Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4346 del 24 marzo 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4346/IX Valutazione della situazione conseguente all'indagine giudiziaria relativa alla realizzazione del raccordo del Gran San Bernardo. (Approvazione di mozione).

Mozione Appreso che la Procura della Repubblica di Aosta, nell'ambito dell'indagine sugli illeciti connessi con la realizzazione del Raccordo autostradale del Gran San Bernardo, ha individuato ipotesi di reato che coinvolgono imprenditori, parlamentari, dirigenti della SAV, l'ex Presidente della Giunta regionale ed il suo segretario particolare;

Evidenziato, in particolare, che la Magistratura sta indagando su fenomeni di corruzione che avrebbero accompagnato l'inserimento del raccordo del Gran San Bernardo nel programma delle Colombiadi e gli affidamenti dei lavori;

Ritenuta necessaria una valutazione attenta della situazione che si è creata e che coinvolge la credibilità ed il ruolo delle istituzioni regionali;

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Impegna

il Presidente della Giunta regionale a predisporre e presentare al prossimo Consiglio una relazione:

a) sull'iter del progetto del Raccordo del Gran San Bernardo, dalla prima deliberazione di affidamento dell'incarico di progettazione fino ai decreti del Ministro di Lavori Pubblici di approvazione del progetto e della prima variante;

b) sulla situazione azionaria e patrimoniale della SAV e sui comportamenti dei rappresentanti della Regione nel Consiglio di Amministrazione e nelle Assemblee dei soci nella SAV S.p.A.;

c) su eventuali fatti illeciti di cui la Presidenza della Giunta regionale è venuta a conoscenza.

F.to: Riccarand.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Ringrazio il Consiglio per la disponibilità dimostrata a discutere subito questo argomento. Il nostro Gruppo ha individuato, con questa mozione, lo strumento tecnico per poterlo affrontare e ci sembra che possa essere rappresentato da una prima riflessione che oggi si può fare, ma finalizzata soprattutto ad una relazione che si richiede al Presidente della Giunta da presentare al prossimo Consiglio regionale.

A mio avviso ci sono almeno tre aspetti da valutare. Il primo è quello rappresentato dall'iter del progetto, dai problemi che ha presentato questo tipo di progettazione e dai problemi ancora aperti rispetto alla parte conclusiva del raccordo che si vuole realizzare.

Il secondo aspetto riguarda il ruolo all'interno di questa vicenda, la composizione cioè della SAV, ed il ruolo che hanno avuto i rappresentanti della Regione all'interno della società stessa.

Il terzo aspetto riguarda più propriamente quello che sappiamo e che è emerso dalle indagini giudiziarie in corso su una serie di illeciti che hanno accompagnato la vicenda del raccordo del Gran San Bernardo.

Per quanto riguarda l'iter del progetto, se ne è già discusso più volte in questo Consiglio, soprattutto dietro pressione del Comitato di Signayes, che da un anno e mezzo ha segnalato l'incongruità del progetto ed il fatto che lo stesso, redatto affrettatamente, non ha tenuto in considerazione le esigenze della frazione.

Sappiamo che esiste una situazione in evoluzione con incontri in sede ministeriale e la predisposizione in corso di un progetto di variante e, quindi, credo che la relazione che qui si richiede al Presidente della Giunta, possa essere l'occasione per fare il punto della situazione anche per quanto riguarda la zona di Signayes ed il progetto che si sta realizzando.

Per quanto riguarda il ruolo della SAV, c'è una situazione non affatto chiara sulla composizione azionaria di questa società. Sappiamo che ci sono stati dei passaggi di pacchetti di capitale azionario, da Istituti di Credito alla società autostrada Torino-Milano. Passaggio azionario che in un certo senso non è mai stato ufficializzato e che ha creato una situazione di non trasparenza azionaria, ma che comunque ha di fatto consentito l'assunzione del controllo da parte della SAV e di un gruppo di imprese facenti capo a Ligresti e a Gario.

Questa situazione, creatasi, credo, a motivo del blocco dell'autorizzazione del Ministero del Tesoro verso una garanzia fideiussoria per un prestito che la SAV aveva richiesto di circa 300 miliardi di lire ad un pool di banche, per portare avanti la realizzazione di quest'opera.

In seguito al blocco da parte del Ministro c'è stato poi un intervento dell'Amministrazione regionale, che ha garantito un'anticipazione di garanzia fideiussoria su una quota di mutuo di lire 25 miliardi.

Sulla situazione azionaria della SAV, non mi risulta che a tutt'oggi sia stata fatta la dovuta chiarezza e quindi su questo aspetto credo che sarebbe opportuno avere una comunicazione in Consiglio per sapere come stanno effettivamente le cose; se il pacchetto del 12 percento acquisito dalla società Autostrade Torino-Milano è ritornato ad altri soci o se è rimasto alla società; chi controlla effettivamente in questo momento la SAV; qual'è la sua situazione patrimoniale, se è vero che questa società è sull'orlo del tracollo; se è vero che non ha i soldi per pagare le imprese; se è riuscita ad ottenere dei mutui e da chi.

Collegato a questo c'è poi il problema del rinnovo del Consiglio di amministrazione della SAV, in particolare per quanto riguarda i sette rappresentanti dell'Amministrazione regionale.

Al Consiglio del 6-7 aprile dovranno essere nominati i nuovi rappresentanti e sappiamo che si pone il problema di rinnovare in toto la delegazione dei rappresentanti della Regione perché non possiamo dare un giudizio positivo sul ruolo svolto dai rappresentanti della Regione all'interno del Consiglio di amministrazione con tutte le vicende in corso.

Questo aspetto sarà anche oggetto di voto nel prossimo Consiglio.

La terza questione che poniamo con la mozione è quella della vicenda giudiziaria. Anche qui le notizie che abbiamo come Consiglio, sono frammentarie, ed in questo caso non possono essere diversamente perché il titolare dell'inchiesta è la Magistratura; però le dimensioni della vicenda sono grandi, notevoli, gravi e preoccupanti.

Sappiamo che sono stati arrestati e sono inquisiti tre impresari di notevole importanza che operano in Valle d'Aosta, quali Binasco, titolare dell'Itinera; Follioley, titolare della più grande impresa operante in Valle d'Aosta e Bertino, titolare di un gruppo d'imprese che operano in modo intenso, nella nostra Regione.

Sappiamo che sono stati inviati avvisi di garanzia al Presidente ed al Direttore della SAV e che inoltre sono stati coinvolti nell'inchiesta, sempre con avvisi di garanzia e con gravi imputazioni, esponenti di questo Consiglio o che comunque hanno a che vedere con il sistema dei Partiti regionali: quali l'ex Presidente della Giunta regionale, il suo segretario particolare, il capogruppo del PSI, il capogruppo del PRI, il capogruppo degli ADP, l'ex Consigliere Tonino, il Sindaco di Courmayeur Tamietto e, sappiamo ancora che sono stati coinvolti in questa vicenda, con avvisi di garanzia, il Deputato On. Botta e l'amministratore finanziario della DC a livello nazionale Citarristi.

Infine non so se questo è collegato direttamente al raccordo del Gran San Bernardo, ma è stato arrestato un responsabile dell'Anas, Scotto, che ha operato a lungo in Valle d'Aosta. E che credo sia stato rilasciato in questi giorni.

Esiste una vicenda che coinvolge almeno una quindicina di persone ed alcune di esse hanno svolto un ruolo economico e politico di notevole rilevanza.

Quello che si è capito dalle notizie giornalistiche è che ci sarebbero stati dei fenomeni di corruzione, legati all'inserimento del raccordo del Gran San Bernardo, nel programma delle opere "colombiadi" con tutto quello che questo comportava e cioè tangenti versate a livello nazionale e a livello locale per favorirne l'inserimento e quindi la conseguente aggiudicazione dei lavori delle Imprese di fiducia, senza la partecipazione a gare di appalto e senza le procedure normali per le assegnazioni delle gare.

Abbiamo inoltre appreso che l'ex Presidente della Giunta regionale avrebbe ricevuto pacchi con centinaia di milioni da Follioley e che questi soldi sarebbero serviti a finanziare la loro coalizione di maggioranza DC-PDS-PSI-ADP-PRI.

I giornali scrivono che negli uffici degli assessorati si passavano, di mano in mano, pacchi di decine di milioni provenienti da Follioley.

Sono fatti gravi che colpiscono pesantemente il ruolo del sistema politico dei partiti, ma anche il ruolo del Consiglio e dell'Amministrazione regionale. Io ritengo che sia doveroso ricostruire in modo più chiaro possibile i fatti ed aprire un dibattito per capire le problematiche che hanno potuto creare una simile situazione e che cosa occorre fare per uscirne e per evitare che questo si ripeta.

Io credo che le forze politiche che sono state coinvolte direttamente o meno, debbano riflettere su questi avvenimenti ed esprimere una valutazione sulla vicenda.

Al cittadino deve essere lanciato un messaggio e va detto che cosa si intende fare per evitare che quello che è successo, e che non sembra essere smentito, non debba più ripetersi in futuro.

Ripeto che si tratta di avvenimenti particolarmente gravi, anche se non si può dire che non si siano mai verificati, ma qui ci troviamo di fronte ad un qualcosa di organico, ad un sistema d'uso della tangente in modo esteso e diffuso, che ha coinvolto non solo singole persone o singole forze politiche, ma addirittura un intero sistema politico che evidentemente non può che portarci ad una seria riflessione verso un sistema di funzionamento partitico e politico inaccettabile.

Lo scopo di questa mozione è semplicemente questa: esprimere la preoccupazione da parte del Consiglio rispetto a questa situazione, sottolinearne la gravità che sconvolge tutte le regole del confronto politico.

La mozione chiede che ci sia un impegno da parte del prossimo Consiglio per un'esposizione organica su queste vicende nei suoi vari aspetti e ci possa essere un pronunciamento da parte di tutte le forze politiche.

Questo è l'obiettivo della mozione ed il dispositivo credo che sia molto chiaro: "Si impegna il Presidente della Giunta regionale a predisporre e presentare al prossimo Consiglio una relazione sull'iter del progetto del raccordo del Gran San Bernardo, dalla prima deliberazione di affidamento dell'incarico di progettazione, fino ai Decreti del Ministro dei Lavori Pubblici di approvazione del progetto della prima variante, sulla situazione azionaria e patrimoniale della SAV e sui comportamenti dei rappresentanti della Regione e del Consiglio di amministrazione nell'assemblea dei soci della SAV S.p.A., sui fatti illeciti di cui la Presidenza della Giunta regionale è eventualmente venuta a conoscenza, su quello che ufficialmente si sa e si è in grado oggi di ricostruire, anche sulla base di contributi di chiarezza che ogni Consigliere, e qui ne abbiamo diversi, e ogni forza politica ha il dovere di esprimere".

Si dà atto che, dalle ore 11,35, presiede il Presidente Bich.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Lanivi.

Lanivi (GM) Mi pare che il Consigliere Riccarand abbia presentato un'illustrazione alla mozione che in linea di massima ci trova d'accordo, quindi voteremo facendo solo le seguenti osservazioni:

Primo, per quanto riguarda tutta l'informativa che doverosamente sono chiamato a dare al Consiglio regionale, sarà un'informativa di cui potrò fare riferimento, e cioè il Consigliere Riccarand sa che molta documentazione è stata sequestrata dall'autorità giudiziaria e quindi io potrò riferire solo per quella in mio possesso ed per quello che richiederò direttamente agli interessati.

Secondo punto: va ribadita l'enorme confusione di ruoli delle funzioni, cioè la funzione della magistratura è una, quella degli organi politico-amministrativi è un'altra e quindi mi asterrò dal fare considerazioni che vadano oltre le mie competenze.

Terzo riferimento a cui vorrei fare cenno, sono le valutazioni di tipo politico che spettano a persone e forze politiche interessate da queste vicenda.

Per quanto mi concerne credo di interpretare la volontà della Giunta e della maggioranza; pertanto siamo d'accordo nel votare questa mozione e di presentare questa relazione al prossimo Consiglio.

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente Beneforti.

Beneforti (DC) Per dire che non siamo contrari alla mozione presentata dal Con-sigliere Riccarand. Con questa mozione si impegna la Giunta a presentare al prossimo Consiglio una relazione sull'iter del pro-getto del Raccordo del Gran San Bernardo, sulla situazione azio-naria e patrimoniale della SAV e su eventuali fatti illeciti di cui la Presidenza della Giunta è venuta a conoscenza. Interessa anche a noi certamente conoscere tutti gli aspetti di questa vicenda.

Come la pensiamo è stato già da noi detto ad alcuni giornali per cui non sono contrario ad un confronto su una relazione predisposta dal Presidente della Giunta.

Ribadisco la gravità dei fatti e mi auguro anch'io che in futuro non debbano ripetersi.

Aspettiamo il prossimo Consiglio per conoscere la relazione che presenterà il Presidente della Giunta e sulla quale ci confronteremo e daremo anche il nostro apporto.

Non abbiamo niente in contrario a votare questa mozione.

Presidente Ha chiesto la parola il consigliere Pascale.

Pascale (PSI) Siamo anche noi favorevoli a votare questa mozione; e se ci sarà una relazione del Presidente della Giunta su tutte le vicende in questione, interverremo penso anche sul punto che Riccarand voleva mettere in discussione e cioè la questione morale che oggi investe tutte le forze politiche.

È chiaro che questo fa parte di un sistema abbastanza vasto praticato in Italia e anche in Valle d'Aosta in questi ultimi anni.

Su questo non abbiamo nessuna difficoltà ad affrontare il proble-ma, ma vogliamo dire già sin d'ora che la vicenda, di cui è notizia sui giornali, riguarda le persone individualmente e non i partiti.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Cristina Monami.

Monami (GV-PDS-SV) Anche noi voteremo questa mozione e ci sembra che sia giusto che il consiglio affronti questo argomento così attuale e così scottante e ancora più giusto che lo si faccia attraverso una relazione che il Presidente della Giunta elaborerà e presenterà portando dati at-tendibili e concreti.

Riteniamo, quindi, che si debba fare chiarezza su questi fatti anche gravi e sconcertanti, perché si parla di tangenti anche in Valle d'Aosta e si ritorna a parlare di connessione tra politica e affari e quindi credo che né le forze politiche e né quelle istituzionali possano sottrarsi a questo confronto.

Il collega Beneforti diceva di sperare che questi fatti non accadano più. Per costruire il futuro bisogna analizzare il passato e se necessario anche giudicarlo. Il giudizio penale sulle persone credo non spetti a noi, la magistratura esiste e sta facendo il suo lavoro ed io mi auguro che lo faccia in fretta ed in maniera approfondita e che nessuno, e nulla, scappi a questo rastrellamento.

Per quanto ci riguarda riteniamo che non abbiamo motivo di non pensare che Tonino, il nostro ex-segretario, sia estraneo a questa faccenda, ragione per cui anche da parte di questo banco gli rinnoviamo la nostra solidarietà, la nostra stima e il nostro affetto, mentre auguriamo a lui che possa presto dimostrare la sua innocenza ed alla magistratura di poter dimostrare come realmente queste tangenti siano state utilizzate.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Stévenin.

Stévenin (UV) Nous ne sommes pas de vautours. Nous n'avons aucune intention de nous servir de cette situation pour faire de la propagande politique.

Les faits sont là, devant nous, les faits sont évidents. Donc, il n'y a rien d'autre à ajouter.

Nous suivons avec attention, comme tous ceux qui sont dans cette salle, les événements futurs. C'est à la population de juger.

Presidente Pongo in votazione la mozione indicata in oggetto.

Esito della votazione:

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva all'unanimità.