Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 557 del 23 marzo 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 557/X - Intendimenti della Regione in ordine al progetto di co­struire una nuova struttura commerciale in località La Plana di Saint-Christophe. (Interpellanza).

Interpellanza - Vista la richiesta della società COVIM di Torino, avente ad og­getto la costruzione di una struttura commerciale in località La Plana nel comune di Saint-Christophe;

Vista la deliberazione del Consiglio comunale di Saint-Christo­phe, che si è espresso favorevolmente, nella seduta del 27 gen­naio 1994, circa l'insediamento di un nuovo centro commerciale sul territorio del comune, nonostante l'assenza di un piano commerciale locale;

Constatato che la società richiedente non ha mai fatto mistero del fatto che il progetto ha come scopo principale di condurre un'operazione di investimento immobiliare e che non ha dimo­strato di possedere un know-how specifico nella distribuzione commerciale;

Esaminate le relazioni tecnico-commerciale e tecnico-urbanisti­ca che illustrano i contenuti del progetto dell'insediamento di grande distribuzione, il quale si sviluppa su quasi diecimila metri quadrati di superficie utile, esclusi i parcheggi;

Rilevato che la zona destinata alla costruzione della struttura è geologicamente classificata "altamente paludosa" e quindi poco adatta ad ospitare insediamenti con i piani interrati;

Preso atto del parere negativo espresso all'unanimità dalla Commissione regionale della Grande Distribuzione, secondo la quale alla rete esistente non è opportuno che si sovrappongano strutture di vendita di grandi dimensioni;

Considerate le "Indicazioni programmatiche e di urbanistica commerciale" approvate dal Consiglio regionale con delibera 4113/IX del 14 gennaio 1993, in base alle quali:

a) la rete distributiva, riferita al territorio di Aosta e ai comuni limitrofi, è sovradimensionata rispetto alla domanda e ai con­sumi della popolazione residente, raggiungendo livelli di satu­razione pari alle più importanti città italiane;

b) sarebbe preferibile creare una rete distributiva di tipo fun­zionale policentrico con direzione a fondo Valle;

c) nuove localizzazioni di centri commerciali nella Comunità montana Monte Emilius sono comunque vincolate a dimensioni non superiori a 600 metri quadrati per il settore alimentare e 800 per quello non alimentare;

Appreso che il progetto prevede un investimento di circa 32 mi­liardi e la società non sembra possedere sufficienti capitali e ga­ranzie per affrontare un simile impegno di spesa;

Appreso che la società COVIM sta invitando commercianti loca­li a insediarsi nell'edificio progettato, mediante un volantinag­gio alquanto improprio e inopportuno per una società che pre­tende di effettuare un simile investimento;

Avendo la società sede legale fuori Valle, ed essendo tale aspetto poco proficuo sotto il profilo fiscale per gli interessi della nostra regione, in quanto i 9/10 dei tributi versati non resterebbero in loco;

Ritenuto che la stima occupazionale, prospettata dal progetto, sia alquanto illusoria e calcolata approssimativamente, in quanto i trecento posti di lavoro previsti sono sopravvalutati; inoltre non si tiene conto della sicura crisi e conseguente morìa di piccole imprese che avrebbe luogo nel tessuto commerciale aostano, con relativo licenziamento del personale dipendente;

Considerato che il rapporto grande distribuzione/abitanti è in Valle d'Aosta, tre volte superiore alla media delle altre regioni italiane; solo in Aosta e comuni limitrofi vi sono quasi ventimi­la metri quadrati di superficie destinati alla grande distribu­zione;

Tenuto conto della particolare frammentazione del mercato in Valle d'Aosta, ove la piccola distribuzione fa fronte alle esigenze capillari della popolazione locale;

Essendo tali costruzioni consegnate "chiavi in mano" da impre­se edili che occupano proprio personale specializzato, nessun vantaggio ne trarrebbero le nostre imprese edili artigianali lo­cali;

Verificato che una realtà commerciale di questo tipo non pro­durrebbe alcun effetto sulla calmierazione dei prezzi, dal mo­mento che tradizionalmente le grosse catene di distribuzione hanno l'abitudine di ricorrere inizialmente a un ribasso dei prezzi per periodi brevi al fine di far confluire il maggior nume­ro di consumatori possibile, salvo ripristinare successivamente i livelli normali;

Visto che l'Amministrazione regionale deve esprimersi, entro sessanta giorni dalla presentazione ufficiale della richiesta, av­venuta il 7 febbraio 1994, sul merito della stessa;

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quali sono gli intendimenti di codesta Amministrazione circa la richiesta della società COVIM di cui in premessa;

2) quale gruppo di grande distribuzione sarebbe interessato, visto che non risulta da alcun atto o documento;

3) se, e in quale entità, l'Amministrazione regionale intendereb­be finanziare la società Covim o altri soggetti partecipanti al progetto edilizio e distributivo.

F.to: Tibaldi - Linty - Bavastro

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Io penso che l'interpellanza sia chiara. Abbiamo delle preoccu­pazioni riguardo quello che dovrebbe essere un nuovo centro di grande distribuzione a La Plana e le polemiche che già vi sono state ci sembrano supportate da validi elementi. Vorrei quindi conoscere quali sono gli intendimenti della Giunta; in partico­lare, qual è questo grande gruppo interessato visto che la Co­vim - pare - non abbia come oggetto sociale quello dell'effet­tuare operazioni puramente commerciali, e se sono previsti dei finanziamenti. A noi, tutto ciò, pare un'operazione di specula­zione edilizia e politica che cade in un momento particolare di questa legislatura e i presupposti per la creazione di un centro di grande distribuzione ci paiono molto, molto lontani.

Presidente - La parola all'Assessore dell'industria, artigianato e commercio, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Rispetto al testo dell'interpellanza, occorre fare una precisazio­ne: la commissione specifica ha dato un parere negativo, nel senso che ci sono state 8 astensioni e 5 contrari. I voti contrari erano motivati da preoccupazioni per il commercio esistente; gli astenuti, tra i quali vi era anche l'Assessore, intendevano ap­profondire i riflessi di una proposta di questo tipo. In tale sen­so, la Giunta ha incaricato il Centro Sviluppo di fare questo approfondimento, per avere elementi tecnici a supporto della posizione che dovrà essere presa. Dalle prime indicazioni fatte, pare che esistano dei problemi di sovrapposizione rispetto ai progetti di grande distribuzione, in fase avanzata, da insediare nell'area autoportuale e di sviluppo di strutture commerciali esistenti nella zona F8. Tuttavia, attendiamo le conclusioni dello studio e prenderemo una decisione.

Per quello che riguarda la seconda domanda, confermo che non risulta altro sulla società proponente oltre al fatto che sia iscritta nella categoria delle costruzioni immobiliari, che abbia un capitale sociale di 190 milioni, e che i suoi soci e organi non hanno altre qualificazioni; illazioni ce ne sono tante, ma queste sono le notizie a nostra conoscenza.

Per ciò che riguarda la terza domanda, finora è stata presenta­ta una richiesta di concessione edilizia al Comune di Saint-Christophe e alla Regione una richiesta di nulla osta; non risul­tano richieste di finanziamenti e, d'altronde, non sono previsti interventi della Regione per iniziative di questo tipo.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Ringrazio l'Assessore per le precisazioni che confermano quelle che noi abbiamo espresso e condurranno la Giunta a valuta­zioni anche politiche.