Oggetto del Consiglio n. 2778 del 7 ottobre 1997 - Resoconto
SEDUTA POMERIDIANA DEL 7 OTTOBRE 1997
OGGETTO N. 2778/X Assetto societario dell'azienda interessata all'utilizzo delle Sorgenti Monte Bianco. (Interpellanza)
Interpellanza Tenuto conto del fatto che il perdurare del mancato utilizzo delle Sorgenti Monte Bianco di Courmayeur da parte dell'omonima Società per azioni si sta protraendo da ormai troppi anni, e che tale stasi non è più obiettivamente ammissibile, considerando quanto tale ambizioso e sinora irrealizzato progetto è costato all'Amministrazione regionale;
Venuto a conoscenza, anche tramite la lettura di alcuni articoli apparsi su alcuni mezzi d'informazione locali del fatto che con ogni probabilità il gruppo francese della Castel, produttore della famosa acqua minerale Vichy, potrebbe sostituire quale partner privilegiato la Società facente riferimento alla vecchia "Antonelliana" di Torino;
Viste alcune dichiarazioni già rese da un esponente della Castel in merito alla possibile assunzione di oltre 100 elementi di personale addetto allo stabilimento, qualora gli accordi con la Regione divenissero definitivi e inequivocabili;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per conoscere:
1) se la veridicità delle affermazioni suddette trova riscontro presso l'Amministrazione regionale, ovvero se si può dare per certa l'acquisizione del controllo delle sorgenti Monte Bianco da parte del gruppo francese Castel;
2) la nuova composizione societaria derivante dall'ingresso del partner francese nelle Sorgenti;
3) se è a conoscenza dei programmi futuri della Castel in merito allo stabilimento, e se ritiene tali iniziative in linea con gli impegni assunti precedentemente dalla Società e con gli obiettivi che l'Amministrazione regionale ha perseguito e tuttora persegue.
F.to: Lanièce - Rocchio - Parisi - Dujany
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (Aut) Da qualche anno assistiamo ad un progressivo impoverimento delle risorse aziendali della Valle d'Aosta: Multibox, Conner, Balteadisk, Sorgenti Monte Bianco. Sono i nomi più grossi e noti delle aziende valdostane precipitate in difficoltà in pochi anni oppure mai decollate dopo una partenza che prometteva ben altri destini.
Il crollo dell'economia industriale valdostana si è naturalmente portato con sé un mucchio di posti di lavoro e una speranza di una rinascita della giovane imprenditoria locale.
Consentitemi un pizzico di cinismo: mi sembra che ogni qualvolta giungiamo vicini ad una scadenza elettorale improvvisamente si sentono suonare le campane della rinascita economica, del risanamento, del recupero delle aree disagiate. Grandi compagnie o società sembra che decidano di punto in bianco di investire in Valle i loro capitali per poter salvare o riconvertire questa o quell'azienda in crisi; vengono promessi decine o centinaia di posti di lavoro, si ritorna a parlare di futuro benessere. E poi cosa abbiamo sotto gli occhi? Che esempi ci hanno dato le vicende della Conner e della Balteadisk? La dimostrazione di come sia facile per un'azienda venire in Valle d'Aosta, "mettere le mani su un bel po' di quattrini", avviare un'attività al solo scopo di chiuderla dopo qualche anno. Sono questi gli esempi eclatanti che abbiamo sotto gli occhi.
Vogliamo che le Sorgenti Monte Bianco facciano la stessa fine? Credo che qui nessuno sia disposto a mettere sul piatto della bilancia una simile eventualità. Alcuni rischi si possono anche correre, ma un ennesimo fallimento sarebbe davvero insopportabile anche perché ci sono famiglie di Valdostani che hanno riposto fiducia in passato in operazioni finanziarie, che si sono poi rivelate degli autentici "flop". Non possiamo permettere che questo accada nuovamente.
Io mi chiedo e chiedo a voi quali garanzie abbiamo che la Castel abbia davvero l'interesse a promuovere lo sviluppo valdostano delle Sorgenti Monte Bianco. E se tali garanzie esistono qual è il motivo di tale profondo interessamento?
Non sono domande fini a sé stesse, formulate solo per soddisfare il ruolo di opposizione del nostro Gruppo; mi auguro - come tutti qui dentro - che quest'operazione abbia come fine ultimo il successo e che tale successo sia di sprone all'economia valdostana, ma bisogna avere le idee chiare in proposito.
Quando abbiamo formulato quest'interrogazione eravamo a conoscenza, a seguito di notizie apparse sugli organi di informazione locali, di un'affermazione fatta da un manager della Società delle Sorgenti, relativa alla possibile assunzione, ad accordo avvenuto, di centosessanta nuovi impiegati, poco credibile direi. Oggi invece veniamo a sapere, sempre tramite gli organi di informazione, che la Castel ha in programma l'assunzione di una sessantina di persone. Sembra che siamo più vicini alla realtà, ma chi ci può promettere che dalle parole si passerà ai fatti? Possiamo contare, signor Assessore e signor Presidente, sulla buona fede di queste affermazioni?
Non occorre essere dei maghi della politica per riconoscere forse la presenza di una spinta elettoralistica di tali promesse. Francamente è piuttosto arduo immaginare che una società, che finora languiva nei cassetti e nei sogni di alcuni amministratori poco previdenti, di colpo si risollevi a tal punto, grazie all'incontro con un partner folgorato da mire espansionistiche, da decidere in poco tempo di assumere decine e decine di nuovi impiegati, mantenendo quelli già previsti.
Analizzando i dati sul mercato regionale del lavoro forniti dall'Agenzia del lavoro, balza agli occhi il fatto che negli ultimi anni la ripresa procede a ritmi ancora più contenuti, anzi, pare che stia calando. In un quadro come questo si inserisce ora la prospettiva annunciata dalla Castel di sessanta nuovi impieghi per un'azienda che dovrà diventare il fiore all'occhiello dell'economia valdostana.
Per questo motivo ci siamo posti il problema, io e gli altri colleghi del Gruppo degli Autonomisti, di porre all'attenzione della Giunta regionale queste notizie apparse sugli organi di informazione per verificare la veridicità delle stesse, per sapere se queste trovano riscontro presso l'Amministrazione regionale e per avere ulteriori informazioni sull'acquisizione del controllo delle Sorgenti Monte Bianco da parte del Gruppo francese Castel. Queste informazioni ci permetteranno anche di sapere qualcosa di più in merito ai programmi futuri della Castel e cioè, se in effetti questa Società ha intenzione di produrre e di commercializzare l'acqua o se invece vuole utilizzare questa struttura per farne una specie di stoccaggio.
Penso che la nostra preoccupazione possa essere condivisa dagli abitanti della Valdigne, stanchi di promesse non mantenute, che non ripongono nell'operazione in questione la stessa fiducia che sembra apparire sugli organi di informazione e che viene ostentata dai dirigenti della Castel.
Oggi vorremmo avere dall'Assessore delle garanzie in merito a queste affermazioni che ci inducano ad avere fiducia nella bontà di un'operazione che, lungi dall'infondere certezze permanenti fra la popolazione, ha il sapore di un piatto di pastasciutta servito molto al dente al tavolo di gente resa cieca dalla fame.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, artigianato ed energia, Mafrica.
Mafrica (GV-PDS-SV) Devo dire che le interpellanze presentate dal Consigliere Lanièce sono fatte con argomentazioni a cui mi trovo impreparato a rispondere dal punto di vista della logica e della cognizione perché se governerà mai con questi atteggiamenti il Consigliere Lanièce, di che cosa sono le ragioni economiche, le ragioni che muovono le imprese, mi pare che non ci siano elementi che danno rassicurazioni.
Prima di tutto i dati: dice il Consigliere che ogni volta è un disastro. Per quello che risulta a me, nei primi nove mesi - il dato è dell'Agenzia del lavoro, probabilmente il Consigliere Lanièce ne è a conoscenza - nell'industria in Valle d'Aosta i posti sono aumentati del 5 percento. Ha fatto un'interpellanza il Consigliere Lanièce - penso che ci sia anche la sua firma - dicendo che a luglio c'è stato un crollo del 25 percento; ad agosto c'è stato un aumento del 75 percento negli avviamenti, pertanto se si prende il dato del mese di luglio e non si guarda quello di agosto, si può sostenere una certa cosa, ma i dati vanno presi lungo un certo periodo per vedere le tendenze di fondo dell'economia.
Qui dice che si stanno avvicinando le elezioni e il Gruppo Castel compra le Sorgenti Monte Bianco, ma al Gruppo Castel che l'anno prossimo ci sono le elezioni in Valle d'Aosta, al di là del fatto che non so se questo sia a conoscenza del Gruppo Castel, credo che non interessi proprio niente. Che il Gruppo Castel abbia ambizioni elettoralistiche non mi risulta, quindi tutte queste argomentazioni mi sembrano senza corrispondenza con il problema che è serio.
Rispondendo al Consigliere Chiarello - nel marzo ?96 già avevo la pratica del Gruppo Castel sotto mano per un anno e mezzo - non ho mai parlato di gruppi esteri che operavano nel campo, non ho mai detto di che Gruppo si trattava, non ho mai dato speranze; c'è voluto un anno e mezzo perché questo Gruppo nelle sue trattative raggiungesse la convinzione che era pronto ad intraprendere l'iniziativa. Parliamo di posti di lavoro, parliamo di industrie, oppure facciamo comizi? Può darsi che io non sia adatto. Se lei vuole delle risposte precise, io le do le risposte precise; se lei vuole fare un dibattito di questo tipo, io non sono disponibile, quindi nessuna operazione elettoralistica. Lei vuole informazioni su cosa sta succedendo alle Sorgenti Monte Bianco? Io gliele do. Tutto il resto, i commenti, credo che proprio in quest'aula non trovino spazio.
Allora, dopo un anno e mezzo di trattative il Gruppo Castel ha acquisito, perché nel frattempo si erano create le condizioni, la maggioranza delle azioni della Società Sorgenti Monte Bianco e la cosa avviene in due passaggi. Primo passaggio: la Nafinco marketing acquista il 77 percento delle azioni; secondo passaggio che per impegno della Società dovrebbe avvenire entro il mese di ottobre: questo 77 percento sarà suddiviso per il 62,8 percento per lire 5,1 miliardi al Gruppo Castel (Francia), per 1,15 miliardi, corrispondente al 14,2 percento, al Gruppo Equa (Lussemburgo) che corrisponde ad un imprenditore svizzero.
Continuano a permanere nel capitale sociale la SGL Carbon con il 10,7 percento, Portobello con il 9,1 percento, ex Autoporto, Dolonne con l'1,6 percento e piccoli azionisti privati per l'1,6 percento, quindi dal punto di vista azionario il Gruppo Castel da solo ha la maggioranza assoluta delle azioni.
Il Consiglio di amministrazione è così composto: Sig. Schweicher, Presidente; Sigg. Gauda e De Marco, Consiglieri.
Il Collegio sindacale è composto dal Sig. Saracco, Presidente, dal Sig. Gavio e dal Sig. Ferreri, sindaci effettivi.
Non ho rilasciato dichiarazioni di alcun tipo su La stampa in merito a quest'evento, non ho fatto trionfalismi e riferisco gli impegni che la Società per iscritto si assume a prendere. Siamo in un mercato complesso in cui i gruppi privati operano con logiche economiche private; non c'è né il Consigliere Lanièce, né l'Assessore Mafrica, né altri che possano valutare le convenienze delle operazioni azionarie. Noi verifichiamo gli impegni reciproci che vengono presi.
Gli impegni sono che nell'acquisto delle azioni vengono rilevati gli impegni di chi le ha vendute, vale a dire il punto di riferimento continua a essere la convenzione in vigore che parlava di 64 dipendenti. Non so chi abbia parlato di altri numeri. La convenzione in vigore era molto semplice, prevedeva che la Società potesse accedere a dei finanziamenti regionali, dovesse provvedere per conto suo a fare tutte le opere, ad acquistare i macchinari, ad avviare la produzione; la Regione interveniva coprendo il 75 percento delle spese effettuate con mutui garantiti. La richiesta è di continuare con la convenzione in vigore e con gli impegni della stessa.
Quindi l'accordo è di avere 64 addetti, di investire per 47 miliardi, 11,2 miliardi dalla Società sono già stati investiti in precedenza per la costruzione del capannone ed è previsto un aumento di capitale per poter fare quel passo che la precedente struttura azionaria non era stata in grado di fare. Costruito il capannone, bisognava mettere i fondi necessari per acquistare i macchinari, quindi è previsto un aumento di capitale per l'acquisto dei macchinari.
Erano state completate le opere di captazione, si doveva procedere alle opere di adduzione. Nel mese di settembre hanno iniziato a fare i lavori preparatori per le opere di adduzione e di risistemazione dello stabilimento, che non era stato più seguito per un lungo periodo nella fase di stallo di queste trattative fra il Gruppo Castel e la Cooperativa Antonelliana.
Gli impegni della Società - che noi prendiamo per buoni, ma su cui non giuriamo perché non giuriamo mai su impegni che sono di altri - sono di completare le opere di adduzione e di partire entro il terzo trimestre del ?98.
Nel corrente mese hanno chiesto di poterci illustrare nei dettagli questo loro intervento, quindi vedremo se, oltre le cose che ci hanno comunicato informalmente o che ci hanno comunicato per iscritto, ci saranno ulteriori elementi.
Comunque per il momento il quadro è quello di un grande Gruppo che rileva la parte finanziaria e preponderante di una società e che si ripropone di proseguire secondo il progetto iniziale.
Che fiducia possiamo dare? Possiamo dare la fiducia che viene data a tutti i grandi gruppi che agiscono con le logiche economiche nel mercato e non con le logiche delle campagne elettorali. Per cui questo Gruppo è un gruppo che ha fatto 8 miliardi di franchi francesi nel ?95 come fatturato, impiega 8400 persone, è presente nel settore delle acque minerali in particolare con le acque di Vichy; ci sono le condizioni finanziarie e di rete commerciale che avevamo richiesto alla Società nei periodi precedenti, prima di continuare nell'azione di sostegno. Avevamo chiesto infatti che ci fossero garanzie economiche e finanziarie e garanzie di distribuzione commerciale.
Queste sono le informazioni di cui dispongo e ringrazio per il fatto di averle potute esporre in Consiglio.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (Aut) Prendiamo atto dei dati che ci ha fornito l'Assessore. Vorrei fare solo una battuta: quando l'Assessore diceva che le domande in merito all'acquisizione della maggioranza del pacchetto azionario da parte della Castel non avevano nessun collegamento con le vicende elettorali, volevo solo ricordare che nel '93 alla posa della prima pietra non c'era André Lanièce presente, ma c'era l'Assessore Mafrica e nel '93 la convenzione era già stata fatta. Che poi la Società si chiamasse Castel o Antonelliana non importa, ma se nel maggio '98 qualcuno andrà lì a mettere la prima pietra e a farsi fare la foto, è sempre comunque...
Mafrica (fuori microfono) ... su invito dell'azienda...
Lanièce (Aut) ... ci sarà un invito anche il prossimo anno, Assessore, non si preoccupi! Speriamo però che a differenza del ?93 e dell'87 alle parole seguano finalmente anche i fatti e che ci siano finalmente dei posti di lavoro per la popolazione della Valdigne.
Comunque prendiamo atto di quanto ha detto l'Assessore; un'altra cosa da chiarire è che l'Assessore ha detto che le opere di adduzione saranno effettuate nel terzo trimestre del '98, dagli organi di informazione invece risultava che nel '98, a detta del Responsabile della Castel, la Società sarebbe entrata in produzione. Volevo solo essere sicuro se l'Assessore conferma quanto ha appena detto.
Restiamo in attesa di avere dall'Assessore Mafrica eventuali nuove delucidazioni nella Commissione competente.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi.
Parisi (Aut) Brevissimamente perché le parole dell'Assessore Mafrica sono abbastanza tranquillizzanti, tenuto conto che dai contatti e dagli elementi che sono in suo possesso questa Società apparirebbe come una società solida, una società che finalmente riuscirà in tempi brevi a realizzare quest'opera che ormai si trascina da dieci anni, quindi sotto questo aspetto si può fare una considerazione in senso positivo.
Una cosa che invece mi pare abbastanza ottimistica è la dichiarazione che fa l'Assessore ogni qualvolta parla di occupazione. Non so se la tendenza sia quella che viene esposta dalle statistiche, ma un dato di fatto è che in Valle d'Aosta esiste una disoccupazione enorme, preoccupante, che è concentrata in modo particolare - non lo dico solo io, lo dicono anche le organizzazioni sindacali - nella fascia centrale della Valle, dove le percentuali sono ben al di là di quelle che appaiono dalle statistiche perché se in bassa Valle c'è l'1 percento in meno, c'è però il 30 percento in più in Aosta, quindi la media o comunque questo tipo di calcolo ci potrebbe fuorviare. Quindi starei molto attento quando si parla di queste cose. Non voglio dire con questo che la Giunta non abbia fatto nulla per affrontare il tema dell'occupazione, però sicuramente ci sono problemi sul tappeto, non ultimo quello che riguarda i 120 cassaintegrati o in mobilità della Cogne. A questo riguardo mi auguro che dopo l'incontro che è avvenuto con i capigruppo si possa dare anche a queste persone una risposta in senso positivo ben sapendo che nessuno ha la bacchetta magica per risolvere i problemi, però sul problema occupazione starei attento quando vengono forniti i dati.
Per tornare al discorso delle acque minerali del Monte Bianco, credo che una preoccupazione come Regione dobbiamo averla, nel senso che da un po' di tempo a questa parte, pur nella legittimità delle operazioni, perché è chiaro che in un libero mercato c'è un confronto e chi offre di più o chi dà più garanzie acquisisce, però la cosa è preoccupante perché stiamo svendendo e stiamo dando a società straniere tutte quelle che sono...
(interruzione dell'Assessore Mafrica, fuori microfono)
... questo, caro Assessore, è successo in bassa Valle e non vorrei che in futuro ci trovassimo come è successo a Verrès o da altre parti. Noi ci dobbiamo preoccupare come Regione di creare le condizioni tali da non far sorgere cattedrali nel deserto e la domanda che vorrei fare è proprio qual è il ruolo che intende svolgere la Regione per quanto riguarda questa struttura, come altre strutture perché per quanto riguarda le funivie sappiamo benissimo che anche quelle sono state legittimamente prese da una società che però agisce in termini di utili, senza badare a quello che è un interesse più generale.
Non vorrei che andando di questo passo alla fine ci trovassimo senza strumenti in mano per poter far valere gli interessi della Comunità.
Prendo atto di quello che diceva l'Assessore e mi auguro che la Regione, avendo una convenzione già siglata nell'88, tenga conto di quelli che sono gli interessi più generali per quanto riguarda il problema occupazionale in particolare.
Attendiamo di vedere in futuro quali saranno gli sviluppi e ci auguriamo che finalmente si possa giungere alla definitiva soluzione di questo problema.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.
Dujany (Aut) Brevissimamente. Ci auguriamo tutti che la serietà della Società Castel, conosciuta in Europa, ci permetta di superare le difficoltà nelle quali si trovava la Società Antonelliana di Torino che prima deteneva il pacchetto maggioritario. Siamo effettivamente, come ha detto l'Assessore, nelle mani dei privati; l'Assessore oggi ci ha evidenziato quali sono gli impegni dei privati, pertanto la credibilità che ha sul mercato la Società Castel dovrebbe aiutare a superare le difficoltà.
Quello che però vorrei aggiungere è che ci troviamo in una situazione di così grande difficoltà contrattuale come Regione a seguito di un errore che a mio parere è stato enorme nella fase preliminare, quando cioè la Regione ha dismesso la proprietà a questa Società per azioni.
Evidentemente l'aver dismesso questa Società e il non essersi comportata la Regione come ad esempio si è comportata nella bassa Valle, dove ha mantenuto la proprietà delle proprie strutture, hanno fatto sì che la Regione si trovi oggi in una posizione di impotenza rispetto ai soggetti che operano. Ci si augura che i soggetti siano credibili e seri per uscire da questa situazione di impasse che sta perdurando da alcuni anni.
