Oggetto del Consiglio n. 595 del 6 aprile 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 595/X - Parere sullo schema di decreto legislativo recante norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Valle d'Aosta.
Articolo 1 - (Modifiche alle norme di attuazione)
Le norme di attuazione dello statuto speciale della regione Valle d'Aosta, contenute nella legge 5 luglio 1975, n. 304, den DPR 31 agosto 1975, n. 861, nel DPR 27 dicembre 1985, n. 1142, nella legge 16 maggio 1978, n. 196,nel DPR 22 febbraio 1982, n. 182, nei D.Lgs. 28 dicembre 1989, n. 430, n. 431, n. 432, n. 433, n. 434, nel D.Lgs 27 aprile 1992, n. 282, le norme di trasferimento di funzioni alla regione Valle d'Aosta contenute nel DLL. 7 settembre 1945, n. 545, nel DLCPS 11 novembre 1946, n. 365 e nel DLCPS 23 dicembre 1946, n. 532, nonché l'ordinamento finanziario della regione stabilito, ai sensi dell'articolo 50, comma 3, dello statuto speciale, con la legge 26 novembre 1981, n. 690 e con l'articolo 8, comma 4, della legge 23 dicembre 1992, n. 498, possono essere modificati solo con il procedimento di cui all'articolo 48-bis del medesimo statuto speciale.
Articolo 2 - (Invalidi civili)
1. Le funzioni relative all'erogazione di pensioni, assegni e indennità sia mensili che a vita, e relativi oneri accessori, ai mutilati ed invalidi civili, ai sordomuti e ai ciechi civili sono trasferite alla regione.
Articolo 3 - (Strade statali)
1. Le strade statali n. 406, 505, 506 e 507 sono trasferite alla regione.
2. I provvedimenti statali di declassificazione nonché l'atto regionale di nuova classificazione o di diversa destinazione previsti dall'articolo 6, comma 3, lettera b della legge 16 maggio 1978, n. 196 sono emanati entro il 31 dicembre 1994.
Restano a carico dello stato gli oneri inerenti ai lavori per il ripristino delle sedi stradali danneggiate dagli eventi calamitosi verificatisi in Valle d'Aosta nell'autunno 1993.
3. D'intesa fra lo stato e la regione saranno determinati i modi e la misura del concorso statale al finanziamento delle opere necessarie per realizzare gli svincoli per le strade trasferite ai sensi dell'articolo 12 comma 6 legge 24 dicembre 1993, n. 537 e la strada statale n. 26.
Articolo 4 - (Servizio antincendio)
1. Il servizio antincendio della regione Valle d'Aosta è autorizzato a reclutare annualmente, a domanda, volontari ausiliari tratti dai giovani tenuti a rispondere alla chiamata alle armi per obbligo di leva, ai quali si applicano le norme statali sull'incorporamento di unità di leva nel corpo nazionale dei vigili del fuoco.
2. La regione procederà all'emanazione della legislazione di cui all'articolo 19 della legge 16 maggio 1978, n. 196, entro il termine del 31 dicembre 1994.
3. Si applica l'articolo 45 della legge 16 maggio 1978, n. 196.
Articolo 5 - (Diritto di voto)
1. Nei comuni della repubblica è istituita la lista elettorale aggiunta dei cittadini che hanno trasferito la residenza nel territorio della regione Valle d'Aosta.
2. I cittadini che trasferiscono la residenza in un comune della regione Valle d'Aosta, cancellati dalle liste elettorali del comune di emigrazione a norma del T.U. 20 marzo 1967, n. 223 e successive modifiche, restano iscritti per la durata di un anno nella lista indicata dal precedente comma.
3. L'iscrizione nella lista elettorale aggiunta decorre dalla data in cui il cittadino viene iscritto, a norma delle vigenti leggi, nell'anagrafe della popolazione residente del comune di immigrazione sito nel territorio della predetta regione a tal fine i sindaci dei comuni della regione devono comunicare i nominativi dei cittadini di cui trattasi ai comuni di loro ultima residenza nel restante territorio della repubblica.
Articolo 6 - (Liste elettorali)
1. Gli elettori iscritti nella lista elettorale aggiunta, prevista nell'articolo 5, hanno diritto di esercitare il voto nel relativo comune nelle elezioni per il rinnovo dei consigli della regione e della provincia in cui è compreso il comune medesimo.
2. Gli interessati continuano ad essere assegnati alla sezione a cui erano iscritti prima del trasferimento della residenza nel territorio della regione Valle d'Aosta.
3. I sindaci dei comuni della regione Valle d'Aosta, nel termine di 48 ore, devono comunicare a quelli dei comuni indicati nel precedente comma, perché ne venga presa nota nella lista elettorale aggiunta, ogni trasferimento che, nel corso dell'anno, l'elettore effettua nell'ambito del territorio regionale.
Tale variazione deve essere comunicata a cura dei sindaci dei comuni di immigrazione.
4. I cittadini iscritti nella lista elettorale aggiunta ne vengono cancellati alla scadenza del periodo di cui al comma 2 dell'articolo 1, oppure quanto, nel corso dello stesso, hanno ulteriormente trasferito la residenza fuori dal territorio della regione Valle d'Aosta.
Articolo 7 - (Organo di controllo)
1. La commissione di coordinamento della Valle d'Aosta, di cui all'articolo 45 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), esercita il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della regione, indicati nell'articolo 8.
2. Gli atti soggetti a controllo divengono esecutivi se la commissione di coordinamento non ne pronuncia l'annullamento nel termine di venti giorni dal loro ricevimento, con provvedimento motivato, in cui venga enunciato il vizio di legittimità riscontrato, o se entro tale termine dia comunicazione di non riscontrare vizi di legittimità.
3. Il termine è interrotto una sola volta se prima della sua scadenza la commissione di coordinamento chiede chiarimenti o elementi integrativi di giudizi. In tale caso il termine per l'annullamento decorre dal momento della ricezione degli atti richiesti.
4. Agli effetti del decorso dei termini previsti dai commi 2 e 3, gli uffici della commissione di coordinamento rilasciano immediatamente ricevuta degli atti sottoposti a controllo e delle note di risposta.
5. Il provvedimento di annullamento ha carattere definitivo.
Articolo 8 - - (Atti fondamentali soggetti a controllo)
1. Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della regione, esclusa ogni valutazione di merito, si esercita sugli atti appartenenti alle seguenti categorie:
a) regolamenti ed altri atti aventi contenuto normativo a rilevanza esterna;
b) atti generali di indirizzo o di direttiva, a rilevanza esterna, piani anche territoriali, programmi e altri atti integrativi o modificativi dei contenuti dei predetti provvedimenti o che ne tengano luogo;
c) contratti collettivi per il personale della regione e degli uffici ed enti dipendenti dalla regione;
d) atti di disposizione del demanio e patrimonio immobiliare eccedenti l'ordinaria amministrazione;
e) criteri e modalità per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari;
f) appalti e concessioni per opere, servizi e forniture che non siano previsti in atti di programmazione o che non ne costituiscano mera esecuzione;
g) assunzione di servizi pubblici, non riservati alla disciplina della legge regionale, e concessione degli stessi non derivanti da piani e programmi;
h) atti generali relativi alla determinazione di tariffe, canoni o rette per il rilascio di autorizzazioni, licenze ed altri analoghi provvedimenti;
i) atti e provvedimenti generali attuativi delle direttive ed applicativi dei regolamenti della comunità economica europea.
Articolo 9 - (Atti non soggetti a controllo)
1. In aggiunta agli atti che non rientrano nelle categorie indicate all'articolo 8 restano esclusi dal controllo di cui al presente decreto gli atti politici, gli atti di organizzazione interna degli organi regionali, nonché i provvedimenti assunti dagli organi regionali nell'esercizio di funzioni di controllo sugli atti adottati dai comuni, dall'Unità sanitaria locale e dagli altri enti locali della regione, anche se relativi a materie ad essi delegate o subdelegate dalla regione.
Articolo 10 - (Pubblicazione ed esecutività degli atti)
1. Gli atti deliberativi degli organi regionali sono pubblicati mediante affissione all'albo notiziario dell'amministrazione regionale, per quindici giorni consecutivi, salvo il più breve termine stabilito nell'atto stesso.
2. Gli atti deliberativi degli organi regionali possono essere dichiarati immediatamente eseguibili, per specifiche e motivate ragioni d'urgenza che ne rendano indilazionabile l'esecuzione.
3. Gli atti dichiarati immediatamente eseguibili ai sensi del comma 2, devono essere inviati alla commissione di coordinamento entro tre giorni dalla data in cui sono adottati. In difetto di tale invio si ritengono decaduti.
4. Entro dieci giorni dal ricevimento la commissione, ove ritenga illegittimi gli atti di cui al comma 3, ne pronuncia l'annullamento, con provvedimento motivato, ai sensi dell'articolo 7.
Articolo 11 - (Audizione della regione)
1. I componenti della giunta regionale e il presidente del consiglio regionale hanno diritto di essere sentiti, quando ne facciano richiesta, per gli atti di rispettiva competenza, dalla commissione di coordinamento in ogni fase del procedimento di controllo. Gli stessi possono farsi assistere da consulenti. Dell'audizione, che non sospende il termine per l'esercizio del controllo, è fatta menzione nel verbale della seduta.
Articolo 12 - (Atti delegati)
1. Il controllo sulle deliberazioni adottate dai comuni, dalle comunità montane e dagli altri enti locali nelle materie ad essi delegate o subdelegate dalla regione è attribuito agli organi regionali di controllo di cui all'articolo 43 della legge 26 febbraio 1948, n. 4.
Articolo 13 - (Rappresentante della regione)
1. Il rappresentante della regione in seno alla commissione di coordinamento dura in carica fino al novantesimo giorno successivo all'insediamento del consiglio regionale della Valle d'Aosta.
2. Con lo stesso procedimento di cui all'articolo 45 della legge 26 febbraio 1948, n. 4 sono nominati i supplenti della commissione di coordinamento. I supplenti possono prendere parte alle riunioni della commissione solo in caso di impedimento dei componenti effettivi.
3. Ai rappresentanti della regione spettano i gettoni di presenza ed i rimborsi spese in misura stabilita dalla giunta regionale.
Articolo 14 - (Abrogazione di norme)
1. Gli articoli 60, 61, 62, 63, 64, 65, 67 e 68 della legge 16 maggio 1978, n. 196 (Norme di attuazione dello statuto speciale della Valle d'Aosta), sono abrogati.
Articolo 15 - (Quota latte)
1. La regione disciplina con propria legge i criteri di attribuzione e di trasferimento delle quote per il controllo della produzione lattiera prevista dai regolamenti della comunità europea, in conformità agli stessi regolamenti comunitari.
Articolo 16 - (Trasferimenti agli enti locali)
1. Dopo il comma 2 dell'articolo 3 del D.Lgs 28 dicembre 1989, n. 431, è aggiunto il seguente comma:
"3. Lo stato assicura in ogni caso ai comuni della Valle d'Aosta il finanziamento dei servizi indispensabili per le materie di competenza statale ad essi delegate o attribuite, nella misura determinata dalla normativa statale vigente per gli altri comuni della repubblica".
2. Le relative risorse sono ripartite nel rispetto dei criteri previsti dalla normativa statale per gli altri comuni della repubblica.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta regionale Dino Viérin.
Viérin D. (UV) - La loi constitutionnelle du 23 septembre 1993, n° 2, article 3, a inséré un article supplémentaire à notre statut spécial, l'article 48-bis: "Il governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi, recanti le disposizioni di attuazione del presente statuto e le disposizioni per armonizzare la legislazione nazionale con l'ordinamento della Regione Valle d'Aosta, tenendo conto delle particolari condizioni di autonomia attribuite alla Regione. Gli schemi dei decreti legislativi sono elaborati da una commissione paritetica, composta da sei membri, nominati rispettivamente tre dal governo e tre dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, e sono sottoposti al parere del consiglio stesso".
Nous avons pourvu à nommer nos représentants au sein de la commission paritaire, qui a été instituée par la présidence du Conseil des ministres le 20 décembre 1993; de cette commission font partie MM. Pizzetti, Barra Caraccioli et Gabbioli, nommés par le gouvernement, et MM. Angeletti, Onida et Predieri, nommés par le Conseil, la commission étant présidé par M. Predieri, nommé par la région.
Cette commission s'est donc réunie et sur la base des indications qui ont été fournies par le gouvernement et compte tenu des nécessités liées à la mise en application de l'article 12, 6ème alinéa de la loi des finances 1994, alinéa dont nous avions discuté au sein de cette assemblée au moment de la votation du budget (cet alinéa prévoyait que "a partire dal primo gennaio 1994 e fino al corrispondente trasferimento di competenze, in applicazione del comma 7" qui fixe comme délai le 31 mars 1994 "le somme erogate dal ministero dell'interno sui capitoli del proprio stato di previsione agli aventi diritto residenti nella Regione Valle d'Aosta, nonché gli oneri di parte corrente e le spese per investimenti comunque non eccedenti il valore annuo di 40 miliardi, sostenuti dallo stato nella Regione Valle d'Aosta, sentita la Regione stessa, per le strade statali n. 406, 505, 506 e 507, ivi compresa la quota relativa di funzionamento per il compartimento ANAS di Aosta, gli oneri di funzionamento dei servizi antincendio operanti sul territorio della regione, e i trasferimenti statali spettanti agli enti locali della Regione, ai sensi del D.Lgs. 30 dicembre 92, n. 504, sono posti a carico della Regione Valle d'Aosta e vengono recuperati dal ministero del Tesoro sulle erogazioni spettanti alla Regione a qualunque titolo. Dai rimborsi di cui sopra sono esclusi gli oneri derivanti dai ripristini delle sedi stradali danneggiate dagli eventi calamitosi verificatisi in Valle d'Aosta nell'autunno 1993"), une double nécessité se présentait. D'une part, sur la base de ces dispositions de la loi des finances il s'avérait nécessaire de, compléter le discours qui avait été entamé au sein de cette assemblée, à savoir qu'il ne s'agisse pas simplement d'un transfert du point de vue des charges financières à la Région autonome Vallée d'Aoste, mais que parallèlement il y ait également un transfert de compétences et, partant, un renforcement des pouvoirs, des possibilités d'intervention et d'action de notre Région, afin d'éviter de payer quelque chose sans avoir la possibilité d'intervenir, sans avoir la compétence des actions y afférentes.
Il y avait, d'autre part, une deuxième exigence, à savoir celle d'éviter que du point de vue des rapports financiers entre l'Etat et la Région toutes les années l'on célèbre ce rite de descente à Rome pour éviter que l'on remette à nouveau en discussion les accords conclus les années précédentes. Cela entraîne des conséquences négatives et du point de vue de la nature même des rapports entre la Région et l'Etat et, surtout, du point de vue de l'impossibilité d'avoir un cadre défini quant au montant des transferts financiers et, pourtant quant aux possibilités d'intervention de l'Administration régionale pour établir des programmes et, donc, pour compter sur les moyens financiers nécessaires pour les réaliser. Par ailleurs cette commission, qui est désormais permanente et c'est la première fois que l'on peut utiliser cet instrument de définition ou de redéfinition de normes et de compétences s'est également penchée sur certains aspects qui nécessitaient une définition du point de vue de la compétence de la Région. Il s'agit de problèmes importants qui touchent et le droit de voter et la question des contrôles sur les actes administratifs de la Région, le problème des quotas laitiers, pour terminer avec les questions concernant les transferts financiers de l'Etat en faveur des collectivités locales.
Il s'agit donc d'une mesure importante, qui permet de réaffirmer et deconsolider les compétences et les prérogatives de la Région autonome Vallée d'Aoste dans plusieurs secteurs. A cet égard je tiens à remercier non seulement les représentants de la Région mais tous les membres de cette commission paritaire pour le travail accompli. Un travail qui a été exécuté dans des délais extrêmement brefs: la commission s'est réunie le 25 mars pour approuver cette ébauche de décret, la transmission a été effectuée fin mars - début avril au Conseil. Je tiens également à remercier pour leur sensibilité, les membres de la Ière commission et son président qui se sont réunis hier et qui ont exprimé l'avis nécessaire, permettant donc aujourd'hui l'examen de cet acte par le Conseil, ce qui est d'une importance fondamentale pour les compétences et pour l'autonomie de notre Région.
Je sais que le temps a été limité et je suis donc le premier à l'admettre; mais cela s'imposait d'une part pour l'importance de cette mesure, d'autre part pour son contenu (il ne s'agi pas en effet de problèmes nouveaux, dans le sens que le conseil s'est penché plusieurs fois sur ces thèmes, il s'agit dans plusieurs cas simplement de donner exécution à des volontés qui avaient été exprimées par ce même conseil.
Brièvement je veux donc présenter ces différentes dispositions, tout en me réservant d'intervenir par la suite sur la base des requêtes d'éclaircissements qui me seront soumises de votre part.
L'article 1er prévoit que les décrets d'application déjà adoptés, les dispositions portant transfert de compétences de l'Etat à la Région, les dispositions concernant les rapports financiers entre la Région et l'Etat, soient soumis, quant à leur révision, à la procédure établie par l'article 48-bis de notre statut. A savoir, l'on pourra, dès que ce décret sera en vigueur, remettre sur un plan d'égalité les rapports entre la Région et l'Etat, du fait que toute modification à ces normes doit suivre cette procédure de la commission paritaire; toutes ces modifications doivent donc non seulement obtenir l'accord des représentants de la Région et les représentants du Gouvernement, mais aussi être soumises à l'approbation de cette assemblée. Il est très important d'affirmer ce principe, qui attribue une dignité nouvelle aux rapports Région-Etat sur ces différents thèmes.
L'article 2 se rapporte, par contre, au problème de la loi de finances 1994, loi qui nous a déjà transféré les charges financières concernant les retraites et les actions pour les invalides; cet article 2 prévoit maintenant le transfert des compétences. C'est donc la Région qui pourra intervenir dans l'exercice de ses fonctions.
L'article 3 concerne les routes nationelles, les routes des vallées de Cogne, de Gressoney, d'Ayas et de Valtournenche, qui seront transférées d'ici le 31 décembre 1994 délai à la Région. A la rigueur il n'était pas nécessaire de prévoir ce genre de transfert, si ce n'est par rapport aux prévisions ou aux normes qui sont déjà contenues dans la loi n° 196 du 16 mai 1978; il y avait cependant la nécessité d'une coordination entre les mesures de la loi n° 196 et le transfert des compétences afférentes à ces routes d'état. Cet article permettra de réglementer ce transfert et, pourtant, d'intervenir sur ces différentes routes, en répondant ainsi aux sollicitations des collectivités concernées qui depuis des années demandent notre intervention à cet égard.
De même l'article 4, concernant les sapeurs-pompiers: cette compétence a déjà été attribuée à la Région par la loi de 1978; maintenant il est établi qu'avant la fin de l'année le conseil régional sera appelé à voter cette loi régionale réglementant le secteur, mais par cette disposition nos jeunes pourront effectuer leur service militaire dans le corps valdôtain des sapeurs-pompiers; voilà donc qu'une possibilité supplémentaire est offerte à nos jeunes.
Les articles 5 et 6 réglementent une disposition de la loi électorale concernant l'élection du conseil régional; pour pouvoir exercer le vote, une période minimale de résidence dans une commune valdôtaine est requise (une année). Pendant ce délai les personnes concernées sont déjà insérées dans les listes électorales de la commune de résidence, et elles sont effacées des listes de la commune d'origine. Or, n'ayant pas une année de résidence, elles ne peuvent exercer leur vote au Val d'Aoste, mais elles ne peuvent pas non plus exercer leur droit de vote dans la commune où elles résidaient auparavant; cette disposition, à l'instar de dispositions qui sont déjà en vigueur pour les régions du Trentin, du Tyrol du sud, prévoient des listes supplémentaires dans les communes d'origine, de façon à permettre aux personnes concernées d'y exercer leur droit de vote dans le cas où il y aurait des élections dans ces communes.
Les articles 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 et 14 réglementent le problème des contrôles sur les actes administratifs de la Région. C'est un thème qui est réglementé actuellement par la loi 196/78; entre-temps, l'Etat étant intervenu par des mesures successives à réglementer le problème des contrôles, sans cette disposition l'on se trouverait dans une situation paradoxale, à savoir que tandis que dans toutes les autres régions les contrôles d'opportunité sont éliminés, ils resteraient en vigueur pour la Région Vallée d'Aoste en vertu des dispositions de la loi n. 196. Grâce à ces articles tout est réglementé; il définit exactement le genre de contrôle, qui est un contrôle de légalité, il définit également les actes qui sont soumis au contrôle de la commission de coordination et il réglemente enfin les procédures pour la publication et pour la définition des rapports entre les organes de la Région et la commission de coordination.
Quant aux deux derniers articles ils concernent, la question des quotas laitiers et le transfert de fonds aux collectivités locales. Le conseil régional avait voté tout dernièrement une résolution, dans laquelle il sollicitait une gestion régionale du problème des quotas laitiers, pour surmonter toutes les difficultés qui sont actuellement liées à cette gestion. Aux termes de cet article c'est la région qui pourra réglementer ce problème, en se basant sur les directives de la communauté économique européenne, de façon à établir un lien entre quotas laitiers et territoire, et de façon à pouvoir donc valoriser les caractéristiques de notre agriculture.
L'article 16 concerne le transfert des fonds aux collectivités; locales, il est à mettre en rapport toujours avec la loi de finances qui nous a transféré les charges concernant ces transferts en faveur des collectivités locales. Cet article prévoit que sur les matières qui sont de ressort de l'Etat mais sont soit déléguées soit attribuées aux communes, l'Etat continue à verser aux communes valdôtaines la quote-part liée à ces transferts sur la base des mêmes critères qui sont établis pour toutes les communes de l'Etat. Il s'agit donc d'une possibilité supplémentaire de compter sur des financements en faveur de nos communes. Pour terminer, le Gouvernement est à votre disposition pour fournir tous les renseignements complémentaires; je veux encore une fois souligner la signification politique de ce décret, qui permet et de définir de la façon souhaitée par tout le conseil la nature des rapports entre la Région et l'Etat pour ce qui est des dispositions financières et, surtout, d'augmenter les compétences de notre Région dans les différents secteurs qui font l'objet de ce décret.
C'est un premier pas. Je crois que grâce à la constitution de cette commission paritaire, nous disposons de l'instrument juridique qui pourra nous permettre de donner application aux dispositions statutaires qui ne sont pas encore appliquées; nous pourrons compléter ce transfert de compétences et, en même temps, mieux harmoniser les dispositions de l'Etat avec les exigences spécifiques de notre Région.
Si dà atto che, dalle ore 11,40, presiede il Vicepresidente Aloisi.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.
Tibaldi (LN) - Per un breve intervento, perché purtroppo non ho avuto occasione di prendere visione accurata di questo documento.
Si tratta senz'altro di un documento certamente importante, come diceva giustamente il presidente della Giunta; ha un significato politico profondo e ovviamente per la Valle d'Aosta ha un aspetto notevolmente importante.
Ci sono solo alcune osservazioni che bisogna fare, che sono di natura procedurale, anche perché di natura sostanziale non abbiamo avuto il tempo di esaminarlo a fondo.
Innanzitutto questa serie di norme ci è stata consegnata questa mattina, almeno al sottoscritto, e penso a tutti i consiglieri che oggi sono presenti in aula. La I commissione è stata chiamata in via d'urgenza ad esaminare il pacchetto di norme venerdì, quindi alla vigilia della Pasqua. Dal 31 marzo ad arrivare al 6 aprile l'assemblea è chiamata ad esprimersi su, ripeto, un pacchetto di norme che è estremamente importante. So che sono norme comunque di favore, so che sono comunque competenze che potrebbero essere ridefinite in maniera più ampia e compiuta anche in quello che sarà il nuovo assetto politico ed istituzionale dell'Italia. Quindi si tratta di un decreto legislativo, per cui il governo uscente lascerà la competenza al parlamento e al governo subentranti di emanare la legge in materia.
Orbene, mi sembra che il distacco fra il governo uscente e quello che dovrà subentrare sarà notevole; parlo di distacco dal punto di vista sia politico sia istituzionale. Dovrà essere ridefinito questo nuovo assetto, penso che anche la Val d'Aosta debba giocare con i suoi due parlamentari un ruolo completamente differente nello stabilire quali sono le nuove competenze che potrebbero esserci attribuite nel nuovo disegno, mi auguro, federale e maggiormente garante delle autonomie locali del nostro stato.
Dico questo per individuare forse una maggiore riflessione del Consiglio sull'oggetto di questa documentazione e per chiedere, se possibile, un rinvio e un esame più approfondito dei contenuti della medesima documentazione.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Anche la mia posizione è simile a quella di Tibaldi. Fra le varie leggi che vengono richiamate nell'articolo 1 si parla della legge 26 dicembre 1981, probabilmente è la legge dei 9/10, volevo capire come viene calcolato questo riparto sui 9/10.
Poi volevo fare una osservazione che mi è cara, che va ad incidere sullo statuto; dicevamo che a chi aveva residenza in Valle d'Aosta il primo anno non gli veniva riconosciuto il diritto di votare, mentre adesso questo diritto gli è stato rimesso. È un'ipocrisia che uno che ha aspettato sei mesi prima di avere la residenza in Valle d'Aosta, che ha quasi un anno di residenza in Valle d'Aosta, debba andare a votare per il Consiglio regionale della Calabria, del Veneto o della Sicilia, che non lo amministrerà mai.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bich.
Bich (APA) - Se devo confessare una cosa, dovrei dire "non so, non capisco bene" e voglio esprimere le cose che non capisco.
Punto primo, non capisco la procedura; adesso noi approviamo queste norme di attuazione dello statuto speciale della regione Valle d'Aosta del decreto legislativo, sarà un decreto legislativo quello che dovrà essere approvato, il testo è quello licenziato dalla commissione paritetica ed è quello che noi leggiamo qui. Cosa succederà dopo? Specifichiamolo bene perché non si capisce, o forse non l'ho capito bene io.
Secondo aspetto, con questo passo cominciamo una lunghissima marcia, difficile e complessa, il cui oggetto è la trattativa con lo stato di una modifica di norme, di leggi, di rapporti fra regione e stato. Ci vengono scaricate delle competenze, che per adesso sono limitate, sono direi molto assottigliate; generalmente quando avviene questo movimento del trasferimento di competenze dal centro alla periferia noi abbiamo sempre esultato, perché si va nel senso del federalismo, nel senso dell'autogestione. Però tutti gli organi dello stato hanno almeno due mani, una mano nel dare e una mano nel prendere; allora la mano dello stato centralizzato ci dà queste competenze e questo ci rende senz'altro più responsabili, ci dà certe garanzie anche nelle entrate per la copertura delle spese concernenti queste competenze, sono garanzie senz'altro blindate perché entrano nella normativa costituzionale, quindi in leggi che sono di difficile spostamento. Sappiamo però già dalle notizie politiche che vengono fuori in questi giorni sui giornali, che tutto l'ordinamento viene rimesso in discussione. D'altronde lo abbiamo detto dappertutto, quando parliamo di federalismo parliamo di cambiamento completo dell'ordinamento, di un'inversione assoluta. Quindi questa è comunque una blindatura che ha tempi non infiniti, è una blindatura che si andrà attenuando man mano che prenderanno consistenza gli impegni assunti da maggioranze novelle, ma ancora allo stato attuale in fieri; un cambiamento che anche poli politici alternativi a queste maggioranze hanno sostenuto comunque doversi attuare, cioè l'ordinamento così com'è non andrà avanti più di tanto, questo per dichiarazione unanime di tutti i soggetti politici.
Questo non per dire che andiamo verso un futuro oscuro, ma verso un futuro in cui la Valle d'Aosta dovrà quanto meno produrre una trattativa, dovrà confrontarsi con altri soggetti politico-istituzionali ed arrivare ad una trattativa. Sono convinto che in passato questa trattativa sia stata fatta con tutti gli onori e con tutta la chiarezza necessari e che abbia prodotto senz'altro dei frutti, però per il futuro è necessario che la blindatura non passi tanto dalle norme, ma dal Consiglio. Cioè la volontà politica del Consiglio deve essere blindata, e questo ci sarebbe già da verificarlo. Quindi tutto è ancora da discutere.
Quel che mi sembra importante è che la base di partenza di quella lunga marcia cui accennavo prima sia una base precisa; allora si conoscono già adesso quali sono i termini quantitativi di questo atto, che è un atto importante e che probabilmente sarebbe stato meglio masticarlo un po' di più, mentre sento che c'è una certa refrattarietà da parte dei colleghi ad intervenire su questo argomento? Qui si dovrebbe aprire una discussione molto precisa e molto forzata nei termini, negli approfondimenti e nelle definizioni.
Le cose che non riesco a ponderare sono, intanto, quanto ci costa questo decreto legislativo, cioè quanti miliardi vengono con le competenze e con le corrispettive coperture finanziarie delle competenze, e qual è il trend, che non è così stabile nel tempo, definito, cristallizzato. Sappiamo che queste cose possono anche lievitare secondo dei criteri esponenziali e non geometrici, quindi non è che andiamo avanti con le classificazioni Istat, andiamo avanti spesso in modo molto più impennato. Vorrei sapere ancora nel bilancio di quest'anno cosa abbiamo messo di competenza per questa materia e cosa in realtà costerà negli anni successivi, a cominciare dal 1995 in avanti. Questo per avere anche una precisazione del rapporto spese-ricavi.
E poi l'imponderatezza, se si può avere una spiegazione al riguardo, sulle opere concernenti il completamento della viabilità; quelle sono da concordarsi con lo stato, qui si dice, però non si dice niente di più, cioè è un cappello che sta in aria, che non dice quanti miliardi vengono dallo stato e quanti miliardi mette la regione. Si tratta di opere molto importanti, perché sono le strozzature a pie' di valle delle strade statali che noi ci prendiamo in carico.
In conclusione, partiamo per questa crociata e vediamo cosa succede; i navigli sono leggeri e speriamo che riescano ad attraversare bene questo ramo del Mediterraneo e che si riesca a portare a termine un'operazione che è di restyling, come dicono gli inglesi, di tutta la normativa regionale, dello statuto stesso.
Un'operazione che ci dia la garanzia che le quantità finanziarie non vengano meno, perché se mancano i soldi, se già questa operazione comporta uno sbilancio di 40-50 miliardi di lire, ci sarà un'ulteriore irrigidimento del bilancio regionale, un'ulteriore sofferenza della gestione e quindi ci troveremo senz'altro a dover fare i conti con una situazione di minor disponibilità rispetto agli anni passati. Allora nel restyling dobbiamo esserci tutti, dobbiamo fare attenzione che venga effettuato nel modo più adeguato.
Le mie sono state prettamente delle domande, aspetto le dichiarazioni che verranno fatte dall'assessore, quindi riassumendo: procedure, quantificazione della spesa, sbilancio che si verificherà dal 1995 in avanti.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanivi.
Lanivi (PVA) - Per fare alcune considerazioni. Una è per esprimere a nome del mio gruppo il compiacimento per questo atto, che rappresenta sicuramente un rafforzamento e un potenziamento dell'autonomia regionale; una seconda è per dare atto del buon lavoro compiuto dai nostri parlamentari. Non dobbiamo dimenticare che proprio nella parte introduttiva allo schema di decreto legislativo c'è un riferimento preciso: "Poiché il 2^ comma dell'articolo 48-bis dello statuto approvato con legge costituzionale 23 settembre 93 n. 2, stabilisce che gli schemi dei decreti legislativi da emanarsi dal governo in materia di norme di attuazione dello statuto elaborati dalla commissione paritetica sono sottoposti al parere del Consiglio regionale", il quale dice due cose. Intanto che c'è stata una norma di variazione di tipo costituzionale, che indubbiamente garantisce l'autonomia regionale, con la costituzione di una commissione paritetica stabile in materia di norme di attuazione dello statuto; quindi noi siamo chiamati ad esprimere un parere sull'elaborato di una commissione paritetica, stabile, governo-regione, che riguarda le norme di attuazione dello statuto speciale. Pertanto, alla fine del 1993, in un momento politicamente molto complesso e difficile vi è stato un fatto che ha interessato in maniera positiva l'autonomia della Valle d'Aosta.
Il secondo fatto positivo è rappresentato dai tempi rapidi di predisposizione di questo schema, sul quale dobbiamo esprimere parere; questo schema rappresenta un secondo dato positivo, cioè la dignità dei rapporti fra regione e stato. Non vi è stata una situazione semplicemente di richiesta o di mera protesta da parte della Regione nel senso di aumentare o difendere le risorse finanziarie provenienti dallo stato, ma vi è stato un rapporto dignitoso e cioè, a fronte del mantenimento di certe risorse finanziarie alla Regione, vi è un trasferimento di competenze e di diritti che la Regione con questo schema acquisisce. Quindi, riprendendo il discorso della blindatura, è chiaro che è una blindatura che vale per la situazione attuale, dentro questo quadro complessivo, è una blindatura che consente di far fronte a competenze che alla regione vengono trasferite, ma che nello stesso tempo sono di garanzia della Regione stessa.
Credo che con l'espressione di un parere favorevole rispetto a questo schema che ci viene sottoposto, dobbiamo anche sottolineare che nella situazione attuale dobbiamo cercare di agire con molto buon senso ed anche con senso della concretezza; è vero che a livello nazionale si parla di modifiche costituzionali che dovrebbero andare nel senso di un federalismo reale, è altrettanto vero che proprio le notizie di questi ultimi giorni tutto ci fanno prevedere, meno che decisioni certe in questa direzione vengano portate avanti.
Non sappiamo ancora quale tipo di governo, quale indirizzo politico, anche se dobbiamo dire con una certa soddisfazione che se il termine federalismo era demonizzato fino a poco tempo fa, oggi anche con interpretazioni molto diverse, per certi aspetti pericolose o comunque da guardare con molta attenzione da parte di questa assemblea, questo discorso (almeno a parole) dovrebbe procedere.
In tale situazione, comunque, questo schema di decreto legislativo, sul quale oggi dobbiamo esprimere parere, rappresenta sicuramente un fatto positivo, direi anzi molto positivo per l'autonomia della nostra Regione. Quindi il parere nostro sarà con molta convinzione positivo rispetto allo schema che ci è stato presentato. Credo che la Giunta, i rappresentanti della giunta, l'assessore alle finanze, saranno in grado di rispondere alla quantificazione, quindi rispetto alla blindatura della cifra, che poi vuol dire la cifra sostitutiva o a compensazione dell'Iva da importazione, che nel 1992 era stata garantita e indicizzata per la regione, quanto il trasferimento di competenze può venire a costare alla regione.
Questo è comunque un fatto tecnico e le risposte potranno chiarire le domande poste; ma lo schema nel suo complesso sotto il profilo sia dell'autonomia politica sia di quella finanziaria rappresenta sicuramente un successo per la nostra Regione. Credo che sia giustificata l'urgenza per la quale viene richiesto il parere a questo Consiglio, anche perché è utile che questo schema proceda nel più breve tempo possibile, tenuto conto soprattutto della situazione agitata che regna a livello politico nazionale.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin G.C..
Perrin G.C. (UV) - L'Union Valdôtaine ne considère pas ce schéma de décret idéal: nous sommes nous sur une autre voie et donc nous considérons que rien ne devait venir de l'état parce que, selon les principes fédéralistes, c'est plutôt nous qui devrions céder quelque chose à l'état.
Mais je crois aussi que toute réforme statutaire doit être vue dans le moment où elle vient, et vivant dans un état qui n'est pas de type fédéral, qui n'adopte certainement pas les principes fédéralistes, mais des principes qui sont encore centralisateurs, nous croyons que ce qui nous est proposé aujourd'hui est acceptable et donc l'Union Valdôtaine le votera très volontiers.
Acceptable parce que cela nous permet de faire un pas de l'avant, acceptable aussi parce qu'il est venu dans un temps relativement bref, après la constitution de la commission paritaire qui continue ses travaux disons fixes, acceptable parce qu'il s'agit d'une série d'arguments que ce Conseil même a déjà ou débattus ou même souhaités. Je me rapporte, par exemple, à l'article 15 de ce décret, quotas laitiers, qui préoccupe énormément le monde agricole en ce moment et je rappelle que sur cet argument ce même Conseil avait voté une résolution qui demandait exactement ce que cet article contient.
Donc je crois que le décret nous fait faire un pas de l'avant, dans le moment où nous vivons - c'est-à-dire la fin de la première république -, et nous avons malgré le temps restreint le devoir aujourd'hui de donner un avis favorable à ce schéma de décret législatif, justement pour que le gouvernement, avec lequel ont été faits et souscrits les accords, puisse avant qu'il cesse sa fonction émettre le décret qui rendra ce schéma opérationnel.
Nous souhaitons pouvoir dépasser ce stade, et nous souhaitons que ce soit le dernier décret législatif qu'un gouvernement italien devra voter pour nous, parce que nous espérons à l'avenir, justement à travers une transformation radicale de l'état, de ne plus avoir besoin de passer à travers Rome, mais de pouvoir nous gérer nous-mêmes de la façon que nous voudrons établir de commun accord. Quant à cela, l'Union Valdôtaine non seulement souhaite que la prochaine majorité, mais je dirais que tout le parlement, toutes les forces politiques présentes au gouvernement, la grande majorité desquelles a souhaité pendant la campagne électorale une transformation radicale de l'état et qui a justement parlé des fédéralistes, que ces forces mêmes puissent donner sens à leurs mots et, à travers une reforme radicale de la constitution italienne, puissent nous donner cette possibilité d'être nous-mêmes, demain, les maîtres de notre destinée, comme cela nous souhaitons pour tous les peuples italiens qui composent l'état italien.
Et pour cela l'Union Valdôtaine a déjà dans la législature précédente présenté un projet de loi de révision complète de la constitution italienne, qui prévoit cette transformation en état fédéral. Projet qui sera représenté par nos parlementaires et qui pourra constituer, si les autres forces politiques le voudront, aussi une base de discussion. Je crois que parfois les petits peuples - aussi pour répondre à cette phrase de Chanoux que nous avons face à nous - peuvent donner l'exemple, et donc nous nous souhaitons que ces forces politiques, qui au cours de la campagne électorale et aujourd'hui encore ont souhaité cette transformation, puissent suivre l'exemple que nous avons tracé déjà dans le passé.
Cela dit, l'Union Valdôtaine votera favorablement à cette proposition, parce qu'elle constitue au moment actuel, un pas important. En nous souhaitant, je le répète, que ce soit la dernière nécessité de recevoir quelque chose qui nous vient du centre.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.
Florio (VA) - Per quanto riguarda l'atto sottoposto alla nostra attenzione, credo anch'io che si tratti di un atto finale, che sia cioè il punto finale di una storia che gli italiani stessi hanno dimostrato ormai finita, quasi logora. Credo che seguiranno altri atti simili a questi. Comunque la trasformazione dello stato sarà non veloce, non semplice, probabilmente neanche chiara. Sarà evidente l'esigenza che altri atti simili a questi si formino nei prossimi tempi.
Quello che mi premeva sottolineare è che se questa storia, che coincide con gli inizi della nostra autonomia, per lo stato si è dimostrata logora, mi riferisco a quel concetto secondo il quale sarebbe finita la prima repubblica. Devo dire che anche per questa regione, anche per la sua istituzione autonomista ci sono a mio avviso serie dimostrazioni di vecchiaia, di ruggine, di incrostazioni. Riteniamo che se da una parte si debba andare alla trasformazione dello stato, così come abbiamo detto nella campagna elettorale recente (e lo ribadiamo), così credo che si debba andare seriamente alla trasformazione anche della nostra autonomia, lasciando perdere richiami retorici ad un passato che in questo momento ci possono essere di poco aiuto, se non da un punto di vista fortemente e formidabilmente ideale, ma assai poco pratico e sostanziale, per andare invece verso una autonomia che sia quella di una totale autonomia nei confronti dello stato, soprattutto sul versante finanziario.
Questo è un argomento sul quale da anni abbiamo parlato molto chiaro. Ci fa piacere sentire dal capogruppo dell'Union Valdôtaine la frase che ha appena finito di dire su questo tema ed accettiamo questo particolare articolato, anche se ci sono riferimenti precisi a quelle leggi che regolano i rapporti finanziari fra stato e regione, che sono le leggi 690 e 498, delle quali non condividiamo nella sostanza il contenuto, ma rispetto alle quali condividiamo evidentemente il richiamo all'articolo 48-bis per andare ad una loro eventuale modificazione.
Devo anche dire, come secondo aspetto che mi preme sottolineare, che i rumori che giungono da Roma non mi paiono di buon auspicio per le autonomie locali, ed è forse la prima volta che almeno personalmente mi sento per certi versi preoccupato di ciò che potrebbe accadere in quel dello stato centrale. Non credo che da chi ha vinto con chiarezza le elezioni possa arrivare una seria volontà ed una precisa scelta in senso federalista. Non ci credo perché la maggior parte di quelle forze che hanno vinto non possono essere su questa strada, per motivi fra loro contrapposti, è vero, ma nella sostanza con un obiettivo comune. In una situazione di questo genere ritengo che si debba avere noi qui, regione autonoma, il coraggio di muovere i primi passi seri, concreti in questo senso: non per difendersi, ma quasi per attaccare, per proporsi come momento istituzionale di piccola dimensione, ma importante per dimostrare come sia possibile governarsi in modo federale e in modo corretto, puntuale, preciso.
Abbiamo subito un punto importante sul quale dimostrare la nostra volontà, ed è la legge elettorale regionale, sulla quale riuscire a dare ai cittadini il diritto-dovere o il dovere-diritto di scegliere non solo la maggioranza politica che li deve governare, ma anche la possibilità di scegliere gli stessi governanti, riconducendo quindi al popolo sovrano la possibilità effettiva di cambiare maggioranza, di sottrarre la costituzione delle maggioranze ai soliti giochi delle segreterie dei partiti, cosa che purtroppo ancora una volta - oggi non più nelle segreterie dei partiti, ma nelle ville e in altri luoghi - si ripete.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Marco Viérin.
Viérin M. (PpVA) - Come già dichiarato venerdì in commissione e questa mattina alla conferenza dei capigruppo, ritengo che quanto stiamo discutendo abbia un'importanza fondamentale per la Valle d'Aosta, proprio per le cose che diceva prima il presidente, riprese poi da altri colleghi.
É chiaro che in due giorni non si possono fare delle analisi approfondite e non si possono neanche pensare modifiche sostanziali che abbiano un certo fondamento e che vengano supportate a livello di dibattito in altre sedi.
Tuttavia, anche se questo tempo non c'è, un'analisi dobbiamo comunque farla, perché è vero che è un tema urgente ed importante, ma una minima riflessione ritengo vada fatta da parte di tutte le forze politiche.
Sono d'accordo, come diceva prima Lanivi, che questo significhi comunque un ampliamento della nostra autonomia, ma non è detto che ciò comporti una maggiore autonomia finanziaria, perché sicuramente, come diceva invece il collega Bich, ad una maggiore autonomia gestionale farà da contraccolpo una minore autonomia finanziaria.
Sicuramente avremo una fetta del nostro bilancio futuro che andrà a coprire spese correnti che attualmente non copre: quindi ci sono due tendenze di senso opposto.
Credo che su questo argomento non dobbiamo fare il gioco delle parti, ho sentito qui parlare del lavoro dei parlamentari, del lavoro di altri e così via; dobbiamo invece capire (e mi riferisco alle parole di Perrin che ha toccato l'aspetto fondamentale) quello che vogliamo fare della Valle d'Aosta e come vogliamo collocarla nel futuro stato italiano, e non solo nello stato italiano. Quindi è inutile che stiamo qui a fare il gioco delle parti in senso politico.
D'altro canto, diceva bene qualcuno che oltre a cose che già il Consiglio aveva verificato con l'ultima finanziaria, ci sono alcune cose introdotte, come il discorso delle quote latte che sono state inserite e sulle quali il Consiglio aveva adottato un documento; da qui emerge che comunque altre cose si potevano proporre a questa commissione paritetica.
Come dicevo all'inizio, altre cose non potremmo proporle perché il tempo è breve; posso capire che si confida nell'approvazione da parte del governo di questo decreto legislativo, quindi il nostro gruppo voterà questo documento proprio in questo senso, dichiarando sin d'ora che le competenze della Valle d'Aosta non devono fermarsi a questo documento.
Quindi sin d'ora siamo disponibili a ragionare su altre cose da verificare in contrapposizione con il governo centrale, però anche qui, Consigliere Florio, non so se un governo progressista sarebbe stato aperto alle autonomie in maniera superiore a quello che potrà esserlo un governo di centro-destra o di destra.
Inoltre non sono ancora convinto se nascerà un governo progressista perché le cose non si sanno e sinceramente in una cosa posso essere concorde con te, che c'è di nuovo un grande malessere nella situazione politica italiana, che la gente non vede di buon grado, perché non si sa ancora ad oggi quali potranno essere le scelte definitive. Quindi oggi una valutazione in senso politico verso le autonomie non possiamo ancora farla, la potremo fare nelle prossime sedute.
Si dà atto che, dalle ore 12,35, presiede il Presidente Stévenin.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-PDS-SV) - Credo che il dibattito che si è svolto fino adesso riconfermi un dato, che è quello che bisogna andare verso un rafforzamento dell'autonomia. Io credo che con tutti i limiti che possiamo trovare in questo provvedimento, indubbiamente stiamo andando in quella direzione.
Condivido con altri le preoccupazioni rispetto alla situazione che si sta creando a livello nazionale; credo che uno dei motivi per cui oggi non si sta facendo il governo è proprio lo scontro che c'è sul problema del federalismo.
Noi, come lo dicevamo prima, facciamo parte di una forza politica che del federalismo ha fatto uno dei suoi punti importanti nella passata campagna elettorale, ma non solo in quella, nel senso che abbiamo una tradizione che ci ha portato a certe valutazioni; credo che oggi si debba andare in quella direzione.
E direi che non è ininfluente anche che tipo di federalismo si va a realizzare nel nostro paese. Da questo punto di vista credo sia importante una cosa, che noi ritroviamo in questa bozza di decreto legislativo: non siamo per un federalismo dei più forti contro i più deboli, e quando diciamo di porre dei punti fermi, lo facciamo nel momento in cui nel decreto legislativo comunque si garantiscono alcune certezze ed alcune certezze sul piano economico.
Credo che questo sia fondamentale anche per lo sviluppo dell'autonomia regionale. Con questo non voglio ridurre tutto a problemi di carattere economico, ma sicuramente un principio che viene sancito con estrema chiarezza è quello del trasferimento delle risorse dallo stato alla regione. Perché se è vero che federalismo è autogoverno, è altrettanto vero che federalismo significa anche stabilire dei momenti di solidarietà fra le aree più forti e le aree più deboli del paese.
Credo che questo decreto legislativo sia positivo e soprattutto stabilisca un punto di partenza per il futuro. Il Consigliere Bich diceva siamo in un momento di grosse trasformazioni, ed è vero, non sappiamo cosa succederà dopo, ed è altrettanto vero; però intanto partiamo da una base di partenza certa ed è questo il punto sul quale sarà possibile poi contrattare con lo stato un ulteriore rafforzamento dell'autonomia regionale.
Per questo motivo ci dichiariamo favorevoli a questo tipo di provvedimento.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Parisi.
Parisi (VAP) - Anch'io a nome del gruppo Verso l'Alleanza del Progresso vorrei esprimere il nostro voto favorevole a questo schema di decreto legislativo.
Riteniamo che sotto l'aspetto amministrativo questo atto dovrebbe evitare per il futuro quello che è stato il mercanteggiamento effettuato in passato, cioè in occasione della predisposizione dei bilanci preventivi quel tira e molla sulle risorse che la regione doveva avere da parte dello stato. Almeno per quanto riguarda questo aspetto, finalmente questo mercanteggiamento non dovrebbe più verificarsi.
Abbiamo chiesto in passato maggiori competenze e maggiori risorse economiche, credo che questo atto ponga finalmente le basi per una migliore definizione anche di quelli che saranno i rapporti stato-regione.
Molti articoli riguardano argomenti già affrontati in occasione del bilancio preventivo ed andrebbero forse meglio definiti, in particolare mi riferisco all'articolo 3, che riguarda le competenze in merito alle strade, e agli articoli 15 e 16, per quelli che saranno i trasferimenti agli enti locali che andrebbero rivisti in occasione delle future trattative.
Sotto l'aspetto politico ritengo che quanto ottenuto è frutto dell'azione svolta dalla Giunta e dalla maggioranza, però credo che vada riconosciuto anche a tutte le forze politiche rappresentate in questo Consiglio l'impegno per un'azione propositiva.
D'altra parte credo che in futuro, a prescindere da quelle che saranno le modifiche istituzionali, ed a questo proposito tutti si parla di federalismo, ma dobbiamo intenderci sul significato che si vuole dare a questo concetto, perché da più parti si parla di federalismo, ma ci sono molte differenze rispetto a come poi il federalismo lo si vuole attuare.
Noi sicuramente non siamo d'accordo sul federalismo che propone oggi la Lega che riguarda le macroregioni o comunque la divisione in tre grandi regioni italiane; riconosciamo tutti che vada modificato lo stato in modo che dia molte più competenze alle regioni, ma almeno per quanto ci riguarda non lo intendiamo modificato in quel senso.
Dicevo prima che, a prescindere da quelle che saranno le modifiche istituzionali, anche per quanto riguarda la nostra azione politica in campo locale, vanno sicuramente tenuto conto questi mutamenti, in modo che ci si avvii verso quel rinnovamento e quel nuovo che fino adesso è stato da più parti espresso, ma che ancora stenta a partire.
Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha chiesto la parola all'Assessore del bilancio e delle finanze Lévêque.
Lévêque (Ass.tec.) - Riepilogando un po' e cercando di dare risposta ad alcuni quesiti che sono stati posti, mi sento di dire che questo schema di decreto legislativo può essere ripartito in due ambiti di intervento: ci sono una serie di norme di carattere politico ed una serie di norme di carattere più tecnico.
Specificamente le norme di carattere più politico sono quelle contenute nei primi quattro articoli e negli ultimi due, le altre (quelle relative al diritto di voto e ai controlli) sono di carattere più tecnico.
Il carattere tecnico di queste norme è nel senso che tendono a mettere a posto situazioni e procedure, per le quali, per esempio sui controlli, tema importante per la nostra regione, per una serie di interventi legislativi che si sono venuti a susseguire, la nostra regione rischiava di essere in una condizione addirittura di minore autonomia rispetto a quelle a statuto ordinario.
Venendo ai temi di carattere più politico, mi sento di dire che questo schema di decreto legislativo risponde ad impegni che erano stati presi e sollecitati proprio qui in Consiglio. Mi riferisco alle discussioni che sono state fatte in occasione della manovra finanziaria e della risposta che il Consiglio regionale e le istituzioni regionali hanno cercato di dare alla proposta che il governo faceva, e d'altra parte al tema delle quote latte, su cui è stata votata una risoluzione.
Per quanto riguarda la parte finanziaria, questo schema di decreto legislativo non aggrava di una lira la situazione esistente ad oggi in assenza di questi decreti, perché la situazione che ha generato un aggravio di risorse, di spese, da parte della Regione, è stata la finanziaria di dicembre, richiamata anche dal presidente della Giunta, la quale diceva due cose. Diceva intanto che a seguito della trattativa che c'era stata, delle richieste che lo stesso Consiglio ha fatto, lo stato rinunciava a ridurre il trasferimento regionale, così come aveva proposto inizialmente, ed era disponibile a cedere delle competenze alla regione; però c'era un comma importante che diceva che fino a che queste competenze non fossero trasferite, comunque la Regione a pie' di lista avrebbe rimborsato allo stato quello che lo stato spendeva. Questo era un fatto su cui le delegazioni che hanno trattato con il governo ed i parlamentari che hanno operato in parlamento hanno tenuto a ben precisare, nel senso che il rimborso a pie' di lista poteva essere un fatto transitorio ma la regione, se deve pagare alcune prestazioni, rivendicava di averne la potestà e la competenza. A mio avviso sotto questo profilo il rapporto fra regione e governo, fra regione e parlamento, è un rapporto che concretizzandosi nel giro di qualche mese con questa bozza di decreto legislativo è da considerarsi positivo, dignitoso, e le nostre preoccupazioni in ordine al fatto che in una situazione difficile il governo e il parlamento ci cominciassero a mettere in capo i costi, e poi i trasferimenti fossero un optional da vedere successivamente, non si sono verificate.
Direi anche di più; rispetto alle previsioni che erano state formulate in ordine alla acquisizione di competenze e alla assunzione di oneri, questo schema di decreto legislativo pone alcune condizioni migliorative, e mi riferisco all'ultimo articolo. Se abbiamo presente il testo della finanziaria, il testo dice che di fatto la finanza locale non verrà più sostenuta dai trasferimenti dello stato, ma occuperà il bilancio della regione per intero. Su questo delle riserve i nostri parlamentari le avevano poste, il presidente della giunta le ha poste nel momento in cui è stato chiamato in Consiglio dei ministri, perché c'erano una serie di questioni che in parte in questo schema di decreto, con il suo ultimo articolo, vengono riconosciute, cioè il fatto che gli enti locali abbiano dei compiti che sono delegati o attribuiti direttamente dallo stato, per cui lo stato debba farsi carico di riconoscere gli oneri di queste funzioni. Quindi una cosa che non era prevista dalla finanziaria, ma che in sede di commissione paritetica è emersa con chiarezza.
Così com'è importante sottolineare una serie di aspetti legati soprattutto all'articolo 3, là dove, senza queste precisazioni in sede di norma di attuazione, concetti previsti nella finanziaria, come quello della salvaguardia rispetto alle ricostruzioni delle aree che avevano subito la calamità naturale, in questo caso vengono sanciti e messi in norme di attuazione, con una significativa sicurezza in termini finanziari per la regione. Mi riferisco alla parte dove si dice che restano a carico dello stato gli oneri inerenti ai lavori per il ripristino delle sedi stradali danneggiate dagli eventi calamitosi verificatisi in Valle d'Aosta nell'autunno 1993, anche in relazione a quelle strade che vengono trasferite entro il 1994: questo è un fatto importante, che era sancito sì nella finanziaria, però la finanziaria può essere modificata con la prossima finanziaria o con altra legge, mentre questa norma, in quanto decreto legislativo sottoposto a verifiche rinforzate, cioè verifiche che devono essere accolte da questo Consiglio, rassicura le finanze regionali.
Direi che l'aspetto politico più importante è di fatto quello che pone questo Consiglio con una voce in capitolo in materia di garanzia sull'ordinamento finanziario. Vorrei ricordare il clima che si generò a settembre-ottobre in quest'aula e nelle commissioni, quando il governo propose la prima versione della finanziaria. Un clima in cui tutti i gruppi si dichiararono preoccupati ed esortarono la Giunta, lo stesso Consiglio e i parlamentari a muoversi per risolvere quel problema, che era di natura drammatica perché prevedeva un taglio del 15 percento alle risorse regionali. Con questo schema di decreto legislativo l'85 percento delle risorse finanziarie della regione vengono sottoposte ad una modifica che deve passare attraverso l'assenso di questo consiglio. É questo un fatto estremamente importante.
Il Consigliere Bich parlava di aggravi al bilancio di questo schema di decreto; ripeto, non ci sono aggravi, purtroppo abbiamo già dovuto comprendere - e il Consigliere Bich se ne ricorderà quando abbiamo discusso e votato il bilancio - una serie di voci derivanti dalla finanziaria, non già da questo decreto legislativo da emanare. Mi riferisco in particolare ai 10,5 miliardi che a bilancio troviamo al cap. 20510 "Trasferimenti regionali agli enti locali sostitutivi dei fondi assegnati dallo stato per i mutui" e i 40 miliardi per spese correnti che abbiamo messo ad oneri non ripartibili, sul cap. 69145, sotto la voce "Rimborso allo stato di spese correnti sostenute per conto della regione per funzioni non ancora trasferite". A questo il nostro bilancio attuale aggiunge anche come oneri previsti cautelativamente al cap. 69150 10 miliardi come rimborso allo stato di spese di investimento sostenute per conto della regione per funzioni non ancora trasferite. Quindi un complessivo di 60 miliardi, che sono stati previsti.
I conti sono quelli che abbiamo fatto a novembre, che posso ribadire: la stima per gli oneri relativamente alle pensioni di invalidità civile è dell'ordine di 25 miliardi all'anno, la stima per gli oneri ordinari per le strade statali, seguendo i parametri che i lavori pubblici hanno statisticamente fornito, di circa 28 milioni a km. per le strade regionali, portano a 3,2 miliardi come oneri correnti ordinari che cautelativamente possiamo stimare in 5, tenuto conto che queste strade sono strade un po' più soggette a manutenzione. Ci sono 10 miliardi circa di oneri previsti per i servizi antincendio, quindi complessivamente la stima che era stata fatta era dell'ordine di 56 miliardi per questo bilancio e come vedete la copertura è di 60, per cui prudenzialmente era stato considerato questo.
É chiaro che questi sono costi che ci troveremo in futuro, perché sono a fronte di attribuzioni di competenze. Ritengo che, pur nella situazione non auspicabile, quella di una riduzione delle disponibilità, però in una condizione di questo tipo in cui le alternative ci ricordiamo quelle che erano, il lavoro svolto sia stato proficuo, sia un lavoro che non ha penalizzato l'autonomia e che soprattutto ci pone in capo delle competenze, la potestà di decidere là dove siamo chiamati a spendere. Cosa che in assenza di questi trasferimenti, non avremmo potuto sostenere, anzi avremmo dovuto fare gli ufficiali pagatori di enti che da noi non dipendevano e che su di noi avrebbero deciso.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta Dino Viérin.
Viérin D. (UV) - Dans cette période, qui est sans doute une période de transformation et de changement, beaucoup de ceux qui sont intervenus ont exprimé des craintes quant au futur. Je crois que nous pouvons tous partager ces analyses et nous pouvons tous prendre conscience que nous nous trouvons face à une période qui représente un défi, où l'on devra remettre en question plusieurs choses, où nous devrons également nous remettre dans un certain sens en question. Et c'est un peu le scénario qui nous attend en tant que Vallée d'Aoste, mais je crois que c'est un scénario qui est également prévu pour d'autres situations, pour l'Etat italien tout entier. Il est donc de notre devoir d'analyser attentivement cette situation, de la suivre avec attention; nous aurons encore le temps de vérifier la portée de certaines affirmations et surtout de vérifier si cette transformation de l'Etat italien eb un Etat fédéral se réalise enfin.
Mais évidemment à chaque jour suffit sa peine, et donc, tout en partageant cette analyse et tout en nous mettant dans la condition de recueillir ce défi et de vérifier dans ce nouveau scénario politique quelle sera la place de la Vallée d'Aoste, nous devons aujourd'hui consolider ce que nous avons, surtout qu'au moment où l'on devra négocier la question des rapports, la question de la place de la Région autonome du Val d'Aoste dans ce nouvel Etat qui est en train de se dessiner mais qui, à l'instar de cette deuxième république est encore un grand inconnu, une chose c'est négocier ces nouveaux rapports en partant de certaines bases, autre chose c'est par contre négocier en ne disposant pas d'instruments. C'est dans cette perspective qui s'insère ce schéma.
C'est un premier pas; avec la présentation de cette proposition nous n'avons pas la prétention d'avoir complété ou d'avoir examiné tous les différents problèmes, même en nous bornant à la situation actuelle. C'est un premier pas; le fait que cette commission soit une commission permanente nous permet, tout en regardant avec attention à l'évolution constitutionnelle de ce pays, de continuer à vouloir augmenter et consolider nos compétences actuelles.
Dans ce sens nous avons complété une phase. Je me rappelle certaines perplexités qui avaient été exprimées en automne dernier, lorsque quelqu'un disait: maintenant on fait ces affirmations, on peut présenter comme une conquête le fait d'avoir défendu cette autonomie financière et, pourtant, la possibilité concrète pour notre Région d'intervenir pour faire face aux différents problèmes, mais pour l'instant (c'est un peu la logique des deux temps) nous sommes appelés à voter quelque chose de défini; la deuxième phase est encore à compléter et nous ne savons donc pas si cette phase sera positive ou non.
Je crois qu'aujourd'hui, du moins de ce point de vue, nous pouvons exprimer un jugement positif, nous pouvons dire que nous avons maintenu un engagement et que nous avons réalisé ce que cette assemblée nous avait demandé au moment de la discussion du budget. A savoir, non seulement assumer les frais quant aux compétences qui nous avaient été attribuées, mais pouvoir exercer effectivement ces mêmes compétences et, donc, pouvoir exercer les différentes actions que nous estimons, que ce conseil estime nécessaires pour répondre aux besoins de la collectivité valdôtaine.
Pour ce qui est des dispositions, il est vrai que le temps a été limité; mais il ne s'agit pas de nouveautés, en ce sens que ce sont des thèmes qui ont été largement débattus au sein de cette assemblée, comme je l'ai dit au moment de l'examen du budget: la discussion sur les effets positifs ou négatifs d'une loi électorale, la question des rapports financiers avec les collectivités locales, le problème des contrôles, le problème des quotas laitiers, à l'égard duquel nous avons voté une résolution.
Mais à part cette considération, l'élément important c'est que par ce schéma on définit un certain principe, on définit du point de vue politique, un cadre de compétences, mais par la suite ce sera ce conseil qui devra intervenir en votant les lois régionales d'application.
Nous aurons donc la possibilité d'intervenir dans le concret et surtout d'exprimer notre avis quant aux moyens, quant aux propositions qui seront envisagées pour donner une application concrète à cette compétence.
Il s'agit aujourd'hui d'approuver le schéma qui établit ces compétences, par la suite nous aurons la possibilité d'approfondir ces thèmes, mais aujourd'hui nous devons exprimer un jugement de nature politique et nous devons le faire sans renvoi, parce que quant à la procédure, après l'avis exprimé par le conseil, ce sera ce gouvernement "delegato ad emanare uno o più decreti legislativi". Il est nécessaire de compléter cette phase et de le faire maintenant, pour mener à bonne fin une négociation qui a été entamée avec ce gouvernement et c'est donc ce gouvernement qui devra donner exécution aux accords qui sont intervenus au sein de la commission paritaire, compte tenu surtout - et je reviens là à une note politique - des craintes qui ont été exprimées.
Je crois qu'il est important d'affronter cette phase de transformation avec un minimum de certitude quant à l'état actuel des rapports, de façon à pouvoir négocier en partant de cette base.
M. Chiarello faisait référence à la loi n° 690 du 26 novembre 1981 "Revisione dell'ordinamento finanziario della regione Valle d'Aosta"; le fait d'insérer cette disposition, mais également la loi 98, la loi de finances 1993, dans ce premier article entraîne comme conséquence que toutes les modifications des rapports financiers doivent suivre cette procédure établie par l'article 48-bis de notre statut.
A ce propos je dois demander d'approuver deux petites rectifications au texte qui nous a été transmis, notamment à l'article 1er qui fait référence à la loi n° 308 du 5 juillet 1975, c'est la loi n° 304, et également à l'article 15, "la regione disciplina con propria legge i criteri" non pas "di attuazione" mais " di attribuzione".
Sur la base de ces considérations, je veux faire appel à toute l'assemblée: il est nécessaire que le vote de l'assemblée soit donné aujourd'hui pour permettre de compléter cette phase.
C'est un choix important, je crois que dans certains cas c'est l'aspect politique qui a la primauté sur d'autres considérations, que nous avons estimées et que nous continuons à estimer valables, mais nous n'avons pas de ce point de vue des responsabilités directes; nous avons également pris acte des temps nécessaires pour que la commission paritaire termine cette première phase de son travail, et donc, compte tenu de la situation politique qui s'est créée, et surtout pour la signification éminemment politique que revêt cet avis exprimé par le conseil, je peux au nom du Gouvernement renouveler cette invitation à l'Assemblée de procéder aujourd'hui au vote de ce schéma, pour que cette phase qui représente, malgré toutes les limites et malgré toutes les craintes quant au futur, un renforcement de l'autonomie de notre région puisee s'achever.
Presidente - Con le rettifiche che ha appena letto il Presidente della Giunta, si esprime da parte del Consiglio.
Ha chiesto la parola il Consigliere Bich.
Bich (APA) - Per dichiarazione di voto. Un breve accenno comportamentale: sono esausto dal vedere visi storti quando si alza uno della maggioranza per prendere la parola, visi storti in diverse parti dell'assemblea.
Vorrei che i colleghi imparassero, come ho imparato io, qualche volta anche a mie spese, che un consigliere della minoranza può e deve parlare assolutamente, ma anche un consigliere della maggioranza può prendere la parola senza individuare in lui un Belfagor, che vuol fare chissà cosa.
Perché l'abbrevio che viene dato ad interventi di altri consiglieri è sempre quello di criminalizzare chi interviene, se è della maggioranza. Allora rivendico la possibilità di farlo senza essere considerato un Belfagor, anche perché non sono all'altezza di essere un Belfagor.
Annuncio voto favorevole beninteso, è un impegno che è stato preso al bilancio, lo abbiamo discusso, c'è assoluta linearità, nessuno mette in discussione la validità di questo intervento. C'era un punto cruciale, e quindi perché si è intervenuti?
Perché la legge 23 agosto 1988 n. 400, dove si regolamentano le attività dei ministeri, i provvedimenti generali, in particolare i decreti legislativi nella potestà normativa del governo, all'articolo 14, punto 4, dice: "In ogni caso, qualora il termine previsto per l'esercizio della delega al governo ecceda i due anni per l'emanazione di decreti legislativi, deve sentirsi il parere espresso dalle commissioni permanenti delle camere, competenti per materia, entro 60 giorni eccetera". E questa ci riporta nelle nuove camere, se è così, se cioè si devono chiedere ancora i pareri di altre commissioni permanenti del parlamento.
Allora la domanda era non retorica: sulle grandi riforme istituzionali ci presentiamo tutti uniti? Certo che ci dobbiamo presentare tutti uniti.
L'appello del Presidente della Giunta è più che responsabile e condivisibile, è giusto che ci presentiamo uniti su questi argomenti, tanto più che le nuove camere saranno convocate il 15 e se dobbiamo sentire ancora le commissioni permanenti di competenza (qui ce ne sono tre o quattro), gli interlocutori non sono più Cirino Pomicino, Craxi, eccetera, ma sono altri e di fronte a questo dobbiamo andare con spirito diverso. Tutto lì il discorso.
Annunciando conseguentemente a quanto detto in passato, al voto del bilancio di previsione, e a quanto espresso in ambito della maggioranza, il voto favorevole, raccomando solo di porre attenzione alla procedura, perché la procedura ci mette al cospetto di nuovi poteri.
Presidente - Pongo in votazione lo schema di decreto legislativo in oggetto, con le rettifiche che sono state enunciate dal Presidente della Giunta:
Esito della votazione
Presenti, votanti e favorevoli: 31
Il Consiglio approva all'unanimità
Presidente - Si chiudono i lavori del Consiglio di stamani. Il Consiglio è convocato per le ore 16.
La seduta è tolta.
La seduta termina alle ore 13,14.
