Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 446 del 26 gennaio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 446/X - Selezione delle agenzie invitate all'appalto concorso per la pubblicità dell'Assessorato al turismo. (Interpellanza).

Interpellanza - Tenuto conto che la Giunta regionale approvava in data 30/12/1993 con deliberazione n. 10995 di indire l'appalto con­corso per l'indivi­duazione dell'agenzia pubblicitaria dell'Asses­sorato regionale del Turismo per il triennio 1994/1996;

Verificato che la deliberazione contiene alcune discriminanti elencate nei punti a), b) e d);

Preso atto che la delibera salvaguarda in modo esplicito un'unica agenzia locale inibendo la possibilità di partecipare all'appalto ad altre strutture operanti nella nostra regione;

Tenuto conto che nella nostra Regione esistono altre agenzie di pub­blicità operanti nel settore da molti anni, altrettanto calate nella no­stra realtà e a conoscenza delle nostre tematiche turisti­che;

Visto il calo delle presenze turistiche riscontrato nella nostra regione nell'ultimo triennio determinato, anche dalla scarsa efficacia delle campa­gne pubblicitarie approvate dall'Assessorato regionale del Turismo;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) per quale ragione in un momento di crisi economica che in­veste an­che la nostra Regione, vengono così pesantemente pena­lizzate le realtà locali del settore tranne una;

2) quale criterio è stato adottato per selezionare le ditte invitate e per­ché, ad esempio, non sono state interpellate Agenzie di comprovata fama nazionale come, ad esempio, ARMANDO TE­STA; CATO JOHNSON; PIRELLA; eccetera;

3) infine se le discriminanti elencate nella delibera ai punti a), b) e d) sono le stesse adottate per i budgets precedenti.

F.to: Tibaldi - Bavastro - Linty.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - É inevitabile che per tutelare l'immagine della Valle d'Aosta all'esterno, per incrementare il flusso turistico e nazionale e internazionale verso la nostra regione, sia necessaria un'effi­ciente campagna promozionale. E così è stato fatto anche per questo triennio con una delibera di Giunta, la delibera n. 10995, ove è stato indetto un appalto concorso per l'individua­zione di una agenzia che promuova in maniera ottimale quella che è l'immagine turistica.

A parte il fatto che sull'efficienza di queste campagne turistiche potrebbero essere avanzate alcune osservazioni, nel senso che il calo delle presenze turistiche potrebbe essere anche collegato ad una scarsa efficacia di queste campagne, tant'è che l'imma­gine della Valle d'Aosta non mi risulta sia così conosciuta all'estero.

Ancora ultimamente, a Parigi, sanno dov'è Chamo­nix, forse perché lì ci sono state le Olimpiadi, ma ancora con difficoltà riescono ad individuare dove è situata la nostra re­gione alpina.

La Giunta ha, con questa delibera, indetto un appalto concorso per l'individuazione di quest'agenzia, un metodo che teorica­mente è garantista, perché permette di scegliere con i metodi della buona amministrazione, con i metodi dell'imparzialità, il soggetto che meglio potrà conseguire gli obiettivi prefissati in delibera, ma che leggendo attentamente i punti in premessa sembra che non lo sia. Perché? Anzitutto la singolare selettività di questa delibera, dove vengono completamente trascurate tutte le agenzie di pubblicità operanti in Valle d'Aosta, ad ec­cezione di una. Cioè, tutte le agenzie concessionarie di pubblici­tà che sono calate nella nostra realtà e conoscono in maniera più che sufficiente le nostre tematiche turistiche, vengono estromesse. E ce ne sono molte, che più volte hanno sollevato rimostranze contro questo metodo amministrativo di gestire la campagna di promozione turistica della Valle d'Aosta.

Ci sono poi dei criteri di discriminazione, che sono indicati nei punti a), b) e d). In particolare, nel punto a) si chiede l'apparte­nenza delle agenzie partecipanti all'Assap (Associazione italia­na delle agenzie di pubblicità) o all'Associazione italiana im­prese di pubblicità e comunicazione (Otep); nel punto b) si chiede l'effettuazione, negli ultimi cinque anni, di almeno una campagna pubblicitaria a livello nazionale per il settore turisti­co; nel punto d) si chiede il valore dell'amministrato, cioè gli spazi pubblicitari gestiti per conto dei clienti riferito all'anno precedente, in questo caso il 1992, compreso fra 5 e 30 miliardi.

Questi criteri di selezione fanno in realtà trasparire una chiara volontà politica di favorire una sola agenzia a livello regionale, anche perché quest'agenzia è stata già in passato selezionata per promuovere tale campagna elettorale. Ma in questo mo­mento non sto condannando la scelta verso quell'agenzia, sto condannando il metodo; è il metodo che non va bene, cioè: come mai in una regione che ha una particolarità socio-economica che viene sempre portata a conoscenza della popolazione val­dostana non si tiene nella debita considerazione anche la realtà delle agenzie e delle concessionarie pubblicitarie? Come mai fra le 15 invitate solo una viene chiamata, le altre 14 vengono scartate e queste sono in prevalenza milanesi o in prevalenza torinesi? La risposta sembra che sia comunque indicata nei criteri a), b) e d): questi criteri come sono stati scelti? Dal poli­tico, dal funzionario? Perché questo sembra sia un settore di grande dominio del funzionario, dove vengono fissati questi criteri in maniera di favorire determinate persone, e poi lo stes­so amministratore, l'Assessore, non ne è a conoscenza, li prende per buoni e li approva. Quindi, qui, la responsabilità precisa non so di chi sia.

Mi chiedo come mai nel punto d) chiediamo che il valore dell'amministrato di questa società sia compreso fra i 5 e i 30 miliardi e poi - se cerchiamo il meglio - non andiamo anche a cercare quelle società che hanno un fatturato superiore a 30 miliardi? Se vogliamo promuoverla in maniera efficace, cer­chiamo il meglio: allora potrebbe essere un discorso più coeren­te. Mi chiedo come mai non vengano chiamate agenzie come Armando Testa, Cato Johnson e Pirella, che ho anche indicato nell'interpellanza, cioè quelle che a livello nazionale sono di maggior grido.

Una cosa che secondo me va sottolineata, non solo in questo settore ma anche in altri (ad esempio quello degli appalti), è che mi sto rendendo conto che la Giunta non sta portando avanti una politica protezionistica nel nostro tessuto economi­co; ci si rivolge sempre all'esterno, cioè a ditte o a imprese che comunque non hanno una sede in Valle d'Aosta, quindi si pe­nalizza anche la realtà econo­mica valdostana, si penalizzano gli operatori economici valdostani, e in questo caso mi sembra sia evidente.

Un altro appunto riguarda la composizione della commissione, dove si rileva la presenza di un avvocato torinese, che sembra condivida il suo studio legale con quello del fratello del deputa­to. Non so, anche qui, la garanzia di imparzialità fino a che punto si spinge. Questo elemento potrebbe farmi venire in mente la commissione che è stata creata per la valutazione delle società che hanno concorso per l'appalto della Casa da gioco di Saint-Vincent. Mi ricorda inoltre la recente vicenda che è successa per l'edizione della fiera di Sant'Orso, al cui riguardo in Consiglio non è stato sollevato assolutamente niente, però determinate rimostranze e determinate lamentele sono state fatte proprio da quegli operatori del settore che si sono visti, ancora una volta, penalizzati, e forse in maniera inopportuna.

Chiedo con quest'interpellanza alcune spiegazioni all'Assessore competente e alla Giunta regionale, per sapere se questi me­todi sono già stati utilizzati in passato, se non sia il caso di modificare la metodologia dell'Amministrazione nell'indivi­duare i supporti privati di consulenza che sono necessari per l'azione amministrativa, ma che devono essere comunque scelti con criteri diversi che tutti lamentiamo in continuazione, ma mi sembra non vengano assolutamente adottati. E poi chiedo come mai si continua a penalizzare la realtà valdostana, come mai questi operatori economici (in particolare agenti e conces­sionari) vengono ancora una volta penalizzati. Infine, se non è il caso di modificare le premesse della delibera per aprirci an­che al nostro milieu.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore al turismo, sport e beni cultu­rali, Voyat.

Voyat (UV) - Proprio per quanto diceva all'inizio il Consigliere Tibaldi, che è importante la scelta di una agenzia pubblicitaria per promuo­vere il turismo e la conoscenza della Valle d'Aosta in campo nazionale e all'estero, si è cercato di elaborare dei criteri che ci dessero la possibilità di fare una scelta appropriata.

Per quanto riguarda l'estero, non è l'agenzia che sarà scelta a seguire la campagna all'estero, in quanto le campagne all'estero sono fatte con agenzie del posto.

Si è cercato di avere dei criteri di massima, come dicevo prima, che dessero la possibilità di fare una buona scelta. Anzitutto si è cerca­to di invididuare un criterio che ci portasse a vedere quali sono le agenzie che hanno una comprovata capacità di professione. Quindi l'unico criterio che abbiamo trovato in questo momento è lo stesso che è già stato scelto negli anni passati, cioè di quelli aderenti ad associazioni che fanno delle selezioni precise e strette per chi deve aderire a quest'associazione.

Abbiamo poi cercato di individuare anche un criterio che ci po­tesse dare la possibilità di scegliere fra le agenzie che hanno se non una specifica, almeno una esperienza nel settore della pubblicità del turismo. Si è cercato poi di scegliere fra società equilibrate, o che abbiano la possibilità di gestire il budget re­gionale; cioè non una società troppo piccola per cui un domani il budget regionale sarebbe stato due, tre, o addirittura dieci volte quello che è il budget amministrato da parte dell'agenzia, ma neppure una società in cui il budget regionale fosse l'1 o il 2 per cento del budget amministrato dalla società. Quindi, una agenzia che sia a misura dell'Amministrazione regionale.

Poi c'è il criterio di scegliere agenzie che operino in Valle d'Ao­sta, o in Piemonte o in Lombardia, e non più lontano, in quanto questo avrebbe creato delle difficoltà se non all'agenzia senz'altro all'Amministrazione regionale.

Questi sono i quattro criteri fondamentali.

Si parla di efficacia delle ultime campagne pubblicitarie; forse prima di accusare le campagne pubblicitarie, bisognerebbe an­dare ad analizzare qual è la situazione economica e finanziaria nei di­versi paesi, non solo in campo nazionale, ma anche in ca­mpo in­ternazionale. Mi permetto di dire che la Valle d'Aosta, soprattutto per quanto riguarda il turismo, dal 1993 ha avuto una flessione molto inferiore di quella che hanno avuto altre regioni.

Quindi non è il fatto di voler trascurare le agenzie della Valle d'Aosta; il fatto è che si doveva avere dei criteri per poter sce­gliere una società che potesse un domani amministrare un certo budget. Non credo che società che amministrino 4-500 milioni abbiano la possibilità di gestire d'emblée un budget di miliardi, senza avere, tra l'altro, esperienza specifica in campo nazionale di turismo.

Questi criteri non sono gli unici scelti dall'Amministrazione regio­nale; questi sono criteri scelti anche da altre regioni o da grosse compagnie di viaggi. Pertanto la scelta è stata fatta su progetti e su elencazioni di quelli che dovevano essere i criteri (al di là del fatto che poi sia il funzionario o la Giunta a defi­nirli).

Non parlerei di scelte protezionistiche, perché se avessimo fatto delle scelte protezionistiche forse saremmo andati contro quelli che sono gli interessi dell'Amministrazione regionale. E nello stesso tempo direi che non è facile (lo possiamo vedere quando si devono fare degli appalti) andare verso scelte protezionisti­che, come dice Tibaldi: per legge purtroppo non è possibile fare scelte protezionistiche, quindi si è obbligati a fare delle scelte secondo quanto prevedono le leggi.

Se tre anni fa è stato possibile fare un certo appalto, oggi non è più possibile farlo; quindi la scelta è stata fatta su criteri og­gettivi che rispondono a quelle che sono le necessità dell'Am­ministrazione regionale, e vorrei anche sottolineare che la commissione non ha più il peso politico che aveva nelle fasi precedenti, ma è piuttosto una scelta tecnica.

Che oggi mi si voglia contestare il fatto che il consulente di di­ritto pubblicitario dell'Amministrazione regionale divida l'uffi­cio con il fratello del deputato, chiedo scusa, ma per me questo non è né un vanto né una vergogna. Le scelte devono essere fatte secondo quelle che sono le necessità e secondo quelle che sono le conoscenze. Chiedendo in giro quali erano gli esperti di diritto pubblicitario ad un certo livello, c'è stato fatto questo nome e quando gli abbiamo telefonato ha detto che era dispo­nibile ad assisterci. A questo punto, che si debba andare a ve­dere se il tale ufficio ha dei contatti con certe persone, ebbene io credo che questo non sia un obbligo di un amministratore pubblico.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (LN) - Per alcune ulteriori considerazioni e precisazioni. Mi sembra che non ci sia nessuna legge che vincola l'Amministrazione re­gionale a fissare questi criteri, saranno stati presi ad esempio altri modelli regionali, però non c'è nessuna legge che vincola. Qui è una scelta politica quella di fissare dei criteri, ripeto una scelta politica in senso stretto, oppure politica nel senso che è stata fatta dai funzionari, perché sappiamo che i funzionari nella nostra Regione hanno un grosso potere.

Il criterio che è stato scelto negli anni passati ha sempre pro­mosso la stessa agenzia, perché questa agenzia nel 1986 era a livello delle altre agenzie, però è stata politicamente ingrassata per determinati scopi, elettoralistici o meno, ed è stata portata a questo livello.

Ma nessuno vuol mettere in discussione l'evoluzione imprendi­toriale della società; io dico che dobbiamo cambiare i metodi. É inutile continuare a predicare bene e razzolare male, andare a dire in giro che vogliamo cambiare il senso dell'amministra­zione e poi ricadere sempre negli stessi errori; e questo è un er­rore madornale che pagano operatori economici valdostani che sono "incavolati neri" con l'Amministrazione regionale ed han­no ragione, perché quest'Amministrazione regionale continua a dilapidare risorse e a favorire persone che sono legate al carro del potere e al carro del regime e continua a trascurare altre grosse realtà economiche, le quali potrebbero essere decisamen­te più produttive in questa Regione.

Un altro discorso, che ritengo importante sottolineare, riguarda l'efficacia della politica turistica. Non ho detto che la consulen­za turistica sia la causa della flessione delle presenze, ho detto che potrebbe essere la concausa, cioè una gestione errata della politica promozionale turistica a livello valdostano. Accendo la televisione la sera, mi vedo la pubblicità di altre regioni, faccio un esempio: Sicilia e Trentino Alto Adige, ma non ho mai visto la Valle d'Aosta. Anche qui, quali riviste, quali mezzi vengono scelti?

Ma il nodo del discorso è questo: dobbiamo far lavorare prima i Valdostani, poi possiamo allargarci anche ad operatori del set­tore che siano extravaldostani, altrimenti si continua a pena­lizzare ingiustamente realtà locali, ed io ritengo che questo sia un clamoroso errore dell'Amministrazione, un errore al quale l'Amministrazione non dimostra volontà di dare cambiamento, cioè di trarre quella svolta che tutti i Valdostani si sono auspi­cati il 30 maggio, perché ancora oggi si continua a ripetere pe­dissequamente gli sbagli del passato.