Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4323 del 11 marzo 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4323/IX Proposta di una variante per il raccordo autostradale del Gran San Bernardo. (Approvazione di risoluzione).

Presidente Do lettura della risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand e iscritta in via d'urgenza all'ordine del giorno della adunanza in corso (oggetto n. 4285/IX):

Risoluzione Appreso che il Consiglio di frazione di Signayes, in data 1° marzo 1993, ha espresso parere negativo sull'ipotesi di variante del Raccordo del Gran San Bernardo come formulato da un apposito Gruppo tecnico;

Appreso altresì che il Consiglio comunale di Aosta ha espresso parere contrario sia sull'ipotesi di variante formulata dal Gruppo tecnico sia sul progetto approvato dalla Conferenza dei Servizi in data 12 luglio 1991;

Condividendo il contenuto della lettera del Presidente della Giunta regionale del 3 marzo 1993, prot. n. 1361 con cui si chiede alla SAV di impartire disposizioni alle imprese che lavorano sul Raccordo affinché soprassiedano alla realizzazione di quei lavori che potrebbero compromettere la realizzazione di una alternativa di tracciato secondo le indicazioni formulate dalla popolazione di Signayes;

il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Delibera

di impegnare la Giunta regionale:

1) a ribadire con forza la richiesta alla SAV affinché soprassieda effettivamente alla realizazione di quei lavori che possano compromettere la fattibilità dell'alternativa progettuale richiesta dal Comitato di Signayes;

2) a richiedere una convocazione urgente dell'Assemblea dei Soci affinché si assumano i provvedimenti necessari perché sia predisposta in tempi rapidissimi una variante al progetto in questione che preveda lo spostamento dello sbocco più a Nord, così come richiesto dal Consiglio di frazione di Signayes e dal Consiglio comunale di Aosta;

3) a individuare con l'ANAS ed il Ministero dei Lavori pubblici le modalità per una rapida approvazione della variante.

Presidente Ha chiesto di illustrare la risoluzione il Consigliere Riccarand, ne ha facoltà.

Riccarand (VA) Questa risoluzione riprende il discorso che era stato fatto ieri in sede di discussione di interpellanza ed ha come obiettivo quello di consentire a tutto il Consiglio di esprimersi rispetto ad una questione che ormai ben conosciamo, ma che richiede una definizione precisa delle posizioni, anche per permettere ai rappresentanti della Regione, che domani parteciperanno a Roma ad un incontro con il Ministro dei Lavori Pubblici, di portare una valutazione che sia espressione di tutto il Consiglio regionale.

Credo che non sia necessario riprendere tutta la storia di questa vicenda, mi rifarei soltanto agli ultimi documenti che sono stati decisi ed approvati.

La risoluzione fa riferimento alla votazione del consiglio di frazione di Signayes in data primo marzo, che ha espresso un parere negativo sull'ipotesi di variante al raccordo del Gran San Bernardo predisposta da un gruppo tecnico. Il consiglio di frazione ha dato questo parere negativo perché propone una soluzione alternativa, cioè una variante che permetta una uscita più a nord della zona di Ossan.

Dopo la presa di posizione del consiglio di frazione di Signayes c'è stato un pronunciamento del consiglio comunale di Aosta, che ha espresso un parere contrario sulla ipotesi di variante formulata dal gruppo tecnico, ma anche sul progetto approvato dalla conferenza dei servizi nel luglio 1991, che è il progetto che attualmente si sta realizzando.

Quindi possiamo dire che il progetto su cui attualmente si sta lavorando è un progetto che non ha l'approvazione del consiglio comunale di Aosta, dell'organo competente in materia di territorio.

Inoltre nella risoluzione si richiama la lettera del Presidente della Giunta regionale del 3 marzo 1993, con cui è stato chiesto alla SAV di soprassedere alla realizzazione di quei lavori che potrebbero compromettere la realizzazione di una alternativa di tracciato secondo le indicazioni formulate dal comitato e dalla popolazione di Signayes.

Questi sono tre atti che indicano una precisa direzione, quella di mettere mano ad una variante organica che faccia in modo che il tunnel sotto Signayes esca dopo l'ultima casa della frazione, risolvendo in un modo sicuramente più soddisfacente i problemi dell'inserimento di questo raccordo nella strada statale, dando una soluzione migliorativa al problema.

Con questa risoluzione si propone al Consiglio di ribadire questa posizione con la forza di un voto di tutta l'assemblea, anche perché ci sia una posizione univoca da parte di tutti gli enti territoriali, frazione, comune e consiglio regionale, esecutivo regionale, in modo da poter avere la forza per trattare con la SAV, per costringerla ad accettare questa variante, che comporta un allungamento di un centinaio di metri della galleria e quindi alcuni costi aggiuntivi; per costringere l'ANAS ad accettare questa variante; per spiegare al Ministro che bisogna modificare il progetto e che quindi devono essere messi in atto con procedure rapide tutti quegli adempimenti che sono necessari per arrivare a questa variante.

Si chiede nella delibera di impegnare la Giunta regionale a ribadire con forza la richiesta alla SAV affinché soprassieda effettivamente alla realizzazione di quei lavori che possano compromettere la fattibilità dell'alternativa progettuale richiesta dal Comitato di Signayes.

Si chiede inoltre alla Giunta che assuma i provvedimenti necessari, perché sia predisposta in tempi rapidissimi una variante al progetto in questione che preveda lo spostamento dello sbocco più a Nord. Questo non significa (mi sembra che sia chiaro anche dalla lettera) che il progetto deve essere commissionato dalla Giunta; la Giunta deve attivarsi perché chi di competenza (in questo caso chi ha curato la progettazione di tutta l'opera ed è la SINA) ponga mano a questa variante e che si possa avere un progetto modificato.

Infine il terzo punto, che credo operativamente il più importante, chiede di definire, fin dall'incontro di domani e dalla riunione che ci sarà a Roma, con l'ANAS ed il Ministero dei Lavori pubblici le modalità per arrivare ad una rapida approvazione della variante.

A questo proposito il consiglio comunale di Aosta ha già dato la sua piena disponibilità, e l'ha scritto anche nell'ordine del giorno con cui si impegna ad una immediata approvazione della variante; se esiste la stessa disponibilità da parte della Regione, se c'è la volontà da parte di tutti gli interlocutori, credo che quei tempi così lunghi che si ventilavano per l'approvazione della variante si possano ridurre.

Del resto, come ben sappiamo, anche i lavori possono non risentirne in modo significativo, se c'è una decisione concorde dei vari organismi; si tratta di rettificare un po' lo sviluppo altimetrico della galleria, ma non ci sono particolari problemi dal punto di vista realizzativo. Si tratta di fare una scelta ben precisa e di andare coerentemente in quella direzione.

Presidente Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo, ne ha facoltà.

Gremmo (UAP) Signor Presidente, colleghi, volevo dire che mi è spiaciuto che i colleghi del Gruppo Dc fossero assenti durante la votazione precedente, perché c'è una piccola contraddizione fra le dichiarazioni largamente condivisibili che ha fatto il Consigliere Lanièce in televisione e la loro assenza. Lanièce ha detto delle cose giuste, cioè che tutti auspichiamo che ci sia chiarezza su queste vicende, che purtroppo sono connesse a tutti questi discorsi che stiamo facendo di strade e autostrade, e queste dichiarazioni contrastano poi con il fatto che non si sia potuto inserire all'ordine del giorno una mozione su questo tema.

Capisco la paura delle strumentalizzazioni, però qui si chiedevano tre cose che forse sono utili come approccio all'argomento che stiamo affrontando adesso, perché si parlava di una relazione sull'iter del progetto di raccordo, una relazione sulla situazione azionaria e patrimoniale della SAV, sui comportamenti anche dei rappresentanti della Regione in quell'assemblea (e questo sarà un argomento che dovremo richiamare per questa cosa) e su eventuali fatti illeciti.

Quindi sarebbe stato politicamente più "alto" se avessimo fatto la discussione sui due documenti, infatti ho votato a favore dell'iscrizione dell'ordine del giorno, proprio per le considerazioni che faceva Lanièce in televisione, ma che avrei voluto vedere confermate qua.

Questa era la prima osservazione che volevo fare, propedeutica al discorso su questa vicenda.

Per spiegare le ragioni per cui condivido il documento presentato dal collega, voglio riferirmi ad un articolo che è uscito sulla stampa venerdì 5 marzo, che si intitola: "Chamois approva il trenino da 35 miliardi". É un articolo che dà una notizia che conforta l'Assessore Ricco nella sua opera qualche volta encomiabile di difesa della natura, quando non eccede, che dice in sostanza che per andare a difendere una immagine di Chamois si è scelto la possibilità di fare un qualcosa che, pur costando molto di più di una strada che sarebbe costata 5 miliardi, va tuttavia dalla parte della gente e degli interessi locali.

Questa dovrebbe essere la filosofia da adottare in generale quando ci si addentra nel terreno delle opere pubbliche. Cioè le opere pubbliche sono uno strumento che però non deve andare contro gli interessi dei cittadini.

Questa dovrebbe essere la filosofia non "ambientalista", ma autonomista che dovrebbe stare al fondo di queste scelte. Ed è una convinzione che ho maturato non più tardi di un mese fa - ma è stato casuale, e questo lo voglio chiarire perché ho un problema personale che voglio chiarire con il Presidente Lanivi, perché è dall'altra mattina che ho una piccola ferita che lui mi ha aperto politicamente e voglio chiuderla oggi -, quando i cittadini della frazione mi hanno posto di fronte ad un problema; erano venuti qua credendo che ci fosse una riunione di maggioranza su questa vicenda ed hanno trovato me che ero qui per una riunione sulla legge elettorale. Parlando per la prima volta mi sono posto un problema che era al di fuori degli interessi politici miei, e dopo quella sera effettivamente ho pensato che la filosofia che deve essere al fondo per tutti noi dovrebbe essere questa.

Quindi di fronte agli alibi che qualcuno tira fuori, ad esempio che potrebbero esserci dei rallentamenti dei lavori, potrebbero esserci dei costi aggiuntivi, potrebbero esserci degli intoppi, la volontà politica nostra dovrebbe essere quella di dire che, sia quello che sia, di fronte alla necessità di salvaguardare la tranquillità dei cittadini si devono rimuovere tutti gli ostacoli.

Questo lo dico perché purtroppo abbiamo il precedente, piccolo numericamente perché riguardava una sola attività, ma era una filosofia che passava dell'ECO, perché l'ECO è stato stritolato con la stessa logica. Poi il Presidente intelligentemente ha trovato una soluzione, ma è sempre stata una soluzione di ripiego; intanto l'ECO di lì se n'era andato perché gli interessi costruttivi e distruttivi erano prevalsi. Quindi di fronte alle volontà o alla velleità di dire che bisogna impedire dei costi, credo che questo sia il dato fondamentale.

Ci sono però secondo me due rischi. Uno è quello che oggi noi manifestiamo una volontà, l'esecutivo si attiva ma poi i cointeressati fanno orecchi da mercanti o a scarica barile. Tanto più che siamo in una situazione temporale difficile: il nostro Consiglio ben che vada funziona ancora un mese e dopo quella data diventerà più facile non tenere presente le sollecitazioni politiche che riusciamo a portare qua dentro.

Non voglio dire che l'esecutivo vuole scappare, ma la società e le ditte in carenza di una sollecitazione forte che possa venire da una assemblea come la nostra possono furbescamente più facilmente scappare. Ecco perché il mio breve intervento va nella direzione di dire una sola cosa, che però si ricollega ad una ferita personale, come dicevo, che ho ben presente. Quando c'è stata la riunione nella saletta della Giunta, il Presidente ha fatto un discorso di strumentalizzazione elettorale, come se a me interessassero chissà come i voti.

Questo mi è spiaciuto, sia perché lo ha detto Lanivi che è abbastanza intelligente per capire che uno non si occupa di queste cose per ragioni elettorali, sia perché non è così. Però riflettendo mi è venuta un'idea, ed è l'opinione che mi sentirei di manifestare adesso. Siccome ho largamente paura che al di là delle nostre parole non seguano dei fatti conseguenti, forse gli abitanti di Signayes potrebbero avere dalla parte del manico se facessero la stessa cosa che hanno fatto quelli di Valsavarenche di fronte al parco. Cioè se già al referendum raccogliessero tutti i certificati elettorali della frazione e non andassero a votare, forse porrebbero una opzione forte nei confronti del potere politico. Se poi facessero la stessa cosa alle elezioni regionali, cioè raccogliessero tutti i certificati elettorali mettendo di fronte tutti i partiti (il mio compreso, ed ecco perché rifiuto la ventilata accusa di strumentalizzazione elettorale) a questo comportamento, e facessero come è stato fatto da parte della popolazione di Valsavarenche che di fronte al rischio di una forte ingiustizia nei loro confronti si sono rifiutati di dare delle deleghe politiche con il voto, probabilmente arriverebbero ad affrontare questa situazione impedendo ai troppo furbi (se ci sono) e a quelli che alle parole non vogliono far seguire i fatti, di passare sulla loro testa.

Questa è la cosa che mi è venuta in mente, proprio perché non voglio che nessuno pensi che ho interessi in qualche modo elettoralistici, e perché il fatto che qualcuno abbia pensato ai rischi elettorali mi ha fatto dire che forse l'unica arma che potrebbero avere i cittadini di quella frazione - e magari non solo loro, perché potrebbero chiedere larghe solidarietà - è quella di non votare. Intanto non votare al referendum, che fra l'altro non è neanche vietato dalla legge, non crea problemi e potrebbe già essere un bellissimo campanello di allarme, e poi non votare alle elezioni politiche, che potrebbe essere un modo per mettere di fronte il nuovo Consiglio ad una situazione reale.

Qual è l'unica possibilità che può avere un Assessore sensibile a queste cose, come dice di essere l'Assessore Vallet, e un Presidente che so sensibile a queste cose come è Lanivi, di impedire un'eventuale azione che mi rendo conto sarebbe molto forte, sarebbe molto traumatica, perché vorrebbe dire una lacerazione della sicurezza del rapporto fra politici ed elettori? Apro una parentesi.

Una cosa che mi ha sconcertato molto quando sono andato all'assemblea popolare è stata vedere che gran parte delle motorette Ape che arrivavano lì a portare la gente della frazione, avevano sopra lo stemma dell'Union Valdôtaine, non avevano né lo stemma dei verdi né lo stemma di nessun altro. E vedere che oggi della gente valdostana si trova a dover mugugnare contro gente che ha lo stesso emblema che loro inalberano dovrebbe dare da pensare. Non so se tutti lo pensano, ma darebbe da pensare.

Volevo solo dire questo, soprattutto per dire a Lanivi, anche per amicizia, che mi ha ferito quanto aveva detto. Intanto mi rimproverava di essere corresponsabile di una maggioranza che c'era prima; ma io in quella maggioranza non contavo niente e le scelte su queste cose le aveva fatte chi c'era prima e continuerà a farle chi verrà dopo, sarebbe il caso di cambiare strada e quello che conta è trovare una volontà di cambiamento comune e non andare a fare polemiche di questo tipo.

Mi ha ferito che aleggiasse un sospetto di questo tipo ed ho pensato che invece doveva essere chiaro che qui si tratta di trovare una volontà comune di risolvere un problema con una filosofia che è quella del discorso che ha fatto Lanivi, che ho apprezzato molto, in occasione dell'anniversario dell'autonomia, quando ha detto dobbiamo ricomporre anche un senso di rapporti.

Spiace che la discussione di oggi si faccia su sollecitazione di fatti esterni, che ci portano a temere che non sia una discussione tanto serena, ma questo può forse spingere a meditazioni che sicuramente possono essere utili ed interessanti.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Limonet, ne ha facoltà.

Limonet (DC) Non starò a fare la storia dell'iter di questo caso, per il quale credo che tutti i partiti e tutte le maggioranze abbiano delle piccole e grandi responsabilità.

Mi sembra che l'opera fosse condivisa - e credo giustamente per la sua utilità - pressoché da tutte le forze politiche fin dal 1989, da quando cioè si pose il problema.

Certamente l'accelerazione della pratica per farla rientrare nelle Colombiadi - a mio avviso un giusto mezzo per far risparmiare dei soldi alla Valle d'Aosta - ci ha fatto commettere degli errori; errori compiuti in parte dall'Amministrazione comunale, in parte dal Consiglio regionale.

A questi errori hanno fatto seguito atti fra Regione, SAV e Ministero, atti a cui la SAV (di chi non dobbiamo dimenticare che siamo soci) deve mantenere fede, pena l'accollamento di tutte le responsabilità e gli oneri derivanti.

Come Consiglio regionale non credo sia sufficiente chiedere alla SAV di soprassedere alla realizzazione dei lavori per sicurezza pubblica oppure perché il comune di Aosta si pensi che debba formulare un giudizio negativo sul tracciato attuale; credo che non basti questo per raggiungere l'obiettivo che ci prefissiamo oggi. Ritengo che sia opportuno invece convocare l'assemblea dei soci SAV, in quella sede porre con forza richieste precise agli altri partners e quindi ricominciare l'iter per la esecuzione della variante, se questo vogliamo.

Questo vorrà dire per la Regione di assumersi responsabilità e oneri, ma d'altronde chi può farlo se non noi che, chi più chi meno, in parte siamo responsabili di questa situazione?

Chiederei alla Giunta, se intende riportare l'argomento in Consiglio, di accompagnarlo con uno studio affinché con i numeri alla mano anche noi consiglieri si possa poi essere in grado di prendere delle decisioni, e per sapere quanto questa operazione potrà costare e da chi e come verranno pagate queste varianti.

A proposito della risoluzione credo di poter dire che è un po' debole, perché si limita a fare nient'altro che a riprendere gli impegni che il Presidente si è già assunto con una lettera del 3 marzo 1993, e quindi mi sembra quasi una presa in giro per gli abitanti di Signayes. Naturalmente non è questo che voleva fare il Consigliere Riccarand.

Proporremmo noi della DC, come rafforzativo e per rimanere in linea con questo breve intervento che ho fatto, un emendamento che recita: al punto 2 del deliberato sostituire la parola "assumere" con "a richiedere una convocazione urgente dell'assemblea dei soci, affinché si assumano i provvedimenti necessari perché sia predisposta in tempi rapidissimi una variante al progetto in questione..." e poi il resto continua come quanto ha scritto il Consigliere Riccarand nella sua risoluzione.

PresidenteHa chiesto di parlare il Consigliere Viérin, ne ha facoltà.

Viérin (UV) L'avis négatif exprimé par le conseil de hameau de Signayes et par le conseil municipal d'Aoste sur le projet de modification du tracé qui avait été présenté par le groupe technique, nous ramène dans un sens, quant aux problèmes de la modification de ce tracé autoroutier au point de départ. or, tout en partageant la nécessité d'une nouvelle prise de conscience générale, d'une nouvelle prise en charge générale de ce problème, nous jugeons important de tenir compte qu'il s'est agi pour certains, d'un héritage et que certaines décisions n'étaient pas, comme elles présente le paraître aujourd'hui tout à fait libres, mais lées à des décisions prises auparavant et que par conséquent l'on devait donc suivre un certain procédé. Qu'il y ait donc des responsabilités, il est vrai; mais nous ne voudrions pas que pour le fait de dire: "Nous sommes tous responsables", à la fin personne ne puisse être considéré comme le moteur de cette initiative.

Nous voilà donc - je disais - au point de départ, par conséquent il y a un regret et je dois le souligner encore une fois. Le regret est représenté par cette occasion que nous avons perdue au mois de mai 1992, quand la conférence des services - et nous avons vérifié par la suite combien il est difficile d'obtenir une nouvelle convocation de la conférence des services - s'est réunie sans que le Conseil régional en ait été informé, malgré les prises de position, les sollicitations et les résolutions que ce même Conseil régional avait votées. Et le regret est d'autant plus fort, parce que l'on pouvait à cette époque résoudre définitivement le problème sur la base des requêtes formulées par la communauté de Signayes, sans entraves liées aux procédures ou à d'autres aspects. En fait, il s'agissait tout simplement d'approuver la modification d'un projet que personne n'avait jamais auparavant pu examiner, un projet qui n'avait été discuté par personne, probablement un projet approuvé simplement sur le papier, parce que d'abord on avait approuvé le projet et seulement par la suite on s'était rendu compte de tous les dégâts que son exécution entraînait; par exemple, le fait d'abattre une maison qui existait pourtant déjà auparavant, le fait qu'il n'y avait aucun consensus, le fait également que le tout était lié à ces procédures exceptionnelles, dont nous comprenons aujourd'hui les dégats de tous les points de vue et sous les différents aspects.

A cet égard il y a effectivement un regret et la constatation que, sur la base des décisions prises, un certain procédé aujourd'hui a eu un avis contraire de deux organes, le conseil de hameau de Signayes et le conseil municipal d'Aoste, et nous pouvons donc sur la base de ces décisions réaffirmer notre véritable volonté.

Je parle de réaffirmer notre véritable volonté, parce que'il serait important, à ce propos, de vérifier ou de consulter les résolutions qui ont été soumises à l'approbation de ce Conseil et qui n'ont pas été parfois approuvées. Je veux en citer une, qui avait été présentée au mois de janvier 1992, qui n'avait pas été approuvée par ce Conseil et qui engageait déjà à l'époque le Gouvernement régional à prendre les mesures nécessaires afin que l'on puisse arriver "a una modifica del progetto attuale in frazione Cossan, che consenta al tempo stesso di evitare l'abbattimento della casa Faverge". Et on était au mois de janvier 1992, donc bien avant le mois de mai 1992, quand la conférence des services s'est réunie et où, si on l'avait voulu, on aurait pu demander et obtenir très facilement la modification souhaitée sans être obbligé de suivre un autre procédé.

En tout cas aujourd'hui nous nous devons de réaffirmer la ferme volonté du Conseil régional et surtout nous nous devons de renforcer la prise de position qui a déjà été exprimée par le Président du Gouvernement. Le Président du Gouvernement, dans sa lettre du 3 mars, a demandé à la SAV de tenir un certain comportement, afin que les entreprises qui actuellement exécutent les travaux pour cette route de contournement d'Aoste, dans l'exécution de ces mêmes travaux ne compromettent pas les possibilités qui restent de modifier ce tracé. Il s'est agi là d'une lettre du Président du Gouvernement; je crois que, le problème étant encore ouvert, nous nous devons en tant que Conseil régional d'exprimer également notre volonté et j'espère qu'à cet égard le Conseil régional unanime prendra position quant à la définition et à la solution de ce problème.

Cette prise de position renforcera sans doute la décision précédente du Président et aidera également le Gouvernement valdôtain demain, quand il se rendra à Rome à cette rencontre avec le ministre des Transports, afin de solliciter la modification en question et d'obtenir les procédures nécessaires.

Il est donc important de réaffirmer cette volonté de façon à ne pas compromettre la possibilité d'effectuer les modifications qui sont réclamées et qui doivent encore être définies afin que l'on puisse avec et après cette rencontre avec le Ministre étudier un nouveau projet qui tienne compte des requêtes de la communauté de Signayes et définir de concert les modalités que l'on pourra suivre pour arriver dans le temps le plus bref possible à l'approbation de cette modification.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) J'ai participé à une rencontre de la commission compétente avec les experts de l'Administration régionale et les experts du comité. Cette rencontre, qui a eu lieu il y a 15-20 jours, a eu une importance particulière, car finalement on a compris que certaines raisons techniques ne tenaient pas. Certains problèmes que, il y a quelques mois, on avançait toujours comme difficiles à résoudre, on a vu qu'au point de vue technique étaient possibles, que certaines expertises supplémentaires n'étaient pas nécessaires, donc on s'est rendu compte que ce qui manque est de savoir si on veut ou non.

Je suis un peu en difficulté de faire ici, pour la quatrième fois, une résolution qui engage toujours dans la même direction, car cela signifie deux choses: que les résolutions précédentes n'ont eu aucun effet, et qu'on risque de dire que les engagements pris ne portent à rien.

Alors si on peut donner une satisfaction morale pour dire qu'on est tous d'accord, du point de vue des résultats il y a à réfléchir, et je veux reprendre ce qu'on avait dit.

Il y a la résolution du 23 décembre 1992, on n'avait pas voté une résolution là où on demandait "una soluzione progettuale alternativa" et on n'avait voté une autre résolution qui demandait de "ricercare un corretto inserimento del traffico proveniente da Aosta, a promuovere la realizzazione a monte per permettere al traffico proveniente da Gignod di poter accedere alla frazione stessa. Invita la SAV a risarcire eccetera ".

La résolution du 1er avril 1992 engageait: "la Giunta regionale ad assumere gli opportuni provvedimenti, al fine di valutare una soluzione progettuale alternativa tecnicamente fattibile, che tenga conto delle richieste avanzate e in particolare a sospendere in attesa della definizione del progetto le procedure espropriative".

Il y a la dernière résolution du 16 juillet 1992, avec laquelle on invitait "la Giunta regionale a concordare con la SAV modalità di esecuzione dei lavori, tali da non pregiudicare la realizzazione della variante proposta".

Il faut lire ces résolutions en se rattachant aux prémisses, autrement on risque de ne pas comprendre ce qu'on voulait dire à ce moment.

La résolution d'aujourd'hui dit: "delibera di impegnare la Giunta a ribadire con forza la richiesta alla SAV affinché soprassieda effettivamente alla realizzazione di quei lavori eccetera , assumere i provvedimenti necessari perché sia predisposta in tempi rapidissimi la variante al progetto in questione che preveda lo spostamento eccetera , individuare con l'ANAS e il Ministero dei Lavori pubblici le modalità per una rapida soluzione".

S'il y avait déjà des difficultés auparavant à prévoir cette conférence des services, on est aujourd'hui là dans une double difficulté: je crois que l'ANAS a quelques problèmes à faire une conférence des services.

On avait demandé qu'il y ait l'approbation du projet de la part de la conférence des services....

(...Interviene senza microfono il Consigliere Riccarand...)

Rollandin (UV) Il y a là à chaque instant une volonté claire, on va reprendre les mêmes aspects.

Je suis encore une fois d'accord, mais je ne sais plus quoi ajouter. Je me demande s'il est suffisant de réaffirmer dans ce Conseil qu'on est d'accord, car c'est un peu emblématique de dire: "individuare con l'ANAS le modalità per l'approvazione della variante"; est-ce qu'il y a des procédures nouvelles?

Le thème c'est de comprendre qu'est-ce qu'on peut faire et dans quel délai. A cette question je n'ai pas eu de réponses et j'estime que c'est difficile, mais entre temps depuis janvier 1992 une année et quelques mois se sont découlés et le thème est toujours le même.

Par conséquent, au delà de dire qu'on votera cette motion, je vois avec tracas quels seront les effets de ce choix. Je crois que c'est important de donner dans le plus bref délai une réponse concrète, c'est-à-dire oui ou non.

Autrefois on avait entendu que du point de vue technique on avait résolu une bonne partie des problèmes, mais le point important n'avait pas été résolu. Aujourd'hui on revient sur le projet qui était à la base de la pétition: on fait un certain tracé, on a démontré que techniquement cela est possible, il suffit de dire dans quel délai et comment on veut le faire.

Ce qui donnera comme résultat des problèmes même du point de vue de financement, qui sont sans doute importants, mais qui n'ont pas été jusqu'à présent l'entrave principale à cette approbation. La question était différente.

On avait dit dans cette rencontre à laquelle j'ai participé avec la commission compétente: "On ne peut pas déplacer de plus qu'un certain nombre de mètres, autrement il faut revenir à la conférence des services". Alors on s'était arrêté à un premier pas qui était différent. Aujourd'hui on dit qu'on revient sur le thème et qu'on accepte la solution technique, qui existait déjà il y a longtemps.

Par conséquent tout a déjà été dit à cet égard, ce qui est difficile à entrevoir c'est la solution pratique; j'espère que ce sera la dernière résolution sur ce thème parce qu'il faut vraiment aboutir à un résultat pratique.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Bajocco.

Bajocco (PCI-PDS)Mi dispiace ritornare ancora a discutere di un problema che ormai è da troppo tempo che si trascina. Penso che sia umiliante anche per coloro che abitano nella frazione di Signayes dover girare per i vari uffici, doversi rivolgere ai vari amministratori per chiedere la loro solidarietà, per chiedere la loro partecipazione alla soluzione di questo problema. Penso che questo sia umiliante anche per loro, ed è bene perciò che con questa risoluzione arriviamo a risolvere il problema.

Ma risolverlo vuol dire non aspettare le elezioni, perché sarebbe una cosa brutta che si prendesse in giro la gente; questo mi dispiacerebbe e mi amareggerebbe.

Vedo che in questa risoluzione vi sono due punti fermi: che il consiglio di frazione di Signayes per una volta ha dato una indicazione ben precisa, che il consiglio comunale ha dato un'altra indicazione precisa.

Sono uno di quelli che ha promosso allora il primo incontro a Signayes fra il Presidente della Giunta ed una parte della popolazione. Penso che mi se ne possa dare atto, anche se poi le cose sono andate come sono andate.

Mi ricordo il primo sopralluogo che abbiamo fatto a Signayes, dove eravamo stati invitati dal primo firmatario di quella petizione, per discutere sul problema dell'entrata nello svincolo di Signayes.

In quella occasione abbiamo affrontato anche il problema della casa Faverge; guardando sul posto il provvedimento, sembrava impossibile che tecnicamente non fosse possibile passare leggermente a monte evitando di abbattere una struttura.

Abbiamo avuto poi un incontro con il Presidente della SAV nella saletta qui accanto, che ci ha detto che tutto era fattibile, purché l'Amministrazione regionale fosse disposta a spendere 25 miliardi. Vi dico come la penso: non sono fra quelli che sono d'accordo a buttar via 25 miliardi, come qualcuno ha detto riferendosi ai 35 miliardi di Chamois; quel provvedimento di 35 miliardi si riallaccia ad un problema che esiste da anni, quella gente non ha la strada, ha una funivia ormai obsoleta e c'è la necessità di intervenire.

Sono dell'avviso che quella cifra di 25 miliardi forse è stata buttata lì per evitare di fare qualcosa, e che forse c'è bisogno di molto meno per risolvere questo problema.

Abbiamo votato più risoluzioni per il problema di Signayes, sia con la maggioranza precedente che con questa maggioranza. Non voglio dilungarmi, sono contrario a prendere in giro la gente, sono perché questo Consiglio sappia dare una risposta precisa e se è possibile andare alla risoluzione del problema.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) In merito alla iscrizione all'ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale della risoluzione proposta dal Consigliere Riccarand, volevo dire che per quanto ci riguarda non abbiamo niente in contrario all'esame del problema fino in fondo.

E questo lo avrei detto prima se fossi arrivato in tempo utile in questa sala, prima della messa in votazione della iscrizione. Ora io non escludo niente, però nella risoluzione si dice che "ha individuato ipotesi di reato".

Credo che quando le ipotesi di reato sono state verificate....

Presidente Siamo ad un'altra risoluzione.

Beneforti (DC) Sì, ma colgo l'occasione per dare una giustificazione e poi vengo alla risoluzione in oggetto.

Quando ci sono state situazioni particolari, la DC, come del resto altre forze politiche, hanno fatto dimettere in questo Consiglio i propri rappresentanti quando erano Assessori; quando a questi sono arrivate comunicazioni giudiziarie, li abbiamo fatti dimettere, per cui non abbiamo niente in contrario ad affrontare il problema sotto ogni punto di vista.

Però, come dicevo prima che mi interrompesse il Presidente, qui si parla di ipotesi di reato; allora, dato che qui nessuno si deve dimettere da incarichi che ricopre, fra le persone che sono state indicate anche nella risoluzione vogliamo accertare quali sono queste ipotesi di reato, come sono e a carico di chi....

Presidente ... la richiamo all'argomento, Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Mi lasci finire, Presidente. Dicevo, vogliamo essere a conoscenza che queste ipotesi di reato sussistano realmente. Per cui, siccome usi e consuetudini vogliono anche che le risoluzioni si iscrivano all'ordine del giorno il giorno stesso del Consiglio, non è detto che la mattina del prossimo Consiglio regionale non la si possa iscrivere all'ordine del giorno e discuterla. Non vedo perché si debba iscrivere un argomento oggi, senza conoscere fino in fondo quali sono le ipotesi di reato.

Questo l'ho voluto dire per la stampa e per quanti pensano che il Gruppo Dc non ha voluto far iscrivere questa risoluzione, perché vi sono indicati un suo ex Presidente della Giunta e il suo segretario.

Per quanto riguarda la risoluzione in oggetto, concordiamo e ammiriamo la partecipazione dei cittadini di Signayes alla risoluzione di questo loro problema. La partecipazione la consideriamo seria nel momento in cui da tutti viene considerata seria e coerente, e noi stessi siamo seri e coerenti nei confronti della popolazione di Signayes. Perché qui dobbiamo essere chiari fino in fondo, signori miei: un tempo qualcuno è andato a dire alla popolazione di Signayes che la casa non si doveva abbattere, poi qualcuno è tornato a dire che la casa ormai si doveva abbattere, per cui c'è stata la ripresa in mano della situazione da parte della popolazione di Signayes, che ha detto che la casa non si doveva abbattere; adesso tutti camminiamo per arrivare a fare una variante al progetto in atto.

A questo punto della situazione, e non voglio aggiungere molto di più perché il nostro pensiero lo ha espresso il collega Limonet, è inutile venire qui e fare una risoluzione dietro l'altra. Aveva ragione il Consigliere Rollandin quando diceva che di risoluzioni ne sono state fatte anche troppe; con queste risoluzioni abbiamo sempre illuso la parte interessata che al più presto il problema sarebbe stato affrontato e risolto, invece il problema non è stato né affrontato né risolto. E adesso lo abbiamo di nuovo davanti e bisogna cercare di risolverlo.

Ora bisogna fare una scelta definitiva di fronte a questo problema. Dopo che avrete avuto questo incontro a livello di Ministero dei Lavori pubblici ci direte il pensiero del Ministero e alla luce di quello come Regione, insieme alla SAV, dobbiamo decidere se portare avanti questa variante e vedere chi interviene nel pagamento. Si è mosso il comune di Aosta, che è interessato, si è mossa tutta l'associazione sindaci per questo problema, però nessuno dice chi deve intervenire economicamente, per cui bisogna vedere anche a chi compete far fronte economicamente a questo problema.

Pertanto dobbiamo fare la scelta, vedere chi fa fronte economicamente a questo problema e vedere il tipo di variante che deve essere portata avanti. Ma una volta per tutte smettiamola con queste risoluzioni che non servono a niente; dobbiamo arrivare a decidere in fretta, per cui ritengo che al prossimo Consiglio regionale, se non prima, il problema debba trovare una definizione ultimativa.

Apprezziamo la partecipazione della gente che vuole risolvere concretamente il problema, ma dimostriamo anche noi di essere concreti nei loro confronti.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore ai Lavori Pubblici Vallet.

Vallet (UV) Je remercie avant tout les collègues qui ont voulu faire un peu d'histoire et qui, en citant dates et résolutions déjà votées, ont permis de mieux encadrer le problème et de mettre en évidence que, au moins en ce qui me concerne, le dossier est sans doute un héritage.

Toutes les fois que je suis appelé à répondre sur l'argument, je démarre au mois de juillet 1992; justement à cette époque on avait mis les prémisses, lors d'une réunion au siège de l'ANAS, pour élaborer un projet de variante, il s'agit du projet de variante que M. Rollandin a rappelé et qui a été illustré à la III Commission.

Le fait nouveau ou le fait important est celui que ce projet de variante n'a pas été accepté, n'a pas donné satisfaction ni aux représentants de l'hameau de Signayes, ni au conseil communal d'Aoste.

Nous sommes conscients que le problème est difficile à résoudre et je ne sais pas si la rencontre de demain permettra de donner une solution définitive. Je crois que quand même il est nécessaire de donner une réponse définitive, pour que tous les intéressés puissent se tranquilliser ou savoir où l'on va. C'est pour rechercher les instruments qui puissent donner cours à la volonté que je pense unanime du Conseil régional de trouver une solution qui puisse satisfaire les habitants de Signayes, que nous irons demain à la rencontre avec le Ministre.

Presidente Ha chiesto di parlare per il secondo intervento il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) É vero che su questa questione le discussioni in Consiglio e le risoluzioni si sono sprecate da un anno a questa parte, ma questo è avvenuto perché le maggioranze regionali che si sono succedute e gli esecutivi regionali che si sono succeduti non hanno avuto la volontà e la capacità di operare per risolvere concretamente il problema. Altrimenti non era necessario arrivare ogni 15 giorni, ogni mese, a ripresentare in Consiglio regionale delle risoluzioni. Questo è il dato di fatto.

É chiaro che se non c'è da parte di una maggioranza, da parte di chi ha il potere di decidere, la determinazione per procedere in una certa direzione, quello che può fare un gruppo di minoranza è presentare un documento di indirizzo per chiedere di andare in una certa direzione. Questo credo sia stato il lavoro che abbiamo cercato di fare.

Ho sentito oggi alcuni interventi che mi sembrano finalizzati essenzialmente a confondere le acque; in particolare l'intervento del Consigliere Rollandin, come se si dicessero oggi delle cose che sono state dette e ripetute tali e quali in passato, come se non ci fosse niente di nuovo, come se questa risoluzione non servisse a niente. Io non credo che sia così.

Credo che la risoluzione che va a votare oggi il Consiglio, e spero che il voto sia unanime, indica un indirizzo ben preciso e concreto, ed è un tracciato di azione completamente diverso da quello che la maggioranza di cui fa parte il Consigliere Rollandin ha portato avanti fino a due mesi fa. Perché fino a due mesi fa, non nascondiamocelo, l'orientamento e la volontà erano quelli di andare a fare una variante, sì, ma era la variante predisposta dal gruppo tecnico sulla base delle conclusioni dell'incontro di luglio a Roma, cioè una variante che comportava l'abbattimento della casa Faverge, l'immissione sulla statale all'altezza di Ossan e l'eliminazione dello svincolo a Plan Signayes. Quella è la variante che è stata portata in commissione e che si voleva portare in approvazione; quella era la conclusione che si voleva dare alla vicenda.

Da due mesi a questa parte la situazione è cambiata perché è intervenuta la magistratura, come tutti ben sappiamo; si sono creati dei fatti nuovi talmente traumatici e sconvolgenti, che hanno costretto tutti a rivedere la situazione, a prendere atto che quella legalità che non si voleva toccare era una illegalità costituita da tempo, che quegli atti che si diceva fossero regolari erano atti fin dall'inizio irregolari, anzi conditi di corruzione. Questa è la realtà per cui oggi ridiscutiamo la vicenda, altrimenti la partita era già chiusa.

Allora oggi, se vogliamo essere concreti, dobbiamo avanzare la richiesta - ed è detto nella deliberazione, ma se vogliamo possiamo esplicitarlo di più - che la Giunta regionale, insieme ai rappresentanti del comune di Aosta, vadano a Roma a portare il progetto del comitato di Signayes. Questo è il discorso, e non c'è altra strada. Dopo che il consiglio comunale di Aosta ha detto che non gli va bene la variante del gruppo tecnico, che non gli va bene la variante approvata alla conferenza dei servizi, o c'è un'altra variante che è quella proposta dal comitato di Signayes, oppure questa opera si ferma e non si fa. Non c'è altra soluzione, perché una qualche uscita ci dovrà pur essere. Allora se il comune e il consiglio di frazione hanno detto di no alla variante del gruppo tecnico e alla variante approvata dalla conferenza dei servizi, mi dovete dire quale tipo di progetto verrà realizzato.

Pertanto qui si tratta sì di dire una parola definitiva, ma questa parola definitiva non la può dire quest'aula soltanto; deve essere una volontà qui espressa chiaramente che si traduce in comportamenti concreti e coerenti, a partire da domani mattina.

Spero che domani mattina chi va a questo incontro porti il progetto del comitato di Signayes, lo faccia vedere all'ANAS e al Ministro, dicendo che questo è quello che dobbiamo realizzare, e che se non si fa questo, non si fa niente in quanto non c'è la volontà della frazione, del consiglio comunale, degli enti territorialmente preposti di approvare una soluzione diversa.

Questa è la posizione che va detta, che va approvata; la proposta di emendamento che presenta il Consigliere Limonet non ho nessuna obiezione ad accettarla, anche se mi sembrava contenuta già nel punto 2. Faccio solo una osservazione, e cioè non so se è corretta tecnicamente perché la progettazione non la fa la SAV, la fa la SINA, e la SINA non fa il progetto in base ad un incarico SAV, ma ha una convenzione con l'Amministrazione regionale approvata nell'ottobre 1989. Comunque se si vuole inserire questo emendamento, sono d'accordo a che si inserisca; quello che è chiaro è che la Giunta regionale deve attivarsi per dire che vogliamo questo tipo di variante e che si tratta di attuare i provvedimenti tecnici per realizzarla, diversamente non c'è altra soluzione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) Je crois que les remarques de M. Riccarand ne permettent pas de comprendre ce qui s'est passé.

Il y avait un engagement, dont j'ai donné la lecture, contenu dans la résolution votée le 16 juillet 1992, là où on disait: "Richiamata la petizione popolare". Alors, si les mots ont un sens, le sens était qu'on acceptait de suivre les indications de la pétition populaire.

Qu'entre temps il y ait eu des essais différents, de ma part je ne peux que rester à ce qu'on avait approuvé dans cette salle, autrement il fallait venir dans cette salle et dire qu'on n'était plus d'accord avec cette solution. Ce qui ne s'est pas passé.

Ce que j'ai voulu dire c'est que l'engagement de ce Conseil a toujours été clair, les réponses pas toujours, et de cette question on ne peut pas dire qu'il n'y a eu aucun engagement.

Si par hasard on veut revenir à des thèmes qui dépassent largement cette salle, ce que je veux dire c'est que sur la convocation de la SAV pour réexaminer tout cela on est d'accord, mais on dit ici: "perché sia predisposta in tempi rapidissimi una variante al progetto", or je ne veux pas reprendre le débat qui s'est déroulé en commission, mais quelqu'un avait dit attention et c'est la raison pour laquelle on avait approuvé cette délibération le 16 juillet, pour la simple raison que les travaux devaient être achevés à la fin du mois d'août. Et dans la commission compétente, à la question: "Mais qu'est-ce qui se passe à présent qu'on continue à travailler malgré le fait que l'échéance était le 31 août 1992", la SAV nous a répondu: "Tutte le ditte sono in mora, tutte le ditte lavorano in penale".

J'ai voulu souligner cette date pour dire que les temps étaient très étroits.

A présent on dit qu'on va ouvrir de nouveau le débat et on va faire la variante et cetera, je suis d'accord de réaffirmer encore une fois cela, mais je crois que les temps - et c'est là la raison pour laquelle j'avais soulevé quelques perplexités par rapport aux résultats de tout ça - ce sont déjà échus. Cela est la réalité, donc on n'a pas voulu marquer d'une façon différente le débat, au contraire on a voulu reporter dans cette salle les résultats d'un débat qui s'est tenu pendant différentes séances. Tandis qu'à un moment donné il y avait la possibilité de modifier, aujourd'hui on devrait avoir les travaux terminés.

Alors s'il y a une procédure exceptionnelle qui puisse reprendre des échéances différentes, qu'on puisse prévoir qu'il y ait une modification du tracé et cetera, je suis le premier à m'en féliciter; autrement il faudra avoir une autorisation particulière à faire une variante. Il faut qu'il y ait quelqu'un qui se prend la responsabilité de modifier échéance et tracé et j'estime que cette interprétation, surtout la modification de l'échéance, qui par conséquent donne la possibilité de modifier le tracé, ne peut être prise ni de la Junte ni de la SAV. La Junte et la SAV doivent présenter les projets qui peuvent être acceptés, mais c'est ce qu'on a déjà demandé il y a une année et deux mois.

Je n'ai pas voulu présenter la question d'une façon différente de ce qui a été la réalité, bien loin, mais on ne peut pas oublier certains passages et réaffirmer cette volonté comme si c'était une nouveauté; malheureusement ce n'est pas une nouveauté, au contraire c'est réaffirmer un aspect qui risque devenir difficile.

Si dà atto che, dalle ore 17,53, presiede il Vicepresidente Trione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Gremmo per il secondo intervento.

Gremmo (UAP)É una considerazione ad alta voce, cioè mentre seguivo il dibattito, siccome qualcuno ritiene che l'incontro romano di domani mattina possa avere un valore risolutore, volevo richiamare il fatto che non abbiamo certezza addirittura neanche di quelli che possono essere i reali interlocutori che andiamo a trovare.

A questo punto la strada che è richiamata anche dall'emendamento del collega Limonet, che condivido largamente, cioè di trovare dei momenti di intervento più localizzati e più chiari per arrivare a porre dei punti fermi, non deve essere considerata un fatto secondario. Quindi la richiesta contenuta in quell'emendamento, che ci sia da parte dei nostri rappresentanti nella società un impegno e che questo impegno possa sfociare in un qualcosa che sia sotto gli occhi di tutti, credo non sia una cosa da poco. La mia paura è che, siccome siamo in un periodo molto delicato per tante ragioni, che ho già ricordato prima, si faccia una passeggiata a sentire degli interlocutori che fanno a scarica-barile e alla fine ci ritroviamo al punto di partenza, ed il collega Rollandin ha ragione nel richiamare una lunga sequela di risoluzioni, che poi sono largamente disattese, con una differenza però: che ci troviamo senza il Consiglio regionale.

Non vorrei fra un mese andare a casa e trovare questa faccenda largamente aperta, perché non siamo riusciti a trovare nessun punto fermo. Se si arriva allo scioglimento del Consiglio e questo problema non è risolto, devo dire onestamente che temo non verrà più risolto, perché nel frattempo la situazione precipita.

Quindi il richiamo che faccio a me stesso per quel mese che rimarrò ancora qua, ma che faccio al Consiglio, è di stare attenti a queste cose. Per questo volevo dire ad alta voce che l'emendamento presentato pone un punto fermo, per cui mi dichiaro d'accordo.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Milanesio.

Milanesio (PSI) Non avendo partecipato alla discussione, non avendo ascoltato tutto il dibattito, volevo solo fare una dichiarazione di voto.

Ritengo che la risoluzione presentata sia abbastanza chiara, anche se è vero che tutte le risoluzioni possono lasciare il tempo che trovano se non sono sorrette da una determinazione precisa verso i soggetti a cui ci si rivolge. Mi auguro che la risoluzione presentata dal Consigliere Riccarand possa essere approvata da questo Consiglio e possa dare una ulteriore testimonianza di precisa volontà del Consiglio regionale di risolvere questo problema nel senso auspicato dal comitato di Signayes.

Dichiaro di votare a favore di questa risoluzione.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta.

Lanivi (GM) Per fare alcune considerazioni ed alcuni chiarimenti e per indicare la continuità e la coerenza di un atteggiamento che questa Giunta ha tenuto dal momento in cui si è insediata.

Sono state sollevate delle obiezioni rispetto ad alcune affermazioni che avevo fatto in un incontro che si è svolto nel palazzo regionale, presenti rappresentanti di forze politiche del comitato di Signayes e della Giunta, in cui ho sostenuto che questo argomento non poteva essere trattato come occasione da utilizzare in una vigilia elettorale.

L'ho detto in maniera non polemica, ma di precisazione; il tono forse ha sorpreso perché, contrariamente ad un atteggiamento soffice di cui tante volte sono accusato, in quella occasione ero stato più preciso, ma forse meritava la pena di essere preciso perché nulla è più dannoso dell'atteggiamento di chi pensa di proporre soluzioni illusorie di fronte ad un problema obiettivamente complesso ai limiti della irrisolvibilità. Spiegherò il perché e dirò anche per non alimentare facili illusioni dei limiti dello stesso incontro che domani avremo a Roma. Quindi non c'è nulla da nascondere, non c'è nulla da enfatizzare, c'è da dire la semplice verità.

Prima verità: quando si crede di individuare delle scorciatoie facili si sbaglia; rispetto al collegamento autostrada statale 27 si è ricercato una soluzione rapida e veloce, cioè una scorciatoia, e si è sbagliato. Le conseguenze sono pesanti sotto tutti gli aspetti. Non sto a dire "hanno sbagliato", diciamo che si è sbagliato, salviamo tutti ma diciamolo che si è sbagliato ed oggi siamo di fronte ad un cumulo di conseguenze che ha all'origine questo sbaglio.

Oggi molti recitano la parte di una verginità che nessuno potrà riconoscere, a partire da chi, presente alla conferenza dei servizi, nella versione A e nella versione B, ha espresso parere favorevole. C'erano rappresentanti e della Regione e del comune di Aosta.

Secondo punto: si è contestata la rappresentanza, e mi riferisco agli ultimi cambiamenti di opinione anche della rappresentanza della Regione in seno alla SAV. Devo dire con molta franchezza che spesso ho visto nella SAV un ente che cercava una sua propria giustificazione e una sua propria motivazione di azione, che mi parevano poco coerenti con la volontà politica della Regione, ed anche questo lo dobbiamo dire con chiarezza. Anche nelle modalità di incontro con la stessa gente c'è un modo più o meno educato di confrontarsi, ed anche questo va detto con chiarezza.

Quando abbiamo cercato di prendere in mano questo problema, ci siamo trovati di fronte a questa situazione. Vi è stata una prima conferenza dei servizi che ha approvato un progetto, vi è stata una seconda conferenza dei servizi che ha approvato una variante, una conferenza dei servizi per qualche maniera risultata sconosciuta o non nota a molti, e quando, a fine giugno, abbiamo cominciato ad affrontare questo problema, ci siamo trovati di fronte ai punti deboli della nostra posizione. E di questo ci siamo resi conto già nell'incontro di luglio che abbiamo avuto in sede ANAS a Roma. Ci trovavamo di fronte ad un treno in corsa ad alta velocità ed al tentativo difficile di fermarlo.

In quella sede ci si è fatto capire intanto una situazione nuova; quel grande cambiamento che vede protagonista la magistratura già interessava, almeno psicologicamente allora, il palazzo dell'ANAS, quindi lo stesso Ministero dei Lavori pubblici. Dato che questo progetto, inserito in una procedura speciale particolare, chiamata Colombiadi o Colombiane, aveva una scadenza al 31 agosto, diventava pressoché illusorio pretendere la richiesta di una convocazione della conferenza dei servizi che riaffrontasse questo problema, sulle pressioni e sulle proposte che ci erano venute dal comitato di Signayes. Eppure questa domanda l'abbiamo fatta, abbiamo richiesto una convocazione urgente e straordinaria della conferenza dei servizi. Ci è stato detto di no e cerco di capire perché ci hanno opposto un rifiuto. É perché diventava estremamente contraddittorio da parte degli enti competenti convocare una conferenza dei servizi su dei lavori che avrebbero dovuti essere ultimati un mese dopo, perché il 31 agosto 1993 era la data entro la quale doveva essere realizzata questa opera. Quindi alla richiesta della convocazione della conferenza dei servizi ci è stato detto di no.

In quella sede ci è stato detto anche che non era in quel momento e in quelle condizioni assolutamente possibile muoversi dal tracciato del progetto, così come era stato approvato dalla conferenza n. 2 dei servizi che ha affrontato il problema. Era possibile trattare tutto, meno che la modificazione (se non molto limitata) di questo tracciato.

Si è deciso di costituire un gruppo misto, Regione-comune-comitato-SAV, per vedere, fermo restando quella indicazione che ci è stata data, la possibilità di individuare una alternativa, che a quanto ci risulta attualmente né il comune di Aosta né il consiglio di frazione di Signayes accetta più.

Sempre su quella indicazione e su quella sorta di vincolo insormontabile così come ci è stato presentato a Roma, ci siamo mossi e non oggi, non perché siamo a poche riunioni di Consiglio regionale prima della fine legislatura, ma già più di un mese fa abbiamo richiesto un incontro con il Ministro, lo abbiamo richiesto anche adottando motivazioni di ordine pubblico, lo abbiamo ottenuto per domani, certo con la incertezza di poter incontrare il Ministro, visto il momento politico a Roma.

Siamo obiettivamente dentro una situazione molto difficile: dare ordine di sospendere i lavori cosa significa sul piano finanziario, sul piano legale, sul piano giudiziario, per le conseguenze di un arresto non sostenuto da scelte, che i centri decisionali deputati possono sostenere? Chi in definitiva paga questi costi, queste eventuali conseguenze negative non solo sull'Amministrazione regionale di scelte incaute o imprudenti?

Ci siamo mossi e continueremo a muoversi non per raccogliere consensi, ma lungo una via che abbiamo cercato di percorrere nella maniera più coerente.

Quanto a quello che diremo domani, riporteremo il problema negli stessi termini dell'incontro che abbiamo avuto nel luglio dello scorso anno. Infatti allora non è che siamo andati a proporre un discorso diverso da quello di individuare una variante, tenuto conto delle indicazioni dateci dal comitato; oggi sosteniamo la stessa cosa.

La differenza è che un anno fa ci è stato detto che non era possibile dentro quella logica, e domani andiamo a verificare se, scaduto il termine del 31 agosto, in questa nuova situazione ci si può realisticamente porre nella logica di una variante secondo quella indicazione. Quindi come Giunta abbiamo rispettato appieno le indicazioni che questo Consiglio regionale ci ha dato mandato di seguire.

Il problema oggi è vedere se è possibile la verifica su quei due punti che il Consigliere Rollandin aveva sottolineato circa la scadenza e circa il tracciato; sono le stesse identiche domande che abbiamo posto nel luglio dell'anno scorso ed a cui ci è stato risposto di no. Domani andiamo a verificare questo.

Per il rispetto che si deve alla gente di Signayes, non faccio prevedere nulla di sicuramente positivo rispetto a queste domande; andiamo per sostenere questa posizione, ma è una posizione alla cui risposta sono tenuti gli organi competenti che doverosamente ci devono dare risposta, perché tutto sommato in questa situazione ingarbugliata c'è una scelta che non è del Consiglio regionale. Le procedure abbreviate sia per il campionato del mondo di calcio, sia per le Colombiadi, non sono state inventate in Valle d'Aosta, ma sono state realizzate in Valle d'Aosta; procedure abbreviate che in tutto il paese hanno creato le conseguenze che tutti conosciamo, molto lontane dall'essere positive.

Questo credo di poter dire con molta serietà, senza andare alla ricerca né di applausi né di fischi. Qui il problema non è in termini politico-partitici; ci si trova di fronte ad un problema decisamente complesso, in una situazione che in questo momento risente di un clima terrificante per certi palazzi che invita ad una ulteriore prudenza, mi riferisco anche agli atteggiamenti di non scelta che a Roma avvengono proprio per il clima che si sta vivendo. Non va nascosto che dei tre autorevoli rappresentanti che abbiamo incontrato nel luglio 1992, domani ne troveremo uno, perché gli altri sono nell'elenco che appare sui televideo in serata sotto la voce tangenti.

Non voglio fare qui nessuna facile promessa agli abitanti di Signayes, tengo invece a ribadire le difficoltà che abbiamo e che sono difficoltà obiettive, che non vogliono essere trucchi per arrivare alle elezioni perché dopo le elezioni qualcun altro ci penserà. Andiamo ad un incontro nella speranza che si apra una via coerente ed aderente a quanto questo Consiglio ripetutamente ha ribadito.

Ciò detto, chiedendo scusa se ho ripetuto delle considerazioni che ho detto anche in altre occasioni, quindi già conosciute da questo Consiglio, vorrei solo chiedere alla cortesia del Presidente del Consiglio di sospendere solo per cinque minuti i lavori per verificare, di fronte alla proposta di emendamento del Consigliere Limonet, il testo di questa risoluzione.

Inviterei i consiglieri della maggioranza a riunirsi, e poi potremmo vederci con tutti i Capigruppo.

Presidente Credo possa essere accolta la richiesta di sospensione. Il Presidente della Giunta ha invitato i Capigruppo della maggioranza, eventualmente subito dopo tutti i Capigruppo potrebbero incontrarsi per definire il testo della risoluzione.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 18,18 alle ore 18,23.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

Lanivi (GM) Per esprimere il giudizio favorevole alla approvazione della delibera così come è stata presentata con l'emendamento presentato dal Consigliere Limonet.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand.

Riccarand (VA) Per dichiarare il voto favorevole sulla risoluzione, ma anche sull'emendamento che è stato presentato dal Consigliere Limonet, ed anche per sottolineare un aspetto. Mi pare che ancora una volta nell'intervento del Presidente della Giunta ci siano delle affermazioni contraddittorie. Quando si critica l'atteggiamento della SAV, si deve tenere presente che se quei lavori stanno andando avanti, se la SAV sta proseguendo, è perché la Regione è intervenuta a favore della SAV, anche finanziariamente, anche recentemente, con la deliberazione che ha assunto nel gennaio scorso.

Cioè, da una parte la Regione critica l'atteggiamento della SAV, dall'altra non usa gli strumenti che ha e che sono determinanti per chiedere alla SAV che faccia quello che è intenzione della Regione, perché la SAV, senza l'intervento della Regione, senza la fideiussione per 25 miliardi che la Regione le ha dato nel mese di gennaio, sarebbe già ferma.

Quindi la Regione usi fino in fondo gli strumenti che ha, si comporti con determinazione per andare fino in fondo; è questo che mi sembra ancora una volta sia un po' incerto e un po' scivoloso. Vada a presentare in questo incontro romano una proposta precisa, non ad ascoltare quello che dicono gli altri, ma a dire che qui c'è un problema da troppo tempo sul tappeto, che c'è una soluzione rappresentata da un certo tipo di progetto, che è questo che chiediamo. Altrimenti la situazione non si risolve.

Presidente Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta.

Lanivi (GM) Solo perché non rimanga mai nessun dubbio né sulle volontà né sulle cose che si dicono. La SAV non ha avuto nessun finanziamento di 25 miliardi, non ha avuto nessuna fideiussione ad oggi; c'è una delibera dell'8 gennaio che non è ad oggi efficace e questo ha tutto un suo significato.

Allo stato non esiste nessun finanziamento, oggi 11 marzo questa fideiussione non è attivata. Questo consolida un comportamento lineare della Regione.

In secondo luogo non si trattava di finanziamento, ma di un anticipo su un finanziamento che altri davano, quindi era limitato nel tempo.

Comunque tengo a precisare che la fideiussione non è attivata ad oggi, 11 marzo.

Presidente Pongo in votazione la risoluzione nel testo emendato:

Esito della votazione

Presenti, votanti e favorevoli: 25

Il Consiglio approva alla unanimità