Oggetto del Consiglio n. 256 del 11 novembre 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 256/X - Attese per l'effettuazione di visite specialistiche, di cure e di interventi operatori presso le strutture sanitarie. (Interpellanza)
Interpellanza - Sentite e constatate le ripetute lamentele da parte dell'utenza valdostana a seguito dei tempi di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri per cure ed interventi operatori presso i poliambulatori e strutture dell'U.S.L. della Valle d'Aosta;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore competente per conoscere:
? la situazione e le difficoltà esistenti nelle singole specializzazioni, nonché i tempi di attesa per ottenere le visite da parte degli utenti;
? i tempi di attesa per ottenere le prestazioni in presidi sanitari convenzionati con l'U.S.L.;
? quali iniziative intende assumere la Giunta regionale per dare agli ammalati e alla collettività valdostana servizi e prestazioni confacenti alle esigenze esistenti.
F.to: Rini - Lanièce.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Rini.
Rini (DC) - A seguito delle lamentele che ogni giorno diventano più frequenti, dopo aver constatato personalmente la validità delle denunce che ci sono pervenute direttamente dai cittadini e dagli ammalati, abbiamo ritenuto di presentare quest'interpellanza per conoscere dall'Assessore competente qual è realmente la situazione e quali sono le difficoltà esistenti nelle singole specializzazioni; i tempi di attesa per ottenere le visite specialistiche all'interno e all'esterno dell'USL; quali sono le iniziative che la Giunta intende mettere in atto per eliminare il disagio che inevitabilmente ricade sempre sulla gente povera, sulle categorie meno abbienti, su quanti non hanno la possibilità di curarsi a pagamento.
Per il momento non ho altro da aggiungere, in quanto ritengo chiari ed evidenti gli obiettivi ed i contenuti dell'interpellanza che abbiamo presentato.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Vicquéry.
Vicquéry (UV) - Quando si parla di visite specialistiche, ciclicamente ritorna in Consiglio regionale un'interrogazione o un'interpellanza su questa tematica.
Invito non solo il Consigliere Rini ma tutti i consiglieri, in quanto rappresentanti della popolazione, a segnalare anche all'Assessorato le denunce che pervengono, perché l'ultima cosa che dobbiamo fare è sparare sul mucchio. Sarebbe opportuno verificare dove, come e quando si sbaglia, perché non possiamo dire che i servizi sanitari sia ospedalieri, sia extraospedalieri, non funzionano.
La situazione delle visite ambulatoriali cambia "à fur et à mesure" in cui ci sono dei problemi che si verificano all'interno delle unità operative: vedasi, per esempio, il problema della pediatria del poliambulatorio di Donnas, legato semplicemente al fatto che dei tre pediatri che c'erano due hanno dato le dimissioni; i servizi non riescono a reperirne alcuno, pur essendoci una graduatoria nazionale. Quindi questa problematica va aggiornata di giorno in giorno.
Mi sono fatto dare dai servizi la situazione, che posso poi riepilogare al Consigliere regionale, ed è una situazione tutto sommato soddisfacente. Dico tutto sommato, perché ci sono una serie di buchi neri dovuti ad una serie di motivi contingenti che è compito delle strutture dell'USL risolvere.
Bisogna premettere che tutte le urgenze vengono esaudite immediatamente. Questo va detto con chiarezza, altrimenti si fa confusione.
Mi rendo conto che spesso il criterio di definizione di urgenza stabilita dal medico non coincide con il criterio di urgenza stabilito dal singolo cittadino, perché il cittadino che ha dei dolori e vuole effettuare una visita ritiene giustamente di dover avere delle risposte sollecite, mentre, a volte, il medico ritiene che quel caso non debba essere considerato urgente, per cui fa seguire la via normale. Però, ripeto, tutte le urgenze vengono esaudite, ne è prova il continuo aumento delle prestazioni che vengono effettuate in Pronto Soccorso.
L'interpellante chiede quali sono i tempi di attesa nei presidi convenzionati con l'USL. Abbiamo 4 presidi convenzionati: l'IRV, per quanto riguarda la radiodiagnostica (i tempi di attesa vanno da 5 a 7 giorni) e l'IRV stessa per la riabilitazione (i tempi di attesa sono di un mese), così come per la riabilitazione sono di un mese i tempi presso lo studio fisioterapico di Bottani e lo studio fisioterapico di Bosonetto. A dimostrazione che anche nel settore privato ci sono i tempi fisiologici che vanno considerati, così come vanno considerati nel settore pubblico.
Non mi pare il caso di entrare nel merito di ogni singola unità operativa, perché ci sono delle situazioni differenziate a seconda che si parli del Servizio n.1, o del Servizio n.3, dei servizi extraospedalieri, poliambulatori eccetera, e a seconda che si parli dell'ospedale vero e proprio. Se il Consigliere è d'accordo, preparerò un sunto di tutte queste relazioni che mi sono state mandate. C'è, ad esempio, la dermatologia che ha dei tempi di attesa lunghi, dovuti al fatto che il medico è rimasto solo, ed i tempi di attesa sono circa 40-45 giorni; stiamo provvedendo ad effettuare un concorso per l'assunzione.
Mi pare importante sottolineare, perché il Consiglio regionale ne prenda coscienza, che non sarà più ulteriormente dilazionabile l'organico dell'ospedale e dei servizi extraospedalieri; il nuovo piano sanitario si baserà su una riorganizzazione dei servizi, pur con alcuni ritocchi indispensabili, ma il rapporto fra personale dipendente e popolazione è assolutamente adeguato alle esigenze. Se si deve lavorare, si deve lavorare sulla riorganizzazione dei servizi e gli obiettivi di questa Giunta regionale vanno, da un lato, nel far decollare i day-hospital a tutti gli effetti, in tutti gli ambulatori, in tutte le unità operative ospedaliere e stiamo facendo una serie di incontri in questo periodo.
Il problema non è di semplice soluzione perché il numero dei posti-letto di day-hospital dovrebbe essere estrapolato dai posti-letto esistenti e, come tutti sapete, i posti-letto esistenti per l'ospedale di Aosta sono sotto la media dello standard nazionale, che considera oggi 6 posti-letto per 1000 abitanti, con la possibilità che va da 5,5 posti-letto per 1000 abitanti con la prossima legge finanziaria. Vi rendete conto che è difficile estrapolare dei posti-letto riconvertendoli in day-hospital, se già questi posti letto mancano. Però l'intenzione della Giunta, in collaborazione con l'USL, è di operare in questo senso ed avrò un incontro nelle settimane prossime proprio con le Organizzazioni sindacali. dei medici per sentire le loro controproposte.
Un secondo tipo d'intervento che attueremo è il progressivo potenziamento degli ambulatori distrettuali, non nel senso di aumento dei medici specialisti ambulatoriali, perché questa categoria di medici ci crea i problemi che ci sta creando a Donnas; non sono a rapporto di lavoro "di dipendenza", sono a rapporto di lavoro "convenzionato", ed essendo dei convenzionati sono dei liberi professionisti che da un giorno all'altro ci salutano e scelgono altre strade, senza possibilità di rimpiazzarli se non con tempi e procedure lunghissime, perché vanno convocati due comitati consultivi, devono essere estrapolati i nomi da una graduatoria, bisogna dare 30 giorni di tempo per poter aspettare una loro accettazione o meno per il posto che si rende vacante, e la popolazione non può capire come mai a Donnas (faccio l'esempio di Donnas, ma ci sono esempi a Morgex) non si riesce a sostituire il pediatra. Questo avviene perché, purtroppo, il sistema sanitario vive in un sistema pubblico con delle procedure che sono assolutamente incompatibili con le esigenze di un sistema efficiente.
La "riforma della riforma", di cui ancora ieri ho avuto modo di parlare con i miei colleghi a Roma e con il Ministro della Sanità, sarà approvata entro fine anno e l'aspettativa di tutti è che finalmente la sanità diventi azienda ospedaliera. É una ipotesi di lavoro, spero che non sia una utopia, perché se si vogliono trasformare le attuali USL in azienda senza modificare parallelamente le procedure in atto, faremo un grosso buco nell'acqua. Bisognerà ragionare in termini privatistici, cosa che, oggi come oggi, non possiamo fare. Nell'attesa, la Giunta regionale tenterà di fare uscire sul territorio i medici ospedalieri, mediante progetti obiettivo che stiamo proponendo. Invierò una proposta in questo senso alle Organizzazioni sindacali entro fine novembre; incontri ne abbiamo avuti, la disponibilità dei medici ospedalieri ad uscire sul territorio c'è, si tratta di concretizzarla perché, evidentemente, vanno fatte combaciare esigenze del territorio con esigenze dell'ospedale. Il futuro è quello di evitare il più possibile i ricoveri e di potenziare questo collegamento che, oggi come oggi, manca fra i presidi distrettuali e l'ospedale, perché spesso succede che il medico di base, non avendo contatti con il medico ospedaliero, passa delle informazioni inadeguate; e, viceversa, il medico ospedaliero non dà le risposte al medico di base. Con quest'integrazione dei servizi dovremmo ridurre i tempi di attesa che, ripeto, sono fisiologici perché, quando si parla di dieci-quindici giorni di attesa per una visita ambulatoriale, siamo assolutamente nella media prevista dagli standard della organizzazione mondiale della sanità.
Un terzo tipo d'intervento che intendiamo attuare e stiamo attuando progressivamente è la riorganizzazione del Pronto Soccorso, che è diventato, non solo in Valle d'Aosta, ma ovunque, il ricettacolo di tutti i mali della sanità. Per motivi futili a volte c'è chi si rivolge al Pronto Soccorso per non pagare il ticket sulle prestazioni. Ho avuto modo, personalmente, di verificare la presenza in Pronto Soccorso di persone che si presentavano per curare un mal di denti; tale comportamento va bloccato, perché questi cittadini penalizzano gli altri che hanno necessità di una vera prestazione di Pronto Soccorso. Per cui, quando parlo di riorganizzazione dello stesso, mi riferisco all'ampliamento dei locali, all'inderogabilità di definire dei ticket sul Pronto Soccorso come già hanno fatto altre regioni, anche se mi rendo conto che è una politica da verificare con molta attenzione. Non abbiamo più alternative proprio perché dobbiamo per forza "regolamentare" il traffico.
Questi sono in via immediata i tre interventi che vogliamo attuare: day-hospital, far uscire i medici sul territorio, riorganizzazione del Pronto Soccorso. Oltre questi interventi che sono nelle nostre facoltà, attueremo gradualmente dal prossimo mese la cosiddetta "riforma della riforma", cioè l'applicazione del decreto legislativo 502 che verrà varato dal Consiglio dei Ministri probabilmente già la prossima settimana, considerato che ieri le regioni hanno dato parere favorevole con alcuni emendamenti al decreto legislativo stesso, e dovremo lavorare perché è una scommessa quella che stiamo facendo, ma una scommessa che potremo vincere solo se ci verranno dati gli strumenti.
Per quanto ci riguarda abbiamo chiesto una maggiore regionalizzazione della sanità, il decreto legislativo va in quel senso, speriamo che il Governo attui le intenzioni che ha sempre dimostrato.
Ripeto, sono disponibile a dare al Consigliere regionale un breve sunto dei tempi di attesa suddiviso per ogni unità operativa e per ogni specialità.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Rini.
Rini (DC) - Ringrazio l'Assessore per la risposta che ci ha dato e gli chiederei, come ha già promesso, di farci pervenire una copia dei dati illustrati, anche per poter fare sugli stessi una valutazione più approfondita. Tuttavia, sento il dovere di richiamare fin d'ora l'attenzione dell'Assessore su due aspetti fondamentali. Il primo, è il decentramento dei servizi sul territorio. I poliambulatori di Morgex, Donnas e Châtillon devono rispondere alle esigenze della collettività locale, onde evitare che la stessa si debba riversare sempre su Aosta. Il secondo, è mettere in atto i piani di lavoro previsti dagli accordi sindacali, onde poter far fronte alle necessità dell'utenza.
L'efficienza del servizio pubblico è indispensabile per tutte le categorie, in particolare per gli ammalati e per quanti non hanno la possibilità economica di curarsi a pagamento.
Occorre vigilare per evitare abusi e situazioni di disagio; occorre dare alla sanità pubblica credibilità da parte dei cittadini e far sì che non si possa speculare sugli ammalati; occorre creare le condizioni e le strutture sanitarie necessarie per evitare il trasferimento fuori Valle degli ammalati ed evitare ulteriori disagi anche alle loro famiglie.
Il nostro è un ospedale regionale e, se vogliamo distinguerci dalle altre regioni per efficienza e qualità dei servizi, dobbiamo sempre più arricchirci delle strutture che sono necessarie ad alleviare le sofferenze degli ammalati, nonché il loro sacrificio quando sono costretti ad uscire dalla Valle per curarsi.
É vero che la sanità costa, è vero che pesa sul bilancio regionale; ma è anche vero che non si può fare a meno di curarsi quando si è, purtroppo, ammalati. In tal senso, occorre evitare altre spese meno importanti e meno necessarie, per poter maggiormente investire nel settore della salute. Esamineremo la documentazione che l'Assessore ci farà pervenire e torneremo eventualmente sull'argomento.
