e questo sta nei fatti, negli investimenti finanziari occorrenti per affrontare questo problema, così come è previsto in questo atto amministrativo. Non ci possiamo permettere di spendere oggi le somme che stiamo spendendo, non per tenere in piedi l'ospedale in attesa che venga realizzato il nuovo, ma per realizzare strutture, insediamenti, attività e funzioni anche nuove, per poi poter pensare di riprendere in mano il discorso delle stesse strutture a breve scadenza, dando una risposta attraverso la realizzazione di una nuova struttura. Non ce lo possiamo permettere finanziariamente probabilmente, ecco perché sosteniamo che la decisione di oggi costituisce il primo concreto passo, questa volta indiscutibile, nella direzione della cancellazione dell'ipotesi del nuovo ospedale. E ripeto di più, Assessore, e ci vedremo, probabilmente, anche se non più in quest'aula: creando nella città di Aosta tali e tanti problemi da far saltare in aria quella parte di città, in modo tale che qualcun altro, sedendo su quei banchi, abbia la possibilità di dire che nel Comune di Aosta sono quasi tutti dei gaglioffi.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (Aut) L'Assessore nel corso della sua replica ha posto due domande, una esplicita, l'altra implicita; partirei da quella esplicita, ovvero: la volete la radioterapia? La risposta non può essere che sì e credo che sia al di sopra di ogni sospetto questa risposta, perché i primi a portare, almeno nel corso di questa legislatura, il problema della radioterapia su questi banchi era allora un gruppo che si chiamava ancora Democrazia Cristiana. Credo del resto, anche se non sono certo di questo, che già prima di noi, ancora nella passata legislatura, qualcuno avesse sollevato questo problema.

Fatta questa premessa, cercherei di spiegare perché questa specie di contraddizione, perché dire questo potrebbe apparire fin troppo facile e fare il gioco dell'Assessore, che è poi quello a cui lui tendeva ponendo provocatoriamente questa domanda.

Quello di cui dovremmo tener conto e che l'Assessore sa, come chiunque qui dentro abbia seguito nel corso di questi 5 anni con un minimo di attenzione l'evolversi del dibattito attorno alla Sanità, è che nel corso di questi 5 anni ma forse già da prima il dibattito ha avuto un'evoluzione, un approfondimento, un avanzamento; in particolare nel corso di questa legislatura ci si è più volte confrontati in questa sede sull'eventualità di andare ad edificare un nuovo ospedale nella nostra regione.

Questo dibattito è maturato nel corso degli anni, non è un qualcosa che l'altro ieri qualcuno si è inventato, ma più o meno fin dall'inizio di questa legislatura abbiamo iniziato a confrontarci su questa ipotesi. Oggi vediamo che il discorso della ristrutturazione, dell'ampliamento della vecchia sede è proceduto e in quest'ultima fase, torno a dire, ha subito un'evidente accelerazione; la stessa tabella di marcia non ha avuto l'altro discorso, cioè quello sull'edificazione di un nuovo ospedale. Cosa intendo dire? Che se è vero e se siamo tutti d'accordo nel dare ai cittadini valdostani il miglior servizio sanitario possibile, come credo che ognuno di noi abbia fra i suoi obiettivi, è altrettanto vero che per arrivare a questo obiettivo bisogna ragionare su tutte le ipotesi, non su mezza ipotesi. Oggi, noi, con questo atto - in questo mi sento di concordare con il collega Florio - andiamo a ragionare sulla mezza ipotesi.

Lo studio del dott. Limacher terrà indubbiamente conto degli investimenti che sono stati fatti fino ad oggi sulla vecchia struttura, lo ha detto anche l'Assessore Vicquéry fra le righe del suo intervento, e se investiamo oggi su una struttura così importante come la Radioterapia, sappiamo di avere davanti a noi dei tempi di ammortamento della spesa dell'ordine di 10 anni. È evidente che questo diventa sotto un profilo economico un punto decisamente a sfavore di una realizzazione del nuovo ospedale, almeno per l'immediato. Ecco quello che si vuole dire, Assessore: che noi oggi ci troviamo davanti a un dibattito monco.

Sulle domande che avevo sollevato ringrazio l'Assessore della sua gentilezza nei miei confronti e mi scuso perché probabilmente su alcune cose non mi sono espresso in maniera comprensibile. Non intendevo dire che questo non è un accordo di programma perché l'accordo di programma prevede la realizzazione di un'opera; non volevo dire questo. So benissimo cos'è un accordo di programma, anche perché a suo tempo, quando ero nel "Palazzaccio", ne firmai uno che credo sia stato ripreso e sia ancora lì che naviga in qualche cassetto. Quello che non è evidente da questo accordo di programma è il ruolo che gioca il Comune di Aosta. Lei ha detto bene, Assessore, l'accordo di programma è un qualcosa per cui uno dà e anche l'altro dà; viene da chiedersi cosa dà il Comune di Aosta. Dà un qualcosa che aveva già previsto al suo interno di fare, cioè lo studio di fattibilità e l'eventuale realizzazione di questo parcheggio, che era già stato inserito - torno a dirlo, Ferraris - nel piano decennale per la riqualificazione di Aosta Capitale.

Sulla questione della proprietà dell'area l'Assessore mi dice che esiste un accordo precedente; mi sembra debole come motivazione, glielo dico sinceramente. È come se, tornando all'esempio che facevo prima del cittadino privato che chiede un mutuo per l'edificazione di un immobile e si rivolge agli uffici per chiedere un mutuo, e anziché portare l'atto di proprietà del terreno porta un impegno dell'altro proprietario a cedergli quest'area, nel caso in cui il medesimo adempia a determinati obblighi. Siamo un po' in questa situazione; credo che anche in quest'ipotesi i nostri uffici rifiuterebbero di finanziare quella richiesta di mutuo, finché non venisse portata la proprietà.

Qui un piccolo inciso. Chiedo scusa, non voglio fare il maestro, ma vorrei fare un richiamo a un paio di consiglieri su una piccola necessità di chiarezza, perché quando si parla di questo problema della proprietà che è legato alla realizzazione di quella struttura in Tzambarlet, si fa un po' di confusione perlomeno etimologica, nel senso che da più mesi sento definire quella struttura che bisognerebbe realizzare come palazzetto dello sport. Quello non è il palazzetto dello sport, quella è una semplice struttura polivalente, frutto di un accordo di programma fra CONI, Comune di Aosta e Amministrazione regionale.

Ricordo, visto che stiamo parlando di accordi di programma, che ce n'è un altro in vigore dove non c'è il CONI ma ci sono solo il Comune di Aosta e la Regione, che dovrebbe invece andare all'edificazione di questo benedetto palazzo dello sport. Dico questo perché non vorrei che su questo accordo di programma da qui a un anno, due anni, tre anni, si facesse un'altra piccola confusione - magari giocata anche ad arte - per cui quel parcheggio che stanno realizzando in questi giorni con le travi in acciaio, eccetera, da qui a un anno, due anni, tre anni, non passi poi come questo parcheggio.

Nel tempo le cose si confondono, come stiamo toccando con mano per quanto riguarda le strutture sportive, e non vorrei che non lei, Assessore Vicquéry, ci mancherebbe, ma un qualsiasi altro consigliere con la memoria un po' meno storica di quella del collega Florio dicesse: quell'accordo di programma è stato rispettato, è davanti a tutti quel parcheggio pluripiano. Ecco, non vorrei che succedesse questo.

Ultima considerazione. Lei, Assessore, mi dice: il progetto del Comune di Aosta non lo conosciamo; questo è vero, ma se in quel progetto il Comune ha intenzione di creare strutture di servizio di interesse pubblico, non è che possiamo dire che di quel progetto non ci interessa nulla anche perché siamo in una situazione a 50 metri dall'edificio ospedaliero e credo che l'Amministrazione regionale avrebbe tutto l'interesse a sapere cosa va a finire in quell'area, potendo essere servizi davvero funzionali all'ospedale stesso.

Queste erano alcune considerazioni per dire che non possiamo votare questo accordo di programma. In chiusura rimane la domanda implicita, perché dicevo all'inizio l'Assessore ha fatto due domande, una implicita e l'altra esplicita.

Quella implicita non posso esplicitarla io, perché non l'ha formulata l'Assessore, però se ho interpretato bene, credo che come gruppo degli Autonomisti potremmo senz'altro prendere l'impegno di farci interpreti di questa sua esigenza nel presentare al posto suo prossimamente quest'interpellanza, per conoscere lo stato di attuazione dell'accordo di programma nei rapporti fra l'Amministrazione e le Ferrovie dello Stato.

Si dà atto che dalle ore 18,59 presiede il Vicepresidente Aloisi.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry per dichiarazione di voto.

Vicquéry (UV) Vorrei chiarire che nel momento in cui ho fatto riferimento all'Amministrazione comunale di Aosta, l'ho fatto per elogiare l'amministrazione attuale che non si è limitata a ragionare...

(esclamazioni di dissenso in aula)

... non si è limitata a discutere su un progetto edilizio, ma ha preteso un accordo di programma. Mi scuso se qualcuno dei presenti si è sentito toccato, anche perché non mi pare di aver usato il termine "incapace", e se l'ho usato me ne scuso doppiamente. Mi riferivo a un certo periodo storico, in cui sicuramente non si può dire che l'Amministrazione comunale di Aosta ha brillato per efficienza, ma questo potremmo dirlo tutti noi come amministratori pubblici.

Si dà atto che dalle ore 19,02 riassume la Presidenza il Presidente Stévenin.

Président Je donne lecture des amendements présentés par l'Assesseur:

Emendamenti Il punto quattro delle premesse è sostituito dal seguente:

"Evidenziato che il progetto suindicato ha ottenuto i pareri favorevoli del Comando dei Vigili del Fuoco della Valle d'Aosta (nota n. 2247/97 in data 2 agosto 1997), dell'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta (nota n. 1267 in data 12 novembre 1997), del Comitato Scientifico per l'Ambiente in data 4 marzo 1998, nonché il parere di massima favorevole del Servizio Beni Architettonici della Direzione Tutela Patrimonio Culturale dell'Assessorato dell'Istruzione e della Cultura (nota n. 1964/BC in data 10 febbraio 1998) per quanto attiene al vincolo di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089;"

Dopo il punto cinque è inserito il seguente nuovo punto:

"Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 801 in data 11 marzo 1998 concernente la valutazione positiva sulla compatibilità ambientale del progetto di ristrutturazione, adeguamento e ampliamento del Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra di Aosta, proposto dall'Arch. Giacomo Galvani di Aosta, per conto dell'Assessorato regionale della Sanità, Salute e Politiche Sociali;"

Président Je donne lecture de l'amendement présenté par la IIIème Commission:

Emendamento Dopo il punto 3 del deliberato viene aggiunto il seguente punto 3bis:

"3bis. Di dare mandato alla Giunta regionale di adeguare il presente accordo di programma alle prescrizioni del Comitato Scientifico per l'Ambiente in merito alla procedura di valutazione di impatto ambientale".

Président On passe à la votation; on vote l'acte avec les amendements présentés par l'Assesseur et sans l'amendement présenté par la IIIème Commission qui est déchu:

Deliberazione Il Consiglio

Vista la legge regionale 28 aprile 1997, n. 13 concernente l'approvazione del piano socio sanitario per il triennio 1997-1999;

Preso atto che nel piano socio-sanitario suindicato è prevista la realizzazione di un servizio di radioterapia e quindi l'avvio dei lavori edilizi necessari ad ospitare la struttura e le attrezzature radioterapiche;

Richiamata la precedente deliberazione della Giunta regionale n. 1651 in data 12 maggio 1997 concernente l'approvazione di un progetto riguardante la realizzazione del servizio di radioterapia, l'ampliamento del Pronto Soccorso e la ricollocazione delle Unità Operative Farmacia e Oncologia Medica nel Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra - Aosta;

Evidenziato che il progetto suindicato ha ottenuto i pareri favorevoli del Comando dei Vigili del Fuoco della Valle d'Aosta (nota n. 2247/97 in data 2 agosto 1997), dell'Unità Sanitaria Locale della Valle d'Aosta (nota n. 1267 in data 12 novembre 1997), del Comitato Scientifico per l'Ambiente in data 4 marzo 1998, nonché il parere di massima favorevole del Servizio Beni Architettonici della Direzione Tutela Patrimonio Culturale dell'Assessorato dell'Istruzione e della Cultura (nota n. 1964/BC in data 10 febbraio 1998) per quanto attiene al vincolo di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089;

Richiamata la precedente deliberazione della Giunta regionale n. 3320 in data 22 settembre 1997 concernente l'approvazione di un programma generale in materia di edilizia sanitaria ai fini dell'avvio della seconda fase del programma straordinario di investimenti ex art. 20 legge 67/1988 e successive modificazioni e dell'attribuzione della quota assegnata alla Regione dalla deliberazione del C.I.P.E. 124/97;

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 801 in data 11 marzo 1998 concernente la valutazione positiva sulla compatibilità ambientale del progetto di ristrutturazione, adeguamento e ampliamento del Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra di Aosta, proposto dall'Arch. Giacomo Galvani di Aosta, per conto dell'Assessorato regionale della Sanità, Salute e Politiche Sociali;

Evidenziato che il progetto approvato con deliberazione n. 1651/1997 sarà finanziato con i fondi dell'ex art. 20 - seconda fase in quanto lo stesso rientra nel programma generale in materia di edilizia sanitaria sopracitato;

Preso atto che il Comune di Aosta ha evidenziato che la realizzazione delle opere sopracitate si inserisce in un contesto urbanistico particolarmente delicato per quanto riguarda i problemi di mobilità e sosta;

Evidenziato che occorre procedere alla realizzazione di interventi di riqualificazione che affrontino il tema del traffico e della sosta, in coerenza con gli obiettivi generali individuati dal Consiglio comunale;

Preso atto che è quindi opportuno addivenire alla stipula di un accordo di programma per la realizzazione di opere di ampliamento e ristrutturazione del Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra, nonché di riorganizzazione urbanistica dell'area circostante tale presidio, tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta ed il Comune di Aosta;

Visto l'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142 (Ordinamento delle autonomie locali);

Evidenziata la necessità di avviare il procedimento per l'approvazione dell'accordo di programma;

Esaminato il testo dell'accordo di programma approvato, come da verbali in data 31 ottobre 1997 e 14 novembre 1997, nell'apposita conferenza ex articolo 27 della legge 142/90, dal rappresentante del Comune di Aosta, dell'U.S.L. della Valle d'Aosta, dal dirigente della Direzione della Tutela del patrimonio culturale e dal Dott. Federico Montesanti, Coordinatore dell'Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali, a ciò delegato con nota del Presidente della Giunta, Dino Viérin in data 27 ottobre 1997, prot. n. 29256/5;

Evidenziato che l'accordo di programma in questione non comporta variazione né al Piano Regolatore Generale Comunale vigente né a quello adottato e, quindi, non risulta necessario alcun esame da parte dell'Ufficio Urbanistica regionale e del Comitato regionale di programmazione territoriale;

Richiamate le precedenti deliberazioni della Giunta regionale n. 6162 in data 30 dicembre 1996 e n. 317 in data 3 febbraio 1997 concernenti il bilancio di gestione della Regione per l'anno 1997 e per il triennio 1997/1999 nonché la circolare della Presidenza della Giunta n. 7 del 6 febbraio 1997 (prot. n. 320/SGT);

Richiamata la deliberazione della Giunta n. 2436 del 7 luglio 1997 (Assegnazione alle strutture dirigenziali individuate con le deliberazioni di Giunta n. 2248/1997 e n. 2369/1997 delle risorse finanziarie connesse alle funzioni attribuite con le deliberazioni medesime con modificazioni della deliberazione di Giunta n. 6162/1996 e successive modificazioni ed integrazioni);

Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Capo Servizio dei Servizi Generali dell'Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali ai sensi dell'art. 72 della legge regionale n. 3/1956 e successive modificazioni, e del combinato disposto degli articoli 13 - comma 1 - lett. e) e 59 - comma 2 - della legge regionale n. 45/1995, sulla presente deliberazione;

Delibera

1) di approvare il testo dell'allegato accordo di programma, che fa parte integrante della presente deliberazione, per la realizzazione di opere di ampliamento e di ristrutturazione del Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra, nonché di riorganizzazione urbanistica dell'area circostante tale presidio, tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta ed il Comune di Aosta, approvato in data 14 novembre 1997, nella apposita conferenza dei servizi dei rappresentanti degli enti predetti;

2) di dare atto che la realizzazione del progetto riguardante la realizzazione del servizio di radioterapia, l'ampliamento del pronto soccorso e la ricollocazione delle unità operative Farmacia e Oncologia Medica nel Presidio Ospedaliero di Viale Ginevra - Aosta sarà finanziato con i fondi dell'ex art. 20 della legge 67/1988 - seconda fase;

3) di stabilire che per il finanziamento delle opere incluse nell'accordo di programma a carico della Regione [art. 2 - punti b) - c) e d)] si procederà attraverso modificazioni e/o integrazioni al bilancio pluriennale della Regione 1998/2000 da assumersi successivamente alla determinazione delle spese necessarie alla realizzazione degli interventi;

4) di dare atto che la presente deliberazione non è soggetta al controllo della Commissione di Coordinamento per la Valle d'Aosta in quanto non compresa nelle categorie indicate nell'art. 8 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320 e di darne esecuzione.

Accordo di programma

(... omissis...)

Présents: 28

Votants: 21

Favorables: 18

Contraires: 3

Abstenus: 7 (Aloisi, Chiarello, Collé, Dujany, Marguerettaz, Tibaldi, Marco Viérin)

Le Conseil approuve