Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 488 del 9 febbraio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 488/X - Iniziative a tutela della continuità produttiva dello stabilimento Verrès S.p.A. (Reiezione di mozione).

Mozione - Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Constatata l'elevata riduzione di "ordini di monetazione" per il corrente anno da parte dell'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato nei confronti della Verrès S.p.A.;

Preoccupato della futura continuità produttiva da parte dello stabilimento della Verrès S.p.A. e del mantenimento degli at­tuali livelli occupazionali;

Verificata altresì una probabile violazione dell'articolo 12 (divieto di concorrenza) della convenzione stipulata tra Regione Autonoma Valle d'Aosta, Ilva S.p.A. e Istituto Poligrafico Zecca dello Stato nell'estate del 1991;

Impegna

la Giunta regionale

1) ad attivarsi presso il Ministro del Tesoro affinché vengano fornite adeguate motivazioni alle restrizioni produttive di cui in premessa;

2) a verificare approfonditamente la suesposta violazione della convenzione e a prendere, se necessario, i provvedimenti conse­guenti ritenuti opportuni per il ripristino dell'equilibrio societa­rio.

F.to: Tibaldi

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - La riduzione di monetazione da parte del Poligrafico dello Stato è di circa il 30 percento, quindi è diminuita la produzione dei tondelli metallici da parte della Verrès S.p.A. Conseguenza ov­via è che si può verificare la difficoltà al mantenimento dei li­velli occupazionali. Nella Verrès sono occupate circa 120 perso­ne e, secondo fonti sufficientemente attendibili, questo calo produttivo farà entrare in crisi lo stabilimento nel giro di 5-6 mesi. É quindi necessario intervenire. Inoltre, ai sensi di una convenzione, entro il 31 dicembre 1992 il personale avrebbe do­vuto essere integrato con altre 80 unità, che invece sono state solo 40. Le cause del calo sono individuabili in una violazione contrattuale della convenzione del luglio 1991. La violazione riguarda l'articolo 12: "Le parti si impegnano a non assumere iniziative in concorrenza con l'attività svolta dalla Verrès S.p.A."; le parti sono la Regione, l'Ilva e il Poligrafico. Le com­messe sembrano parzialmente dirottate altrove e gli ordini ar­rivano tramite intermediari commerciali. Non c'è solo la Verrès S.p.A., vi sono la Sat di Catania e la Maentra di Malta.

La Conial e la Dieta sono le società di intermediazione; mi sembra un gioco di scatole cinesi, e c'è la preoccupazione anche di alcuni membri del Consiglio di amministrazione del Poligra­fico, con i quali ho avuto dei contatti telefonici. Nelle società di intermediazione figura, quale socio, una concorrente di Verrès S.p.A.: è facile intuire che gli interessi produttivi si spostano. Lo stesso Consiglio di amministrazione della Verrès potrebbe riprodurre queste difficoltà: vi è il Presidente del Poligrafico, i dirigenti Ilva; vi sono però altre persone, che sono l'anello debo­le. Inoltre, il nostro rappresentante regionale della Finaosta non ha mai riferito un granché. Vi è una pluralità di incarichi in capo a diversi soggetti che hanno interesse a deviare le commesse verso la Sat di Catania. Il silenzio su tutto ciò è preoccupante ed ecco perché viene proposta questa mozione: ha una funzione precauzionale per capire con il Ministero del teso­ro la ragione di questo calo di ordini e, nel caso, prendere dei provvedimenti. É necessario che i contraenti rispettino le clau­sole della convenzione. La mozione vuole stimolare la Giunta ad intervenire.

Presidente - La parola all'Assessore dell'industria, artigianato e commercio, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Dobbiamo distinguere situazioni di difficoltà vera da situazioni in cui ancora non ci sono problemi manifesti. La Verrès S.p.A. era in stato comatoso e, se non ci fosse stato l'intervento regio­nale, avrebbe avuto un destino tragico fin dal 1991. Dal 1991 si costituì una società posseduta al 60 percento dal Poligrafico, al 20 percento dall'Ilva e al 20 percento dalla Regione. Nei patti parasociali era previsto l'ingresso di un gruppo che operava nel settore e la spiegazione che è stata data allora - e che è ancora valida - era che esistevano in Italia una fabbrica al Nord e una al Sud. Si è convenuto che ci fosse una partecipazione della Sat nella Verrès perché ci fosse un equilibrio garantito dal Poligra­fico nelle commesse.

L'Ilva ha poi deciso di rinunciare alla propria partecipazione e quindi si è passati dal 15 percento regionale, 15 percento Sat, 15 percento Ilva e 55 percento Poligrafico, alla situazione in cui la Giunta ha dato disponibilità ad acquisire la quota dell'Ilva con provvedimento n. 9546. La società ha, oggi, la seguente composizione azionaria: 55 percento Poligrafico, 17,65 percento Sat, 27,35 percento Finaosta. L'intervento regionale ha lo scopo di mantenere per la Verrès una funzione valida, perché biso­gnerà anche ridistribuire il Consiglio di amministrazione. L'intervento dimostra l'interesse della Regione per l'azienda e si è passati da un fatturato di 17 miliardi del 1991 ai 33 mi­liardi del 1993. Il rapporto con il Poligrafico è stato positivo, quindi credo che la posizione corretta non sia quella di sospet­tare ma di porre al Poligrafico le questioni relative ai suoi im­pegni, che finora ha mantenuto. All'inizio dell'anno è già ga­rantito lavoro per metà anno; non so quante industrie in Italia possano essere in questa situazione.

Gli ordini limitati sono legati a due fattori: da un parte, alla distribuzione delle monete già prodotte e, dall'altra, all'attesa di una produzione di una moneta di taglio diverso. Abbiamo quindi risposto, possiamo chiarire col Poligrafico tutte le que­stioni e credo sarebbe negativo assumere un diverso atteggia­mento. Credo che la mozione debba essere ritirata e che la Giunta si impegni ad incontrare ufficialmente il Poligrafico, per avere notizie su come intende far fronte ai propri impegni per dare sviluppo alla Verrès S.p.A. e alla parte di microfusione artistica che ha aumentato il suo fatturato e che potrebbe por­tare, all'interno dello stabilimento, una mostra permanente. L'impegno della Giunta è di fare le verifiche affinché quest'azienda continui a produrre come fa, mentre credo sia da respingere un atteggiamento conflittuale che potrebbe avere conseguenze negative per il futuro dell'azienda.

Presidente - La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Io ho un atteggiamento di preoccupazione che mi è stato tra­sferito da persone che lì lavorano: dipendenti e dirigenti. Come ho detto, io chiedo solo di non passare per fessi, e quindi di ve­rificare che un certo equilibrio societario e i patti del 1991 siano rispettati. So che il fatturato è raddoppiato, però il calo di commesse potrebbe essere l'inizio di un declino. Penso che la Regione abbia dei doveri, ha anche più capitali di quelli che avrebbe dovuto tirare fuori, perché il sovrapprezzo pagato per le azioni nel 1991 di 4 miliardi fa intendere l'operazione di strozzinaggio che il Poligrafico ha effettuato verso la Regione. Quindi non ritiriamo la mozione perché non vi è nessuna insi­dia particolare nel dispositivo.

Presidente - La parola all'Assessore dell'industria, commercio e artigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) - Non avendo Tibaldi accolto la richiesta, propongo alla maggio­ranza di astenersi.

Presidente - Passiamo alla votazione.

Presenti: 23

Votanti: 5

Favorevoli: 5

Astenuti: 18 (Agnesod, Bionaz, Borre, Chenuil, Florio, Lanivi, Lavoyer, Mafrica, Mostacchi, Parisi, Perrin G.Cesare, Perron, Riccarand, Rini, Stévenin, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)

Il Consiglio non approva.

La seduta è tolta.

L'adunanza termina alle ore 19.53