Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 499 del 23 febbraio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 499/X - Intendimenti della Regione in ordine alla prosecuzione dell'attività del circolo aziendale "Cogne". (Interpellanza)

Interpellanza - Avuta notizia della decisione aziendale della "Cogne" di porre fine a qualsiasi intervento a favore del CRAL COGNE;

Considerato che con il passaggio della proprietà del fabbricato di C.so Battaglione dalla "Cogne" alla Regione Autonoma Valle d'Aosta l'attività del "Circolo aziendale" ha subito un netto ri­dimensionamento;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

il Presidente della Giunta regionale per conoscere:

? qual è l'intendimento dell'Amministrazione regionale a propo­sito di tale attività;

? se non ritiene opportuno un intervento regionale per mantene­re in vita una importante attività sociale qual è quella svolta appunto dal CRAL a livello regionale.

F.to: Lanièce - Chiarello

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) - Abbiamo presentato quest'interpellanza perché ritenevamo op­portuno portare in questo Consiglio regionale le problematiche inerenti alla possibile chiusura del circolo Cral Cogne, per poter verificare se c'è la volontà politica di intervenire al fine di per­mettere il mantenimento di una struttura di siffatta importan­za sociale.

Come è noto a tutti, nel 1991 la Regione ha acquistato gli im­mobili relativi al palazzo Cogne, alla zona verde di Chavonne e l'immobile riguardante la bocciofila, tutte sedi in cui il Cral Co­gne svolgeva - e continua a svolgere - la propria attività. Inoltre il rapporto con lo stabilimento Cogne si basava sull'erogazione dell'energia elettrica per il funzionamento sia del palazzo che della bocciofila, e sul distaccamento a tempo pieno e con regola­re pagamento della retribuzione di un dipendente, che fungeva da presidente del circolo.

É prevista, a partire dal primo aprile di quest'anno, la sospen­sione da parte dell'azienda Cogne dell'erogazione di energia elettrica, nonché la probabile messa in cassa integrazione del dipendente distaccato. Si deve tenere anche conto del fatto che, a tutt'oggi, non è stato ancora definito fra l'Amministrazione regionale ed il circolo Cral Cogne un rapporto definitivo, in ba­se al quale poter meglio regolamentare l'utilizzo delle sedi e permettere al circolo di poter avere delle garanzie per poter svolgere la propria attività.

Mi auguro di poter desumere dalla risposta che il Presidente della Giunta darà, anche in seguito all'incontro tenutosi lunedì scorso, una possibile soluzione a questo problema attraverso un intervento regionale necessario, diretto almeno ad evidenziare tre punti: sopperire alla mancanza di erogazione dell'energia elettrica, attraverso la garanzia dell'entrata in funzione di un nuovo allacciamento, predisporre al più presto una convenzione che regolamenti meglio il rapporto fra Cral Cogne e Ammini­strazione regionale, proprietaria degli immobili sia in funzione dell'utilizzo degli stessi, sia anche tenendo conto che il circolo aziendale, attraverso un nuovo statuto che si sta ultimando in questo periodo, diventerà un'associazione riconosciuta, ed an­che in funzione di un possibile utilizzo del palazzo Cogne in corso Battaglione da parte di altre associazioni che hanno diffi­coltà a trovare in Valle d'Aosta degli spazi in cui svolgere la propria attività. Sappiamo bene che nel palazzo Cogne ci sono tanti spazi, e che il Cral Cogne gestisce innumerevoli attività e lo fa anche molto bene.

Infine, il punto forse più importante anche per il mantenimento in vita dell'attuale circolo è quello di impegnarsi ufficialmente in questo Consiglio, al fine di prevedere per il 1994 l'erogazione di quei contributi che sono ritenuti indispensabili per il man­tenimento in vita del circolo, contributi che sono previsti nel bilancio preventivo dello stesso circolo.

Ovviamente, tutto ciò che ho appena detto va considerato in funzione dell'importanza sociale che il circolo Cral Cogne rive­ste, grazie anche alle sue innumerevoli attività in vari settori: artistici, culturali, ricreativi e sportivi. Il Cral Cogne rappre­senta l'unico punto di riferimento in Valle d'Aosta per quest'attività, quindi sarebbe veramente disdicevole porre fine a questa funzione sociale importantissima che il Cral Cogne esercita, ieri come oggi, anche in sostituzione dello stesso ente pubblico.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Mi sembra che in Valle d'Aosta in questo periodo ci sia un po' di oscurantismo sul sociale; ricordo che è chiusa l'Antica Zecca, proprio mentre la gente ha più tempo libero e meno soldi da impegnare in questo tempo libero.

Il Cral Cogne è uno di quei centri che organizzano bene il tem­po libero in Valle d'Aosta, lo organizza da tanti anni, dal 1930.

Non credo che debba fare tutto la Regione; c'è ancora un pezzo di Cogne - si chiamerà Marzorati alla fine - è una fabbrica che ha una struttura abbastanza importante e penso che debba avere anche un centro ricreativo come hanno diverse fabbriche. Nelle trattative con questa Marzorati dobbiamo metterci tutto dentro, anche quella parte di sociale che deve dare una fabbrica con 800-1000 dipendenti.

Come ha detto già Lanièce, una struttura di questo tipo - che voglio precisare non viene utilizzata solo dai soci del Cral ma in diversi casi viene utilizzata anche dagli enti pubblici, ad esempio il Comune di Villeneuve, e da organizzazioni di Aosta che non hanno niente a che fare con il Cral - non deve essere lasciata morire. Però il Cral non può neanche andare avanti a forza di contributi, né venire tutti gli anni in Regione a chiede­re un sostegno finanziario. Deve essere fatta una legge regiona­le che dica che il Cral in questi anni ha la disponibilità di questi soldi, con i quali si può muovere e fare delle iniziative. Non può tutti gli anni l'amministratore del Cral venire a chie­dere a questo o a quel politico dei soldi; ritengo che una strut­tura così, che ha 3500 soci, meriti un po' più di rispetto.

Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) - Vorrei innanzitutto evitare che si faccia un processo alle inten­zioni, nel senso che non vorrei che si desse per acquisito un determinato atteggiamento dell'Amministrazione regionale, quando in realtà i fatti dimostrano esattamente il contrario. E, sotto questo punto di vista, sono grato agli interpellanti perché ci danno l'opportunità di chiarire il problema dei rapporti fra l'Amministrazione regionale e il Cral Cogne, riaffermando, nel contempo, l'impegno e l'attenzione che l'Amministrazione reg­ionale da sempre ha prestato nei confronti di quest'associa­zione.

Vorrei semplicemente ricordare l'entità dei contributi che sono stati erogati sia nel 1992 sia nel 1993, tanto per prendere solamente a riferimento gli ultimi due anni: 125 milioni nel 1992 e quasi 84 milioni nel 1993. Come vorrei evitare che ci fosse una correlazione, così come è scritto nelle premesse dell'interpellanza, dove viene messo in relazione il passaggio della proprietà del fabbricato di Corso Battaglione dalla Cogne alla Regione quale causa del netto ridimensionamento che hanno subito il funzionamento e l'attività del circolo.

Vorrei, anche qui, mettere in evidenza che tale ridimensionamento, nel caso in cui lo stesso si sia realizzato, dipende da un disimpegno dell'azienda siderurgica e non certo dalla volontà dell'Ammini­strazione regionale, e che sotto questo punto di vista non può quindi essere messo in rapporto il passaggio di proprietà con la diminuzione di quelli che erano i mezzi finanziari messi a di­sposizione di quest'associazione.

In ogni caso, l'occasione è utile per chiarire lo stato attuale dei rapporti fra Amministrazione regionale e circolo, e fare anche il punto su quelle che sono le prospettive future. A tal fine, già agli inizi di febbraio il Presidente del Cral Cogne ha chiesto un incontro all'Amministrazione regionale, unitamente anche ai rappresentanti delle varie associazioni, che utilizzano le strutture attuali dell'ex palazzo assistenziale: i rappresentanti ad esempio del Consolato regionale Maestri del lavoro della Valle d'Aosta, Gruppo lavoratori anziani, Associazione solida­rietà dirigenti, ed altre associazioni.

Proprio in seguito a questa sollecitazione, già in seno alla V Commissione vi è stato un in­teressamento e quindi un'analisi delle possibili soluzioni che possono essere approntate per permettere la continuità di fun­zionamento, tenendo conto delle modificazioni che nel frattem­po sono intervenute in questa associazione.

C'è stato già un incontro con i rappresentanti del Cral Cogne ed anche con gli altri responsabili delle associazioni che utilizzano questa struttura, e oggi possiamo quindi riconfermare quella che è l'importanza di questa associazione, il ruolo sociale che la stessa ha svolto e che continua a svolgere, in modo particolare nella città di Aosta, ed anche la sua storia che ha permeato le manifestazioni culturali e ricreative ed il mondo dell'associa­zionismo nella città di Aosta e nella nostra regione, e quindi ri­badire l'attenzione con la quale seguiamo l'evolversi della si­tuazione di questa associazione, che conta oggi circa 3500 ade­renti, con tutte le sue varie attività.

C'è una volontà di natura e di ordine politico nel sostenere o nel continuare a sostenere quest'attività, in tale fase che è una fase di trasformazione e di transizione. Una fase di trasformazione, innanzitutto, per quella che è la struttura stessa del circolo: si stanno approntando dei nuovi statuti, c'è la necessità di tra­sformare quest'associazione da un circolo aziendale ricreativo in una associazione di carattere territoriale con finalità cultu­rali e ricreative. Quindi questa è una nuova esigenza e una nuova necessità. Trasformazione, fra l'altro, che permetterà alla costituenda associazione di meglio integrare il proprio funzionamento nel quadro di quella che è già la legislazione vi­gente, e voglio fare riferimento a delle leggi del 1992 e del 1993, che prevedono l'assegnazione di contributi, di interventi, di fi­nanziamenti per lo svolgimento di attività culturali e ricreati­ve. Penso che ci potrà già essere un valido sostegno a quelle che sono le attività programmate.

Rimane anche da chiarire, ed è l'altro aspetto che è stato evi­denziato nel corso delle varie riunioni, il problema degli stabili che sono di proprietà dell'Amministrazione regionale. Sotto questo punto di vista c'è la necessità di procedere ad una ri­strutturazione, ad una completa messa a norma degli stessi, in modo da regolamentare poi l'utilizzazione di questi spazi da parte delle varie associazioni e in modo particolare da parte di quello che continuiamo a chiamare il Cral Cogne.

Una riunione è stata già fissata per il prossimo 3 marzo da parte dell'Asses­sore alle finanze con i vari responsabili degli uffici regionali e con i rappresentanti del Cral, in modo da esaminare le varie possibilità alla luce anche delle modificazioni legislative che nel frattempo sono intervenute (vedasi le disposizioni della legge finanziaria) e quindi verificare insieme quale modalità si possa seguire (se un contratto di locazione, se un contratto di comoda­to o altro) in modo da assicurare la disponibilità di questi locali agli utilizzatori - in questo caso ai rappresentanti delle varie associazioni - e concordare anche una gradualità di interventi sugli immobili, affinché detti interventi non mettano in discus­sione la continuità dell'attività e quindi del funzionamento delle stesse associazioni.

Inoltre, si è manifestata anche (e in questa sede viene confer­mata) una ulteriore disponibilità.

Dopo aver verificato tutti questi cambiamenti, fra cui il nuovo statuto, la possibilità di utilizzare dei finanziamenti in base alla legislazione vigente, una valutazione in merito a quelle che sono le risorse proprie di tali associazioni, si è manifestata la disponibilità di assicurare il funzionamento di queste associazioni nel corso del 1994, che comunque è un anno di passaggio rispetto a quelle che saranno sia la nuova attività, sia le nuove modalità di funzionamento e di gestione di queste associazioni.

A tal fine, come conclusione, rispetto al problema contingente, che è quello della garanzia per quanto concerne la fornitura di energia elettrica, viste le comunicazioni che sono state inviate da parte della Servis, in base alle quali dal primo aprile c'è la sospensione della eroga­zione di questa fornitura, posso rassicurare gli interpellanti ed anche i responsabili, i soci, i membri del Cral e delle varie as­sociazioni che non ci sarà alcuna interruzione, perché la forni­tura verrà assicurata tramite un nuovo contratto che l'Ammi­nistrazione regionale stipulerà con l'Enel.

Ritengo pertanto che ci sono tutte le condizioni per poter ga­rantire una continuità di funzionamento di questa associazio­ne, una continuità anche delle attività che sono state pro­grammate, con una serie di riunioni che possano permettere di chiarire tutta una serie di aspetti collegati alle modificazioni in corso, e a cui ho fatto riferimento.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - Ringrazio il Presidente per la risposta, e lo ringrazio anche per­ché ha messo in atto il bilinguismo in questa risposta.

Non abbiamo messo in dubbio che l'anno scorso siano stati dati dei soldi al Cral; abbiamo messo in dubbio la sicurezza che questo Cral possa partire all'inizio dell'anno con un programma annuale che si basa su delle quote di cui può disporre.

Ho sentito che c'è stata una riunione, credo che anche la Giunta debba, anzi voglia farsi carico di questo problema. I fatti poi daranno ragione a questa Giunta, almeno lo spero.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) - Ringrazio il Presidente della Giunta per aver messo in eviden­za la volontà di giungere a delle soluzioni per questo problema.

Sottolineo ancora l'importanza di addivenire al più presto alla regolamentazione del rapporto fra Regione e Cral Cogne, o at­traverso un contratto di comodato o di locazione o, ancora me­glio, attraverso una convenzione, perché finché non verrà rego­lamentato il rapporto, le difficoltà saranno sempre maggiori. Mi auguro che le parole dette dal Presidente della Giunta sull'im­pegno di pervenire all'erogazione dei contributi per l'anno 1994 siano delle parole a cui seguono i fatti.