Oggetto del Consiglio n. 816 del 20 luglio 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 816/X - Ratifica di deliberazioni adottate dalla Giunta regionale in via d'urgenza.
Oggetto n. 4513 in data 3 giugno 1994: Approvazione della proposta di documento regionale di programma afferente al piano triennale 1994/1996 per la tutela ambientale.
Presidente - La parola al Consigliere Bich.
Bich (APA) - Ci vuole illustrare egregio Assessore, il senso e la filosofia del programma?
Presidente - La parola all'Assessore dell'ambiente, territorio e trasporti, Riccarand.
Riccarand (VA) - Il piano triennale è un documento che viene predisposto sulla base di una programmazione del Ministero dell'ambiente e che vede la presentazione, da parte delle regioni, di una serie di proposte per i finanziamenti per alcuni settori che sono individuati direttamente dal Ministero. Nel programma, il Ministero prevedeva la possibilità di presentare richieste in tre settori: aree protette, aree urbane, bacini idrografici. La possibilità era rivolta alle regioni, ai comuni e, per le aree protette, agli enti parchi; quindi è stato inserito, per completezza, il programma approvato dall'ente parco del Gran Paradiso. Quindi, verificando gli interessi dell'Ente Parco Gran Paradiso, della Regione, dei comuni e con la collaborazione fra gli Assessorati all'ambiente, ai lavori pubblici e alla sanità, è stato predisposto il piano che è stato trasmesso al Ministero nei tempi dovuti, in modo che questo possa essere finanziato.
Presidente - La parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (PpVA) - Gli interventi previsti per Aosta, oltre alla limitazione dell'inquinamento acustico e atmosferico, riguardano la risoluzione del problema del traffico; ma questi fondi verranno ceduti al Comune come in una partita di giro?
Poi, alcune cose del piano le condividiamo, ma altre no. Siamo preoccupati nel leggere che vi è ancora l'intenzione di istituire nuovi parchi; ogni volta in cui si parla di aree protette c'è un ritornello, ma dietro non si vede un progetto chiaro. L'impressione che si ha è che non si sa bene come si pensa ad un'area della Valle e si va avanti in questo modo: si richiede al Comune un parere e si procede così. L'altra perplessità - che non è una critica all'Assessore - è data da uno stanziamento pari a 2 miliardi al Comune di Aosta con delle tabelle che, per uno come me e per altri che hanno fatto l'esperienza del Consiglio comunale di Aosta, fanno sorridere.
Un piano di riduzione del traffico prevede una serie notevole di interventi, primo dei quali è il reperimento di aree di parcheggio, perché è impensabile intervenire sul traffico alla periferia senza dei parcheggi. Ecco, a fronte di interventi massicci, noi scopriamo che non esiste nulla, nessun progetto, e nella tempistica allegata si prevede l'approvazione di un progetto entro 120 giorni. Ora io dico che, se il Sindaco Fiou dovesse avere un progetto esecutivo nei prossimi 120 giorni, io ritirerò tutti i miei pensieri negativi e lo voterò se si ripresenterà alle prossime elezioni.
Presidente - La parola al Consigliere Bich.
Bich (APA) - Ieri sera Gassman ha recitato il 33° canto del Paradiso, allora questa è la summa teologica di un programma ambientale di difficilissima applicazione. Per Aosta: decongestionamento del centro dal traffico veicolare privato. É un discorso che si fa almeno da 20 anni, ma non abbiamo un piano, soprattutto perché non abbiamo studiato elementi sostitutivi del traffico privato. Io sono ancora più divertito quando sento che danno 2 miliardi ad un'amministrazione che ne avanza 7 all'anno e non riesce neppure a progredire con la tempistica del Consiglio comunale, dal momento che mi risulta che le sessioni del Consiglio vanno buche.
É velleitario pensare di usare questi quattrini pesando esclusivamente sulla struttura comunale di Aosta, in cui l'azione è bloccata. Un altro punto, che è di difficile realizzazione, è il progetto di risanamento acustico in Aosta. Anche su questo vi è l'assenza di progetti; per l'utilizzo di particolari materiali nell'edilizia pubblica e privata siamo in controtendenza con la legge perché sappiamo che le agevolazioni sono date per le ristrutturazioni e il risanamento, e non esistono delle agevolazioni per l'operatore. Quindi mi sembra che il piano rimanga una dichiarazione d'intenti di difficilissima applicazione.
Presidente - La parola al Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Volevo sapere se si possono avere ulteriori informazioni in merito agli interventi da attuare nel Parco del Mont Avic.
Presidente - La parola al Consigliere Parisi.
Parisi (VAP) - Laddove si parla di inquinamento atmosferico, vorrei sapere se si intendono fare degli interventi per la riconversione degli impianti di riscaldamento; in particolare, se sono stati fatti degli interventi sulle strutture pubbliche per fare in modo che venissero riconvertiti gli impianti in metano. Siccome ci sono molti impianti a nafta, ci sono dei progetti in tal senso.
Presidente - La parola all'Assessore dell'ambiente, territorio e trasporti, Riccarand.
Riccarand (VA) - Questo documento è un programma che comprende un triennio, e riteniamo che le proposte siano realizzabili nell'arco di un triennio; non solo, ma il programma di intervento ambientale è ben più ampio, perché nel documento si tratta di inserire interventi finanziabili dal Ministero. Questa non è la summa teologica del piano di intervento ambientale.
Rispetto alla diffidenza sulla capacità del Comune di Aosta di usare questi finanziamenti, io la posso anche capire, però non sarei così pessimista. Sulla viabilità qualcosa si sta muovendo; io credo che ci troviamo alla vigilia di provvedimenti importanti che coinvolgono il Comune di Aosta. Nello scorso inverno è stata fatta una sperimentazione: per la prima volta è stato sperimentato un sistema di trasporto pubblico fatto a misura per la città. La Giunta ha già assunto le conseguenze della sperimentazione e ha deliberato l'attivazione della navetta non solo sull'asse est-ovest, dall'area Ferrando all'Arco d'Augusto, ma anche sull'asse nord-sud, dalla stazione all'Ospedale, in modo da realizzare un servizio urbano che rappresenti un'alternativa all'uso delle automobili. Contestualmente a questo, il Comune di Aosta si è impegnato a rivedere la politica dei parcheggi e a ridurre gli accessi al centro città e i parcheggi liberi all'interno delle mura romane. Tutto questo andrà avanti e siamo pronti a rispettare le scadenze in modo di realizzare da fine settembre questo servizio navetta che avrà un grosso impatto sulla città e uno dei programmi che è stato inserito è collegato a questo progetto.
Nell'ambito del piano del bacino di traffico, che è in corso di avanzata realizzazione e che sarà pronto in autunno, è prevista una riorganizzazione delle linee di trasporto suburbane che toccano la città di Aosta, per cui ci saranno alcune linee finalizzate al trasporto urbano: quartiere Dora, Tzambarlet, Cimitero; le altre linee non passeranno più per il centro, creando quindi un nodo di interscambio alla stazione. Quindi è chiaro che, definita questa struttura di trasporti, occorrerà mettere mano a tutta la segnaletica per gli utenti che sappiamo in quali condizioni versa: è penosa! La collaborazione che è un po' saltellante fra il Comune e le concessionarie dei servizi suburbani può portare, nell'arco di pochi mesi, alla definizione di un nuovo assetto più positivo per il trasporto pubblico in Aosta. Direi che le cose che sono qui previste stanno già procedendo, non si devono inventare.
Per quanto riguarda le aree protette e l'improvvisazione che regnerebbe, non è così, anzi direi che, con prudenza, si sta facendo un grosso lavoro di pianificazione. Noi abbiamo una legge che prevede delle procedure che sono state rispettate; è stato elaborato un piano dei parchi, esso è stato esaminato dalla Giunta e si è deciso di sentire i comuni interessati prima di arrivare ad una proposta organica a livello di Consiglio regionale. É chiaro che noi abbiamo un Parco nazionale, uno regionale e 8 riserve naturali, e quello che è previsto nel piano non riguarda nuove aree protette ma interventi di valorizzazione di quelle che già esistono. Sul Parco del Mont Avic sono previsti tre interventi proposti dall'Ente Parco che concernono la ristrutturazione della casa dell'inglese a fine museo con una spesa di 595 milioni; c'è la foresteria dei guardia parco al Grand Lac per 273 milioni e la richiesta della costruzione della sede dell'Ente Parco per 900 milioni.
Per quanto riguarda la questione del risanamento acustico, è chiaro che la cosa è tutta da impostare. La Regione si era dotata già di uno studio di base; oggi, per Aosta, è possibile fare un lavoro più approfondito e occorre fare la zonazione della città per intervenire. É chiaro che con 500 milioni non è che si preveda una realizzazione, si prevede di avviare un primo intervento.
Per la questione dell'inquinamento da nafta, io credo che i passi fatti siano noti; la prima scelta è stata di eliminare l'incentivazione sulla nafta che è defiscalizzata, quindi con l'eliminazione del 45 percento nel gennaio 1993-1994, e dell'ulteriore 45 percento nel gennaio 1995, noi eliminiamo un forte elemento di incentivazione. Sappiamo che il Comune di Aosta ha fatto un'ordinanza per vietare l'uso dell'olio combustibile fluido nella nafta e questa è stata impugnata; noi stiamo lavorando col Politecnico di Milano per avere una serie di dati onde poter emanare un provvedimento a livello regionale per eliminare la nafta. Però abbiamo bisogno di completare con una serie di dati il provvedimento, per renderlo forte.
Presidente - La parola al Consigliere Bich.
Bich (APA) - Io capisco che lei abbia una visione più ottimistica; purtroppo non posso dire che all'ottimismo seguano le realizzazioni. Anche in tempo di guerra si faceva la segnaletica orizzontale entro il mese di aprile; mi risulta che la segnaletica ad Aosta non sia conclusa ad agosto. Quel che mi sembra molto disarticolato è il piano del traffico, perché il Comune di Aosta dispone di un solo piano, il piano "Crotti" del 1988, che dà delle linee direttrici. Sulle ipotesi di piano che lei ha presentato, mi sembra che alcuni punti siano validi; quindi c'è un problema di studio da parte della città che si innesti su questi principi generali. Quindi, dichiarando il voto favorevole, in nome dell'antica ed eterna alleanza, solleciterei una maggiore sintesi delle iniziative tra la Regione e il Comune; il traffico locale può essere superato dall'intervento pubblico sostitutivo di quello privato, il servizio navetta è servito, ma era gratuito e non era sostitutivo del traffico privato.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 23
Astenuti: 5 (Collé, Lanièce, Linty, Marguerettaz, Tibaldi)
Il Consiglio approva
Si dà atto che, dalle ore 10,42, presiede il Vicepresidente Aloisi.
Oggetto n. 4738 in data 10 giugno 1994: Approvazione di una bozza di convenzione da stipulare con la casa di riposo "Refuge Père Laurent" di Aosta e valevole sino al 31 dicembre 1996, ai sensi e per gli effetti della legge regionale 19 agosto 1992, n. 41. Approvazione e impegno della relativa spesa di lire 2.030.000.000, per l'anno 1994.
Presidente - La parola al Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Volevo chiedere spiegazioni sull'articolo 5: si tratta della retta di ospitalità. In questo caso, il Refuge viene comparato alle altre comunità ma si sa che esse hanno un servizio migliore rispetto al Refuge in cui ci sono delle stanze con 4 persone. Visto che le rette sono di circa 2 milioni, si rischia di mettere in crisi le famiglie. Quindi si poteva emendare l'articolo 5 senza dire che la retta era equiparata a quella delle altre comunità pubbliche.
Presidente - La parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (PpVA) - Abbiamo concordato l'emendamento perché ci sembra davvero importante. Io credo che le convenzioni sociali debbano partire dal convincimento che tra pubblico e privato non c'è differenza, anzi che il pubblico si inserisce laddove il privato non riesce a dare risposte. Ora, anche dal punto di vista della tradizione storica della casa di riposo e dell'opera encomiabile che essa ha svolto, noi approviamo una cifra di 2 miliardi, che in realtà è una cifra piccolissima per la gestione di una casa di riposo che ospita più di 100 anziani; quindi dare 2 miliardi non è un grosso segno di generosità, nemmeno di avarizia.
Perché la Regione chiede che la casa di riposo imponga le stesse rette? Probabilmente la Regione ha detto che: "Dal momento che ti diamo dei soldi chiediamo che anche tu faccia pagare le stesse rette". É un ragionamento un po' fuorviante perché il servizio è decisamente diverso, ma soprattutto perché i costi per la collettività sono decisamente diversi. I costi per un anziano del Refuge sono almeno 10 volte meno di quelli per un qualsiasi altro anziano gestito da una struttura pubblica. Questo non è un demerito nei confronti delle comunità regionali, perché ad esempio la presenza del volontariato è scarsa e il servizio è migliore, ma è un dato di cui non si può non tenere conto. Quindi è giusto che la casa di riposo stabilisca quali sono le rette. Fino ad un anno fa questo vincolo non era presente. Un'ultima considerazione: ho notato che viene elargita una cifra inferiore, le spese in conto capitale vengono ridotte quasi della metà, ed anche su questo gradirei una spiegazione.
Presidente - La parola all'Assessore della sanità ed assistenza sociale, Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Permettez-moi de m'étonner parce que cette délibération a été approuvée à l'unanimité en Vème Commission! Les voies du Seigneur sont infinies...Ah, tu étais absent. La philosophie de l'amendement n'est pas la nôtre. Le discours est très simple: si le Conseil s'est donné des règles en disant que les tarifs à payer à l'intérieur des structures publiques et privées sont determinées d'une certaine façon, nous devons suivre ces règles. Je sais que la direction du Refuge a contesté ces règles et, de son point de vue, d'une façon légitime, mais nous ne pouvons pas accepter des conditions de ce genre.
Quand monsieur Marguerettaz parle justement de subsidiarité, il doit se rappeler qu'il existe un autre concept: celui de solidarité. Nous ne pouvons pas considérer les citoyens valdôtains d'une façon différente au fur et à mesure qu'ils sont hospitalisés dans une structure publique ou privée. L'aspect logistique des locaux est tout à discuter, s'il est vrai que dans le Refuge Père Laurent, comme dans d'autres structures publiques, par exemple celle de Challant Saint-Anselme ou de Roisan qui sont dans des situations très difficiles, à eux aussi on fait payer les deux millions comme tarif. Donc je dis que cet aspect est tout à discuter, car il me résulte que dans le Refuge existent aussi des studios, il y a une partie où les familles sont hospitalisées et alors là il faudrait faire payer, selon cette logique, un tarif doublement supérieur. On risque de définir deux situations différentes, si d'un côté l'on paye moins. On a longuement discuté ce problème avec les dirigeants et on a convenu que la chose la meilleure était de faire dans cette façon.
Pour ce qui concerne les coûts, je ne peux pas donner des réponses, car le Refuge Père Laurent n'a jamais présenté un compte rendu, ce que la loi du 1993 prétend. Alors, jusqu'à quand on n'aura pas un compte rendu, on ne pourra pas déterminer les coûts. A la fin de cette année on pourra vérifier si on donne trop ou trop peu au Refuge. Pour les investissements, ce n'est pas un choix politique, c'est simplement que les 30 millions sont pour donner une réponse aux petites nécessités. Donc je vous dis qu'on n'accepte pas l'amendement.
Presidente - Stiamo aspettando che venga distribuito l'emendamento. La parola al Consigliere Squarzino Secondina.
Squarzino (VA) - Presento qui alcune considerazioni fatte in Commissione. Ci siamo posti i problemi sollevati da Marguerettaz, soprattutto di un'assistenza omogenea per tutti gli anziani, e quindi della possibilità di consentire al bacino di Aosta di usufruire degli stessi servizi che ci sono in Valle.
Un altro problema è individuare delle altre risposte che non siano solo la microcomunità o l'ospizio; quindi bisogna coprire meglio il servizio a domicilio. Abbiamo fatto un elenco di questi problemi chiedendo che la tematica venga affrontata nel piano socio-sanitario in quanto le microcomunità sono risposte parziali a domande più articolate. Ancora, alcune famiglie sarebbero disposte a curare, a casa loro, gli anziani, ma non possono farlo per motivi economici e di lavoro; quindi favorirle nel piano degli interventi per fare in modo che l'anziano rimanga in famiglia è importante.
Poi abbiamo individuato un secondo aspetto del problema più limitato e relativo alle rette. Abbiamo inviato una lettera all'Assessore in cui diciamo:
1°) mentre in tutti gli altri servizi, quando si chiede un contributo, lo si chiede sia in base al reddito sia al carico familiare, per quanto riguarda il contributo per gli anziani non si tiene conto del carico familiare; allora è importante considerare anche il carico.
2°) in alcuni casi gli anziani sono ricoverati in ospedale; oggi la famiglia deve continuare a pagare per mantenere il posto: allora, come per gli asili nido si è prevista una riduzione in caso di assenza del bambino, anche in questo caso va previsto un meccanismo simile, in modo da sollevare la famiglia da una spesa inutile.
Presidente - La parola al Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Noi proponiamo l'emendamento solo per modificare l'articolo 5, comma 1, dove si dice che per la retta la casa di riposo "si uniforma", chiediamo di mettere che la casa di riposo "può derogare" o anche "gradualmente" e spero che l'Assessore capisca.
Presidente - La parola al Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Io voto contro l'emendamento perché chiederei che la struttura privata si adeguasse a quella pubblica, non dobbiamo far star male gli anziani perché stanno nella struttura privata. Tutti gli anziani devono stare meglio o almeno che tutti siano uguali.
Presidente - La parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (PpVA) - Se quella struttura e il prato attiguo sono rimasti di proprietà privata non è per cattiva volontà dell'ente pubblico, anzi sono anni che le varie amministrazioni hanno fatto di tutto per acquisire quella struttura. Noi siamo qui nell'era dell'iniziativa privata ma perennemente ricorre il ragionamento della longa manus pubblica su strutture che sono nate da iniziative solidaristiche private. Non abbia timore l'Assessore di votare quest'emendamento, al di là degli schieramenti; se facciamo uno sforzo che superi questo perverso meccanismo che talvolta ci prende un po' tutti, si può votare senza questo timore.
Non si tratta di sancire una disparità di trattamento tra i cittadini perché questa situazione già esiste, e per fortuna, perché se il privato non fosse in concorrenza col pubblico vivremmo in una società tremenda.
La situazione esiste perché un anziano che è ospite in una struttura privata costa mediamente in un anno alla collettività 17-18 milioni; un anziano ospite di una casa di riposo pubblica costa almeno 30 milioni l'anno, quindi c'è questa differenza. Noi possiamo chiudere gli occhi e dire che se si danno dei soldi ai privati loro devono far pagare la stessa retta, oppure sanzioniamo la validità sociale di una struttura come questa e le diamo la possibilità di derogare dalle necessità che ci siamo dati per la gestione delle nostre strutture.
Presidente - Passiamo alla votazione dell'emendamento di cui do lettura:
Emendamento - All'articolo 5, comma 1, si chiede di modificare così: "Per l'importo della retta di ospitalità per la contribuzione degli ospiti e dei familiari tenuti all'obbligo della prestazione degli alimenti e per la somma minima lasciata a disposizione degli ospiti per le minime necessità, la Casa di Riposo può derogare a quanto stabilito annualmente dal Consiglio regionale per le micro-comunità pubbliche della Regione".
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 6
Astenuti: 22 (Agnesod, Aloisi, Bionaz, Chenuil, Chiarello, Dujany, Lanivi, Lavoyer, Louvin, Mafrica, Mostacchi, Parisi, Perrin C., Perrin G.C., Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Squarzino, Vallet, Vicquéry, Voyat).
Il Consiglio non approva
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti, votanti e favorevoli: 29
Il Consiglio approva all'unanimità
Oggetto n. 4850 in data 17 giugno 1994: Realizzazione dell'intervento denominato "005 Tur - Fondazione per la formazione professionale turistica. Qualificazione biennale o triennale giovani post-obbligo e stipula di relativa convenzione con la Fondazione per la formazione professionale turistica.
Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Sono sempre più frequenti gli interventi nella formazione con la formula della gestione convenzionata; ricordo il corso per operatori congressuali. Questa volta ci pare che ci siano alcune aree di indeterminatezza in questa delibera: ecco quali sono, secondo noi. A chi si rivolge il corso, perché si parla generalmente di qualificazione biennale o triennale di giovani post-obbligo? Agli albergatori o ai neo-diplomati? Ma in questo caso verrebbe svilita l'attività degli istituti regionali e della scuola alberghiera
Poi, sulla base del preventivo di spesa, si vede che la Regione ha un intervento dell'80 percento ai sensi di una legge; di questo 80 percento circa 200 milioni sono per il corpo insegnante e circa 90 milioni per il personale non docente.
Però viene delegato alla Fondazione il reperimento di idoneo personale per le lezioni, quindi non sappiamo qual è la qualità di questi docenti. Altro punto riguarda la brevità del corso, che è previsto dal 1° ottobre al 31 dicembre; abbiamo poi scarse nozioni sulla preparazione dei docenti e sugli utenti del corso.
Quindi non perché sono soldi erogati dal FSE dobbiamo sottovalutarne l'utilità; sono soldi di tutti, che devono essere utilizzati bene. Mi pare che questa delibera non abbia chiarito quali sono i punti essenziali che intende perseguire e le caratteristiche del corpo insegnante. Vorrei avere alcune risposte dall'Assessore.
Presidente - La parola al Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (PpVA) - É interessante mettere in relazione la delibera in questione con quella riguardante il Refuge, perché ci troviamo in un campo diverso e noi diamo la possibilità ai giovani valdostani di investire sulla propria vita. Prima noi volevamo dare agli anziani solidarietà, accoglienza, e abbiamo discusso di far pagare delle rette anche consistenti.
In questa delibera noi spendiamo 366 milioni per 3 mesi e qual è la partecipazione che chiediamo a questi ragazzi? Zero. C'è una forte contraddizione: o la politica è lineare o non lo è per nulla. Non si vuole penalizzare le famiglie degli studenti, ma si vuol mirare agli esiti di questa formazione. Non nascondiamoci che, così come gli anziani possono essere parcheggiati, forse anche questo tipo di scuola può essere un parcheggio per chi non sa ancora bene che cosa fare; qui c'è la possibilità di dare da mangiare e da dormire gratis. Allora che cosa esce da questa scuola? La scuola alberghiera, quali risultati ha dato? Quanti alunni, oggi, sono ancora occupati nel settore turistico e con quali professionalità? Perché siamo tutti concordi che esso necessiti di un salto qualitativo;dobbiamo partire da qui, dalla scuola che forma gli operatori. Io attendo le risposte dell'Assessore.
Presidente - La parola al Consigliere Parisi.
Parisi (VAP) - Chiedo all'Assessore se il numero di 80 partecipanti è a numero chiuso o se invece è previsto un numero diverso da parte della legge che gestisce questo tipo di scuola. Poi chiedo se vi sono dei dati sulle possibilità di inserimento di questi giovani, perché in passato sono stati fatti dei corsi che non hanno dato esiti sufficienti, anche per il tipo di qualificazione che veniva rilasciata. Quindi, la qualificazione è basata su un'indagine conoscitiva? C'è una richiesta...non so, di cuochi? Poi, che tipo di qualificazione otterranno a fine corso?
Presidente - La parola all'Assessore del turismo, sport e beni culturali, Agnesod.
Agnesod (UV) - Il corso è organizzato dalla Fondazione per la formazione turistica ed è basato su un piano che la Regione, attraverso l'Ufficio studi e progetti, ha presentato alla CEE e che è stato approvato. Gli scopi: si rivolge ai giovani post-media e noi abbiamo dei risultati confortanti perché, anche se non tutti, una parte ridotta ha trovato collocazione in Valle; ma fuori Valle abbiamo dei casi di manager. Io ho ricevuto parecchie lettere da persone che sono uscite da questa scuola: ad esempio, mi ha scritto una persona che oggi lavora in Inghilterra e ha ricevuto la sua preparazione in questa scuola.
Abbiamo più di 20 anni di esperienza e con la Fondazione stiamo studiando un progetto al fine di completare il quinquennio di studi, se vogliamo che queste persone siano non solo dei bravi cuochi, ma anche dei manager. C'è una commissione per la didattica che è formata da un rappresentante della Regione in qualità di presidente, da un rappresentante dell'ente e da uno dei sindacati.
La commissione ha lo scopo di accertare la qualità degli insegnanti e dei corsi. Per il finanziamento, è stato riferito all'obiettivo 3 del Regolamento CEE n. 2081 del 1993 e si tratta di formazione per giovani disoccupati. Si è posta, all'interno della Fondazione, la necessità di far pagare una quota; sembra che da quest'anno la Fondazione, che ha piena autonomia, abbia deciso di far pagare una quota di circa 100.000 lire a testa. Questa deve essere vista come una scelta; quindi, dovendo pagare, si valorizza meglio la scuola. Comunque per noi ci sono stati dei risultati positivi in base ai dati che abbiamo acquisito. Per gli 80 partecipanti ci sono i posti approvati dalla CEE; se vi saranno più richieste verrà fatta una commissione per esaminare i candidati.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti: 26
Votanti e favorevoli: 22
Astenuti: 4 (Collé, Linty, Marguerettaz, Tibaldi)
Il Consiglio approva
Oggetto n. 5045 in data 17 giugno 1994: Dipendente regionale sig. Vittorio Domeneghetti - Collocamento a riposo a domanda.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti: 26
Votanti e favorevoli: 25
Astenuti: 1 (Linty)
Il Consiglio approva
Oggetto n. 5071 in data 24 giugno 1994: Concessione ai sensi della legge regionale 31/92 di un contributo di lire 6.400.000 allo Sci Club Valpelline nelle spese sostenute per l'organizzazione della gara di sci alpinismo denominata "Trofeo Angelo Bozzetti", svoltasi il 10 aprile 1994. Approvazione ed impegno di spesa.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità
Oggetto n. 5116 in data 24 giugno 1994: Approvazione del progetto e appalto a licitazione privata, dei lavori di ripristino ambientale, sentieristico e forestale in località Labiée, in Comune di Torgnon. Legge regionale 10 agosto 1987, n. 65. Approvazione ed impegno di spesa. Revoca dell'analoga deliberazione di Giunta n. 472 del 28 gennaio 1994.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti, votanti e favorevoli: 25
Il Consiglio approva all'unanimità
Oggetto n. 5226 in data 24 giugno 1994: Dipendente regionale di ruolo Consol Vanda - Accettazione delle dimissioni volontarie dal posto.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità
Oggetto n. 5227 in data 24 giugno 1994: Dipendente regionale Sig.a Bruna Gard - Collocamento a riposo a domanda.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità
Oggetto n. 5235 in data 24 giugno 1994: Dipendente regionale Sig.a Piera Squinobal - Accettazione delle dimissioni volontarie dal posto.
Presidente - Passiamo alla votazione della deliberazione in oggetto.
Presenti, votanti e favorevoli: 26
Il Consiglio approva all'unanimità
