Oggetto del Consiglio n. 4325 del 11 marzo 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4325/IX Iniziative per reperire locali per consentire a partiti e movimenti politici di svolgere pubbliche riunioni. (Reiezione di mozione).
Presidente Do lettura della mozione presentata dal Consigliere Riccarand:
Mozione Premesso che ad Aosta i partiti ed i movimenti politici incontrano serie difficoltà a reperire locali in cui svolgere pubbliche manifestazioni di illustrazione delle loro tesi e proposte politiche;
Appreso che la Giunta regionale, con deliberazione n. 516 del 22 gennaio 1993, ha deciso di non concedere l'utilizzo del Salone della Regione e dell'attigua saletta a partiti, movimenti o forze politiche a partire dal 1° marzo 1993 e fino all'avvenuto espletamento delle elezioni regionali previste per il mese di giugno 1993;
Ricordato che tale decisione ridurrebbe ulteriormente i pochissimi spazi a disposizione nella città di Aosta per iniziative politiche, in un periodo in cui oltre alla campagna per le elezioni regionali si svolgerà una campagna per il voto sui referendum;
il Consiglio regionale della Valle d'Aosta
Delibera
di impegnare la Giunta regionale a:
1) revocare la deliberazione n. 516 del 22 gennaio 1993 mettendo a disposizione Sala e saletta regionale compatibilmente con le disponibilità derivanti da altre richieste ed esigenze;
2) a prendere i contatti con il Comune di Aosta, con il Comité des Traditions Valdôtaines e con il Convitto Federico Chabod perché, durante la campagna elettorale, siano messe a disposizione di partiti e movimenti politici, il Salone ducale del Municipio di Aosta; il Salone della Biblioteca di Viale Europa; la Sala affidata al Comité des Traditions Valdôtaines in Piazza Chanoux; il Salone del Convitto F. Chabod.
Presidente Ha chiesto di illustrare la mozione il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) La Giunta regionale il 22 gennaio 1993 ha assunto la deliberazione n. 516 con cui ha deciso di non concedere l'utilizzo del Salone della Regione e dell'attigua saletta a partiti, movimenti e forze politiche a partire dal primo marzo 1993 fino all'avvenuto espletamento delle elezioni regionali previste per il mese di giugno 1993.
Questo provvedimento che è già in atto ha creato una situazione assolutamente inaccettabile. Non si capisce per quale motivo da 11 giorni non è possibile utilizzare il Salone della Regione e la saletta attigua per delle riunioni organizzate da partiti e movimenti politici. Mi sembra che invece di agevolare la fornitura di cosiddetti servizi reali a chi vuole fare attività politica rivolgendosi alla gente, si negano degli spazi.
La situazione nella città di Aosta rispetto agli spazi di riunione è pesantissima; credo sia la terza volta che il nostro gruppo solleva in questo Consiglio questo problema, soprattutto quando ci avviciniamo alla campagna elettorale, in cui c'è una richiesta maggiore di locali e di spazi, ma non solo in campagna elettorale, non si sa dove andare a fare delle riunioni pubbliche. Il Salone ducale del municipio non lo concedono perché non è agibile; la biblioteca di Viale Europa è rimasta chiusa per quasi tre anni ed adesso è agibile con difficoltà; il Salone del convitto regionale non viene concesso alle forze politiche; il Salone del BIM ristrutturato a spese della Regione non viene concesso alle forze politiche; il Salone del Comité des traditions valdôtaines non viene concesso alle forze politiche: non è accettabile questa situazione per cui non si possono fare delle riunioni. Qui addirittura dal primo marzo fino al momento in cui si svolgeranno le elezioni, diventano inagibili quei pochi spazi che erano utilizzabili nuovamente che sono il salone e la saletta regionale.
Faccio presente che il 18 aprile ci sono i referendum; si sono sempre utilizzati il salone e la saletta per iniziative della campagna referendaria, ricordo il referendum sulla preferenza unica, il referendum sulla questione delle olimpiadi lo scorso anno, e invece adesso il 18 marzo inizia la campagna referendaria e non si può utilizzare il salone e la saletta regionale per fare un dibattito sui referendum. Non ha nessuna giustificazione questo provvedimento e penalizza il dibattito politico.
Ho già sentito ieri il Presidente della Giunta dire che non intende revocare quel provvedimento; ma come è possibile? A parte l'ultima settimana, quando c'è bisogno di predisporre il salone per la conferenza stampa, quando c'è magari un maggiore affollamento e per evitare una corsa lo togliamo; ma a parte questo il provvedimento non si giustifica.
Non è che tutte le forze politiche sono lì a chiedere il salone, succederà una volta o due la settimana che una forza politica lo chiede, e magari può essere concesso se è libero, compatibilmente con altre programmazioni di altre associazioni. Ma negare di per sè il diritto all'utilizzazione è inconcepibile.
Spero che la Giunta regionale faccia marcia indietro, dica che questa revoca con questa ampiezza di tempo è assolutamente ingiustificabile, chiedo che venga modificata; non solo ma qui c'è l'altro discorso della utilizzazione delle altre sale cittadine. É inammissibile che la sala del Comité des traditions valdôtains in piazza, che è una saletta che ben si presta a delle riunioni non molto grandi, dove si può pensare che vengano quelle 30-40 persone, non venga concessa. Avevo già sollevato la questione all'allora Presidente della Giunta Rollandin, mi ero rivolto al Comité des traditions valdôtaines, aveva risposto no, che non si poteva utilizzare. Il salone del BIM lo stesso le forze politiche non lo possono utilizzare; la stessa cosa vale per il salone del convitto Chabod.
Quindi qui si tratta di revocare quella deliberazione di giunta perché credo non sia accettabile nessun atteggiamento che non sia la revoca di quella deliberazione di Giunta; bisogna però che ci sia una iniziativa anche nei confronti di quei locali che sono saloni pubblici, ristrutturati a spese della Regione e non messi a disposizione delle forze politiche. Siamo per l'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti perché riteniamo che sia una forma sbagliata di sostenere l'attività politica, ma siamo per dare più spazi alla politica, perché la politica è una cosa positiva, è una scienza nobile, è un rivolgersi alla gente per governare insieme la collettività. Adesso qui si dice che i partiti non possono avere il salone regionale e non so da dove salta fuori una cosa di questo genere, può darsi che anche in passato ci sia stata, ma non ha nessuna importanza. Quindi ribadisco il contenuto della mozione.
Presidente Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo.
Gremmo (UAP) Avevo presentato su questo argomento una interpellanza e la risposta già non era soddisfacente.
Tutto quello che ha detto il Consigliere Riccarand è condivisibile, ma vorrei ricordare, e mi rivolgo specialmente al Presidente della Giunta che non fa parte di nessuna forza istituzionale e che dovrebbe essere sensibile a questa cosa, che ci sono due problemi in partenza, uno sono i referendum e l'altro le elezioni e dare la possibilità alle forze non garantite di arrivare il più possibile alla pari con le altre andrebbe nell'interesse di tutti.
Nella prossima pagina regionale perché non prevedere di dedicare uno stesso numero di righe per ogni gruppo consiliare che dica come intende comportarsi di fronte al referendum?
Vedevo ieri la televisione francese; loro prevedono uno spazio uguale per tutti. Noi predichiamo spesso e giustamente un discorso di democrazia reale, pertanto propongo che nella prossima pagina della regione sia garantito a tutti i gruppi presenti in Consiglio un piccolo spazio in cui possano dire come intendono votare al referendum. Questo potrebbe essere un modo di garantire un minimo di interesse.
In campagna elettorale la pagina della Giunta potrebbe presentare la stessa cosa, cioè tutte le liste presenti hanno il loro spazio minimo e in 20 righe dicono il punto principale del programma.
Un altro aspetto è quello di garantire la possibilità di fare una riunione; voglio ricordare che ci sono delle liste che dovranno raccogliere le firme, questo è un impegno organizzativo non da niente e se devono chiamare i firmatari sarebbe quanto meno opportuno che disponessero di una sede. Quindi individuare qualcosa in questo senso potrebbe andare nell'interesse di tutti.
Il salone regionale ha la grossa fortuna intanto di essere sdoppiato in una sala grande e in una saletta piccola, largamente funzionale per le riunioni, e poi è localizzato in un posto ragionevole. Si tratta solo di stabilire un criterio di assegnazione fra chi ne fa richiesta, e il criterio può essere quello della data di presentazione, può essere quello di negarlo quando uno lo chiede più di una volta se ci sono altre domande, può essere quello della estrazione, perché nessuno impedisce, se ad esempio vi sono dieci domande, di tirare a sorte l'ordine di assegnazione. Cioè, volendo, un criterio si trova.
La mozione poi individua degli altri spazi, per cui se non fosse questo, se ne individuino degli altri, ma si individui uno spazio istituzionale. Volevo ricordare che quando abbiamo fatto durante le riunioni della I commissione per la legge elettorale, una delle tante cose che si dicevano era che, in seguito all'abolizione del finanziamento ai partiti, su cui anche io sono d'accordo, la regione avrebbe potuto garantire, proprio per assicurare dei servizi, il pagamento delle spese di affissione dei manifesti. E questa è una cosa che non ci costa niente. Quindi i passaggi possono essere due: o si stabilisce un criterio e si dà il palazzo regionale, ma se proprio non si vuole concedere il palazzo regionale (e non si capisce il perché), si individuino almeno degli altri spazi purché non costino niente.
Teniamo presente che non a caso la legge impone che tutti i documenti dei comuni per la presentazione delle liste siano esenti da bollo, perché si parte dal principio che non deve costare niente la possibilità di presentare liste; a maggior ragione non deve costare niente la possibilità di far sentire le proprie opinioni. Tenga poi presente, Presidente, quello che ci siamo detti ieri per quanto riguarda la questione televisione, perché i tempi incombono.
Mi auguro che quello che aveva detto nella riunione dei capigruppo con il servizio sia una cosa fatta abbastanza in tempo perché ormai è questione di 4-5 giorni. Se si trovasse anche questa soluzione, credo sarebbe una buona cosa, perché si tratta solo di stabilire dei criteri, e lei, Presidente, ha il potere di imporli.
Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta.
Lanivi (GM)Ho detto, rispondendo alla interrogazione del Consigliere Gremmo, che non avremmo revocato questa deliberazione; cerco di giustificare i motivi che hanno portato la Giunta regionale ad assumere questa decisione.
Innanzitutto questa è una misura prudenziale; sapendo che il salone e la saletta del palazzo regionale rappresentano il luogo privilegiato, prediletto dalla stragrande maggioranza delle associazioni, di organismi culturali e sociali, il fatto di non assegnarlo in questo momento alle forze politiche significava impedire che un gruppo di domande sufficientemente ampie rendesse inagibile questo salone fino alla data delle elezioni. Abbiamo voluto evitare che ci fossero delle richieste non solo finalizzate all'incontro con la popolazione ma anche di tipo tattico, come si è fatto da parte delle forze politiche soprattutto nelle ultime settimane di campagne elettorali, quando si sono richieste piazze e saloni non per utilizzarli, ma per non farli utilizzare ad altri. Quindi questa è una misura prudenziale.
Rispondendo poi al Consigliere Gremmo, mi sono impegnato ad avere un incontro con tutti i Capigruppo, in modo che al di là del problema dell'uso del salone sia possibile raggiungere una sorta di codice di comportamento delle forze politiche che intendono partecipare alle future campagne elettorali (e quindi anche al di fuori di forze politiche rappresentate in questo consiglio) per vedere come far svolgere questa campagna elettorale all'insegna di quello che diceva il Consigliere Riccarand, che l'attività politica è una attività nobile. Questo per vedere se riusciamo a condurre una campagna elettorale che vada ad onore della politica, più che delle singole forze politiche.
Se bastano queste precisazioni al Consigliere Riccarand, quindi dando questo tipo di motivazione alla scelta che la Giunta ha fatto, chiederei di ritirare la mozione, altrimenti come maggioranza ci asterremo.
Comunque mantengo l'impegno a questo incontro con le rappresentanze politiche, quelle che conosciamo, per vedere di trovare il superamento di alcuni dei problemi che sono stati sollevati oggi pomeriggio.
Quindi non vi è nessuna volontà di prevaricare; ve lo dice una persona che dovrebbe essere la prima a poter utilizzare di queste cose per la condizione in cui si trova.
Presidente C'è una richiesta di ritiro della mozione.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA) Non sono per niente soddisfatto delle spiegazioni, che non spiegano proprio niente.
Cosa vuol dire una misura prudenziale che per tre mesi e più rende inutilizzabile un salone e una saletta? Nel mese di marzo che problema c'era a mettere a disposizione delle forze politiche questi locali? Sappiamo tutti come funziona la prenotazione: quando c'è bisogno della sala, si telefona all'ufficio della Presidenza della Giunta e si chiede se per quella sera è libero il salone o la sala; se è libero, si può presentare la domanda e la Giunta dice se si può avere, se è occupato, non viene dato. Non è mica un problema di precedenza delle forze politiche. Ma che le forze politiche non possano utilizzarlo neanche nelle sere in cui è libero il salone.... Ho visto la settimana scorsa il comitato di Signayes è venuto giù due sere, non era mica prenotato, era tutto libero il salone. Ma ogni sera ci sono due locali a disposizione, il salone e la saletta; non è che tutte le sere tutti e due occupati. Cioè non ha nessun significato questa misura.
Capisco l'ultima settimana quando può esserci concentrazione, capisco che diciate che per evitare il sovraffollamento una forza politica ha diritto solo una volta ad utilizzare il salone, ma non capisco come si possa vietare per tre mesi di utilizzare il salone e la saletta.
Ma come una misura prudenziale: non sta né in cielo né in terra questa cosa! Mi sorprende che veniate a dire che non la volete revocare. Se proponete di discuterne, di cercare una soluzione, di cercare una programmazione, siamo d'accordo; ma vietare di utilizzare questi locali per tre mesi è una misura che non sta in piedi.
Se vogliamo sospendere i lavori sono d'accordo, facciamo la riunione dei Capigruppo e discutiamone serenamente; ma il fatto di andare a bloccare da adesso fino alle elezioni la concessione dei locali non è accettabile. Pensiamo che di mezzo ci sono i referendum, ci saranno dei comitati che si costituiranno per il sì e per il no, è giusto che facciano una riunione e invece si troveranno a non potersi riunire nel salone regionale. Mi sembra una cosa che non sta in piedi.
Propongo che ci sia una sospensione e che ci sia un momento di consultazione fra le forze politiche, per vedere di trovare una soluzione che però non sia un blocco così draconiano che non è assolutamente accettabile.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo.
Gremmo (UAP) Ho colto una cosa giusta che ha detto il Presidente; effettivamente il rischio che uno prenoti tutte le sere esiste. Lì si potrebbe inserire una clausola di questo tipo: se uno ha prenotato la sala e poi la riunione non si è svolta, deve risarcire la Regione poniamo di un milione. A questo punto quello che diceva il Presidente non capita più.
Quindi questo ragionamento è giusto, però è altrettanto giusto trovare una soluzione.
Il Presidente potrebbe dire che c'è l'impegno da parte della Regione di chiedere la disponibilità di una serie di posti alternativi, che sono stati individuati anche dalla mozione, però con dei criteri chiari, con delle regole chiare: ad esempio, chi prenota la riunione e poi non la fa, paga la penale; chi vuol fare la riunione, la fa sulla base di un criterio che può essere l'ordine di precedenza, la non ripetibilità, il sorteggio. Però occorre un impegno per essere sicuri in questa direzione.
Torno a dire che accanto a questo problema ne vedo altri due: il problema pagina della Regione, che è risolvibile da parte della Giunta, e nel caso dei referendum dico i gruppi presenti in Consiglio regionale perché la pagina regionale è facilmente utilizzabile per far sentire la voce, mentre per quanto riguarda le elezioni generali dico le liste che si sono presentate. Questa è una possibilità perché quelle pagine arrivano su tutti i giornali della Valle per cui sono un mezzo per far conoscere quel minimo di programma a tutti; l'altro problema è la televisione, per la quale è necessario stabilire dei criteri chiari, perché la situazione di cinque anni fa non era certo la migliore: si partiva tutti per la corsa, ma c'era chi correva già indossando scarpette da tennis mentre qualcun altro aveva il piede legato.
Presidente Se ho interpretato bene la richiesta del Consigliere Riccarand, era una richiesta di sospensione per fare una riunione dei Capigruppo. Cinque minuti sono sufficienti?
Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti per mozione d'ordine.
(Interviene il Consigliere Beneforti, senza microfono)
Presidente Mi pare di no, Consigliere Beneforti, se ho capito bene.
Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,57 alle ore 19,07 e che, alla ripresa dei lavori, presiede il Vicepresidente Stévenin.
Presidente Con diciannove consiglieri presenti riprendono i lavori del Consiglio.
Si è trovato una intesa durante la sospensione? Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Ripropongo la posizione che avevo detto, cioè l'impegno per la prossima settimana di incontrare i rappresentanti delle forze politiche per esaminare la situazione generale per affrontare in maniera dignitosa la campagna elettorale.
Rispetto alla mozione, se non vi è ritiro da parte del Consigliere Riccarand, la posizione della maggioranza è di astensione.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Chiederei di rinviare questa mozione al prossimo Consiglio e spiego perché la richiesta di rinvio.
Qui c'è un impegno da parte del Presidente della Giunta di riunire entro la settimana prossima i rappresentanti delle varie forze politiche per arrivare ad una sorta di regolamentazione nell'uso del salone e della saletta. Faccio un'osservazione un po' sommessa che è di questo tipo: la deliberazione della Giunta è del 22 gennaio 1993, oggi siamo all'11 marzo, sono passati quasi due mesi da quando è stata fatta la deliberazione, mi sembra che ci fosse tutto il tempo necessario per fare le riunioni, mentre di fatto sono già 11 giorni che il blocco del salone e della saletta è operativo per le forze politiche.
Quindi chiedo un rinvio al prossimo Consiglio perché, se si fa una riunione delle forze politiche e si sblocca la cosa, va bene, altrimenti la prossima volta discuteremo per capire che situazione si è creata.
Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.
Lanivi (GM) Sulla proposta di rinvio ci asteniamo.
Presidente Pongo in votazione la proposta di rinvio della mozione al prossimo Consiglio:
Esito della votazione
Presenti: 23
Votanti: 2
Favorevoli: 1
Contrari: 1
Astenuti: 21 (Agnesod, Bajocco, Chenuil, Chiofalo, Cout, Lanièce, Lanivi, Limonet, Louvin, Mafrica, Marcoz, Monami, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet, Viérin e Voyat)
Il Consiglio non approva
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.
Riccarand (VA) Non ritiro la mozione; avevo proposto un rinvio, non ho capito per quale sorta di atteggiamento non si è voluto accettare il rinvio. Chiedo che la mozione sia posta in votazione.
Presidente Pongo in votazione la mozione in oggetto:
Esito della votazione
Presenti: 21
Votanti: 1
Favorevoli: 1
Astenuti: 20 (Agnesod, Bajocco, Chenuil, Chiofalo, Cout, Lanièce, Lanivi, Limonet, Louvin, Mafrica, Marcoz, Monami, Mostacchi, Perrin, Rollandin, Rusci, Stévenin, Trione, Vallet e Voyat)
Il Consiglio non approva
