Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 607 del 6 aprile 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 607/X - Definizione della situazione gestionale della Casa da Gioco di Saint-Vincent. (Reiezione di risoluzione)

Risoluzione - Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Atteso che al fine di rilanciare al meglio il Casinò di Saint?Vincent codesta Amministrazione regionale si è fissata due obiettivi precisi: la rapida definizione della situazione ge­stionale e l'acquisizione di tutte le proprietà private attinenti al Casinò;

Constatato che più delibere adottate dal Consiglio regionale inerenti l'affidamento della gestione della Casa da gioco sono state, o sono tuttora oggetto di contenzioso giudiziario o di pro­nunce sfavorevoli da parte della Magistratura amministrativa;

Preoccupato della sensibile riduzione degli incassi e del calo qualitativo dei servizi globalmente offerti alla clientela del Ca­sinò, indici di una politica gestionale in declino a causa dell'in­certo futuro affidamento della concessione all'attuale società ge­rente;

Considerato che ai sensi della Legge regionale 21 dicembre 1993, n. 88 il Consiglio regionale può istituire, con propria de­liberazione, la Gestione straordinaria per l'esercizio della Casa da gioco di Saint?Vincent;

Impegna

la Giunta regionale:

1) a definire, entro 60 giorni, l'acquisizione della proprietà delle infrastrutture ritenute funzionali all'esercizio della Casa da gioco;

2) a predisporre, al più presto e comunque non oltre il termine di cui al punto precedente, la Gestione straordinaria regionale del Casinò di Saint?Vincent.

F.to: Tibaldi - Collé - Chiarello

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Brevemente e in maniera sintetica anche perché l'argomento lo conosciamo tutti, ormai.

Vengo alle ragioni che hanno indotto la minoranza a proporre quest'ordine del giorno. L'interesse primario dell'Amministra­zione regionale è quello di ottenere il risultato più conveniente per la gestione del Casinò di Saint-Vincent, visto che ha un'im­portanza primaria nell'equilibrio economico della Regione. Mi pare che questa importanza sia stata sottolineata nella giusta maniera dalla Giunta regionale e dalla maggioranza in occa­sione del suo insediamento; in particolare, la Giunta regionale si è prefissata due obiettivi, che sono una definizione rapida e corretta della situazione gestionale e soprattutto l'acquisizione di tutte quelle proprietà che sono funzionali all'esercizio della Casa da gioco.

Due obiettivi che sono salienti per una corretta gestione della Casa da gioco e per un proficuo vantaggio per la Regione auto­noma Valle d'Aosta.

Purtroppo le vicende che si sono susseguite in questi ultimi due anni, dal momento in cui è scaduta la concessione alla società che attualmente la gestisce, e tutto l'iter di proroghe e di vicen­de giudiziarie che si sono avute in questo periodo, hanno porta­to ad una maturazione di eventi e di decisioni anche da parte di questo Consiglio. Siamo tuttora nelle more di una decisione che è quella del TAR della Valle d'Aosta, su un'ordinanza di so­spensiva che è stata pronunciata nel dicembre scorso, ma non è l'unico fatto giudiziario rilevante (per livello giudiziario intendo magistratura amministrativa), perché ci sono anche altre forme di ricorso che riguardano altre deliberazioni o, addirittura, ri­corsi straordinari al Presidente della Repubblica. Quindi c'è una sorta di altalena di situazioni, che sono indefinite, ancora imprevedibili e che porteranno senz'altro alla prosecuzione di questa situazione di stallo, se la Regione non interviene in maniera attiva con una sua soluzione temporanea a definire questo stato di cose.

Ecco che questa situazione sta già provocando determinati ri­flessi, soprattutto sull'andamento gestionale della Casa da gio­co: innanzitutto un calo degli incassi di cui senz'altro la Giunta avrà maggior cognizione del sottoscritto, anche perché i pro­spetti contabili che periodicamente le vengono forniti lo sanci­scono chiaramente; un calo qualitativo del servizio, segnalato non solo dagli utenti dei giochi, ma anche da alcuni dipendenti, che forse sono più lungimiranti sulla situazione grave che sta vivendo la Casa da gioco valdostana. Questi effetti sono de­terminati da un sostanziale immobilismo della società che ge­stisce; ovviamente, un immobilismo che è motivato da un'incer­tezza del futuro gestionale della Casa da gioco: sarà la stessa società a proseguirne la gestione o saranno altre società? Ov­viamente il privato, qui, ha tutto l'interesse a non fare investi­menti azzardati oppure interventi economici che possano poi ripercuotersi negativamente, anche se la stessa Casa da gioco non gli verrà poi affidata in futuro. Quindi questo suo immobi­lismo, se vogliamo, sotto un certo profilo, è più che motivato.

Pertanto, la preoccupazione che viene espressa in questa riso­luzione da parte delle forze di minoranza non è solamente una preoccupazione chiusa in questo ambito politico, ma è una preoccupazione che proviene dalle stesse forze lavorative che ci sono a Saint-Vincent; abbiamo già visto anche i sindacati pren­dere posizioni, seppure diverse: i sindacati autonomi in un certo senso, i sindacati confederali in un altro senso, comunque preoccupazioni che in un certo qual modo devono farci riflettere e soprattutto darci quell'impulso necessario affinché la Regione si attivi in maniera propizia per definire, o perlomeno tentare una definizione della vertenza.

Un importante provvedimento che è stato emanato da questo Consiglio regionale è stata la legge n. 88, che prevede la gestio­ne straordinaria della Casa da gioco di Saint-Vincent. É impor­tante perché viene a colmare un vuoto legislativo che prima esisteva e permette l'intervento della Regione in alcuni casi specifici, ove la continuità gestionale (per qualsiasi ragione) non possa più essere assicurata. Questo è dunque uno stru­mento che potrebbe essere utilizzato da quest'Amministrazione regionale per cercare di tentare di dare una soluzione. Orbene, se continuiamo ad attendere una soluzione a livello giudiziario, penso che non si arriverà mai ad una definizione completa della situazione, perché ad un ricorso farà seguito un altro ricorso, un ricorso magari in appello e quindi ci sarà, visto che gli inte­ressi sono rilevanti, una continua reiterazione di situazioni in­stabili, indefinite, che alla fine nuocciono solamente a quella che è una delle più importanti realtà produttive (e se vogliamo anche un fiore all'occhiello) della nostra regione.

Visto che il pericolo è, come più volte abbiamo sottolineato tutti quanti, quello della futura nascita di case da gioco in altre zone d'Italia, è ovvio che la concorrenza dovrebbe anche stimolarci a cercare di tirare acqua al nostro mulino, che finora ha prodotto, seppure con i cali qualitativi e quantitativi di cui vi dicevo pri­ma, ma soprattutto per far fronte, in un prossimo futuro, in maniera responsabile e seria a quella che dovrà essere la desti­nazione della Casa da gioco di Saint-Vincent.

Quali sono le soluzioni che si propongono in quest'ordine del giorno? Sono due: la definizione dell'acquisizione della proprie­tà delle infrastrutture che sono funzionali, e cioè Grand Hôtel Billia, Hôtel du Parc, eccetera... c'è un elenco lungo e dettaglia­to nella bozza di convenzione. Questo perché, innanzitutto, si fa leva sulla convenzione attualmente esistente che è stata proro­gata sull'articolo 21, che prevede un diritto di prelazione da parte della Regione di acquistare in prossimità della scadenza della concessione tutte queste infrastrutture, e poi anche sull'articolo 4 di quella bozza di convenzione che il 16 dicembre scorso non ha potuto essere approvata per quell'ordinanza di sospensiva da parte del TAR di Aosta. Quindi la volontà di ac­quistare queste infrastrutture, che sono comunque molto im­portanti, è stata manifestata nel 1978 ed è stata manifestata anche nel 1993 in occasione delle trattative che si sono protrat­te fra Giunta e Sitav.

Mi sembra che si tratti solo di estrapolare una manifestazione di volontà congiunta, nel senso di voler comunque arrivare all'acquisizione di queste proprietà che sono funzionali all'esercizio della Casa da gioco.

Nel secondo punto, invece, si sancisce qual è la soluzione che le forze di minoranza ritengono di portare all'attenzione del Con­siglio, e che sono la predisposizione di quella che è la gestione straordinaria. Uno strumento che avrebbe potuto essere attua­to già nel dicembre scorso, ma i tempi stretti non l'hanno per­messo perché allora era il 20 dicembre, mancava ancora il visto della Commissione di Coordinamento e poi, tecnicamente, non era forse possibile. Questa proroga tecnica ci permette, se vo­gliamo, di temporeggiare fino al 30 giugno, ma il 30 giugno si sta avvicinando inesorabilmente; qui siamo in una situazione di passiva attesa, aspettiamo una pronuncia della magistratu­ra, determinate situazioni si stanno incancrenendo, si possono creare dei danni che potranno essere irreversibili per quella che è la gestione della Casa da gioco. Sostanzialmente chiediamo quindi che l'Amministrazione regionale predisponga il commis­sariamento della Casa da gioco, o meglio, la gestione straordi­naria regionale del Casinò di Saint-Vincent.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Brevemente, per dire le motivazioni che ci hanno spinto a sot­toscrivere questa risoluzione.

Il motivo principale è quello, man mano che ci si avvicina alla data della scadenza della proroga, di una preoccupazione non del tutto infondata, che nasce dal fatto che dal dicembre scorso praticamente né in Consiglio né nelle sedi delle commissioni abbiamo più avuto modo di sentire nuove informazioni o nuove decisioni del Governo regionale a riguardo della situazione del Casinò. Quindi la sensazione è proprio quella che ci si trovi in una posizione passiva rispetto agli eventi che si susseguono. Abbiamo appreso dai giornali che questa sentenza dovrebbe es­sere nota probabilmente a fine mese, e qualunque essa sia, co­munque ci mette in una situazione di preoccupazione.

Sono stati tanti e tali gli avvenimenti in un passato, e prossimo e remoto, che hanno messo nelle condizioni il Governo regiona­le di dover continuamente tacconare delle situazioni che si ve­nivano di volta in volta a creare, che è più che mai necessario, a due mesi e mezzo dalla scadenza di questa proroga, che il Go­verno si organizzi in modo che, qualunque sia poi il risultato delle sentenze, delle trattative, eccetera, la Regione Valle d'Aosta sia pronta. A noi quello che interessa è questo, sostan­zialmente: che a fine giugno la situazione del Casinò di Saint-Vincent si regolarizzi in un senso o nell'altro, ma in maniera definitiva.

Sono certo che questa è una preoccupazione del Governo regio­nale; questa risoluzione non vuole essere una mozione stru­mentale nei confronti del Governo, ma anzi vuole ribadire, a nostro avviso, la volontà di tutte le forze consiliari presenti di andare ad una risoluzione definitiva di questa questione.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Ritengo opportuno dare una giustificazione del mio appoggio a questa risoluzione. Mi sembra che le motivazioni espresse dagli intervenuti, precedentemente, siano più che sufficienti; un'al­tra giustificazione che voglio dare è che i dipendenti che riman­gono appesi ad un filo per un gioco delle parti non ci vanno tanto bene. Vorremmo che il 30 giugno si chiudesse questa far­sa del Casinò, perché ormai sta diventando una farsa nel mi­glior modo possibile. Penso che sia una spinta nei confronti di questa Giunta a far sì che alla scadenza della proroga saremo, questa volta, pronti, e non addurremo ragioni tecniche per il non commissariamento, o per far sì che il Casinò si proroghi ulteriormente ed i dipendenti rimangano in una situazione ab­bastanza spiacevole.

Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - N'ayant pu le faire avant, je demande une brève suspension de séance, pour définir la position de la majorité sur la résolution.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,50 alle ore 19,02.

Presidente - Riprendono i lavori. Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - Nous pouvons sans doute partager certaines affirmations de la résolution qui a été présentée, à savoir les objectifs: définir cette situation de la gestion de la Maison de jeu de Saint-Vin­cent et, également, acheter les différentes propriétés afin de pouvoir disposer de tous les éléments pour en arriver, par la suite, à des renouvellements de convention qui ne nous mettent pas dans des situations difficiles, telles les situations que nous sommes en train de vivre aujourd'hui; de même que l'affirma­tion que nous nous trouvons en difficulté, compte tenu du con­tentieux qui est en cours dans les différents tribunaux, Conseil d'Etat ou autre.

Il y a, par contre, des affirmations qui ne correspondent pas à la réalité des faits. Indubitablement cette situation d'incerti­tude a des conséquences sur l'activité et la gestion de la Maison de jeu mais, sur la base des données dont nous disposons, la situation actuelle (du moins pour ce qui est des recettes et pour ce qui est des présences) n'est pas si catastrophique que mon­sieur Tibaldi l'a présentée. Si nous prenons le compte rendu des trois premiers mois de 1994, du point de vue des recettes il y a eu une augmentation de 1.376.392.828 lires, donc 2,7 pour cent en plus par rapport à la même période de l'année précé­dente, ce qui a représenté pour l'Administration régionale une augmentation de 2,31 pour cent, à savoir 785.152.681 lires en plus par rapport aux trois mois de 1993. Même si nous considé­rons le nombre des présences à l'intérieur de la Maison de jeu au cours de ces trois premiers mois, il y a eu une augmentation de 6,32 pour cent, c'est-à-dire qu'il y a eu 1588 personnes en plus qui se sont rendues à Saint-Vincent.

Mais à part ces considérations, nous partageons l'avis que cette situation d'incertitude quand même pèse lourd quant à l'acti­vité de cette Maison de jeu, parce qu'elle limite - si nous ne voulons pas parler de blocage - un plan d'investissements de la société.

Il y a également un souci qui est commun et qui a été exprimé par ceux qui sont intervenus, à savoir nous avons prorogé cette convention jusqu'au 30 juin de cette année, mais nous devons être prêts parce qu'avant cette échéance nous devons définir la situation de cette Maison de jeu, et c'est là que nous avons des avis différents. Tout en précisant cette volonté, à savoir que pour le 30 juin prochain la situation doit être définitivement éclaircie et définie, nous devons nous garder un éventail de choix, compte tenu également des aspects juridiques. Le TAR de la Vallée d'Aoste s'est déjà prononcé à cet égard et donc il s'agit d'un élément important qui peut orienter notre choix, un élément nécessaire, dirais-je, pour que l'on puisse examiner les différentes possibilités, en remarquant que, cette fois, nous pouvons effectivement utiliser cette loi régionale du 21 décem­bre 1993, n. 88, et donc nous préparer à une gestion extraordi­naire temporaire de cette Maison de jeu.

Mais décider déjà aujourd'hui, en votant cette résolution, dans un certain sens veut signifier mettre la charrue avant les boeufs. Le TAR s'est déjà prononcé, nous devons connaître cette décision, de façon à être prêts à choisir les différentes possibili­tés que nous pouvons avoir aujourd'hui quant à la gestion de cette Maison de jeu. Certains disent: nous avons attendu et toujours d'une attente à l'autre nous sommes arrivés à cette situation. Comme je l'ai dit, nous partageons cette remarque et il n'est absolument pas dans nos intentions d'attendre au-delà de cette échéance du 30 juin, mais il nous semble qu'aujour­d'hui nous sommes le 6 du mois d'avril; une attente d'une vingtaine de jours au bout de laquelle nous connaîtrons la dé­cision du TAR, peut effectivement nous permettre d'affronter toute la situation et être prêts, pour cette échéance du 30 juin, avec la décision que nous estimerons la plus opportune, compte tenu de la possibilité importante dont nous disposons mainte­nant de préparer tous les actes de cette gestion extraordinaire de la Maison de jeu de Saint-Vincent.

C'est pour ces raisons que si les Conseillers qui ont présenté cette résolution le veulent bien, je ne veux pas ici avoir la pri­mauté quant à certaines indications, ils peuvent retirer tempo­rairement ce document pour pouvoir le discuter à la fin du mois. En disposant de ces données auxquelles je me référais, nous pourrons donc, à ce moment-là, affronter concrètement le problème et, à la rigueur, même être d'accord sur les indica­tions qui sont formulées aujourd'hui. Si, par contre, ils veulent maintenir cet engagement aujourd'hui, je pense qu'il est pré­maturé et donc nous nous abstiendrons sur cette résolution.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Ringrazio il Presidente che a nome della maggioranza ha for­mulato alcune determinazioni, che sono comunque importanti, soprattutto dal punto di vista che vengono accettate, perlomeno parzialmente, alcune ragioni indicate in questo documento.

Riguardo all'handicap di questi dati che non corrispondono alla realtà, ringrazio il Presidente per averlo detto, ne prendo atto, i dati in mio possesso non sono ufficiali quanto i suoi; gli umori che ho registrato io sulla base di alcuni sondaggi sono di diver­so avviso e quindi mi sono permesso di esprimerlo congiunta­mente ai miei colleghi della minoranza, in questa risoluzione.

Un dato di fatto che qui unanimemente emerge è che la situa­zione di incertezza sta pesando molto, e sta pesando soprattut­to su questa gestione immobile, poco sicura e poco certa che sta proseguendo a livello di esercizio della Casa da gioco. Non è che abbia disegnato la situazione catastrofica, però mi piace agire con una sorta di previdenza, cercando non di mettere il carro davanti ai buoi, ma di anticipare determinati problemi che pre­sumo si possono realizzare. D'altronde, determinate osserva­zioni le feci già durante la seduta del 4 novembre scorso, quan­do poi regolarmente il 16 dicembre, chissà come mai, cadde l'ordinanza di sospensione del TAR che bloccò certe determina­zioni che questa giunta e questa maggioranza si erano prefissa­te.

Lo so che il ventaglio di possibilità è ampio. Dalla decisione nel merito del TAR di fine aprile potranno scaturire una serie di iniziative da parte di quest'Amministrazione regionale, che possono essere di diverso tipo ed andare in diversa direzione. Però - e mi è parso di averlo anche illustrato sinteticamente nel mio intervento iniziale - sono due anni che il Consiglio regiona­le si sta barcamenando fra una soluzione giurisdizionale e una delibera che poi viene o bocciata o diventa oggetto di ricorso. Quello che sarà il responso del TAR a fine aprile è difficile pre­vederlo, però dalle dichiarazioni del Presidente l'auspicio è che questo responso sia di un determinato tipo, perché si possa co­munque porre una certa soluzione alla questione "Casinò". E se così non fosse, non è nemmeno da escludere un ricorso al Con­siglio di Stato da parte della Regione, e quindi si innesterebbe un ulteriore grado di appello, un ulteriore grado di giudizio che potrarrebbe questa situazione di incertezza per un altro anno, o chissà quanto.

La risoluzione comunque si può modificare, se viene accettata parzialmente. Inoltre mi sembra che nel dispositivo non ci sia­no delle enunciazioni tassative; nel punto 2 si parla di predi­sposizione della gestione straordinaria, il che vuol dire attivarsi e dare inizio a quell'iter procedurale affinché venga prevista, magari lo stesso 30 giugno, la gestione straordinaria. Non è che si dice da domani bisogna intervenire in questa maniera, ma predisporre vuol dire dare avvio ad una determinata procedura.

Potremmo anche chiedere una sospensione e consultarci con gli altri colleghi che hanno sottoscritto questo documento; perso­nalmente, ritengo che non sia intempestiva la proposizione di questo atto e che non sia fuori luogo che il Consiglio esprima con una sua valutazione l'idoneità o meno di "questo" documen­to in "questo" momento, al fine di evitare perdite di tempo inutili. Fra meno di 90 giorni saremo di nuovo chiamati all'ap­pello per decidere il da farsi; avremo una situazione diversa, un ventaglio di opportunità. Comunque, l'unico strumento, se vo­gliamo dare una certa soluzione transitoria alla Casa da gioco di Saint-Vincent, è quello che è previsto nella legge 88/93.

Personalmente ritengo che questa risoluzione non debba essere ritirata, ma votata.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Sentendo l'intervento del Presidente della Giunta, mi aspettavo fosse di un tono diverso, speravo cioè che il Presidente, come già in passato ha fatto, a volte in maniera opportuna e altre volte in maniera meno opportuna, dicesse: "Il Governo regiona­le sta già lavorando su questo, per cui cade la motivazione della risoluzione". Una giustificazione di questo genere era più plausibile, quella che invece è stata data non mi trova perso­nalmente d'accordo.

Avendo avuto modo nei mesi scorsi di andare a ricostruire tutta la storia del Casinò, delle varie discussioni che si sono susse­guite in Consiglio, mi pare che questo tipo di giustificazione ci rimetta in un'antica strada, cioè la strada dell'attesa, la strada di dire: "Aspettiamo le scadenze delle varie sentenze". Questa è la strada che in passato ha sempre condotto chi era chiamato a decidere a trovarsi in grossa difficoltà.

Il Presidente dice che con questa risoluzione mettiamo il carro davanti ai buoi; direi, almeno dal mio punto di vista, che si tratta di mettere le mani avanti. Tutti noi ci auguriamo che questa risoluzione non appena saremo a conoscenza di detta sentenza venga a cadere; se la sentenza dà ragione a Sitav, si può trattare con Sitav, nessuno fa più nessun tipo di ricorso; benissimo, tutto questo viene a cadere, e finalmente c'è una strada sicura.

Ma se così non fosse - e l'esperienza accumulata in questi anni è lì a monito per ognuno di noi - oggi sarebbe estremamente importante che il Consiglio regionale dicesse questo, cioè dicesse: "Oggi, Giunta regionale, impegnati a pre­disporre questo!". Abbiamo fatto una legge in un momento in cui la situazione non era chiara e, proprio perché la situazione non era chiara, abbiamo detto che il Consiglio regionale assu­meva una legge per poter commissariare il Casinò, legge che abbiamo tutti coscientemente votata.

Oggi si percorre quella strada iniziata da voi e da noi condivisa, cioè dal momento che ci siamo dati lo strumento, vediamo di avere la capacità di at­tuarlo, se poi non ce ne sarà bisogno non lo attueremo, ma se il bisogno ci sarà, saremo pronti.

Lasciatemi anche un po' di malizia: perché la maggioranza non vuole votare questa risoluzione? Obiettivamente le motivazioni date dal Presidente paiono debolissime e sono convinto che molti consiglieri in quest'aula le ritengono egualmente deboli. Se ci sono problemi di altra natura, soprattutto di fronte a questioni delicate come queste, vanno accantonati. C'è un mo­mento di verifica, c'è un momento di difficoltà probabilmente, ma non voglio giocare su queste cose.

Di fronte ad un atto di questo genere chiedo a tutte le forze politiche un atto di buona volontà: non si tratta di mettere in difficoltà nessuno, non si tratta di giudicare negativamente l'operato della Giunta; si tratta di prendere a coscienza un problema. Un problema che oggi non sembra essere così grande, ma che dopodomani può di nuovo essere un grosso problema. Non permettiamo che questo succeda.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto.

Presenti: 29

Votanti: 9

Favorevoli: 8

Contrari: 1

Astenuti: 20 (Agnesod, Bionaz, Chenuil, Dujany, Ferraris, Flo­rio, Lanivi, Lavoyer, Mafrica, Mostacchi, Perrin Carlo, Perrin Giuseppe Cesare, Perron, Piccolo, Riccarand, Rini, Stévenin, Vallet, Vicquéry e Viérin Dino)

Il Consiglio non approva

Presidente - I lavori sono terminati. Il Consiglio sarà riconvocato nei giorni 20 e 21.

La seduta è tolta.

La sessione termina alle ore 19,22