Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 573 del 23 marzo 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 573/X - Provvedimenti atti alla ridefinizione del vincolo di ine­dificabilità nelle aree boscate. (Mozione)

Mozione - Tenuto conto dell'articolo 1 della legge regionale 15 giugno 1978, n.14 (Norme in materia urbanistica e di pianificazione territoriale), come modificato dalla legge regionale 9 giugno 1981, n.32, e dall'articolo 1 bis di questa medesima legge, che stabiliscono il divieto di edificazione nelle aree boscate;

Considerato che nella definizione di aree boscate, di cui al citato articolo 1 bis, sono ricomprese anche le zone circostanti i boschi per una fascia perimetrale di almeno 30 mt;

Appreso che la Pubblica Amministrazione, sia a livello comuna­le sia a livello regionale, ha autorizzato diversi privati a edifi­care opere e manufatti in zone rientranti nelle fasce di rispetto di cui all'articolo 1 bis, a causa della dubbia interpretazione della medesima norma;

Rilevato l'intervento della Magistratura che ha posto sotto se­questro numerosi immobili costruiti in violazione della predetta norma urbanistica;

Costatati i danni subiti dai privati che si sono trovati, in segui­to ai prov­vedimenti cautelari emessi dalla Magistratura, nell'impossibilità di usu­fruire degli immobili costruiti in osse­quio alle concessioni amministrative;

Preoccupato dello stato di disagio in cui versano tutti coloro che hanno edificato in tali zone, a causa dell'assenza di una pun­tuale e chiara definizione del vincolo di inedificabilità nelle aree boscate e per l'applicazione confusa della normativa in og­getto da parte degli organi amministrativi preposti al rilascio dei rispettivi provvedimenti autorizzati;

A conoscenza dell'esistenza di un gruppo di lavoro costituito nel settembre scorso per esaminare e fornire una soluzione al pro­blema;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

impegna

la Giunta regionale

1) a ridefinire, entro 15 giorni, mediante apposito provvedimen­to legislativo il concetto di area boscata di cui all'articolo 1 bis della citata legge;

2) a emanare, entro il medesimo termine, un atto di sanatoria con effetto retroattivo a tutela dei soggetti che hanno edificato, nelle suddette aree, in forza di un regolare provvedimento am­ministrativo.

F.to: Tibaldi - Linty - Bavastro

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - La presente mozione vuole portare chiarezza a livello legislati­vo in merito ad un determinato diritto che spetta ai cittadini, cioè il diritto di edificare. In particolare l'intervento riguarda una norma regionale che ha subito modificazioni, una norma che vieta l'edificazione nelle aree boscate, nonché nelle aree in cui il patrimonio boschivo è andato distrutto. Il problema è la definizione di area boscata che è contenuta nell'articolo 1/bis della legge 32 ove sono fissati alcuni parametri per individuare quali sono le aree boscate. I parametri dicono che si tratta di popolazioni di specie legnose, forestali o arbustive che costitui­scono un sovrasuolo anche se rado,- e qui già ci sono delle diffi­coltà di interpretazione-, poi definiscono lo stadio di sviluppo, una superficie minima di 2500 mq, delle fasce di rispetto di al­meno 30 mt. e poi l'esclusione di alcune specie forestali, come i pioppi. É stata costituita una commissione che dovrebbe esa­minare il problema in tempi brevi, perché questo? Per il sem­plice fatto che sono molti gli operatori economici e i privati che si trovano nelle more della giustizia per una rigorosa interpre­tazione di questa legge. Ci sono numerosi operatori che sono stati diffidati dal costruire nonostante fosse stata emessa rego­lare concessione o nonostante la soprintendenza avesse rila­sciato parere favorevole, o addirittura vi sono stati dei seque­stri. Si capisce che quando si tratta di edifici ad uso produttivo il danno può essere notevole, quindi si tratta di un intervento della magistratura che viene a colmare una lacuna interpreta­tiva che sarebbe opportuno chiarire. Inoltre c'è da dire che la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi avanzati dai privati per cui anche la fascia dei 30 mt. viene interpretata come bo­sco. La magistratura, non appena la sentenza della Corte verrà pubblicata, si scatenerà e i danni potrebbero aggravarsi. Il fine di questa mozione è solo di chiedere un chiarimento, un prov­vedimento della Regione, tenendo presente che la superficie bo­scata è raddoppiata dall'inizio del secolo ad oggi, da 50.000 et­tari a 100.000 ettari e l'estensione del bosco è avvenuta non tanto in terreni scoscesi, dove è necessaria l'azione delle radici, quanto in prati e pascoli. Ciò è importante perché non dobbia­mo far sì che i valdostani diventino vittime della foresta, o meglio che le attività non vengano inibite da deficienze legisla­tive. La mozione chiede due cose: ridefinire il concetto di area boscata, la perimetrazione dovrebbe essere fatta Comune per Comune e poi ci sono dei parametri che potrebbero essere tolti, per esempio quello numerico che è vincolistico e restrittivo; poi mi sembra necessaria una sanatoria nei confronti di coloro che stanno subendo questa forma oppressiva.

Presidente - La parola all'Assessore dell'ambiente, territorio e trasporti, Riccarand.

Riccarand (VA) - Nell'autunno scorso la Giunta aveva costituito un apposito gruppo di lavoro per affrontare questo problema delicato. Il la­voro si è concluso con una relazione consegnata alla Giunta e nel frattempo la Giunta aveva avviato un confronto con i co­muni per intervenire su questo problema, così come su un altra serie di norme urbanistiche, al fine di semplificare l'approva­zione dei piani regolatori. Tutto questo si è tradotto in un dise­gno di legge che è già stato approvato dalla Giunta e una serie di novità sulla procedura urbanistica e che contiene anche una innovazione sulla definizione delle aree boscate, la perimetra­zione di queste aree. Il disegno di legge è stato concordato con i comuni e adesso il testo andrà all'esame delle Commissioni e arriverà in Consiglio. Quindi credo che la sollecitazione della mozione sia stata già recepita.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Apprendo con soddisfazione che il disegno di legge è stato ap­provato, però si chiede anche di provvedere verso coloro che stanno soffrendo l'interpretazione di questo articolo, quindi volevo sapere se vi è l'intenzione di intervenire.

Presidente - La parola all'Assessore dell'ambiente, territorio e trasporti, Riccarand.

Riccarand (VA) - La sanatoria è insita nel disegno di legge, nel senso che andan­do a modificare la situazione si creano le condizioni per sanare quei casi in regola con la nuova situazione.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Ringrazio l'Assessore e ritiro la mozione.

Presidente - Il Consiglio si conclude qui. La prossima convocazione è per i giorni 6 e 7 aprile 1994.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 18,42.