Oggetto del Consiglio n. 4168 del 28 gennaio 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4168/IX Rinvio della proposta di legge statale: "Modifica dell'articolo 33 dello Statuto speciale della Regione Valle d'Aosta, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, in materia di elezione del Presidente e degli Assessori regionali".
Presidente Ricordo che questo oggetto è stato iscritto all'ordine del giorno per decorrenza di termini.
Ha chiesto di illustrare la proposta di legge il Consigliere Bondaz, ne ha facoltà.
Bondaz (DC) Su questo disegno di legge, su cui non so quale sia il parere della maggioranza, il Gruppo Dc, indipendentemente dal fatto che esista o meno il parere della Commissione, intende procedere alla discussione, perché riteniamo che sia uno di quei disegni di legge che ha una valenza di carattere istituzionale importante ed interessante soprattutto per il momento storico che stiamo vivendo.
La proposta di legge è congegnata con un unico articolo, molto semplice, che peraltro racchiude alcune condizioni particolarmente interessanti in ordine ad una modifica del nostro statuto, in modo particolare per quanto riguarda l'elezione del Presidente della Giunta regionale, che riteniamo debba avvenire in modo diretto, e cioè attraverso una elezione popolare. Questo per garantire ed aumentare se possibile il concetto autonomista del nostro statuto.
Quindi queste modifiche tendono a nostro giudizio a garantire una maggiore ed efficace stabilità politica: il Presidente della Giunta avrebbe una valenza e una capacità istituzionale di gran lunga più rilevante, determinata dalla sua elezione da parte del corpo elettorale.
Verrebbe a concretizzarsi uno dei principi fondamentali della nostra costituzione, quello della sovranità popolare, che credo nessuno possa mettere in discussione. Verrebbe a dare un maggior peso istituzionale alla massima magistratura della Regione e in definitiva all'intera Giunta elettorale.
Viene indicata altresì la condizione per cui la scelta dei componenti della Giunta debba essere fatta all'insegna della competenza ma anche e soprattutto all'insegna del fatto che gli Assessori regionali debbano essere scelti, nella votazione consiliare, al di fuori dei consiglieri regionali.
Questo garantisce il concetto della incompatibilità fra consiglieri ed assessori regionali.
Viene individuato il ruolo del Vicepresidente, che oggi è carente nel nostro statuto. Crediamo che il ruolo del Vicepresidente, al di là del fatto nominale, sia abbastanza importante, perché, come i consiglieri sanno, in caso di assenza o di impedimento del Presidente del Consiglio esiste, è vero, la delega che il Presidente della Giunta in carica dà ad uno degli Assessori, ma è una delega riduttiva e che non dà al Vicepresidente quelle funzioni che invece dovrebbe avere.
Prevediamo altresì che nel caso di morte, o di impedimento o di dimissioni del Presidente della Giunta, il Vicepresidente abbia l'incarico specifico di indire le elezioni per il nuovo Presidente entro tre mesi dalle dimissioni o dalla morte dello stesso.
Ci rendiamo conto che questo è un primo passo verso quella che potrebbe essere una modificazione molto accentuata del nostro statuto, ciò soprattutto in relazione al tempo che è trascorso dalla sua promulgazione, che risale ormai a 45 anni fa.
Auspichiamo che il Consiglio regionale voglia provvedere alla approvazione di questo disegno di legge, perché con questo si darebbe veramente un indirizzo nuovo a quello che è il modo di far politica, e soprattutto si darebbe inizio a quella che è una valutazione di carattere istituzionale e costituzionale del nostro ordinamento.
Si dà atto che, dalle ore 17,17, presiede il Vicepresidente Stévenin.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin.
Louvin (UV) Pour une courte motion d'ordre, et j'espère qu'elle ne soulève pas le même problème qu'elle a causé hier soir.
Dans ce contexte, sans toucher le fond de l'argument, qui est sans doute de primordiale importance, nous estimons que le fait de ne pas avoir accompli, au sein de la I Commission, faute des temps et en raison surtout des engagements que la Commission a eus par rapport à la loi électorale, un examen de ce texte, au point que nous n'avons même pas encore pourvu à la nomination du rapporteur, exige de notre part une réflexion plus profonde.
D'autant plus que des solutions différentes, toujours peut-être dans la même ligne mais sur un éventail plus large, sont en train de se dégager à l'intérieur des différentes forces politiques.
Il nous paraît par conséquent utile en ce moment de reporter la discussion de l'argument en Commission, et je ne voudrais pas avec cela considérer que c'est peine perdue le temps que M. Bondaz a dédié à l'illustration de ce projet de loi, parce qu'il a bien voulu nous reporter à nos devoirs fondamentaux de donner dans les meilleurs délais les réformes nécessaires pour notre système politique régional.
Par conséquent, au nom du Groupe de l'Union Valdôtaine je demanderais de bien vouloir reporter la discussion de ce projet de loi en Commission, de façon à ce qu'il soit dûment étudié, approfondi et qu'il fasse l'objet d'une confrontation sérieuse de la part des forces politiques présentes dans ce Conseil.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Riccarand.
Riccarand (VA)Chiedo di intervenire a sostegno della mozione d'ordine presentata dal Consigliere Louvin, anche se capisco l'esigenza del Gruppo della Dc di arrivare a discutere questa proposta di legge, che è stata presentata nel mese di novembre. Però si tratta di un argomento di enorme importanza rispetto alle istituzioni della nostra Regione, e credo che i componenti della I commissione, che non hanno ancora affrontato il problema, siano comunque attenti rispetto a questo tipo di problemi e di tematiche.
Credo che fare oggi una discussione che non è stata preparata attraverso un confronto in commissione, porterebbe ad un risultato negativo da parte di questo Consiglio, mentre l'argomento merita un approfondimento ed un dibattito molto attento e puntuale da parte del Consiglio regionale.
Sono d'accordo con la mozione d'ordine presentata dal Consigliere Louvin, credo che sarebbe opportuno rinviare questo testo alla I commissione stabilendo poi delle scadenze, entro le quali il Consiglio si pronunci e voti sulla proposta.
Presidente C'è una richiesta di rinvio, non so se il Gruppo della Dc vuole esprimersi.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Bondaz.
Bondaz (DC) Non posso dire di non essere un po' stupito di quanto ho sentito in questo Consiglio da parte dei due cortesi consiglieri regionali che sono intervenuti.
Riteniamo che una proposta di legge di questo tipo, che è stata presentata il 3 o il 4 del mese di novembre, come ha avuto l'amabilità di ricordare il Consigliere Riccarand, potrebbe avere avuto la possibilità di essere esaminata da tutti i Gruppi con tutto il tempo possibile ed immaginabile.
Il Consigliere Riccarand ha ragione quando dice che probabilmente una discussione di questa legge in questo momento potrebbe anche portare ad un voto negativo.
Personalmente mi farebbe piacere vedere votare contro questa legge e vedere i Gruppi consiliari che votano contro questo disegno di legge, perché rappresenterebbero la parte meno attiva e meno sensibile a quelle che sono le innovazioni di carattere istituzionale e costituzionale di cui abbiamo necessità.
Detto questo, che mi sembrava doveroso dire, il Gruppo della Dc è disponibile, proprio perché ritiene l'argomento di particolare importanza, ad un rinvio al prossimo Consiglio, perché c'è tutto il tempo da qui ad allora (circa venti giorni) per poter esaminare questo disegno di legge.
La I Commissione potrà benissimo provvedere ad esaminare il disegno di legge e fare le proprie valutazioni, apportare eventuali modifiche o emendamenti, sui quali non abbiamo (evidentemente valutandole insieme) delle perplessità. Se il Consiglio ritiene di rinviare il disegno di legge, accettando la proposta che è stata avanzata dai consiglieri Louvin e Riccarand, ma soprattutto quella del Consigliere Riccarand che è un po' più congeniale, nel senso che ritiene opportuno darsi dei tempi a questo riguardo, possiamo essere d'accordo ad un rinvio alla Commissione, purché questa legge venga portata in discussione al prossimo Consiglio, o quanto meno al Consiglio di febbraio.
Presidente C'è la richiesta da parte del Consigliere Bondaz di rinviare la proposta di legge non, come mi sembra di aver capito dalla proposta del Consigliere Louvin, alle commissioni per un esame approfondito, come meriterebbe un tipo di legge di questo genere, ma di rinviarla al prossimo Consiglio, invitando nel frattempo le commissioni ad esprimersi.
Pertanto pongo ai voti la proposta del Consigliere Bondaz, di rinviare la discussione di questo disegno di legge e di ripresentarla entro il mese di febbraio.
Ha chiesto di parlare il Consigliere Louvin, ne ha facoltà.
Louvin (UV)Pour motion d'ordre. Nous avons présenté une proposition, qui est celle de renvoyer en Commission; je demanderais qu'elle soit mise aux votes et qu'ensuite éventuellement soit mise aux votes la proposition de M. Bondaz.
Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Lanièce.
Lanièce (DC) Volevo precisare che mentre la proposta del Consigliere Louvin è logico che venga messa ai voti, la proposta formulata dal Consigliere Bondaz non va messa ai voti, in quanto chiede, in qualità di primo firmatario, che la legge venga discussa entro la fine di febbraio.
Se viene respinta la proposta del Consigliere Louvin, si discute la legge entro la fine di febbraio, nella peggiore delle ipotesi. Non è che si possa obbligare un proponente a discutere una legge che lui presenta, quello non è mai successo.
PresidenteHa chiesto di parlare il Consigliere Pascale, per mozione d'ordine.
Pascale (PSI) Non ho ben capito quale sia la differenza. Il proponente ha chiesto sì il rinvio in commissione, ma ha posto comunque una scadenza, che è quella di fine febbraio; quindi secondo me non c'è da mettere in votazione un bel niente, perché entrambe le proposte chiedono un esame da parte delle commissioni, solo che il proponente ha diritto di chiedere che questo esame della commissione non duri in eterno. Qui c'è solo da prendere atto di un rinvio da parte dei proponenti all'ultimo Consiglio di febbraio, dopo di che, se ci sarà stato l'esame in commissione, vedremo qual è stato il risultato; altrimenti si discuterà la legge senza il parere delle commissioni.
PresidenteMi sembra che ci sia una intesa generale di rinviare la proposta di legge alle commissioni, quindi prendiamo atto di un rinvio alle commissioni, con l'impegno di portarla comunque all'attenzione del Consiglio entro il mese di febbraio. Va bene?
Il Consiglio prende atto, concordando sul rinvio dell'oggetto all'esame della I Commissione consiliare permanente e all'adunanza consiliare della seconda quindicina di febbraio.
