Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 619 del 20 aprile 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 619/X - Composizione delle Commissioni consiliari permanenti.

Presidente - Dichiaro aperta la discussione sulla composizione delle Com­missioni consiliari permanenti e preciso che le stesse, ai sensi dell'articolo 20 del Regolamento interno, sono nominate dal Consiglio con votazione per alzata di mano, su proposta del Presidente del Consiglio, sentita la Conferenza dei Capigruppo.

La parola al Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Stamane tra le tante elucubrazioni ho sentito quella di Lanièce che annunciava le dimissioni dalla Presidenza dalla III Com­missione che era stata data all'opposizione e mi sembrava giu­sto che questo sistema continuasse. Ma in Commissione dei Capigruppo ci siamo resi conto che la maggioranza aveva già preso le decisioni. Noi intanto invitiamo Lanièce a non dimette­rsi, e se le dimissioni fossero date, dovrebbero essere discusse con la minoranza, che dovrebbe proporre un'eventuale candida­tura.

Presidente - A questa Presidenza sono già pervenuti i nomi dei consiglieri della maggioranza ma non ancora quelli della minoranza. L'op­posizione vuole riunirsi per esprimere i nominativi? Bene, allo­ra il Consiglio è sospeso.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 17,08 alle ore 18,04.

Presidente - Riprendono, dopo la sospensione, i lavori del Consiglio. La pa­rola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Mi pare che, pur non essendo cambiata la maggioranza, ci sia­no delle alterazioni sostanziali: la III Commissione era di un consigliere di minoranza, ora vedo che viene candidato Parisi. Vorrei sapere se si tratta di una proposta bonaria oppure se si tratta di un atto di imposizione.

Presidente - Credevo che questo problema potesse essere superato. Allora devo convocare la riunione dei Capigruppo per affrontare il problema in questa sede. La parola al Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) - Durante la riunione di minoranza mi è stato chiesto di non da­re le dimissioni. Io ho dato la mia parola al Movimento Popola­re Valdostano che mi ha invitato a dare le dimissioni, quindi io ringrazio le forze di minoranza, invito la maggioranza a conce­dere la Presidenza alla minoranza; però, per correttezza, io da­rò le dimissioni.

Presidente - Sono già pervenute le dimissioni del Presidente della Commis­sione Sviluppo Economico Ilario Lanivi, della II Commissione Joseph César Perrin, stanno per giungere quelle di Lanièce, quindi sospendiamo per la riunione dei Capigruppo.

Si dà atto che la seduta è nuovamente sospesa dalle ore 18,10 alle ore 18,16 per consentire la convocazione della Conferenza dei Capigruppo.

Presidente - Riprendiamo i lavori del Consiglio. Sono stati decisi i nominativi.

Per la I Commissione consiliare permanente (Istituzione e au­tonomia): Perrin Giuseppe Cesare, Bionaz Augusto, Ferraris Piero, Duja­ny Adolfo, Aloisi Giovanni, Bavastro Marco, Viérin Marco.

Per la II Commissione consiliare permanente (Affari generali): Borre Fedele, Perron Ego, Rini Emilio, Lavoyer Claudio, Lanivi Ilario, Bavastro Marco, Marguerettaz Rudi.

Per la III Commissione consiliare permanente (Assetto del ter­ritorio): Parisi Domenico, Borre Fedele, Bionaz Augusto, Perrin Carlo, Florio Vanni, Lanièce André, Chiarello Vittorino.

Per la IV Commissione consiliare permanente (Sviluppo eco­nomico): Piccolo Guglielmo, Voyat Ugo, Mostacchi Benito, Bich Edoardo, Chenuil Giorgio, Collé Ivo, Tibaldi Enrico.

Per la V Commissione consiliare permanente (Servizi sociali): Squarzino Secondina, Perron Ego, Perrin Giuseppe Cesare, Piccolo Guglielmo, Rini Emilio, Marguerettaz Rudi, Linty Pao­lo.

Questa è la proposta, si passa alla votazione per alzata di ma­no. La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - In maniera molto furba ci viene proposto un assetto per cui viene estromesso l'unico rappresentante della minoranza dalla Presidenza della III Commissione. Ora la volontà della maggio­ranza è confermata, mi ha detto Ferraris testualmente ora: " La tua incazzatura è il sinonimo di che cosa si tratta". Ho capi­to, si tratta di un vostro gesto fascista, voi lo condannate, lo utilizzate con la vostra superbia intellettuale contro altre per­sone in aula. Allora questo è l'oscurantismo al quale volete per­venire.

Noi non accettiamo questi metodi, la collaborazione che avete predicato fino ad ora viene sbiadita; mi chiedo quali rico­noscimenti vogliate lasciare alla minoranza. Allora mi rendo conto che la "polpetta" la dobbiamo pagare noi della minoranza, cedendo la Commissione per saziare la fame di uno degli acco­liti della maggioranza.

Presidente - Prego il Consigliere Tibaldi di moderare i termini e gli cedo nuovamente la parola.

Tibaldi (LN) - La minoranza fa le spese dei cambiamenti, quindi i vostri bei propositi rimangono sulla carta. Prendo atto che il collega La­nièce ha dato le dimissioni, anche se non era tenuto a rilasciarle, e mi sembra che le sue dichiarazioni di appartenere alla minoranza fantomatica siano state espresse; perché bisogna rispettare le funzioni politiche e le forze politi­che con le quali si collabora. Si poteva fare una collaborazione proficua, inoltre ritengo che la minoranza dovrà riflettere su questo comportamento e adottare qualche strategia comune per evitare che venga soffocato il dibattito democratico all'interno di quest'aula e delle Commissioni.

Presidente - La parola al Consigliere Bavastro.

Bavastro (LN) - Io ho presieduto per 5 mesi una Commissione, per volere del destino. Devo ritenere di aver dato prova di grande scorrettezza e grande faziosità perché, se in questi mesi il prodotto è questo mutamento di atteggiamento, devo ritenere di averne dato mo­tivo. Vorrei che ciò mi fosse detto chiaramente perché io sono convinto di avere ricoperto quel ruolo con correttezza.

Presidente - La parola al Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Questa carica era stata data a Lanièce non da un partito, ma dalla minoranza: io vorrei avere chiarimenti da Lanièce. Si era parlato di apertura, poi si è spinto un membro della minoranza a dimettersi da un incarico al quale era stato eletto dalla mino­ranza. Non so che cosa dire, io ho fatto una dichiarazione posi­tiva sul futuro di questa Giunta, ma oggi mi ricredo.

Presidente - La parola al Consigliere Collé.

Collé (PpVA) - Questa mattina abbiamo sentito che questa maggioranza in­tendeva collaborare con la minoranza, quindi da una parte si chiede collaborazione e, dall'altra parte, si porta un elenco per le Commissioni in cui vi era la prassi, non in tutte, adottata da Rollandin, di lasciare una Presidenza alle forze di minoranza. Si vede che si vuole tornare indietro a quei periodi; se questo è rinnovamento noi non ci stiamo.

Il Presidente si riferiva questa mattina, parlando del nuovo Governo, al neofascismo allarman­te; ebbene, noi lì non abbiamo le prove, invece qui le prove ci sono. La tentazione della minoranza era di non presentare nes­sun componente in Commissione: tuttavia, riteniamo di colla­borare, ma diversamente, ci organizzeremo meglio, ci mettere­mo malizia, perché incorriamo in grossi problemi. Per quanto riguarda il Consigliere Lanièce che, eletto dalla minoranza, de­ve rispondere alla minoranza, egli ci ha detto che il suo Movi­mento gli ha chiesto di presentare le dimissioni perché nel dia­logo con la Fédération avevano concordato questa linea; questa contrattazione ci preoccupa e la minoranza abbandonerà l'aula questa sera.

Presidente - La parola al Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) - Sono state dette alcune inesattezze. Nel mio discorso ho detto che, essendo venuto a sapere che la maggioranza aveva deciso che le Commissioni sarebbero state date tutte alla maggioran­za, io sono disposto a dimissionare perché sono nella minoran­za, anche perché altrimenti sarei andato nella maggioranza.

La scelta è personale e la situazione si sarebbe evoluta comunque in questa direzione, ma non volevo dimostrare di essere attac­cato alla poltrona. Quindi ho dato le dimissioni perché ho tenu­to conto della volontà della maggioranza del Consiglio. Da una parte, provo rammarico perché anch'io ritengo che la minoran­za debba avere un posto mentre, d'altra parte, le mie dimissioni dipendono da una scelta personale e anche dalla volontà del Movimento Popolare Valdostano, dato che non vorrei che si potesse pensare che ci fosse una persona che voleva assoluta­mente rimanere ancorata alla propria poltrona.

Presidente - La parola al Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Quando stamane nel mio intervento fiabesco, come qualcuno lo ha definito, facevo riferimento ai consigli del padre e del padre del padre, pensavo anche a questo. Il padre è l'ultima persona che nel Consiglio aveva tolto alla minoranza una Presidenza delle Commissioni. La cosa che amareggia di più è il fatto che la Presidenza sia stata tolta senza dare una motivazione da parte di nessuno; è qui che il ruolo della minoranza viene an­nientato: non è una questione di posti di potere, ma di ricono­scimento di un ruolo, invece non ci si degna nemmeno di dare una motivazione di questa clamorosa retromarcia.

Questo è il fatto nuovo, è un primo frutto concreto della verifica, gli altri li aspetteremo. Questa è la dimostrazione della "polpetta": la maggioranza si è trovata di fronte a due piatti della bilancia; da una parte, il riconoscimento della maggioranza, dall'altra parte, l'accontentare qualche singolo o qualche forza politica.

Allora è chiaro che la minoranza non si presta a questo gioco, perché una maggioranza così ampia sembra avere ancora delle preoccupazioni per ridimensionare la minoranza.

In un conses­so democratico come questo, a nostro avviso, si viola un rappor­to politico tra 35 consiglieri eletti. Io credo alla buona fede del Consigliere Lanièce e spero di non dovermi ricredere.

Presidente - La parola al Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - Les changements qui sont intervenus ont engendré cette nécessité. Je crois qu' il y a eu sur cette nécessité une réflexion qui ne peut être présentée suivant l'interprétation donnée par les conseillers qui ont parlé jusqu'à présent. Tout d'abord, ce matin nous avons parlé d'un panorama politique italien sans faire référence à aucun Gouvernement. Je crois qu'il faut faire une différence entre forces qui se rattachent à certaines idéologies; je ne crois pas qu'on puisse, par un simple choix politique, définir la majorité obscurantiste ou néofasciste et que cette décision empêche la minorité de s'exprimer au sein des commissions.

Il existe pas, non plus, de jugement négatif sur l'action qui a été menée par M. Lanièce ou par M. Bavastro: je crois que le jugement est politique. Par ailleurs, la démission de M. Lanièce est personnelle; de ce point de vue, donc, certaines affirmations doivent tenir compte de la réalité. Le jugement était politique et, en fonction des exigences politiques, on peut tantôt prendre une position, tantôt en prendre une autre.

On fait une réflexion sur la fonction que la Présidence de cette commission doit remplir, on n'a pas mis en discussion des organes institutionnels, c'est une réflexion.

On parle de retour du passé, ailleurs c'est le nouveau qui avance, c'est la responsabilité des forces politiques, vis à vis des électeurs, c'est dire "non" à certaines formes de "consociativismo", c'est prendre des responsabilités pour ce qui est des organes qui sont fonctionnels quant à l'activité du Gouvernement, parce que c'est par le biais de cette activité que l'action d'un Gouvernement peut être jugée plus ou moins efficace.

Il ne me semble pas qu'en Italie nous soyons les seuls à faire ce genre de réflexions, je ne partage donc, pas les affirmations qui ont été formulées. Compte tenu du fait que les rapports doivent être précis, le système électoral va dans cette direction et la responsabilité tout entière doit en être prise; cette décision va dans cette direction: avoir tout les moyens pour que ces responsabilités reviennent au Gouvernement et à la majorité qui le soutient.

Presidente - La parola al Consigliere Linty.

Linty (LN) - Circa un anno fa, quando si trattava di fare una scelta e di mettersi a disposizione della collettività presso gli organi isti­tuzionali e non presso le associazioni di paese, pensavo di poter dare un apporto e di trovare un dialogo, una chiarezza e una limpidezza nelle persone con cui andavo a lavorare.

In questo anno, come prima ricordava Ivo, è chiaro, ci siamo fatti l'espe­rienza, perché nessuno nasce politico o amministratore e la materia è così vasta che richiede parecchio tempo per poterla approfondire. Però, in questo anno, sono anche successi parec­chi fatti che non voglio dire, che mi hanno disgustato, perché altrimenti non sarei qui e avrei già rassegnato le dimissioni da consigliere, ma che non mi sembrano giusti e quando una cosa non mi pare giusta lo dico.

Abbiamo assistito a dei salti di ban­chi improvvisi, abbiamo tutti vissuto il travaglio politico di al­cuni movimenti e partiti, sia a livello nazionale sia a livello re­gionale; siamo arrivati, oggi, a discutere di queste Commissioni consiliari dopo quattro rinvii e ci troviamo con una scelta, una scelta che fa la maggioranza e che dice: "Bene, la Presidenza delle cinque commissioni va a consiglieri della maggioranza".

Io capisco Ferraris quando ha chiamato in causa il Deputato Irene Pivetti e capisco che al PDS non vada giù il fatto che, co­me negli scorsi anni, non gli siano state date le Presidenze dell'antimafia, delle riforme istituzionali e della Camera; vorrei però ricordare, anche al Presidente che a parlato prima, che a Roma non sono stati eletti come qui dove abbiamo una legge proporzionale, fino a quando non si arriverà ad una modifica, bensì sono stati eletti con un nuovo tipo di legge, una legge maggioritaria di tipo anglosassone, dove tutte le cariche sono ricoperte dal movimento, dal partito o dalla coalizione che vince e credo, quindi, che il raffronto non si possa fare.

Dicevo poi che, fino ad oggi, mi pare che l'azione del gruppo della Lega Nord non sia certo stata di opposizione strumentale, perché quando abbiamo posto dei quesiti e quando abbiamo avanzato delle iniziative le abbiamo sempre motivate e, al di là del fatto che siano state o meno approvate, credo che nessuno possa sindacare l'opposizione del nostro gruppo consiliare. A questo punto però il nostro gruppo farà una seria riflessione, perché in questo anno ci siamo anche accorti di cose che non vanno e, se fino ad oggi abbiamo cercato di sensibilizzare gli amministratori, d'ora in poi opereremo in una maniera più in­cisiva.

Credo poi che dopo il 27 e 28 di marzo le cose a Roma siano cambiate: la DC e il PSI oggi non ci sono più e quindi penso che come rappresentante in Valle d'Aosta del movimento di maggioranza che ha più seggi alla Camera dei Deputati farò presente le mie considerazioni in seno al Consiglio Federale, visto che è da lì che partono gli input e credo che si possano fa­re presenti molte cose.

Io so che la Lega Nord in Valle d'Aosta viene volentieri bypassata perché ci considerano tre ragazzotti; personalmente, non farei molto affidamento su questo metodo perché non credo che sia il modo più giusto per instaurare un rapporto di collaborazione.

Concludo dicendo che Lanièce, per quanto riguarda il gruppo della Lega Nord, ha, con oggi, sancito la sua uscita dalla mino­ranza, anche se effettivamente c'è da chiedersi dove stia, visto che non fa parte neanche della maggioranza.

Per me il Consi­gliere Lanièce è un satellite che vaga, una meteora vagante nell'universo che, ribadisco, non riconosco far parte della mino­ranza. Capisco i motivi personali, signor Presidente, e ho avuto anche occasione di farglielo presente; però, anche qui, possiamo andare a sindacare, visto che non credo che questa versione dei "motivi personali" possa passare perché, se andiamo a scavare, vediamo che le dichiarazioni fatte da Lanièce rispetto al Movi­mento Popolare Valdostano abbiano poco di personale ma che ci siano piuttosto dei legami politici e non certo delle questioni personali.

Aggiungo che non mi pare si stia andando verso un rapporto di collaborazione; da parte nostra, ci troveremo per vedere quali sono le iniziative da intraprendere e vorrei che eventi di questa natura non si verificassero più nel futuro, per evitare la guerra fredda, anche se quando uno spara è anche giusto che l'altro risponda.

Si dà atto che i Consiglieri appartenenti ai gruppi Lega Nord, Popolari per la Valle d'Aosta e Rifondazione Comunista abban­donano l'aula consiliare per protesta.

Presidente - Mi spiace che i Consiglieri della minoranza abbiano abbando­nato l'aula, ma passiamo comunque alla votazione delle propo­ste formulate durante la riunione della Conferenza dei Capigruppo.

Presenti, votanti e favorevoli: 26

Il Consiglio approva all'unanimità.